domenica 11 dicembre 2016
Il mito rivisitato.
L'eperienza di ciascuno di noi, pur attraversando varie fasi, per lo più meccaniche e ripetitive, si svolge e, apparentemente, si sviluppa, all'interno di un solco ben tracciato, avverttito come naturale, nel quale e dal quale acquisiamo visioni del mondo ( il nostro piccolo e circoscritto ), valori o pseudo tali, giudizi, familiarità e rifiuti. L'ambiente familiare, la culla dell'uomo, è decisivo, ma, se non ben fortificato, non detrminante: all'interno del processo educativo o di semplice "imprinting", vengono a formarsi delle contraddizioni, a volte anche fra fratelli e sorelle, che non si saneranno più nel corso della vita e daranno luogo a una gerarchia che si sosterrà solo fino a quando un eventuale mutamento delle condizioni economiche non le sovvertirà. Ci sono rivalse che restano latenti, anche all'interno di un nucleo stabile, sedimentato: saranno le mutate condizioni di approccio al reddito a cambiarne repentinamente i fino ad allora immutabili, ma mal sofferti equilibri. Fra la frequentazione di un certo ambiente scolastico del primo figlio, del secondo e poi, nelle famiglie più numerose, del terzo, troppo distanziato temporalmente o solo sopraggiunto in coincidenza di una crisi non prevista, corrono frequentazioni, comportamenti, modelli culturali che si fanno faticosi per chi era abituato ad una costanza di benessere che - ad esempio con la crisi attuale, ma anche con il cambiamento dei riferimenti giuridici sui quali si basavano le appropriazioni, per lo più dinastiche, di vertice, mentre la via di chi si incammina sul terreno della maturità prende forme tecniche, ma anche costumi ambientali difformi, contraddittori con il contesto familiare storico, con gli atteggiamenti dei fratelli, con le aspettative fattesi, anche temporalmente, ristrette. Se all'interno di una famiglia, la posizione dominante del marito ( se ben dotato di soldi, per lo più ereditati, sia in termini di beni, sia in quelli della professione alla quale è subentrato ) ha ricercato o preteso un'apparenza sociale che ha prodotto la scelta di una moglie meno attrezzata e per questo al rimorchio, ma vistosa, col sopraggiungere della crisi le dicotomie represse tornano a farsi quotidiane, ingenerando un clima di tensione nell'ambiente. Quando una bella donna, ambiziosa di diventare una bella signora, non trova, nel tempo, rispondenza alle sue aspettative, anch'esse di status, sia pure acquisito, le sue rimostranze, dirette o indirette, si fanno pervasive, distruttive e ricadono anche sui figli. L'incongruità culturale limita l'efficacia dell'educazione solo agli anni infantili; la mancanza di esperienza negli studi ne limiterà l'approccio alle problematiche dei figli, la spingerà a ricorrere ai fratelli maggiori o al più coinvolto nei suoi tramestii nevrotici, apportando anche a "carriere" ben avviate, un penoso adeguamento alle ambizioni ridotte del cadetto. Analoghi riduzionismi si trovano - di questi tempi, ad ogni piè sospinto, nelle ridotte commerciali delle aziende, nelle quali all'attaccamento alle posizioni più nevroticamente ripetitive e produttive ( per non esserne scalzati )si accoppiano informalmente e, quindi, quanto più vilmente e malignamente, le sottomansioni di fatto, senza rispetto per nulla che non sia il risultato immediato e il tornaconto di pochi, compresi i veicolati occasionali e in prova al rimorchio, indipendentemente dalle qualifiche, dalle anzianità e dai ruoli precedentemente ricoperti. Altri tempi, altra civiltà o forse no. Si diceva anche allora: sporchi, maledetti e subito, in tutti i sensi. Lo schema, inavvertito ma condizionante, a cui si rifanno gli ultimi venuti ed i sopravvissuti di epoche precedenti, ancora sulla breccia, si adegua alla più grigia materialità, spesso servile, senza che il tutto non sia accompagnato da una profusione di valorialità assolutamente inesistenti. Il destino economico prevede esclusioni e schiavitù riemergenti dall'origine, mascherata da forme giuridiche che, sostanzialmente, la riconfermano. Leggevo in un "reportage" de Il Giornale di un bordello nel Bangladesh, popolato anche da prostitute bambine, figlie di altre prostitute. Sapevo già di questa ereditarietà schiavistica in India, poco distante. Il servizio diceva che all'inveterato costume era seguita la legalizzazione, perchè il fenomeno costituisce una delle principali fonti di reddito e, quindi, di agio per chi lo governa, di quel paese. Le interviste spaziavano su tutto il repertorio della fantasia illusa: dalla credenza in Allah, "per cui questa è la mia condizione oggettiva e non può essere altrimenti" dio lo vuole!; alla casa comperata per lei da non si sa chi, ragione per la quale "lo sto ripagando", al fidanzato "di cui sono innamorata e che mi porterà presto con sé, per un'altra vita"...diversamente squallida, una diversità vagheggiata che resterà sconosciuta. Così s'avvita il mondo in una ripetitività d'illusioni, non dissimili, per proiezioni, nel mondo "civilizzato", semplicemente più affinato giuridicamente dal recente - appena dalla fine del '700 e non dovunque - modello speculativo e sfruttatorio industriale, in via di ripiegamento sulla volatilità di una finanza telematica che non si sofferma, ma balugina solo davanti ai loro occhi - per l'utilizzo degli eterni ammiratori dell'ultima ( la loro ) figurazione.
Non cìè alternativa: si ricomincia.
Non è la Costituzione, mai applicata, post resistenziale, non sono i costi della politica: si tratta di diversivi e di gretta attività lobbystica, da parte di chi è ormai senza poteri, perchè indebitato fino al collo per ragioni clientelari. Si tratta della camorrilla della politica tradizionale, mai rimossa e risorgente, come un tumore, ad ogni svolta incongrua con quegli apparati e quelle metodiche. Un'altra figura scialbe, dal curruculum contraddittorio, probabilemnte dalla personalità evanescente ed etero-dirigibile, a continuare l'opera di soffice adeguamento alle direttive europee. Una clonazione di Gianni Letta, dopo le cafonate, protrattesi fino all'ultimo, di Matteo Renzi, che ha dettato a Gentiloni, per due volte, la lista dei "suoi" futuri ministri, prima che costui ricevesse l'incarico da un presidente/travicello. A riprova, la probabile nomina del trombato sindaco di Torino Piero Fassino, al ministero degli affari esteri. Non ricordo se aveva svolto un incarico consimile nel P.D., ma, anche se fosse stato, si tratterebbe di un ripescaggio per linee interne, la riedizione di un sistema di potere che, a Torino, il Movimento 5 Stelle aveva scalzato. Rieccolo, dunque. Si annoiava, rischiava la depressione. La consultazione referendaria del 4 Dicembre, prevista proprio da quella Costituzione che si voleva far franare, ha segnato solo l'inizio, la ripartenza, mentre il ricompattarsi "istituzionale" dei poteri di sempre, si è già posto "all'opposizione", ma dal governo. Sarà dura per l'Italia, gravemente impoverita, mantenere vivo il modello democratico. Per farlo dovrà rinforzarlo, alla faccia di questi pseudo-governanti e delle forti componenti reazionarie della società.
sabato 10 dicembre 2016
La paura di tutto.
La paura generica avvolge il mondo che ha perso in gran parte i suoi riferimenti rassicuranti ed alimenta i nazionalismi ed i regimi di destra in una miriade di Paesi al mondo. Alimenta anche la destra endogena, che si nutre dell'egoismo riveniente dalla precarietà. La stessa Unione europea appare un fortino assediato. I costi, una delle ossessioni del microcapitalismo privato vengono posti come criteri di limitazione del dibattito pubblico, con ciò stesso appalesando che in tempi di ristrettezze indotte si vuole riapplicare il modello autoritario e censitario vigente prima della guerra, anzi prima dei regimi dittatoriali, che alla guerra hanno portato e che anche adesso, dopo questa fase, emergerebbero sull'ignoranza delle masse e del ceto piccolo borghese. Che la Storia non venga studiata e che, soprattutto, non serva a niente è periodicamente, ciclicamente dimostrato, anche se in forme apparentemente mutevoli che ne offuscano la comprensione e la ripetitività. L'attuale è un periodo di ripiegamento, nel quale qualcuno è saltato ed è stato ucciso, ma molti altri ancora stanno risedimentando le proprie posizioni che sembravano compromesse: è il caso di Assad di Siria che, con l'aiuto dei Russi ha costituito il test di sperimentazione del bipolarismo, rinascente dalla via militare intrapresa dalla Russia delle oligarchie vincenti di Vladimir Putin, Anche l'Italia, per quel che vale, stava per essere trascinata nella stessa miserrima spirale, ma la lezione della Costituzione post resistenziale ha resistito anche alla piaggeria dei Dem, in gran parte ex comunisti dell'Emilia e della Toscana ed anche ai buoni uffici dell'ultimo dei "realisti" di Botteghe oscure. Ciò nonostante, al disordine ipocrita ed illusorio della finanza senza confini, la reazione è marcatamente di destra e cerca dei rinnovati approdi materiali nel rilancio della produzione interna e nel protezionismo. A questa pretesa si oppone il debito, sia degli Stati Uniti, sia dei Paesi meridionali dell'unione europea, in stato di grave minorità nei confronti del marco-euro, inclini per tradizione, ma anche allettati a rimaner legati al carro con tutte le loro incongruenze interne, particolaristiche ed egoistiche alle quali, chi ne detiene il bandolo, non rinuncerà, neppure se a sfilacciarsi sarà l'Italia, della quale, agli interessi privati, non interessa nulla. Il plebeismo particolaristico, grettamente familiare, è il carro(ccio) di Salvini, sul quale si arrampicano tutti i vecchi democristiani popolari, privati del tradizionale clientelismo della Balena bianca. Tre milioni di euro di fondi neri, nel 2014, per comprare le sentenze su una discarica abusiva in provincia di Campobasso; l'avvocato dello Stato che ne parla convivialmente durante una cena e poi fa carriera e si rende irreperibile in sede di verifica giornalistica. Il presidente della Corte d'assise di Campobasso dell'epoca che intimidisce i giurati popolari, facendo loro intendere che potrebbero incorrere in un risarcimento privato nei confronti degli imputati se li avessero condannati e poi la sentenza fosse stata ribaltata. Due avvocati che si dichiarano pronti a testimoniare in ogni sede. Non verrà loro chiesto di farlo. Un ambiente giudiziario nel quale si parla spesso di tangenti per i giudici, di sentenze preconfezionate, in una parola di rapporti mafiosi, di costume mafioso all'interno delle istituzioni, come in ogni altro ambito della vita (in)civile, nella quale l'economia abusiva, in nero, gli imprenditoruccoli la fanno da co-padroni. Adesso ci mancherebbe solo il Renzie-bis, in questa squallida e quotidiana "pochade".
venerdì 9 dicembre 2016
La regola taciuta.
La polizia inglese, che telefona agli abitanti dei quartieri alti per sapere se tutto va bene e pattuglia disarmata le strade, a stretto contatto con le categorie produttive, era usa - come se non lo avessero saputo - abusare del suo ruolo per violentare, guarda caso chi aveva già subito precedentemente violenza. Anche la polizia italiana fa altrettanto: le prostitute sono tenute alla corvée gratuita per mantenere uno spicchio di marciapiede o un'attività domestica. Talvolta i tutori dell'ordine amministrano, in appalto e in alternativa una o due prostitute, tal'altra uniscono al dilettevole l'utile, in sinergia con i papponi. Le pietre lo sanno, le istituzioni, non. Dimenticavo: le istituzioni sono loro. Un sud americano che aveva ottenuto asilo umanitario e risiedeva a Reggio Emilia, ha fottuto 104 ragazzi che adescava in panni femminili, per far provare a loro - così presto - la più grande ebbrezza della loro vita. Che sarebbe rimasto loro, dopo? Costui era stato accolto perché discriminato per i suoi costumi sessuali nel suo paese d'origine: ha fatto strage di preadolescenti in una città piccolina, dove le situazioni anomale si dovrebebro avvertire: dediti al chiacchiericcio banalizzatore e assenti quando si tratta di cose gravi. Nello stesso tempo, la giurisprudenza formale rivela la sua inanità nel protocollare le situazioni e reinterviene quando il danno psicologico profondo è già stato fatto. Il Papa ha parole inusuali per un pontefice: oggi, davanti alla Madonna per la posa dei fiori di prammatica, ha ricordato non solo coloro che sono disoccupati, ma coloro che fanno lavori indegni per sopravvivere, omettendo di citare coloro che lavorano indegnamente per salvaguardare il loro tenore di vita e le apparenze sociali. All'aeroporto Leonardo Da Vinci di Roma, l'impresa appaltatrice della pulizie delle latrine impone ai suoi inservienti di procedere alla pulitura, senza por tempo in mezzo, fra una pisciata e l'altra, indipendentemente dal sesso, per cui le battute, le avances ed anche le mani addosso, mentre le lavoratrici armeggiano intorno agli orinatoi, in pieno utilizzo da parte degli utenti, mentre gli uomini sono talvolta respinti con urla, se di servizio nei bagni delle donne. Insomma, per i clienti orinanti, se si tratta di signore, se igieniste delle deiezioni, sono donne di facili costumi, altrimenti non passerebbero il disinfettante mentre loro sgocciolano. Quando qualche sotto dotato manifesta il suo, di imbarazzo, le tapine o se ne fregano e continuano il loro equivocato lavoro o si appartano fuori delle porte a vetri, sperando di non essere intercettate da un incaricato della sorveglianza sui tempi ed i ritmi di lavoro. Ne va del posto, di quel posto. La B.C.E. nega al M.P.S. venti giorni per cercare i cinque miliardi di euro che servono alla sua ricapitalizzazione. Non crede che possa farcela e teme una dilazione dietro l'altra. L'Italia non può decidere su nessuna materia, neppure le aziende private, se di natura finanziaria: le commissioni del padrone europeo vigilano e decretano, in questo caso, la sorte di ventiseimila dipendenti e di duemila obbligazionisti subordinati: chi sopravviverà sarà dato in pasto al miglior offerente, oppure potrà ripartire da basi molto ridimensionate, se nessuno vorrà approfittare dell'occasione. In questo giocheranno le solite clientele locali sopravvissute. Papa Bergoglio valutò la pedofilia nei ranghi della Chiesa, intorno al 2% del clero; lo fece nell'intervista a Eugenio Scalfari per Repubblica, nel 2014. Solo in Italia, dove vivono 30.000 ecclesiastici, i potenziali responsabili di abusi su minori potrebbero essere 600. Il pedofilo, però, è assimilabile al serial killer. Inchieste penetranti del fenomeno, in Italia non sono mai state compiute, come sulla pedofilia in genere: è un dato di fatto. Telefono azzurro, vox clamans in deserto, continua a denunciare queste complici omissioni, senza sortire alcun risultato, tranne quello originato dalla sua attività. Non si tratta di un fenomeno circoscritto ad ambiti specifici, ma di un fenomeno pervasivo, presente in tutti i contesti in cui sono presenti dei bambini ( ancora fonte Telefono azzurro ). In che misura è presente la pedofilia nella nostra società? Il totale delle persone detenute per reati sessuali su minorenni erano lo scorso anno 705; con l' aggiunta della prostituzione minorile e della detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, si arriva a 1.152. In Italia i maggiorenni sono 47 milioni e ne consegue che il tasso di pedofilia dovrebbe essere di 0,00024%, quindi molto lontano dal 2% del clero. ma certamente le statistiche non fotografano la situazione, stante l'omertosa complicità che alligna nella società, come se il fenomeno dovesse, nei reconditi della coscienza, considerarsi "normale". Si è detto della serialità del pedofilo e, ancora una volta, le statistiche ecclesiastiche, una volta tanto meno ipocrite di quelle civili, hanno attestato una quantità di stupri dai 130 ai 200 per soggetto. Se la percentuale dichiarata da questo strano, nel senso di estraneo Papa, fosse trasfondibile nel contesto italiano, le nostre carceri dovrebebro ospitare un milione di pedofili. Per questo il fenomeno viene rimosso, lasciando alla disgregazione psicologica ed al fallimento sociale chi vi incorre. In aggiunta, va considerato che raramente un pedofilo viene denunciato. Secondo Telefono azzurro, il contesto socio-familiare fa si che il fenomeno rimanga sostanzialmente sommerso e lì viene lasciato, come la mafia cinese, "che non dà problemi". Quanto precede non può che derivare da una presa d'atto, comoda o agitata a seconda della posizione da cui la si osserva: il genere umano fa schifo, solo assumendo un atteggiamento distaccato, ieratico, "oggettivo" non si prova ribrezzo a farne parte. Il male è la regola ed una costante dell'esistenza. Il bene è l'eccezione.
giovedì 8 dicembre 2016
L'avanspettacolo della politica.
Se c'è una cosa, un elemento che non c'entra niente con i soliti bizantinismi della crisi di governo ( provocata da Renzie, perché a dimettersi non era costretto da niente e da nessuno ) nei quali il dimissionario, con cafonesca prepotenza toscana, detta l'agenda alle istituzioni, un po' come il frettoloso Grillo, è il precipitato, la conseguenza che è stata fatta derivare dal chiaro pronunciamento popolare sul quesito referendario. Se avesse prevalso il Sì, il leader non eletto e gli altri nominati attraverso una legge elettorale incostituzionale, sarebbero corsi al rito confermatorio delle elezioni o avrebbero proseguito, tracheggiando e sparando bubbole, nei compiti a casa impartiti dalla commissione europea? Infatti, i contorcimenti grotteschi di queste ore, prescindono dalla fattualità e rosicano sulle opportunità. Sta di fatto che le Cassandre e i profeti di sventura, sconfessati dai fatti e denunciati dall'incremento galoppante della povertà in Italia, spudoratamente rilanciano e cercano di reinserirsi nel vuoto di potere che le pretese europee e l'inconsistenza della classe pseudo-politica congiurano a determinare, perché, al governo, non c'è solo il fantino "mosso" del suo Palio peronale, ma anche la pletora dei costituzionalisti d'occasione e delle loro clientele: in poche parole dei loro palafrenieri futuri. Stare al governo vuol dire infatti, provvedere alle nomine tempo per tempo, nomine che durano spesso oltre il mandato temporale del governo che le emana e che, in ogni caso, sotituiscono dei solidi agganci per molti anni a venire, per via della conoscenza dei gangli burocratici dei ministeri, e di varie holding private, pubbliche e semipubbliche. La costituzionalista Maria Elena Boschi, che non consceva neppure i contenuti della "sua" riforma, fa il paio con Maria Stella Gelmini, quella del tunnel al neutrino dalla Svizzera all'Abruzzo, mentre il grigio Presidente della repubblica - sempre meglio, si spera, di Napolitano - professore di diritto costituzionale, deve barcamenarsi fra i ragli di una legione di aspiranti reggitori della cosa pubblica, di tutto ignari tranne che di se stessi. Fra Renzie e il "suo" P.D., al quale è stato effettivamente eletto, attraverso primarie da due euro al voto per chiunque passasse, e i "5Stelle" Di Beppe Grillo e dell'erede Casaleggio, sarebbe una contesa fra Buffalmacchi, il cui arbitro potrebbe essere il "prendingiro" Salavador Dalì del quale ho visitato la mostra, fra istrionismo ed effetti speciali, favole d'Esopo e Gargantua et Pantagruelle, in uno spiritato processo di deformazione del mito e della tecnica, proiettati verso il futuro, in un caleidoscopio di trasfigurazioni "impressionistiche", per le menti degli astanti. O almeno così si illudono. Dalì era un artista e scherzava attraverso i contenuti di una tecnica, rispetto alla quale "l'arte" della politica è ben misera cosa.
mercoledì 7 dicembre 2016
Il Bronx della Germania.
La statistica sulla povertà incipiente è spaventosa: il degrado economico di quasi la metà delle famiglie, taciuto e sbeffeggiato attraverso battute demenziali, sta per compiersi. Almeno per una generazione non ci sarà possibilità di recupero e, alla luce del fervore accumulatorio, da riporre in sicuri forzieri, per le proprie di future generazioni, apettative diffuse non se ne intravedono. Poi, il combinato disposto della malandrinate si incarica di sovvertire le previsioni, ma chi meglio sta, normalmente, ha agio di attrezzarsi in maniera adeguata. Lo sprofondamento delle classi popolari è spaventoso perchè porterà con sè ogni aspettativa di affinameto, di istruzione e realizzaerà, per via indotta, quanto ci si proponeva di perfezionare per via legale, "costituzionale" addirittura. Il costituzionalismo degli stenterelli, appunto. Dalle latebre dell'ignoranza e dello stentato menage di sopravvivenza, riemergeranno tutti gli archetipi popolari più retrivi, forse modificati dalle recenti, traditrici, parole d'ordine, il senso trascendente e religioso più speculativo che, se oggi odora di francescanesimo politico, domani potrebbe tranquillamente riattestarsi sulla gerarchia dogmatica. la destra economica, politica e sociale infatti rimpiange i bei tempi delle scomuniche, che contribuivano a creare l'humus della repressione. Che Jorge Bergoglio sia sincero o meno, non importa: è vecchio e, dopo la sua parentesi, i tempi potrebbero già essere maturi per ritornare al tradizionale e, se non lo saranno ancora, pazienza: avanti Francesco II. La perdita dei diritti sul lavoro è stato il prologo, il depauperamento delle risorse nelle famiglie operaie, il seguito, la liberalizzzazione del gioco d'azzardo, il continuum; il prossimo passo è preconizzato dalle statistiche. Qualcuno, molti nascono, oggi come sempre, per essere strumento altrui: la migrazione verso i lustrini porta solo alla degradazione personale e sta per coniugarsi con la disillusione interna, mentre, respinti dai residenti, come a San Basilio a Roma, le famiglie degli immigrati costituiscono una riserva, trascurata ma inesplorata, di valori crepuscolari in contraddizione ed in lotta con l'influenza maercatista. L'esplosione della pubblicità, in ogni ambito e frangente, ha del grottesco: la facoltà di spesa si è talmente inaridita che le "occasioni" giocano esclusivamente su ribassi per merce obsoleta, per simboli depotenziati ai quali anche i poveri e gli ignoranti, non vogliono rinunciare, perchè rappresentano la loro ridotta personalità e la loro residua considerazione familiare. Nei quartieri popolari, nelle case popolari, non vogliono più famiglie di immigrati, arabi e negri in particolare. Da San Basilio, A Roma, a Gorino, nel ferrarese, in zone, cioè, più marginali che mai, già per se stesse, il razzismo istintivo e il bullismo che ne consegue, soprattutto sui bambini, non conosce mediazioni, che, se intervengono, nascondono il rifiuto e la violenza potenziale, che diventerà effettiva, tanto, quanto durerà l'occupazione degli spazi comuni. Il senso di solidarietà fra i poveri è una favola utopistica, recitata nelle campagne fra le familgie devote, senza per questo venire a capo di nulla, se non a trascinarsi, ancora per un po', nell'illusione di un affetto. Non che ai piani alti siano disposti ad accogliere frotte di improvvisati inquilini: lì, il problema non si pone, la lotta etologica viene lasciata alle periferie, per poter sempre dire che si tratta di classi inaffidabili, impresentabili. I più molesti, nelle contese condominiali, nelle omertà ambientali, nelle camorille e nei governicchi fra sodali, sono proprio i condomini e i cortili popolareschi, a smentire qualsiasi forma di sussidiarietà. Restava, un tempo, solo la fede politica, oggi appaltata ora alla destra sociale, ora alle promesse di turno, domani all'estrema sinistra dentro e fuori dal parlamento, ingrossata, come un fiume in piena, dall'impoverimento galoppante. Sempre a Roma, dove la predominanza si misura sulla muscolatura da palestra e sull'esercizio della violenza su simboli alieni, indifendibili, in agglomerati di tristi primitività, grandi come una città media, in una coltura di ignoranza, di telefoni, computer e videogiochi. Le scuole, in questi quartieri, assomigliano a quelle del Bronx di New York: graffittate, sudicie, con gli arredi istoriati o a pezzi, reticolo di marginalità ed esclusione, e, proprio per questo, alla facile ricerca di qualcuno ancora più vulnerabile, al quale far sentire il peso del rifiuto. L'europa del sud, Francia compresa, sta diventando un clone dell'Inghilterra, che ne è uscita. Anche l'Irlanda non è messa meglio: a parte i ceti ricchi, è il Bronx della Germania
martedì 6 dicembre 2016
La gravezza della povertà.
Il 30% della popolazione italiana rischia di sprofondare nella povertà, un gorgo dal quale non c'è ritorno. Non si tratta dei già endemicamente poveri ma di un ulteriore terzo della popolazione, secondo una scala digradante e degradante: una percentuale complessiva che si avvicna alla metà degli Italiani. Non so quale ne possa essere la medicina d'urgenza, anzi dubito che sarà somministrata, ma si tratta di un'apocalisse sociale dalla quale è esente, secondo una scala ad ascendere, l'altra metà. In un Paese normale, la metà degli abbienti dovrebbe costituire la destra e la sinistra dovrebbe essere rappresentante dell'altra metà indigente. Scongiurato, per ora, il cesarismo degli stenterelli e senza che nessuna ripercussione borsistica si sia verificata, in aggiunta a quelle provocate dai disastri venuti alla luce da sotto il tappeto, si deve subire il continuo richiamo al saldo dei debiti dai contabili di Bruxelles. Questa situazione, susseguente alla liquidazione della prima Repubblica, viene da lontano e gli eventi che ne sono derivati in Europa ne sono una misconosciuta conseguenza. E' del 1973 l'inizio della lunga crisi, accentuata(si) negli ultimi decenni, sulla scorta dello yuppismo degli anni '80, della finanza compensativa dei derivati finanziari, dei subprime e via citando. Infatti, nel 1973 Stati Uniti, Giappone ed Europa, dietro sollecitazione di Kissinger e Rockfeller, riuniti a Tokio, decretarono in un "manifesto", che si era sviluppata troppa democrazia dalla fine della seconda guerra mondiale e che il "sistema" non poteva permettersela. Il mondo era diventato troppo complicato da gestire per poterlo lasciare ancora in mano ai parlamenti, alla politica, ai cittadini. In Italia si attivò la P2, tenuta a freno, fra mille difficoltà, perché il nemico si annida anche all'interno, da Tina Anselmi, recentemente scomparsa, vennero gli sconquassi bancari, i "suicidi" sotto il ponte dei frati neri, gli incroci finanziari evasivi all'ombra dello I.O.R., di andreottiana e sindonianna memoria. Quel potere si è mischiato, si è reso irriconoscibile, la seconda guerra mondiale è finita con l'unificazione tedesca, i precedenti assetti sono stati ripristinati, ma i Paesi meridionali del continente si sono rivelati corrotti e deboli, indebitati fino alle orecchie. Il sistematico depauperamento del reddito, a cominciare ovviamente da quello delle categorie meno favorite e più esposte alla disoccupazione, va interessando in misura crescente, il ceto medio che è a sua volta ricorso a troppi debiti, colpevolmente elargiti, nel tentativo insensato di lasciare inalterati i tenori di vita: un'apparente pace familiare che ora precipita nella disperazione. L'unica strada percorribile è quella della partecipazione sociale, del coinvolgimentoe di una lenta ma sistematica ricrescita, sempre a rischio di nuove brutalizzazioni. La democrazia è dialettica e, quando serve, del conflitto ( accompagnato da un progetto )perchè solo questo impedisce la sedimentazione, la pietrificazione delle caste sociali e dei poteri costituiti che ne sono la guardia armata autorizzata. La democrazia e anche il conflitto devono avere spazi e canali, per non diventare protesta confusa, manipolabile da chiunque. Che cosa sono riuscite a ottenere, per sé, le classi popolari, all'ombra dei sistemi formali, di cui si è cercato di restringere gli ambiti? Dubito fortemente che, in queste condizioni, la strada possa essere quella del governo, se per sinistra si deve purtroppo intendere quella vista all'opera fino a ier l'altro. Ancora una volta si deve ricominciare dal basso.
Il sorriso mesto del clown.
Il clown di Aleppo è morto, come i bambini che intratteneva fra le macerie, sotto un bombardamento. La cura, il sorriso, la grazia non possono sopravvivere, non sono ammessi, sembra questo il significato dello scempio programmato dai vertici militari che, su quel terreno, confliggono fra di loro, valendosi di un capro espiatorio: non l'ISIS, bensì la popolazione. Il clown si aggirava, come avviene nelle corsie degli ospedali pediatrici, per rimuovere il trauma, lo shock delle esplosioni e della morte - scenario: lo ha fatto finché ha potuto e poi ha dovuto a sua volta prendere atto di questa raffigurazione della realtà. Come nella vita ordinaria, nella quale si alternano e si sovrappongono sentimenti e immagini, gioia e dolore, senza darci mai la possibilità di fissare in positivo l'obiettivo. E' l'occasionalità della vita che la tecnologia non ha rimosso, l'ha casomai incrementata. Per ciascuno, l'esistenza sarà solo conflitto e dolore o grama sopravvivenza, per altri mediocre benessere e aspirazioni compatibili, per altri ancora privilegi e strategie per conservarli. La triste e dolce parodia del clown è stata spenta in quella figurazione di annullamento, risorgerà, per i puù sfortunati, ovunque possibile, fino a quando possibile.
Un risultato contro il compromesso.
Adesso si dia luogo all'attuazione della Costituzione, per stare da protagonisti nell'Unione europea e si rimetta ai margini la reazione, sdoganata da Berlusconi. Senza un recupero netto dei margini entro cui può e deve svolgersi il dibattito civile, i reazionari, privilegiati per censo, relazioni ed influenze, cercherebbero di trasformare questa riaffermazione in un'altra vittoria di Pirro. Le difficoltà economiche non devono essere più un pretesto di clientelismo e di consenso estorto e la qualità della produzione giuridica, la sua corretta interpretazione ed applicazione, devono essere l'architrave di una convivenza informata e dibattuta, senza ipocrisie, pagnistei e forzature, come è stato durante tutta la prima repubblica. Il responso popolare, salvifico, ci ha riportati all'anno zero: sarebbe delinquenziale non perseguire con coerenza la chiara determinazione popolare. L'amputazione renziana, per conto di poteri non manifesti, ma chiaramente intuibili dall'apparato interno ed internazionale, a sostegno della tutela, anche legale, della nostra nazione, ha messo in chiaro che alle pretese dei creditori sul cambio reale monetario, si andava coniugando il solito egoismo censitario della Vandea italiana. Il risultato referendario respinge questo tentativo malefico e restituisce alla collettivtà i contenuti fondativi della regolazione di qualsiasi congiuntura economica e ne dispiega l'impegnativo percorso, lungo il quale i tecnici, i politici marionatte e gli opportunisti non devono più trovare terreno fertile. E' una bonifica che s'impone in tempi rapidi e dalla quale non si deve più tornare indietro.
Lo zenit del diritto pubblico, sottratto dai cittadini ai privati.
Il referendum costituzionale, che ha visto la partecipazione tradizionale degli italiani alle consultazioni concrete e quindi partecipate, riguardava solo la forma giuridica della Nazione e dello Stato: la baraonda delle dichiarazioni, alcune fondate su legittime aspettative di cambiamento nella prassi di governo e non nella mutilazione giuridica, cerca, in molti altri casi, di confondere le idee, come la propaganda elettorale; il dado è tratto, adesso bisogna ricominciare ad operare nell'alveo della Costituzione, dopo il terzo tentativo di sovvertirla, di Gelli, Berlusconi e Renzi, secondo interessi privati e occulti. Il dibattito politico, le tribune informative devono riprendere in un'ottica di aggiornamento e di chiarificazione dialettica: lo stato dei conti pubblici e le sue cause devono essere chiaramente illustrati, il terzo salvataggio di fila della democrazia ad opera del suo depositario, il popolo, induce a riporre fondate aspettative sulla saggezza dei cittadini, senza scambiarla per l'acquiescenza del gregge. I precipitati delle primarie tosco-emiliane se ne vadano tranquillamente a svernare altrove; il prossimo governo, che dovrà essere frutto di una elezione, ripristinando l'investitura indispensabile a prendere dei provvedimenti, dovrà motivare le sue scelte e sottoporle al dibattito pubblico, procedendo, come è suo dovere, ma non sottraendosi alla critica, che potrà a sua volta esercitare. Spero anche che il prossimo Presidente del Consiglio, non più nominato, non esordisca alla Camera o al Senato con cucchiani e tazzine da caffé sul banco della presidenza: mancavano solo una sigaretta in bocca ed i piedi sullo scrittoio e che si rivolga ai parlamentari con la dovuta sacertà e sicurezza, ma senza svillaneggiarli, senza farli votare per la propria eutanasia, così come spero che il prossimo Parlamento sia composto da eletti e non da nominati. Non sono i costi della pletora dei deputati ( soprattutto ) e dei senatori da abbattere come in un'azienda qualsiasi, ai fini del lucro dei nomianti superstiti, ma è la qualità dei candidati, in collegi più ampi e per due mandati al massimo, attraverso il dimezzamento degli uni e degli altri, ad elevare i contenuti legislativi e del dibattito pubblico. E' importante che i consiglieri e gli assessori comunali e regionali non deliberino in plenaria a Roma, dove si spartirebbero corruttivamente i denari e peserebbero, per scambiarsele, le poste, ma che si assumano evidenziabili responsabilità decentrate, in termini di efficacia e di spesa. L'informazione e la partecipazione, secondo chiari criteri di moralità e di rigore, senza guarentigie e salvataggi, deve concorrere, su scala nazionale, a migliorare l'equa distribuzione delle possibilità che non vanno reiterate se non vengono colte e sfruttate. Così facendo, nulla osta all'integrazione europea, quella non furbesca e particolare. La salvaguardia della Costituzione potrà essere di sollievo alle classi in via di impoverimento della nazione, secondo un processo malefico che l'amputazione della legge primaria avrebbe aggravato. la Costituzione è un bene pubblico e non deve essere appaltata ai privati, come si è tentato di fare.
lunedì 5 dicembre 2016
E' stata l'affermazione dell'esigenza del dibattito.
La Costituzione si è rinsaldata, dopo le fratture e le amputazioni degli ultimi ventitre anni. L'Emilia Romagna e la Toscana attestano, almeno in questa materia sulla quale si sono scontrati gli assetti di potere, il clientelismo interno, la forza specifica, parziale e bottegaia, degli apparati autoreferenziali superstiti. Il Trentino Alto Adige ha fornito un voto scontato: : è in Italia per modo di dire e, pur traendo da questa anomalia, di cui la parte italiana, trentina, ha sposato solo l'utilità(rismo) - Cesare Battisti si rivolterà nella tomba - un vantaggio doppio, ha sottolineato il suo egoistico semi-separatismo. Milano ha significato gli interessi dell'alta finanza, interpretati dai "travet", come quasi sempre accade. E' un risultato netto e ci voleva. Adesso, dopo aver evitato l'autoritarismo e la semplificazione - ben rappresentato dal piglio solitario, toscanaccio, del paffuto Renzie - che avrebbe inanellato una serie di candidati, collaterali o successori del pupone, verso una deriva all'italiana, pur nella contraddizione delle intenzioni, speculari alla melassa politica, lo spirito giuridico, scaturito dall'abbattimento di una dittatura, è stato conservato. Adesso si dovrebbe puntare sulla qualità, in campo economico, ma soprattutto in campo giuridico e avere fiducia in un popolo che tante volte ha corretto con chiarezza le approssimazioni di un potere venduto e plebeo. Il dibattito può riprendere se gli interpreti saranno all'altezza: è il momento, ancora una volta, dell'impegno.
domenica 4 dicembre 2016
Il cappotto rivoltato.
La lotta economica si è ancor più volgarizzata. La raccolta orizzontale arruola ingenui e grossolani contributori che appesantiscono l'operatività secondaria. la concitazione induce superficialità e fa felici i truffatori informatici, soprattutto quelli con i provider all'estero. I vetrinisti dei negozi apprestano le imperdibili occasioni: su un set di prodotti viene apposto un prezzo, che è relativo solo ad un elemento; il cliente se ne accorge solo dopo aver fatto l'ordinazione. Le commesse distaccate, stanno al gioco per quattro soldi. Quelle delle boutiques fanno marchette con i clienti frequentatori od accompagnatori delle loro mogli. La prostituzione informatica è un reticolo organizzato: esistono agenzie che provvedono al reclutamento e alla pubblicità. Le escort itineranti sanno a chi rivolgersi, piazza per piazza. Lo sfarinamento della società si accentua ed offre suggestioni ai comerciali marginali, mentre il lavoro si fa prestazione occasionale, con turnazione o in cifra secca. Le famiglie compensano - ma sarà l'ultima volta - il default dei figli che si sono sposati, hano figliato a loro volta e vogliono, a prescindere, tutti i beni di consumo diffusi fra i propri amici e sodali di classe. Gli industrialotti ancora aperti, con i capannoni affittati e decine di operai licenziati nel corso della crisi, vanno agli incontri di lavoro su macchinoni in leasing, "per stare alla pari" e poi limano su tutto, anche sulle spese connesse. E' in atto una lotta incivile, imitatoria, la parte più arcaica del nostro cervello, quella rettilaria, ha ripreso il sopravvento. La crescita civile è interrotta da vent'anni e la generazione decivilizzata è ormai adulta e si misura con una condizione immutata, ma non più compensata da una efficace rete di servizi. Anche nelle corsie d'ospedale si pratica l'eliminazione degli invalidi e dei "fastidiosi", contando su di un'utenza stabile, alla stregua degli impresari delle pompe funebri. Chi non vuole o non può lasciare la sua famiglia, deve arrangiarsi con lavori di strabalzo, sfruttati e sottopagati; chi può emigra come un tempo, taluni per aspettative frofessionali, inibite, in Italia, dal clientelismo. L'algoritmo adegua gli affari ad una statistica decrescente: prestarsi al lavoro, in queste condizioni serve a perpetuare un sistema ingiusto..ma di sciopero politico chi ne parla più. Eppure, la linea di galleggiamento della classe lavoratrice è stata mantenuta, per generazioni, con questo vituperato strumento, che talvosta era abusato, ma senza il quale l'inaridimento delle prospettive sarebbe stato solo anticipato. Al superamento della crisi, che, in queste condizione di mancanza di opposizione sociale, non finirà mai, essendo uno degli strumenti, involventisi su se stessi, del capitalismo, la condizione dei lavoratori non migliorerà e la società si stabilizzerà nel disordine periferico e nella violenza organica, nelle ridotte dell'esistenza, a cui si opporrà la violenza frustrata della "madama" in divisa e la stizza dei sentenziosi in toga. L'attività investigativa, all'epoca dello sprofondo di bilancio, si focalizza sui sequestri dei beni mafiosi, che vengono dati in concessione a strane associazioni private di volontariato che diventano, per questa via, ricchissime. I miliardi di euro di questa economia protetta ritornano nel possesso fiscale dello Stato. Le strade si popolano di famiglie appiedate, nere o arabe: sono i poveri dell'attuale società: quando ero bambino erano costituite da indigeni sfavoriti, da "figli di nessuno", il cui costume depresso fu scompaginato dal "boom economico", che impose la motorizzazione di massa e preparò il terreno alla contestazione del '68 e del '77. Molti, nelle periferie operaie, non hanno conosciuto novità ed ora convivono con gli immigrati. Chissà se il capitalismo, adattato, da noi, al clientelismo ed al familismo, provvederà, prima di un'altra crisi, ad un altro "boom" ( grillino? ) anche per loro. Beh, credo, per loro, no.
La Rete sputtanatrice.
L'informazione informatica si fa sempre più efficace ed oggettiva: i documenti vengono venduti o trafugati on-line e, oggettivamente, rivelano uno spaccato omgeneo dei moventi sottostanti alla proliferazione demenziale di prezzi e cespiti, oppure delle decisioni politiche più retoricizzate. Non esiste più un'opposizione sistemica e l'informazione ne guadagna. Con un'avvertenza: l'ancella del potere politico è diventata, come il potere politico delegato medesimo, fiancheggiatrice degli interessi economici, che, essendo tutt'altro che solidali, hanno interesse a stroncare competitori o a suggerire un moralismo da "Padri pellegrini", ai confusi ascoltatori, più che lettori. E', infatti, un modello all'americana, senza reali alternative, ma solo diluizioni o accentuazioni di interessi finanziari, ora esperiti in imprese belliche, altrimenti senza capo né coda, o "socializzati" con qualche copertura assicurativa per la cura dei calli, subito stroncata dall'arrivo di un "rentier" delle costruzioni e del riassetto del rapporto impresa-lavoratori. Anche un quotidiano italiano, erroneamente etichettato come di sinistra: "Il fatto quotidiano" si vale, per informarsi e poi divulgare notizie fuori dagli argini, ma fondate, della Rete e di provider allocati all'estero. Sì, perché i veicolatori delle inchieste sottotraccia e "sotto"pagate, sono provider russi, gli unici non soggetti alle norme vigenti in tutto il resto del mondo tecnologico: così convivono notizie commercialmente influenti e politicamente paralizzanti o telluriche, con la pedopornografia e non solo ( altro grande network apparentemente gratuito ) e le incursioni dirette, ma non sempre sgradite, nella corrispondenza più "catalogata", riservata. Le aziende stesse, spesso forzando la normativa, con i buoni uffici della tradizionale cortigianeria onanisticamente prestata di alcune categorie professionali e di altrettali personalità sparse, ricorrono in maniera massiva a questi sistemi di contatto e di interferenza, all'interno di un "collage" senza confini. L'unica strada percorribile è quella della normativa, negletta, ma non abrogata ( finché le risposte della società civile non incorreranno in errori clamorosi ), normativa negletta, ma invocabile. Individualmente, non più attraverso i sindacati od altre associazioni corporative o settoriali, sotto vento nel sistema. Le inchieste dei giornali investigativi, tredici testate fra le più influenti economicamnete nel mondo occidentale, vengono preparate nel corso di molti mesi e poi sparate in faccia al mondo e delle autorità giudiziarie che, così clamorosamente superate, non possono ignorarle, casomai per insabbiarle. Ma l'informazione è prestata e il gioco è scoperto, l'assenza di cautele politiche ne amplierà lo spettro e l'efficacia.
L'evasione è apolide.
E.I.C.. il network di tredici giornali - mi pare - d'inchiesta, ha colpito ancora. Ha scoperto l'acqua calda, se vogliamo: il network del calcio è corrotto ed evasore; le banche recentemente salvate a suon di sacrifici sociali, continuano a garantire le operazioni di mercato delle gambe. I proventi in nero, paralleli a quelli in chiaro - sul filo del pareggio - finiscono nei paradisi fiscali, isolette troppo anguste per puntare sul turismo, per cui ospitano studi legali che gestiscono società off shore e vivono sull'illegalità fiscale degli altri paesi. L'unica originalità, per me, è il coinvolgimento, insieme alla mafia russa e ai miliardari Kazaki e Turchi, dei despoti africani: dimenticavo che, soprattutto in Inghilterra e in Francia, i calciatori neri e quotati sono numerosi e che anche in Italia e Spagna non latitano. I più grandi evasori sono latini, fra tutti l'odioso, nei modi e negli atteggiamenti, portghese Mourinho, anche il sor Capello, che da calciatore aggrediva a randellate, mascherato da un cappuccio, i giornalisti che parlavano male di lui, si faceva lautamente pagare l'allestimento di partite di beneficenza, quando era commissario tecnico della nazionale russa, prima di quella inglese: entrambe esperienze lucrative, ma ingloriose. A tutelare i suoi interessi è insorto il figlio avvocato, inserito in uno dei più grossi studi legali di Milano. Ecco spiegata la colonizzazione delle squadre calcistiche europee, da parte di cinesi, oligarchi russi, indonesiani, imprenditori statunitensi e canadesi dai cognomi italiani. Per qualche settimana, L'Espresso, ridotto ad inserto domenicale della Repubblica, pubblicherà nomi, cognomi e circostanze. L'inchiesta si chiamerà "Football leaks". Temo che se esistesse un network di informazioni investigative, riguardanti gli affari spiccioli del corpo sociale e degli individui che lo compongono, esulando dal mero pettegolezzo, sugli amori, i matrimoni e i divorzi, come esiste per gli assetti societari, i loro smembramenti e ricomposizioni, gli equilibri e i sovvertimenti familiari, la natura effettiva delle Onlus, ecc., sperimenteremmo "in corpore vivo et vili" la mafia che viene sempre proiettata in un circuito più alto, nel senso di fuori portata. Se di ciascuno di noi fossero rivelabili i sottintesi esistenziali, carrieristici, pseudo-sentimentali, conformistici e di dichiarato costume, che formano il collante dell'ipocrisia universale, con connotati di specificità alquanto sovrastrutturali, verrebebro meno i presupposti dell'inganno sistematico, oppure tutto, sulla base di una maliziosità negata e rimossa, continuerebbe ad essere recitato negli stessi termini, a seconda della convenienze ambientali? Propendo per la seconda ipotesi.
sabato 3 dicembre 2016
Fare firme false.
Le firme false caratterizzano tutte le liste che vengono presentate alle elezioni. I voti validi vengono attrinuiti nei congressi, secondo dosaggi fra i concorrenti: i discostamenti dai pizzini elettorali vengono monitorati attraverso formule matematiche, a loro volta manipolabili, che servono ad accusare, a ragione o strumentalmente, chi ha compromesso gli interessi di un gruppo, pur facendone parte. La camicia di forza dell'euro serve alle società civili o alla rendita parassitaria? Alla luce dell'impoverimento galoppante delle classi salariate ed alla celata tenuta dei reddittuari, la seconda ipotesi appare realistica. La revisione legale delle guarentigie e l'abbattimento dei principi giuridici democratici è lo strumento della restaurazione classista. I principi agitati dagli anni '70 del secolo scorso sono stati riassorbiti: che ne è della società inclusiva, del femminismo, della coesione dialettica fra le categorie e le classi sociali? La Chiesa cattolica ha riscoperto il Vangelo, non tutta, solo quella istituzionale. Concorre in questo anche la crisi delle attività educative private, che, tranne i diplomifici per svogliati ricchi, ha visto la chiusura di scuole cattoliche rinomate, nel giro di pochi anni. Anche le parrocchie sono state fuse. Le uniche ridotte che "non si confondono", sono le banchette private; scorrendone la lista dei clienti, troveremmo la certificazione di provinciali fortilizi, entro i quali stanno asseragliati i mohicani pecuniari di ciascun territorio, affratellati dalle Logge. Al Sud, le Logge tutelano potere e ricchezza, di cui i "picciotti" sono conservatori e creatori, mentre la società civile è immobilizzata. La non rappresentanza politica gioca al piccolo legislatore e non può fare altro che esercitare una furia distruttiva, tipica degli incompetenti prezzolati. Era meglio prima? Certamente no. La democrazia era morta di corruzione e mancanza di civiltà. Per questo la formalità giuridica deve essere salvaguardata, anche se è un argine artificiale di una nazione indegna. E' aria di vetta, estremamente elitaria, ma perchè adattarsi ai miasmi plebei? I costumi che sembravano alle spalle, mentre, invece, erano stati semplicemente rimossi dal mantra culturale, riprendono piede ed evidenza; la legge e la giurisprudenza si fanno, per importazione di modelli esogeni, moraliste, risovrastrutturandosi sul degrado crescente, prima materiale e poi morale, indotto dalla impossibilità di competere con chi traina il carro. C'è chi gioca alla lotteria i pochi soldi che guadagna e chi gioca alla lotteria della vita, facendo appunto, firme false.
venerdì 2 dicembre 2016
L'imbuto della vita.
A volte mi sovviene ancora di meravigliarmi, di non capire, la meraviglia piaggeresca di tante mediocri figure e di chiedermi come si possa dubitare della forgiabilità di qualsiasi testa vuota. Se poi mi risovvengo le rare volte in cui mi è capitato e le associo alle situazioni, mi rendo conto del servilismo conformistico che le caratterizza. Si tratta sempre, infatti, di spettegolanti, formati/e alle convenzionalità d'apparato ed alla morale ambientale. Poi mi stupisco di nuovo dell'assuefazione ripetitiva della gerarchia dalla quale l'hanno appresa. I genitori che continuano a turare le falle nei bilanci dei figli, sia che si tratti di ricchi, sia che si tratti di poveri, non si contano. Il frutto di vite lacunose e mal impostate, anche quelle dei ricchi deresponsabilizzati e viziati, sembra dover necessariamente ripercorrere le tracce su di un tratturo sempre uguale, ignari dell'esperienza genitoriale, evidentemente all'insegna dell'accomodamento rassegnato e sospiroso. Così, sulla base di una presunta "non necessità" dei più o meno canuti genitori, continuano a sfruttarli, incrementando il saccheggio delle loro risorse previdenziali, per fini di confortevolezza immediata, perché di prospettive non ha senso parlare, stante la partenza ad handicap, che il tempo aggraverà. La morale, la considerazione, sono figlie di presunzioni protocollari o di letture inconsce; le persone stringono amicizia o si coalizzano all'incontrario, secondo affinità o secondo presunto interesse. Per questi ultimi varrà il premio del Re di Castiglia allo sgherro che lo aveva salvato dal patibolo. Secondo gli stati d'animo mi viena da scherzare o da rivedere immagini e reinterpretare figurazioni testuali controverse: ora mi sembrano urticanti, ora illuminanti. Spesso, quasi sempre, sono sopra le righe e non contemplano coinvolgimenti, se non parodistici e parossistici, con vicende reali: eppure, nello specifico, qualcuno ne ride, qualcun'altro si adombra, le anime vuote, vendute e stupide, lo riportano, come fa il cane con le pantofole del padrone. Ogni giorno è una rappresentazione della vigliaccheria, del disimpegno dissimulato, della falsa amicizia, della compiacenza e del conformismo, i quali vengono puniti, umiliati nelle figure insignificanti e avvalorato in altre, egualmente evanescenti, ma gradite al dominus economico di una specifico ambiente. Voler stare nel gioco e sfruttare la situazione, è la esemplificazione del foro interiore, o meglio della sua mancanza; il vittimismo speculativo è l'arte delle etére, quando si rifugiano in una dipendenza protettiva, dalla quale destabilizzano gli equilibri. Viene spacciata una sottomorale delle apparenze, il cui esito è la fuga nel pretesto e nell'apparenza mistificatrice, nella sottocategoria dell'appiattimento sistematico sulla mediocrità. Ma poi, infine, bisogna raggrinzirsi sul pane quotidiano, sulla cura necessaria dei figli, sulla ripetitività dei gesti, mentre si restringe l'imbuto della vita e l'ammirazione del luccichio si confonde con l'astio e l'invidia di prossimità.
giovedì 1 dicembre 2016
Ominicidi.
Due casi di ominicidio oggi, uno a Lomazzo in Lombardia e un altro a Vibo Valentia, in Calabria. Due storie di donne omicide, due situazioni estreme, condotte con emozionale disordine e valendosi di complicità domestiche e ambientali. L'infermiera di Lomazzo, contendeva il marito a sua madre: i due genero e suocera erano amanti. Nel frattempo, lei era diventata amante di un medico del pronto soccorso, nel quale anche lei si prodigava; in teoria, di tempo per le trame non ce n'era. Invece sì. Attraverso il sesso, la mantide riusciva a far maturare il desiderio di uccidere in corsia, come un medico nazista, al suo drudo. Infatti, gli ha fatto ammazzare il marito e la madre, facendolo suo con le stesse gratificazioni che i due le avevano estorto. Per sottoscrivere le cartelle cliniche degli uccisi e avvalorare delle false analisi cliniche, si erano avvalsi di una dottoressa a contratto, che, scoperta, insieme al medico, per il blocco positivo degli altri addetti al reparto, così commentava con la sua, di madre: io non ho ancora un lavoro, se sarò indagata li immerderò tutti, altrimenti a quello, gli taglierò le carotidi. La gerarchia sanitaria, per mettere a tacere l'accaduto, come fanno i Vescovi con i preti pedofili, trasferendoli, metteva in cantiere un concorso pubblico, del quale la precaria interna avvaloratrice, risultò vincitrice. Gli è andata male a tutto il consorzio: la fermezza di altre due infermiere ha fatto scoppiare il bubbone e rivelato, dopo il caso dell'infermiera di Lugo, di cosa può essere fatta la prima linea di un nosocomio: figurarsi le retrovie. Arbitri della vita e della morte, in una perversione d'onnipotenza, della quale l'amante tradita ha saputo interpretare, con naturalezza, il personaggio ispiratore. L'altro episodio è avvenuto a Vibo Valentia, dove una signora - si fa per dire - sposata e di cinquantun anni, non ha sopportato la fine, da lui decisa, della sua relazione, non con il primo, ma con il secondo amante, che gestiva in contemporanea. Con l'aiuto del primo - si sa, muscolarmente le donne sono più deboli, dopo averlo attirato in un luogo isolato, per un incontro chiarificatore, lo ha fatto uccidere dall'altro suo amante fedele e poi ha chiamato in soccorso anche suo figlio, per il trasporto in una sterratta in campagna, dove al corpo è stato dato fuoco. Quando il Commissario Nardone, nel primo dopoguerra, fece il sopralluogo nell'appartamento dove Rina Fort avevava ucciso a martellate la moglie e i cinque figli del suo datore di lavoro ed amante, esclamò: questo è opera di una donna. Almeno, lei, friulana, fece tutto da sola e non coinvolse nel suo delirio, qualche coglione, in altre circostanze probabile femminicida.
mercoledì 30 novembre 2016
Sincronismi affannosi.
Nella vita di ogni giorno i confini fra la sicurezza e il rischio, la chiarezza e l'opacità, si sfiorano sconosciuti, continuamente. Convenzionalmente, scambiamo convenevoli con persone spregievoli, che non sappiamo essere tali e ci infastidiamo per situazioni innocue; soprattutto, cerchiamo di "farne troppe", a nostro beneficio, scambiato molto spesso con il servilismo verso il core business della nostra vita. E' un errore tragico: si destinano risorse crescenti, nell'alveo della penuria, a vendere fole e si riducono quelle destinate ai compiti ripetitivi, che non cessano mai di essere richiesti. Si entra in confidenza con soggetti ed enti, ci si affida all'istantaneità sbiadita o maculata di striature di qualche traduttore d'intenzioni, si "certifica" sicuri, si sollecita l'esecutore, anche se il nome speso dall'incantatore dovrebbe far riflettere un attimo. ma si perderebbe tempo e questo l'illusionista lo sa, ci conta e se la ride. Come in ogni forma di violenza, l'attacco si porta nel coagulo del consueto, bisogna essere al corrente, per rapporti estorti, pregressi e successori..in qualsiasi senso, di abitudini e prassi pericolose. In certi contesti, tutti tesi all'estroversione e sbrigativi, ultraveloci, eseguiti in solitudine o quasi, prima o poi ci scappa. Involontariamente, la notizia esce dai confini, chiunque può portarla nell'ambito di una banale conversazione d'intrattenimento e, al danno si unisce la beffa del millantatore fortunato, che preconizza, in forme non riconoscibili, appropriazioni future, come in una truffa rateale. Quando il tempo residuo della giornata non viene speso per il riesame e l'approfondimento, ma per mettere in cantiere nuove conquiste, c'è il rischio di accantonare frettolosamente l'eseguito, mischiato alla congerie di disposizioni consimili, attuali e storiche. L'ammiccamento improprio segue una filiera pluriennale di confidenza e felicitazioni, nota al prestigiatore: all'ennesima condiscendenza, il destinatario non è più identificabile, ha il sembiante di un mito cinetico, del quale i connotati sono impressionistici.
martedì 29 novembre 2016
Fra il si e il no, son di parer contrario.
La penosa propaganda, come un reality nazional-popolare, fra il si e il no all'abborracciato referendum sulla mutilazione costituzionale, che dovrebbe inibire la legislazione sociale nel nostro paese e semplificare la ratifica delle disposizioni comunitarie e le esigenze delle classi oligarchiche in via di riformulazione ( i soggetti saranno ovviamente gli stessi: i detentori di denaro )specula in maniera oscena e fuorviante sul vuoto politico e civile nel quale ci siamo persi. Bisogna prescinderne e lasciar scivolare - sempre attraverso il voto - nel vuoto questa congerie di carrieristi alternativi a qualsiasi lavoro. La mutilazione della Costituzione non serve ad eliminarli, ma solo ad escluderne una parte: quella soccombente all'interno delle spurie coalizioni in lizza. Comunque vada, non saranno le clientele al seguito del carro di Eliogabalo, onusto di gloria e di denari, che finì ucciso in una latrina, a staccarsene, finché sarà in grado di dare frutti. Per questo, la pur bistrattata forma giuridica fondamentale, va salvaguradta. I costituenti sono dei costruttori, non dei demolitori. Zigzagando - ma spengo subito - fra i canali pubblici, non trovo praticamente altro; anche gli spettacoli d'intrattenimento sono deprimenti, per non distogliere gli spettatori dalla contesa speciosa degli scaravoltati schieramenti. Si, perché la destra fa la sinistra e la sinistra, nello sforzo di fare la destra, deforma grottescamente il suo aspetto. I nostalgici e gli oppositori radicali di un fenomeno che non esiste, il renzismo, aumentano la sensazione di tristezza che le parole al vento suscitano. Se non fossimo stretti nella camicia di forza del debito, la storia si ripeterebbe nei suoi termini più scontati, ma evidentemente più ignoti. Credo, anche ai conferenzieri del si e del no. Subito dopo aver votato no in maniera chiara, si potrà tornare a disertare le urne, in maniera da far defluire il politicume, sempre uguale - non c'è in Italia, né il vecchio, né il nuovo - nella cloaca, proprio come Eliogabalo, che, non entrandoci, fu infine precipitato nel Tevere con un peso legato ad un piede, perchè non potesse mai ricevere sepoltura, lui che, fino alla sua ingloriosa uccisione, era stato un Imperatore, della dinastia dei Severi, per di più. D'altra parte, per fare gli imperatori, a qualche dinastia bisogna pure appartenere. La democrazia svuotata produce e propone i Renzi, dopo aver prodotto i Berlusconi, a suo tempo Mussolini ed oggi la Meloni, molto migliorata, a parte gli occhi da bue, dopo la gravidanza. Per essere presentabili, bisogna avere cultura e maniere, ricchezza e bellezza, per essere credibili bisogna assicurare benessere diffuso, saper creare aspettative che non si rivelino, in ogni caso, nonostante l'impegno per realizzarle, illusorie, ma, per essere modesti, basterebbe avere qualcosa di realistico e corrispondente all'esperienza ed alla logica da dire e da proporre..se no, in in Paese così poco serio, arruffone ed arrivista, meglio non seguire i pifferai. Purtroppo è già successo e il peggio si costruisce sempre dalle fondamenta. In questo caso destruende.
Lo scopo del denaro, quando non serve a soddisfare le esigenze naturali.
Lapo Elkan, lo sgrammaticato figlio di un sofisticato scrittore ebreo, ex marito di una Agnelli ( in linea collaterale sono circa centocinquanta )è, da tempo immemorabile, ufficialmente fidanzato e un giorno si spoderà e figlierà perché così vuole la moralità censitaria, come quella regale, come quella borghese e avrà più successo di tanti mariti poceri diavoli, finchè durerà, anche se non durerà. Che gli piacciano gli uomini, sia pure in povera e infelice versione trans, è affar suo, ma quando si riferiva alla "stronzata" che aveva fatto quando, per oversose, aveva rischiato la "ghirba" in un appartamento di Torino, mentiva a se stesso, anche se alludeva solo all'uso degli stupefacenti. Il demente, che già era stato arrestato negli Stati Uniti per essere esntrato sul parquet ed essersi impossessato della palla durante un incontro di basket al quale assisteva, stavolta, approdato giovedì a New York, era già in gattabuia nel fine settimana per aver simulato un sequestro ed aver chiesto alla sua famiglia l'invio urgente di diecimila euro (sic!), per pagare il riscatto...di una confezione di droga che voleva consumare, non si capisce se prima, durante o dopo, una quarantott'ore di passione con un trans subito arruolato, come è costume reclutatorio nel network transnazionale dei ricchi. Anche stavolta è già fuori su cauzione, immagino superiore a diecimila euro ( non poteva procurarseli diversamente, non ne disponeva, voleva scherzare con i suoi? )ma dovrebbe presentarsi davanti ad una giuria, pena il suo esilio dagli Stati Uniti, per la gioia dei suoi avvocati. Un anno fa, l'occhialaio di tendenza, era stato arrestato mentre si intratteneva, sempre con un trans, all'aperto, nei giardini del Bois de Boulogne, a Parigi. La paziente fidanzata lo ama e aspetta di poter mettere mano sugli alimenti...ma avrà pure una famiglia altolocata anche lei; di bassi sentimenti però, o si rarefanno, salendo in quota? E' un carnaio selezionato, quello degli amori simil-dinastici? Lapo non è solo un viziato, è anche un ammalato, come un altro suo cugino, figlio dell'avvocato, morto suicida. Nella famiglia Agnelli, le sudicerie sono sempre state di casa ed hanno il carattere del privilegio regale. Suo cugino, il presidente della juventus, adesso va allo stadio con la moglie del suo colleboratore più prossimo, anche lei, tifosa della Juve. Nella tribuna d'onore, plaudente, la sua cornutissima zia, Marotta il direttore sportivo e, talvolta, Marchionne e Lapo stesso, sempre stralunato e strafatto. Suo fratello, presidente della FIAT, sembra un esteta filosofico: messo in batteria, sposato e bi-padre, fin dalla più giovane età, apparentemente impersona la refrattarietà ai vizi. Lui ha qualcosa da rappresentare, molti in quella disastrata dinastia proliferatoria di compensativi piaceri, si annoiano anche ad inventarseli, li ripetono coattivamente e corrono, di qua e di là, rivolgendosi ai circuiti internazionali più accreditati della prostituzione. Perchè di nient'altro si tratta. Sono però personaggi dai quali tenersi alla larga e, soprattutto, dai quali tener alla larga i figli, perché hanno un'amoralità e un senso d'impunibilità che, accompagnati dalla dinamica ormonale, centuplicata dalle droghe, possono dare "fuori di matto", in qualsiasi forma, da un momento all'altro. Lo stesso capostipite, avv. Giovanni, era noto fra gli intimi ed anche, una volta, agli inservienti di un albergo di lusso di Sant Moritz, per le sue devastazioni del mobilio, se, attraverso le narici d'oro, sniffava troppo. Che sesso e potere si coniughino perversamente - come nelle espressioni più violente e plebee, a marcare fisicamente una superiorità annichilente - è noto alle cronache fin dai tempi di Nerone, Sardanapalo, Eliogabalo et similia, per finire, per ora, con Lapo, a dimostrazione che l'anarchia è parente della violenza e strettamente legata all'allucinazione psicologica, tanto quanto, strettamente affine al potere...d'acquisto.
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