mercoledì 3 giugno 2015

Mediocrità ordinarie.

Roberto Maroni avrebbe cercato di addebitare le spese di un viaggio "di lavoro" in Giappone di una sua amante alla Regione. Per un fatto simile l'ex Vice Presidente della Regione Emilia Romagna e neo eletto Sindaco di Bologna, Delbono, dovette dimettersi e consegnare al commissariamento della maroniana Anna Maria Cancellieri il Comune. Maroni se ne fa beffe. Un'altra sua concubina ( etimologicamente, compagna di letto ) avrebbe beneficiato di un posto di lavoro, neanche tanto ben pagato..ma di questi tempi..Le due giovinotte ( rispetto a lui ) si sarebbero prestate al ribasso, come la congiuntura impone, scambiando le competenze necessarie ( la seconda ) per poter lavorare e, frivolmente, compiacendosi di un viaggio esotico, che poi non ci fu, per sopravvenute complicazioni ) la prima. Ovviamente non sappiamo se sia vero, ma la Procura della Repubblica di Milano non ha dubbi, se si è esposta a denunciarlo. Tira proprio più un pelo di figa che una pariglia di buoi. Tutte le cronache del potere e dell'interesse ne sono monotonamente zeppe, così come le vulgate del popolaccio, così coerentemente rappresentato. Per quel che attiene all'impenitente Maroni, che non si acconcia alla moralità calvinista dell'Europa, alla quale neanche la sua Lombardia, cattolica, si adatta, era arcinoto - ma erano altri tempi - che aveva trasformato il Viminale, durante la sua prima esperienza da Ministro di polizia, che durò solo nove mesi, nella sua garconniere, dalla quale entravano ed uscivano signorine di vita, per competenza d'ufficio. Forse Maroni non ruba direttamente e non per la famiglia, come toccò al suo compare, quel Bossi che sperimentò la supercazzola prematurata, con scapellamento e stortura ischemica a sinistra, con l'attrice padana Luisa Cornia. Dopo il Celeste pseudo casto dell'Opus Dei e di Comunione e fatturazione, siamo tornati più banalmente all'ordinario, salvo confondere i soldi amminsitrati in prorpio con i propri soldi..

Nel vuoto della legalità, gli arbitri e le arbitrarie valutazioni si moltiplicano

Carcere a vita per il direttore di un quotidiano che credeva di poter essere ancora di opposizione in Turchia. L'ha chiesto un giudice dipendente dal governo. La Turchia è definitivsmente fuori dal sistema democratico; in realtà non ci è mai entrata per la pratica sistematica della tortura, ma ora nella veste ibrida fra nazionalismo ( già presente ) ed islamismo, accentua la sua illiberalità e la manifesta nella repressione pseudo-legale della libertà di stampa e, per corollario, d'opinione. Sono segnali di un ratrappimento della dialettica libera, in quella, come in troppe parti del mondo. Se, in rapporto ad Erdogan, possiamo consolarci con la sua estraneità al modello liberal-democratico, che possiamo dire della sospensione della dialettica parlamentare in casa nostra? Tre senatori dei Popolari per l'Italia ( suppongo siano democristiani di riserva ), hanno lasciato il PD. Troppe incertezze sulla rieleggibilità e ricerca di un approdo negoziato. Che differenza c'è fra la compra-vendita dei parlamentari da parte di Berlusconi se non il pagamento in busta chiusa ad opera del suo ragioniere di fiducia, aduso e non a torto, a non distinguere fra le diverse forme di prostituzione nelle quali si districava. D'altra parte, per mettere in difficoltà Renzie, la strada è segnata: sempre la solita. Blatter ha gettato la spugna. Troppo impegnativo continuare a dirigere la baracca della FIFA sotto il fuoco delle prossime denunce che lo coinvolgeranno. Ha comunque l'età per evitare il carcere. Il F.B.I. lo ha affondato e, sull'abbrivio, pare avere, per ora, cassato anche la candidatura del Principe giordano. Spero che non l'abbia fatto per tirare la volata a quell'avvoltoio, greve ed ignorante di Michel Platini. Sotto una soglia minima di istruzione e - direi - di educazione, bisognerebbe evitare che a comandare siano sì mediocri personaggi, anche se saranno certamente attorniati da una coorte di funzionari mitigatori. Non che l'istruzione si accoppi con l'onestà, tutt'altro, ma l'ignoranza aggrava ulteriormente la situazione. Il neo-eletto, a furor di clientele, Governatore della Campania, certo De Luca, ha presentato querela contro la privata cittadina Rosy Bindi che, nella sua veste di Presidente della Commissione antimafia , lo aveva fatto inserire in una lista di "impresentabili". Dopo gli autonominatesi "responsabili", tutto è lecito, ma la Bindi non ha agito a titolo personale ( non per questo non è citabile in giudizio ), ma secondo il mandato ricevuto e il Governatore periclitante per la legge Severino cerca di intorbidire le acque, giocando sull'equivoco, per evitare o almeno procrastinare la sua decadenza. Permane quella dell'Italia e della Campania. Le statistiche sull'occupazione segnano, ad Aprile, un marcato rialzo, un rialzo percentuale e generico, soprattutto al sud. Il fenomeno dovrà essere analizzato a lungo termine ( non a medio ) nella logica del job's act e stimato, infine, nei suoi effetti permanenti, se ci saranno e quando saranno valutabili. Intanto, chi ha un lavoro, vecchia maniera, se lo tenga stretto!

martedì 2 giugno 2015

Quando si riforma l'istruzione, anche se solo scolastica, si punta a modificare la percezione morale di un popolo.

Dopo le superflue elezioni amministrative e senza neppur commentarle, il non eletto vola in Afganistan e, il giorno dopo, presenzia alla parate del due di Giugno. Vestito con la divisa da campo fa un po' ridere: la sua espressione è ben diversa da quella dei soldati riarsi dal sole e dalla polvere, impressionata dalla vita di caserma o di acquartieramento. Vi chiedo di restare ancora un po'. A lui l'aveva chiesto Obama che, prima ancora, l'aveva chiesto a Letta, ma a lui, Renzie, contenporaneamente, aveva taciuto della morte "collaterale" di un cooperante italiano. Tutto preso dalla retorica celebrativa odierna, omette ancora di accennare a quell'evento pleonastico che sono le elezioni. Gli esegeti del voto cianciano di un rafforzamento correntizio, di cambio di cavallo in corsa, di ipotetiche nuove formazioni, ma lui sa che deve solo ottemperare alle disposizioni della Unione europea e non se ne cura, anche se altri sarebbero disposti a farlo al posto suo. Intanto domani riprenderà il percorso accelerato della costituenda "buona scuola". Sarà una scuola rivolta ai giovani di famiglie medie e disagiate, un succedaneo della scuola peofessionale o di avviamento al lavoro, da privatizzarsi attraverso le sponsorizzazioni delle aziende, come già accade per le Università. L'alta formazione, sempre più articolata e difficile e, quindi, affidata alle sostanze più robuste del famigliume nazionale, sarà sempre più appannaggio dei ricchi e dei tradizionalisti, mentre la scuola per la vita dovrà rispondere alle esigenze delle aziende "committenti", che costituiranno lo sbocco strumentale di siffatta istruzione. L'univesrità, da tempo, è divisa fra i corsi dinastici, a cui seguiranno le assegnazioni dinastiche nei ruoli professionali più lucrativi. I "figli d'arte" passeranno senza difficoltà ai test d'ingresso, condurranno un regolare iter di esami e poi subentreranno a papà o mammà; per tutti gli altri, soprattutto per incrementare le entrate degli istituti autonomi universitari e speculando sul desiderio di "addottorarsi" dei giovani e soprattutto delle famiglie, i nuovi corsi in "volo della farfalla", sintesi al ribasso di pluri-corsi et similia. In un primo tempo, i Presidi manager e selezionatori acquisiranno un potere clientelare senza pari: non si sovvertono con una riforma i costumi nazionali. Col tempo, lo spirito rinnovatore sarà riassorbito o si affermerà, riposando, come dicevano gli antichi, sulle ginocchia di Zeus, ma nel frattempo, la qualità della flessibilità mentale delle nuove leva non potrà, al contrario, che irrigidirsi. La scuola che è stata un deposito di lauree non altrimenti, o quaasi, impiegabili e nella quale, acquisita la cattedra, gli insegnati non si peritavano che del giudizio e si limitavano alla lezione programmatica, demandando alle famiglie l'onere assistenziale od economico della promozione dei figli, diventerà la fedele custode dei valori aziendalisti o altrimenti vicari nella società delle remunerazioni calanti, patrocinando tutti gli adeguamenti mediocri al gioco di squadra, alla sussidiarietà a maggior reddito del proprietario, alla mentalità censoria ed escludente per tutto quanto non sia "comprensibile" all'interno del branco. Ma sarà molto poco; quel che di difforme sussisterà, si attesterà sui livelli più bassi del costume e sarà meccanicamente "out". L'Italia è un Paese conformista e poco incline alla battaglia, soprattutto culturale e su questo contano per anestetizzare lo spirito critico e relegarlo in un'area circoscritaa nella quale possa essere disprezzato e, soprattutto, "non possa far danni".

lunedì 1 giugno 2015

Fisiologia ladresca.

Due milioni di voti in meno per il PD renziano, ma cinque regioni su sette, sono comunque un bel risultato. Una percentuale oltre il 40% era un fatto occasionale e non poteva ripetersi in ambito amministrativo, dove le clientele locali la fanno da padrone e con le quali il rottamatore è venuto e verrà a patti. Il partito della nazione e il suo sindacato unico non possono rappresentare niente di diverso. Le cosiddette riforme proseguono secondo il calendario della Unione europea, mentre il reddito medio degli Italiani va restringendosi senza che nessuno lo rilevi. La Liguria resistenziale e rosso intenso passa alla Destra perché in quel contesto non ha trovato ragioni per dividersi, mentre il guastatore Cofferati, per la prima volta messo all'amgolo dall'apparato modificato, ha sfarinato il partito per il quale voleva fare il Governatore. Il commissariamento di Bologna è lontano. La Lega stravince nel Veneto e consolida la sua preminenza territoriale. Il nord interessato a queste elezioni, è andato alla Destra, il centro Italia e la Campania alla Sinistra, compresa quella di De Luca. Non potrebbe andare altrimenti; l'Italia reale non può cambiare, è anzi maestra di trasformismo. Il ridimensionamento di Renzi è solo apparente, in realtà, ignorando la dialettica e veleggiando sugli eventi, non ha incontrato ostacoli alla sua azione eterodiretta, ha solo evitato di montarsi ancora di più la testa. L'appartenenza delle regioni ex rosse è finita, perché il Partito che la rappresentava è scomparso e l'incoerenza dello schieramento che gli è succeduto - un'altra delle invenzioni senza basi di Romano Prodi - è intriso di interessi locali e di feudalità che, in questa tornata localistica, si sono frammentate ed hanno conosciuto ovunque un ridimensionamento, tranne che in quella Campania dove "le salsicce" erano più definite e sperimentate. Secondo me queste elezioni amministrative parziali non hanno intaccato il potere reale dell'Italia federata nei suoi interessi e nelle sue trame di bottega, mentre "la società civile in Rete" del M5S, che pur si consolida al 20% dovunque, mantiene un'incidenza irrilevante e esclusivamente di denuncia, da difensore civico. Altri cinque anni di ruberie sono assicurati e, per chi ne beneficierà, non saranno pochi. Esclusi i cittadini, ovviamente.

sabato 30 maggio 2015

Il gioco e i suoi arbitri prezzolati.

Baltter è stato rieletto, la FIFA ha mantenuto le condizioni per l'arricchimento dei suoi membri e la salvaguardia dei criteri di selezione per accedervi. Il principe giordano salterà un turno; d'altra aprte Blatter ha settantanove anni, è una sorta di Berlusconi del calcio. Cambieranno i beneficiari, tutti comunque cooptati e legati ai loro patroni, ma la natura corruttiva di uno degli ambienti più dilapidatori del mondo è salvaguardata e trasmessa ai posteri. Gli "impresentabili" del PD si sono risentiti per la cattiva pubblicità che è stata loro arrecata dalla Commisione antimafia e hanno querelato la sua presidentessa, come chiunque si senta compromesso negli affari che ha in animo di portare a termine in funzione della carica acquisita a vita e da tramandare, in una filiera clientelare, quando le circostanze o le forze non soccorreranno più. Gli eredi dovranno essere della stessa risma e sapersi adeguare ai tempi ed alla realtà, adattando le parole. In Russia sono ormai cinque gli oppositori noti di Vladimir Putin ad aver avuto distrutta la vita; quattro di loro sono stati uccisi ed uno ha scontato lunghi anni di prigione, quelli che servivano per toglierlo dalla competizione politica. Stavolta è toccato ad un giornalista e blogger trentatreenne che, pur non ancora spirato, si trova ricoverato con una prognosi, ma anche una diagnosi riservata in un ospedale moscovita. La moglie afferma che sta perdendo la funzionalità renale per un'intossicazione da avvelenamento. Così impara! Un'altra vita segnata. Se sopravviverà, per essersi valso di quelle libertà formali che la Russia post sovietica riconosce ma non pratica, preferendo ricorrere ai bassi servizi dell'ex KGB, senza curarsi della loro riconoscibilità, ma semplicemente negandola, sarà un invalido grave. Nella morsa delle sanzioni ecoomiche che hanno svuotato gli scaffali dei negozi, proprio come durante il periodo sovietico, gli oppositori sono trattati come agenti di potenze straniere ed ostili, anche se sono solo testimoni di se stessi. La protezione nazionale è un pretesto per tutelare un'organigramma di potere e di interessi che si è consolidato da oltre dieci anni e che ha sfigurato la democrazia, facendole assumere un aspetto deforme, ingannevole e grottesco. I varchi della repressione lasciano però trapelare, in rivoli inarrestabili, la gratuita e libera testimonianza di un'aspirazione civile e questa ne è l'unica speranza. La meritoria azione di wikileaks, che divulga i file dell'intelligence americana, ha rivelato ieri la posizione dei baffi finti e dell'ambasciata di via Veneto a Roma, durante il rapimento di Aldo Moro. Nessuna valutazione dell'azione delle Brigate rosse, ma una sequela di comunicazioni dalle quali emerge la preoccupazione esclusiva per una possibile evoluzione della sospettata "lunga marcia" di Moro per l'inclusione dei comunisti italiani nell'area di governo, con la possibilità quindi di consentire un'alternanza fra le due sole forze reali della nazione. Della sorte dello statista di un paese da operetta non interessava niente a nessuno e nessuno si era accorto che questa possibilità stava per tramontare insieme al comunismo, per lasciar spazio a nuove diatribe, tattiche questa volta, perché subordinate a concreti e specifici interessi. Dai file risulta anche che, l'allora ministro dell'agricoltura, successivamente Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, molto legato ai suoi parenti, ma anche alla sana coltura dei campi, il cui solco è tracciato dall'aratro e difeso dalla spada, si era incaponito contro gli organismi geneticamente modificati che gli imprenditori rurali degli Stati Uniti coltivano in Africa e sperimentano in giro per il mondo. Anche lui era un avversario da mettere all'angolo. Ha provveduto, in un certo senso come Moro, ma per ben più ristretti e pratici orizzonti, da solo.

venerdì 29 maggio 2015

Malinconie.

Un uomo più che maturo, ma non ancora anziano, si trascina ballonzolando negli abiti mai dismessi del fuori corso prestato al sindacato, tradito dagli eventi e poi fuorviato per paura di perdere un approdo salvifico, nel quale non trova nulla dei suoi scopi terapeutici. Lo intravedo di tanto in tanto lungo la strada, nell'ora di sosta. Mi rammenta, purtroppo un altro caso di solitudine, di perdita di approdi, di infelicità. Quell'altro se ne è già andato. Felice Casson, già giudice poi inutilmente senatore, sarà sindaco di Venezia domenica sera. Lunedì comincerà la lotta sotterranea per vanificare qualsiasi modificazione dello strato corruttivo sottostante alla città lagunare che, con i suoi sessantamila abitanti superstiti e i milioni di turisti che la calpestano durante tutto l'anno, è diventata un pretesto per finanziamenti a pioggia e investimenti sempre da ripetere, più qualche vantata grande opera. In tutto questo la greppia affaristica e quella politica che amministra le concessioni, guazzano e ingrassano. Temo che per il figlio del pescatore di Chioggia si prepari un'altra amarezza, un'altra comparsata testimoniale, al massimo una tregua. Rosy Bindi si è vendicata! Il sospetto è forte quando di mezzo ci sono dei politici l'un contro l'altro armato, ma la Presidentessa empirica della Commissione antimafia, che assunse l'incarico in una divisione di sopravvivenza degli incarichi, e che da tempo Renzie vorrebbe rottamare, in questa occasione ha ottemperato ad un demando che qualche mese fa era stato affidato alla sua struttura: dichiarare pubblicamente chi, fra i candidati a qualsiasi elezione politica o amministrativa, non avesse i requisiti di immacolatezza mafiosa per poterlo fare. Serpe, la denuncio, la giustizia piegata alle contese politiche, ecc..Vladimir Putin ha ottenuto di ospitare, nonostante le sanzioni volute dai nord americani, i campionati mondiali di calcio in Russia, con la sua nazionale guidata dal nostro Fabio Capello ed ecco che il F.B.I. rivela quanto tutti intuivano e cioè che "l'appalto" era stato negoziato a suon di donazioni con i vertici della FIFA, il cui prossimo Presidente potrebbe essere un principe giordano. La puzza di giustizia di scopo sussiste, ma "il reato" è scontato. Lo sputtanamento si è fatto globale, ma non sortirà effetti nel tempo in un mondo votato solo allo spettacolo e emancipato dai meriti sportivi, tanto da costituire fonte e scopo di investimenti da parte di entità ricche che, sul mercato indifferenziato degli affari, con il "soccer" non avevano finora avuto a che fare. E', in questo senso, indicativo che il soccer-President sia ancora quell'Henry Kissinger, grande manovratore della diplomazia nixoniana, gaudente e dotato di olfatto specifico per gli affari, come si conviene a un Segretario di Stato degli Stati Uniti, regista lobbystico. La sollecitazione e l'anfatizzazione dei possibili fini psicologici delle rivelazioni compromettenti è uno schermo stizzito a dati inconfutabili di cui - quali che siano eventulamente gli scopi - si vogliono semplicemente rimuovere gli effetti per interessi privati, loschi o mafiosi. Una signora che ho conosciuto e che fa la badante, mi mostra le fotografie della nipotina di otto anni, in occasione della sua "prima confessione". Mi spiega che la "prima comunione" si terrà solo fra un anno. E' aggraziata nell'espressione, già molto alta, come la nonna, ma il suo aspetto tradisce una recondita sofferenza; ha le gambe magrissime. "Ha il diabete da quando aveva tre anni. Ha una guaina di insulina sottocutanea a rilascio controllato. Non potrà liberarsene più".

mercoledì 27 maggio 2015

Il giudice naturale.

Uno dei principi cardine del diritto è che nessuno può essere distolto da suo giudice naturale, per legge. Si sa che dei principi giuridici comuni, generali e delle altre nazioni, gli Stati Uniti, potenza egemone del mondo a sua immagine e somiglianza, se ne fa un baffo, ma non rinuncia, né si astiene di impicciarsi - se lo ritiene utile - delle potenziali giurisdizioni altrui. Con una recente disposizione legislativa, la Corte federale degli Stati Uniti si è dotata di uno strumento investigativo senza frontiere se, mediatori in qulasivoglia attività illecita, siano stati un provider internet o una banca nord americani, anche se il reato non riguardava, se non strumentalmente, la vita civile americana. Ed è stato così che la neo-Presidente della suddetta Corte, nominata pochi mesi fa da Obama, ha inaugurato il suo mandato facendo le bucce al Gotha del calcio mondiale, argomentando che gli atti corruttivi e le tangenti spese non erano attribuibili ad abitudini individuali o collettive, ma, da almeno vent'anni, costituivano l'essenza stessa, la ragion d'esistere della FIFA stessa, associandosi alla quale si entrava a far parte di un'associazione a delinquere. In particolare sono state contestate le attribuzioni alla Russia dei campionati mondiali a squadre del 2018 e all'emirato del Qatar - dove centinaia di lavoratori schiavi stanno morendo per la labilità delle misure di sicurezza e per i lavori senza soste in un clima torrido - del 2022. Negli Stati Uniti la carriera giudiziaria è elettiva e, quindi politica, soggetta a nomina presidenziale, dopo essere passata per elezioni civili, il diritto è giurisprudenziale, cioè tiene conto del costume delle diverse comunità statali e particolari. La giudichessa che ha scoperchiato il pentolone maleodorante non è quindi estranea alle ambizioni ed alle esigenze della politica, necessarie per soddisfare le proprie ( la Russia si è subito inalberata ), ma, certamente, ha colpito per scopi multipli là dove poteva colpire e lo ha fatto scoperchiando la corruzione del potentato pallonaro, poco influente sul suo territorio. Una sorta di operazione all'Irachena, un'invasione giudiziaria. Resta il fatto che, a parti inverse, gli statunitensi obiettano, semplicemente si negano ed impediscono, qualsiasi reciprocità quando sono loro a commettere dei reati, anche grossolani e marchiani, come gli omicidi mirati ( vedi, per noi, Calipari ) o provocano incidenti, come sul Cermis, per non parlare delle continue dominanze, più che ingerenze in ogni zona energetica e geostrategicamente utile, in ogni parte del mondo. Applicano cioè, unilateralmente, la "common law" di casa loro a tutto il mondo, alleati di fatto solo degli Inglesi che la inventarono e da cui discendono come dominatori del mondo.

lunedì 25 maggio 2015

I contorcimenti dell'insignificanza.

Podemos e Ciudadanos, l'uno contro lo strangolamento delle risorse popolari in nome di un impossibile recupero sul diverso valore delle economie e sui loro debiti, anche corruttivi, l'altro contro la corruzione che ha provocato in gran parte il profondo disagio nella società spagnola, hanno portato via numerosi seggi al Partito popolare di destra di Mariano Rajoi. In particolare, Podemosa ha vinto a Barcellona mettendo il suo sigillo sui moti indipendentisti catalani e, insieme, hanno vinto anche a Madrid. Le metropoli ai movimenti della società civile, la Vandea al partito del conformismo sacrificale. In Polonia, invece, ha vinto la destra, dando una connotazione nazionalista alla sua partecipazione all'Unione europea, senza condividerne la moneta. In Spagna, in Grecia e in Polonia, pur su posizioni diametralmente opposte, le sensibilità locali si sono messe al centro dell'agone politico, come interlocutrici scomode dell'euro-burocrazia brussellese, in Italia, invece, una pseudo-sinistra, cooptata al governo da un Presidente ossequioso e realista, tranne che in libia, per la quale è stato uno degli sponsor più sfegatati del rovesciamento di Gheddafi, fa il lavoro mellifuo e ingannatore ( che però non inganna nessuno ) di una destra contrastata ed osteggaita, quando era al governo sulle stesse tematiche eterodirette e che, per questo, era bene che ci restasse. Posizione del tutto periferica nello scacchiere europeo per l'Italia, sempre incline al compromesso e alla dissimulazione, ma centrale e mediatoria nel mediocre dosaggio degli interessi in gioco, con quelli più deboli comunque da compatire, ma da sacrificare. Fino ad oggi, movimenti consimili a quelli greci e spagnoli, nel bel paese non si sono individuati, la fu sinistra cerca di conservare una posizione rosicchiata e le destre sono talmente imperiose da andare in confusione da sole, alla ricerca e nello scontro di troppe posizioni particolari.

Un bel fine settimana.

Ho avuto il piacere, durante il fine settimana, di apprezzare una nuova rappresentazione teatrale della Compagnia di Francesca Calderara ed una vernice pittorica, ospitata, per puro amore dell'arte, in una piccola galleria, in un vicolo del centro di Bologna. Venerdì sera ho riscontrato i progressi canori e virtuosistici di una formazione di studenti, in crescita culturale, domani professioanle ed artistica. Soprattutto sul piano canoro, alcune voci hanno acquisito un nitore ed una purezza professionale ed hanno impreziosito un fantastico racconto ed accompagnato, attraverso la colonna sonora, la rappresentazione, tenutasi, ancora una volta, preso il meritorio Teatro degli Alemanni in Bologna. I giovani, pur gravati da tirocini ed esami, non demordono ed accompagano la loro professioanlità colta con la coltivazione del teatro e della musica: cosa sarebbe e, purtroppo, per troppi è, la vita senza la cultura? Qualcuno che non citerò, perché non vuole creare fratture competitive nel suo gruppo, è già assurto a livelli tecnici ed artistici di livello cristallino; altri ed altre, hanno confermato una personalità recitativa di prim'ordine, che esprime anche la solidità dei loro contenuti personali. La mostra di Vicolo Cattani, nel reticolo che ospitò e, credo, ospiti ancora, il ristoro frettoloso e mercenario della Bologna gaudente, ha visto la prima esposizione degli allievi di una scuola bolognese di pittura. Nello stile e nei tratti si poteva chiaramente intravedere la mano del maestro, dalla quale i migliori dovranno un giorno affrancarsi per dare spazio, dopo aver assimilato le tecniche, alla loro personale creatività, al messaggio psicologico del loro estro. Nell'insieme e sottolineato l'impegno di un neofito più che ottantenne, va riscontrato che il ricamo pittorico, in taluni casi, esula già dalla mera ripetitività stilistica per assurgere a rivelazione dell'animo dell'artista. Un animo prevalentemente triste, nel quale gli oggetti, i dilavati manti stradali, la piccolezza delle figure umane sullo sfondo, il colore del cielo rimandano ad una pesantezza che non ha domato la vitalità dello spirito. Un volto, bello e dolente, amareggiato e consapevole, si sporge dall'angolo d'entrata ad introdurre il visitatore alle prime incerte espressioni di un'esperienza ancora da trasporre interamente sulla tela.

domenica 24 maggio 2015

Prospettive generazionali.

L'Ucraina ha ricevuto un miliardo e ottocento milioni di euro per continuare la guerra nel Donbass; la Grecia non ricevrà più nulla, almeno così si minaccia. Le sovvenzioni hanno un significato esclusivamente bellico perché, dopo le intemerate improprie di Obama, Presidente di una nazione federale extraeuropea e della Merkel, che aveva sponsorizzato alla presidenza della Repubblica un ex pugile, nato nella Germania orientale dalla quale anche lei proviene e che si era spesa in pubbliche dichiarazioni per invogliare gli Ucraini ad occidentalizzarsi. Ebbene, in questi giorni, il ministro degli esteri tedesco ha sancito, a nome di tutta l'Unione, che per aderie alla U.E., l'Ucraina dovrà aspettare almeno tre generazioni. Eccola abbandonata, dunque, al suo artificiale destino di Stato cuscinetto fa due blocchi, uno centro-occidentale ed uno euro-asiatico. Lo stato dell'ordine interno, dopo tante sobillazioni, la liberazione di una ladra e la sua rivalutazione politica, l'esilio di un altro satrapo e profittatore, ma filo-russo, l'asportazione della Crimea ed una guerra di logoramanto ai confini con la Russia, è disastroso. Le milizie naziste che sono state co-protagosniste della rivolta di piazza Maidan, circoscritta alla capitale o quasi, imperversano indisturbate, la criminalità comune, originata dalla fame, non è più contenuta, il potere si mantiene con le sparizioni in stile mafioso, con le esecuzioni di killer prezzolati ed altre forme non evidenti di repressione mirata. Così l'hanno ridotta loro, ma così non può entrare in Europa. Potrà invece continuare, sotto la guida dei golpisti arancioni, a morire di fame e di piombo, per conto terzi.

Il rifiuto della realtà.

Premesso che in una società civile la realtà non deve essere altro che quella dei fatti e che non può essere interpretata che da una giuria competente, va constatato che, con sempre maggiore improntitudine, si cerca di nasconderla dietro dei pretesti per affliggere oltre il razionale persone e popoli. Il ministro dell'economia, che è l'unico investito di competenza del governo Renzie, ha richiamato la Corte costituzionale a chiedere il parere del governo, autore di una legge incostituzionale, sulle ragioni contabili per mantenere l'illegalità, Sono specie autonome e la Corte alla sua autonomia ci tiene, ha risposto il suo presidente pro tempore. Se non ci tenesse, andrebbe riformata dalle fondamenta, cosa che si farà con l'introduzione di criteri rassicuranti per il governo attraverso una revisione delle nomine. Tutta l'autonomia della giurisdizione, a cascata, ne sarà compromessa. La Grecia ha ufficialmente comunicato di non avere i soldi per pagare la rata del suo debito scadente a metà Giugno e ha lasciato la patata bollente nelle mani della Unione europea, rimettendole, ma non in termini suicidi, il suo destino..relativo all'appartenenza o meno. Né il Governo di Alexis Sypras, né i creditori vorrebbero veder andare in fumo gli aiuti e i crediti, soprattutto le grandi banche, farcite di titoli greci di vecchia emissione e i governi in difficoltà, ma meno poveri, che per rimanere attaccati al carro si sono dissanguati pro quota, aggiungendo debiti ai debiti e restrizioni alle riduzioni, per co-finanziare ripetutamente il default greco, che non ci sarebbe stato, almeno non in questi termini, se la piccola e decadutissima nazione se ne fosse stata realisticamente fuori, Ma gli interessi di pochi e l'orizzontale clientelismo urbano l'hanno impedito. L'Irlanda, cattolica e pedofila, si è espressa in termini plebiscitari a favore dell'assimilazione dei matrimoni gay a quelli eterosessuali, rivelando una natura e una cultura profonda del tutto difforme da quella che la ricopriva e la soffocava. Quando si allude all'omosessualità, a prescindere dal crescente ritmo della marcia nuzuiale un po' in tutto il mondo occidentalizzato, si fa inconsciamente a riferimento a quella fra maschi, mentre quella statisticamente più diffusa è quella saffica. I dati, incontrovertibili, sono delle sezioni specializzate dell'ONU. Le donne sarebbero più inclini ad esperienze, relazioni omosessuali, anche nascostamente ed in costanza di matrimonio, anche in presenza di figli. Ecco dunque che parte dei matrimoni che verranno riguarderanno coppie lesbiche, con o senza discendenti, procreati in etero sex o adottati dopo. Sì, perché gli Irlandesi hanno riconosciuto alle coppie sposate anche la facoltà d'adozione. Nella società vorticosa, "come la rena, quando turbo spira", anche le identità sessuali o dichiarate tali, diventeranno oggetto di diversi progetti di vita che, mantenendo tutti i difetti delle secolari e sperimentate tradizioni, per molti versi, se non tutti, eguagliabili, sanciranno nuove appartenenze culturali, ma anche economiche, relazionali ed ambientali che si vanno formando, alla luce del sole, proprio su quel substrato generico di uniformità o di accoglienza, che l'ideologia in coltura dei nostri tempi, va elaborando. Ma le ideologie restano esclusiva dei "sacerdoti" che le propagano, mentre l'espressione dei popoli, quando può manifestarsi, manda in soffitta ogni erudita, ma conformistica disamina d'apparato.

sabato 23 maggio 2015

La Resistenza dei nostri giorni.

L'ultimo auspicio logorroico di Matteo Renzie, il bullo dei boys scout, riguarda la formazione futura di un sindacato unico. Sarebbe un sindacato nazionale, sarebbe il sindacato del Partito della Nazione. Sarebbe, infine, un sindacato legalmnte riconosciuto, nient'altro che un sindacato corporativo, ma indistinto, succube della politica governativa e ben visto dalle aziende, repressore come in una parrocchia o in una cappellania dela libera dialettica lavorativa. In questo, fatto salvo il diverso scenario ( ma fino a che punto ? ) che va, a tappe forzate, disegnandosi, una simile conformazione plebea non assumerebbe caratteristiche diverse da quelle vigenti nei regimi totalitari, o meglio, nel nostro prevedibile caso, dell'autoritarismo produttivo e della subordinazione alle esigenze della corrotta ( perché continuerebbe ad esserlo ) amministrazione pubblica ed alle mutevoli strategie speculative. Per essere accettato, deve rivolgersi a una platea di bisognosi priva di formazione civile e culturale; ma di questo Renzie è certo e vi congiura con la sua riforma della scuola di mercoledì scorso. L'ipotesi del sindacato di San Giuseppe lavoratore aprirebbe nuovi varchi alla ricercata preminenza della Chiesa cattolica e del suo sindacato, la CISL, fra il volgo disperso che nome non ha ed al quale si offrirebbe(ro) di offrirne uno, alle loro condizioni. Per fortuna, sotto la crosta del conformismo opportunistico, che i poveri ( sbagliando ) sentono di dover interpretare per non sprofondare nell'indigenza e chiedere, domani, una raccomandazione per i loro figli, il senso "comune", somma di tante sensibilità private, è diverso, anche nelle strutture più represse, come hanno dimostrato i referendum ( gli unici sull'argomento che si sono tenuti in paesi cattolici ) sul divorzio, sull'aborto - in Italia - e, ieri sui matromoni gay, nella Repubblica d'Irlanda, dove la sodomia infantile la esercitavano massicciamente solo i sacerdoti di Santa Romana Chiesa. A proposito, secondo voi è possibile che fenomeni così orizzontalmente vasti si siano verificati solo negli stati Uniti, in Irlanda e in Germania e, ad esempio, in Italia non se ne risulti nulla? Il referendum irlandese è un classico episodio di liberazione dalla cappa di dottrine e costumi oppressivi, oltreché intimamente ipocriti, in Italia, solo la Uil e la CGIL ( pur in malafede intrinseca ) hanno obiettato alle banalità autoritarie di Renzie; la CISL ci si è riconosciuta, come le istituzioni cattoliche si riconobbero nel fascismo, Chi avesse voglia di confrontare gli statuti del Fascio delle coprporazioni e della CISL, troverebbe molte affinità, esclusi i fini. Ho appreso che, in Irlanda, la Costituzione è immodificabile senza che il popolo si pronunci con un referendum. Per questo è stato possibile riformare il matrimonio in quel Paese, a torto ritenuto la sacrestia d'Europa. Forse la diffusa povertà ha consigliato di eguagliare legalmente le ridottissime opportunità coniugali, mentre il conservatorame censitario continuerà a riprodursi nelle sue ridotte e ad impersonarne la moralità. La Chiesa che Francesco cerca di affrancare da una posizione difensiva e perdente, non è vissuta e applicata conformemente in tutto il mondo; non è così in Irlanda, non è così in Polonia e in tanti Vescovadi italiani. Ma il Papa non è un Santo, è un politico come i Vescovi. Il nostro sinistro, ma rotaryano Presidente ha detto oggi un'altra cosa giusta: la mafia e io vorrei aggiungere qualunque mafia, chiusa e ripegata nei suoi interessi, è remora allo sviluppo della società. Ai mafiosi di tutte le risme, spesso collegati fra di loro, questo non interessa e, purtroppo, non coinvolge consapevolmente neanche quelle larghe fasce di popolazione che sentimentalmente vi si oppogono a parole. L'aria di vetta resta per pochi.

venerdì 22 maggio 2015

La libertà di adeguarsi.

La società di massa in gestazione è ormai fatta di incassi al tavolino di un bar-ristorante dove si consumano cibi precotti e dal quale, in questo modo, si viene "scucciati" per far posto a nuovi avventori e a nuovi incassi per la solita ribollita. E' lo stesso canone, solo inverso, rispetto a quello che vigeva nei paesi comunisti, nei quali, se c'era un posto a tavola, ti veniva fatto sedere accanto uno sconosciuto e dove, al termine del pasto, in base al numero ridottissimo delle portate preconfezionate e sempre uguali, una cameriera, di solito con gli zoccoli e i calzini corti, batteva le mani e, senza tante cerimonie, ti invitava a levarti di torno. Io la chiamavo "la caposala". Del resto, negli ospedali le terapie massive vengono somministrate secondo budget, le degenze sono ridotte al minimo, si cerca di avvalersi dell'assistenza domiciliare dei medici di base che vi sfuggono in tutti i modi e ci si avvale prevalentemente, quando non esclusivamente e per scelta di pochi eletti, visti i metodi da mattatoio altrimenti usati, delle provatissime famiglie, quando non sono, a loro volta, sgangherate e precarie. Sulla base dei "servizi" propagandati ( quasi tutti assicurativi e finanziari ) dei quali si cerca di fare un uso a sua volta massivo, come se si trattasse della vecchia e in via di superamento assistenza pubblica, è una sequela di lagnanze equivoche e di equivoci interpretativi, nella speranza che, la prossima volta, "sensibilizzate le parti" con le proteste, il trattamento sia più favorevole. Se mai avviene, è chiaro che, la volta succesiva, l'assistenza sarà quasi nominale..e giù, nuove lagnanze. Siamo un paese di attori melodrammatici e comici che nessuno prende sul serio; per certi versi neanche noi stessi. L'abbigliamento è massificato, l'informale è diventato una formalità e non c'entrano le ristrettezze economiche: i tatuaggi costano eppure coprono ormai gran parte dell'epitelio, come si può constatare soprattutto d'estate. Non c'è bar-tabaccheria che non sia anche una ricevitoria e una sala giochi, dove si vendono e si verificano decine di cartelle statali dedicate al gioco: mentre uno controlla la sua serie di numeri, la fila attende un city pass, un pacchetto di sigarette, sul quale il monopolio di Stato avverte che nuoce gravemente alla salute, senza aprire in quest'ambito alla concorrenza privata. Gli extracomunitari affollano gli autobus e li impestano dei loro miasmi, prodotti dalla scarsa frequenza dei lavacri rituali, nella nostra società igienica, i controllori elevano sanzioni alla numerosa consorteria dei "portoghesi", ma nessuno o quasi si cura della quotidiana attività di borseggio che si svolge nell'indistinzione pubblica. Anche le librerie sono diventate degli empori con lo sconto, dove la merce culturale ( molto, ma molto banalizzata ) viene esposta e reclamizzata per chi si fa compagnia con la lettura, anche con offerte in e-book telematici, a prezzi di lancio. L'istruzione punta sulla subordinazione formativa a qualsiasi pubblicitaria ipotesi di impiego futuribile, in una società nella quale il lavoro è finito e le propietà sono sempre di più all'estero, in mano non a tecnici, ma a finanzieri. La scelta indotta dalla buona accoglienza dei più tradizionali istituti scolastici ridenominati, è preludio ad una sempre più vicina e progressiva privatizzazione dell'insegnamento, poco critico e senza sbocchi reali. Network turistici offrono possibilità di vacanza "ad horas", con pranzo in piedi e letto comunitario a dieci piazze, i pezzi di ricambio, per qualsiasi mezzo, si comperano su internet e si fanno montare a pochi euro alle officine che prima gestivano il rapposto, la scelta, il lavoro e la parcella in toto. Dal verduraio, presso il quale si comprano le coltivazioni cilene estive a Natale, ad opera di imprese ( si dice ) e sementi nazionali, i benzinai che offrono la "power" che fonde il motore e lo pulisce contemporaneamente, i teatri con il cartellone breve per tutti i gusti, le banche con le loro surroghe al ribasso...e si potrebbe continuare all'infinito, offrono ridenominazioni "fashion" degli stessi minestroni, alla ricerca psichiatrica della crescita infinita in un mondo finito, dedito solo al furto delle risorse presenti.

mercoledì 20 maggio 2015

Le riforme giaculatorie.

Una riforma al giorno toglie la Commissione europea di torno. Dubito che sarà così. E' vero che, nel recente passato e stante l'espressione e il rispetto del mandato popolare, su certi argomenti si discuteva a lungo, ma non nel merito e le soluzioni erano rivedibili, perché parziali e basate sul compromesso. Ma un governo Quisling, come l'attuale, non investito di nessun mandato elettorale, ma solo delle decisioni dell'Unione europea, espresse in una lettera mai resa nota, desta una profonda inquietudine, perché ribadisce, con una ripetitività propagandistica, che la democrazia è stata sospesa e forse revocata "sine die", nelle sue forme classiche. Protestano, per pigrizia, solo le categorie coinvolte e strepitano per minuzie, dato che solo su quelle si basano i loro comodi; non c'è uno straccio di analisi di scenario, non ci sono proposte e prese d'impegno ( se ne guardano bene ) da difendere con una serrata azione di contrasto e di proposizione. In questo vuoto opportunistico, Matteo Renzie ha buon gioco nell'adattare le fragili istituzioni reali italiane ai desideri dei potentati sovranazionali. I padri fondatori dell'Idea europea non potevano neanche lontanamente immaginare, nel 1945, che il progetto avrebbe preso corpo adesso, in condizioni di grande sofferenza ( in gran parte colpevole ) della maggior parte dei popoli interessati e in assenza di quella democrazia appena sanguinosamente riconquistata allora. Le aspettative di crescita e di maggiore uguaglianza sono state tutte disattese; la preminenza del lavoro sulle dinamiche di modifica degli assetti statali e di creazione di una coesione sempre più intergrata in Europa, sono state sovvertite. Eppure il processo va modificato in itinere, dato che non è stato neppure un disegno nato all'interno dei confini continentali, ma un'esigenza di tutela comune contro i tifoni finanziari e la dematerializzazione del lavoro. Ma il rullo compressore renziano distrugge e ridisegna sulle macerie di un'opera incompiuta.

Per grazia ricevuta.

Nell'Italia da burla anche a un Matteo Renzie viene dato spazio. Questo "coatto" sciorina pagliacciate e sentenze che vorrebbero essere caustiche, come un qualunque servo di scena e di apparato, quale in effetti è. Volendo propagandare ogni sorta di sciocchezza tradisce ormai costantemente il gioco che gli è stato imposto e affidato. Sulle pensioni si appresta, con il solito metodo dell'approvazione di prammatica, a conseentire ad una massa imbelle di aspiranti alla noia delle incombenze familiari o all'ozio senza interessi, di andarsene "flessibilmente" in quiescenza a sessantadue anni, con una riduzione del 25% del trattamento, già decurtato. Si capisce che auspica una larga adesione, perché si abbandona ad acide battute sui "trenta euro" - lui che ha fatto fortuna con ottanta - che lascerebbero all'INPS i tanto favoriti "esodandi". Ma sta di fatto che il ridimensionamento ulteriore delle già misere ( per il 70% degli aventi diritto ) pensioni comincerebbero già con un'indicizzazione in negativo, a cui sommare quella da introdursi, circa un lascito solidaristico da parte dei "fortunati", che si aggirano fra i mille e quattrocento eruo lordi e i tremila euro lordi al mese, in ossequio al principio che la solidarietà si esercita solo in basso e verso il basso, al quale ridurre anche coloro che stanno un gradino sopra, in maniera da avere un sistema di sussitenza secondo un modello devoto, se non altro per impotenza. Per fortuna, il principio della volontarietà non può essere intaccato, altrimenti si scivolerebbe nell'arbitrio e nel "licenziamento previdenziale" pre stimato. In questo povero, ma ridicolo paese, ogni sorta di paturnia devota è propagandabile e, se il successo delle panzane non è sufficiente ( ma lo è sempre, fatta eccezione per i non solidali che notoriamente sono meno poveri, ma anche più avveduti ed usi a trattare i fatti prorpi individulamente, perché ad errore compiuto non resterebbe loro neanche la solidarietà del gregge ) codesti cialtroni e i loro numerosi supporters, si incazzano, come Massimo Giletti con Mario Capanna e Roberto Formigoni ( per la seconda volta, pubblicamente )- cfr. You Tube - con chi lo mette di fronte alle sue inandempienze. L'uno e l'altro scraventano libri e documenti in aria. Matteo Renzie non dovrà far neppur questo: avrà comunque, con qualche "una tantum" una pletora di "adoratori" votanti, per grazia ricevuta.

martedì 19 maggio 2015

In che cosa consiste la conservazione.

La declinazione del termine "flessibilità" in ogni ambito e materia deve indurre in sospetto. Il significato reso in economia e nell'organizzazione aziendale, ne ha già illustrato gli esiti. Sentire la citazione in bocca a Matteo Renzie e al suo trimalcionesco ministro cooperatore del Fu lavoro susciterebbe il riso, se i due buffoneschi compari non agissero in nome e per conto di poteri alieni, cercando l'uno il consolidamento di un lungo potere personale ed il secondo una refrenzialità nuova nel panorama delle primazie e delle "eccellenze" produttive e distributive, dato che la piccola industria è defunta e quella grande si è venduta o sta per vendersi all'estero. In queste condizioni, di che si blatera? Eppure l'italiano è, ad onta delle sue intemperanze verbali, mansueto e opportunisticamente plebeo; in fondo cerca solo un trattamento in franchigia, una mitologica assistenza assicurativa, un modesto indice di adeguamento del suo salario, scettico e disimpegnato circa un miglioramento prospettico della posizioner dei suoi figli, che ripercorreranno le orme dei padri e delle madri, nella migliore delle ipotesi, nel basso, medio ed alto ceto.

Filisteismi.

L'improvvisazione quotidiana in materie tecniche e sofisticate e sotto imperio delle Commissioni brussellesi, inducono alla confusione e alla solidarietà fra gli imbecilli. La linea maestra non va abbandonata e le fanfaluche dei banditori degli sciocchi vanno ignorate. Ciascun faccia ciò che vuole, ma lo faccia individualmente, da solo, senza accodarsi al gregge degli animali di branco. Come sempre, l'ideologia massiva si eserciterà sulle povere menti del popolo conformista: le posizioni più importanti e quelle supportate dal ragionamento saranno in grado di tutelarsi da sé, anche se queste ultime subiranno il "mobbing" ambientale, non quello gerarchico, ma quello orizzontale. Sulle pensioni si sta giocando sporco: l'unica realtà è che l' Unione Europea vi individua la maggior fonte di precarietà nei conti pubblici e induce alla procrastinazione, in alternativa allo smantellamento delle rendite. Il governo italiano sintetizza le due posizioni, "consentendo" un anticipo della pensione posticipata, quindi una presumibile maggior durata, con un abbattimento della corresponsione, già destinata ad una radicale svalutazione nel tempo. Con qualche "una tantum" ( non mi sembra una novità, da rottamatore, nella politica italiana ) secondo il più deteriore stile democristiano, Renzie farà contento l'italiano medio e prenderà un sacco di voti, nella versione aggiornata, ma non tanto, del Comandante Achille Lauro. Il Coro reciterà: lascino gli anziani ( che pur sono e resteranno facoltizzati a giungere al tetto aggiornato dell'età pensionabile ) a beneficio del job's act dei giovani. Familismo morto nella prassi, ma sopravvivente nella memoria. Filisteismi.

domenica 17 maggio 2015

Elemosine misericordiose.

Siamo un Paese sud americano e non da oggi. In Europa ci stiamo a beneficio di pochi reddituari e di qualche massone. Dopo gli ottanta euro in busta paga per i poveretti, che si sono visti ridurre le ore lavorative dopo pochi mesi, l'impagabile Renzie reagisce alla sentenza di incostituzionalità della mancata indicizzazione del 50% delle pensioni, mettendo cinquecento euro, una tantum, nel cedolino di Agosto dei destinatari. Dato che saranno probabilmente in città, potranno concedersi qualche gelato e qualche fetta d'anguria, nell'aria immobile. L'impudenza verso gli aspetti giuridici dei provvedimenti, che sono il solo, possibile contraltare alla sua arroganza da governo Quisling, superano in incivilltà le intemerate di Berlusconi contro i giudici che ce l'avevano con lui e vanno direttamente al cuore del plebiscito che, probabilmente, ancora una volta lo premierà. Quando concederà un giorno di festa occasionale, anche Juan Domingo peron, un altro italiano, sarà raggiunto. Temo per lui che non abbia i mezzi per eguagliare i favori di un altro emigrato illustre, Papa Bergoglio, che beatifica suore palestinesi, fustiga i fabbricanti d'armi, scomunica i mafiosi e chiama il giudizio di dio sui potenti della terra, ma lui, Renzie, la sua elemosina, ogni tanto l'avrà fatta.

In itinere o sul posto.

Ieri, a Bologna, hanno sfilato i rappresentanti dei Sinti e dei Rom, le comunità nomadi, zingare, che si sollevarono, a differenza di quanto fecero gli Ebrei ( con l'eccezione del Ghetto di Varsavia )contro i loro aguzzini. Queste comunità, senza analisi dei comportamenti individuali, sono accusate di essere una genia di ladri. In diversi casi, è vero. Non ci sono ladri fra gli indigeni? La loro itineranza li rende inafferrabili e sospetti, anche se hanno regole, lingua e tradizioni note e che sarebbero studiabili se rivestissero un qualche interesse economico. Anche le discipline umanistiche e antropologiche aprono a qualche facoltà di reddito, ma non relativamente alle etnie nomadi, che sono anche da questo punto di vista marginali e indifese, in quanto possono contare solo su se stesse e anche questa non contemplata facoltà di autotutela li mette a rischio di ulteriori pregiudizi. Gli Ebrei, pur non tutti sionisti, hanno accettto di organizzarsi in uno Stato dal quale praticano, a livello istituzionale, ma soprattutto di intelligence e di azioni armate senza diplomazie, la rappresentanza statica, territoriale dell'ebraismo. Proprio questa sedentarietà li ha tasformati da oppressi in oppressori, almeno all'interno degli espansi confini statuali, dopo la guerra dei sei giorni, dagli Stati arabi improvvidamente mossa contro di loro e risoltasi con una debacle mai più recuperata. I sionisti stessi, per puntellarsi in un'area nella quale avevano rimosso gli stanziali da secoli e "godevano" dell'ostilità specifica e locale che li accompagna, dispersi, in tutto il mondo, si sono fatti custodi degli interessi nord americani in una zona energeticamente strategica, in sostanziale combutta con reami oscurantisti che si appoggiano a loro volta alla potenza americana ed al petrolio per sopravvivere, pur essendo i contenitori di tutte le "eresie" islamiste che alimentano il terrorismo. Sul palcoscenico della vita, provocati da casa Pound e dai Fratelli d'Italia della Melloni tiroidea, i nomadi violinisti hanno cantato la loro solitudine. Chissà se intuivano o se interessava loro intuire in quel frangente, la possibilità ( per loro puramente teorica e remotissima ) di diventare un giorno, stabilmente, degli accettati oppressori?

Morti allo specchio.

Abu Sayyaf è stato ucciso da un commando statunitense sul suolo che le milizie del IS si erano conquistato. Costui era il ministro del califfo per il petrolio e l'energia: un concorrente diretto degli interessi americani. Per lui, come per Osama Bin laden, si sono scomodati i corpi speciali di assassini, che, come tutti gli assassini, uccidono e fuggono. Chissà quanto avrà preso l'antenna dell'intelligence? In Egitto, il Presidente improprio, scaturito dalle prime ed uniche elezioni popolari, patrocinate dagli stessi Stati Uniti, sull'abbrivio delle primavere arabe e dagli stessi committenti revocate, in "golpe", non appena resisi conto che il sentimento popolare era per I Fratelli Musulmani, patrocinatori delle civiltà autoctone e fierissimi avversari dei loro alleati di Israele, è stato contestualmente condannato a morte, invertendo la sentenza che aveva colpito il deposto dittatore Hosni Mubarak: Morsi svrebbe provocato, durante le rivolte anti Rais, morti e feriti. Come se Mubarak non avesse proceduto "manu militari" contro il suo popolo ogni volta che, nel corso di trent'anni, il suo potere era stato contestato o gli interessi geo-politici degli Stati Uniti messi in discussione, non a casa loro, ma nella patria "regione" degli Egizi. Solo la propaganda dei media "liberi", in realtà asserviti agli interessi economici di chi li finanzia direttamente o indirettamente, affermerà che le inevitabili ritorsioni saranno frutto di terroristi misconosciuti che, subito dopo, contraddittoriamente, saranno trattati come eserciti nemici, da colpire non solo con analogo terrorismo mirato, ma anche attraverso vere e proprie guerre sul loro territorio, in associazione con gli altri Stati alla S.p.A. e non solo alla difesa comune.