giovedì 9 ottobre 2014
Le basi banali della crudeltà.
A Napoli un ragazzo di quattordici anni è stato menomato e forse ucciso, immettendogli aria compressa nel ventre, attraverso l'ano. E' avvenuto per strada ad opera di un ventiquattrenne e di un suo compare. I genitori del giovane adulto hanno definito uno scherzo l'abietto e futile abuso su di un ragazzino inerme. Le lesioni intestinali gli stanno producendo delle atroci sofferenze. Diversi anni fa, nello spogliatoio di una fabbrica bolognese toccò ad un operaio marocchino, ad opera di alcuni suoi compagni di lavoro italiani. Il sindacalismo di sinistra lo definì un frutto dell'ignoranza. Si tratta invece di un barbaro e pigro sadismo annoiato che andrebbe sanzionato per quello che è: un omicidio o un tentato omicidio con menomazioni gravi e invalidanti, fisiche e psicologiche. Per questi gesti che si scoprono solo perchè eccedono in ferocia e in "fantasia", la pena dovrebbe essere semplice e meccanica: l'ergastolo. Ma l'Italia è il paese degli accomodamenti, anche con la coscienza che la ottundono nel sentire diffuso.
Opera Aziendale Maternità e Infanzia.
L'affare si è ingrossato, forse anche la famiglia si allargherà e, con essa, anche la mia Signora.
Fortunatamente, come in una moderna società scandinava. la mia azienda non ci perde di vista. Anche se ci priva, così, di qualsiasi momento di intimità, di calore e di familiarità non tribale, potremo rimanere aggiornati sulle dinamiche professionali anche in congedo. A dire il vero, di novità vere non ve ne sono; si tratta sempre di ripetizioni dello stesso, reiterato obiettivo sfidante.
Chissà se la mia Signora lo dirà prima a me o a GES, che il ciclo è saltato. Di chi temerà, eventualmente, l'interferenza? Come nelle consulenze in Parrocchia, anch'esse volontarie, ma "dovute" nella comunità dei fedeli, potremo partecipare a focus group, per moduli successivi. I nostri Maestri saranno accreditati sacerdoti dell'Università di Bologna, esperti di benessere personale, nell'ambito delle famiglie e dell'azienda, accettato, cioè, un inscatolamento della propria vita. Ed io, che ho figli, in parte frutto di copule coniugali prima che le strade divergessero e uno da free lance, sono destinatario di formazione per la domus e la factory? Certo che la maternità e la paternità inducono cambiamenti d'orizzonte, sempre che l'orizzonte postulato fosse quello del successo aziendale e dell'acronimo che me l'attesta. L'immagine di Gustav Klimt, la madonna col bambino, è solo la più iconografica; ce n'è un'altra, ad esempio, nella quale la madonna sculaccia energicamente Gesù, non sopportandone più i capricci. In questo caso, mamma e papà potrebbero maturare un'insofferenza verso ogni ulteriore occasione di stress. Noi sappiamo quante gliene offriamo.
Cominciamo dall'inizio.
La gravida vedrà GES(tazione)..che pudica discrezione, fin dai primi vomiti incontrollabili che tradiscono l'imbarazzo - si direbbe in Spagna -. GES(tione) della GES(tazione) ha competenze ginecologiche? Sottoporrà la birichina a una visita preventiva di un rischio incipiente? Quanto le verrà detto, in camera caritatis, potrà povocarle un aborto? Se accetterà questo abominevole, perché privatistico approccio, sarà, ancora una volta, nella condizione di non poter sfuggire all'altrettanto abominevole controllo ed indirizzo di un altro privato, privatamente attento ai suoi interessi.
Tanto per cominciare, potrà rimanere collegata con la sua famiglia decentrata, con i suoi colleghi che avranno certamente qualcosa da chiederle circa i processi in fieri altrettanto importanti che i suoi. La corrispondenza intra moenia sarà comunque assicurata. Al varo del nuovo progetto ( che bello! Potremo chiamarlo Alvaro ), ai poveri genitori saranno riconosciuti 1.000 euro lordi e il doppio in caso di parto gemellare, la metà pro capite, se i genitori si sono sinergicamente attivati infragruppo. Finalmente una possibilità concreta di percepire un premio di produzione, anzi l'unica. Mi solletica la doppia erogazione gemellare: la mia Signora ha fatto una cura antisterilità e, in questi casi, la cucciolata è del tutto analoga a quella zootecnica che ai miei padroni dovrebbe essere familiare. Comunque, la sensibilità della mia azienda rifulge: è sempre sul pezzo..peccato che il pezzo sia io. L'incontro con GES(tore) della GES(tazione)si ripeterà post partum per la GES(tazione) della GES(tione). Sarà l'epilogo della premessa o che altro ancora? "Credevo che l'emozione da sposa novella fosse stata la più intensa, ma non era così. Chissà che, per incentivare il mio spirito materno, non mi forniscano un ricovero in un nido aziendale, attiguo all'azienda. Ma forse è meglio di no, non sarebbe gratuito e allora altro che mille euro lordi. So fin d'ora che sarò, saremo supportati psicologicamente ( anche se, per la verità non ne avvertivamo la necessità )da un team sponsorizzato di docenti in quelle discipline che hanno sostituito con algida, apparente razionalità, i persuasori occulti delle società magiche e religiose. Siamo una società evoluta e la mia azienda lo è in maniera studiata e particolare, ma, in più, conserva quel caldo afflato domestico che tanto disperso risulta in questo mondo sfrappolato. Certamente, fuori orario, potremo partecipare a forum di indottrinamento, sempreché disponiamo di una nonna a cui affidare i cuccioli. O il cucciolo? Perché è contemplata solo un'evenienza? Di più renderebbero il benessere irraggiungibile e sarebbero incompatibili col reddito o con le aspettative aziendali? Da primipare, al rientro, saremo accolte da un morbidoso affiancamento e saremo reintrodotte e controriformisticamente riconvertite attraverso appositi corsi. Come sarà possibile, con questa gamma continua di impegni, accudire il pargolo, resta, ora che siamo ancora nel mondo delle vaghe intenzioni, un mistero certamente gaudioso che ci condurrà, senza deviazioni, lungo il sentiero, un po' angusto e costrittivo, della serenità, della pacificazione e della mansuetudine, nell'ininiterrotto itinere del lavoro e subordinatamente, in casa".
Esiti scontati.
Con un'offerta di liquidazione dei soci uscenti e dopo aver ribadito l'impegno per la riqualificazione dello stadio e dei quartieri adiacenti, Joe Tacopina, rimesso abilmente in gioco, per sé, da Albano Guaraldi, ha ricominciato a far ruotare il Bologna f.c. nella sua orbita. Zanetti era rientrato, ma alle condizioni del 2010, per le quali era uscito ed in funzione delle quali era rientrato, per non smenarsi quattro milioni di euro. Prendo la società, non dò un soldo ai soci- salvatori, non mi importa dello stadio e dei quartieri che stanno invece a cuore al Comune a corto di risorse. Ecco quindi che gli americani, che pure metteranno sulla bilancia - pare - qualche milione di euro in meno di quelli preventivati da Zanetti, di cui 6,5, però, andranno in tasca agli uscenti, tornano da liberatori. Se l'invidia competitiva non accecasse i contendenti, la soluzione più ovvia sarebbe la collaborazione, ciascuno nell'ambito che più gli sta a cuore. La quotazione newyorkese della Segafredo-Zanetti potrebbe avvalersi anche dei nuovi soci. Ma in questi casi si vuole sbaragliare qualsiasi concorrenza e fare da soli la ruota del pavone. Gli spennacchiati gallinacci proprietari volevano solo essere pagati prima di uscire e ci sono riusciti. Speriamo che le premesse trovino realizzazione, per la città che ne ha bisogno e, se possibile, per il decadutissimo club. I protagonisti del baratto sono sensali da dozzina, contabili aridi, chissà però se, senza volere, contribuiranno alla sprovincializzazione della città?
Welfare...welfare evolution.
Certo che l'assistenza privata ai dipendenti sta toccando vette inaudite, inusitate. E ' incredibile la sollecitudine, professionale direi, verso ogni esigenza del personale, invadente e falsa come le campagne promozionali che promuovono necessità non sentite. Welfare...welfare, dalla cessione del quinto, al benesere psico-fisico, fino alla gravidanza, mentre prima ci si limitava al puerperio. E siamo solo all'inizio dell'incessante iniziativa, del tutto speculare ai "ressemblements" delle ripetute iniziative commerciali. La Gestione dei fenomeni si propone di evitare, con logica totalitaria, quelle variabili naturali che possono alterare la perfetta concatenazione degli adempimenti organizzativi. Anche se tutta la gravidanza si svolgerà in azienda, anzi proprio per questo, salvo casi rari, che però sono diventati meno rari nelle ultime occasioni, sarà monitorata, fino al suo esito e, dopo, rispetto alle ricadute sulle priorità temporali da dedicare alla vita mutata. Intanto, sul portale intranet, consultabile anche da chi non dispone della mezz'ora d'accesso, è comparso ed è consultabile il sito della CISL. Tutto si tiene.
Le leggi illegali.
Il Senato dei nominati secondo una legge elettorale incostituzionale, come sancito dalla inascoltata Corte, ha votato la fiducia a Renzie, personalmente ignaro di lavoro, sul Job's Act, dopo aver sancito la propria morte autoassistita l'estate scorsa. Ha votato la fiducia e, come deresponsabilizzato da questo atto aprioristico, ha criticato nel merito sfuggente un provvedimento che riconsegna il popolo all'occasionalità della vita, che non favorirà alcun investimento foriero di occupazione e che quindi, per quel che vale, poteva anche essere votato da un'assemblea screditata, il cui Presidente presiedeva assente, fra fogli e libri rilegati che volteggiavano vicini alla sua testa immobile. Anche gli altri Vicepresidenti lo hanno sostituito con la solita, stanca litania, quasi come dei manichini, palesemente poco interessati ad un dibattito dall'esito scontato. Alla Camera dei deputati resta ancora da conservare la cadrega e, solo per questo, è possibile che il dibattito sia meno sterile e possa aprire spiragli di schieramento meno dimessi.
mercoledì 8 ottobre 2014
Pseudonimi.
La prospettiva del taglio delle pensioni è nei fatti ed è logicamente prevedibile per i prossimi anni. Sconsiglia l'abbandono del posto di lavoro. Meglio uno stipendio, sia pur continuamente rastremato. dalla creatività egoistica dei padroni e dei loro delegati, che una miserabile pensione. Se il sistema finanziario, che ha ormai surrogato l'economia reale, che può tranquillamente chiudere i battenti, costringe le comunità territoriali a non utilizzare la leva del debito e dell'intervento pubblico in economia, il grigiore e l'insensibilità amministrativa non possono che indurre finali pauperismi. Mentre i giovani italiani dotati delle competenze che si possono vendere bene, che vengono cioè remunerate, cercano una collocazione dove il mercato è più florido e praticano la flessibilità lucrativa per loro, cambiando quando le prospettive mutano o si spostano, in Italia continuano ad affluire lavoratori servili, non qualificati, che vanno a coniugarsi con il lavoro minore nazionale, mentre l'inattività e la disoccupazione preparano la base degli slums prossimi venturi. Nel nostro paese la famiglia costituisce ancora un freno alla dissoluzione dei rapporti economici e delle responsabilità sociali, già fin d'ora irrise e trascurate. Nel frattempo viene creata artificialmente moneta, sempre in logica finanziaria, attraverso l'indebitamento sull'indebitamento, ad opera di società dai nomi fantasiosi od imperscrutabili, che altro non sono che gemmazioni delle aziende di credito. Sistemi di finanziamento da società povera ritornano in auge, dalla cessione degli ori e degli argenti a quella del quinto dello stipendio e costituiscono nuclei specializzati creditizi. La semplificazione stratificatoria accelera e la mancanza di informazione e di approfondimento prende atto della scomparsa della base materiale, il lavoro stabile, sulla quale confrontarsi e sulla quale esprimersi elettoralmente, per giungere a sintesi parlamentari. La società autoritaria, pseudo democratica, si plasma.
martedì 7 ottobre 2014
Eserciti di riserva.
Una ragazza curda ha fatto da bomba umana, la kamikze contro un acquartieramento di miliziani del IS. Non era una delle cristiane yazide, rapite e schiavizzate; è stata definita una combattente curda. In precedenza, dopo una battaglia vinta dai miliziani del califfo, tre donne curde erano state "giustiziate" attraverso il rituale della decollazione-macellazione col coltello, la stessa praticata sui prigionieri nemici, sugli ostaggi non riscattati. Il ripetersi dei rituali barbarici, per noi che bombardiamo indiscriminatamente dal cielo, rivela una comunità di "cultura o subcultura" omogenea ed indipendente dai principi religiosi professati: non solo gli arabi praticano il martirologio, ma anche i Curdi senza patria, gli uomini come le donne. Anche noi uccidiamo "razionalmente" a distanza, ma soprattutto, razionalmente mandiamo avanti truppe di( senza ) terra, ( male ) armati da noi che, sul terreno, non vogliamo correre rischi, dal momento che in ballo c'è, per ora, il controllo politico, per delega, di zone strategiche, ma non lo sfruttamento dei pozzi petroliferi. Per cui, avanti gli altri, ciascuno dei quali pensa di avere una motivazione personale od etnica a sacrificarsi per noi.
Tu vo' fa' l'americano.
L'Albano che non se ne va mai, ingaggiato Massimo Zanetti, accorso a salvaguardare i suoi quattro milioni di euro e probabilemnte disposto a farseli rimborsare dagli americani, tagliato fuori, insieme ai suoi compagni di merenda dai lucrosi indennizzi che gli statunitensi avevano promesso loro, sfrutta il breve interregno di presidenza rimastogli, non per ripianare i debiti, ma per cercare di farseli pagare da Tacopina e Saputo, che stavano diluendo i tempi per far fallire - asseriscono - la società, rilevarla a zero euro e rilanciarla in tre anni, dalla Lega pro. Nel frattempo, col pieno accordo del Sindaco, si sarebbero concentrati su un investimento in infrastrutture ( non solo sullo stadio ) di settanta milioni di euro, che avrebbero sfruttato sul modello americano della Città dello sport, con empori, sale di intrattenimento, ecc. che avrebbero focalizzato i commerci dell'intero quartiere Costa-Saragozza ed al quale si sarebbero aggiunti - dopo i tre anni previsti - i diritti televisivi. In tutto questo, l'unico tassello mancante e tutt'ora mancante, era il lucro cessante ed il danno emergente della scassata, ma agguerrita, sul piano della bottega, proprietà in bolletta. Ecco quindi che Zanetti che, come suo inveterato costume, vuole trarre il massimo profitto a breve dalle sue erogazioni di denaro, è infastidito dai soci con i quali non ha mai voluto condividere neanche un caffé, che continuano a manovrare alle sue spalle, aprendo spazi di negoziazione agli americani, sia con l'attualmente riottoso proprietario, che ha dimostrato di sapersi ricredere, se gli conviene, sia, di sponda, con i salvatori della bagnarola nel 2010, compreso quel Gianni Morandi che rischia di lasciare sul relitto due milioni e mezzo. Le aspettative nazionali sono come al solito meschine, ma il volano dei soldi pare essersi comunque innescato; sarebbe deprimente un ripiegamento sugli interessucoli di quattro sfessati, che mandasse in malora il progetto. Per fortuna, potrebbe avvenire solo incidentalmente ( ma a suon di tira e molla, non è escluso ), dato che non corrisponderebbe ai loro stessi interessi. Tu vo' fa' l'americano, cantava Renato Carosone, ma s'i nato in Italy.
Visitors
In un meriggio tranquillo, fra gente silenziosa, discreta od espansiva ma civilmente appartata due..quattro..sei o più corvi grigi svolazzano e parlano forte. Ridono e ammiccano, spiccano per quesi cafoni che sono..riconoscibilissimi. A passo di carica, nell'indifferenza generale, si gloriano della loro inutilità.
Il puzzle si ricompone.
Finalmente s'intravede la linea di demarcazione fra le due componenti inconciliabili del PD. Lo stesso atteggiamento della CGIL risponde a questa prospettiva politica. Non potrebbe essere altrimenti dopo più di dodici anni di "codeterminazione" recente ed altri dieci prima, quando il nome di riferimento era PDS, con la quale han contribuito alla liquidazione della sua rappresentatività, né c'entra più la dinamica interna con la pressione sempre più forte e fondata della minoranza operaista, di una classe cioè, dispersa, smarrita, extracomunitaria. Lo scout con il gelato guida una compagine personale di cui non conosce, neppure presuntivamente, la consistenza; conta però di coagulare un consenso moderato, pari o simile a quello della ex Democrazia cristiana alla quale appartiene anche antropologicamente. La Bindi resterà a sinistra, ma solo per non essere rottamata. Nella società liquida, senza appartenenze che non siano quelle della sessualità, dell'ecologismo e dell'animalismo, le ideologie denegate torneranno a raggrumare sensibilità eterogenee e interessi avvertiti. Sul piano dialettico, le vecchie formazioni rinnovate saranno da salutare come una chiarificazione necessaria e, in questa logica, sarà bene che la sinistra stia all'opposizione, perché è provato che al governo fa più danni della destra, non essendo propria dell'Italia la dialettica degli opposti veri, senza approdi geopolitici stranieri. In fondo, il mondo intero sta ripiegando sugli assetti del passato che si è voluto rimuovere con un colpo di genio e di propaganda e che ha causato tante incongruenze e sofferenze, su assetti ridenominati, ma analoghi a quelli che hanno preceduto il cedimento degli argini. Purtroppo anche questo remake sarà spacciato per nuovo e la mancanza di coscienza storica potrà apportare equivoci e probabilmente sarà foriera di guai tradizionali. Anche il califfato decapitatore è un lascito del 1924, storicamente l'altro ieri e la coalizione anti Is, comprendente Paesi bizzarri come l'Australia, il Belgio e la Danimarca con i loro caccia bombardieri, che altro è se non una riedizione delle crociate? Purtroppo qualcuno ha creduto di vivere in un'altra dimensione o ha cercato di gratificare un po' la sua esistenza, come il povero taxista inglese, vittima non speculativa e non ideologica della povertà del vivere.
lunedì 6 ottobre 2014
La libertà= Il dialogo contro il dogma.
Al Consiglio per la famiglia, la Chiesa cattolica "illumina" il cammino dei divorziati che si sono risposati. Scommettiamo che stabilirà un percorso penitenziale per costoro, purchè rinuncino al secondo matrimonio e ritornino, casomai vecchi e spompati, all'ovile? Le riforme, in seno alla Chiesa, all'interno del dogma, non sono mai state altro e mai altro saranno che "ritorni del figliol prodigo". Di nessuna rilevanza le situazioni createsi in seno alle due famiglie, la condizione personale, sociale, economica e lavorativa di tuti i soggetti coinvolti, purché il sacramento originario sia ripristinato, salvo scioglimenti che lo annulleranno, annulleranno i fatti come se non si fossero mai determinati. Per questo, fra laici e religiosi, ogni "dialogos" è precluso, essendo la dialettica l'antidoto al dogma. Purtroppo, sull'onda del riflusso civile, culturale e - speriamo - non giuridico, la rivincita reazionaria, ammantata di parole "evangeliche" adattabili al pauperismo che avanza, alla libertà che si restringe, all'accantonamento momentaneo dei portati di lunghe e dolorose battaglie civili, può esercitarsi di nuovo, nelle sue tradizionali forme subdole.
Le vite parallele.
Una volta, dunque, si eliminavano le eccedenze sociali attraverso le guerre. "Una volta" è l'attualità di tante zone del mondo e di tanti strati sociali negli sperequati Paesi che alimentano le ideologie dominanti, siano esse votate al successo, siano esse votate all'egualitarismo al minimo e, per di più, utopistico. A dire il vero, quest'ultima utopia è stata dismessa, per stanchezza e noia e l'effetto devastatore non conosce rallentamento, come il virus dell'ebola che, a quanto pare è simile a quello dell'Aids e può essere usato come vaccino o terapia contro la sindrome da immunodeficienza acquisita..una volte acquisite le opportune conoscenze. Ma solo per le nazioni viziate, le altre, al massimo, potranno usufruirne solo attraverso la sperimentazione. La diffusione del virus ha viaggiato sulle ali del mondo globale, del suo turismo e di quello sessuale in particolare e continua a farlo, attraverso il turismo intrasociale, inteso come omogenea condizione economica, nelle nostre piccole patrie "globali". Il virus dell'ebola, una febbre emorragica che svuota gli organi della loro linfa alimentare e conduce a rapida e dolorosa morte, dopo due o tre manifestazioni in centrafrica è riuscito finalmente a varcare i confini di zone primitive e inospitali, attraverso il contagio benefico dei Medici senza frontiere, dei volontari tristi e inappagti, delle istituzioni missionarie e caritatevoli. Ma se una volta erano le guerre a riprodurre immutato l'ordine sociale, oggi sono gli esuberi i destinatari dello smaltimento e della rottamazione. Se in una prima fase, codesti "in sovrappiù" sono stati maliziosamente e colpevolmente favoriti, tanto che i più "intelligenti" fra di loro hanno sfruttato la situazione per ritirarsi presto da un lavoro nel quale non si erano mai né realizzati, né identificati, ora che le risorse del clientelismo si sono esaurite, gli ultimi frettolosi transfughi si sono trovati a percepire un'indennità di fatto dimezzata, perchè pagata bimestralmente. L'esperienza in atto nei Paesi dell'est postcomunista attesta che il regime previdenziale ante riforma capitalistica, è stato riconosciuto a tutti gli aventi diritto, anche con largo anticipo sull'età canonica del ritiro, ma viene retribuito e sarà retribuito in base ai criteri di calcolo vigenti nel regime passato, uniforme e statico e, per i prossimi decenni, secondo canoni minimi, fatta salva un'aleatoria previdenza privata. In questi Paesi, poi, non vige, come non vigeva, ma in un sistema opposto, nessun criterio di reversibilità fra i coniugi: prima ad uniformare le prestazioni e ad assicurarne la solvibilità provvedeva lo Stato, mentre ora non provvede più nessuno, la società si è fatta frettolosa, i figli si guardano bene dal sostenere i genitori e sono anzi questi ultimi a dover provvedere alle abitazioni dei discendenti, ai loro carichi familiari, mentre loro s'illudono di sottopagate prospettive. Ebbene, io penso che questa sarà la tendenza italiana dei prossimi anni; il debito senza remissione, accumulato per generazioni, che ha favorito i non operosi ed esaltato gli ignoranti e i furbi, fatto salvo il privilegio intonso delle classi possidenti, si scaricherà sulle prestazioni previdenziali e sanitarie, in un vortice infernale. Il nuovo radioso avvenire trascinerà per il naso un'altra generazione e incrudelirà sugli esuberi generazionali, finora troppo curati e troppo resistenti al trapasso. Il sacrificio e la redenzione si consumeranno in un altra replica.
domenica 5 ottobre 2014
Bioi paralleloi.
Mentre taluni migranti di colore annegano nel Mare nostrum, strumentalizzati in un business crocieristico, altre approdano al sud per cimentarsi nel loro lavoro di schiave domestiche. L'alternativa è la prostituzione, ma codesta riguarda solo le più giovani e le più vendibili, le altre vadano a servizio. Al sud dimorano senza documenti e senza conoscere la lingua, segregate in casa; a poco a poco apprendono i dialetti. Sono accolte all'aeroporto da coppie di connazionali che, in cambia di una cifra preconcordata le hanno già appaltate alle famiglie richiedenti, presso le quali recitano il rosario alla mattina ed alla sera, si coricano dopo aver salutato i cani della padrona, spesso dormono con loro, dal momento che codesti sono talmente abituati all'accudimento da non volersene più separare. Dopo un tempo di due o tre anni compaiono al nord, sono messe in regola, anche contributiva, solo allora e cominciano a praticare costumi meno oppressivi ma, non per questo, meno impegnativi. Vanno a servizio in case nelle quali il marito è molto più anziano della moglie, che si consola anche con gli stupefacenti e che le manda a fare acquisti per loro conto dai pusher... poi, un giorno, andando a fare la spesa, conoscono qualcuno, a volte il negoziante stesso e, dopo i soliti tentennamenti, intraprendono una relazione che le porterà a subentrare al soggetto divorziato, con figli in azienda, in cambio di un contributo variabile ( fungibile ) all'attività, spesso ancora in società con la ex moglie. Il servaggio domestico le induce col tempo ad illudersi di potersi riciclare in una famiglia di nuovo conio, anche se, sia lei, sia il novello convivente, hanno una vita, una ex famiglia alle spalle, figli che ambiscono solo a sfruttare l'avviamento del padre in patria o della madre emigrata e, casomai, a sistemarsi in casa sua al crescere incontinente della famiglia che andrà probabilmente a disgregarsi, ma intanto pretende e preme. I mariti sono normalmente degli alcoolizzzati e comunque hanno smesso da tempo di impegnarsi per un'impossibile nuova vita. Intanto, in Italia si susseguono i suicidi di coloro che sono stati buttati in mezzo alla strada da un improvviso licenziamento o dalla improvvisa cessazione dell'attività nella quale si erano identificati per tutta la loro vita. Istituzioni apparentemente filosofiche e morali, intanto, indicono meeting sulla famiglia, sull'amore, sul successo e sulle ferie, al puro scopo di ridefinire i confini della propria utopia o della propria ricchezza, l'una e l'altra impossibili senza l'alienata speranza a sostenerle o la necessità almeno di salvaguardare il minimo per chi la crea. Il servaggio si basa sul debito, la prostituzione, anzi la vendita della proprie figlie, pure, i dinastici destini e le vite prive di destino sono le une il prodotto delle altre. Una volta, anche in Europa, si facevano le guerre per sfoltire i ranghi, che poi venivano ripristinati delle coniugazioni riproduttive sulle quali vigilava la Chiesa, che condizionava soprattutto le donne. Oggi, nelle parti povere del mondo, si fa ancora così e, negli anfratti poveri delle società classiste ed opulente, si selezionano i militi "professionali" da impiegare come sentinelle dei ricchi, anche di scorta alle petroliere. Gli sfigati si sentono "realizzati", riconosciuti; spesso guadagnano anche molto di più del soldo tradizionale e, tutto sommato, non vanno quasi mai soggetti alle decapitazioni in streaming,che toccano ai taxisti teneri, commossi dai bambini senza beni di ristoro e di svago, fino a diventare loro lo svago di rapper occidentalizzati, ma frustrati, che cercano in video, come alla consolle, un loro momento di notorietà. Ci si può rinserrare nel proprio piccolo mondo, per forza al servizio di altri meschini consorzi, senza essere un "nuovo mostro", o almeno uno stronzo puzzolente?
Prìncipi e princìpi.
Le rimozioni di chierici peccatori, almeno di quelli pubblici, proseguono come le esecuzioni del IS. Un Vescovo britannico ha conosciuto femmine tra le sue fedeli, talvolta non altrettanto legate al marito. Era uso intrattenere con loro relazioni anche sociali, in abiti borghesi. Trattandosi di istituti del diritto canonico, ci corre l'obbligo dell'astensione, ma la sensazione sgradevole è che il pubblicitario tribunale ecclesiastico - coincidente con il Consiglio per la famiglie, che tratterà anche temi eterodossi - metta sullo stesso piano, crimini imperdonabili, come la pedofilia e il noto e tradizionale "rimorchio" del confessionale. A me, un uomo, comunque abbigliato, che intrattenga relazioni con donne a lui intime nella confessione, non fa nè caldo, né freddo. Mi sembra scontato. Un mio ex collega, nipote di prelati vaticani, nobile sabaudo di suo, asseriva che se non avesse fatto il funzionario di banca, avrebbe fatto il parroco al suo paese, almeno da giovane, perchè a lui, le donne erano sempre piaciute. Lo stesso Cardinal Pellegrino, Arcivescovo - oggi emerito - di Torino aveva una splendida donna per amante, una donna con la cui figlia, lui usciva e si accompagnava. Si fidanzò poi con una ragazza ebrea di Casale nel Monferrato, mentre preparava la sua tesi di laurea sulla comunità ebrea del suo territorio. Non la sposò. Come facevano(?) molti giovani poveri, in seminario per prendersi una laurea, la sua "vocazione" finì con il titolo. Amava raccontare che il padre della rinnegata promessa gli aveva proposto un ricco vitalizio ( a lui, non a lei ) a condizione che "non la facesse mai lavorare". Ci sconsigliava, non richiesto, di imparentarci con gli Ebrei. Lui non era povero: era un opportunista. Innamoratosi di un'altra ragazza, a sua volta sconsigliatagli dalla sua cerchia, ne fu dissuaso da un zio, questore a Trieste, presso il quale si trasferì, che gli fece conoscere una, in particolare, delle sue amministrate, che riuscì, come da mandato, a dissuaderlo. Trasferitosi poi in Vaticano, serviva messa ogni mattina all'alba presso la cappella privata dello zio monsignore, nonostante la dolce vita notturna. Prestanza della giovinezza. Si è sposato da poco con una diplomatica di San Marino in Argentina, di cui lui è il secondo marito. Li affiancarono i soci del suo circolo nobiliare: "così ci sposammo". Una lunga, ininterrotta sequela di fornicazioni mascherate, quanto scontate e consuete, ipocrite in rapporto alle ostentazioni, ma normali. Mentre la pedofilia è un crimine contro la personalità in formazione, una violenza cieca e distruttiva, un omicidio sottile. Che c'azzecca col "peccato"?
sabato 4 ottobre 2014
Italia unita e tricolore.
Appena il cittadino in piedi in platea fa la domanda, nella sala del Tricolore si solleva un mormorio: “Quando esponenti di molti partiti vanno in campagna elettorale in Calabria, mi pongo il problema: per quale motivo si fa questo? E vorrei una risposta da lei”. Il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, ospite a Reggio Emilia della web tv Cortocircuito, risponde senza esitazioni: “Se tu in occasione delle elezioni che si fanno qui in Emilia vai a fare campagna elettorale in Calabria, vuol dire che sai che l’appoggio o il non appoggio alla tua elezione viene dalla Calabria non dall’Emilia”. Nessuno, nemmeno nella domanda, fa nomi e cognomi, ma in sala in molti ripensano a un fatto che in città fece molto discutere: nella primavera 2009 diversi politici in corsa per la poltrona di sindaco, tra cui l’attuale sottosegretario alla presidenza del consiglio Graziano Delrio, allora primo cittadino uscente (poi riconfermato per il secondo mandato), discesero fino alla cittadina di Cutro in provincia di Crotone, a poche settimane dal voto.
Delrio – che, anche su viaggio, nel 2012 è stato sentito dai pm antimafia di Bologna come persona informata sui fatti, in una grossa inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta – spiegò allora che come sindaco in carica era stato invitato a una importante festa religiosa. Una visita istituzionale dunque: “La mia visita sottolinea questa amicizia e sarà occasione per rinnovare e rafforzare la collaborazione che lega Cutro e Reggio Emilia”, scrisse allora in una nota Delrio, che era stato effettivamente invitato alla festa dal sindaco del comune calabrese. Ma nonostante le spiegazioni ufficiali, ci fu chi a Reggio Emilia vide nella visita di Delrio e di molti altri candidati piuttosto una mossa a caccia di voti anche tra i tantissimi calabresi immigrati da decenni a Reggio Emilia.
“Candidati in Calabria alla ricerca di consensi”, titolava allora la Gazzetta di Modena online; “Caccia grossa al voto cutrese”, titolava il sito internet di TeleReggio. In quei giorni dell’aprile 2009 oltre a Delrio scesero in Calabria infatti Antonella Spaggiari, ex sindaco di Reggio e in quelle elezioni avversaria di Delrio, ma anche Fabio Filippi, candidato sindaco del Popolo della libertà. E poi tutta una serie di altri amministratori di diversi comuni emiliani. Ufficialmente per seguire una festa religiosa cutrese molto suggestiva, che si svolgeva ogni sette anni. Il Movimento 5 stelle di Reggio Emilia, che allora candidava Matteo Olivieri come sindaco, pubblicò un post online per prendere le distanze dai viaggi: “Non è in programma alcun viaggio a Cutro”.
“Se vai in Calabria vuol dire che sai che lì si decide”, ha spiegato Roberti (che però non cita mai il nome di Delrio o degli altri candidati). “Ovunque tu sia nel mondo, se appartieni alla ‘ndrangheta prendi ordini dal Crimine di Polsi (il vertice della ‘ndrangheta, ndr). E se tu vai in Calabria a chiedere sostegno elettorale vuol dire che è da lì che deve arrivare l’ok al tuo sostegno elettorale”, spiega Roberti. A questo punto Elia Minari di Cortocircuito interrompe il procuratore antimafia: “Noi abbiamo avuto una grossa partecipazione di candidati abbastanza…”. Roberti non si scompone: “Io non so a che candidati lei si riferisca”, e poi conclude: “Se lei mi pone la domanda in questi termini io devo rispondere così. Evidentemente c’è un cordone ombelicale tra certi cittadini della regione Calabria e i cittadini che stanno qua in Emilia”.
Tratto da un articolo del Fatto quotidiano e ripubblicato sul blog.
venerdì 3 ottobre 2014
De profundis.
Il PD è un brand democratico senza nessuno che senta di appartenervi. Il PCI aveva, ai tempi del suo massimo fulgore, oltre 2.000.000 di iscritti, molti dei quali autentici militanti che, ancora in tempi recenti diffondevano l'Unità porta a porta la domenica, allestivano gli stand alle omonime Feste: oggi l'Unità è chiusa, mentre alle Feste è stato restituito il nome di una testata storica che già da tempo aveva perso la sua natura di giornale della sinistra gramsciana. La spuria compagine di sentimenti democratici comprende i partecipanti ad un maxi comitato elettorale, nel quale confluiscono, come in una riserva, parte dell'apparato storico del Partito comunista edulcorato e quasi tutta la correntocrazia democristiana di sinistra, che la fa da padrona sul piano delle nomine e delle clientele. Neppure centomila sono i tesserati del PD che è diventato un interclassista apparato, nel quale gli interessi economici più importanti sono presi a riferimento di una politica sociale dispersa, precaria e senza prospettive, soprattutto per il futuro recupero sugli sprechi e sulle ruberie della Prima Repubblica, da ridurre del 40% in vent'anni. In queste condizioni che ci starebbe a fare un vero e proprio partito: non avrebbe senso, costituirebbe una remora e, infatti, non c'è più. Ma l'ex utenza impotente non è scema nè fideistica, prende atto di una amara realtà di cessata rappresentanza di cui la deriva politica è semplice conseguenza ed ha abbandonato il ruolo riservatole di spettatrice pagante, attraverso la sottoscrizione della tessera. Analoga fine potrebbero fare presto anche i sindacati che si vanno specializzando nell'affiancamento delle residue aziende operanti sull'asfittico mercato nazionale e se facile risulta l'approccio ai tribunati degli impiegati e delle categorie velleitarie dei piccoli borghesi, fuor di luogo, verticistica e collaterale alla politica benevola verso i padroni, risulta l'affiancamento ai proprietari delle officine ed delle fabbriche, laddove cioè i cancelli sono chiusi, espatriati o informatizzati, cioè senza territorio o maestranze che vi si riconoscano. La classe operaia è morta e con essa i lavoratori.
giovedì 2 ottobre 2014
I diversi elementi nell'alambicco.
L'alambicco della Unione forzosa europea pullula di elementi in conflitto che non intaccano il corpo sano della sua parte centro-settentrionale e lasciano nelle convulsioni febbrili la sua appendice a prescindere..a qualsiasi costo. Le polemiche che investono l'Italia e la Francia sono solo funzionali alla competizione interna sul salvabile, mentre chi non ha nulla da tutelare sta rapidamente scivolando nell'indigenza, di cui non importa nulla a nessuno, né in patria, né all'estero unitario. La Francia post-illuminista sdrucciola nel vandeismo nucleare, nel razzismo che significa solo il rattrappimento delle classi possidenti, con una forte venatura paysanne, lungo i filari di Reims e le campagne verdi e brumose semispopolate. Buffalmacco Renzie, un giorno dice e l'altro disdice: saremo fedeli al 3%, ma la Francia ha ragione. Se sfora lei voglio sforare anch'io; pareggio di bilancio costituzionale nel 2017, il TFR in busta paga, licenziamento senza neppure l'indennizzo, il servizio d'ordine pubblico negli stadi ( semivuoti ) se lo paghino i privati. Niente di più disomogeneo conobbe una sintesi microbica così virulenta e la diagnosi della malattia ricorda quella della peste che formulò Don Ferrante, dotto marito di donna Prassede, che di peste morì. Convinto però, fino alla fine, che si trattasse d'altro.
L'inconscio del nazionalismo statuale e privato.
Pubblico un altro contenuto tratto dal blog di Valentina Nappi, molto quotata e pubblicata su riviste border-line, eppure filosofiche e sociologiche. La Nappi riecheggia le tesi di Wilhelm Reich famigerato, all'inizio del secolo scorso, per le sue ricerche e le sue premature divulgazioni sul ruolo sociale della sessualità, per i suoi studi sul rapporto fra autoritarismo e repressione sessuale, che lo portarono a morire in carcere. L'analisi della Nappi è onesta, non contrabbanda manierismi, anzi li disvela, ed è utile ad un'analisi non convenzionale.
Io disprezzo e odio le meretrici. Meretrice è, anche etimologicamente, ‘colei che ci guadagna’. La meretrice trae vantaggio dall’appartenenza a un determinato genere sessuale e dalla bella presenza. Subito viene in mente la cortigiana, la donna di mondo, la donna di partito. E, per assonanza, il ‘buon partito’. Infatti meretrice è anche la donna che cerca il buon partito, la donna del boss, la donna che utilizza il proprio ‘fascino’ per accedere a uno status sociale ‘elevato’ e prestigioso. Come più volte ho affermato, è meretricio sublimato anche quello delle ’santarelline’ che ‘non la danno’ o ‘la danno solo a chi dicono loro’. Il meretricio è nella logica della riproduzione sociale.
Le vagine delle meretrici di successo non sono in bella mostra, non sono a portata di mano, hanno sempre ‘valore’. È un ‘valore’ che si nutre di maschere, di nebbie, di ombre, di schermi, di velature, di indeterminatezze. Di slittamenti semantici, di ambiguità, di scollature fra ciò che si dice e ciò che si fa. Di simbologie, di rimandi, di allegorie. Di p(r)udore. Fascino come mistero, regno del non-esplicito.
Di tutt’altra pasta è fatta la prostituta, ‘colei che si espone’. La prostituta per eccellenza, la prostituta nella sua massima espressione, non accetta di fare sesso a pagamento. Lo fa gratis, più che gratis, dando alla figa un valore/prezzo minore di zero, volando a mezz’aria nuda a gambe aperte, spalancate, per il mondo. La prostituta è uno scandalo. Posto che la verità sia una donna (giochiamo con quest’inflazionata suggestione!), allora la prostituta è la verità che si dà in piena luce, che si fa squadrare da tutti i lati, senza schermi, senza veli, senza p(r)udori. Pornograficamente. Positivisticamente.
E questo dà fastidio.
Dà fastidio perché molti hanno bisogno di una certa dose di mistero e di ambiguità. E hanno bisogno di simbologie e di allegorie. Si sentono minacciati dall’ultrarazionalismo, dal positivismo ‘pornografico’ della modernità, dall’imperativo della chiarificazione ’sempre e comunque’ che trasforma il senso (e il sesso) in tecnica, e la domanda ‘filosofica’ in equazione (eventualmente indeterminata). La loro è la logica antipornografica del ’senso’, che in realtà coincide sempre (anche quando non sembra) con la logica dell’irrazionalismo antimoderno.
Non a caso – non a caso! – il ‘filosofo’ che più di tutti nel Novecento si è occupato del problema del senso, Heidegger, è anche quello che concludeva il suo appello (la minuscola è d’obbligo) agli studenti tedeschi invitandoli a non seguire i ‘teoremi’ (la logica meccanica di una visione razionalista del mondo) bensì il Führer, poiché ‘il Führer stesso, e solo lui, è la realtà tedesca dell’oggi e del domani, e la sua legge’. Ecco la vera faccia dell’alternativa – di quella che, a conti fatti, è l’unica alternativa possibile – alla ‘luce che ogni angolo invade’ del razionalismo ‘pornografico’ e positivistico dell’ultramodernità.
Sulla base di ciò, è assai facile smascherare la vera natura delle istanze contemporanee di recupero delle sovranità nazionali, istanze in alcuni casi apparentemente motivate da rivendicazioni di diritti sociali. È del tutto evidente che nell’Occidente capitalista le vere rivendicazioni di diritti sociali (che non si riducano a istanze di riproduzione sociale delle classi piccoloborghesi) sono incompatibili con qualsiasi nazionalismo o localismo. Ed è del tutto evidente che qualsiasi istanza di ‘autonomia’ nazionale o locale non può che essere – nelle sue possibili implicazioni concrete – nient’altro che un’istanza nazionalista o localista.
La radice comune di tali atteggiamenti (come del resto quella del nazismo e del fondamentalismo religioso) risiede in un irrazionalistico rifiuto della dura, esplicita, ‘pornografica’ realtà dei fatti. Una realtà dei fatti empirico-logica che non ammette alcuna relativizzazione fondata sui trucchi antiempiristici e antipositivistici propri dell’ermeneutica, dello strutturalismo, della dialettica, dello storicismo o della stessa ‘nuova filosofia della scienza’ (quella che propina sciocchezze quali la teoreticità dell’osservazione e l’incommensurabilità fra teorie).
Tali irrazionalismi si fondano su forme di ’speranza’ e di ‘felicità’ che sono frutto – e portatrici – di illusioni. La vera speranza e la vera felicità non possono che fondarsi sulla realtà dei fatti e sulle aspettative razionali.
Le istanze di recupero delle sovranità nazionali sono in palese contraddizione logica ed empirica con le necessità politiche implicate dai problemi più urgenti del mondo contemporaneo, i quali richiedono sempre più una pianificazione a livello globale e sempre maggiori cessioni di sovranità nazionale/locale (sovranità che in molti casi può essere legata a interessi particolari che, se perseguiti in maniera miope, possono essere in contraddizione con l’interesse globale): si pensi, ad esempio, al problema del surriscaldamento globale o a quello della crescita della popolazione mondiale. Di fronte a tali problemi oggettivi che non lasciano alcuno spazio a dialettiche e interpretazioni (e che trascendono la stessa lotta di classe), la nuova politica globale avrà, per necessità di cose, un carattere sempre più scientifico-tecnico, poiché le finalità più importanti saranno sempre più univoche, in quanto dettate dalla dura realtà dei fatti.
La diffusione in tutto il mondo di una cultura della separazione netta, assoluta, fra sesso e riproduzione sarà riconosciuta come una questione sempre più urgente, e sempre più sovranazionale. L’emancipazione culturale, civile, economica e sociale di tutta l’umanità dal modello romantico/tradizionale, nazionalista/comunitario e religioso di coppia feconda sarà sempre più una priorità per la nuova cultura e per la nuova politica economica e dei diritti umani – civili e sociali – su scala globale. Le sovranità (e le culture) nazionali/locali sono destinate, per fortuna, a rivestire un ruolo sempre più marginale in questo quadro.
Valentina Nappi
L'attendibilità delle istituzioni è in linea con la moralità degli Italiani ( Arnaldo Forlani ).
Il movimento 5 Stelle ha fatto le bucce ai candidati alle più alte cariche della giurisdizione. Ha già fatto fuori, per mancanza patente di requisiti la candidata del Centro-destra, tale Bene, salentina come Carmelo, al Consiglio superiore della magistratura, sconosciuta fuori dal suo partito ed ha denudato anche dal suo paludamento, tutto parlamentare e politico, Luciano Violante che il PD e lo stesso bi-Presidente della Repubblica avrebbero voluto pensionare alla Corte costituzionale. Insomma, i candidati non avevano nessun requisito richiesto dalla legge, per ricoprire le cariche, ma solo riconoscenze politiche da esperire una volta occupato lo scranno. E' una buona notizia che non ce l'abbiano fatta. Il 28 di Ottobre, il bi-Presidente Napolitano deporrà davanti alla Corte di Assise di Palermo, in trasferta blindata nel suo studio, sulla trattativa Stato-Mafia, della quale ha anticipato di non sapere nulla. Il suo consigliere giuridico, d'Ambrosio è morto nel frattempo. Ma qualche cosa devono saperne i boss della mafia che infatti hanno chiesto di essere presenti in videoconferenza, facoltà che sarà loro negata, pur sapendo che escluderli servirà solo a far filtrare le notizie, nella misura che.., come e quando vorranno, contribuendo a destrutturare qualsiasi affermazione del Capo dello Stato pro tempore. E' quindi probabile che costui faccia scena muta. E invece certo che la costante mafiosa del popolo italiano, ai diversi livelli della sua vita, non solo (in)civile e istituzionale, si confermerà una costante della sua moralità.
mercoledì 1 ottobre 2014
L'eterogenesi dei fini.
Ha un bel da divagare, Matteo Renzie, sui poteri forti che lo osteggiano: l'unico potere forte che lo condiziona è la Commissione europea che, ogni volta che lui o i suoi ministri propongono date simili alle calende greche, per il risanamento di bilancio, inserito con spregio nella Costituzione, gli ricorda che "pacta sunt servanda". Renzino, Renzuccio o Renzaccio lo sa benissimo e la trama guidata lo esenta dalla conoscenza di quel che profferisce, lusingandolo di una lunga e luminosa carriera, ma le sofferenze crescenti del popol suo disconosciuto lo infastidiscono per l'opposizione di frange geriatriche, ma anche novelle, del (suo?) partito. Fin che riuscirà a menare il can per l'aia, Renzie resterà im sella; a scopi raggiunti, sarebbe estromesso, a scopi disimulati ha la concreta prospettiva di proseguire nel suo avanspettacolo, perchè solo dopo lo scempio sarà rimosso, mentre prima dello scempio dubito che ci siano candidati veri. La tradizione storica italiana insegna che la destra deve governare e la sinistra deve opporsi; a ruoli invertiti, la sinistra opportunista o travisata fa scempio fra le sue fila, come mai avrebbe consentito alla destra o forse come mai la destra si sarebbe prefissa, una volta salvaguardati i suoi interessi. In fondo chi ci ha messo a regime europeo? Un altro democristaiano doc, Romano Prodi.
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