giovedì 28 gennaio 2010

Cose da ricordare.

Il 27 gennaio è ricorso il giorno della memoria.
Tutti gli sparuti superstiti, in grado di testimoniare, stanno scomparendo. Tra poco, quindi, tutte le manipolazioni di quello scempio saranno possibili o, nella migliore delle ipotesi, sarà consegnato alla statica retorica della commemorazione.
Invece, l'annientamento delle comunità ebraiche in Europa, che sono state cancellate in Germania, Polonia e in tutta quella regione centrale, che prese il nome di mitteleuropa, resta un dato di fatto, al quale l'inutile e tardivo lamento e richiesta di perdono, non restituiscono lo sradicamento culturale e la discendenza impedita.
Non dimentichiamo, soprattutto, che anche il fascismo italiano contribuì, durante la Repubblica di Salò, allo sterminio: la polizia, i carabinieri identificarono migliaia di connazionali e li consegnarono ai nazisti perché fossero uccisi. Nella cosmopolita Trieste, sulla quale si sfogò la violenza delle camicie nere - che sembravano corvi svolazzanti in città - ad essere perseguitati furono gli ebrei, ma anche gli sloveni di cui si pretendeva di negare la storica presenza e la consolidata cultura e dove venne dato fuoco alla Casa della cultura slovena. Anche alcuni di quei giuliani finirono nei campi di concentramento. Gli sloveni di cultura e di lingua erano nostri connazionali, come i 1.241 deportati del Ghetto di Roma, istituito da Paolo V, di cui solo 17 tornarono a far parte della più antica comunità israelita d'Europa, ben più antica di quella cristiana.
Il 27 Gennaio non saranno stati in molti, temo, a considerare che la pretesa di sovrapporre, con prepotenza, alla complessità del reale le proprie semplificazioni, funzionali ai propri scopi ideologici e pratici, è l'essenza dormiente del fascismo.

domenica 17 gennaio 2010

Milone

Caro Milone,
questa mattina abbiamo ricevuto la visita di un tecnico, per la "riparazione" di una stampante che "non prendeva i fogli". Si trattava solo del rullo trascinatore che era sporco, talmente sporco che i fogli non riuscivano a transitare.
A te, la puliscono la clava?
Non te lo chiedo perché voglia suggerire di introdurre l'autonomia, prima funzionale e poi igienica, della filiale: cercherebbero di appaltarmi, internamente, questo servizio, come, di fatto, il centralino, tanto che ormai i clienti si limitano a fare il nome e il cognome del richiesto che, a sua volta, per darsi un tono, pretende di essere preavvertito dell'identità del richiedente, casomai per demandarmi l'invenzione di una scusa.
De minimis non curat Praetor, penso a mia volta: loro non sanno neppure che cosa voglia dire ma presumono di essere il Praetor. Lo accetterebbero, però, solo come acronimo.
Tornando al valente manutentore, ti metto a parte del nostro sintetico colloquio - si è fermato da noi per cinque o sei minuti, compresa una minzioncina, effetto del freddo pungente -.
"Oggi c'è un traffico impossibile!"
"Nei due giorni precedenti era, invece, scarso".
"E' vero, ma oggi tutti i parcheggi sono pieni".
"Anche un nostro collega-sviluppatore si è lamentato dell'inagibilità del nostro garage, già occupato dal mezzo della direttrice che, per altro, in ambito ristretto accumula ammaccature e, comunque, la titolarità del posto può tornare utile per poi accedere comodamente al Centro, la sera".
"Pensi che una volta - temporibus illis, in illo tempore, come si dice anche in chiesa - la Ditta mi pagava le multe; adesso me le pago da solo e se sforo rispetto al programma previsto, cado in penale, cioè mi viene decurtata la retribuzione".
"Allora, come ha fatto?"
"Ho girato per mezz'ora qui intorno ed ho approfittato della partenza di un altro posteggiato".
In questo individuo una lacuna: evidentemente, il carburante è ancora a carico del proprietario e non mi sembra giusto che i benefit, riservati ai suoi figli e alla signora, siano intaccati dagli sprechi di cotali profittatori.
Ma si sa: senza l'occhio del padrone..

Milone

Passione e responsabilità.

Attraverso la razionalizzazione della rete distributiva dei servizi ( prodotti, da vendere ), si ovvierà al blocco delle assunzioni, conseguente all'incremento degli sportelli acquistati. La chiusura/fusione sarà funzionale al mantenimento del divario virtuoso costi/attività ed alla migliore integrazione delle possibilità di utilizzo del personale.
Successivamente, nel corso del triennio, è espressa la volontà di espandere ancora il presidio territoriale, anche attraverso acquisizioni di sportelli, "da finanziare esclusivamente attraverso la gestione ( gli utili ) operativa".
Gli utili dichiarati sono imponenti e le stime ( obiettivo ) per il triennio futuro, sono ancora più importanti. Il Credem vanta il primo posto nella qualità del servizio reso nel Nord-Est ed il secondo nel Sud.
Particolare enfasi viene riservata alla raccolta: gestioni finanziarie.
Oltre alla ristrutturazione efficientista nel core business del Centro imprese, si pone l'accento su una riduzione di duecento unità nel triennio, su un esodo di personale amministrativo di Sede verso il settore commerciale, su una non meglio precisata sinergia fra retai e corporate unit.
Mi sono talvolta chiesto come e perché i piani industriali delle aziende, dopo la liberalizzazione inconsulta degli anni '90, si sviluppassero per trienni, salvo adeguamenti annuali e scimmiottassero i piani quinquennali dell'economia pianificata dei sistemi centralizzati comunisti, che, per la cronaca, non riuscivano mai, perché astratti e perché andavano a sostenere la macchina militare di quei paesi.
E', comunque, il solito canovaccio Mach Kinsey, ridotto al minimo necesario per mantenere inalterata una buona redditività. Il plusvalore si individua nell'intenzione di conseguire, in tre anni, una ulteriore espansione territoriale, senza ricadute sul reddito percentuale conseguito, evidentemente frutto di una rigida strutturazione organizzativa.
Parlare di premi aziendali per il personale, legati alla produttività-redditività, ancorché doveroso, sarà inutile, in presenza di un sindacato monocratico e belante, che periodicamente ci richiama alla "sveglia", intendendo quella che gracchia alla mattina, per levarci dalle nostre pigrizie.
Per quanto attiene all'efficientamento ( horribile dictu! ) della struttura, si fa riferimento a revisione di processi e a riassetti finanziari, che confermano l'immagine di solidità della banca.
Le procedure saranno aggiornate.
I valori sono invecchiati. Si cercherà di rivitalizzarli, in modo che, in ogni circostanza, "la risposta alla chiamata" sia una specie di riflesso pavloviano. L'interiorizzazione avverrà attraverso le costanti sollecitazioni dei numerari e sopranumerari che sgambettano in azienda.
Ai valori tradizionalmente "vissuti", se ne aggiungeranno due nuovi, coordinati: la passione, che più che un valore non sollecitabile artificialmente, a me sembra un sentimento, capace di conferire energia e slancio e la responsabilità, che sembra, invece, un sistema frenante, funzionale a garantire una navigazione senza rischi e senza scosse. Cioè una passione in doppio petto gessato.
Il sentimento della passione, nell'alveo del valore della responsabilità, forgerà(nno) l'uomo e la donna Credem o ne rinvigorirà(nno) la fede binaria. Il risultato sarà "equilibrato, caldo, affidabile, competente e proattivo". Quest'ultimo termine ha opportunamente sostituito la parola "fungibile", che, infatti, si applica solo alle merci, di cui il denaro è la più fungibile ( proattiva ) di tutte.
Pre-supponendo l'"eccellenza" ( la perfezione ) e scontando purtroppo una residuale - sempre più residuale - percentuale di imperfetti, nel nostro Eden creeremo Valore nel Tempo e per Sempre valore aggiunto per la proprietà.
La mitologia aziendale vorrebbe testimoniarlo ( il nostro Passato ): ogni volta che l'individuo e gli individui iniziati, tutti insieme hanno prodotto un "unum sentire", l'azienda è cresciuta ed il valore di borsa pure. E solo in queste circostanze, per altro costanti, il mosaico Identitario ha acquistato una fisionomia semi-organica. Coesistono, infatti, baffi al posto delle sopracciglia, orecchie al posto del naso e la bocca al posto delle orecchie, come nelle pitture dadaiste, che però, geometriche come sono, sono suscettibili di sistemazione.
Ma geometria e matematica, pur strumentalmente utili, non si attagliano, né si adattano, agli uomini.

Milone.

La crisi morde ed anche i rapinatori hanno i loro budget da rispettare, trattandosi di attività strumentale al finanziamento di altri, più complessi reati.
Le disposizioni aziendali in materia di prevenzione del crimine e dell'aumento dei premi assicurativi sono, se possibile, più categoriche di quelle per la verifica delle firme e dei poteri dei richiedenti degli anticipi delle fatture.
Il potenziale malfattore va attentamente monitorato nella bussola ed ivi bloccato se non mostra alla telecamera un volto sereno e sorridente; se poi accenna a ravviarsi il ciuffo, attenti! Forse si sta calando il passamontagna.
Come per i tecnici e gli operai della manutenzione, un detective ( DET in codice ) sarà incaricato di chiedere le generalità preventive all'accesso a chiunque sia malcapitato nelle porte a ( nostro ) consenso. Laddove e allorquando, qualcuno riuscisse a superare le nostre prime difese, dovrà essere prontamente immobilizzato e trasferito in un locale apposito, dove, alla presenza dell'S.M., sarà sottoposto a perquisizione, compresa un'accurata ispezione rettale, per la quale si rimanda all'uso dei guanti BDCCACRE00127, previsti allo scopo.
Solo attraverso una scrupolosa osservanza delle disposizioni suddette, riusciremo a deviare l'ondata criminale verso la concorrenza, realizzando, in tal guisa, un ulteriore vantaggio competitivo, nell'ambito di una già lusinghiera classifica.
La presente disposizione dovrà essere diffusa verticalmente ( dall'alto verso il basso ) e illustrata, durante l'intervallo, in apposite riunioni.

sabato 26 dicembre 2009

Propositi censori.

La possibilità di mettere in rete opinioni politicamente scorrette o pensieri critici difformi dalla propaganda di regime - sia essa religiosa, destra o sinistra -è molto temuta in questa società tecnologicamente evoluta, ma priva di strumenti ed associazioni di rappresentanza del pensiero politico e non.
In questo contesto, la libertà diventa eversiva.
Gli sfoghi scomposti sono un pretesto e, come la letteratura murale, sono comunque oggetto di interesse storico e sociologico.
La libertà è conquista di ogni giorno ed ogni giorno bisogna combatterla per riaffermarla, rirproponendo, in primo luogo, la propria.
Non può esistere battaglia per la libertà che esuli dall'individuo.

Sberleffi.

La pacca con Duomo, inferta a Berlusconi durante uno scomposto happening piazzaiolo, è equivalente ad una torta in faccia, degno suggello di una buffonata proselitistica. Non era stato lui, poche ore prima, ad asserire:"siamo alle comiche!"? Giusto e puntuale. Ben altra sobrietà dimostrò Giovanni Paolo II davanti al suo potenziale assassino e, fatte le debite proporzioni, Benedetto XVI, davanti alla sua trascinatrice.
Forse, pur senza aver visto la scena, puntualmente ripresa in diretta televisiva - vera causa di questi gesti, da parte di gente comune - consapevole che la sua caduta, o meglio, il cedimento al suolo dei suoi paramenti e di quelli del suo seguito, ricordava, nella teatralità della cerimonia, le svenevolezze delle divine del cinema muto, con il tendaggio ed i drappeggi della scenografia. Buffonerie, soltanto, che la deprimente speculazione successiva ha rinfocolato per consentire al volgo fazioso di sentirsi sintonico con la retorica d'accatto degli stipendiati commentatori televisivi.
Anche questa, soprattutto questa, è una chiamata ad una odiosa partigianeria.

mercoledì 16 dicembre 2009

Merito, meritevolezza e meritocrazia.

Edita nel 2008, l'opera di Roger Abravanel porta un titolo semplice (MERITOCRAZIA) nelle intenzioni, quanto pomposo nella grafica e soprattutto nella lettura che ne possono dare gli Italiani.
Temo che non sarà molto letta, se non per i contenuti politico-ideologici (l'editoria è un'industria e ogni epoca o periodo ha i suoi Manifesti) e tecnici, dagli addetti ai lavori. Il titolo stesso, pur gravido di prospettive per chi non goda di famiglie influenti alle spalle, verrà - ritengo - recepito come l'ennesima illusione che il potere ha interesse a propagandare e che gli studiosi si incaricano di mettere in bella copia e di autenticare sul piano culturale.
In assenza di un vero mercato, nel quale ci si possa fagocitare senza commuoversi, per limitarne i costi ed offrire un prodotto a prezzi costantemente limati, accessibile potenzialmente a tutti, la meritocrazia è uno specchietto per le allodole.
La semantica stessa della parola: il potere del merito e dei meritevoli, fuor dal contesto anglo-statunitense, è fuorviante ed ambigua. Una cultura del "riconoscimento" - nella nostra tradizione cattolica e pietistica - apre il cuore ad "altre" speranze, rispetto agli obiettivi predatori che Edward Lutwak, già negli anni '90, definiva essere propri del turbo-capitalismo. In più, da noi, troppi familismi e provincialismi alimentano una mentalità conservativa - anche a livello imprenditoriale - pur nella crescente bramosia per i bisogni indotti dalla pubblicità. Ancora, l'Italia non è uniforme per tradizione e cultura. anche se, dal Sud, tanto bello per andarci in vacanza, si è imposto, insieme alla pasta di grano duro sui lessi, le passate liquide e la mostarda, pure il clientelismo, almeno nella sua forma più estrema, se non esclusiva.
L'Italia è, statistiche alla mano, il paese con minore mobilità sociale. L'aspirazione a modificare in meglio le condizioni di origine, attraverso gli studi e l'impegno, si trasforma in lotta serrata per mantenere le posizioni di partenza.. Per cui, per ora, la meritocrazia resta un'aspirazione che, di generazione in generazione, si ripropone, attraverso i portati d'oltre oceano e d'oltre manica, culturalmente colonizzatori.
I figli dei ricchi non rinunceranno mai ai loro privilegi, né lo consentirebbero gli augusti genitori - versione aggiornata e spesso un po' cafona dei nobili di un tempo -, mentre gli arrampicatori della piramide sociale ( fra l'altro, la piramide, sia detto per inciso, è uno dei simboli massonici ) spesso, sgomitando, deviano dal retto operare, mascherandosi dietro atteggiamenti opportunistici e manipolatori o enfatizzando i mediocri poteri acquisiti, in contraddizione con l'etica puritana che si accompagna al capitalismo, nelle ristrette aree del mondo in cui è nato e viene esercitato coerentemente. La precedente egemonia militare è stata sostituita ( non completamente ) con la koiné linguistica ( di scambio, come il greco antico della Ionia, piccola terra antica di democrazia ) e con l'influenza mediatica.
Sappiano gli entusiasti che, in quegli ambiti, la costanza è sostituita dalla frenesia, che i cambi di casacca ( lavoro ) sono continui e che la tenuta delle famiglie è, conseguentemente, labile.
Inoltre, la percentuale di quelli che mollano, anche solo per un attimo e che vengono esclusi, è molto alto; il livello dell'istruzione si riduce a utili, ma micro-specializzazioni, e che l'influenza formativa, anche nei campus universitari, è ridotta allo sport.
Comunque, è bene - lo penso sinceramente - che chi non ha altre risorse nella vita che le sue capacità, pur se ormai inflazionate per l'imitazione sociale, se ne valga con entusiasmo.
Ai giovani consiglio, però, di farlo con spirito critico.
Come si dice, da prima dell'economia di mercato: "cum grano salis".

martedì 15 dicembre 2009

Buon Natale Milone

Buon Natale, Milone.
Buon Natale a tutti gli acronimi ed auguri, perché durante l'anno nuovo, possano vedersene attribuiti dei nuovi.
Tanti auguri a coloro che percepiscono degli "ad personam", al netto dei contributi previdenziali, che restano pari agli inquadramenti, perchè il Signore mantenga loro la salute necessaria a correre come delle trottole anche quando l'età lo sconsiglierebbe.
Tanti auguri ai clienti affidati, perché la loro affidabilità non si riduca, per qualsiasi causa e non ci costringa a metterli sul lastrico (con le ingrate maestranze che protestano).
Tanti auguri a chi ci crede, a chi ci spera e a chi ha paura e zampetta come un soldatino, timoroso, così non facendo, di apparire disimpegnato. Auguri agli opportunisti che si adeguano per necessità, conformismo o peggio.
Auguri ai pervenus - chi di gallina nasce, convien che sempre razzoli - che credono di escludere chi mai li prenderebbe in considerazione e che di comportarsi come loro non ha mai avuto bisogno.
Tanti auguri alla Famiglia Proprietaria perché conservi ed incrementi la Sua dotazione di beni rifugio in opere d'arte, che, periodicamente, ci invita ad ammirare.
Tanti auguri alle membra sparte e sparse del sindacato, perchè trovi l'animo di rivendicare almeno i pochi, residuali diritti contrattuali. che il rapporto sinallagmatico (a prestazioni corrispettive) contempla e che, per noi, è come gli altri misteri gaudiosi (V.A.P., rispetto della privacy dei dipendenti, recupero della parola e del dialogo, da non sostituire con Postel, e-mail e riunioni di indottrinamento, dal C30 a scendere).
Dimenticavo, Milone che tu credi al Sole invitto, rinato.
Auguri, di cuore, comunque.
Buon Solstizio d'Inverno!

Pizzini

Se i soldi non li presti, ti costano, si diceva una volta.
Oggi restano giacenti, se non vengono centrifugati su una giostra finanziaria. Ma anche la giostra rallenta, si ferma e poi riparte, sempre, ciclicamente, uguale.
Ecco, dunque, la coazione a impiegare proficuamente i soldi inerti, come i bravi operai della vigna (in miniera, mai nessuno...) con la prudenza del buon padre di famiglia.
Approccio cauto, come consigliava ancora mezzo secolo fa il Sant'Uffizio per la lettura di Topolino (pare che inoculi principi massonici) a conferma del popolare, non qualificato, adagio: "prestano i soldi a chi non ne ha bisogno".

Pizzini

Insomma, glieli abbiamo prestati perché non disinvestisse i suoi, pagasse così interessi alla banca, puntando sulla rivalutazione futura dell'immobile da acquistare, scontata la sua ristrutturazione.
Dicevano i nostri vecchi: "chi la slunga..."
Mi sono perso nel vortice degli acronimi sinergici: "come un sol uomo!", ma mi ha fatto piacere trovarvi l' SMC selleri, il simpatico Super Mangiatore di Cioccolatini.

Pizzini

Porfirio Rubirosa, rispetto al nostro Toscani, era un velleitario. La tecnica di Gerolamo, nella forma seduttiva, nella sostanza predatoria e per di più reiterata con successo sullo stesso malcapitato, affetto dalla sindrome di Stoccolma, lo rende effettivamente un campione, da celebrare nei circoli e presso i presidi dei nostri acquartieramenti.
Se poi, dismessa la divisa da parata, i commenti si fanno più sapidi, è per cementare lo spirito di corpo.
"Mastino, non molla mai l'osso (anche quando è completamente spolpato?), CDM, cecchino - lo ha inquadrato nel mirino...lo ha colpito! Non lo ha mollato mai".
Il Cliente è, invece, "oggetto", dell'attuale e di una precedente vita bancaria, che, evidentemente, imprintato (imprinting) o perché trascurato da piccolo e sensibile agli abbandoni, per mancanza di fantasia o perchè monogamo, c'è ricascato. Errare humanum est, sed, perseverare in herrorem, diabolicum est!
Comunque, con tecnica di squadra, abbiamo sconfitto il manipolo concorrente "in casa sua".
Lo sherpa acquisito - sia di esempio e modello a tutti noi - ci ha condotto ad una strepitosa DIRIND.
La saga padana ha avuto il suo coronamento nella consumazione comune della "preda".
l'evento, fecondato dalla cultura, è diventato rito sacrificale (degli altri) per ingraziarsi gli dei.
"Coccole, abbandono",un altro Eden.
Gerolamo, ai clienti cosa fai...? Altro che Porfirio.

Milone

Oggi è cominciato il tormentone degli auguri natalizi, ripetuti a ciascun avventore, da reiterare se, prima delle Feste, tornerà a visitarci.
Nessun accenno alla Natività, fino a venerdì scorso.
Per la prima volta, l'Avvento si è manifestato: "sono arrivati i biglietti d'auguri? Si, sono quelli rossi. Ma sono pochi!!
Io vado a calendari e agende, con un mio biglietto da visita".
Finiremo oltre la metà di Gennaio con i "buon proseguimento!"
Ti rivolgerò anch'io, caro Milone, i miei auspici sinceri per la tua ricorrenza, ma solo nella sua imminenza.
Ciao.
Pier Paolo

Milone

Milone,
quasi tutti i giorni ricompare il messaggio di SETEFI, che ci rammenta di sostituirci alle guardie giurate, per sventare o, per lo meno, non favorire le tradizionali rapine di fine anno.
Il rinnovo della polizza assicurativa incombe e l'involontaria sinergia anti meritocratica fra rapinatori e compagnie di assicurazione, provoca pesantissimi aumenti dei premi.
Ci vorresti tu, a capo della tua palestra di gladiatori, per provvedere alla nostra sicurezza e, dietro compenso - horribile dictu -, calmierare gli oneri del Credem.
Il Credem è una buona banca, sembra la mia mamma. Le note che ad ogni ora compaiono sul portale, mi ricordano le sue raccomandazioni, i suoi ammonimenti, anche se, a volte, sono troppo ripetitive, quasi compulsive. Credo, comunque, che in termini di economia "domestica" siamo imbattibili, o quasi (ormai non mi meraviglio più di niente!).
Questa è una banca, non un albergo! sembra sottintendere la precettistica interna.
Oggi non ti volevo importunare, mio caro amico, ma il continuo pulsare di finestre informatiche mi ha indotto a scriverti per assicurarti che all'erta sto!
Ciao.
Pier Paolo

martedì 1 dicembre 2009

Milone

Oggi, Milone, entro nel mio secondo anno in Credem.
Pensa! La mia precedente vita, che mi aveva già visto, a metà, mutare come una crisalide per poi degenerare in cariatide, si è infine conclusa trascinandosi come una lunga, inesorabile ed assurda malattia, che le Parche della vecchia azienda avevano tessuto e reciso.
Nei diciotto mesi precedenti la mia espulsione, le competenze commerciali e di amministrazione del personale, subordinate alle prime, erano state attribuite a Firenze, dove nessuno conosceva la realtà bolognese tranne che per lettura di carte.
Il parto, non virginale, si consumò dopo la gestazione nel ventre di vacca della Banca di Roma, passando per l'utero di Unicredit (spero almeno che si sia trattato dell'utero).
A capo della struttura fiorentina era stato posto un marchigiano che, dai tratti somatici e dalla personalità che trasmetteva, avrebbe potuto essere un picchiatore (della Questura, ovviamente!): Abitava ad Ancona, ma stava cinque giorni a settimana a Firenze; lui e il resto della sua famiglia avevano domicili differenti.
Si valeva dei servili servizi di un calabrese, soprannominato a Firenze "il levantino", che, con le veline di una trentina della ex logistica e (poi) risorse, svolgeva il lavoro sporco per il cedente, nella speranza di accreditarsi (tutti) nei confronti dell'acquirente.
Fallita l'operazione con ABN AMRO, il giovane Matteo Arpe salutava la compagnia con una buona uscita che sbilanciava nuovamente la liquidanda Società, Società che, anche attraverso la nostra macellazione, aveva contribuito a rimettere in piedi.
Leggo, oggi, che la Finanziaria che con quei soldi ha creato, così si pubblicizza: "il denaro non è tutto! Banca profilo". poco rassicurante per i sottoscrittori.
Il suo Vice è Direttore generale della B.N.L. e noi siamo qua.
Ti dicevo, caro Milone, che, prima del millantato matrimonio, che gli antichi, più propriamente definivano "Concubitus ferarum ritu", il clima, per noi dinosauri, improvvisamente cambiò.
Noncuranze, assenze, reticenze, alienazioni, diventarono l'inespressa norma. Mi vennero sottratti - non revocati - compiti specifici.
Migrai all'Ufficio legale, che stava per chiudere per essere assorbito in Unicredit; passai successivamente al Nucleo estero-merci quando stava per essere smembrato nei cinque "mercati" cittadini.
In questi uffici, venivo relegato (non sono stato solo io a fare questa esperienza, sia chiaro) dai colleghi stantii, nei compiti residuali ai loro comodi, secondo la più naturale tendenza del mobbing orizzontale, altrimenti detta coesione di branco verso i più deboli. Io, animale di branco non sono mai stato.
Mi scuso, Milone. Immagino il tuo sguardo che vaga distratto sulla tonicità dei tuoi bicipiti. So di importunarti, avendoti scelto come confidente di queste mie controllate malinconie.
Per fortuna, conosco questi metodi e qualche anticorpo ho scoperto di averlo prodotto.
Il mio sindacato, pieno di diffettacci, ma autonomo e che a me personalmente ha riservato tanta autonomia - ritenendo forse di potersi fidare (fanno altrettanto con te?) - mi coinvolse in tre successivi moduli di apprendimento. Si trattò di corsi che si svolsero a Rimini, Riccione e Fano, sedi dei nostri Centri di formazione nazionali: di base ed evoluta.
Per tre settimane, gli stessi consulenti che elaborano per le aziende, non solo bancarie, le pulizie etniche e di bilancio (per renderle appetibili a chi le comprerà) ci impegnarono - perché fu un impegno - sui testi e circa i metodi che da molti anni ormai sono adottati nel mondo dell'impresa e, subordinatamente, del lavoro.
Fu giocoforza svolgere i corsi d'estate e tornammo tutti abbronzati, fra l'ironia degli stessi colleghi (non di tutti). Ma di lavoro si trattò.
Il sindacato non è un'accolita di poveracci; almeno, non lo è più. Chissà se è per questo che è diventato ottuso verso i problemi di chi lavora?
Comunque, per noi "eletti" (non eravamo tantissimi) pagò "scandalosamente" questi consulenti itineranti: "Quando pagano e mi pagano bene, io non ho problemi" affermò uno di loro. Noi partecipanti eravamo spesati di tutto.
Per questa via e con questo bagaglio di consapevolezza, sono approdato al Credem, ma prima, per un anno (che fanno due e mezzo, sommato alla precedente esperienza) sono rimasto in apnea nella stessa filiale di Bologna 5 - allora di Bologna 1 - con e nella stessa salamoia umana ed organizzativa - si fa per dire - dalla quale, chi reggeva la squadra, contava di uscire per rientrare alla base, a cose fatte.
Ma i committenti di prima non sono stati quelli di poi e ci siamo ritrovati tutti in Credem appassionatamente, mentre i colleghi rimasti in Unicredit stanno ora per esere rigurgitati, attraverso l'istituzione di un unico marchio nazionale e l'omologazione, al 50% dell'organico, dei servizi.
I colleghi, con me rimasti sull'isola dopo il naufragio, per quel riflesso etologico già descritto, hanno provato subito ad utilizzarmi anche per le loro commissioni personali e famigliari, secondo l'uso del branco rinselvatichito.
Piano piano, poco poco, i ghiacci si sono unpo' sciolti - ma, scusa la presunzione, ci ho messo molto del mio - e sono, quanto meno, rientrato nei canoni di una normalità operativa.
Il futuro riposa, come tu ben sai, sulle ginocchia di Zeus, per cui non faccio previsioni. Ormai conseguita la gravezza degli anni e dopo tante rappresentazioni bancarie, mi sono convinto che le convenienze, come i rendimenti ellittici della borsa, tendano alla parità, cioè a zero, in un alternarsi di situazioni favorevoli e sfavorevoli, sulle quali è bene non soffermarsi.
In ogni caso, è stato un piacere.
Ciao.
Pier Paolo

Milone

Chi è Cecilia, che tutti la vogliono e nessuno la piglia?
Stamane, una giovinotta è venuta da noi ed è rimasta circa un'ora. Un'altra mezz'ora fra l'andare e il ritornare; quindici minuti per l'accoglienza, un po' di meno per il congedo. All'uno e all'altro ha provveduto Silvietta. "Sandra, assente, è d'accordo". Tutto per sbolognarci, per la prima volta, l'elenco delle bollette dell'acqua, in base alla "consuetudine" per cui chi "ne ha di più" provvede per tutti.
Cecilia ha scoperto che ne abbiamo sei contro le quattro della seconda classificata e ci ha eletto a candidati a sollevarla dalla fatica, insopportabile ed in grado di farla scoppiare, dopo che ne aveva "passate" sessantuno la volta precedente.
Sarà che fra Cecilia e Carla, io preferisco Carla Bruni. Anche Sarkozy. In realtà non mi piace né l'una, né l'altra: avevo solo bisogno di un espediente descrittivo, ma, meno di tutte, mi è piaciuta la tua Cecilia.
P.S.
Avevo già concordato con un altro collega, che ci avrebbe pensato la Sede, titolare della convenzione, come la logica vorrebbe. Ma l'indomita Cecilia è venuta personalmente.
Temo che, quando si sceglie di non scrivere le proprie disposizioni, per affidarle a "regolamenti" e, soprattutto ad usi, si ricada in un modello noto ed abusato, nel quale il piccolo abuso, la furbizia e la piaggeria che li "giustifica" formano una tossica miscela.
Ciao.
Pier Paolo

lunedì 30 novembre 2009

Artisti di strada.

E' grasso, ma elegante.
E' sempre accompagnato da due splendidi cani.
Suona il sax e, se interpellato, conversa con affabilità ed eloquenza con i suoi interlocutori.
Dicono che sia dottore in economia.
I borghesi frustrati vedono in lui la propria rivincita sulla sorte, che non li ha messi al riparo dalle strumentalità dellla vita.
Lui, alla strumentalità della vita si è sottratto e, spero per lui, dell'attenzione impersonale che suscita non si cura.
Le sue soddisfazioni sono la musica, la cura di sé ed i suoi cani.
Purtroppo, il suo corpo gonfio tradisce un dolore, chissà se antico o recente?

Milone

Caro Milone,
ti sei vaccinato contro la maiala, altrimenti codificata come H1N1 che si può scambiare per un acronimo aziendale?
A Natale, l'empia malattia potrebbe privare i tuoi spettatori delle tue prodezze, mentre si affaticano in compere, regali e pagamento dei tributi allo Stato che così mal li ripaga.
Ho ricevuto anch'io la corporativa offerta, impeccabilmente giustificata con riferimenti al diritto sanitario e finanche alla Costituzione. Fortunatamente, la facoltà di correre dei rischi sulla propria pelle è ancora tutelata, anche se, evolutivamente rispetto ai temi della bioetica, probabilmente in futuro ci sarà chi pensa per noi.
La nostra amata azienda, i cui comunicati però sono spesso freddi, anaffettivi, sia pur impeccabilmente documentati, cerca di prevedere tutte le possibili cause di afflizione che potrebbero coinvolgerci e si sostituisce a noi interessati (alla salute) nella prevenzione.
Ti avevo chiesto un parere sulla gestione delle gestanti, tramite le A.S.L., onde monitorarne il tasso di fecondità e la percentuale di gravidanze a rischio, ma tu, impegnato in ginnasiali fatiche, non hai raccolto la mia sollecitazione.
Vorrei suggerire, sperando nel tuo apporto, l'istituzione di una nursery e di un asilo aziendali, onde evitare assenze dovute all'improduttiva caratteristica infantile di contrarre tutte le malattie infettive di questo mondo e delle madri di addurre scuse assistenziali; provvedere alla creazione di ambulatori medici di degenza e verifica dell'effettivo stato di salute del personale e , perché non, di una casa protetta, originariamente dettta ospizio, per i più "resistenti".
Ho chiesto in vsione il tomo: "Comandare è fottere!" di cui mi era stata garbatamente rimproverata l'esegesi, pur non avendolo letto.
Pare che non sia momentaneamente disponibile, perché richiestissimo.
Suggestione delle parole!
Quando avrò la possibilità di consultarlo, cercherò di commentarlo secondo le mie modeste facoltà.
Buon allenamento, con la mascherina, vecchio gladiatorre.
Pier Paolo

mercoledì 25 novembre 2009

Grigiori, tendenti al funereo.

Ore 13.
Il corvaccio nero, che sembra un inquisitore itinerante, entra con il suo pastrano, con la sua ossuta calvizie ed il naso aquilino e si dirige con passo troppo veloce per la sua età, verso la saletta della direzione.
Si sa, al Credem bisogna sempre dimostrarsi efficienti per sopravvivere.
Colpisce e deprime il suo passo da soldatino e l'atteggiamento indaffarato che sono riusciti a fargli assumere.
A lui e a tutti gli altri, giovani e vecchi.
Il corvaccio, in più, interpreta il copione dell'istruttore, del verificatore e del pungolatore d'affari.
Terronilla, inizialmente stretta dappresso, ha preso a sua volta ad affiancarsi ai suoi iniziali persecutori,desiderosa di assumerne il ruolo. Raro esempio di conformismo, trasformismo e soprattutto, come persona, inutilità.

Anima, corpo e costrizioni.

Impressiona constatare come i bancari assumano, al pari di altri burocrati, non solo atteggiamenti, ma anche posture e come le reiterino nel lungo processo di invecchiamento consumato negli uffici o agli sportelli.
Diventa drammatico quando li conservano, snervati e diluiti, anche dopo la cessazione dell'attività.
Particolare, è l'aspirazione a pensionarsi. Il traguardo I.N.P.S. è vissuto come una meta, oltre la quale, superate le Colonne d'Ercole, raggiunto il Nirvana o il Paradiso, non faranno più niente, vagheggiano. Sopravviveranno quietamente a lungo.
Non ometteranno di ammannire perle di saggezza e di precisione intorno a sé, con un'influenza pari a zero, del tutto analoga a quella che hanno espresso in servizio, ma molti, per fortuna, non se ne renderanno conto.
Coloro che, in servizio (di chi?) ne hanno avuto parziale contezza, sono gli stessi che hanno reso la vita impossibile agli altri, cercando di umiliarli e di vessarli, soprattutto se, per qualsiasi verso, ne avvertivano la superiorità.
Negli aspetti della loro esistenza in cui individuavano degli interessi materiali da coltivare, oppure, per converso, ritenevano di non avere dei vantaggi da conseguire, alternavano greve indifferenza o teatrale, sociale, affabilità.
Dovendoli rappresentare, potrebbe essere adeguata la pietas di Pupi Avati o il grigiore vuoto e disperato di Samuel Becket, ma non saprei quale dei due approcci ne renderebbe meglio lo squallore.

giovedì 19 novembre 2009

Luoghi riservati di delizia

Al CioccoCiok, la fiera del cioccolato che si tiene ogni anno, di questi tempi, per le vie e le piazze del centro, è attivo uno stand nero, con una porta d'accesso e vigilato da un body guard vestito, a sua volta, di nero, che assolve anche alle funzioni di chaperon-intrattenitore. Il locale prefabbricato è denominato Ciocco hot, come le stazioni televisive dedicate al porno.
In realtà, il localino è piuttosto deludente: poche litografie su cioccolato bianco e bruno di silhouettes di donne ignude, in forme di segnalibro o quadretto, un banco di dolciumi confezionati e da impacchettare ed un ambito con uno specchio, un divanetto e una poltrona. Sulla sinistra, una teca contenente il modello di un busto e la sua fedele riproduzione di cioccolato. Questo scorcio ha un sentore effettivamente un po' morboso, mentre l'anti-atelier cioccolatario non presenta controindicazioni per i minori, come deluse dallo scarso pathos, commentavano due attempate signore. Infatti, al pomeriggio, il body guard, stanco, si era seduto all'interno e frotte di ragazzine, soprattutto, sciamavano all'interno, più attratte dai dolci che dalle insinuazioni.
Comunque, così nascondendosi e specializzandosi, il tenebroso localino ha assunto veramente non meno che assurdamente, i connotati di un casino nouvelle vague o di un night, disconoscendo il candore e la gioia del gusto e dell'erotismo popolari, senza indugi mentali, che fino a due anni or sono trovava espressione sopra un banchetto, mi pare romagnolo, che commercializzava degli squisiti cazzetti.
Si intromise un'assessora della giunta Cofferati che, aggirandosi per gli stand, se ne accorse e scatenò un putiferio. La cretina, espressione del peggiore e più conformisticamente ed ipocrita costume borghese della pseudo-sinistra di potere ( o aspirante al potere ), che dell'esser femmina ha fatto un instrumentum regni, ha con coerente consequenzialità, indotto questa regressione nelle ipocrisie rituali e razzistiche, di espressioni semplici e spontanee.
Così, anche i cazzetti da regalare e da assaporare morbidamente in punta di labbra, sono finiti, con molti altri perversi ammennicoli ed ammiccamenti, in un casino ( nel senso architettonico e morale ) interdetto ai minori e consentito solo alle peregrinazioni (come al lupanare di Pompei) ed ai piaceri dei borghesi, di destra e di sinistra, paganti.
Un'altra espressione minore di costumi restauratori e fascisti, imperanti ed emarginatori, mascherati, a sinistra, da limite etico del mercato. Si tratta, in realtà, di una cultura condivisa che pare differenziarsi solo per gli interessi particolari di questi, anziché di quelli.
Si obietterà che si fa un monumento di fatti ed elementi poco importanti: cominciamo con il lasciarli liberi di esprimersi, ingenuamente, almeno in rapporto al cioccolato.