sabato 22 agosto 2009

Caratteri.

Nel nome si nascondeva il suo destino. Forse il papà o la mamma, trasmettitori dei geni e della cultura ne vagheggiavano la creazione in un loro mondo pre-reale e gliene hanno trasmesso al trascendentalità.
Sta di fatto che Raffaello Lombardi, pugliese barocco e ridondante, trascina la sua vita in tournée, mentre il fratello, raccomandato doc, sbarca il lunario in banca. Se la ridondanza del nome, nelle intenzioni dei creatori, si rivolgeva alla carriera burocratica con una verniciata di cultura o se, improbabilmente, aspirava a che assurgesse alle stelle del firmamento o dello star system, è pettegolezzo per gli estranei. Per il bancario è scuotimento di testa, per l'aspirante attore, cultore di Onan, mediterranea aspirazione alle settanta vergini o simil vergini dell'Islam. Fra la sicurezza borghese di status e la sicurezza soggettiva di affascinare per fottere, si dipana il dilemma dell'attore, nell'un caso e nell'altro.
Ora il Raffaello di Casarano ha preso alloggio a Civitavecchia, vicino alla fabbrica dei sogni di Cinecittà. Per ora gli toccano impacciati approcci con le compagne di compagnia, grossolani tentativi con qualche comparsa, con il rischio di dover fare come i pifferi di montagna. In ogni caso - e glielo auguriamo - se riuscirà a diventare un anfitrione scenografico, il sottostante della gavetta sarà relegato nel ripostiglio dei ricordi e solo l'inconscio tornerà, di tanto in tanto, a disturbarlo. Se non riuscirà a stordirsi quotidianamente, con tutte le recite del caso, durante un intervallo potrebbe decidere di chiudere la sua parentesi. Il fratello, invece, nei suoi momenti di solitudine, a volte rimpiangerà di non aver tentato di godersi gli aspetti creativi del suo carattere.
Ciascuno rappresenta per l'altro il rovescio della propria medaglia e la cartina di tornasole della propria "giustezza".

Caratteri.

Non date soldi a Monari! Sta arrivando. Così, quasi ogni giorno, Rosa Petralia, di Rosalia soprana, tre palle nello stemma, ci allerta circa le pretese economiche del suo amministratore condominiale.
Qualcuno preleva dal mio conto. sarà Carmine? Con tutti i debiti che ha!
Ho l'impressione che la donna ( la badante ) faccia la furba.
Carmine è l'ex, molto ex marito, già ex collega, avvocatucolo ( a suo dire ) ed opportunista indebitato. Scrittore di stupidissimi romanzi di fantascienza, speranzoso nei buoni uffici della moglie per fare carriera, deluso infine dal trascorrere del tempo, si dedicò al patrocinio della banca e di qualche collega che, per divorziare o per beghe economiche da pollaio, non sapeva a chi votarsi. L'allora - si diceva - bella ragazza, pigramente accomodatasi in banca senza averne la minima vocazione e priva dei crismi contabili e giuridici richiesti, concupita da qualche maraglio bolognese e da una pletora di vitalistici meridionali, trovò più opportuno concedersi ad un capo del personale con famiglia e, per questo, fu la prima donna ad andare in segreteria commerciale. Passò poi alle cure di un vicedirettore volgarissimo, che amplificò la sua famigeratezza. Non disdegnò un commesso. Tradiva una malattia latente. Il Carmine della situazione, sapendo delle sue frequentazioni in direzione, sperò di sostituirsi alla moglie nei riconoscimenti carrieristici e, come un pappone, la corteggiò fino a sfinirla, carpendole il matrimonio.
Ma Rosa, così come si era sposata per stemperare la pressione, così spompinava quà e là, perché, fondamentalmente, non gliene importava nulla di nulla e, così, per un po' smorzava le velleità altrui e viveva in un limbo di condiscendenza. Anche quando, da receptionist, era stata violentata a Roma da un Direttore, aveva assunto lo stesso atteggiamento fatalistico, pur serbando un rancore che si manifestò alla notizia della sua morte. Oggi fa i bocchini solo alle sigarette, ma nella sua solitudine, rinnovella di quelle persone e di quegli eventi che, pur mortificandola, sono i soli ricordi di una vita sia pur passivamente partecipata, di un abbozzo di vita familiare, di una storia vissuta malamente. Ogni tanto se la prende con quella stronza di sua sorella che la tiene un po' d'occhio quando spende troppo. Le sono rimasti solo i soldi per contare i suoi passi restanti.

giovedì 20 agosto 2009

Situazioni.

La signora marocchina che fa le pulizie da noi, da poche settimane anche cittadina italiana, prolunga le sue vacanze a Casablanca. Muliebre privilegio. Aspira, con i pochi soldi che guadagna in Italia, a far studiare privatamente l'arabo ai suoi figli, iscrivendoli a scuole private durante i suoi soggiorni in patria. Le rette richieste sono accessibili anche ai migranti.
La sostituisce un signore, impacciato ma efficiente, che sguscia rapido fra la sala e i bagni, mettendo a frutto i suoi quarantacinque minuti contrattuali. L'espressione è severa, ma la voce è flebile. I suoi gesti rari tradiscono incertezza, forse vergogna, come se non vedesse l'ora di farla finita anche per oggi, con quel lavoro che lo degrada, ma solo per lo stretto necessario, in terra straniera.
Alcuni di questi pulitori/pulitrici sono laureati nel loro paese, talvolta in materie economiche, ma in Italia vuotano i cestini di elettricisti e maestre d'asilo raccomandati. Bizzarrie dell'economia di mercato? No, è che l'anarchia è solo del potere.

Caratteri.

Evelina è l'ostessa di un locale d'angolo che guarda su piazza dei tribunali. in passato doveva essere un'enoteca, prima ancora un'osteria, posta sul confine fra la zona dei postriboli e le magnificenze del diritto. E'diventato uno dei tanti ricetti dell'ozio che si consuma nella zona, insieme alle librerie giuridiche, ai bar di lusso con orario prolungato, alla caserma dei carabinieri ed all'affollatissimo e piccolissimo ufficio postale, che osserva le ferie durante la chiusura del tribunale. Poco oltre, verso i giardini margherita, ci sono le silenziose case dei muggia, dei Poggeschi e di altri reddituari. Qualche signora del quartierino non è titolare di un numero di matricola presso la previdenza sociale, come le signorine che offrivano i loro servigi, povere e analfabete, nelle strade interne, che i loro figlioli e i loro mariti attraversavano per raggiungere il collegio dei Barnabiti di San Luigi, fermandosi talvolta, i padri dopo aver affidato i loro rampolli, i figli tornando a casa.
Evelina ha due figlie, rozze e sbandate, come doveva essere anche lei, che fanno le cameriere al minimo d'orario nella sua rivendita. Tempo fa, faceva ogni tanto la sua apparizione al banco un uomo di mezza età, che ora gestisce la riaperta edicola del piazzale del tribunale, rimasta chiusa per anni. E' il compagno della figlia più anziana, volgare e sgraziata, già madre di un figlio ma priva di marito: Un compagno per una licenza. Paga Evelina.

Imprenditori d'Oriente.

Il ristorante "La Giunca" ha chiuso i battenti in via Garibaldi ed è stato rimpiazzato da un altro dei caffé San Domenico, dal dottore della Chiesa incombe sui cellulari delle guardie carcerarie, nel piazzale della basilica, a lato del tribunale. Ristoro dell'anima e del corpo. L'industriosa famiglia asiatica, con i soldi della vendita, ha aperto in via Stalingrado, un nuovo bar, denominato "dell'Università". Ha chiesto di pagare la concessione della licenza tramite nostro, ma non voleva documentare il pagamento, anche se si trattava di un balzello pubblico e perfettamente legale. Voleva portare al suo gestore commerciale 120.000 euro in contanti, come si usa nelle province rurali della Cina. Riciclando, riciclando...

Caratteri.

Fra i nostri frequentatori c'è un elettricista piccolo e ridanciano. Ogni volta che fa un impianto o un piccolo lavoro, si fa anticipare il pagamento della fattura rilasciata dal committente. Tira avanti così. Sorvegliato speciale per la sua ridotta giacenza, viene spesso fatto oggetto delle negative attenzioni della nostra terronica direttrice. In particolare quando deve aumentare il numero dei conti correnti. Per un anno è stato titolare di due conti, uno dei quali con un saldo inferiore alle spese sostenute. Quando ce ne siamo accorti glielo abbiamo chiuso d'ufficio. Terronilla, la figlia del maresciallo, cresciuta in una caserma, fa così con gli sprovveduti: al fruttivendolo di fronte aveva caldeggiato la sottoscrizione di una carta revolving per sé e di un'altra per la moglie. In sostanza, un piccolo prestito. Quando si è trattato di spacciare un'immagine efficiente con i nuovi padroni, ha preso a tormentarli per scoperture di cinquecento euro. Con i metodi degli esattori mafiosi, aveva incaricato i ragazzini di supporto alla filiale, di minacciarli...di iniziative legali, non azzardandosi a fargli bruciare il negozio.

martedì 18 agosto 2009

Ruoli e aspirazioni.

Il cassiere vive, nella sua ridotta, la sindrome del capitano Drogo nel "Deserto dei Tartari", ma, a differenza dell'ufficiale, non aspira a cimentarsi. Ogni cigolio della porta lo mette in allarme: il nemico sarò sull'uscio? Dopo un attimo d'apprensione si rassicura. Sono solo fattorini che recano, in calzoncini, plichi e pacchi per questo o quel servizio o società del Gruppo, che si sono premurati di preordinarli per trovarseli apparecchiati al rientro. Il cassiere si è portato un libro da leggere e lo sfoglia di tanto in tanto, mentre attende l'ora del pasto. L'addetto ai titoli si attarda nella lettura delle previsioni del Sole 24 ore, mentre il solo neo-commerciale, speranzoso e incerto, si dedica ad applicazioni procedurali e si invorgnisce nella conoscenza mnemonica dei termini del nuovo lavoro, come se un affidamento rispondesse solo a criteri tecnici. Il suo lavoro è facilitato solo dal fatto che in Credem non si fa credito agli incerti: o sul velluto, o niente.
Appartato, un vecchio bancario a fine carriera, macina rimasticazioni di pratiche stantie, per far venire sera.
La recita che è priva di copione, ripete per inconsapevole simbolismo atti, pensieri ed atteggiamenti già propri di tante ombre infelici.

Clima fetido...e il peggio deve ancora ri-venire.

Calura nefasta e clima malsano; d'altra parte, eccetto la calura, lo stesso clima del resto dell'anno. Dopo ferragosto saranno rientrate due o tre persone; lo si evince dall'incremento del traffico motoristico, mentre le passeggiate restano rade, per la fatica ed il disagio del periodo. Il personale femminile è al mare, i maschi godono di un periodo intenso di inattività.
I servizi sono offerti in prelazione on line, vengono registrati anche se al momento non c'è ancora nessuno in grado di confermarli, nel frattempo, i bar per ricchi del centro e presso il tribunale, solitamente affollati per tutto l'anno , hanno già riaperto i battenti, con i loro orari da negrieri. Qualcuno, approfittando della spossatezza messicana dei guardiani, evade dalle sue prigioni, mentre gli internati consenzienti per sinallagma ( dietro mercede ) ad evadere non pensano neppure, anzi fanno di tutto per rendere più assurda la loro cattività. Più fedeli dei mussulmani alla Pietra nera, i nostri impiegati ed operai si calpestano al mare, sia che si siano recati a cento chilometri da casa, sia che affollino spiagge dalle denominazioni estere, purché low cost.
Coloro che hanno un obiettivo diverso dalla vita stessa ed accettano di essere strumentalizzati per strumentalizzare la vita altrui, si ritemprano ritualmente, anche se sospettano che la pausa sia una pericolosa lacuna nella realizzazione della loro opera personale...così comune.
A giudicare dalle inserzioni sul moralistico - con le classi subordinate - Il Resto del Carlino, La prostituzione senza infingimenti, anzi con esplicite e sanitariamente pericolose promesse, prospera a domicilio.
Qualcuno, solo o altrimenti povero, tradisce con il suo biancore la condizione vissuta ( a meno che non sia un amante della montagna, sempre corrucciata, anche d'estate ).
Gli appassionati degli spettacoli agonistici si preparano a spendere dei soldi per soffrire per tutta la stagione, prima che nuovi ludi gladiatori intervengano comunque a distrarli.
Da qualche giorno è sparito anche il nostro porno-pensionato: sarà in Ungheria in cerca di ragazze più amanti della numismatica che dell'ornitologia. Pur essendo un uomo non privo di cultura è interiormente schiavo della gabbia pelosa nella quale ama sostare ed agitarsi e, come un plebeo qualunque, ne narra infantilmente. Quando il tiraggio cesserà, potrà dedicarsi all'epica da osteria ( ammesso che ne esistano ancora, di quel genere ) ed ai rimpianti. Due strade per il suo esito: il suicidio da inappetenza o il recupero di qualche succedanea risorsa morale. Potrebbe convertirsi e morir santo, casomai per inavvertenza.
Il professor Ciurlone tesse la trama della sua onlus che si propone di educare la popolazione, soprattutto quella giovanile, alle basse velocità in auto e in moto e, per farlo in maniera efficace, costruisce la sua tela del ragno secondo la tradizione familistica e clientelare che ha succhiato con il latte in Campania. Dal momento che un suo cugino di terzo grado è colonnello della Guardia di finanza e tramite i buoni uffici della portinaia del palazzo dove abita un ministro, sua prozia, ecc. ecc., organizza convegni, sponsorizzati da Comune, Presidenza del Consiglio e Unione europea, avvolgendo nelle sue spire ignoti comuni dell'Attica, a Parigi, con il patrocinio di Consoli ed altro burocratico personale. Un altro, triste professore che lo affianca per la sua conoscenza della lingua inglese, si incarica di leggere alla fine delle Messe commemorative dei caduti sulle strade, le lettere dei dignitari che si sono degnati ed i telegrammi di ogni istituzionale origine. Alle Messe partecipano i peccatori pubblici più noti e di moda.
Si sta bene anche perché Terronilla è in ferie con il marito che è riuscita a procurasi " andando a trovare i clienti " e non dobbiamo assistere alla recita del suo ruolo da direttrice di convitto, compensatoria, solo per immagine, delle tante sfighe che l'affliggono e che l'ahanno afflitta.
Il personale presente non fa ferie in alta stagione, se non qualche toccata e fuga per il ramino domestico ed amicale promosso dalle mogli e studia gli sviluppi autunnali, chi alla ricerca di una immobilità oziosa, chi alla ricerca di una occasione che renda meno gravoso il pagamento del mutuo.
Mi giungono notizie di colleghi precocemente pensionati che, dopo avermi allietato - mestamente - come Carlo Verdone, consumano la loro inattività come avevano fatto con il pretesto impiegatizio: dandosi un tono e fingendo di svolgere un compito, per lucrare una pensione. Sicurezza di una placida rendita, almeno nelle speranze. Uno, in particolare, pur avendo mutuato dal padre, generale dell'esercito, l'esigenza di rappresentarsi secondo una gerarchia di manierà e demodé, aveva coniugato bulimia con diete ricorrenti, titoli di studio con approssimazioni interpretative, licenze ad operare a latere nella sanità, acquisite all'estero presso parenti emigrati, fotografica, stentorea presenza e notturne frequentazioni non cerimoniali. Oggi, coerentemente con il culto delle apparenze, gioca a golf a Cento, con un altro pensionato dell'ufficio tecnico e con un giovane deluso nella carriera che si è preso un anno sabbatico e che cerca sul green una nuova occasione d'impiego, mentre osserva i progressi della figlia.
Tra poco torneranno, vocianti ed allegri per essere di nuovo nel loro girone della vita, tutti i rompicoglioni che hanno cambiato, a tempo determinato, palcoscenico e compagnia di giro, pur rimanendo nell'ambito delle due o tre cose che li rassicurano..artisticamente. Guitti fastidiosi.

Immobili e sanitari.

I Menarini costruiscono case per il popolo, anche scolastiche per gli Istituti religiosi, regalano sedi in centro a sindacati fidati e curiali.
Hanno costruito, o meglio, fatto costruire, anche la Casa comune in piazza Liber Paradisus, che non molti sanno essere stata la legge con la quale il libero Municipio bolognese abolì la servitù della gleba, seicento anni prima che altrettanto avvenisse in Russia.
I Menarini aspirerebbero a costruire littorie divagazioni con zona residenziale e servizi annessi, ma vorrebbero che apparissero come "benefici pubblici" e che, come tali, fossero adeguatamente finanziati con denaro dei futuri fruitori ( a pagamento ).
Rinunciano generosamente a presiedere il Centenario, ma vogliono restare in società con un 20% pagato dall'acquirente e guadagnarci anche un paio di milioni di euro.
Prima di loro, passando per altre sciagure, c'era un ispido e grifagno imprenditore di Brescia, produttore di cessi, esportati ovunque.
Il contenitore e il contenuto.

Flatus vocis o del meteorismo cerebrale che ammorba il pensiero.

Il nostro addetto alla vendita di ciò che non sa, sproloquia tutto il giorno e, deformato dal mestiere, lo fa anche se non si adopera per vendere il fumo aziendale. Talvolta sproloquia di politica e lo fa con lo stesso tono imbonitorio e sotto traccia minaccioso ed incalzante, col quale cerca di trarre qualche egoistico vantaggio dal costume aziendale, senza nessun rispetto per la dignità degli altri. Probabilmente non sa neppure che cos'è- se così non fosse non potrebbe cercare di convincere gli avventori della bontà del suo vino, anche se sa che è al metanolo. Lo stesso plebeo atteggiamento - evidentemente non ne conosce altri - lo adopera per tutelare la sua posizione di avente "tutti i diritti", con questo o quel pretesto. Ora che, senza mai applicarsi oltre lo stretto dovuto, dopo essersi ritagliato posizioni ripetitive e comode ed approfittato, sostando, di una bislacca norma per ottenere un piccolo inquadramento, non ha cambiato atteggiamento e, da dietro la sua scrivania, continua a predicare impieghi a chi non sa dove mettere i soldi.
Convinto della sua ridotta e materialistica verità-menzogna, di lui non resterà alla fine che "flatus vocis", in un indistinto ciarlare,anche alla memoria, fra persone tutte egualmente già convinte, a prescindere appunto.

Alienazioni.

Molte delle persone che sono rimaste in città fumano, soprattutto le donne, molte delle quali non più giovani. Fumano per strada aromi torridi, in solitudine, come dev'essere la loro vita di tutti i giorni, anche se contornata da tante monadi.

Milone.

Milone, hai sospeso le tue lotte e ingrassi, ozioso, sotto un vecchio platano? Cosa fa una testa vuota come te quando non è richiesto di menar le mani? Si allena, per riprendere con antica, ma rinnovata lena, le sue sterili contese, di cui altri si dilettano.
Alle 15 del pomeriggio, in un calore da forno nel cuore della cottura, si presenta un cliente, ricco quanto scemo, omonimo di una dei maggiori filosofi iatliani: lui sembra molto ignorante ed interessato solo ai suoi investimenti, a meno che le sue originali frequentazioni, per date ed orari, non siano frutto di esilii familiari o di vuoti esistenziali. Di vuoti mentali, certamente.
Ma tu. Milone, mentre volgi il capo verso di noi, senza comprendere e ti stiri sotto il platano, dandoti una aggiustatina alle palle, alla stessa maniera vagheggi successi fisici, mentre il falso Edoardo sorride impastato come un primate poco evoluto e appone firme su moduli.

Vuoto sicuro.

La bella soldatessa, ritratta davanti a Palazzo Baciocchi, deve aver posato solo per l'inaugurazione. Oppresso dalla tuta mimetica e dal giubbotto antiproiettile, sosta sotto il sole, fin dal primo giorno, uno spaesato soldatino con a tracolla un fucile mitragliatore alla Terminator, forse scarico, come nelle migliori tradizioni militari italiane. Se così non fosse, ci sarebbe da preoccuparsi, così come si preoccupano i rari frequentatori della sezione del Tribunale di via Garibaldi, che si trovano ad avere a che fare con un impaurito ma inflessibile bambino in divisa e cannone, che ingiunge loro di fare due o tre gesti prima di passare attraverso il metal detector. Come l'addetto di un call center. Due carabinieri, in guardiola, ora oziano. Ho pensato, vedendoli, che per questi poveri soldati addetti alla sicurezza del vuoto cittadino, l'adibizione fosse una forma di punizione - oggi trasmessa anche alla società civile e commerciale, con il nome di mobbing - per non aver "scelto" di fare gli eroi in qualche desolato scenario strategico mondiale. La sicurezza del vuoto.

sabato 8 agosto 2009

Vacanze a pezzetti

Termino la seconda tranche delle vacanze estive a Hvar e ritorno nel meccanismo delle malizie aziendali, alla vigilia di Ferragosto.
E' stata una pausa molto felice, anche se la mia placida maniera di esprimere soddisfazione avra' fatto ritenere il contrario, se non alla Leda, almeno alla Pina.
Non e' stato cosi', invece, spero di vere altre occasioni per rappresentare la mia interiore tranquillita'.

venerdì 17 luglio 2009

Ripensamenti.

Il 27 Apile avevo vagheggiato una pastetta a favore della Reggina e del Torino, a scapito del Bologna e del Chievo. Non ho cambiato opinione, almeno per quello che riguarda il Bologna. Lo stesso Moggi ha affermato che Cairo, che di calcio non capisce un cazzo, un tentativo in questo senso l'ha fatto e non dubito che anche Lillo Foti ci abbia provato. Ma questa volta hanno dovuto passare un turno. I Menarini anziché retrocedere, con una susseguente grave esposizione personale e societaria, hanno fatto un patto col Diavolo. Candidi come colombe e astuti come serpenti, hanno sfruttato sinergicamente la volontà di Luciano Moggi di rimanere attaccato al lucroso e gratificante affare del calcio moralmente dopato e la loro, caratteriale, di tornare nell'ombra a tessere la tela dei loro affari. Se così fossero andate anche, parzialmente, le cose, ci sarebbe da interrogarsi sul potere che questa "famiglia" del calcio, del dio pallone, può esercitare sulle cansorterie e sulle mafie economiche e politiche meridionali. Ricordate quando a beneficio del Messina, oggi radiato dai campionati professionistici, intervennero tutte le istituzioni siciliane e le banche emiliane fidejubenti e là dirottate dalla Banca d'Italia? Più normale che Moggi abbia indotto a più miti consigli, l'altro Capo banda, Rino Foschi, ingaggiato dal Palermo da Cairo a Gennaio. Strano che allenatore e soprattutto Direttore sportivo, già licenziati a fine Giugno, abbiano accettato di reggere il moccolo ai Menarini. E' veramente un mondo di smidollati, anche senza cogenze economiche, dove la dignità non alberga. Ci contestino pure i tifosi - che dimostrano comunque con una cultura, di destra o di sinistra non importa, da plebi sud americane - dixit Renzo: avranno quello che si meritano. Piz d'ach se a nò mai vest!

Rituali commemorazioni.

Incappo, per la noia da telecomando dei miei nipoti, nella ennesima commemorazione vuota e rituale di un soldato venticinquenne, morto per l'esplosione di una mina (non la prima) posta lungo il suo percorso. Mentre il cappellano militare ripete le solite litanie delle messe funebri, osservo i genitori: la madre è ripiegata su se stessa e non sembra prestar fede alle ripetitive parole, il padre terreo e scavato nei tratti del volto pare compendiare l'assurdità della situazione; le sorelle, invece, sembrano normali. la loro vita prosegue come prima, senza fughe dalla realtà per ricercare un illusorio affrancamento, attraverso uno stipendio rinforzato. Il giovane emigrante era già ala sua terza missione "di pace", pur avendo annotato nel suo diario che "la guerra è uno sporco affare". A questo sporco affare si era a sua volta adattato, anche se non escludo che conservasse, nei compartimenti stagni di una coscienza dimidiata i suoi primitivi, ma ancor freschi sentimenti e principi. Così si interrompe, prima di conoscere la frustrazione e il fallimento, la vita di un povero che aveva cercato impiego nello Stato, come molti altri suoi corregionari e vagheggiato eroici sogni di affrancamento nella retorica militare, a lui nemica, e che poteva prevedere, come ha previsto per lui, la morte.
Le sorelle bovinamente produrranno altra carne da macello per lo Stato o altri servi per questo o quell'apparato.

Mammut

La mia Mammut, solare e radiosa dopo un breve soggiorno al mare, durante il quale si è rasserenata suo malgrado, pur lamentandosi di quando in quando, per il mancato rispetto della sua masochistica personalità che poi si sfoga nella sadica querimonia e nell'attribuzioni agli altri, qualsiasi "altri", di ogni suo interiore disagio, è tornata con noi in città. Subito abbiamo impiantato un sistema di condizionamento dell'aria, dopo anni di battaglie perse: pur essendo evidente il miglioramento del clima non rinuncia a berciare,accusare e lagnarsi. Chissà quanto costerà ora l'energia elettrica? Ma io li spengo! Su Mammut scriverò altre puntate.

giovedì 16 luglio 2009

Milone.

Proseguo, Milone, la mia cronaca del barbaro e fascista trattamento che mi è stato riservato nella mia banca cedente e che non si è ancora modificato in quella acquirente, a causa del mantenimento dei vecchi assetti di organico, che, nel caso mio, hanno avuto la genesi che ho descritto ieri. La direttrice, per la quale costituisco un evidente imbarazzo, cerca di mettermi in cattiva luce per non rischiare di finirci lei, dopo aver assecondato, come avrebbe fatto il direttore di un lager, le istruzione della struttura già Banca di Roma, cercando di accreditarsi come nata Credem nei termini più conformistici ed accentuanti ogni elemento di fascismo che le pare di cogliervi.
Sarebbe un buon inizio per l'acquirente, ridimensionarne il ruolo, ricoperto come farebbe il più stolido Kapò. Andrebbe ricondotta ad un compito tecnico, dove non potrebbe nuocere alle persone.
Resta il fatto che, ora che mi accingo a rientrare - spero per poco, per via dello smaltimento delle ferie - in quel carcere, sento che le tossine che ho smaltito nella vicinanza ai miei familiari ed alle persone amate, stanno per riaccumularsi. Compiti dequalificanti ed umilianti, insieme all'aggiornamento costante della tecnica che, primariamente, mi vide sequestrato ed emarginato dal contesto lavorativo dell'agenzia - se non nella veste, mai ricoperta prima e che non intendo ricoprire in fine di carriera, di vice cassiere di uno svogliatissimo e mellifuo bacchettone, tutto intento ai suoi comodi ed alle iniziative penalizzanti di un ex usciere, vessato dalla moglie, che gli impone i ritmi e ne detta le esigenze.
E' penalmente rilevante che certi ateeggiamenti vengano rivolti a personale anziano, solo perché non rientra nella profittabilità di quattro egoisti, rintanati nelle ridotte dei loro sedicenti ruoli ed in attesa di prepensionarsi ( possibilmente con buona uscita )e nella mafiosa ma stupida ragnatela autoaccreditantesi della direttrice che vuole mantenere privilegi e potere nella nuova banca, potere che esercita in maniera inadeguata e rozza, anzi criminale.

Natalia Altamirova

Una nuova coraggiosa giornalista, che si appellava all'opinione pubblica, nella Cecenia in mano alla Mafia istituzionale, è stata uccisa, non coma la Politovskaja nell'androne del suo palazzo, ma secondo l'uso ceceno, così simile a quello della mafia nostrana e forse di tutte le Mafie: il sequestro e l'uccisione. Si sono impadroniti di Lei prima di eliminarla, secondo un rituale, non so se consapevole o inconsciamente sedimentato in qualche simbologia. L'impegno, anche economico e personale per trovare avvocati disposti a tutelare i perseguitati del sistema e la denuncia degli arbitri e dei crimini del potere, le sono costate la vita.
Da noi, gli avvocati tutelano i loro portafogli e gli interessi di chi può pagarli; in Cecenia possono svolgere un utile ruolo di riesumazione di una legalità positiva, proprio contro quel sistema di potere statale che dovrebbe esserne il fondamento.

mercoledì 15 luglio 2009

Milone.

Milone, ho deciso di confidarti la mia pena. Non perché ti stimi capace di comprensione, ma perché, proprio perché sei un beota, come gli altri fiduciari del sistema, eviterai almeno commenti impropri e, impropriamente strumentali. La mia persecuzione, morale e professionale, è cominciata quando la vecchia azienda, la Banca di Roma, ha deciso di trarre le conseguenze del suo cattivo operare e di constatare la sua assoluta incompatibilità con il mercato, almeno con quello delle zone produttive del Paese. A dimostrazione, che il potere si autopromuove, io, che aspettavo e mi aspettavo questo esito, mi sono trovato eletto a capro espiatorio - con altri, per carità! - di una situazione, resa ancora una volta insostenibile, dalle buone uscite della salvifica (per sé)ed uscente dirigenza. Un Area manager da Commissariato di polizia, coadiuvato da miserabili addetti alla Logistica, a loro volta in vena di autopromozione, hanno deciso, confortati dalla vulgata di qualche improvvisata società di consulenza, di non assegnarmi più alcun lavoro e di relegarmi, come una vecchia fotocopiatrice, in soprannumero, in questo o in quell'ufficio. Quivi, i lavoratori, in attesa del prepensionamento o in superbonus, hanno cominciato a blandirmi, per attribuirmi un ruolo servile, rispetto ai loro normalissimi compiti, ai quali spesso si ribellavano, quando parevano contemplare la sia pur minima variazione dell'adusato ed abusato tran tran. Poi, con scuse risibili, hanno cominciato a farmi girare tra le agenzie, in attesa di far fermare la pallina sulla casella che avevano prescelto, suppongo in base alle lagnanze dei colleghi più svogliati e prevedendo di vendere gli sportelli bolognesi in breve tempo. Nel nuovo ghetto, trovo una direttrice che più assente, speculativa e losca nell'agire non avevo ancora trovato: evidentemente i suoi superiori l'avevano ben prescelta. Trovo poi, come per altro previsto, dei colleghi speculatori, secondo il peggior costume della banca d'origine, che hanno vagheggiato e vagheggiano tutt'ora, di strumentalizzarmi in una veste servile rispetto alla loro, mediocrissima. Al netto rifiuto è conseguita un'ulteriore emarginazione. I nuovi padroni, hanno un costume di meccaniche gerarchie, che ricorda quello militare e che ben si attaglia alla direttrice, che è cresciuta in una caserma, figlia di un Maresciallo maggiore dell'esercito, il massimo conseguibile per un sottuficiale. Deve averla influenzata bene all'ossequio peloso degli ordini e delle disposizioni, soprattutto circa quella sua evidente veste di spia del sistema che si è manifestata dopo ogni minima obiezione alle comunicazioni che trasmetteva per conto della direzione, ora a Reggio Emilia. Si sono quindi inventati la necessità dello smaltimento totale delle mie ferie pregresse, che si sono accumulate, giorno dopo giorno, fin dal 1993. Sono stanco e accaldato...proseguirò poi.