sabato 16 maggio 2015
Le civiltà autoctone.
Il presidente Morsi è stato condannato a morte in Egitto, dove era stato regolarmente eletto - primo nella storia del Paese - ma dalla parte "sbagliata". Mubarak che la democrazia aveva spodestato dalla sua dittatura trentennale, ha subito recuperato la salute ed è libero nelle sue sontuose residenze. E' la morte o il disvelamento del diritto che si sostiene solo con la forza di una sociatà giusta. Il grotteco e il paradossale consistono nel prodotto contraddittorio dell'influenza nord americana nello scacchiere medio-orientale che prima, tramite il segretario di Stato Hillary Roda Clinton, aveva favorito il ribaltamento di Mubarak e il regolare svolgersi delle elezioni e poi, sempre sotto la stessa direzione, ha ribaltato il ribaltatone e invertito le pene di morte. Oggi, la cornuta è candidata. Che ci si può aspettare? La società egiziana è di nuovo stata colonizzata e, come hanno dimostrato le elezioni dopo trent'anni di conformismo, il sentimento emotivo non si smuoverà di un centimetro. Quella gente continuerà ad essere repressa per interessi alieni di geopolitica e di tornaconto spicciolo dei gerarchi civili o militari, feticci corrotti del denaro. Si sono formati i comitati per i ricorsi alla Corte costituzionale contro la nuova legge elettorale, l'Italicum, che assegna il 70% dei parlamentari alla nomina dei vertici di partiti sedicenti o movimenti senza apparente identità. In Italia l'opposizione continua ad essere legale. Speriamo che abbia successo. Il primo ministro del Lussemburgo si è sposato: con un altro uomo. Un architetto con cui amoreggiava da anni. Matrimonio borghese, con tutti i crismi delle parvenze di classe, anche perchè il primo ministro è di destra, come si conviene ad un paesucolo di facciata per capitali di evasori. E' il primo matrimonio gay ai vertici dell'Unione europea; il precedente riguardò due donne, il primo ministro dell'Islanda e la/il sua(o) fidanzata(o). Il pampa-Papa ha abbracciato compiaciuto Abu Mazen, presidente del semi-Stato di Palestina. Di quanto fascismo sia ancora intriso il sotto pelle della Chiesa cattolica bisognerebbe chiederlo agli Ebrei e confrontare le opinioni con i dati storici. La scelta per i poveri, qualsiasi scelta nasconde i suoi prodromi che sono sempre pronti a rimanifestarsi quando le condizioni concrete lo consentiranno. Poche centinaia di Rom e di Sinti italiani hanno sfilato per il centro di Bologna nell'anniversario della chiusura del campo di concentramento di Birkenau, dove erano stati sterminati. La destra voleva provocarli con banchetti e contro manifestazioni. La questura glielo ha impedito. Ora si lamenta perché qualcuno dei manifestanti gli avrebbe dato dei razzisti. Sono potenzialmente molto di peggio. Nessuno uffcialmente contesta le manifestazioni della memoria degli Ebrei, anche perché sono state istituzionalizzate, ma le croste reazionarie e fasciste che vivono, benissimo, nel loro humus naturale, non hanno ritegno a disprezzare popoli di lingua e cultura nomade, ma non solo, che non hanno lobby e Stati a rappresentarli. Queste persone, comunque nomate, potrebbero da un momento all'altro, rifare la stessa fine dei loro antenati. Nel frattempo, vivano in un ghetto.
venerdì 15 maggio 2015
La follia minore.
Kim Jong-un fa uccidere il suo comandante in capo delle forze armate, perché non abbastanza ligio alle sue disposizioni. Io vivo in un'azienda di famiglia, come la Corea del nord. Obama si è comprato Osama con ventisette milioni di dollari, da un pakistano. Ogni giorno, come Kim Jong-un, decide chi deve essere ucciso in una lunga lista di nomi che gli vengono sottoposti. L'uccisione di Bin laden fu caldeggiata dal Segretario di Stato, la cornuta Hillary Roda Clinton, per ragioni di opportunità politica. Nella diretta dell'incursione dei Navy Seals, la donnina appare spaventata, emozionata. Oggi è candidata. Il Governo italiano ha interpretato riduttivamente l'interpretazione incostituzionale sulla mancata rivalutazione delle pensioni più alte ( 1.400,00 euro Sic!!! ) e ha dichiarato che non ne rimborserà che una parte. La Corte avrebbe sentenziato che non era vietato sospendere l'indicizzazione, ma che il governo è stato troppo basso nel farlo. Siamo in Sud America. La Corte europea di Strasburgo avrebbe confermato l'illegittimità del mancato adeguamento, ma le varie commissioni europee puntano soprattutto sulla contrazione della spesa previdenziale per compensare il deficit di democrazie latine, scettiche, pasticcione e corrotte. Anche in ambito pensionistico, chi ha colto la palla al balzo venti e più anni fa, ha fatto un affare all'italiana, come tanti altri ne sono stati consumati in questo ridicolo e invidioso Paese, ma bersi le sciarade di grassi ministri del lavoro o di esegeti economici, sarebbe da imbelli. Per cui: lavorare, lavorare, lavorare, secondo i canoni della civiltà, ovviamente e senza deflettere. La principale criticità che ci riguarda, come sud latino del continente europeo, è l'incongruenza, già evidente ed ora accertata, con le economie che sono in grado di esprimere il valore della valuta comune, nei confronti della quale, le economie dei paesi del sud sono nei fatti svalutate, senza più poterne speculare in termini commerciali. Il Papa latino lagna sulla misericordia solidale: roba fuori contesto. Basterebbe un ritorno al keynesismo ed al serpente monetario per rimettere in asse economie altrimenti in crisi per decenni ( crisi dei consumi popolari, intendo, non degli indici nazionali che non ne tengono conto )perché difformi sul piano morale, nel senso etimologico, cioè dei comportamenti, che esula dagli algidi criteri economici come dalla serietà amministrativa. Altra cosa sono gli atteggiamenti speculativi che, soprattutto sulle crisi, cercano di alimentare i loro affari, avvalendosi purtroppo di truppe acritiche e camellate, come le pseudo-gerarchie che esprimono, solo nell'ambito del modello. La disinformacija non alligna solo fra gli Stati e le entità economiche più importanti, si annida anche nelle piccole congreghe che possano disporre dei soldi necessari a farsi lodare. E' più frequente fra i dittatori e fra quelle entità particolaristiche che vogliono confondere gli spiriti rispetto ai loro scopi e per i quali chiamano gli affiliati a un impegno insensato e mal retribuito. Ciò nonostante, o forse proprio per questo, la competizione è diventata l’elemento dominante nella relazione sociale. Il lavoro è frammentato in piccoli nuclei osmotici; si è così ottenuto di distruggere le basi materiali della solidarietà. Al tempo stesso, l’espansione del lavoro cognitivo ha favorito un processo di identificazione dei lavoratori nella loro funzione produttiva. Si investe nel lavoro la propria capacità espressiva, il proprio desiderio, la propria capacità di comunicazione. Questo raramente è un fatto positivo, perché, nella maggior parte dei casi e delle situazioni organizzative apprestate dalle aziende, crea una condizione di debolezza ulteriore dei lavoratori, che sono disposti ( la libera scelta ) a rinunciare a quote di salario e talvolta anche a diritti fondamentali pur di non essere staccati dalla funzione espressiva che il lavoro gli permette di svolgere. L'Europa unionista si dividerà, pro quota, gli esuli dai loro continenti. Di due, almeno, ne faremo uno: il nostro. Ci credete? Perché, se ci credete, potete bervele tutte e respingere solo quelle che vi verrà suggerito di rifiutare. Oggi, un poveraccio ha esplicato la sua abilità migliore: il tiro. ha risolto un contenzioso relativo ad un filo della biancheria con la famiglia di suo fratello ed ha fatto il tiro a segno sui passanti e sugli intervenuti, con un'alta percentuale di successo. I contradaioli ( non siamo a Siena, ma a Napoli ) hanno tentato di linciarlo, la polizia lo ha sottratto per rinchiuderlo sine die. Espressioni di una pazzia minore.
mercoledì 13 maggio 2015
De " il tutto deve cambiare, rimanendo come prima nel sogno della vita".
Mentre la politica tradizionale frana sotto i colpi dell'insignificanza in un contesto indefinito, il 25 di questo mese si vota in Spagna per elezioni regionali e amministrative, simili, nella forma a quelle che si terranno in Italia, ma molto più significative nella sostanza di un Paese tenuto insieme, prima da una dittatura fascista ed ora dalla Corona che non riece ad essere unificatrice, perché i nazionalismi catalano ( soprattutto ) e basco, andaluso e galiziano ( forse le due uniche entità davvero regionali ) metteranno a dura prova la tenuta dello Stato e, probabilmente articoleranno il panorama partitico ispanico in quattro sezioni. Ai popolari, di destra e ai socialisti si affiancheranno due nuove formazioni: Podemos, direttamente dal movimento degli indignati, di sinistra alternativa all'Europa del nord e Ciudadanos, movimento anti apparati di destra, la cui genetica e la cui chimica non sono state analizzate approfonditamente in un contesto ribollente e contraddittorio come quello spagnolo, nel quale la destra, con l'aiuto della Chiesa cattolica, ha avuto in passato buon gioco nell'imporre la sua forza. Questi movimenti non hanno radicamento politico, non si ispirano a dottrine che possano trovare applicazione nel contesto attuale, ma si fondano sulla rappresentanza delle difficoltà della gente comune e si valgono anche della partecipazione a-ideologica di quelle che una volta si chiamavano "le masse" e che adesso sono non uniformemente alimentate dalle persone in difficoltà. A destra si scontano sentimenti identificativi, non tanto e non solo nella nazione chiusa in se stessa, quanto nella nazione tradizionalista e reazionaria contro il globalismo e la dominanza estranea dell'europa settentrionale. L'appartenenza è trasversale e trasversali potranno essere le alleanze sullo scenario europeo. In pratica, questi magmatici movimenti, per forza di cose estranei alla dinamica a-politica di scenario, vanno miscelando le confuse e future identificazioni con gli apparati post partitici che si vanno formando sull'otto volante della finanza globale. La crisi irreversibile di certi Paesi, come la Grecia, li rende sensibili alle sirene di altre, mastodontiche formazioni di Stati che si stanno rinserrando per competere, su posizioni di forza, contro l'influenza nord americana, ma anche del continente europeo centro occidentale, pur non sussistendo più società collettivistiche. I nuovi raggruppamenti di Stati, ad esempio Russia-Cina ( stretti da un cinquantennale accordo energetico )India ( che ha un contingente militare d'élite in simbiosi operativa conm l'esercito russo ) Sud Africa, le cui banche sono state tutte rilevate dal capitale cinese, come le grandi infrastrutture portuali e Brasile, per un post terzomondismo che mi sfugge, ma a cui assomiglia la nuova pattuglia non omogeneizzata al capitale senza confini, ripercorrono, diversificandoli, gli schieramenti ottocenteschi delle potenze in lizza, oggi coagulate. Un sistema economico univoco, ma il diverso obiettivo di non farsi fagocitare dall'altro schieramento e, domani, di batterlo. Non ci sono più le contrapposizioni fra i blocchi economici ed ideologici, al cui interno persistevano diversità tenute a freno da un obiettivo contingente comune, ma la spinta a coalizzarsi in funzione contenitiva ed aggressiva si è ripresentata come se, in mezzo, non ci fosse stato niente. In questo contesto, fatto salvo lo scopo comune di conntenere nei suoi confini l'Islam e di controllare le migrazioni indotte dal nuovo colonialismo e dalla miseria ulteriore degli esclusivi modelli di ricchezza, il pampa-Papa rilancia alla grande la missione diplomatica della Chiesa cattolica e diversifica le aree del suo insedimanto e della sua espansione, offrendo un ammortizzatore alle incredibili e rapidissime sperequazioni nel reddito dei popoli. Non credo che sia un risveglio dai vecchi sogni, bensì l'adeguamento cinico ai nuovi ( si fa per dire ) scenari, riposizionandosi nelle fogge più utili alla riconferma, riconvertita, delle antiche preminenze, da ristabilire continuamente.
Eppure, di ogni azione si lodano gli effetti..in televisione.
Il numero due dell'ISIS è stato "giustiziato" da un missile statunitense che lo deve aver polverizzato come quei caduti alla stazione di Bologna, nel 1980, che sedevano sulla bomba in sala d'apetto e che furono identificati dalla cheratina delle unghie. Ma il numero due dell'ISIS è stato ucciso come il Capo di Stato Maggiore delle forze armate della Corea del nord, davanti a tutta la nomenclatura militare della parte settentrionale di quella penisola, ma isolato per essere colpito da un missile contraereo, attivato da un artificiere a sua volta a rischio della vita se avesse mancato il colpo. A disintegrazione avvenuta, tutti si sono felicitati con il leader e fra di loro e l'artificiere è stato lodato sul portale governativo. A volte mi sembra di far parte di un qualcosa d'analogo, chiuso in se stesso per non consentire al caos esterno di entrare, per isolare la rendita di posizione, proprio come la Corea del nord. Il Vaticano ha "aperto" ai Palestinesi ed ha chiesto il riconoscimento giuridico delle sue attività caritatevoli e, con esse, del suo status nell'area, dato che i Palestinesi hanno uno Stato in fieri, ma una realtà come quella di Gaza. La mossa del diplomatico Bergoglio non è piaciuta, ovviamnete, ad Israele e credo che non servirà sottoscrivere un altro accordo, molto più blando, con lo Stato sionista, a mitigare il riaffermato senso d'isolamento in cui sta riprecipitando. In compenso, in ambito europeo, si cerca di disincentivare la diaspora sollecitata dal riconfermato Primo mnnistro di Gerusalemme, che aveva invitato gli Ebrei a lasciare l'Europa per rifugiarsi in Israele, dove avrebbero comportato un'estensione degli insediamenti e dell'espropriazione dei residui beni degli arabi locali: "giammai gli ebrei dovranno lasciare casa loro, cioè l'Europa, se vi si trovano", ha affermato Tajani. La Chiesa non ama gli Ebrei, perché è ecumenica, mentre i semiti sono particolaristi, non cercano di convertire nessuno e amano essere lasciati in pace a coltivare il loro senso della giustizia. Sul piano tattico è più abbordabile il rapporto con gli arabi palestinesi, soprattutto se derelitti, per cercare di ottenere, tramite la loro condizione, quella internazionalizzazione dei "luoghi santi" che rispedirebbe gli Ebrei nel Ghetto, prima morale e culturale e poi, chissà... Nella Sicilia del "cappotto", nel 2001 di Forza Italia, che si aggiudicò tutti i sessantuno collegi isolani, il simbolo dell'ex partito di Berlusconi concorrerà ancora in due province minori. Da qualche anno si considera la Sicilia il nuovo laboratorio della politica italiana. Se è vero, questo è lo specchio dell'italia odierna e l'emblema degli interessi oligarchici che "orientano" l'opinione elettorale, non solo in Sicilia. Al processo per gli sversamenti venefici della Montedison, quando era tanto forte da nominare i Ministri e tanto tossica da intumorare intere comunità del Sud e delle aree depresse del Centro-Nord, la giuria popolare non potè leggere nemmeno gli atti, le fu detto di non condannare la Montedison, da un giudice togato. Il suo contributo, fuori dagli schemi di potere che il diritto dottrinario tutela, a differenza di quello giurisprudenziale, pur con sentenze, per noi, paradossali, fu anestetizzato, impedito, a favore di un centro di potere e di un volano economico, pur deficitario, che controllava giornali e che non doveva essere disturbato nella sua azione, indifferente alla redditivtà d'impresa, di "supporto" all'economia delle zone più povere, dove era rispettato e tutelato come l'ILVA a Taranto, dove sindacati e maestranze hanno manifestato contro il Tribunale locale.
martedì 12 maggio 2015
La politica dell'annuncio.
Oggi, il pampa-Papa ha affermato che dio giudicherà i potenti della terra e chiederà loro conto del loro operare in maniera specifica: hanno provveduto a dare a ciascuno cibo a sufficienza? Hanno salvaguardato l'ecosistema per tutti?, A parte il fatto che non tutto in natura è bello e buono, tanto che, inieme ai rimedi e ai lenimenti, la natura ci riserva i veleni e la catena alimentare si dipana, a digradare, dai più feroci predatori carnivori, ai miti agnelli sacrificandi che si nutrono di vegetali. Anche in ambiente ittico, la natura non cambia. La riproduzione non è una poesia d'amore profumata, ma un istinto ormonale, che induce al piacere come i sapori al gusto, durante la giovinezza e la vita degli animali, compreso l'animale uomo, che perpetua il ciclo biologico, la cui funzione si regge su un equilibrio sostanzialmente alimentare, fino alle coltivazioni intensive, agli organismi geneticamnete modificati ed ai lager per gli animali da macello, programmati dalla nascita allo squartamento ed insaccamento, per noi umani razionali. Chiederà conto solo d'ora in avanti? Chiederà conto solo ai governanti del turbo-capitalismo? Dio è con noi, sembra dire ai poveri, certamente è con lui, come diversamente è stato con tanti, anzi con tutti i suoi predecessori, tranne qualcuno delle cui gesta si è poi chiesto, quando non serviva più, perdono, senza realizzare nemmeno l'unanimità del collegio dei feudatari della Chiesa, compendiati ma non ridimensionati dall'autocrazia papale. La politica dell'annuncio si ampia e si dipana in competizione con i poteri temporali. Oggi è comparsa una lunga intervista a Matteo Renzi, nella quale l'esternatore gonorroico effonde il tutto e il suo contrario in un'affabulazione che, di passo in passo, mostra la corda, che lui cerca di nascondere nella confusione. E' categorico solo sul coronamento della sua missione: la primavera del 2018. Una legislatura completa. E' questo il lasso di tempo necessario a ridisegnare l'apparato legale e istituzionale italiano secondo i voleri dei poteri forti, ampiamente rappresentati, anche da Italiani, ai vertici delle burocrazie sovranazionali europee: sovranazionali per tutti, tranne che per la Germania e per la Gran Bretagna, per diverse riservatezze. La libertà formale e sostanziale è intonsa, ma la fatica del vivere in un contesto senza rappresentanza si conosce nelle ridotte del lavoro destrutturato e sempre meno pagato, dinamicizzato, per le imprese superstiti, dai licenziamenti, mentre gran parte dell'ossatura economica nazionale o ha chiuso od è passata di mano..in mani straniere che, subito dopo aver rilevato le aziende, fra il giubilo delle maestranze, propongono, anzi impongono sanguinosi piani di ristrutturazione al ribasso, nei quali il lavoro è una variabile occasionale delle vendite. Perché tutto questo sia definitivamente consolidato e si possano schiudere le porte della Città proibita a Matteo Renzie, è necessario che lui arrivi indisturbato al 2018.
A chi serve la competizione e la guerra.
La guerra serve a chi fabbrica le armi, cioè, intendeva dire il pampa-Papa, nella versione anticapitalistica e guevarista del Vangelo, al capitale senza confini e senza creanza che imperversa per il mondo. In questo, la pensa come Putin, di cui fu alleato all'epoca della crisi siriana, quando sembrava che il pavido Obama stesse per cedere alle richieste dei guerrafondai. Il Papa lo ha detto, a mo' di catechesi ai bambini di un'associazione per la pace che era venuta in visita da lui, ha scoperto l'accqua calda ma ha avuto la franchezza di affermarlo. Il comunismo è stato sconfitto, ma la bulimia bellica non ha conosciuto crisi, perché ha dovuto accompagnare, correggere e sedare ogni disallineamento dal verbo unico. Anche la Russia è uscita dalla sua crisi di sistema riscoprendo la sua vocazione di grande potenza e riarmandosi massicciamente. Putin certamente rimpiange le terre irredente ai suoi confini, speso afferma che in due giorni le rioccuperebbe, ma intanto riarma la grande madre Russia, ne celebra i fasti sovietici e, meritoriamente, anti nazisti, in competizione con l'altra grande democrazia, ma mercantile, degli Stati Uniti. Oggi, il lucro dei mercanti d'armi si focalizza sull'occidente, sulle sue trame, sui conflitti locali che provoca o che sponsorizza, sulle massicce forniture ai Governi militari alleati, sul rifornimento ai combattenti sul campo, mentre gli estrattori di petrolio continuano a lavorare, riparati da truppe fedeli, al business. I contractors sono presenti in ogni area del mondo dove sia in corso una guerra; le truppe ucraine arancioni sono rifornite di armi che non sanno usare, mentre i Russi sfoderano la loro riassestata industria bellica, in maniera regionalmente soverchiante. Israele continua a modificare le armi che acquista dagli Stati Uniti, dalla Francia e da altri Governi, tramite intermediari, con le quali annichilisce gli eserciti delle potenze arabe o compie veri e propri crimini di guerra contro le popolazioni palestinesi, ghettizzate a Gaza, che hanno il torto, non solo di proteggere Hamas, ma anche di eleggerla al Governo di un'entità palestinese che nel piccolo alveare rivierasco, ma interdetto a qualsiasi traffico, organizza la sua resistenza politica ma anche militare, attraverso un rifornimento di armi che qualcuno o qualcosa dovrà pur pagare, come l'imponente apparato bellico di israele. All'Expo di Milano, il padiglione israeliano celebra il popolo che ha coltivato il deserto, proponendo un paragone implicito con i palestinesi che non ci hanno mai provato. A parte il costume popolare dei nativi della Palestina, che non li stimolava a rigogliose "invenzioni" per attrezzare un apparato civile e militare di tipo parlamentar-capitalistico, i Palestinesi non hanno mai avuto i soldi per provarci e dubito che le risorse economiche siano state create in loco dagli Israeliani con i kibbutz. Fra scoppi e crepitii, orfani e mutilati, il lucro si alimenta del sangue, come, in ambito civile, del sudore e del debito.
lunedì 11 maggio 2015
Guerre, migrazioni, e blocchi continentali.
Una nave turca è stata attaccata a lungo da mezzi navali e da aerei del Governo ufficiale di Libia. Andava a rifornire i combattenti islamisti, la cui fede e furia, vengono strumentalizzate dai Turchi in una lotta di egemonia contro l'Egitto, che aspira a controllare la Libia del post Gheddafi. Il mini Governo libico rappresenta solo una delle tre fette del grande ma poco popolato Paese petrolifero, conteso dalle compagnie di estrazione , quindi anche dagli Stati Uniti, che però, ufficialmente, se ne tengono alla larga e delegano agli Egiziani del dopo colpo di Stato, la rappresentanza dei loro interessi, al posto dello storico alleato turco, incline al confessionalismo, alla dittatura personale e, probabilmente, alleato di sponda di qualche potenziucola europea. Come non pensare alla Germania, stante gli storici rapporti? Comunque sia, il terzo comandante del cargo di dissimulato rifornimento ci ha rimesso la pelle e ci sono altri feriti a bordo. La reazione contro un mercantile ( gravido di che cosa? ) è stata violenta e senza tregua, anche punitiva, perchè i bombardamenti si sono prolungati anche in mare aperto, senza reticenze o riguardi, come si fa con un nemico chiaro e temuto. In queste condizioni, ce la vedo poco l'Italia a capo di una missione militare, navale o di terra. A parte il fatto che le altre potenze europee non ci delegherebbero la guida delle loro truppe e con esse la rappresentanza dei loro interessi, nazionalistici e difformi dai nostri, ma, soprattutto, non credo che saremmo in grado di opporci a eserciti molto meglio organizzati e prevedibilmente decisi, anche alla luce delle recenti parole del Papa sui costumi ottomani. L'Italia diplomatica si barcamena come la Grecia di Tsipras in materia finanziaria, mentre la connessione di lacere trame rende caotico ed ininterpretabile il tessuto di una unione che più disunita non si può. In conseguenza di quanto accade, le migrazioni non potranno cessare, né rallentare. All'ingiunzione di un tecnocrate di Bruxelles, autorevole e temuto, ha fatto seguito una serie di sberleffi mai verificatisi quando a pagare il fio della vicinanza costiera sembrava destinata la sola Italia: severi finanziariamente, unitari nei conti, ma la feccia allo sbaraglio ve la tenete voi. In questo senso siamo più antiunitari di Beppe Grilo e di Farage.
Dio li fa e poi li accompagna.
Se si frequentano, vuol dire che sono fatti della stessa pasta. La recente affermazione di Raul castro a proposito del cattolicesimo di ritorno ( in realtà non se ne era mai andato ) nell'america ispanica è sintomatico di un piano comune di resistenza e di espansione all'influenza dirompente del capitalismo, al totalitarismo di quel mondo unipolare a cui si è rifiutato anche Vladimir Putin. La Chiesa rischia di diventare una chiesetta, aveva detto al collegio cardinalizio Papa Bergoglio, che, certo dell'infedeltà dei ricchi, ha improvvisamente deviato verso le masse povere del sub mondo. Le persone che compongono questo oceano di miseria non rivestono, individualmente, nessuna rilevanza; il loro stato sì. Come già la religione comunista era stata insinuata nelle aspirazioni irrazionali di tanti poveri diavoli, così la rivincita populista cattolico-evangelica, cavalca il sentimento di plebi prive di tutto, ma sensibili al calore di un'attenzione, soprattutto se vestita di bianco e profetante un'altra vita di letizia e soddisfazioni spirituali, quell'ottimismo del vivere a cui loro non potranno mai aspirare. Il gesuita Bergoglio è un figlio di buona donna e, allegramente, inclina la barca di Pietro verso litorali post coloniali, ben avvertendo che un neo colonialismo unipolare "che crea continue discrasie e crisi in ogni parte del mondo" ( Vladimir Putin ) sarà l'avversari incontrastato dei poveri di tutto il mondo. Ma lui e solo lui, il successore di Pietro, può assumerne la rappresentanza verbale. Probabilmente, Raul Castro glielo voleva riconoscere e esprimeva la sua preferenza per una Chiesa latino-americana che tenesse in rispetto i nord americani, nei confronti di una nuova invasione che rimuovesse dalle coscienze e dal costume, con i sistemi caleidoscopici che conosciamo, quel senso mediato di "solidarietà o, nella fattispecie, di socialità che era stata alimentata, nella pigrizia e nella sensualità del caribe, per tutti i decenni successivi ad una rivoluzione militarmente formidabile, ma della quale Raul aveva solo sentito parlare. Mi pare che abbia affermato di avere studiato anche lui dal Gesuiti e che questo lo apparenterebbe a Bergoglio. E' probabile che il "gesuitismo", tutto politico, che cioè non crede in nulla e che per nulla ha combattuto, limitandosi agli studi collegiali, abbia trovato una chiave interpretativa, nella quale i poveri saranno, come a loro compete, solo strumenti, dolci e paciosi se tutto andrà bene, dispersi ed uccisi se dovessero sorgere delle probabili complicazioni. In quest'ultimo caso, le celebrazioni non mancheranno.
Espressioni geografiche.
Nonostante la particolarità dei capoluoghi del Trentino e dell'Alto Adige,, l'affluenza è calata anchi lì di un 6%. Il PD ha vinto al primo turno a Trento, dove la componente democristiana ha certamente avuto una assoluta preminenza e, forte del 41%, vincerà al ballottaggio a Bolzano. Aanno votato gli Austriaci che novantasette anni fa si ritrovarrono sotto l'Italia? Il terremoto c'è stato solo nel centra-destra italofono, dove la Lega ha sopravanzato di tre volte Forza Italia, ridottasi al 5%. Gli Italiani aspirano ad un particolarismo nell'ambito dello Statuto speciale. In Alto Adige, l'exploit ( quasi il 7% ) è toccato ai fascisti di casa Pound ( siamo sempre nell'ambito dell'elettorato italiano ). Insomma, fatta salva la tradizione governativa di due regioni in una, ad alto reddito e problemi quasi inesistenti, le componenti italiane hanno riesumato ( ma ci sono sempre stati, sotto pelle ) i caratteri che contraddistinsero l'artificiale ed occasionale annessione del Sud Tirolo, che, con l'Italia si è sempre ben guardato dall'integrarsi. Agli autoctoni, antropologicamente parlando, non importa null'altro che il mantenimento della extraterritorialità fiscale dall'Italia, mentre i mal sopportati Italiani cercano identità nei rigurgiti fascisti più vitalistici ed estremi o in un leghismo meridionale, rispetto ad un algido e distante austriacante. Di fronte a evidenze così stridenti del poliedrico italianismo, lungo ma ridotto territorialmente e soggetto a tutte le incongruenze culturali, economiche e di costume, suonano per quello che sono, cioè pura retorica, le parole al vento delle istituzioni statali, pur pronunciate con tale sicumera e gravità da sembrare "mitologicamente vere".
domenica 10 maggio 2015
Il feticcio del potere.
Silvio Berlusconi, a ottant'anni suonati, è tornato sul palcoscenico di un movimento che non si ispira a lui, per rilanciare un progetto politico di destra moderata, fiscalmente e giudiziariamente blanda. Oltre che dal fisco, Berlusconi dovrebbe guardarsi dai divorzi o almeno da quello consumato sull'abbrivio dei soldi della prima moglie, con una bellona dello spettacolo, che, invece, ha saputo egregiamente approfittarsi di lui, oltre la sua vita stessa. Ormai, anche se condannato, potrà tornare settimanalmente, ad occuparsi dei suoi coetanei, dato che la carcerazione, per raggiunti limiti di età, gli è interdetta. Dovrebbe pensare a vendere proficuamente, per i suoi numerosi eredi, le sue proprietà, dato che, nel settore delle comunicazioni, i suoi rampolli, senza che partecipino all'agone politico, potrebbero sempre trovarsi in difficoltà, sempre che i nuovi avversari siano meno schifiltosi nell'accettare le loro profferte o che le riserve all'estero siano sufficienti a mantenere adeguatamente due generazioni. Oltre, realisticamente, non è dato prevedere, programmare o preoccuparsi. Ciò non di meno, forse per passarsi il tempo, un gonfio conferenziere, abbastanza simile all'ultimo Breznev, ma meno rincoglionito, si esibisce ancora in inteventi nei quali, sul nostalgico ricordo dei suoi trascorsi con George W. Bush, evoca una ridenominata formazione politica che potrebbe chiamarsi "repubblicana", in completa ignoranza o rimozione volutamente superficiale, di ciò che è stato il Partito Repubblicano Italiano, non certo un partito di massa, fra l'altro. Ugo La Malfa si sarà rivoltato nella tomba. Ma l'ignoranza è un ottimo viatico per il successo, perché è ampiamente condivisa e la propaganda richiama le pubbliche esperienze dell'attualità, le sue immagini commerciali. Nessun cenno, in quest'ultima occasione, alla sua vicinanza a Vladimir Putin, recentemente di nuovo padre, del secondo frutto del suo amore con una giovane donna, che gli ha consentito di replicare un'altra vita, dopo il grigiore dei servizi segreti. Con Putin, si dice, andava a puttane, sia a Mosca, sia in Sardegna; si è solo pubblicamente doluto che la diplomazia occidentale abbia voluto isolare la Russia, rimanendone invece isolata. Non sanno cosa si perdono. Dopo un'affaticata perorazione per un nuovo federato centro-destra, è inciampato per eccesso di sicurezza ostantativa e si è avvoltolato in un'ellisse circolare, uscendone, anche in questo caso, per sua fortuna, incolume. Si accontenti.
Involuzioni.
Raul Castro ha trovato in Jorge Bergoglio il suo "Che". Forse, in articulo mortis, ridiventerà cattolico. Tutto pur di evitare un nuovo colonialismo che gli americani potrebbero in sincrono ammortizzare con l'intervento del sinistro gesuita. Almeno per un po' di tempo. D'altra parte, i residui contingenti di un mondo finito, usciranno di scena, più prima che poi, ma i popoli, le nazioni e gli Stati continueranno a crogiolarsi nei miti e ad arrabattrasi nelle necessità, secondo l'assurdità della vita, alla quale assurde religioni (a)e temporali continueranno a conferire un senso riduttivo e ad indicare un nemico da cui guardarsi, con maggiore o più blanda attenzione, a salvaguardia di sfuggenti dinamiche di potere. Perché, in una cameretta a piano terra, nelle stanze pesantemente barocche di un Palazzo governativo coloniale, o nei saloni dell'appartamento papale, ora deserto, il potere alligna e si conserverà anche dopo la morte degli attuali inquilini e anche di quelli futuri. Anche Ernesto Che ( espressione di amicizia e notorietà popolare, in america latina e in Argentina segnatamente ) Guevara era argentino; a differenza di Bergoglio veniva dalla ricca borghesia, era un medico e un hidalgo, un poeta e sognatore ( tanto che fu venduto da quegli stessi campesinos che credeva di rappresentare ) ed ha vissuto una vita furente e fisica, piena di accadimenti e che "volle" lasciare Cuba, in quanto straniero e perché due galli in un solo pollaio non possono che venire a confronto. Ora, il pampa-Papa ha mediato fra un Presidente statunitense nero e un burocrate ereditario che non combatté durante la rivoluzione, ma che ha sempre vissuto all'ombra del potere del fratello, fin sulla soglia dei settant'anni. Da un tipo così non ci si può aspettare altro che ritorni cattolico. Fra due anni Obama sarà fuori dai giochi politici ( improbabile una candidature della sua signora ) e Bergoglio ha detto di avvertire come breve il suo pontificato. Anche Raul Castro, un vecchietto tignoso, sente non lontana la fine e vuole uscire di scena a braccetto. Poi, gli eventi storici dei quali non è stato protagonista, non lo coinvolgeranno più.
sabato 9 maggio 2015
Priapismi stentati.
Dice il grave Mattarella: più integrazione, meno austerità. Tutti insieme allegramente, dunque. Ma chi è già allegro e sicuro delle sue sostanze non trova divertenti i pezzentelli che la buttano sulla simpatia e "noi che siamo europeisti" non avevamo bene in mente che cosa potesse significare vedersela ad armi impari e con un gravame di corruzione e frivolezze, con l'entità egemone del continente. Solo Putin lo ha capito e ne ha preso atto. Bimbo in valigia a Ceuta, "enclave" spagnola in territorio marocchino, attraverso la quale frotte di migranti cercano si raggiungere l'europa, valendosi in essa di una rete clandestina. Si sospetta, a ragione, che dietro il tentativo di ricongiungimento ci sia un traffico di minori. Nella disperazione albergano tutti i sentimenti, soprattutto quelli infondati e quelli criminali. Berlusconi: "uniti, possiamo battere la sinistra". E chi se ne frega - verrebbe da dire - e poi, quale sinistra? Quella sedicente? Non so se ancora a qualcuno interessi consolidare ( ma sarà proprio cosi? ) i propri presunti interessi conservativi, investendo del governo una sedicente camorrilla di interessi professionali. I capitali importanti sono già in Asia e il compito di quella che fu la destra, li svolge meglio la sinistra europeista. Quindi, è inutile rischiare le ossa in rovinose cadute, sucitando anche il risolino delle supporters in sala. Le abolite Province, da Giugno non pagheranno più gli stipendi, denuncia la CGIL. Mi sembra ovvio, con quali soldi, se non ci sono più? D'altra parte è l'unica possibilità concreta di liberare i locali. Capisco che le elezioni si allontanano e che i posti di sotto governo si sono rarefatti, ma di tutto questo che cosa importa alla CGIL? Sempre più giovani, fino ai trentacinque anni, chiedono l'allungamento e l'ingrossamento chirurgico del pene. La competizione in piscina e in palestra e nel coagulo del gineceo comune o ambientale, li spingono ad un'autoreferenziale competizione, costosa e di scarsi effetti. Sono gli obiettivi dei nostri giorni, le giostre dei budget, i risultati economici che premiano chi li incentiva. Chissà che pene hanno costoro e seppur tutti ce l'abbiano.
Celebrazioni all'incanto e celebrazioni di rivincita.
Anche a Mosca, come il 25 Aprile da noi, si è tenuta al commemorazione della vittoria sui nazisti, settant'anni fa. Nel nostro caso, si è trattato della rievocazione della lotta partigiana, che conosce, da parte neo-fascista, una dialettica verbale alla pari, dopo il loro sdoganamento,a cui è seguita una lunga storia revisionista a ritroso. I Russi hanno celebrato l'evento sulla Piazza Rossa, che non ha ancora cambiato la sua denominazione, in una bella giornata di sole. Sul palco del mausoleo prospiciente, c'era Putin e la nomenklatura dell'esercito. Mancava l'iconografia sovietica e i drappi rossi. Il Capo di Stato maggiore delle forze armate è uscito dal solito androne e ha pronucniato, con voce stentorea, poche e circostanziate parole, scandendole lungo le nemerose tappe del suo percorso. L'aspetto evidente della parata era nazionalistico: morta l'Unione Sovietica, i Russi continuano a celebrare la loro sanguinosissima guerra contro l'occupante nazista e la loro successiva espansione verso l'ovest del continente, che determinò il disegno dei confini di reciproca influenza, fra l'impero comunista e quello mercantile. Sulla torre del Cremlino non campeggia più la stella rossa, ma i Cinesi e i Cubani erano presenti, i governanti dell'Occidente erano tutti assenti, in un gioco di scuderia, miope e contingente. La guerra dei Russi fu condotta con uno spirito di sacrificio e di eroismo che hanno poche testimonianze nella storia. Al netto delle costruzioni ufficiali e della propaganda, il popolo russo si perse effettivamente in una lotta irriducibile che lo portò alla vittoria militare, ma lo privò di trenta milioni di connazionali. Quanti ne aveva ucciso Stalin per "liberare" le terre dal canservatorame contadino, che spesso si limitava al non voler conferire le merci prodotte al Kolkoz, come usava conferirle al padrone feudale in altri tempi e circostanze. Sulla spianata delle manifestazioni, i veterani superstiti sfoggiavano, sulle loro giacchette sovietiche di pessimo taglio, i medaglieri che erano stati loro attribuiti: molte di quelle medaglie recavano in effigie la falce e il martello. Putin ha voluto sottolineare che i dati storici non si contraffanno e che le sanzioni non fermeranno il ritorno sulla scena mondiale della Russia. Intanto, nelle zone di confine con l'Ucarina, le battaglie di cui non si parla più, imperversano e causano morti e mutilati. Ne sanno ancora qualcosa le donne emigrate in Italia e altrove a fare le badanti o le domestiche, che vengono spesso raggiunte dalle notizie dei caduti fra le fila delle loro disperse famiglie o di atroci mutilazioni agli arti, che rendono ancora più disperata la lotta per la sopravvivenza o il lento trascinarsi verso una ormai agognata fine, con il dolore di lasciare in vita, menomati, tanti fra i propri cari. Intanto, nella parte occidentale del globo, continua l'adeguamento istituzionale ad una nuova società delle diseguaglianze che fornirà, all'occorrenza, nuova mano d'opera e nuova carne da macello, a chi e per chi deterrà il portafoglio rappresentativo delle nazioni. Ma Mosca si è celebrato il 1° Maggio?
venerdì 8 maggio 2015
Facoltà di scelta.
I Conservatori, già al Governo, stravincono nelle elezioni di giovedì, tenutesi in Gran Bretagna. Tutti i leader sconfitti si sono subito dimessi. I nazionalsti scozzesi hanno ottenuto un parziale, ma significativo successo. Le elezioni di metà settimana hanno ridotto significativamente il numero dei partecipanti: si tratta per altro di un consolidato e snobistico costume inglese, a marcare l'ordinarietà del gesto, dopo il quale solo il Parlamento avrà la facoltà di interpretare le esigenze rappresentate e di legiferare in merito. Sempre che il Primo ministro non intraveda la possibilità di migliorare il suo successo ed indica nuove elezioni, che spesso si risolvono con la vittoria degli avversari. Questa volta, Cameron ha portato a termine il quinquennio. Era dato ii sostanziale stallo con il Partito laburista e, invece, ha vinto nettamente, o meglio con la metà più uno dei parlamentari, margine di sicurezza in un sistema come quello britannico, tanto è vero che ha annunciato di voler governare da solo. Spariscono o quasi i liberali, piccolo nucleo storico della società inglese: i "liberali", in queste contingenze, sono diventati conservatori, come in Italia sposarono ad un certo punto, l'ideologia e il partito neofascista, sostituendo i propri rappresentanti con i loro. Gli xenofobi ed antieuropeisti hanno ottenuto un buon risultato percentuale, ma il sistema ha negato il seggio anche a Farage, alleato di Beppe Grillo a Bruxelles. Pur mantenendo il secondo posto nel Parlamento, i laburisti hanno perso oltre venti seggi ed il loro segretario dimissionario sta per venir sostituito da suo fratello. Il familismo, in politica si conferma anche in Gran Bretagna. Se l'Europa ha stimolato dovunque la rinascita dei particolarismi, nel Regno Unito lo sta facendo con particolare virulenza e sono già alle viste ampie concessioni agli Scozzesi, dopo queste elezioni. Ma, soprattutto, la ex liberale Inghilterra. oggi conservatrice, si appresta, l'anno venturo, a pronunciarsi con un referendum sulla permanenza o sull'uscita nella o dalla Unione europea, verso la quale ha vincoli molto labili, ma dalla quale, anche ai vertici del Governo, sono robusti gli scetticismi ed è chiara la volontà di far scegliere il popolo. Pur con drammatiche sperequazioni di reddito, l'Inghilterra se lo può permettere; nessuno si azzarda a minacciarla, nessuno ha la presunzione di poterne condizionare la politica. E' questa la differenza fra il nostro "stato di necessità" e la libertà di scelta le cui eventuali conseguenze, sono già scontate da sempre dai sudditi di Sua Maestà.
L'ordine che regna ad Orune.
Si ragionava, nei giorni scorsi, della violenza d'importazione, sulle ali della finanza e della volatilità dei contenuti, quando oggi, una notizia, proveniente da Orune, in provincia di Nuoro, ci ha raggiunto con il carattere, da un lato del bullismo degenerato dei cortili popolari, da sempre in uso ad ogni latitudine ed alle nostre in particolare e dall'altro con il crisma della degenerazione omicida, dei suburbi americani armati. Un ragazzo che aveva difeso, da solo, la sua ragazza dagli apprezzamenti competitivi di un gruppo di bifolchi, è stato ucciso questa mattina, alla fermata dell'autobus, da un ignoto assassino, sceso da un auto, che gli ha esploso in faccia due colpi di carabina e canne corte, che gliela hanno spappolata. Del giovane si conosceva l'alterco recente con la mini banda, ma si vociferava di malanimi ambientali, maturati nelle viuzze di Orune. Le modalità dell'omicidio farebbero propendere per questa seconda ed indeterminata tesi, secondo la quale, all'incongruità di questo diciassettenne si è potuto pensare di "sopperire" con un omicidio, nello stile della Chicago degli anni '20, in uno scenario di bassa vegetazione mediterranea. Che in un paesino di quelle dimensioni le tensioni fra i residenti possano passare sotto l'omertà ambientale e la pigrizia investigativa della locale stazione dei Carabinieri è già di per sé un grave vulnus alla serena convivenza che, quando manca, dovrebbe essere assicurata anche attraverso i rigori educativi della legge, ma che si addivenga, senza scalfire il silenzio complice, ad un omicidio così efferato ( termine abusato, ma in questo caso idoneo ) getta nello sconforto, perché lacera, ma poi richiude subito, la paratia di accondiscenza verso ogni prepotenza che si appoggi sulla familiarità e la solidarietà conformistica, giungendo a riservare la morte anche a un ragazzo che dava prova di dissentire. Ebbene, io sono convinto che le indagini non saranno radicali e non recideranno il male, ma lo nasconderanno sotto le foglie e riserveranno alla crudeltà degli assassini le attenuenti della "pazzia" e della parziale capacità d'intendere e di volere. Mentre è vero il contrario.
giovedì 7 maggio 2015
Utilità marginali.
Il ministro Alfano vuole far lavorare i migranti appena approdati sulle coste siciliane, di modo che non si annoino e possano pagarci le spese di soccorso. Dopo essere stati taglieggiati in patria troveranno gli esattori all'arrivo nell'Eden promesso. Immagino che si tratterà di lavori gratificanti: raccogliere il pattume per le strade, dar la caccia ai randagi come loro, svolgere, una volta ripuliti, qualche lavoretto domestico in casa del prefetto o del Questore. E' già successo che detenuti poco pericolosi facessero i camerieri, in occasione di intrattenimenti del direttore del loro carcere; la stessa cosa avveniva da parte di ausiliari burocratici e privati, Potrebbero dare una mano - deve aver pensato il ministro Alfano - nella raccolta dei pomodori a Villa Literno: abbasserebbero i costi complessivi. Si può sempre essere l'utilità marginale di qualcun'altro. Se l'europa che conta se ne lava le mani, non ci resta che metterli a contributo, cosicché i nostri cittadini trovino utile la loro presenza e riscoprano la pietà italica, li trovino addirittura simpatici. Ci mancherebbe che si incazzassero, dopo essere voluti venire fino a noi: scoprirebbero il gioco e l'assurda speranza di rilassarsi e girarsi i pollici. Che non venisse poi in mente ai candidi europei del nord di poterceli lasciare, dato che fra fannulloni siamo destinati ad intenderci; è proprio perché siamo sedimentari sul patrio suolo che abbiamo bisogno dei bisognosi per farli lavorare per noi e assicurarci una presunzione di status. Capiranno così, se non altro, che il paradiso terrestre non esiste o meglio che non è per loro, da nessuna parte.
mercoledì 6 maggio 2015
Pirlate.
Le sentenze della Corte costituzionale sono "interpretabili". Così, a proposito del rimborso indicizzato ai pensionati che percepsicono oltre 1.400 euro al mese. Non oltre i 3.000 euro "lordi", cioè circa 1.650 euro al mese. Queste sono le controriforme interpretative di cui è capace l'Italia. "Non tutti potranno pagarsi il ricorso per il rimborso, quindi meglio non darlo a nessuno" chiosava una delle botticelliane ministre, sottosegretarie, portavoci dell'entourage di Renzie. La nostra sentenza vale "erga omnes", non richiede ricorso e va solo applicata, ribatteva poco fa la Corte costituzionale. La solita Italia che ci prova, ai massimi ( che pena! ) livelli come ai minimi, passando per i mediocri. Se non è democrazia questa..Il grave Mattarella, rotaryano di sinistra, ha firmato, senza battere ciglio, l'Italicum: il padre del primo compromesso elettorale post proporzionale, che pure anche lui aveva richiamato come l'unico conforme alla Costituzione, nella sua veste di giudice della Consulta, si è adeguato e rilassato, in un ecosistema artificialmente condizionato. Pippo Civati se ne va dal P.D. verso il Gruppo misto " che non sarà mai misto come il P.D.": gli ex comunisti, che non saprebbero dove andare e Rosy Bindi, obiettano che "le battaglie si combattono nel partito". Costoro sono i "laudatores temporis acti", ma la loro prospettiva politica non c'è più. In Inghilterra e in Spagna si brinda al boom dei posti di lavoro, ma il malcontento popolare è diffuso: sono tutti posti precari e poco pagati, mentre i tagli allo Stato sociale che rimane sono sempre più impietosi. Il pampa-Papa delegherà, per il Giubileo, un certo numero di suoi emissari-confessori per sollecitare il pentimento di donne che hanno abortito e di medici e infermieri che li hanno "assecondati". E' una controriforma che specula sul senso di colpa di persone che hanno certamente superato il problema concreto che le aveva indotte all'aborto, mentre per i medici si vagheggia una "conversione" che fa ridere, quando non è opportunistica. Come se non bastasse, un porporato che certamente non parlava e non veniva intervistato a titolo personale, sottolineava come Bergoglio non avesse abrogato il "peccato" in questione. I movimenti "pro life", negli Stati Uniti minacciano incursioni all'islamica nel convitto di Santa Marta dove il pampa-Papa si serve delle macchinette per bere una Coca Cola o per farsi un caffé da solo ed intrattenersi in partite di scopone o con battute ironiche alle impettite guardie svizzere, del Cantone dei Grigioni. E' certamente questa sua levità che lo rende così accondiscendente con le donne che rifiutano la maternità quando non vogliono o non possono permettersela o che si liberano, prima che diventino un problema, dei frutti menomati dei loro amplessi. Pena la scomunica. Ma da chi e da che cosa? E' giurisdizione canonica quella dei Papi o dei Vescovi o dei semplici sacerdoti, secondo l'importanza che rivestivano nell'antica civiltà feudale i padroni delle anime, che si consumavano nei campi. Credo che analoghi "provvedimenti", se non opportunamente evitati attraverso il nascondimento, siano propri delle cumunità rurali o montanare del Pakistan e di altre civiltà arcaiche, dove la coesione sociale viene mantenuta con il pregiudizio e la superstizione. E' il mondo arcaico legato alla terra, alla rendita fondiaria ed alle braccia necessarie alle coltivazioni per i padroni, che albergano nelle nevrosi di qualche anima rimasta condizionata da questi archetipi e il mondo globalizzato e dinamico. La religione cattolica è la cifra della mentalità controriformistica delle società che ha impregnato e la base assolutistica di quelle comunità reazionarie. Confusione, ignoranza ed emotività si coagulano attestandosi nell’area centrale del campo politico dove vigono i principi cari alle maggioranze silenziose (Legge e Ordine), su cui innestare il soggetto acchiappatutto denominato Partito della Nazione. A Milano, un certo Mattia, che ha partecipato ai disordini anti Expo, ha prima rivendicato quanto messo in atto e poi, intervistao dalla televisione, si è pentito e si è fatto umiliare a beneficio di coloro che idee in merito ai problemi non ne hanno o se ne fregano, attenti solo al loro tornaconto, ai quali ha fornito tutte e due le retoriche del loro repertorio: lo sdegno e la "giusta" punizione che devono "redimere" il reo prima che possa essere perdonato. Qualche idea il "pirla" Mattia - come lo ha definito suo padre - le ha; i suoi censori televisivi, nella veste degli intervistatori e degli spettatori, no. Quel "pirla" ha fatto tutto da solo.
lunedì 4 maggio 2015
Gravità preconcetta.
Italicum, dimmi sei tu italicum? Non c'è dubbio, dovendo fare i compiti a casa, Renzuccio riesce ad imporre soluzioni che mai nessun presunto statista era mai riuscito ad ottenere. Si tratterà di vedere, alla prova dei fatti, in che cosa consisteranno, calati nella prassi quotidiana. Certamente, siamo passati da una paralisi mediatoria, sul piano formale, ad un decisionismo eterodiretto, ma nel quale la facoltà di prendere decisioni istantanee, da parte del partito o della coalizione vincenti è possibile. Anche prima si prendevano decisioni soppesate e non manifeste e il teatro del governo e dell'opposizione consentiva di reggere "parallelamente" il timone. Dubito che questo tipo di mentalità possa essere superato; vedremo come si svilupperà. La rimodulazione della Costituzione procede a lacerazioni continue, tanto che la tela da cui è intessuta, è sbrindellata e preda delle sperimentazioni di ogni sorta di apprendista. Per fortuna, il vincolo europeo impedisce regressioni politiche autoritarie, ma non impedisce tutte le altre regressioni, da quelle economiche a quelle civili e del costume. C'è un bel negare che il vandalismo di piazza che sta soppiantando il confronto pubblico, sia estraneo ad un imbarbarimento dei ceti periferici: oggi, a Ravenna, gruppi di ragazzi si davano alle risse stradali ed al danneggiamento dei beni esposti; in un paesino del veneto, la moda di colpire inopinatamente i passanti con dei pugni, veniva esercitata contro le nonnine del luogo da gruppetti di dodicenni, tredicenni e quattordicenni. Non è molto che si lanciavano massi dai cavalcavia. Domani tocca agli insegnati e agli studenti: speriamo che non ci sia Renzi in giro, altrimenti le manganellate fioccheranno. Ci fosse solo il ministro dell'istruzione, lo si lascerebbe sommergere da insulti, per competenza. E' il vincolo imitativo europeo che ci tiene nei margini dell'uso importato; se così non fosse, in ambito esclusivamente nazionalistico, i fenomeni storici più beceri avrebbero assunto un peso molto più accentuato e misero. Eppure, il vincolo europeo non è vissuto come un impegno virtuoso, ma come un laccio dal quale chi può continua a sciogliersi, aggravando la condizione di tutti gli altri, in misura differenziata. Le attività economiche, ultimamente anche quelle commerciali, si stanno rarefacendo, la crisi provoca ridimensionamenti e chiusure incessanti e, per i consumi popolari, la grande distribuzione sta soppiantando il negozio privato. In questo senso l'Italia cambia e la mutazione di cui sbraita Renzi è soltanto l'deguamento maldestro delle leggi all'imperante omogeneizzazione regoalmentare dei comportamenti, con tutti i rifiuti e gli scarti che in questa dinamica oppressiva sono impliciti.
domenica 3 maggio 2015
L'amoralità dei giusti.
La retorica giornalistica, in queste ore, è uniforme. Pagine e pagine - costosissime in termini di modulo pubblicitario - sono sacrificate all'unanime coscienziosità del popolo italiano, di cui quello milanese si erge a rappresentante. Tuuti a pulire le strade, eminenti voci fuori contesto celebrano la ferita della loro anima, emblema capace di espressione dell'infelicità apportata dai vandali del Primo Maggio, quando la Festa del Lavoro si è trasformata,a tutti gli effetti, nella celebrazione della fiera culinaria mondiale. Invece, del popolo italiano e segnatamente di quello milanese fanno parte anche i giovani travisati che hanno arrecato danni materiali intorno a sé: non sono figli di papà, non portavano dei Rolex al polso, come pure mi è toccato di leggere. Venivano, in metropolitana, dalle tristi periferie milanesi e in metropolitana sono tornati a casa. Alle gazzette di regime, ha subito fatto riscontro il ministro Alfano, un uomo che dovrebbe vergognarsi di ricoprire qualsiasi carica pubblica, tanto è squallida la sua vocazione ricattatoria per mantenere un potere clientelare a qualunque costo e ,con lo stesso metodo, tenere insieme precariamente una pattuglia di carrieristi senza qualità. Ci sono a dimostrarlo, anche le carriere del fratello, laureato, con laurea breve, non so dove e cooptato ai vertici di un Ente inutile meridioanle, utile solo a lui per percepire un lauto stipendio. C'è anche la sua signora che raccatta cariche e prebende con i buoni uffici del marito, a consolidamneto di un fortino domestico che fa venire il latte alle ginocchia. Ebbene, il geco mediterraneo, il piagnone ( è così fin da bambino ), il figlio d'arte democristiana, cioè tutto tranne che un uomo "moderno", proiettato verso il futuro, con la spudoratezza che i tempi gli consentono e con il lavoro di affiancamento poliziesco che "sente" essergli stato demandato, incarica i Prefetti,dopo la cancellazione dei matrimoni gay dai registri comunali, di "impedire", senza coinvolgerlo, ogni futura manifestazione atta a turbare l'ordine così rimpianto dall'Italia delle gazzette e dei ben pensanti. Saranno così impedite in futuro anche le manifestazioni pacifiche e legittime, che, a Milano, il Primo Maggio, ha visto alcune migliaia di persone marciare contro l'Expo e denunciarne le caratteristiche esclusivamente affaristiche. Dal mezzo del corteo, sono usciti, dopo essersi mascherati i Black Bloc nostrani, che a vandalismi compiuti, si sono spogliati in strada e sono tornati a casa. In una situazione di morte civile e di manifestazioni imitative di indecifrabili blocchi politici internazionali, si appalesa una creata ad arte presenza consustanziale al tessuto delle città, se volete una parte malata del tessuto, da curare, anziché incrementare con politiche imitative, subordinate ad ordini superiori, per conto di creditori, anche a causa dei cui crediti, questi ragazzi non avranno un futuro. La speculazione politica è la cifra del nulla opportunistico e presuntuoso di un paesucolo che si dimostra, ancora una volta, amorale.
venerdì 1 maggio 2015
Società medievale, fra grandi parate e grigie periferie. Quando le contraddizioni si ritrovano in piazza.
La guerriglia milanese, certamente prevista, conferma il parallelismo con le manifestazioni violente del mondo occidentale senza più ( da noi ) un partito antagonista, casomai solo di facciata. La crosta culturale - dove ancora identificabile - può essere diversa, ma la sostanza di un mondo che si sente ed è superato e l'espressione caleidoscopica di un mondo degli affari e della ricchezza commerciale, è sempre più stridente. Queste manifestazioni non porteranno a nulla - i manifestanti lo sanno - ma attesteranno una presenza sulla scena degli esclusi. Questi ragazzi difficilmente lavoreranno, tranne che a singhiozzo e per lasciare presto una gamma di possibilità fatte di stenti; le loro qualifiche professionali e culturali sono probabilmente inesistenti, la loro organizzazione di borgata o di centro sociale ( dove però la polizia è presente, o come si dice, infiltrata ). Sono andati alla manifestazione in metropolitana e in metropolitana sono tornati a casa. Si sono travisati con i caschi integrali e si sono spogliati, sulla strada del ritorno delle tute nere, che hanno abbandonato sulla strada. A Roma dicevano che l'assassino del giuslavorista D'Antona era rientrato con il motorino in qualche cortile condomniniale. E' questa organicità con il tessuto urbano che dovrebbe preoccupare. Gli atti vandalici, coperti da assicurazione, sono identici, anzi inferiori a quelli che nelle stesse ore interessavano Batimora e pochi anni or sono Tottenham, in quel di Londra. Non dissimili erano i moti cinquecenteschi nelle città tedesche interessate dalla riforma luterana: è solo un esempio fra i tanti. Non più sofisticate erano le soldataglie e i manifestanti spiritati ( ma lo erano anche le trupep lealiste ) in quelle contrade. A un certo punto, a Milano, i contestatori hanno tirato fuori dalle bisacce dei candelotti lacrimogeni, con i quali si sono coperti la fuga. Mi sembra che sia la prima volta che accade. Qualcuno su Twitter ha chiosato: "verrà un giorno in cui qualcuno ci spiegherà chi erano i black-bloc, come fece Andreotti, nel 1990, illustrandoci chi era stata Gladio". Non so se sia un'interpretazione corretta: in parte, è possibile. Anche a Genova, dove i tumulti furono ripresi da diversi registi cinematografici, la polizia, col volto coperto di nero-fumo e in buona parte in borghese, come a Milano oggi, si intrattiene con i cappucci neri in maniera ambigua e colloquiale. Non ci sono scappati né morti, né feriti e questo è il miglior risultato della giornata. Nei video, un automobilista in calzoni corti, attraversa la strada, raggiunge le macchine in fiamme e sposta la sua, intatta fra due roghi, poche decine di metri più avanti. Quello avrei potuto essere io. In un altro film,che invece non mi è piaciuto, un poliziotto riconosce una manifestante che stava ritornando sui suoi passi: "ammanettala, ammanettala questa sozza, fermala questa troia". Era completamente isolata. No, non ci siamo, da nessuna parte.
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