domenica 14 settembre 2014
Come le foglie al vento.
La guerra asimmetrica in corso fra l'Iraq e la Siria contro l'IS, sarà d'ora in avanti, costellata di esecuzioni via internet. Ad essere sacrificati con annesso pistolotto esplicativo sulle "ragioni" della macellazione saranno gli appartenenti a quelle nazioni con qualche rapito nelle mani delle milizie barbare del califfo. Probabilmente, per queste persone era stato richiesto un riscatto: chi ha pagato ha avuta salva la vita, almeno all'inizio, chi non lo ha fatto e anzi ha accentuato la sua partecipazione alla coalizione anti islamista, ha fatto pagare agli ostaggi, attraverso l'immolazione. L'Italia, si sa, paga profumatamente, ma la decisione di fornire ai Curdi le armi affastellate nei depositi perché superate dai canoni NATO, potrebbe rinfocolare lo spirito di vendetta e potrebbe toccarci di vedere qualche connazionale decapitato. Le donne (cristiane)diverse dalle "proprie", servono, come in ogni conflitto, a lenire la solitudine dei guerrieri lontani dalle loro famiglie ( sic! ) per mesi; quelle usurate e in soprannumero vengono vendute in pubblici mercati. Molte altre, dicono le fonti dei rapitori, si sono convertite ed hanno sposato in seconde o terze nozze, i loro sequestratori. Il pampa-Papa che aveva invocato lo stop agli aggressori "ingiusti", non appena costoro avevano cominciato a perseguitare i cristiani, pur senza specificarne i mezzi, ha poi ribadito a Redipuglia che la guerra, qualsiasi guerra, è sintomo di pazzia. La constatazione manca però della diagnosi appropriata a prevenire o curare il male, a meno che non ci si attesti sul peccato originale, che non risolverebbe il busillis fino alla fine dei tempi. Tutti i Paesi dell'Unione, tranne la Germania, l'Austria, l'Olanda e la Finlandia, alla quale appartiene quel Katainen che aveva chiesto il Partenone a garanzia dei prestiti alla Grecia, vorrebbero derogare al Patto di stabilità ed è per questo che le "raccomandazioni" delle Commissioni di Bruxelles stanno per diventare obbligatorie, rivelando "l'importanza" che rivestono i due terzi dell'Unione guglielmina. L'Italia è sempre di più una foglia al vento.
P.S.
Il Sottosegretario Giro ha affermato poco fa che il Governo italiano, sovrano in quest'ambito, porterà a casa i nostri sequestrati con ogni mezzo. Pochi minuti dopo, ha dovuto correggersi, senza smentirsi. L'ISIS, prima di diventare IS, l'hanno finanziata gli americani ai quali gli inglesi si sono subito accodati, ora che la repressione si fa difficile e costosa. LItalia deve avere contezza che anche le nostre rapite ed i rapiti che verranno, possono essere adesso sacrificati, ma lo zio Sam non vuole, pretende anche che gli prestiamo mezzi e truppe per un interesse prevalentemente suo: Matteo Renzi si fa un altro cornetto di gelato: sono situazioni più grandi di lui e che, probabilmente, nelle sue more provinciali, neppure gli interessano, ma, dovrebbe saperlo: dagli amici mi guardi Iddio.
Diacronicità.
Pronto, pronto, pronto....no, non ci sono, sono impegnato/a, saranno cazzate, occupatene tu....viene il/la alle 18....sono Tal dei Tali del...oddio, chi sono?....basta erogazioni pietose, ci marciano. Tichetichetic, impettiti taccheggiano sulle formelle sconnesse, inamidati tornano sui loro passi. Sempre lo stesso percorso; poi si fermano con atteggiamento professionale per qualche operazione, durante la quale si assentano per intraprenderne, proseguirne o concluderne un'altra. In formazione binaria vanno a prendere il caffé e vanno in visita. L'assistente reca la borsa con i documenti. I commessi-viaggiatori di un mondo embrionale ma che già s'intravede, nella gestazione in corso del tutti per strada, s'incontrano nei luoghi più prossimi e nei luoghi più acconci ai commerci: hanno una base, ma ormai sono nomadi. Un crocchio vociante si annuncia alle porte: un portinaio di ventura trascolora, ha riconosciuto un'icona...anzi due. Si profonde in sussurri, ma poi si confonde; con mossa repentina, Tal dei Tali del...col suo sorrisone di rappresentanza e il piglio della guida turistica si è posto alla guida del gruppetto, mentre il portinaio telefona trafelato ai colleghi assenti, perché in missione, ovviamente. Io ho accennato ad alzarmi, come usa con chiunque, per rispondere al saluto che, uno ad uno mi rivolgevano, salvo accorgermi a cose fatte che mi era uscita la camicia dalla cinta dei pantaloni. La costernazione postuma di sono Tal dei Tali del...oddio, chi sono? mi commuoverà profondamente, anche se ai trapassanti sembra non importargliene punto. Solo il primo ha uno sguardo di imbarazzo: controllo, la bottega era chiusa. Forse gli hanno parlato di me o ha letto qualcosa di mio sui Forum, pre censura. Non avendo trovato nessuno, i passanti tornano fuori, probabilmente dopo aver fatto la fila alle ritirate, ricondotti all'uscio dall'ingiaccato portiere che, in questa circostanza, non ha nemmeno il pantalone destro rialzato. Sulla soglia, l'imprevisto incontro con una promotrice, consente ai disertori per servizio di appalesarsi nel vestibolo, utilizzato anche dai marioli del Corso per occultarvi ( nelle cassette per borse e metalli )temporaneamente, la refurtiva. I sorrisi si sprecano, il gaudio è altissimo. Ritorniamo al cenacolo, fra sbuffi di sollievo e battutine defatiganti. Sono Tal dei Tali e l'avventuroso portiere sono emotivamente scossi, affranti. Io non mi sono ancora lavato le mani. Pronto, pronto, pronto....sembra un documentario Luce in bianco e nero sul boom dei telefoni a spinotto degli anni '50.
La pretesa di non essere in guerra.
Ogni volta che qualche d'uno, annuncia di volersi coalizzare contro il califfato, l'IS decolla con un coltello gli ostaggi di nazionalità coinvolta e lo fa riferendosi proprio a questo aspetto. Uccidono quindi dei giornalisti free-lance, che cercano, con rischio, di vendere il loro reportage, ma anche dei cooperanti, di quelle Onlus che, lungi da non avere interessi materiali al loro agire, mettono a repentaglio la vita di troppi infatuati di sentimenti solidaristici con persone che non se li fumano per niente, di cristiana pietà per dei musulmani, speranzosi a volte in qualche facilitazione diretta o indiretta, da trarre dal non trasparente mondo delle iniziative benefiche. Oggi è toccato ad uno scozzese che forse avrebbe votato per la secessione dal Regno unito e che Cameron ha "dannato" a morte per aver trionfalisticamente annunciato che farà parte della missione interforze contro l'IS. Contestualmente, come le altre volte, è stato mostrato in effigie il prossimo sacrificando. Veniteci a prendere sul campo, ripetono gli islamisti in armi, non limitatevi a spianarci con le bombe. Cercano per questa via un riconoscimento internazionale che la sola pioggia di fuoco dall'alto cerca di ottundere, non possedendo i miliziani del califfo, né marina, né aviazione. Per questo uccidono teatralmente, valendosi anche della ultime battute estorte alle loro vittime, con le quali codeste attestano, come in una tragedia antica, le colpe e le cause, non del Fato ma del malvolere degli uomini, in questo caso di quelli che si credevano fratelli. Ormai, però, l'influenza "benefica" delle organizzazioni non governative, va abbandonata: non è detto che sia apprezzata oltre la contingenza del soccorso, non è consentita da forze in armi che esercitano un potere discrezionale su persone e cose, non ha senso se si è in guerra. Pretendere di fare la guerra e "dimostrare" agli inermi colpiti e privi di tutto quanto siamo soccorrevoli, pur conducendo operazioni belliche, ma anche coperte, verso di loro, ha una valenza esclusivamente propagandistica. Anche se qualcuno che ci crede e qualcun'altro che ci specula, si trova sempre, decollati a parte.
sabato 13 settembre 2014
Masquerade.
Il fuciliere Latorre è stato colpito da ischemia nella sua residenza all'ambasciata italiana, dove scontava i domiciliari, in attesa di un processo che non arriverà mai. Si stanno infatti trascinando le litanie italo-indiane e, da parte nostra, si è optato per la solita simulazione di malattia, così in voga in ogni conciliazione della vita nazionale. Insieme non potevano realisticamente ischemizzarsi. Ora l'assassino e falsificatore, in solido con l'altro Rambo di scorta, ( avevano cercato di far testimoniare il comandante del cargo, nel senso che i pescatori sulla loro bagnarola, decine di metri sotto di loro, mostravano minacciosi delle armi ) ha recuperato i suoi affetti, del tutto alieni da qualsiasi considerazione etica e l'altro, rimasto in India, ha cominciato a sentirsi indisposto.
In Italia, la fecondazione eterologa avrà un trattamento morale e tickettaro differenziato. In Emilia Romagna, per esempio, è già assicurata gratuitamente ai richiedenti, da lunedì scorso. In Toscana sarà assicurata solo a chi potrà pagarsela con 500 euro a inseminazione, mentre nella cattolica Lombardia di Comunione e Fatturazione, sarà sottoposta al rigido vaglio ( salvo raccomandazioni ) di reciproca sterilità dei soli coniugi e, accertata la naturale incompatibilità gametica, in cambio di un ventaglio di investimenti dai 1.600 ai 3.000 euro, sarà possibile l'impregnamento. Non ho capito perché entrambi i coniugi debbano essere sterili, casualità rara e un po' sfigata; altrimenti si può provvedere, a queste tariffe, privatamente?
Matteo Renzie conciona a noi che l'Europa non ci condizionerà. Perché non lo dice a loro, con sicurezza ma a bassa voce? Katainen gli dà del fanciullone velleitario. Lo prende fin troppo sul serio, perchè lo scout farà, fra un lazzo, un frizzo e un gelato, quello che deve fare, cercando solo di salvaguardare le clientele nazionali. Se la severità di Katainen glielo impedisse, sarei con Katainen.
L'impero britannico, costituitosi sull'abbrivio del colonialismo inglese, ma tenuto insieme al suo interno dalla monarchia, soggetto ora alle spinte delle autonomie, rischia di perdere la Scozia, mentre ancora conserva l'Irlanda del nord, nel corpo dell'Eire. Le squallide scenografie del profondo nord britannico non apprezzano più l'integrazione puramente retorica nel Regno Unito. Anche se la potenza di fuoco degli unionisti dovesse sovvertire all'ultimo momento le previsioni, la difficile coesistenza fra nazionalità, che pensano di beneficiare dalla separatezza rispetto ad un comunità statuale in crisi e che, nel corso delle generazioni, non ha fatto altro che impoverirle, si accentuerà. Poi, forse la realtà sarà più dura dell'esperienza vissuta, ma le forze centrifughe e le micro-nazioni, nel frullatore del globalismo, sono efficacemente all'opera. L'esercito ribelle che da tre anni combatte, per conto degli Stati Uniti, contro Bashir Assad di Siria, si è chiamato fuori dall'arruolamento contro il califfato islamico, nonostante uno stanziamento di 500.000.000 di dollari a suo favore dell'amministrazione Obama. Cominciò con Jimmy Carter la politica di presidio dei pozzi petroliferi da parte dei nord americani, che, privi dell'argine sovietico, si stanno sempre più confondendo, fino a mobilitare il loro esercito in trasferta in Iraq. Ora Obama è tornato alla vigliacca politica dei bombardamenti distruttivi ed al finanziamento di mercenari, ma i risultati sono contraddittori: gli anti Assad sentono potenzialmente a rischio la loro privilegiata relazione con i committenti che si sono rivolti alla vecchia bottega. Se li armano ulteriormente e si trovassero con un Assad riappacificato ( improbabile, dato che gli israeliani propendono per la sua eliminazione )potrebbero trovarsi con delle forze ancor più sperequate e conflittuali in uno scenario che hanno maldestramente contribuito a disgregare, così come è certo che le armi ricevute dai Curdi serviranno loro a "rivendicare", fra la Siria e la Turchia, il loro Stato. Per fortuna c'è l'Italia che li ha forniti delle armi dismesse perché non più conformi ai canoni NATO.
venerdì 12 settembre 2014
La forza, piccola ma irriducibile, della democrazia.
Durante la recente, ennesima mattanza a Gaza, una specie di tonnara periodica a cui si abbandona l'esercito israeliano, quando la facoltà di disturbo del palestinesi di Hamas si fa troppo insistente e prossima, molti soldati chiamati alle armi, hanno disertato, praticato l'obiezione di coscienza. Oggi, quarantatre militari di Israele hanno inviato una patetica lettera al loro Ministro della Difesa, nella quale e con la quale denunciano la persecuzione a cui sono sottoposti gli internati a Gaza e l'attività di spionaggio che si svolge nell'alveare di confino. Le informazioni che vengono raccolte servono a ricattare, infiltrare e tormentare i nemici ghettizzati: a questo i quarantatre dichiarano di non voler più partecipare. Un diffuso giornale israeliano ha pubblicato con risalto la notizia. La coscienza dei quarantatre soldati non salverà un abitante della Striscia, ma attesta il valore possibile della democrazia e la rivaluta al confronto di chi non ce l'ha e di dove non c'è.
La tristezza dell'assassino.
Oscar Pistorius è dunque colpevole di omicidio, senza premeditazione. Era un po' incazzato e, detenendo una pistola per difendersi dai negri, ha fatto fuori inavvertitamente la modella e fidanzata, mentre sparava a casaccio. La giovane vistosa, fidanzata di un uomo senza la metà degli arti inferiori, certamente per la notorietà che le procurava, o si era stancata di lui o è rimasta vittima della paturnie che certamente albergavano nella mente di un uomo tanto menomato, che cercava di competere con delle protesi con gli uomini normali. In più deve aver giocato l'orgoglio del ricco, la cui presunzione era costantemente contraddetta dall'inabilità, dal doversi smontare ogni sera e rimontare ogni mattina, dal dover calzare con delle scarpe l'estremità di due ferri ammortizzati. Resta il fatto che la giovane donna non vive più e che le attenuanti concesse salomonicamente dalla Corte sudafricana, sono prive di logica che non sia privilegiatrice di uno status. Pistorius disse di aver scambiato, al buio, la sagoma della fidanzata con quella di un ladro e di aver sparato alla cieca. Senza accogliere la sua offensiva versione, i giudici gli hanno accordato i benefici conformi alla sgangherata tesi difensiva. E questo è un altro oltraggio, alla morta e alla giustizia.
giovedì 11 settembre 2014
Le ragioni, neanche tanto nascoste, delle cose.
Tredici anni fa, alcuni infiltrati di Al Qaeda negli Stati Uniti, tutti yemeniti e sauditi, come il loro ispiratore, Osama Bin Laden, trasformarono in ordigno umano due aerei di linea, mentre un terzo mancava l'obiettivo. Qurantunanni or sono, a Santiago del Cile, uno dei tanti colpi di Stato eterodiretti dagli Stati Uniti, rovesciava una democrazia che sembrava immune dai pronunciamenti militari, di eserciti tutelanti solo gli interessi delle classi possidenti e che mai sono stati impegnati in una guerra e ne uccideva il Presidente costituzionale. Ne seguirà una delle più feroci e disumane repressioni, fatta di sparizioni, assassinii e vieta subordinazione agli Stati Uniti, che poterono sperimentare in corpore vivo le teorie dei Chicago boys. L'America del nord si raccoglie nella commemorazione, dimentica delle tante soperchierie che ha consumato nella sua breve esperienza di superpotenza, che emerse in embrione al termine della prima guerra mondiale e si affermò, con la sola contrapposizione dell'Unione sovietica, al termine della seconda. Lo stesso scenario odierno, dopo che una prima "ubriacatura" eltsiniana aveva ridotto la Russia nella topaia economica e morale d'Europa. Il globalismo senza argini ha coinvolto popoli per decenni marginali, ma chiusi e fieri nelle loro convinzioni e tradizioni, controllati e sottoposti alla vigilanza di dittatori laici, poi rimossi. Per questa ragione l'Islam militante è diventato il competitor principale dei Paesi dell'occidente, di cui gli americani sono i leader. Putin, per parte sua, ha rimesso in rotta la Russia, superandone la stentata e fallimentare democrazia finanziaria, riportandosi con durezza e determinazione sul proscenio mondiale. Il mondialismo, che altro non è che il capitalismo di sempre, ha già trovato i suoi contraltari.
L'arida verità dei fatti.
Quindi, De Santis, lo sparatore che ha ucciso, dopo oltre due mesi di agonia chirurgica, il tifoso napoletano che si recava d assistere alla finale di Coppa Italia, giaceva, quando lo ha fatto, al suolo, ferito, sanguinante ed impaurito. Il povero martire, sempre sorridente nel suo letto di dolore, mitizzato e celebrato dalla sua mamma e dai tifosi del ciuccio, era a sua volta un violento che era stato alla fine sopraffatto, non presumendo che l'aggredito fosse armato. Per settimane la Fatwa dei tifosi napoletani era stata intonata ed aveva anche dato luogo, alla stazione, ad aggressioni verso i romani, identificati sic et simpliciter per romanisti. La faida si alimenta della narrazione dei fatti.
Italico spirito.
L'Italia ha offerto alla NATO degli aerei cisterna per i rifornimenti ai bombardieri, ma gli Stati Uniti le hanno "chiesto" di fornire a sua volta dei caccia e delle truppe speciali, da affiancare ai Curdi, cosa che gli americani eviteranno per ragioni d'alleanze. E' scontato che ci adegueremo, con qualche cisterna d'acqua e alcuni carichi di caramelle per i bambini che sopravviveranno. In cambio, le truppe del Califfo decapiteranno qualche nostro prigioniero. Approfitteremo dell'occasione - o meglio, approfitteranno - per tagliar fuori una regione della Siria, articolando il mosaico del sovvertimento del regime di Assad. Luca Cordero di Montezemolo si è accorto di quanto sia precaria e indifesa la condizione dell'orfano: papà Gianni lo aveva tutelato, ad onta di tutte le sue approssimazioni, fin da giovane. Ora, sulla soglia dei settant'anni, dato che non vince più e che la Ferrari, come la Juventus, ha una valenza di influenza politica, viene defenestrato il giorno dopo che aveva smentito la sua rimozione ed offerto altri tre anni di presidenza. E' puro nepotismo: ora la gestione è passata agli Elkann, la mummia di giovane faraone (John) e la scompostezza anche somatica (Lapo). Marchionne, con il suo maglione da pastore abruzzese, lo ha già rimpiazzato, sputtanato in pubblico e liquidato - questo sì - con ventisette milioni di euro. Per i suoi rampolli del secondo matrimonio, potrà essere ancora, come lo fu per lui Gianni, un vecchio, caro, affettuoso papà.
L'esito è sempre lo stesso.
L'orsa Daniza è infine morta, vittima di una narcosi tossica, secondo i rigidi protocolli della Regione Trentino, il cui vantato spirito ecologico si è infranto contro la natura. Daniza e i suoi due cuccioli, ancora immaturi per un mese, si è detto subito dopo, rispetto al tempo in cui la madre, verificatene le capacità autonome, li lascia alla loro vita, sono stati intercettati dai contractors ecologici e, nonostante fossero sfuggiti alle numerose trappole disseminate sul loro territorio, per l'istinto perizioso dell'orsa, non hanno potuto evitare ( almeno in due )la freccia-siringa ha ucciso Daniza. Doveva essere una dose doppia. Pare che in realtà, l'accudimento alla vita dei piccoli richieda dai ventidue ai trentaquattro mesi, durante i quali la madre gli insegna a guardarsi dai pericoli - anche a quelli recati dagli orsi maschi adulti - a cacciare e ad organizzarsi la vita fra attività, accumulo di grassi e letarghi stagionali. Un cucciolo è sfuggito alla cattura; un altro è stato marcato con un rilevatore di presenza e abbandonato - così deve essersi sentito -. Adesso pare che si siano ricongiunti e che vadano insieme verso una sicura morte. Il commercialista, Ministro per l'ambiente, si è profuso in una lamentazione tanto incompetente, quanto ipocrita. Sembra che tutto si sia svolto a sua insaputa, anzi contro la sua volontà, trattandosi di regione autonoma. Daniza aveva a suo tempo intercettato un cercatore di funghi che aveva avvicinato i suoi piccoli, mentre lei era in cerca di cibo e, come usa in natura, lo aveva levato di torno a suon di ceffoni ungolati. Nulla di non etologico. Io sono stato caricato solo da due maiali selvatici in Corsica, quando, appartatomi per urinare, ho avvertito prima il grugnire della scrofa, che poi è uscita dei cespugli e poi il rimbombo del maschio che si è catapultato a difesa della famiglia. Era veramente incazzato quel buon padre di famiglia; la sua espressione ricordo oggi con simpatia. Sono stato anche frequentatore delle montagne del trentino, con la mia famiglia, da bambino. Lungo il tragitto incontravamo spesso delle donne dagli abiti tradizionali con la gerla sulle spalle; capitava di tanto in tanto che si sentisse dire che una era stata aggredita proprio dagli orsi, avendo inavvertitamente invaso il loro campo d'azione. Allora si organizzavano delle battute per uccidere l'orso che aveva rotto il tabù dell'aggressione all'uomo e lo si uccideva. Propio come ora, pur nell'ossequio a tutti i protocolli della naturalistica regione alpina.
mercoledì 10 settembre 2014
Per ora siamo regrediti di soli trent'anni.
I redditi degli italiani sono oggi, nella media, come quelli di trent'anni fa. La slavina è ancora in corso. Con questi dati, le entità economiche e le banche si scannano per contendersi le posizioni, prima di addivenire ad una chiusura o ad una fusione, ad un'esodazione, ecc. Lo Stato rastrella quel poco che è rimasto e che è il frutto del lavoro quotidiano, dato che i capitali sono già riparati al sicuro. Renzie, dopo aver comprato il risultato delle Europee con ottanta euro, elargiti come una donazione da Principe ai plebei, per bocca dela segretaria di Piero Gnudi, quella Maida che in ufficio faceva anche le fotocopie, ha chiarito che il blocco delle retribuzioni degli statali, a prescindere dal fatto che fossero immeritevoli, è dovuto alla copertura dell'elargizione. Renzie ha già provveduto a rendere impossibile una rappresentanza del malcontento, ancora in gran parte inconsapevole, che non troverà, fra le macerie, nessuno sbocco istituzionale. Mai più salario contrattualizzabile e, in queste condizioni, democrazia monca, infine negata, tranne che sull'abbrivio di una pubblicità ingannevole di un successo irraggiungibile, dietro al quale correrà una gran massa di giovani illusi. L'ambizione faticosa di portare le masse popolari verso una crescita della coscienza civile, che le rendesse in grado di partecipare alla vita pubblica, sta rapidissimamente declinando nel vuoto e nel rumore.
martedì 9 settembre 2014
Machiavellismo degli stenterelli.
Renzie, coi tagli, cioè con la ulteriore, progressiva contrazione della spesa pubblica, dice che ridurrà per i residui imprenditori, le tasse sul lavoro, cioè il suo costo. Maggior sottoccupazione, dunque, per imprenditori di imprese domestiche. Mai intenzione fu più chiara, manifesta e trasparente, ma il popolo bove sembra non capire, o meglio, quello che, sia pur sull'abbrivio di una slavina, ha ancora uno straccio di lavoro, vota per la sicurezza e la disciplina, mentre quello che ne è privo e che non può esercitare da se stesso la flessibilità del cambiar proficuamente ingaggio o lavoro che dir si voglia, ma deve subire quella dell'impiego just in time, ha smesso di votare. Tanto l'aborto istituzionale ha già reso le categorie sociali prive di rappresentanza e di rappresentatività ed avallare un designato non avrebbe alcun senso. Fiorentinismi attuali.
Telefoni bianchi.
Due ragazzi di sedici anni si sono resi protagonisti di un'aggressione ad una donna trentatreenne che avevano adocchiato mentre era intenta a prelevare del denaro ad un bancomat. I passanti hanno approfittato della situazione per indirizzare gli agenti, ormai sulle tracce di chiunque, verso un tunisino che, vistosi fermato e non c'entrando nulla con l'accaduto, si è agitato e ha danneggiato la macchina di servizio degli agenti, che lo hanno potuto denunciare per resistenza e effrazione del finestrino, anche se, al momento, non gli avevano ancora contestato il reato per il quale non avrebbero potuto inquisirlo. Successivamente, mettendogli le mani addosso, hanno trovato (?) novantaquattro grammi di hashish ed hanno potuto giustificare la loro arbitrarietà. I poliziotti hanno seguito per caso una traccia sbagliata, relativamente al reato per il quale lo straniero era stato indicato, da un popolino ormai uso ad identificare gli extracomunitari con i marginali e i marginali con i delinquenti. Numerosi mendicanti sostano accovacciati sotto i porticati e i vicini di numero civico sollecitano la solidarietà accusatrice degli ultimi residui di una residenzialità rimossa, da decenni, dalla vicinanza della stazione, sia che si tratti di colorati venditori di copie cinesi, sia che, a deturpare il paesaggio e a spaventare i propri emotivi avventori, siano accattoni travisati e mendici gravide. Interrogati, gli altri frequentatori della zona, svelando subito esperienze di tentati furti, domestici o individuali, lasciano emergere un'ostilità assoluta, ma priva di effetti pratici, che non siano gli invocati interventi di una forza, di una violenza istituzionale. A Napoli, molti degli abitanti del rione Traiano, non avendo impegni per la giornata, sostano davanti alla caserma dei carabinieri presso la quale è di stanza lo sparatore incespicante che ha ucciso Bifolco. Come un prete pedofilo sarò presto trasferito ad altro acquartieramento che, se sarà in un contesto borghese, non darà luogo ad altri riflessi pavloviani. Quello che a Napoli è endemico, altrove si sta ora manifestando, in un crescendo tanto scontato, voluto, quanto ignorato e demandato ad una repressione armata che non potrà avere, prima o poi, che i medesimi esiti. Sembra di ritornare al neo-realismo del dopo guerra. Anche all'epoca della contestazione studentesca, a Roma e a Bologna, in occasione di due manifestazioni che non contrapponevano il "partito armato" alla polizia ed ai carabinieri, due studenti furono uccisi con una tecnica gratuita che sapeva di premeditazione e che nessuno approfondì volutamente. La barchetta zuppa di questo declinante Paese va verso il suo naufragio, con al suo timone un deficiente con il gelato e una pletora di telefonisti.
domenica 7 settembre 2014
La sofferenza che non conta.
In Iraq, i banditi del IS, mentre avanzano sequestrano tutti gli Yazidi che incontrano sul loro cammino. Oggi è toccato ad un orfanotrofio, con cento bambini all'interno. Oltre a decapitare i simboli della comunicazione occidentale, i miliziani del califfato costituendo hanno rapito tutte le donne che sono riusciti a separare dalle rispettive famiglie, spesso insieme ai loro figli. Delle une e degli altri fanno un uso sessuale, fatta salva la possibilità che alcuni dei bambini si "convertano" e si arruolino, anche a undici anni, nelle loro file. Le donne e i bambini vengono venduti come schiavi sessuali e/o da lavoro, secondo tariffari che prevedono - suppongo secondo le disponibilità economiche degli acquirenti - fino ad un massimo di 1.200 dollari. Lucrano anche sui riscatti, per diversi milioni di dollari, che se non vengono pagati danno luogo a documentate esecuzioni, secondo rituali da macelleria islamica. I Curdi, Assad di Siria e anche i Persiani, oggetto gli uni di ignoranza diplomatica e, gli altri, considerati nemici da abbattere, si sono temporaneamente riconvertiti in alleati degli americani in funzione anti-sunnita, anche se Obama non vuole intervemire in questa diatriba interreligiosa per non essere associato ad un'alleanza confessionale contro un'altra. Gli americani perseguono solo i loro interessi. Del destino disumano delle donne rapite e dei bambini abbandonati e anche degli uomini uccisi, nessuno si cura. Fu così anche per la mattanza umana e morale praticata dai Serbi verso i e le Kosovari/e, per dieci lunghi anni, fino a che, sul punto di vincere la guerra, furono osteggiati e travolti dalla resipiscenza bombardesca della NATO, vale a dire degli americani, quando il danno e l'eccidio erano stati irrimediabilmente consumati, come testimonia il mare di lapidi del sacrario, molto parziale, dei caduti. I nostri "meriti" riposano sull'omissione. Chissà se le donne cristiane, vendute o violentate ogni notte dalle soldataglie, saranno sollecitate a portare a termine le gravidanze, come accadde all'epoca delle gestazioni etniche jugoslave? Probabilmente non avranno neppure la possibilità di abortire. L'ottimismo per il futuro è quindi assicurato, così come ne è assicurata la futura delusione, il prossimo disinganno.
sabato 6 settembre 2014
Violenza regina, "bona e mala".
Come a Ferguson, anche a Napoli alcune centinaia di abitanti del quartiere popolare del giovane "Bifolco", ucciso per eccesso d'identificazione col ruolo militare in territorio nemico, sono scesi in strada ed hanno violentemente contestato la "Benemerita". I poliziotti del Missouri, da un lato, hanno ancora interiorizzato un sentimento latente di razzismo, che viene alimentato dalla pigrizia, dalla incoltura delle predominanti popolazioni nere, discendenti di quegli schiavi sui quali si fondava l'economia fondiaria degli Stati del sud. Rozzi ed incolti lo sono entrambi; i poliziotti mal pagati stanno dalla parte della "giustizia" e difendono la proprietà messa barbaramente a repentaglio dalle continue sopraffazioni dei negri, affrancati dalla schiavitù, ma lasciati in una condizione "naturalistica", in un contesto mercantile e pubblicitario, nel quale vogliono essere percettori furtivi e protagonisti per audacia e prepotenza, anche fra di loro. I tutori dell'ordine ( di chi? ) possono ucciderli a man salva; le scuse sono sempre pronte e questo alimenta e incista il senso della caccia di cui sono predatori o prede, per puro stigma sociale, anche quando non fanno niente. Anche a Napoli, i manifestanti hanno evocato la mattanza dei ragazzi senza il casco e la bugia eretta a sistema, quando sul sellino posteriore di un motociclo, neppur travisato da un casco, un segugio "occhio d'aquila" individua un latitante e, per evitare che latiti, spara al conducente. Si dirà, da parte dei benpensanti, di cui i proletari "benpensanti" in divisa sono i tutori a debita distanza, che non c'è barlume di novità in tutto questo e, purtroppo, è vero. Cambia - non per loro - lo scenario di riferimento di queste contrapposizioni senza dottrina, né organizzazione, nelle quali il senso della barbarie si fa sempre più nitido, nelle barbare società che le "all-news" ci portano in casa ora per ora. Il gioco a guardie e ladri si fa infatti mondiale e, in esso, le forze a tutela degli equilibri inclusivi, si impegnano, con compensatoria violenza, contro un'archetipo di potenziale "deviante", mentre solo loro possono "deviare" in forme socialmente ma non esplicitamente approvate, fuggendo spesso di fronte al confronto sul campo, quando non è supportato da una lunga preparazione, dalla sorpresa e dall'azione di squadra. Chissà se il pampa-Papa telefonerà ai genitori del "Bifolco" ucciso?
venerdì 5 settembre 2014
Ghetti e confini.
Napoli come Ferguson: due diciassettenni uccisi gratuitamente dalle forze dell'ordine, segnatamente, in Italia, da quei Carabinieri di pattuglia che si erano già distinti, nella tarda primavera, nell'omicidio a Firenze, di un ex calciatore della squadra locale, senza che nulla, in nessun senso, sia venuto alla luce.
Alla vicenda è stata messa la sordina e così sarà a Napoli, dove gli assassini di ragazzi im motorino la fanno franca da generazioni. L'anguillesca capacità di sgusciare degli scugnizzi e la berlina in cui mettono i tutori dell'ordine, non giustificano le gratuite uccisioni, ma contro i poveri dei bassi gioca lo stesso pregiudizio, favorevole alla repressione, che anima la barbara rivincita di poliziotti e militari frustrati e il razzismo degli Stati segregazionisti del sud degli Stati Uniti. Non esiste forse una illegalità ed una violenza endemiche in quegli Stati, alla luce della non integrazione scolastica e lavorativa dei neri e, a Napoli, dei popolosi bassi? Certo che sì, ma la contrapposizone poliziesca, quando si abbatte su dei minorenni, rivela spesso il pretesto e la vigliaccheria con cui si esercita una violenza sostitutiva verso persone "aggredibili", se non inermi. Lo stesso a Napoli dove l'autorità viene ripristinata con le pistole, solo ai posti di blocco o all'inseguimento di centauri senza casco, patente e anche motociclo, di solito rubato. Alla prossima, a Ferguson e a Napoli. Neri e sciuscià. La NATO schiererà dei contingenti di pronto intervento ai confini russi, cioè sui territori dei nuovi componenti dell'alleanza atlantica, anche se quelle nazioni sono separate dall'omonimo oceano da molti chilometri di continente. Insomma si tratterà di una coalizione anti-russa, volta ad impedire a Putin che l'appetito gli torni mangiando e, nel contempo, a tenerlo sul versante centro-occidentale, sotto scacco. Non credo che ci sarà una guerra; la Russia non attaccherà la Polonia, la Romania ecc., quanto all'Ucraina, Russi e Statunitensi ne faranno carne da porco. l'Italia ha deciso ufficialmente di partecipare alla lotta contro le milizie islamiche; deve averglielo chiesto Obama, in cambio di concessioni petrolifere, mentre contro la Russia ci saranno i Canadesi, ma non gli Italiani. Non so se Putin avesse in animo di ripristinare il suo comando sulle regioni liberate dal giogo russo-sovietico o se temesse soltanto una invasiva presenza occidentale ai suoi confini, dopo che aveva deciso di ripercorrere il cammino della Russia zarista, autonoma e forte realtà territoriale, non più disposta a farsi emulsionare e macinare, nel vortice finanziario, che aveva già distrutto il tessuto connettivo della nazione. I Russi non sono e non saranno dei democratici nel senso che si accoglie in Occidente; la finta contrapposizione è rituale e retorica, serve, semmai, a fissare una nuova spartizione dell'Europa, nella quale la Germania sarà interlocutrice privilegiata degli americani, pur sottoposta alla vigilanza, per loro conto, della Gran Bretagna.
giovedì 4 settembre 2014
La discesa dal Sinai di un patriarca fuori stagione.
Shimon Peres ha proposto al pampa-Papa la costituzione di una O.N.U. delle religioni e lo ha candidato ad assumerne la Presidenza. Questa organizzazzione interreligiosa ed ecumenica dovrebbe interporsi, con la sola forza del suo messaggio, in ogni sentore di conflitto. Il messaggio sarebbe declinato in maniera univoca e univocamente accolto? Peres è socialista ed ebreo-laico e, forse, per i suoi novantunanni, non più tanto lucido. Il fatto stesso che, a quell'età, si sia portato in Vaticano per parlarne direttamente al suo candidato-Presidente, non depone molto a favore della sua chiarezza di pensiero. Dubito che il Papa o qualche altro Patriarca ambisca a recitar la parte impotente dell'O.N.U. ed a farlo cantando in coro le stesse inascoltate litanie. Bisognerebbe che, sotto la crosta, non si celassero importantissimi interessi mondani e finanziari, che sono la base materiale delle dottrine e della loro possibilità di diffondersi: dottrine ed interessi. In più, il timore del proselitismo altrui, soprattutto islamico e cattolico, ma anche protestante nelle nazioni vergini, ne farebbe un consesso litigioso e paralitico. Oltretutto, non sarebbe questo l'ecumenismo post conciliare dei cattolici, che ecumenici si dicono e sono solo a condizione di essere i leaders dell'Ecumene. Peres dovrebbe ricordare la proposta di Giovanni Paolo II di internazionalizzare Gerusalemme, sotto l'egida del cattolicesimo e, in subordine, dell'islamismo e nella quale, gli Ebrei si sarebbero ritrovati, almeno culturalmente, nel solito ghetto. Infatti la proposta, apparentemente sensata, non fu presa in considerazione. Perché apparentemente sensata? Perché le religioni sono il frutto, lentissimamente sviluppato e dottrinalizzato delle specifiche culture dei diversi popoli che le hanno elaborate, anche quando hanno una koiné comune, come le tre religioni monoteistiche, di cui solo una, quella originaria, cioè l'ebraica, consente l'agnosticismo, ma prevede la conoscenza, senza per questo inficiare l'ebraicità degli aderenti, in qualunque parte del mondo. Le altre due sono integraliste e, mentre quella cristiana soffre dell'usura del mercantilismo liberale e della sua estensione ideologica e politica a tutti gli strati delle diverse popolazioni, l'islamismo è fede arcaica e profonda e tale resterebbe nell'O.N.U. delle religioni, che mai accetterebbero di essere relativizzate. Se ne convinca l'affasciante figura dell'intellettuale Peres, al quale l'età ha però giocato un brutto scherzo: la pace non è di questo mondo, solo perché un altro non ce n'è.
Bisogna risollevarsi dagli allori.
I video decapitatori dell'IS - già ISIS - impazzano in rete. Le alleanze fra americani e dittatori arabi si stanno modificando: come già Saddam, Assad di Siria sarà alleato contro il Califfo. Il decollamento, già praticato in Iraq al tempo dell'invasione americana, ricorda la macellazione islamica degli animali, ai quali gi improvvisati giudici e boia, assimilano i suppliziati. I giornalisti statunitensi non sono stati i soli ad essere uccisi in questa forma terrorizzante: è toccato a monaci, soldati libanesi e, in almeno un caso documentato, anche ad un bambino. I bruti che incombono sulle vittime eseguono, con un comune coltello militare, il loro compito in due minuti e poi mostrano la testa che fino a poco prima troneggiava sul corpo inginocchiato o reclino e accovacciato al suolo. Anche una mamma russa che reclamava il corpo di suo figlio-recluta, se lo è visto consegnare solo con il tronco; già durante la guerra cecena, le decapitazioni reciproche e le partite a calcio con le teste, erano molto frequenti. Ai confini orientali ucraini si consuma un'altra guerra imperialista, se volete su due fronti, ma l'azione invadente della NATO è stata la chiave di volta della reazione russa. I due contendenti ritrovati vogliono l'uno estendere la sua area di influenza, pronuba la Germania e, per suo conto, l'Unione europea, l'altro non farsi avvicinare oltre una geopolitica distanza di sicurezza, mentre incede verso un'unione euroasiatica che, nelle intenzioni, deve essere alternativa all'Unione europea ed alla finanza deficitaria degli Stati Uniti. Il Presidente russo e quello ucraino, mentre infuriano i combattimenti, hanno stretto oggi un patto di non belligeranza: siamo al grottesco, mentre molti muoiono. La NATO fa la morale a tutti gli altri, per giustificare le sue pericolose ed impacciate iniziative manovriere ai confini, "per rassicurare gli ex Paesi del Patto di Varsavia", mentre la Russia le ricorda di essere una potenza nucleare. Dei disastri prodotti nell'Unione europea dalla politica gugliemina non si parla più. Il focus, per ora, si è spostato sul fronte orientale di una rinnovata contrapposizione e su quello medio-orientale, nel quale, per ragioni di mera tattica, si stringono improvvise ed imprevedibili alleanze con il nemico del giorno prima, accettando la richiesta d'intervento della principale potenza economica araba, quell'Arabia saudita che ha finanziato per prima l'ipotesi di califfato iracheno, non immaginando che potesse diventarle potenzialmente ostile, come il fu Saddam. L'Iran maliziosamente si presta a contenere i sunniti; Israele dà di matto. La politica militare e non degli Stati Uniti sta diventando asmatica, non più credibile sul piano dei principi che vengono ancora stentatamente declamati. Gli allori della guerra fredda sono appassiti, l'ozio morale ( in particolare quello europeo ) non è più procrastinabile.
martedì 2 settembre 2014
La guerra è appena iniziata.
Sono ormai migliaia i caduti sul fronte orientale ucraino, altrettanti i feriti. Senza darni pubblicità, le due parti in conflitto si scambiano i prigionieri. Dopo la mobilitazione di tutta la popolazione maschile valida, il Governo ucraino ha deciso di impiegare solo truppe professionali e scelte, in grado di usare le armi fornite di nascosto dalle potenze occidentali, senza le quali la forza dei ribelli sarebbe incontrastabile. Se lo status quo diventasse endemico, come a Gaza, per esempio, i caduti diventerebbero nel tempo centinaia di migliaia. Ma Putin ha esigenze geo-strategiche attuali, l'Ucraina è storicamente influenzabile e spartibile e linguisticamente disunita. Le sue frontiere non sono chiuse solo ad oriente; anche nella parte prossima alla Lituania ed alla Polonia, sono serrate, ai contatti, ai commerci ed alle comunicazioni. Le forniture ed i sostegni vengono da molto più lontano e le nazioni intermedie, esclusa la Germania, ne sono bypassate. E' opinione diffusa, in questi Paesi di confine, che la rivoluzione arancione sia stata opera di neo-nazisti, rigurgitati dalle prigioni di Stato; sembra cioè che la propaganda di Putin abbia attecchito o sia, per questo aspetto, fondata. Ci sarà una guerra per Kiev? Ne dubito. Propendo per una prolugata agonia, che alimenti le mistificazioni della disinformazione, per un tempo non quantificabile, al termine del quale, Putin avrà ottenuto i suoi scopi. Quello che non capisco, in queste more, è quale sia ( o sia stato? ) lo scopo perseguito da americani e tedeschi, sul continente europeo. Di quali sperimentazioni in corpore vivo si siano fatti artefici. Gli Statunitensi, in particolare, continuano a pagare le folli dabbenaggini del penultimo Presidente, quel Bush junior, incapace di valutare le conseguenze nefaste della sua politica bellica verso uno Stato ormai sotto tutela, che con il terrorismo islamista non c'entrava per nulla. La guerra è appena inizata.
Dalle diverse angolazioni.
La Russia è tornata in campo, sulle tracce della sua dimensione di potenza che la disgregazione, non solo del comunismo, ma dell'intero ordine sociale su cui si reggeva, aveva sgretolato, sembrava irrimediabilmente. L'interpretazione storica del rinato Imperium euro-asiatico, collima con la visione empirica dello scacchiere, nel quale, l'Europa centrale e medio-orientale gli è di nuovo nazionalisticamente ostile, sotto l'egida della NATO e dell'Unione europea. Putin non vuole una coalizione di Stati ostili ai suoi confini e si cautela, attraverso la creazione di cuscinetti e sbocchi commerciali e militari verso i mari caldi. Non esita a scatenare guerre ad ogni approssimazione delle nazioni ostili, fino a quell'Ucraina, che molti degli stessi suoi abitanti considerano sorella della Russia. Vuole circoscritte ma solide basi al suo comando, fra il suo territorio e quello guglielmino e continentale, mentre reagisce alle sanzioni con originali accordi commerciali con la Cina e un'espansione crescente e dichiarata verso la parte asiatica del suo immenso territorio. La creazione di una forza di pronto intervento, dalla Germania ai Paesi baltici,ad opera di una parte della NATO, guidata dall'Inghilterra per conto degli Stati Uniti, ha un compito di controllo: nessuno crede ad una sua applicazione bellica; nessuno crede che la povera Ucraina sarà accolta nella NATO, come da sua reiterata richiesta,in questi frangenti e forse neppure in quelli futuri. Come ai tempi della guerra fredda, si combatte per interposta nazione, mentre anche l'Italia schiera, di nascosto, sessantacinque paracadutisti nella costituenda forza d'interposizione europea, il cui primo progetto fu elaborato nel 2010. Che Putin non abbia tutti i torti nel non volersi far accerchiare, dopo aver rifiutato di farsi assimilare fra i poveri potenziali che il turbo capitalismo produce?
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