L'esistenza di Charles Bukowskj è stata vissuta e, contemporaneamente, narrata.
Lo scrittore ha contraddetto l'adagio per il quale la vita si vive o la si narra. La sua erraticità, che non si rattrappisce mai nell'insicurezza, è libertà, pagata con dure privazioni e rimeritata con soddisfazioni occasionali e non convenzionali, ma continue.
Bukowskj ha scritto l'epopea del precariato ante-litteram ( almeno per l'Europa continentale ).
L'ha scritta a partire dagli anni '40, quando nel vecchio continente le dittaure imperialistico-territoriali cominciavano a consumare la loro disfatta, alla quale sarebbe sequito un cinquantennio di economia supportata dallo Stato, quando non assistita e da noi, in Italia, di pensionamenti precoci e di insoddisfazioni compensate dal poco impegno.
Ovviamente, la classe operaia. moderna versione salariata dello schiavismo, aveva fatto eccezione, fra esclusione dai piaceri tranquilli e vitalistico e disordinato impulso a procurarseli, schiacciata dai sacrifici che la famiglia comporta. Stessa sorte di tanti piccoli borghesi, aspiranti al riconoscimento della proprie competenze, delle proprie virtù morali e/o religiose, casomai in un'altra vita. Stabilità lavorativa per questi ultimi, con grande enfasi sull'amministrazione , a prescindere dalle quantità: il contrario di oggi. Cassa integrazione per il più empirico mondo della produzione ( come oggi per quasi tutti, tranne che per gli statali, lungo pensionati, però ). Non c'era allora, il lavoro temporaneo e senza diritti, in Europa (Inghilterra a parte ).
Va da sè che ad una forma di mancanze di prospettive se ne è sostituita un'altra.
Da allora, ci sono voluti sessant'anni prima che la nostra percezione della realtà concidesse ( e non mancano ostinatamente i nostalgici ) con quella descritta dal picaro anglo-polacco, negli U.S.A., in omaggio alla libertà formale di lavorare o meno ( in Europa, la seconda scelta era disonorevole, ma era accettata la pantomima lamentosa del disoccupato con famiglia ). Invece l'ubriacone letterato ci rappresenta la possibilità, praticata, di sostare in un impiego per il tempo che lo si sopporta.
Un ritorno immediato al passato e nelle forme note, Destra o Sinistra che siano al potere, non è seriamente pensabile, ma, almeno in Italia, dove serietà non alligna, neppur questo si può affermare con certezza. Il nostro autore, affronta il tema esistenziale ( inorridirebbe Sartre, ma Bukowskj se ne impipperebbe ) con disincanto empirico: dalla sua, ha, in più, la cultura, attraverso la quale si assicurerà una gloria postuma fra i critici letterari più che nel mondo marginale di cui ha fatto parte e disegnato i connotati. Potrebbe conoscerlo e forse apprezzarlo, qualche industriale, convertitosi a barbone...ce ne sono. Un mondo di marginalità voluta, per sfuggire alla gabbia organizzativa dell'impresa ed anche alla velleità di affermarsi con metodi criminali, diretti almeno..
Si direbbe che i due estremi della piramide sociale siano in grado di perseguire gli stessi piaceri ed oziose gratificazioni, che sono precluse alla classe media che si responsabilizza, vota, spera e sospira.
Nel caso di Bukowskj, addirittura la fama postuma.
Nessuna implicazione ideologica - la politica può andare a farsi fottere - nessun riferimento ad un modello; né aspirazioni professionali, né rivendicazioni classiste.
Una divaricazione culturale nei fatti, che esclude l'assalto al cielo come la rassegnazione, escludendo l'assemblamento di formazioni politiche che possano rifarvisi. Che non si preclude, però, nessuna gioia terrena, senza indulgere nella retorica del baraccato o della santa sopportazione familiare.
I suoi racconti, tematici circa i periodi di lavoro e non pedagogici, bensì puramente descrittivi del suo panta rei, lo sono altrettanto riguardo alle sue passioni; non presumono di ammaestrare, anzi rifuggono da ogni sorta di ammaestramento cautelativo che giustifichi la mancanza del coraggio di vivere.
giovedì 8 luglio 2010
lunedì 5 luglio 2010
Segnalazioni.
Vorrei segnalare un esempio di Passione e Responsabilità.
C'era una volta lo shopping day, che nella mia banca di provenienza si effettuava il giovedì, secondo il calendario "romano".
I colleghi, a rotazione, si impiegavano allo sportello, nel mezzodì, spostavano il loro intervallo e ricevevano una specifica indennità di adibizione.
Dopo fin troppi anni, l'esperimento cessò, quando si accorsero che costava più l'adibizione di quanto si ricavasse.
Ma se come accade, Credem'a me, da noi, questo e quell'acronimo lo shopping day lo fa(nno) tutto il giorno ed anche ogni sera, senza mai segnare straordinario, ecco che il servizio diventa più che redditizio.
Non ci voleva molto.
C'era una volta lo shopping day, che nella mia banca di provenienza si effettuava il giovedì, secondo il calendario "romano".
I colleghi, a rotazione, si impiegavano allo sportello, nel mezzodì, spostavano il loro intervallo e ricevevano una specifica indennità di adibizione.
Dopo fin troppi anni, l'esperimento cessò, quando si accorsero che costava più l'adibizione di quanto si ricavasse.
Ma se come accade, Credem'a me, da noi, questo e quell'acronimo lo shopping day lo fa(nno) tutto il giorno ed anche ogni sera, senza mai segnare straordinario, ecco che il servizio diventa più che redditizio.
Non ci voleva molto.
domenica 4 luglio 2010
Ideogrammi.
Boex, Soso, Quco/a, Drbl, Cccp, Bogi, Stva, Cdpr, Toiq, Soas, Stam, Asge, Soas, Qude, Efma, Ikas, Pciq...acronimi, sepre acronimi, fortissimamente acronimi, identici per le transazioni operative e per l'assegnazione di compiti.
Ricordate? Squash, Pluf, Pof, Crash....fumetti in Tv, fumetti in Tv...
Ricordate? Squash, Pluf, Pof, Crash....fumetti in Tv, fumetti in Tv...
Vite da CA.
Non abbandonate i vostri CA, fedeli compagni di tutto l'anno, non costringeteli a vagare per l'area che hanno marcato, in cerca di un rifugio e di una fonte. Con che cuore potete pensarli spalmati su una autostrada o, inselvatichiti, azzannare dei bambini, soprattutto nel Mezzogiorno arido e desolato?
Alla luce abbacinante dell'estate, i poveri Ca itineranti appaiono, per contrappasso, ancora più tristi e desolati-durante l'inverno si confondono nel grigiore generale- speranzosi in un acronimo più nobile a cui sacrificare scampoli irripetibili di giovinezza.
Alla luce abbacinante dell'estate, i poveri Ca itineranti appaiono, per contrappasso, ancora più tristi e desolati-durante l'inverno si confondono nel grigiore generale- speranzosi in un acronimo più nobile a cui sacrificare scampoli irripetibili di giovinezza.
Milone
Caro Milone,
in qualche senso siamo diventati colleghi.
Anch'io lavoro alla "riva dei bruti", compiendo una sequela di atti ripetitivi, scanditi schiavisticamente da una serie di carcerari solleciti computerizzati, che si traducono in suoni, luci e timer.
Questo lavoro lo potrebbe svolgere una scimmia ammaestrata che, forse, a sua volta, lo troverebbe noioso ed alienante.
Poi, battuta tot volte la testa sul tavolo o digitate altrettante volte abbreviazioni per bambini con problemi di apprendimento - c'est la meme chose -, chiudiamo per l'ora d'aria inquinata e se ci soffermiamo sulle notizie del giornale per aggiornarci sulla vita quotidiana, il regime ci tempesta con dei flash luminescenti a tutto schermo, che ci costringono a ricercare in tutti gli angoli i vetusti e gloriosi ammennicoli inguinali che, rimbalzando per tutta la stanza, vanno ad acquattarsi nei pertugi meno raggiungibili, costringendoci a sforzi addominali per recuperarli, con Passione e Responsabilità.
in qualche senso siamo diventati colleghi.
Anch'io lavoro alla "riva dei bruti", compiendo una sequela di atti ripetitivi, scanditi schiavisticamente da una serie di carcerari solleciti computerizzati, che si traducono in suoni, luci e timer.
Questo lavoro lo potrebbe svolgere una scimmia ammaestrata che, forse, a sua volta, lo troverebbe noioso ed alienante.
Poi, battuta tot volte la testa sul tavolo o digitate altrettante volte abbreviazioni per bambini con problemi di apprendimento - c'est la meme chose -, chiudiamo per l'ora d'aria inquinata e se ci soffermiamo sulle notizie del giornale per aggiornarci sulla vita quotidiana, il regime ci tempesta con dei flash luminescenti a tutto schermo, che ci costringono a ricercare in tutti gli angoli i vetusti e gloriosi ammennicoli inguinali che, rimbalzando per tutta la stanza, vanno ad acquattarsi nei pertugi meno raggiungibili, costringendoci a sforzi addominali per recuperarli, con Passione e Responsabilità.
lunedì 28 giugno 2010
Appunti dalla Riva dei Bruti.
Oggi, leggendo sul portale della splendida performance di Roma 11, mi è sembrato di tornare indietro nel tempo. Mercato che vai, performance che trovi con annessa mentalità "vincente". I valorosi colleghi, hanno tratto profitto dallo scudo fiscale, cioè da operazioni a titolo di sanatoria, con modesto onere doganale. "Aggancio", in quel contesto, è la parola giusta. Il cacciatore di capitali, specializzatosi da una vita nell'ingegnosa metodica, è certamente un altro personaggio del "generone" romano. Così è chiamato il crogiolo di circostanze, opportunità e persone che creano e gestiscono un ambiente. "Famo a capisse..."
Anche la foto dei due dioscuri, orgogliosi come due statue dello stadio dei marmi è tipico della locale - non me ne vogliano i passionali & responsabili colleghi - commedia dell'arte.
La piazza di Roma è importantissima per la raccolta, frutto del risparmio familiare ( il più alto e costante in Italia ), mentre per i grandi numeri, servono i giusti "agganci" negli studi professionali, che sono maestri nel gioco speculativo ed elusivo.
Anche la foto dei due dioscuri, orgogliosi come due statue dello stadio dei marmi è tipico della locale - non me ne vogliano i passionali & responsabili colleghi - commedia dell'arte.
La piazza di Roma è importantissima per la raccolta, frutto del risparmio familiare ( il più alto e costante in Italia ), mentre per i grandi numeri, servono i giusti "agganci" negli studi professionali, che sono maestri nel gioco speculativo ed elusivo.
Appunti dalla Riva dei bruti.
La tavola degli Impegni di AUDIT potrebbe essere il nonecalogo dei Pokemon.
Pensavo che ci ispirassimo ai Circoli di qualità, non ai cartoni animati.
Forse devo rivedere certe mie ironie sui timori "influenzali" che il Sant'Uffizio nutre nei confronti della Walt Disney, quale propalatrice di principi massonici verso l'infanzia: i profeti d'occasione sono celatamente fra noi.
Pensavo che ci ispirassimo ai Circoli di qualità, non ai cartoni animati.
Forse devo rivedere certe mie ironie sui timori "influenzali" che il Sant'Uffizio nutre nei confronti della Walt Disney, quale propalatrice di principi massonici verso l'infanzia: i profeti d'occasione sono celatamente fra noi.
domenica 27 giugno 2010
Percorsi e itinerari.
Lungo il Corso, detto via dell'Indipendenza, che dalla stazione centrale porta alla Piazza Maggiore e viceversa, stazionano, alternandosi, mendicanti professionali. Si tratta di una professionalità dipendente da organizzazioni criminali che assegnano i posti, ne stabiliscono i budget, ne confrontano le performances. l'aggio sulla mendicità è praticato in tutto il mondo, con modalità simili, quando non identiche. Sono circuiti collaterali allo sfruttamento di altre forme di servaggio, dalla prostituzione, al lavaggio carpito dei parabrezza, ai fiori coltivati in serre al neon, identici nel formato, nella colorazione e nell'obsolescenza, a Bologna come a Barcellona.
Quando ero bambino, il mio papà mi consegnava talvolta qualche monetina da dare ai poveri. Erano pochi noti, che invecchiavano mentre io crescevo, sempre allo stesso posto, per lo stesso orario ( quello dei loro aguzzini ) . Ne ricordo uno, giovane e magro, ma già canuto, fuori da una libreria economica, a lato della Loggia del Podestà, storica sede della Camera di commercio.
Era cieco e tremolante, mite e rassegnato. Sentiva cadere le monetine nel berretto, si animava per un attimo, ringraziava e tornava a vibrare sommessamente.
All'alba e a sera, una coppia di bruti, maschio e femmina, lo accompagnava al lavoro e lo riportava chissà dove.
Sempre uguale, apparentemente senza tempo.
Ero già giovane quando, improvvisamente, sparì.
Oggi lo sfruttamento è industriale e interseca ogni lobby appartata e sorridente, a cominciare dai Cinesi che sono i grossisti dei vu' cumprà, con i loro laboratori clandestini, la loro scala economica e imprenditoriale gerarchico-familistica, la loro rete commerciale integrata ( quasi cinquanta ristoranti nella provincia di Bologna, senza contare i bar e le tavole calde con servizio a domicilio ).
Basta non creare problemi evidenti, cioè al cittadino borghese e la legge diventa un optional.
Che fine fanno, a fine carriera questi reietti, prodotti della vita...senza mediazioni?
Quando ero bambino, il mio papà mi consegnava talvolta qualche monetina da dare ai poveri. Erano pochi noti, che invecchiavano mentre io crescevo, sempre allo stesso posto, per lo stesso orario ( quello dei loro aguzzini ) . Ne ricordo uno, giovane e magro, ma già canuto, fuori da una libreria economica, a lato della Loggia del Podestà, storica sede della Camera di commercio.
Era cieco e tremolante, mite e rassegnato. Sentiva cadere le monetine nel berretto, si animava per un attimo, ringraziava e tornava a vibrare sommessamente.
All'alba e a sera, una coppia di bruti, maschio e femmina, lo accompagnava al lavoro e lo riportava chissà dove.
Sempre uguale, apparentemente senza tempo.
Ero già giovane quando, improvvisamente, sparì.
Oggi lo sfruttamento è industriale e interseca ogni lobby appartata e sorridente, a cominciare dai Cinesi che sono i grossisti dei vu' cumprà, con i loro laboratori clandestini, la loro scala economica e imprenditoriale gerarchico-familistica, la loro rete commerciale integrata ( quasi cinquanta ristoranti nella provincia di Bologna, senza contare i bar e le tavole calde con servizio a domicilio ).
Basta non creare problemi evidenti, cioè al cittadino borghese e la legge diventa un optional.
Che fine fanno, a fine carriera questi reietti, prodotti della vita...senza mediazioni?
mercoledì 23 giugno 2010
Milone
Quando, con sicuro cipiglio, il pensiero di un'azione sostituisce l'atto ed i tempi materiali d'esecuzione, il (in)disponente si allontana subito, carpendo la penna a disposizione della clientela, appoggiata sul banco. Quando, al contrario, al crearsi di un malinteso, frutto spesso di Passione e Responsabilità mal adattate alla realtà, bisogna sistemare i piccoli guai, mentre gli astanti sbuffano nell'attesa, chi ha provocato il disagio, la penna l'abbandona.
E' sicuramente un corollario etologico che affonda le sue radici in tempi preistorici, sul quale, confrontandolo con il costume canino, l'unico a cui possa attingere, cercherò di formarmi delle opinioni.
Per ora ti lascio, caro Milone, mentre tu cerchi di recuperare la clava.
E' sicuramente un corollario etologico che affonda le sue radici in tempi preistorici, sul quale, confrontandolo con il costume canino, l'unico a cui possa attingere, cercherò di formarmi delle opinioni.
Per ora ti lascio, caro Milone, mentre tu cerchi di recuperare la clava.
Milone
Scioperare o non scioperare, caro Milone? Per te il problema non si pone; quando mai si è visto un gladiatore incrociare le braccia? I lottatori, per sopravvivere, devono sopprimere i competitors e godersi una fuggevole pausa ristoratrice, prima di riprendere per i capelli la propria incerta esistenza.
Non è così per i salariati, che possono astenersi con ritenuta alla fonte il mese successivo e, percentualmente, sulla tredicesima, a fine anno.
Pur rispettando il tradizionale manifesto politico della CGIL, unica opposizione, per surroga, di questo Paese, non ne condivido, come in passato, l'ideologia di fondo. Se non si fosse sciolto dopo soli due anni, 1946-1948, avrei aderito con passione al Movimento di Giustizia e Libertà. Per ora, ho smesso addirittura di votare.
Però, se dovessi attribuirmi una ideologia, un corpo di pensieri e di sentimenti, sarebbero laici, illuministi, sensibili alla crescita morale, oltreché economica della mia società e, in questo senso, che un pinco pallo, non indispensabile, ben visto soprattutto dagli evasori fiscali, si permetta di pensare di poter chiudere la bocca ai suoi concittadini, mi perplime.
Casomai, lo sciopero non servirà a nulla, ma ci penserò stasera.
Ciao.
Pier Paolo
Non è così per i salariati, che possono astenersi con ritenuta alla fonte il mese successivo e, percentualmente, sulla tredicesima, a fine anno.
Pur rispettando il tradizionale manifesto politico della CGIL, unica opposizione, per surroga, di questo Paese, non ne condivido, come in passato, l'ideologia di fondo. Se non si fosse sciolto dopo soli due anni, 1946-1948, avrei aderito con passione al Movimento di Giustizia e Libertà. Per ora, ho smesso addirittura di votare.
Però, se dovessi attribuirmi una ideologia, un corpo di pensieri e di sentimenti, sarebbero laici, illuministi, sensibili alla crescita morale, oltreché economica della mia società e, in questo senso, che un pinco pallo, non indispensabile, ben visto soprattutto dagli evasori fiscali, si permetta di pensare di poter chiudere la bocca ai suoi concittadini, mi perplime.
Casomai, lo sciopero non servirà a nulla, ma ci penserò stasera.
Ciao.
Pier Paolo
Milone
caro Milone,
roteando proattivamente sulla mia seggiolina con rotelle, ho colto l'habitus dei camerieri del ristorante Diana, in attesa dei rarissimi clienti della colazione del mezzodì. A volte la sala resta desolatamente vuota, ma loro presidiano i tavoli nel loro completo cremisi, quasi bianco, decorato da una cravatta nera, simile a quella che portavano gli uomini in lutto quando io ero bambino, in alternativa ad un bottone nero all'occhiello.
Il portamento, l'espressione, tradiscono Passione e Responsabilità, anche se, all'ora del pasto non consumato al loro desco a pagamento, li vedo percorrere l'ambito ristoratore, sbattendosi ritmicamente il tovagliolo sull'avambraccio, senza la compostezza abituale.
Davanti a me, invece, sciamano con passo felpato, ritmico e flessuoso i miei colleghi Credem'a me: gli uomini con grisaglie e cravatte ton dur ton, le donne con mises pratiche ma eleganti. Gli uni e le altre hanno sul volto un cipiglio professionale altero, che si scioglie subito con i trasandati, ma ricchi clienti.
Intorno a me si agita la proattività passionale e responsabile di tutto il personale, che mi investe di ogni adeguamento procedurale e normativo, di ogni sistemazione di sospesi, di ogni integrazione occasionale.
Mi guardo attorno, smarrito, lento di riflessi come sono, ammirato ma inadeguato a tanto fervore.
Buon appetito, Milone.
roteando proattivamente sulla mia seggiolina con rotelle, ho colto l'habitus dei camerieri del ristorante Diana, in attesa dei rarissimi clienti della colazione del mezzodì. A volte la sala resta desolatamente vuota, ma loro presidiano i tavoli nel loro completo cremisi, quasi bianco, decorato da una cravatta nera, simile a quella che portavano gli uomini in lutto quando io ero bambino, in alternativa ad un bottone nero all'occhiello.
Il portamento, l'espressione, tradiscono Passione e Responsabilità, anche se, all'ora del pasto non consumato al loro desco a pagamento, li vedo percorrere l'ambito ristoratore, sbattendosi ritmicamente il tovagliolo sull'avambraccio, senza la compostezza abituale.
Davanti a me, invece, sciamano con passo felpato, ritmico e flessuoso i miei colleghi Credem'a me: gli uomini con grisaglie e cravatte ton dur ton, le donne con mises pratiche ma eleganti. Gli uni e le altre hanno sul volto un cipiglio professionale altero, che si scioglie subito con i trasandati, ma ricchi clienti.
Intorno a me si agita la proattività passionale e responsabile di tutto il personale, che mi investe di ogni adeguamento procedurale e normativo, di ogni sistemazione di sospesi, di ogni integrazione occasionale.
Mi guardo attorno, smarrito, lento di riflessi come sono, ammirato ma inadeguato a tanto fervore.
Buon appetito, Milone.
Milone
Mi rendo conto, Milone, che le nostre facoltà affabulatorie soffrono di afonie, crepitii, strozzature, che ci riportano al linguaggio ianrticolato dei nostri primordi. Spesso bisogna sollecitare le ripetizioni dei nomi aspirati, sospirati, sibilati, accennati, ma anche di quelli declamati con troppa fretta o teatrale vigore. Come ai primordi, chi ritiene di essere Paganini soffre le ripetizioni, sospettando che l'esito sarebbe tale e quale e pretendendo di essere inteso dal suono e dall'atteggiamento.
lunedì 21 giugno 2010
Milone
La segui, Milone, la FIFA Word Cup?
Le squadre più accreditate stentano nel girone iniziale, in attesa di misurarsi fra di loro negli scontri diretti.
In fondo, le squadre minori adottano al tattica ostruzionistica che ci ha reso famosi con Nereo Rocco, quando eravamo poveri.
Molte delle nazioni che praticano il catenaccio tattico, cioè a tutto campo, chiudendo ogni spazio alle invenzioni dei più tecnici competitori, puntano alla visibilità mediatica ed all'acreditamento nel lucrosissimo mondo del business pallonaro.
Sono in genere espressione di nazioni tutt'altro che povere o dotate di campioni da esportazione.
Rischiano invece di uscire dalla competizione al primo turno tutte le nazionali africane, che non rinunciano a giocare e manifestano talune ingenuità organizzative, pur essndo dotate di ottimi elementi e valendosi dei consigli di tecnici girovaghi.
Devono pagarli molto di più di quanto consentirebbero le loro condizioni, stimate sul reddito pro capite e non sulle rendite da materie prime per i paesi ex coloniali, se fra gli anonimi girovaghi, compare anche Sven Goran Eriksson , già trainer della Lazio, già C.T. dell'Inghilterra, con qualche interesse commercial calcistico, ma anche come "console onorario" di una multinazionale arabo-britannica.
Il torneo, del resto, si svolge in Africa solo geograficamente, dato che l'estrema propaggine meridionale del continente, abolita l'apartheid si è evoluta verso i mercati globali, relegando nella miseria, nell'AIDS e nella criminalità i discendenti di quegli ingenui contestatori che preferivano morire anziché vivere da afrikaneers. Lo stesso movimento del Nelson Mandela, durante la sua lunghissima detenzione, si è reso protagonista di ogni sorta di corruzione.
Forse è per questo che tutte le nazionali africane rischiano l'eliminazione al primo turno, peggiornado le performances delle edizioni precedenti.
O si trata, invece, di carenza di Passione e Responsabilità?
Le squadre più accreditate stentano nel girone iniziale, in attesa di misurarsi fra di loro negli scontri diretti.
In fondo, le squadre minori adottano al tattica ostruzionistica che ci ha reso famosi con Nereo Rocco, quando eravamo poveri.
Molte delle nazioni che praticano il catenaccio tattico, cioè a tutto campo, chiudendo ogni spazio alle invenzioni dei più tecnici competitori, puntano alla visibilità mediatica ed all'acreditamento nel lucrosissimo mondo del business pallonaro.
Sono in genere espressione di nazioni tutt'altro che povere o dotate di campioni da esportazione.
Rischiano invece di uscire dalla competizione al primo turno tutte le nazionali africane, che non rinunciano a giocare e manifestano talune ingenuità organizzative, pur essndo dotate di ottimi elementi e valendosi dei consigli di tecnici girovaghi.
Devono pagarli molto di più di quanto consentirebbero le loro condizioni, stimate sul reddito pro capite e non sulle rendite da materie prime per i paesi ex coloniali, se fra gli anonimi girovaghi, compare anche Sven Goran Eriksson , già trainer della Lazio, già C.T. dell'Inghilterra, con qualche interesse commercial calcistico, ma anche come "console onorario" di una multinazionale arabo-britannica.
Il torneo, del resto, si svolge in Africa solo geograficamente, dato che l'estrema propaggine meridionale del continente, abolita l'apartheid si è evoluta verso i mercati globali, relegando nella miseria, nell'AIDS e nella criminalità i discendenti di quegli ingenui contestatori che preferivano morire anziché vivere da afrikaneers. Lo stesso movimento del Nelson Mandela, durante la sua lunghissima detenzione, si è reso protagonista di ogni sorta di corruzione.
Forse è per questo che tutte le nazionali africane rischiano l'eliminazione al primo turno, peggiornado le performances delle edizioni precedenti.
O si trata, invece, di carenza di Passione e Responsabilità?
Se hai anche tu un esempio di Passione e Responsabilità...
Così recita la propaganda aziendale, alla quale ho provocatoriamente preposto il seguente esempio.
Sabato scorso, a metà giornata, è venuto meno José Saramago, un bell'esempio di passione e responsabilità. Affabulatore delicato e sentimentalmente ironico, interprete della saudade, la nostalgia di ciò che non si è mai vissuto, espressa attraverso l'involuto idioma portoghese.
La sua espressione assomiglia ad un incessante esame interiore, che attinge alla cultura, ai classici ed alla mitologia, declinati nei termini della vita quotidiana e dell'esperienza.
Frondista, durante la dittaura fascista di Salazar e di Caetano - si iscrisse in clandestinità al partito comunista - diresse una rivista letteraria e pubblicò su giornali e riviste.
Dopo la rivoluzione dei garofani, che sancì la fine di un isolamento periferico del Portogallo, che si uniformò ai costumi dell'Europa occidentale, non ritenendo, la classe dirigente economica di quel paese, che fosse ancora opportuno e produttivo per sé, tenersi fuori dai giochi, iniziò una intensa produzione di romanzi storici ed ideologici ed anche di sociologia politica, in forma di racconti.
Rivisitò il Nuovo Testamento, scrivendo Il Vangelo secondo Gesù Cristo - l'unico che non ne ha scritto uno - suscitando l'ostilità rabbiosa della Chiesa cattolica, per aver rappresentato un Gesù, figlio del Dio veterotestamentario ed a sua volta padre di quel Genitore, nella versione della nuova religione che, Lui ignaro, si sarebbe prodotta ed affermata secondo i canoni del potere mondano. Un Gesù, in punto di morte, disilluso dal Padre, che prega gli uomini che continueranno a soffrire della Sua crudeltà, di perdonarLo.
Anche in morte, l'Osservatore romano non si è astenuto da una invettiva all'acido prussico, del tutto priva di Carità cristiana.
Il Governo portoghese non se la sentì di farsi rappresentare da lui nelle concioni letterarie mondiali e Saramago si appartò sull'isola di Lanzarote, dove ricevette la notizia del Premio Nobel e dove riposeranno una parte delle sue ceneri. Le altre - e solo le ceneri - saranno restituite a Lisbona.
Ha esercitato con modestia non servile la passione e la responsabilità che gli venivano da dentro e, sia pure consegnato ora alla sua dimensione museale, è un garbato maestro di vita del nostro breve tempo.
Sabato scorso, a metà giornata, è venuto meno José Saramago, un bell'esempio di passione e responsabilità. Affabulatore delicato e sentimentalmente ironico, interprete della saudade, la nostalgia di ciò che non si è mai vissuto, espressa attraverso l'involuto idioma portoghese.
La sua espressione assomiglia ad un incessante esame interiore, che attinge alla cultura, ai classici ed alla mitologia, declinati nei termini della vita quotidiana e dell'esperienza.
Frondista, durante la dittaura fascista di Salazar e di Caetano - si iscrisse in clandestinità al partito comunista - diresse una rivista letteraria e pubblicò su giornali e riviste.
Dopo la rivoluzione dei garofani, che sancì la fine di un isolamento periferico del Portogallo, che si uniformò ai costumi dell'Europa occidentale, non ritenendo, la classe dirigente economica di quel paese, che fosse ancora opportuno e produttivo per sé, tenersi fuori dai giochi, iniziò una intensa produzione di romanzi storici ed ideologici ed anche di sociologia politica, in forma di racconti.
Rivisitò il Nuovo Testamento, scrivendo Il Vangelo secondo Gesù Cristo - l'unico che non ne ha scritto uno - suscitando l'ostilità rabbiosa della Chiesa cattolica, per aver rappresentato un Gesù, figlio del Dio veterotestamentario ed a sua volta padre di quel Genitore, nella versione della nuova religione che, Lui ignaro, si sarebbe prodotta ed affermata secondo i canoni del potere mondano. Un Gesù, in punto di morte, disilluso dal Padre, che prega gli uomini che continueranno a soffrire della Sua crudeltà, di perdonarLo.
Anche in morte, l'Osservatore romano non si è astenuto da una invettiva all'acido prussico, del tutto priva di Carità cristiana.
Il Governo portoghese non se la sentì di farsi rappresentare da lui nelle concioni letterarie mondiali e Saramago si appartò sull'isola di Lanzarote, dove ricevette la notizia del Premio Nobel e dove riposeranno una parte delle sue ceneri. Le altre - e solo le ceneri - saranno restituite a Lisbona.
Ha esercitato con modestia non servile la passione e la responsabilità che gli venivano da dentro e, sia pure consegnato ora alla sua dimensione museale, è un garbato maestro di vita del nostro breve tempo.
sabato 19 giugno 2010
Milone
Deve intendersi per lavoratore, caro Milone, colui/ei che, impiegato o operaio svolga attività routinarie, prima di venir sostituito da qualche macchinario. Il plusvalore, incorporato nel lavoro, di cui si occupò Carlo Marx, sembra aver perso d'attualità e d'appeal per il beneficiario, cioè il capitalista proprietario dei mezzi di produzione.
Sembra, ancora che, per questa via, ci si avvii verso la fine del lavoro, come già profetizzava dieci anni or sono Jeremy Rifkin, eccezion fatta per qualche precaria od occasionale prestazione.
Sembra, dicunt, tradunt...verranno falsi profeti e spargeranno il verbo di Mammona.
Sembra, ancora che, per questa via, ci si avvii verso la fine del lavoro, come già profetizzava dieci anni or sono Jeremy Rifkin, eccezion fatta per qualche precaria od occasionale prestazione.
Sembra, dicunt, tradunt...verranno falsi profeti e spargeranno il verbo di Mammona.
Milone
Il personale a disposizione, caro Milone, già massa di manovra, a volta sosta presso la nostra sede, in attesa di un ingaggio, come i braccianti nelle piazze dei paesi meridionali.
Che si tratti di manovalanza è attestato, perché, quando, dopo aver sostituito influenzati, depressi, infortunati, gravide o mestruate, personale irresponsabile in ferie, restano per un giorno o poche ore, senza lavoro, vengono ospitati in Sede, come capitava una volta a coloro che non volevano partecipare agli scioperi, verbo sconosciuto al Credem.
Ivi si adoperano in ogni compito occasionale, con Passione e Responsabilità, senza conoscere neppure il loro fine pena.
Nel frattempo non acquisiscono nessuna esperienza, conoscenza o portafoglio che li possa rendere appetibili alla concorrenza e aspettano un'acronimica futura investitura, per poter uscire dal limbo dell'intermediazione operativa, fra vertici organizzativi e riva dei bruti.
Che si tratti di manovalanza è attestato, perché, quando, dopo aver sostituito influenzati, depressi, infortunati, gravide o mestruate, personale irresponsabile in ferie, restano per un giorno o poche ore, senza lavoro, vengono ospitati in Sede, come capitava una volta a coloro che non volevano partecipare agli scioperi, verbo sconosciuto al Credem.
Ivi si adoperano in ogni compito occasionale, con Passione e Responsabilità, senza conoscere neppure il loro fine pena.
Nel frattempo non acquisiscono nessuna esperienza, conoscenza o portafoglio che li possa rendere appetibili alla concorrenza e aspettano un'acronimica futura investitura, per poter uscire dal limbo dell'intermediazione operativa, fra vertici organizzativi e riva dei bruti.
Milone
Milone, il vetro che, in tempi non lontani, si frapponeva fra gli operatori e il loro prossimo, sub specie clientis, aveva una funzione, oserei dire, morale. Neutralizzava i sorrisi seduttivi, come quelli equini, standardizzava la mimica vis a vis, casomai provocava deformazioni espressive, nel tentativo di farsi intendere attraverso il viscosissimo fluido.
Era la grata del confessore contro l'immodestia o la miseria della carne e, nel caso nostro, contro non accattivanti afrori sudaticci.
Era la grata del confessore contro l'immodestia o la miseria della carne e, nel caso nostro, contro non accattivanti afrori sudaticci.
In risposta alla mail di un esodando differito.
Temo, caro Stefano, che non di Tremonti si tratti, né di Berlusconi.
Il primo è diventato ricchissimo consigliando gli evasori di altissimo target, il secondo ha una visione edonistica della vita e mai vorrebbe passare per "moralizzatore".
Dopo il default della Grecia e quello probabile dell'Ungheria, che ha la parità di cambio del suo fiorino con l'euro e la revisione dei conti di portogallo, Spagna e Italia, l'Europa teutonica, non accettando più di pagare i costi del dopoguerra, si è prima imposta una dura manovra correttiva, poi, per via diplomatica, ha imposto correzioni ( secondo me, non risolutive ) ai paesi gaudenti, soprattutto di ozio e di buon clima.
Hai visto con quanta repentinità è stata innalzata l'età pensionabile delle donne che, come gli uomini, non lavorano nella pubblica amministrazione?
Anche in questa occasione, abbiamo rincorso l'italico stellone, nella speranza di voltar pagina prima della Quaresima e il Governo, messo alle strette, ha impiegato la furbizia per gestire il potere. Noi Italiani, del resto, passiamo la vita a prenderci in giro e sostanzialmente, con qualche recriminazione, accettiamo di farci prendere in giro.
Il capitolato sugli esodi prevede il rispetto dei patti sottoscritti, salvo "modifiche intervenute nel frattempo, nella legislazione previdenziale". Ormai, la legislazione nazionale, per le grandi poste, consiste solo in atti di recepimento di decreti europei ( tedeschi ). Cambia, quindi, più che la normativa - che è molto simile - il costume applicativo.
Non pensare solo al tuo "particulare": forse, anche gli evasori saranno costretti a pagare un po' più di tasse e tu potrai martirizzarti, in famiglia e con l'affezionata clientela, IGNAVA CREATURA.
Mi auguro di cuore che la sorte o la Grazia ti siano favorevoli e che, dopo le ferie Giuliane, tu possa accedere al paradiso domestico, che, a mio parere, terminerebbe alla fine di Settembre.
E poi, all'apparir del vero...
Con affetto,
Pier Paolo
Il primo è diventato ricchissimo consigliando gli evasori di altissimo target, il secondo ha una visione edonistica della vita e mai vorrebbe passare per "moralizzatore".
Dopo il default della Grecia e quello probabile dell'Ungheria, che ha la parità di cambio del suo fiorino con l'euro e la revisione dei conti di portogallo, Spagna e Italia, l'Europa teutonica, non accettando più di pagare i costi del dopoguerra, si è prima imposta una dura manovra correttiva, poi, per via diplomatica, ha imposto correzioni ( secondo me, non risolutive ) ai paesi gaudenti, soprattutto di ozio e di buon clima.
Hai visto con quanta repentinità è stata innalzata l'età pensionabile delle donne che, come gli uomini, non lavorano nella pubblica amministrazione?
Anche in questa occasione, abbiamo rincorso l'italico stellone, nella speranza di voltar pagina prima della Quaresima e il Governo, messo alle strette, ha impiegato la furbizia per gestire il potere. Noi Italiani, del resto, passiamo la vita a prenderci in giro e sostanzialmente, con qualche recriminazione, accettiamo di farci prendere in giro.
Il capitolato sugli esodi prevede il rispetto dei patti sottoscritti, salvo "modifiche intervenute nel frattempo, nella legislazione previdenziale". Ormai, la legislazione nazionale, per le grandi poste, consiste solo in atti di recepimento di decreti europei ( tedeschi ). Cambia, quindi, più che la normativa - che è molto simile - il costume applicativo.
Non pensare solo al tuo "particulare": forse, anche gli evasori saranno costretti a pagare un po' più di tasse e tu potrai martirizzarti, in famiglia e con l'affezionata clientela, IGNAVA CREATURA.
Mi auguro di cuore che la sorte o la Grazia ti siano favorevoli e che, dopo le ferie Giuliane, tu possa accedere al paradiso domestico, che, a mio parere, terminerebbe alla fine di Settembre.
E poi, all'apparir del vero...
Con affetto,
Pier Paolo
Milone
Osservavo le tavole degli impegni di Credemfactor, caro Milone, e mi sovvenivano i principi del diritto primitivo, le ataviche XII tavole del primo diritto romano, ma anche i principi consuetudinari del diritto anglosassone, quella giurisprudenza legata al costume, così efficace per l'imperialismo commerciale britannico e per l'integrazione culturale del meticciato sociale nord americano.
Che bello sentirsi investiti di una missione salvifica, sentimentale e al di fuori di aridi criteri oggettivi, quale "ira bona" nel punire anche con la morte, quanto "sentiamo interiormente" ingiusto.
Poi mi è sovvenuto di quando ero catecumeno, aspirante - si diceva - a un vago pulviscolare, simile allo zucchero a velo. I principi stentorei, ma trattati con sospirosi dolcificanti, il sentore di vaghe minacce e il placido sorriso mentre si lisciavano la pancia gravida, ma non di feti o di liquido amniotico.
Mi è andata bene che non ho incontrato preti pedofili.
Il profilo, però, era quello: agreste, padronale e paternalistico.
Invece è giusto solo quello che prevede lo "ius", il diritto e non le impressioni soggettive che ne può coltivare ciascuno di noi.
Non è giusto, ad esempio, che per ascoltare il bolso briefing sui "tempi liberati dalla semplificazione della procedura, da dedicare alla consulenza ed alla vendita, con catalogo premi, dal tostapane al lettore portatile di CD", i miei colleghi siano stati costretti ad avviarsi verso casa alle 18,40, senza indennità e recuperi, dopo aver consumato una giornata a ritmi da catena di montaggio.
Non è giusto che il personale in missione, alla stessa ora e per lo stesso tempo, abbia dovuto raggiungere i luoghi delle conferenze.
Non è giusto, soprattutto, che si tema di farlo presente, con paura e autoirresponsabilità.
Che bello sentirsi investiti di una missione salvifica, sentimentale e al di fuori di aridi criteri oggettivi, quale "ira bona" nel punire anche con la morte, quanto "sentiamo interiormente" ingiusto.
Poi mi è sovvenuto di quando ero catecumeno, aspirante - si diceva - a un vago pulviscolare, simile allo zucchero a velo. I principi stentorei, ma trattati con sospirosi dolcificanti, il sentore di vaghe minacce e il placido sorriso mentre si lisciavano la pancia gravida, ma non di feti o di liquido amniotico.
Mi è andata bene che non ho incontrato preti pedofili.
Il profilo, però, era quello: agreste, padronale e paternalistico.
Invece è giusto solo quello che prevede lo "ius", il diritto e non le impressioni soggettive che ne può coltivare ciascuno di noi.
Non è giusto, ad esempio, che per ascoltare il bolso briefing sui "tempi liberati dalla semplificazione della procedura, da dedicare alla consulenza ed alla vendita, con catalogo premi, dal tostapane al lettore portatile di CD", i miei colleghi siano stati costretti ad avviarsi verso casa alle 18,40, senza indennità e recuperi, dopo aver consumato una giornata a ritmi da catena di montaggio.
Non è giusto che il personale in missione, alla stessa ora e per lo stesso tempo, abbia dovuto raggiungere i luoghi delle conferenze.
Non è giusto, soprattutto, che si tema di farlo presente, con paura e autoirresponsabilità.
Milone
La deforestazione continua...
Lungo il corridoio, davanti a me, passano i carrelli con i tronchi trasformati in tanta carta certificativa.
L'eretica invenzione, insieme alla scrittura, ebbe in origine ben altri scopi ed i bramini si compiacquero poi degli esiti sacrileghi sugli ex adepti, piangendo la loro ex esclusiva sapienza.
Li trasporta lo stesso boscaiolo, a giudicare dall'aspetto - sia detto con deferenza - che ha commesso il peccato di invaghirsi di aspettative più comode, ma meno sane.
E oggi, fra il depresso e l'incazzato, ciabatta con i sandali fra il furgone e il salone, scandendo i suoi passi come un metronomo ( deve fare altre sei consegne ), sperimentando per la prima volta il senso del ridicolo.
Lungo il corridoio, davanti a me, passano i carrelli con i tronchi trasformati in tanta carta certificativa.
L'eretica invenzione, insieme alla scrittura, ebbe in origine ben altri scopi ed i bramini si compiacquero poi degli esiti sacrileghi sugli ex adepti, piangendo la loro ex esclusiva sapienza.
Li trasporta lo stesso boscaiolo, a giudicare dall'aspetto - sia detto con deferenza - che ha commesso il peccato di invaghirsi di aspettative più comode, ma meno sane.
E oggi, fra il depresso e l'incazzato, ciabatta con i sandali fra il furgone e il salone, scandendo i suoi passi come un metronomo ( deve fare altre sei consegne ), sperimentando per la prima volta il senso del ridicolo.
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