domenica 12 ottobre 2014

Democrazia semplificatoria.

Ormai il commercio semplificatorio si è esteso a tutte le attività economiche e i servizi connessi, come quello di riscuotere i soldi degli acquisti è demandato a macchinette integrate con bilance. Agli sportelli delle multisale cinemetografiche, avventizi rallentano la fila per spiegare a dei rincoglioniti palesi la facoltà d'abbonamento scontata, con possibilità di utilizzo con altri sconti ai bar, con ricarica di punti, tanto che lo spettatore si confonde, borbotta e talvolta sottoscrive. Con quella tessera plastificata - ci vuola una borsa a scomparti ormai per portarsele tutte dietro, potrà prenotare i posti online, infatti la cassa è ormai un'afflizione, pungolati da famigliole d'aspetto grossolano, investiti dalle corse divagatrici dei bambini fra le luci al neon, contrastati nell'adempimento semplice della praticuccia dalle involute e frenetiche spiegazioni pubblicitarie. La maggior parte delle persone non capisce palesemente un'acca, ma la ripetizione costante delle stesse risparmiose opportunità li incanta e li induce ad indugiare. Sì, perché i loro redditi sono da domenica al cinema, mentre quelli dei cassieri, maschere, baristi e sguatteri, serviranno solo per una pizza. Tutto al minor costo, tutto per un lavoro sottopagato, stupido ed in divisa, del tutto speculare ai contratti a termine dei grossi centri specializzati nei villaggi commerciali: poche centinaia di euro per orari bislacchi a frammentati. Così facendo, si riducono progressivamente gli addetti alle mansioni esecutive ed alle mansioni esecutive si destinano coloro che si vogliono eliminare, o almeno che si vorrebebro eliminare, coloro che sono assunti per essere presto eliminati. E' tutto un mondo di apparenze, facile e inconsistente, nel quale molti non si riconoscono sulla base di vecchie retoriche di appartanenza, più proprie dei loro padri che dotate di prospettiva per loro. Ma il capitale a loro non fa sconti, lo Stato è diventato esattore e nessuno inverte una corsa insensata verso l'inganno e l'illusione. A rallentare la fenomenologia elementare soccorrono i rincoglioniti clienti di cui sopra, almeno in rapporto alla loro rilevanza economica per i capitalisti, mentre torme di ragazzini e ragazzotti si apprestano a prendere da adulti l'atteggiamento insofferente e inconsapevolmente autolesionistico dell'asseveratore della nuova inciviltà che avanza.

sabato 11 ottobre 2014

Accadimenti.

Genova come Firenze, anzi peggio, per l'entità della trascuratezza circa le opere di contenimento dei torrenti che l'attraversano e la lambiscono. La seconda volta in pochissimi anni, tutte e due le volte con dei morti e danni ingentissimi al patrimonio pubblico e privato. Rispetto a Firenze non sono state interessate le bellezze artistiche e i musei: Genova sale e scende, come molte città rivierasche, l'acqua quindi scende a valle o ristagna, portando con se quello che incontra, soprattutto auto e moto. Non vi lasceremo soli! Sempre le stesse ciacole. Il contesto genovose è in crisi da decenni, dopo che l'IRI smobilitò le numerose e grandi aziende che aveva su quel territorio; il numero dei barboni per le strade è impressionante, eppure la città, barocca nei suoi quartieri ricchi, che ospitano, al sicuro, tutta la musealità cittadina è bella e aspra, con i suoi caruggi e dolente e squallida nelle sue periferie sventolanti di centinaia di bandiere del Genoa. L'esondazione non la cambierà di molto. I fondamentalisti islamici hanno già comunicato di aver affilato i coltelli per la macellazione della diciassettenne pakistana insignita del premio Nobel. Ci sono due aspetti che stonano in tutto questo: il riconoscimento del premio per la pace in nome di un inventore di esplosivi( i Talebani lo hanno ricordato, riferendolo ai bombardamenti ) e la corresponsione di milioni di euro ad una minorenne, la cui condizione, famiglia permettendo, potrebbe mutare definitivamente nella povera realtà pakistana e impigrire e sterilizzare la campagna "studentesca" di questa coraggiosa ragazza, forte, fino ad ora, della sua formazione, che il premio in denaro potrebbe modificare im prospettiva. Costei propugna la scuola gratuita per tutti i bambini, maschi e femmine, cioè il superamento in breve tempo della cappa religiosa e di costume che opprime l'Islam povero in tutto il mondo. Il riconoscimento, invece, in quest'ultimo senso, è importantissimo e la reazione dei macellatori di Allah ne è l'attestato più evidente. E' stato premiato, insieme a Malala Yousafzai, l'indiano Kailash Satyarth, che di anni ne ha sessanta e che da venticinque si batte contro il lavoro minorile nel suo Paese, fenomeno che riguarda milioni di bambini analfabeti, la cui condizione si può già considerare "migliore" di quella di altrettanti coetanei che vivono per la strada, in balia di tutto e di tutti. Gli uni e gli altri li ho visti personalmente, in India, appoggiare il capo su una parete in pomeriggi torridi e polverosi, schiavi di padroni urlanti ad ogni minimo cenno di rallentamento, dentro laboratori orafi, in prossimità di mercati ed empori, nei quartieri dell'artigianato. La mia "guida" a Benares è stato un bambino gentile, che mi chiese, in premessa, se io avessi conosciuto i miei genitori, perché a lui non era toccato. Era "ancora" consapevole e premuroso, mentre intorno i conducenti di risciò litigavano con i loro arti "mangiati" dalla lebbra, per accaparrarsi i clienti. Ricordi di un'umanità del tutto identica alla mia, affidata alla casualità senza senso della nostra presuntuosa esistenza. Una volta tanto, un Nobel del cuore.

giovedì 9 ottobre 2014

Le basi banali della crudeltà.

A Napoli un ragazzo di quattordici anni è stato menomato e forse ucciso, immettendogli aria compressa nel ventre, attraverso l'ano. E' avvenuto per strada ad opera di un ventiquattrenne e di un suo compare. I genitori del giovane adulto hanno definito uno scherzo l'abietto e futile abuso su di un ragazzino inerme. Le lesioni intestinali gli stanno producendo delle atroci sofferenze. Diversi anni fa, nello spogliatoio di una fabbrica bolognese toccò ad un operaio marocchino, ad opera di alcuni suoi compagni di lavoro italiani. Il sindacalismo di sinistra lo definì un frutto dell'ignoranza. Si tratta invece di un barbaro e pigro sadismo annoiato che andrebbe sanzionato per quello che è: un omicidio o un tentato omicidio con menomazioni gravi e invalidanti, fisiche e psicologiche. Per questi gesti che si scoprono solo perchè eccedono in ferocia e in "fantasia", la pena dovrebbe essere semplice e meccanica: l'ergastolo. Ma l'Italia è il paese degli accomodamenti, anche con la coscienza che la ottundono nel sentire diffuso.

Opera Aziendale Maternità e Infanzia.

L'affare si è ingrossato, forse anche la famiglia si allargherà e, con essa, anche la mia Signora. Fortunatamente, come in una moderna società scandinava. la mia azienda non ci perde di vista. Anche se ci priva, così, di qualsiasi momento di intimità, di calore e di familiarità non tribale, potremo rimanere aggiornati sulle dinamiche professionali anche in congedo. A dire il vero, di novità vere non ve ne sono; si tratta sempre di ripetizioni dello stesso, reiterato obiettivo sfidante. Chissà se la mia Signora lo dirà prima a me o a GES, che il ciclo è saltato. Di chi temerà, eventualmente, l'interferenza? Come nelle consulenze in Parrocchia, anch'esse volontarie, ma "dovute" nella comunità dei fedeli, potremo partecipare a focus group, per moduli successivi. I nostri Maestri saranno accreditati sacerdoti dell'Università di Bologna, esperti di benessere personale, nell'ambito delle famiglie e dell'azienda, accettato, cioè, un inscatolamento della propria vita. Ed io, che ho figli, in parte frutto di copule coniugali prima che le strade divergessero e uno da free lance, sono destinatario di formazione per la domus e la factory? Certo che la maternità e la paternità inducono cambiamenti d'orizzonte, sempre che l'orizzonte postulato fosse quello del successo aziendale e dell'acronimo che me l'attesta. L'immagine di Gustav Klimt, la madonna col bambino, è solo la più iconografica; ce n'è un'altra, ad esempio, nella quale la madonna sculaccia energicamente Gesù, non sopportandone più i capricci. In questo caso, mamma e papà potrebbero maturare un'insofferenza verso ogni ulteriore occasione di stress. Noi sappiamo quante gliene offriamo. Cominciamo dall'inizio. La gravida vedrà GES(tazione)..che pudica discrezione, fin dai primi vomiti incontrollabili che tradiscono l'imbarazzo - si direbbe in Spagna -. GES(tione) della GES(tazione) ha competenze ginecologiche? Sottoporrà la birichina a una visita preventiva di un rischio incipiente? Quanto le verrà detto, in camera caritatis, potrà povocarle un aborto? Se accetterà questo abominevole, perché privatistico approccio, sarà, ancora una volta, nella condizione di non poter sfuggire all'altrettanto abominevole controllo ed indirizzo di un altro privato, privatamente attento ai suoi interessi. Tanto per cominciare, potrà rimanere collegata con la sua famiglia decentrata, con i suoi colleghi che avranno certamente qualcosa da chiederle circa i processi in fieri altrettanto importanti che i suoi. La corrispondenza intra moenia sarà comunque assicurata. Al varo del nuovo progetto ( che bello! Potremo chiamarlo Alvaro ), ai poveri genitori saranno riconosciuti 1.000 euro lordi e il doppio in caso di parto gemellare, la metà pro capite, se i genitori si sono sinergicamente attivati infragruppo. Finalmente una possibilità concreta di percepire un premio di produzione, anzi l'unica. Mi solletica la doppia erogazione gemellare: la mia Signora ha fatto una cura antisterilità e, in questi casi, la cucciolata è del tutto analoga a quella zootecnica che ai miei padroni dovrebbe essere familiare. Comunque, la sensibilità della mia azienda rifulge: è sempre sul pezzo..peccato che il pezzo sia io. L'incontro con GES(tore) della GES(tazione)si ripeterà post partum per la GES(tazione) della GES(tione). Sarà l'epilogo della premessa o che altro ancora? "Credevo che l'emozione da sposa novella fosse stata la più intensa, ma non era così. Chissà che, per incentivare il mio spirito materno, non mi forniscano un ricovero in un nido aziendale, attiguo all'azienda. Ma forse è meglio di no, non sarebbe gratuito e allora altro che mille euro lordi. So fin d'ora che sarò, saremo supportati psicologicamente ( anche se, per la verità non ne avvertivamo la necessità )da un team sponsorizzato di docenti in quelle discipline che hanno sostituito con algida, apparente razionalità, i persuasori occulti delle società magiche e religiose. Siamo una società evoluta e la mia azienda lo è in maniera studiata e particolare, ma, in più, conserva quel caldo afflato domestico che tanto disperso risulta in questo mondo sfrappolato. Certamente, fuori orario, potremo partecipare a forum di indottrinamento, sempreché disponiamo di una nonna a cui affidare i cuccioli. O il cucciolo? Perché è contemplata solo un'evenienza? Di più renderebbero il benessere irraggiungibile e sarebbero incompatibili col reddito o con le aspettative aziendali? Da primipare, al rientro, saremo accolte da un morbidoso affiancamento e saremo reintrodotte e controriformisticamente riconvertite attraverso appositi corsi. Come sarà possibile, con questa gamma continua di impegni, accudire il pargolo, resta, ora che siamo ancora nel mondo delle vaghe intenzioni, un mistero certamente gaudioso che ci condurrà, senza deviazioni, lungo il sentiero, un po' angusto e costrittivo, della serenità, della pacificazione e della mansuetudine, nell'ininiterrotto itinere del lavoro e subordinatamente, in casa".

Esiti scontati.

Con un'offerta di liquidazione dei soci uscenti e dopo aver ribadito l'impegno per la riqualificazione dello stadio e dei quartieri adiacenti, Joe Tacopina, rimesso abilmente in gioco, per sé, da Albano Guaraldi, ha ricominciato a far ruotare il Bologna f.c. nella sua orbita. Zanetti era rientrato, ma alle condizioni del 2010, per le quali era uscito ed in funzione delle quali era rientrato, per non smenarsi quattro milioni di euro. Prendo la società, non dò un soldo ai soci- salvatori, non mi importa dello stadio e dei quartieri che stanno invece a cuore al Comune a corto di risorse. Ecco quindi che gli americani, che pure metteranno sulla bilancia - pare - qualche milione di euro in meno di quelli preventivati da Zanetti, di cui 6,5, però, andranno in tasca agli uscenti, tornano da liberatori. Se l'invidia competitiva non accecasse i contendenti, la soluzione più ovvia sarebbe la collaborazione, ciascuno nell'ambito che più gli sta a cuore. La quotazione newyorkese della Segafredo-Zanetti potrebbe avvalersi anche dei nuovi soci. Ma in questi casi si vuole sbaragliare qualsiasi concorrenza e fare da soli la ruota del pavone. Gli spennacchiati gallinacci proprietari volevano solo essere pagati prima di uscire e ci sono riusciti. Speriamo che le premesse trovino realizzazione, per la città che ne ha bisogno e, se possibile, per il decadutissimo club. I protagonisti del baratto sono sensali da dozzina, contabili aridi, chissà però se, senza volere, contribuiranno alla sprovincializzazione della città?

Welfare...welfare evolution.

Certo che l'assistenza privata ai dipendenti sta toccando vette inaudite, inusitate. E ' incredibile la sollecitudine, professionale direi, verso ogni esigenza del personale, invadente e falsa come le campagne promozionali che promuovono necessità non sentite. Welfare...welfare, dalla cessione del quinto, al benesere psico-fisico, fino alla gravidanza, mentre prima ci si limitava al puerperio. E siamo solo all'inizio dell'incessante iniziativa, del tutto speculare ai "ressemblements" delle ripetute iniziative commerciali. La Gestione dei fenomeni si propone di evitare, con logica totalitaria, quelle variabili naturali che possono alterare la perfetta concatenazione degli adempimenti organizzativi. Anche se tutta la gravidanza si svolgerà in azienda, anzi proprio per questo, salvo casi rari, che però sono diventati meno rari nelle ultime occasioni, sarà monitorata, fino al suo esito e, dopo, rispetto alle ricadute sulle priorità temporali da dedicare alla vita mutata. Intanto, sul portale intranet, consultabile anche da chi non dispone della mezz'ora d'accesso, è comparso ed è consultabile il sito della CISL. Tutto si tiene.

Le leggi illegali.

Il Senato dei nominati secondo una legge elettorale incostituzionale, come sancito dalla inascoltata Corte, ha votato la fiducia a Renzie, personalmente ignaro di lavoro, sul Job's Act, dopo aver sancito la propria morte autoassistita l'estate scorsa. Ha votato la fiducia e, come deresponsabilizzato da questo atto aprioristico, ha criticato nel merito sfuggente un provvedimento che riconsegna il popolo all'occasionalità della vita, che non favorirà alcun investimento foriero di occupazione e che quindi, per quel che vale, poteva anche essere votato da un'assemblea screditata, il cui Presidente presiedeva assente, fra fogli e libri rilegati che volteggiavano vicini alla sua testa immobile. Anche gli altri Vicepresidenti lo hanno sostituito con la solita, stanca litania, quasi come dei manichini, palesemente poco interessati ad un dibattito dall'esito scontato. Alla Camera dei deputati resta ancora da conservare la cadrega e, solo per questo, è possibile che il dibattito sia meno sterile e possa aprire spiragli di schieramento meno dimessi.

mercoledì 8 ottobre 2014

Pseudonimi.

La prospettiva del taglio delle pensioni è nei fatti ed è logicamente prevedibile per i prossimi anni. Sconsiglia l'abbandono del posto di lavoro. Meglio uno stipendio, sia pur continuamente rastremato. dalla creatività egoistica dei padroni e dei loro delegati, che una miserabile pensione. Se il sistema finanziario, che ha ormai surrogato l'economia reale, che può tranquillamente chiudere i battenti, costringe le comunità territoriali a non utilizzare la leva del debito e dell'intervento pubblico in economia, il grigiore e l'insensibilità amministrativa non possono che indurre finali pauperismi. Mentre i giovani italiani dotati delle competenze che si possono vendere bene, che vengono cioè remunerate, cercano una collocazione dove il mercato è più florido e praticano la flessibilità lucrativa per loro, cambiando quando le prospettive mutano o si spostano, in Italia continuano ad affluire lavoratori servili, non qualificati, che vanno a coniugarsi con il lavoro minore nazionale, mentre l'inattività e la disoccupazione preparano la base degli slums prossimi venturi. Nel nostro paese la famiglia costituisce ancora un freno alla dissoluzione dei rapporti economici e delle responsabilità sociali, già fin d'ora irrise e trascurate. Nel frattempo viene creata artificialmente moneta, sempre in logica finanziaria, attraverso l'indebitamento sull'indebitamento, ad opera di società dai nomi fantasiosi od imperscrutabili, che altro non sono che gemmazioni delle aziende di credito. Sistemi di finanziamento da società povera ritornano in auge, dalla cessione degli ori e degli argenti a quella del quinto dello stipendio e costituiscono nuclei specializzati creditizi. La semplificazione stratificatoria accelera e la mancanza di informazione e di approfondimento prende atto della scomparsa della base materiale, il lavoro stabile, sulla quale confrontarsi e sulla quale esprimersi elettoralmente, per giungere a sintesi parlamentari. La società autoritaria, pseudo democratica, si plasma.

martedì 7 ottobre 2014

Eserciti di riserva.

Una ragazza curda ha fatto da bomba umana, la kamikze contro un acquartieramento di miliziani del IS. Non era una delle cristiane yazide, rapite e schiavizzate; è stata definita una combattente curda. In precedenza, dopo una battaglia vinta dai miliziani del califfo, tre donne curde erano state "giustiziate" attraverso il rituale della decollazione-macellazione col coltello, la stessa praticata sui prigionieri nemici, sugli ostaggi non riscattati. Il ripetersi dei rituali barbarici, per noi che bombardiamo indiscriminatamente dal cielo, rivela una comunità di "cultura o subcultura" omogenea ed indipendente dai principi religiosi professati: non solo gli arabi praticano il martirologio, ma anche i Curdi senza patria, gli uomini come le donne. Anche noi uccidiamo "razionalmente" a distanza, ma soprattutto, razionalmente mandiamo avanti truppe di( senza ) terra, ( male ) armati da noi che, sul terreno, non vogliamo correre rischi, dal momento che in ballo c'è, per ora, il controllo politico, per delega, di zone strategiche, ma non lo sfruttamento dei pozzi petroliferi. Per cui, avanti gli altri, ciascuno dei quali pensa di avere una motivazione personale od etnica a sacrificarsi per noi.

Tu vo' fa' l'americano.

L'Albano che non se ne va mai, ingaggiato Massimo Zanetti, accorso a salvaguardare i suoi quattro milioni di euro e probabilemnte disposto a farseli rimborsare dagli americani, tagliato fuori, insieme ai suoi compagni di merenda dai lucrosi indennizzi che gli statunitensi avevano promesso loro, sfrutta il breve interregno di presidenza rimastogli, non per ripianare i debiti, ma per cercare di farseli pagare da Tacopina e Saputo, che stavano diluendo i tempi per far fallire - asseriscono - la società, rilevarla a zero euro e rilanciarla in tre anni, dalla Lega pro. Nel frattempo, col pieno accordo del Sindaco, si sarebbero concentrati su un investimento in infrastrutture ( non solo sullo stadio ) di settanta milioni di euro, che avrebbero sfruttato sul modello americano della Città dello sport, con empori, sale di intrattenimento, ecc. che avrebbero focalizzato i commerci dell'intero quartiere Costa-Saragozza ed al quale si sarebbero aggiunti - dopo i tre anni previsti - i diritti televisivi. In tutto questo, l'unico tassello mancante e tutt'ora mancante, era il lucro cessante ed il danno emergente della scassata, ma agguerrita, sul piano della bottega, proprietà in bolletta. Ecco quindi che Zanetti che, come suo inveterato costume, vuole trarre il massimo profitto a breve dalle sue erogazioni di denaro, è infastidito dai soci con i quali non ha mai voluto condividere neanche un caffé, che continuano a manovrare alle sue spalle, aprendo spazi di negoziazione agli americani, sia con l'attualmente riottoso proprietario, che ha dimostrato di sapersi ricredere, se gli conviene, sia, di sponda, con i salvatori della bagnarola nel 2010, compreso quel Gianni Morandi che rischia di lasciare sul relitto due milioni e mezzo. Le aspettative nazionali sono come al solito meschine, ma il volano dei soldi pare essersi comunque innescato; sarebbe deprimente un ripiegamento sugli interessucoli di quattro sfessati, che mandasse in malora il progetto. Per fortuna, potrebbe avvenire solo incidentalmente ( ma a suon di tira e molla, non è escluso ), dato che non corrisponderebbe ai loro stessi interessi. Tu vo' fa' l'americano, cantava Renato Carosone, ma s'i nato in Italy.

Visitors

In un meriggio tranquillo, fra gente silenziosa, discreta od espansiva ma civilmente appartata due..quattro..sei o più corvi grigi svolazzano e parlano forte. Ridono e ammiccano, spiccano per quesi cafoni che sono..riconoscibilissimi. A passo di carica, nell'indifferenza generale, si gloriano della loro inutilità.

Il puzzle si ricompone.

Finalmente s'intravede la linea di demarcazione fra le due componenti inconciliabili del PD. Lo stesso atteggiamento della CGIL risponde a questa prospettiva politica. Non potrebbe essere altrimenti dopo più di dodici anni di "codeterminazione" recente ed altri dieci prima, quando il nome di riferimento era PDS, con la quale han contribuito alla liquidazione della sua rappresentatività, né c'entra più la dinamica interna con la pressione sempre più forte e fondata della minoranza operaista, di una classe cioè, dispersa, smarrita, extracomunitaria. Lo scout con il gelato guida una compagine personale di cui non conosce, neppure presuntivamente, la consistenza; conta però di coagulare un consenso moderato, pari o simile a quello della ex Democrazia cristiana alla quale appartiene anche antropologicamente. La Bindi resterà a sinistra, ma solo per non essere rottamata. Nella società liquida, senza appartenenze che non siano quelle della sessualità, dell'ecologismo e dell'animalismo, le ideologie denegate torneranno a raggrumare sensibilità eterogenee e interessi avvertiti. Sul piano dialettico, le vecchie formazioni rinnovate saranno da salutare come una chiarificazione necessaria e, in questa logica, sarà bene che la sinistra stia all'opposizione, perché è provato che al governo fa più danni della destra, non essendo propria dell'Italia la dialettica degli opposti veri, senza approdi geopolitici stranieri. In fondo, il mondo intero sta ripiegando sugli assetti del passato che si è voluto rimuovere con un colpo di genio e di propaganda e che ha causato tante incongruenze e sofferenze, su assetti ridenominati, ma analoghi a quelli che hanno preceduto il cedimento degli argini. Purtroppo anche questo remake sarà spacciato per nuovo e la mancanza di coscienza storica potrà apportare equivoci e probabilmente sarà foriera di guai tradizionali. Anche il califfato decapitatore è un lascito del 1924, storicamente l'altro ieri e la coalizione anti Is, comprendente Paesi bizzarri come l'Australia, il Belgio e la Danimarca con i loro caccia bombardieri, che altro è se non una riedizione delle crociate? Purtroppo qualcuno ha creduto di vivere in un'altra dimensione o ha cercato di gratificare un po' la sua esistenza, come il povero taxista inglese, vittima non speculativa e non ideologica della povertà del vivere.

lunedì 6 ottobre 2014

La libertà= Il dialogo contro il dogma.

Al Consiglio per la famiglia, la Chiesa cattolica "illumina" il cammino dei divorziati che si sono risposati. Scommettiamo che stabilirà un percorso penitenziale per costoro, purchè rinuncino al secondo matrimonio e ritornino, casomai vecchi e spompati, all'ovile? Le riforme, in seno alla Chiesa, all'interno del dogma, non sono mai state altro e mai altro saranno che "ritorni del figliol prodigo". Di nessuna rilevanza le situazioni createsi in seno alle due famiglie, la condizione personale, sociale, economica e lavorativa di tuti i soggetti coinvolti, purché il sacramento originario sia ripristinato, salvo scioglimenti che lo annulleranno, annulleranno i fatti come se non si fossero mai determinati. Per questo, fra laici e religiosi, ogni "dialogos" è precluso, essendo la dialettica l'antidoto al dogma. Purtroppo, sull'onda del riflusso civile, culturale e - speriamo - non giuridico, la rivincita reazionaria, ammantata di parole "evangeliche" adattabili al pauperismo che avanza, alla libertà che si restringe, all'accantonamento momentaneo dei portati di lunghe e dolorose battaglie civili, può esercitarsi di nuovo, nelle sue tradizionali forme subdole.

Le vite parallele.

Una volta, dunque, si eliminavano le eccedenze sociali attraverso le guerre. "Una volta" è l'attualità di tante zone del mondo e di tanti strati sociali negli sperequati Paesi che alimentano le ideologie dominanti, siano esse votate al successo, siano esse votate all'egualitarismo al minimo e, per di più, utopistico. A dire il vero, quest'ultima utopia è stata dismessa, per stanchezza e noia e l'effetto devastatore non conosce rallentamento, come il virus dell'ebola che, a quanto pare è simile a quello dell'Aids e può essere usato come vaccino o terapia contro la sindrome da immunodeficienza acquisita..una volte acquisite le opportune conoscenze. Ma solo per le nazioni viziate, le altre, al massimo, potranno usufruirne solo attraverso la sperimentazione. La diffusione del virus ha viaggiato sulle ali del mondo globale, del suo turismo e di quello sessuale in particolare e continua a farlo, attraverso il turismo intrasociale, inteso come omogenea condizione economica, nelle nostre piccole patrie "globali". Il virus dell'ebola, una febbre emorragica che svuota gli organi della loro linfa alimentare e conduce a rapida e dolorosa morte, dopo due o tre manifestazioni in centrafrica è riuscito finalmente a varcare i confini di zone primitive e inospitali, attraverso il contagio benefico dei Medici senza frontiere, dei volontari tristi e inappagti, delle istituzioni missionarie e caritatevoli. Ma se una volta erano le guerre a riprodurre immutato l'ordine sociale, oggi sono gli esuberi i destinatari dello smaltimento e della rottamazione. Se in una prima fase, codesti "in sovrappiù" sono stati maliziosamente e colpevolmente favoriti, tanto che i più "intelligenti" fra di loro hanno sfruttato la situazione per ritirarsi presto da un lavoro nel quale non si erano mai né realizzati, né identificati, ora che le risorse del clientelismo si sono esaurite, gli ultimi frettolosi transfughi si sono trovati a percepire un'indennità di fatto dimezzata, perchè pagata bimestralmente. L'esperienza in atto nei Paesi dell'est postcomunista attesta che il regime previdenziale ante riforma capitalistica, è stato riconosciuto a tutti gli aventi diritto, anche con largo anticipo sull'età canonica del ritiro, ma viene retribuito e sarà retribuito in base ai criteri di calcolo vigenti nel regime passato, uniforme e statico e, per i prossimi decenni, secondo canoni minimi, fatta salva un'aleatoria previdenza privata. In questi Paesi, poi, non vige, come non vigeva, ma in un sistema opposto, nessun criterio di reversibilità fra i coniugi: prima ad uniformare le prestazioni e ad assicurarne la solvibilità provvedeva lo Stato, mentre ora non provvede più nessuno, la società si è fatta frettolosa, i figli si guardano bene dal sostenere i genitori e sono anzi questi ultimi a dover provvedere alle abitazioni dei discendenti, ai loro carichi familiari, mentre loro s'illudono di sottopagate prospettive. Ebbene, io penso che questa sarà la tendenza italiana dei prossimi anni; il debito senza remissione, accumulato per generazioni, che ha favorito i non operosi ed esaltato gli ignoranti e i furbi, fatto salvo il privilegio intonso delle classi possidenti, si scaricherà sulle prestazioni previdenziali e sanitarie, in un vortice infernale. Il nuovo radioso avvenire trascinerà per il naso un'altra generazione e incrudelirà sugli esuberi generazionali, finora troppo curati e troppo resistenti al trapasso. Il sacrificio e la redenzione si consumeranno in un altra replica.

domenica 5 ottobre 2014

Bioi paralleloi.

Mentre taluni migranti di colore annegano nel Mare nostrum, strumentalizzati in un business crocieristico, altre approdano al sud per cimentarsi nel loro lavoro di schiave domestiche. L'alternativa è la prostituzione, ma codesta riguarda solo le più giovani e le più vendibili, le altre vadano a servizio. Al sud dimorano senza documenti e senza conoscere la lingua, segregate in casa; a poco a poco apprendono i dialetti. Sono accolte all'aeroporto da coppie di connazionali che, in cambia di una cifra preconcordata le hanno già appaltate alle famiglie richiedenti, presso le quali recitano il rosario alla mattina ed alla sera, si coricano dopo aver salutato i cani della padrona, spesso dormono con loro, dal momento che codesti sono talmente abituati all'accudimento da non volersene più separare. Dopo un tempo di due o tre anni compaiono al nord, sono messe in regola, anche contributiva, solo allora e cominciano a praticare costumi meno oppressivi ma, non per questo, meno impegnativi. Vanno a servizio in case nelle quali il marito è molto più anziano della moglie, che si consola anche con gli stupefacenti e che le manda a fare acquisti per loro conto dai pusher... poi, un giorno, andando a fare la spesa, conoscono qualcuno, a volte il negoziante stesso e, dopo i soliti tentennamenti, intraprendono una relazione che le porterà a subentrare al soggetto divorziato, con figli in azienda, in cambio di un contributo variabile ( fungibile ) all'attività, spesso ancora in società con la ex moglie. Il servaggio domestico le induce col tempo ad illudersi di potersi riciclare in una famiglia di nuovo conio, anche se, sia lei, sia il novello convivente, hanno una vita, una ex famiglia alle spalle, figli che ambiscono solo a sfruttare l'avviamento del padre in patria o della madre emigrata e, casomai, a sistemarsi in casa sua al crescere incontinente della famiglia che andrà probabilmente a disgregarsi, ma intanto pretende e preme. I mariti sono normalmente degli alcoolizzzati e comunque hanno smesso da tempo di impegnarsi per un'impossibile nuova vita. Intanto, in Italia si susseguono i suicidi di coloro che sono stati buttati in mezzo alla strada da un improvviso licenziamento o dalla improvvisa cessazione dell'attività nella quale si erano identificati per tutta la loro vita. Istituzioni apparentemente filosofiche e morali, intanto, indicono meeting sulla famiglia, sull'amore, sul successo e sulle ferie, al puro scopo di ridefinire i confini della propria utopia o della propria ricchezza, l'una e l'altra impossibili senza l'alienata speranza a sostenerle o la necessità almeno di salvaguardare il minimo per chi la crea. Il servaggio si basa sul debito, la prostituzione, anzi la vendita della proprie figlie, pure, i dinastici destini e le vite prive di destino sono le une il prodotto delle altre. Una volta, anche in Europa, si facevano le guerre per sfoltire i ranghi, che poi venivano ripristinati delle coniugazioni riproduttive sulle quali vigilava la Chiesa, che condizionava soprattutto le donne. Oggi, nelle parti povere del mondo, si fa ancora così e, negli anfratti poveri delle società classiste ed opulente, si selezionano i militi "professionali" da impiegare come sentinelle dei ricchi, anche di scorta alle petroliere. Gli sfigati si sentono "realizzati", riconosciuti; spesso guadagnano anche molto di più del soldo tradizionale e, tutto sommato, non vanno quasi mai soggetti alle decapitazioni in streaming,che toccano ai taxisti teneri, commossi dai bambini senza beni di ristoro e di svago, fino a diventare loro lo svago di rapper occidentalizzati, ma frustrati, che cercano in video, come alla consolle, un loro momento di notorietà. Ci si può rinserrare nel proprio piccolo mondo, per forza al servizio di altri meschini consorzi, senza essere un "nuovo mostro", o almeno uno stronzo puzzolente?

Prìncipi e princìpi.

Le rimozioni di chierici peccatori, almeno di quelli pubblici, proseguono come le esecuzioni del IS. Un Vescovo britannico ha conosciuto femmine tra le sue fedeli, talvolta non altrettanto legate al marito. Era uso intrattenere con loro relazioni anche sociali, in abiti borghesi. Trattandosi di istituti del diritto canonico, ci corre l'obbligo dell'astensione, ma la sensazione sgradevole è che il pubblicitario tribunale ecclesiastico - coincidente con il Consiglio per la famiglie, che tratterà anche temi eterodossi - metta sullo stesso piano, crimini imperdonabili, come la pedofilia e il noto e tradizionale "rimorchio" del confessionale. A me, un uomo, comunque abbigliato, che intrattenga relazioni con donne a lui intime nella confessione, non fa nè caldo, né freddo. Mi sembra scontato. Un mio ex collega, nipote di prelati vaticani, nobile sabaudo di suo, asseriva che se non avesse fatto il funzionario di banca, avrebbe fatto il parroco al suo paese, almeno da giovane, perchè a lui, le donne erano sempre piaciute. Lo stesso Cardinal Pellegrino, Arcivescovo - oggi emerito - di Torino aveva una splendida donna per amante, una donna con la cui figlia, lui usciva e si accompagnava. Si fidanzò poi con una ragazza ebrea di Casale nel Monferrato, mentre preparava la sua tesi di laurea sulla comunità ebrea del suo territorio. Non la sposò. Come facevano(?) molti giovani poveri, in seminario per prendersi una laurea, la sua "vocazione" finì con il titolo. Amava raccontare che il padre della rinnegata promessa gli aveva proposto un ricco vitalizio ( a lui, non a lei ) a condizione che "non la facesse mai lavorare". Ci sconsigliava, non richiesto, di imparentarci con gli Ebrei. Lui non era povero: era un opportunista. Innamoratosi di un'altra ragazza, a sua volta sconsigliatagli dalla sua cerchia, ne fu dissuaso da un zio, questore a Trieste, presso il quale si trasferì, che gli fece conoscere una, in particolare, delle sue amministrate, che riuscì, come da mandato, a dissuaderlo. Trasferitosi poi in Vaticano, serviva messa ogni mattina all'alba presso la cappella privata dello zio monsignore, nonostante la dolce vita notturna. Prestanza della giovinezza. Si è sposato da poco con una diplomatica di San Marino in Argentina, di cui lui è il secondo marito. Li affiancarono i soci del suo circolo nobiliare: "così ci sposammo". Una lunga, ininterrotta sequela di fornicazioni mascherate, quanto scontate e consuete, ipocrite in rapporto alle ostentazioni, ma normali. Mentre la pedofilia è un crimine contro la personalità in formazione, una violenza cieca e distruttiva, un omicidio sottile. Che c'azzecca col "peccato"?

sabato 4 ottobre 2014

Italia unita e tricolore.

Appena il cittadino in piedi in platea fa la domanda, nella sala del Tricolore si solleva un mormorio: “Quando esponenti di molti partiti vanno in campagna elettorale in Calabria, mi pongo il problema: per quale motivo si fa questo? E vorrei una risposta da lei”. Il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, ospite a Reggio Emilia della web tv Cortocircuito, risponde senza esitazioni: “Se tu in occasione delle elezioni che si fanno qui in Emilia vai a fare campagna elettorale in Calabria, vuol dire che sai che l’appoggio o il non appoggio alla tua elezione viene dalla Calabria non dall’Emilia”. Nessuno, nemmeno nella domanda, fa nomi e cognomi, ma in sala in molti ripensano a un fatto che in città fece molto discutere: nella primavera 2009 diversi politici in corsa per la poltrona di sindaco, tra cui l’attuale sottosegretario alla presidenza del consiglio Graziano Delrio, allora primo cittadino uscente (poi riconfermato per il secondo mandato), discesero fino alla cittadina di Cutro in provincia di Crotone, a poche settimane dal voto. Delrio – che, anche su viaggio, nel 2012 è stato sentito dai pm antimafia di Bologna come persona informata sui fatti, in una grossa inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta – spiegò allora che come sindaco in carica era stato invitato a una importante festa religiosa. Una visita istituzionale dunque: “La mia visita sottolinea questa amicizia e sarà occasione per rinnovare e rafforzare la collaborazione che lega Cutro e Reggio Emilia”, scrisse allora in una nota Delrio, che era stato effettivamente invitato alla festa dal sindaco del comune calabrese. Ma nonostante le spiegazioni ufficiali, ci fu chi a Reggio Emilia vide nella visita di Delrio e di molti altri candidati piuttosto una mossa a caccia di voti anche tra i tantissimi calabresi immigrati da decenni a Reggio Emilia. “Candidati in Calabria alla ricerca di consensi”, titolava allora la Gazzetta di Modena online; “Caccia grossa al voto cutrese”, titolava il sito internet di TeleReggio. In quei giorni dell’aprile 2009 oltre a Delrio scesero in Calabria infatti Antonella Spaggiari, ex sindaco di Reggio e in quelle elezioni avversaria di Delrio, ma anche Fabio Filippi, candidato sindaco del Popolo della libertà. E poi tutta una serie di altri amministratori di diversi comuni emiliani. Ufficialmente per seguire una festa religiosa cutrese molto suggestiva, che si svolgeva ogni sette anni. Il Movimento 5 stelle di Reggio Emilia, che allora candidava Matteo Olivieri come sindaco, pubblicò un post online per prendere le distanze dai viaggi: “Non è in programma alcun viaggio a Cutro”. “Se vai in Calabria vuol dire che sai che lì si decide”, ha spiegato Roberti (che però non cita mai il nome di Delrio o degli altri candidati). “Ovunque tu sia nel mondo, se appartieni alla ‘ndrangheta prendi ordini dal Crimine di Polsi (il vertice della ‘ndrangheta, ndr). E se tu vai in Calabria a chiedere sostegno elettorale vuol dire che è da lì che deve arrivare l’ok al tuo sostegno elettorale”, spiega Roberti. A questo punto Elia Minari di Cortocircuito interrompe il procuratore antimafia: “Noi abbiamo avuto una grossa partecipazione di candidati abbastanza…”. Roberti non si scompone: “Io non so a che candidati lei si riferisca”, e poi conclude: “Se lei mi pone la domanda in questi termini io devo rispondere così. Evidentemente c’è un cordone ombelicale tra certi cittadini della regione Calabria e i cittadini che stanno qua in Emilia”. Tratto da un articolo del Fatto quotidiano e ripubblicato sul blog.

venerdì 3 ottobre 2014

De profundis.

Il PD è un brand democratico senza nessuno che senta di appartenervi. Il PCI aveva, ai tempi del suo massimo fulgore, oltre 2.000.000 di iscritti, molti dei quali autentici militanti che, ancora in tempi recenti diffondevano l'Unità porta a porta la domenica, allestivano gli stand alle omonime Feste: oggi l'Unità è chiusa, mentre alle Feste è stato restituito il nome di una testata storica che già da tempo aveva perso la sua natura di giornale della sinistra gramsciana. La spuria compagine di sentimenti democratici comprende i partecipanti ad un maxi comitato elettorale, nel quale confluiscono, come in una riserva, parte dell'apparato storico del Partito comunista edulcorato e quasi tutta la correntocrazia democristiana di sinistra, che la fa da padrona sul piano delle nomine e delle clientele. Neppure centomila sono i tesserati del PD che è diventato un interclassista apparato, nel quale gli interessi economici più importanti sono presi a riferimento di una politica sociale dispersa, precaria e senza prospettive, soprattutto per il futuro recupero sugli sprechi e sulle ruberie della Prima Repubblica, da ridurre del 40% in vent'anni. In queste condizioni che ci starebbe a fare un vero e proprio partito: non avrebbe senso, costituirebbe una remora e, infatti, non c'è più. Ma l'ex utenza impotente non è scema nè fideistica, prende atto di una amara realtà di cessata rappresentanza di cui la deriva politica è semplice conseguenza ed ha abbandonato il ruolo riservatole di spettatrice pagante, attraverso la sottoscrizione della tessera. Analoga fine potrebbero fare presto anche i sindacati che si vanno specializzando nell'affiancamento delle residue aziende operanti sull'asfittico mercato nazionale e se facile risulta l'approccio ai tribunati degli impiegati e delle categorie velleitarie dei piccoli borghesi, fuor di luogo, verticistica e collaterale alla politica benevola verso i padroni, risulta l'affiancamento ai proprietari delle officine ed delle fabbriche, laddove cioè i cancelli sono chiusi, espatriati o informatizzati, cioè senza territorio o maestranze che vi si riconoscano. La classe operaia è morta e con essa i lavoratori.

giovedì 2 ottobre 2014

I diversi elementi nell'alambicco.

L'alambicco della Unione forzosa europea pullula di elementi in conflitto che non intaccano il corpo sano della sua parte centro-settentrionale e lasciano nelle convulsioni febbrili la sua appendice a prescindere..a qualsiasi costo. Le polemiche che investono l'Italia e la Francia sono solo funzionali alla competizione interna sul salvabile, mentre chi non ha nulla da tutelare sta rapidamente scivolando nell'indigenza, di cui non importa nulla a nessuno, né in patria, né all'estero unitario. La Francia post-illuminista sdrucciola nel vandeismo nucleare, nel razzismo che significa solo il rattrappimento delle classi possidenti, con una forte venatura paysanne, lungo i filari di Reims e le campagne verdi e brumose semispopolate. Buffalmacco Renzie, un giorno dice e l'altro disdice: saremo fedeli al 3%, ma la Francia ha ragione. Se sfora lei voglio sforare anch'io; pareggio di bilancio costituzionale nel 2017, il TFR in busta paga, licenziamento senza neppure l'indennizzo, il servizio d'ordine pubblico negli stadi ( semivuoti ) se lo paghino i privati. Niente di più disomogeneo conobbe una sintesi microbica così virulenta e la diagnosi della malattia ricorda quella della peste che formulò Don Ferrante, dotto marito di donna Prassede, che di peste morì. Convinto però, fino alla fine, che si trattasse d'altro.

L'inconscio del nazionalismo statuale e privato.

Pubblico un altro contenuto tratto dal blog di Valentina Nappi, molto quotata e pubblicata su riviste border-line, eppure filosofiche e sociologiche. La Nappi riecheggia le tesi di Wilhelm Reich famigerato, all'inizio del secolo scorso, per le sue ricerche e le sue premature divulgazioni sul ruolo sociale della sessualità, per i suoi studi sul rapporto fra autoritarismo e repressione sessuale, che lo portarono a morire in carcere. L'analisi della Nappi è onesta, non contrabbanda manierismi, anzi li disvela, ed è utile ad un'analisi non convenzionale. Io disprezzo e odio le meretrici. Meretrice è, anche etimologicamente, ‘colei che ci guadagna’. La meretrice trae vantaggio dall’appartenenza a un determinato genere sessuale e dalla bella presenza. Subito viene in mente la cortigiana, la donna di mondo, la donna di partito. E, per assonanza, il ‘buon partito’. Infatti meretrice è anche la donna che cerca il buon partito, la donna del boss, la donna che utilizza il proprio ‘fascino’ per accedere a uno status sociale ‘elevato’ e prestigioso. Come più volte ho affermato, è meretricio sublimato anche quello delle ’santarelline’ che ‘non la danno’ o ‘la danno solo a chi dicono loro’. Il meretricio è nella logica della riproduzione sociale. Le vagine delle meretrici di successo non sono in bella mostra, non sono a portata di mano, hanno sempre ‘valore’. È un ‘valore’ che si nutre di maschere, di nebbie, di ombre, di schermi, di velature, di indeterminatezze. Di slittamenti semantici, di ambiguità, di scollature fra ciò che si dice e ciò che si fa. Di simbologie, di rimandi, di allegorie. Di p(r)udore. Fascino come mistero, regno del non-esplicito. Di tutt’altra pasta è fatta la prostituta, ‘colei che si espone’. La prostituta per eccellenza, la prostituta nella sua massima espressione, non accetta di fare sesso a pagamento. Lo fa gratis, più che gratis, dando alla figa un valore/prezzo minore di zero, volando a mezz’aria nuda a gambe aperte, spalancate, per il mondo. La prostituta è uno scandalo. Posto che la verità sia una donna (giochiamo con quest’inflazionata suggestione!), allora la prostituta è la verità che si dà in piena luce, che si fa squadrare da tutti i lati, senza schermi, senza veli, senza p(r)udori. Pornograficamente. Positivisticamente. E questo dà fastidio. Dà fastidio perché molti hanno bisogno di una certa dose di mistero e di ambiguità. E hanno bisogno di simbologie e di allegorie. Si sentono minacciati dall’ultrarazionalismo, dal positivismo ‘pornografico’ della modernità, dall’imperativo della chiarificazione ’sempre e comunque’ che trasforma il senso (e il sesso) in tecnica, e la domanda ‘filosofica’ in equazione (eventualmente indeterminata). La loro è la logica antipornografica del ’senso’, che in realtà coincide sempre (anche quando non sembra) con la logica dell’irrazionalismo antimoderno. Non a caso – non a caso! – il ‘filosofo’ che più di tutti nel Novecento si è occupato del problema del senso, Heidegger, è anche quello che concludeva il suo appello (la minuscola è d’obbligo) agli studenti tedeschi invitandoli a non seguire i ‘teoremi’ (la logica meccanica di una visione razionalista del mondo) bensì il Führer, poiché ‘il Führer stesso, e solo lui, è la realtà tedesca dell’oggi e del domani, e la sua legge’. Ecco la vera faccia dell’alternativa – di quella che, a conti fatti, è l’unica alternativa possibile – alla ‘luce che ogni angolo invade’ del razionalismo ‘pornografico’ e positivistico dell’ultramodernità. Sulla base di ciò, è assai facile smascherare la vera natura delle istanze contemporanee di recupero delle sovranità nazionali, istanze in alcuni casi apparentemente motivate da rivendicazioni di diritti sociali. È del tutto evidente che nell’Occidente capitalista le vere rivendicazioni di diritti sociali (che non si riducano a istanze di riproduzione sociale delle classi piccoloborghesi) sono incompatibili con qualsiasi nazionalismo o localismo. Ed è del tutto evidente che qualsiasi istanza di ‘autonomia’ nazionale o locale non può che essere – nelle sue possibili implicazioni concrete – nient’altro che un’istanza nazionalista o localista. La radice comune di tali atteggiamenti (come del resto quella del nazismo e del fondamentalismo religioso) risiede in un irrazionalistico rifiuto della dura, esplicita, ‘pornografica’ realtà dei fatti. Una realtà dei fatti empirico-logica che non ammette alcuna relativizzazione fondata sui trucchi antiempiristici e antipositivistici propri dell’ermeneutica, dello strutturalismo, della dialettica, dello storicismo o della stessa ‘nuova filosofia della scienza’ (quella che propina sciocchezze quali la teoreticità dell’osservazione e l’incommensurabilità fra teorie). Tali irrazionalismi si fondano su forme di ’speranza’ e di ‘felicità’ che sono frutto – e portatrici – di illusioni. La vera speranza e la vera felicità non possono che fondarsi sulla realtà dei fatti e sulle aspettative razionali. Le istanze di recupero delle sovranità nazionali sono in palese contraddizione logica ed empirica con le necessità politiche implicate dai problemi più urgenti del mondo contemporaneo, i quali richiedono sempre più una pianificazione a livello globale e sempre maggiori cessioni di sovranità nazionale/locale (sovranità che in molti casi può essere legata a interessi particolari che, se perseguiti in maniera miope, possono essere in contraddizione con l’interesse globale): si pensi, ad esempio, al problema del surriscaldamento globale o a quello della crescita della popolazione mondiale. Di fronte a tali problemi oggettivi che non lasciano alcuno spazio a dialettiche e interpretazioni (e che trascendono la stessa lotta di classe), la nuova politica globale avrà, per necessità di cose, un carattere sempre più scientifico-tecnico, poiché le finalità più importanti saranno sempre più univoche, in quanto dettate dalla dura realtà dei fatti. La diffusione in tutto il mondo di una cultura della separazione netta, assoluta, fra sesso e riproduzione sarà riconosciuta come una questione sempre più urgente, e sempre più sovranazionale. L’emancipazione culturale, civile, economica e sociale di tutta l’umanità dal modello romantico/tradizionale, nazionalista/comunitario e religioso di coppia feconda sarà sempre più una priorità per la nuova cultura e per la nuova politica economica e dei diritti umani – civili e sociali – su scala globale. Le sovranità (e le culture) nazionali/locali sono destinate, per fortuna, a rivestire un ruolo sempre più marginale in questo quadro. Valentina Nappi

L'attendibilità delle istituzioni è in linea con la moralità degli Italiani ( Arnaldo Forlani ).

Il movimento 5 Stelle ha fatto le bucce ai candidati alle più alte cariche della giurisdizione. Ha già fatto fuori, per mancanza patente di requisiti la candidata del Centro-destra, tale Bene, salentina come Carmelo, al Consiglio superiore della magistratura, sconosciuta fuori dal suo partito ed ha denudato anche dal suo paludamento, tutto parlamentare e politico, Luciano Violante che il PD e lo stesso bi-Presidente della Repubblica avrebbero voluto pensionare alla Corte costituzionale. Insomma, i candidati non avevano nessun requisito richiesto dalla legge, per ricoprire le cariche, ma solo riconoscenze politiche da esperire una volta occupato lo scranno. E' una buona notizia che non ce l'abbiano fatta. Il 28 di Ottobre, il bi-Presidente Napolitano deporrà davanti alla Corte di Assise di Palermo, in trasferta blindata nel suo studio, sulla trattativa Stato-Mafia, della quale ha anticipato di non sapere nulla. Il suo consigliere giuridico, d'Ambrosio è morto nel frattempo. Ma qualche cosa devono saperne i boss della mafia che infatti hanno chiesto di essere presenti in videoconferenza, facoltà che sarà loro negata, pur sapendo che escluderli servirà solo a far filtrare le notizie, nella misura che.., come e quando vorranno, contribuendo a destrutturare qualsiasi affermazione del Capo dello Stato pro tempore. E' quindi probabile che costui faccia scena muta. E invece certo che la costante mafiosa del popolo italiano, ai diversi livelli della sua vita, non solo (in)civile e istituzionale, si confermerà una costante della sua moralità.

mercoledì 1 ottobre 2014

L'eterogenesi dei fini.

Ha un bel da divagare, Matteo Renzie, sui poteri forti che lo osteggiano: l'unico potere forte che lo condiziona è la Commissione europea che, ogni volta che lui o i suoi ministri propongono date simili alle calende greche, per il risanamento di bilancio, inserito con spregio nella Costituzione, gli ricorda che "pacta sunt servanda". Renzino, Renzuccio o Renzaccio lo sa benissimo e la trama guidata lo esenta dalla conoscenza di quel che profferisce, lusingandolo di una lunga e luminosa carriera, ma le sofferenze crescenti del popol suo disconosciuto lo infastidiscono per l'opposizione di frange geriatriche, ma anche novelle, del (suo?) partito. Fin che riuscirà a menare il can per l'aia, Renzie resterà im sella; a scopi raggiunti, sarebbe estromesso, a scopi disimulati ha la concreta prospettiva di proseguire nel suo avanspettacolo, perchè solo dopo lo scempio sarà rimosso, mentre prima dello scempio dubito che ci siano candidati veri. La tradizione storica italiana insegna che la destra deve governare e la sinistra deve opporsi; a ruoli invertiti, la sinistra opportunista o travisata fa scempio fra le sue fila, come mai avrebbe consentito alla destra o forse come mai la destra si sarebbe prefissa, una volta salvaguardati i suoi interessi. In fondo chi ci ha messo a regime europeo? Un altro democristaiano doc, Romano Prodi.

martedì 30 settembre 2014

A la guerre comme a la guerre.

Il pampa-Papa lo ha ribadito: contro gli islamisti del Califfato è necessario usare la forza. Lo penso anch'io, ma il Papa è un capo di Stato e rappresenta, più agli occhi degli islamici che ai nostri, l'autorità morale dell'Occidente, il successore dei Crociati. In realtà questo ruolo si è molto affievolito nei secoli, vuoi per le riforme nazionali del cristianesimo, sia per l'erosione che la società edonistica gli ha apportato, ma per chi, da quindici secoli, ripete gli stessi slogans, non è così, non può essere così. Casomai, queste prese di posizione rafforzano la convinzione di un asse collaterale, nascosto ma mai dismesso fra potenze temporali, le une impegnate sul piano militare, l'altra abbarbicata a benedirle esplicitamente o senza parere, per obiettivi di presenza ed influenza nell'area mediorientale, oggi messe violentemente a repentaglio dalle barbare milizie del IS. Insomma, volere o volare, il Papa si è schierato contro gli oppressori, ma sta di fatto che gli oppressi, in quell'area e in questa fase siano le antiche comunità cristiane, verso le quali i banditi del IS hanno portato un assalto distruttivo, spersonalizzante e annichilente sul piano morale e della trasmissione della tradizione. Doveva quindi tacere il Papa? Certamente no, ma non cerchi e non si illuda di far passare questa presa di posizione morale, ma anche politica, come un'ecumenica chiamata interreligiosa a "tutti gli uomini di buona volontà". Non è così e così non può essere, perchè anche l'affermazione che in nome di Dio non si può uccidere, è contraddetta dall'eperienza storica e dalla dottrina islamica, ma anche ebraica e finanche cristiana, tre religioni in una nelle quali l'aspetto caritatevole affianca ma non neutralizza l'aspetto guerriero, autotutelante e espansivo o missionario che dir si voglia. Solo l'ebraismo, pur predicando la ritorsione e praticandola, non si propone di convertire chicchessia, mancandogli la vulgata semplificatoria del catechismo o dell'inseganmento mnemonico nelle madrase o la semplice immersione in un costume arcaico. A la guerre comme a la guerre, quindi, ancora una volta.

Fatti, non parole.

Il cardinale Bagnasco, onnipotente e opaco Segretario di Stato, deposto da Francesco, si era fregato due candelabri di valore nella parrocchia di Chieri; molti altri arredi pregiati erano finiti nella case di amici e di amici degli amici. Bagnasco non è nuovo a queste comodità e profittevolezze. Quando passò le vacanze nel casale di campagna di suo nipote, si peritò, prima di ripartire, di caricare un baule con tutto il vino passito della cantina, se lo fece trasportare e caricare dal nipote, che ne era all'oscuro e se lo portò in Vaticano, Epigono di Marcinkus, ne imitò i traffici nello IOR, senza sporcarsene direttamente le mani e quando Gotti Tedeschi se ne accorse, lo fece espellere dalla sera alla mattina. Il banchiere di Dio era tanto fiducioso circa la sua incolumità, che depositò una memoria dettagliata presso un notaio, in caso di una sua inopinata dipartita. Deve essere ancora là, dato che la dipartita non c'è stata. Adesso vive, incombe sulla residenza di Santa Marta del Papa occupando un attico da settecento metri quadri, con un balcone di altri cento. Delle critiche dell'entourage papalino se ne è beatamente fregato ed ha proceduto ad insediarvisi. Negli smagati ambienti romani gli si attribuisce la paternità del sottosegretario al lavoro del Ministro Fornero, da lui pilotato alle più alte vette della carriera imprenditoriale, cioè nei consigli di amministrazione delle conglomerate più importanti: ebbe il suo momento di vischiosa pratica politica ai tempi dei "bocconiani". Una dolce vita ecclesiastica. Il Bologna f.c. di Massimo Zanetti, per mano di quel valletto di Corte di Luca Baraldi, il giorno dopo l'annuncio, ma non il versamento, ha liquidato l'ex Presidente Guaraldi. Da subito per quanto riguarda la gestione, confusa con il controllo, da Gennaio per quanto riguarda le formalità. Sono passate poche ore dal salvataggio dei propri denari, lasciati inerti come un macigno a condizionare i possibili sviluppi, che il caffettiere per riscatto ha ricominciato a trattare con gli americani per poterne uscire con lucro e in breve, senza "compromettersi" nella fase di quotazione alla Borsa di New York. Ubicazione comoda per eventuali incontri con Tacopina. Se la volpe perde il pelo ma non il vizio, Massimo Zanetti, il "generoso", come lo ha definito il suo Legato, inviso a tutto l'ambiente, starà alla larga dal mondo del calcio, tranne che per trarne un "rapinoso" profitto. Dubito anche che la delega a Guaraldi di "redigere" il bilancio, lo esenti dal pagare i debiti, lo spauracchio che lo aveva indotto a rimanere al timone scassato della società. Se così non fosse, dovrebbero essere gli americani ad accollarseli, ma siccome l'entità del deficit eguaglia il prezzo d'acquisto del brand calcistico, non è detto che, a loro volta, non meditino di lasciarglieli. Una prospettiva terrorizzante per l'Albano e la sua Ditta. Sbaglierò, ma temo che, in questi come in altri frangenti d'affari, il gioco degli inganni sia il vero nodo da sciogliere. Il Ministero della salute aveva indetto un concorso pubblico per due direttori da immettere nel suo staff: qualcuno ha fornito ad un quotidiano nome e cognome di entrambi i vincitori, prima ancora che la prova si tenesse. La lettera anticipatoria è stata depositata da un notaio ed aperta solo a risultati noti. L'uno e l'altro sono usciti effettivamente vincitori, certamente per le loro qualità professionali che hanno suscitato l'invidia dei meno dotati che, prevedendo l'esito scontato, hanno cercato di sputtanarli. Si annuncia una pioggia di ricorsi, dopo il vaglio dei quali forse si ripeterà l'esame e "vedremo stavolta chi sarà più raccomandato". Il professor Scattone che uccise, insieme ad un altro ricercatore, Marta Russo nel cortile dell'Università, sparandole da una finestra, per provare a se stesso se esisteva o meno il delitto perfetto, scontata la sua pena, torna all'insegnamento, mentre il comandante Schettino,sulla plancia superiore della sua nave incagliata chiedeva al telefono un elicottero per sé, nello stesso tempo in cui, di sotto, nei gironi infernali, i dannati si accalcavano in cerca di un'impossibile salvezza. Fatti, non parole.

lunedì 29 settembre 2014

Sotto lo stesso sole.

In Iran, una giovane donna che uccise il marito per impedirgli di violentarla, sarà impiccata domani mattina alle cinque, nel carcere dove è stata tradotta per l'esecuzione. La sentenza è stata confermata due volte ed è diventata esecutiva. Si consumerà all'alba la vendetta pr essersi ribellata alla prepotenza e all'abuso. Nei paesi islamici, ma soprattutto nei paesi e negli ambienti dei medesimi a più arretrato tasso di civiltà, l'indocilità e il rifiuto non sono legalmente ammessi, neppure quando toccano il decoro e la dignità delle persone, quel quid che nessuno avverte di possedere, fino a che non sia messo seriamente in pericolo. Non viene ammessa alternativa alla sottomissione od alla morte. E' un elemento fondante di tutti i sistemi nei quali il potere - in questo caso arcaicamente patriarcale - non ammette rivalse, naturali e spontanee. Temo che se un giorno, il regime teocratico sarà rovesciato, l'aura religiosa risparmierà gli ideologi, tutori di una tradizione inumana, dalla giusta e letale espiazione. Mi sento più che mai nichilista quando vengo a conoscenza di queste aberrazioni. A Bologna, presso il carcere della Dozza, un detenuto è stato recluso in meno di tre metri quadri. Ha ottenuto un risarcimento, a norma di legge.

L'informalità dei blogger. Elettra ed Edipo disconosciuti.

Pubblico un contributo di Elisabetta Ambrosi su un tema da blogger. Come sostiene l'autrice stessa, il tema non è all'onore delle cronache, ma il fenomeno esiste. Nelle società del nord europa scandinavo la legislazione non lo punisce; è semplicemente un fenomeno da comprendere. Ora si aggiunge anche la Germania che, data la sua preminenza economica e domani morale sul continente, prima o poi influenzerà il costume degli altri Stati. Personalmente penso che, fatta salva la libertà, questo aspetto della vita sessuale ed affettiva non debba più essere motivo di scandalo biblico, laddove era proprio più diffuso. Ogni abuso, fisico o psicologico, deve essere invece duramente punito, senza attenuanti. Mi rendo conto che il tema appare inconsueto e, se lo è, la causa va ricercata nella censura "spontanea" dello stigma sociale, culturalmente influenzato Mi rendo altresì conto della fragilità, della delicatezza del tema e pure del fatto che le società nordiche, che noi conosciamo soprattutto per sentito dire, si sono "distinte" anche per pratiche eugenetiche e sperimentazioni neo-barbare, tutte o quasi e non solo La Germania. Che ne parli una blogger, giornalista, è per altro un apporto serio di opinioni libero, che, altrimenti, non troverebbe possibilità di manifestazione. Tutto il mondo soggiacente al tema resta, chissà quante volte dolorosamente da scandagliare, ma il rifiuto aprioristico non cancella i fatti, li relega, talora ipocritamente, talora con la violenza dell'anatema, nell'indicibile. Premessa: del tema incesto è quasi inutile parlare in Italia, paese dove qualsiasi proposta libertaria sui cosiddetti temi “etici” (come se tutto il resto, dalle riforme del lavoro ai tagli, fosse senza conseguenze sulle persone), suscita reazioni indignate - che gridano al relativismo e allo sfaldamento sociale – perfettamente strumentali a che tutto resti inalterato. E però vale la pena commentare il documento del Consiglio etico tedesco dal quale viene l’indicazione di depenalizzare l’incesto. Un documento che, oltre a indurre una certa nostalgia verso un paese in cui un Consiglio etico ragioni effettivamente sul tema, con meno ingerenze politiche, ideologiche o religiose, propone argomentazioni a mio avviso giuste: per prima, quella per cui “non è compito del diritto penale applicare standard morali o porre limiti alle relazioni sessuali tra cittadini adulti e consenzienti, ma difendere i singoli dai danni e da gravi disturbi”. Un principio liberale semplice e ovvio, ma che nel nostro paese ancora – che punisce una creazione incestuosa, soprattutto quando ne derivi un “pubblico scandalo“, con il carcere, da uno a otto anni – fatica ad essere accettato, e non solo su temi come l’incesto. Eppure sarebbe estremamente semplice dirimere questioni morali che solo a chi ha pregiudizi o deformazioni ideologiche, di qualunque “colore” siano, appaiono complesse: se un’azione morale crea danni ad altri, va vietata, altrimenti no. Che tipo di danni può creare una relazione sessuale tra consanguinei? Quando non ci sono figli, nessuna, quindi non dovrebbe interessare lo Stato, quando il rapporto è consensuale. La parola “incesto” suscita ancora oggi l’idea di una violenza, magari su un minore – e in quel caso andrebbe punita la violenza, non l’incesto – ma ad esempio nei casi che hanno ispirato il Consiglio etico tedesco si trattava di due persone consenzienti. Ma come tutelare eventuali figli? Anche se su patologie o problemi di figli di relazioni tra consanguinei la letteratura scientifica non è unanime, basterebbe vietare il matrimonio tra parenti, un’indicazione sociale più che sufficiente a scoraggiare una pratica che nella nostra cultura certo non è diffusa come un tempo, tacitamente, nella civiltà contadina. E al tempo stesso porre un limite, come previsto tra l’altro dal decreto del ministro Lorenzin, al numero di figli previsto per ogni donatore nell’ambito della fecondazione eterologa, oltre a stabilire un unico Registro dei donatori. Per fortuna, comunque, con la legge che equiparava figli naturali e illegittimi è arrivata anche la possibilità di riconoscere i figli di relazioni incestuose (anch’essi portatori di diritti, esattamente come tutti i bambini), che prima era vietata. L’obiezione potrebbe essere: ma se si riconoscono i figli di relazioni incestuose e si depenalizza l’incesto, il passo successivo non potrebbe essere addirittura anche il matrimonio tra consanguinei? Non è detto. Dal punto di vista liberale, forse un’ipotesi del genere non dovrebbe essere del tutto esclusa, ma resta altrettanto vero che andrebbero favorite le pratiche che agevolano l’incontro tra diversità e ricchezze biologiche. Ma allora, se vogliamo seguire rigorosamente il ragionamento, proprio chi considera tabù l’incesto dovrebbe con coerenza difendere e incoraggiare la diversità e l’unione tra diversi in ogni caso, non solo quando il “diverso” rientra tra i suoi standard morali: ad esempio eterosessuale, sposato, cattolico, in una parola come ci hanno insegnato i serial televisivi, “bianco caucasico”.

domenica 28 settembre 2014

L'eterna commedia.

Ho chiesto a un rilegatore e tipografo di confezionarmi un'edizione della Costituzione della Repubblica italiana prima degli stravolgimenti a tappe, apportati da questo o quel figurante, della Legge 300 del 1970 e della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e del cittadino, sulla via del ripiegamento verso la Riva dei bruti. Penso di esporli in una vetrinetta. L'approccio forzoso, da "Padri fondatori" della Conumità europea, all'euro per il quale ci mancavano e ci mancano i fondamenti omogenei, ci relegherà nei ranghi minori e poveri della rinata fetta continentale neo-gulgielmina, rinserrata contro il mercato globale in angusti confini e dotatasi di aree depresse da cui attingere ora competenze, ora lavoro. La manfrina di un'opposizione a se stessi non convince, mentre il rinserrarsi storico della società italiana nei suoi privilegi di nicchia rende grottesca la propaganda giustificatoria degli abusi già perpetrati e solo in via di consolidamento. Quell'approccio forzoso ci ha già regalato, del resto, una ancor breve serie di aspiranti fantaccini, di livello sempre più mediocre e, ovviamente, da non sottoporre ad un'elezione politica, che avrebbe ormai il senso delle riproposizioni del dittatorucolo e, col tempo, di suo figlio o di nuove accoppiate comiche, come quella di Putin e Medvedev, interscambiabili, come un tempo Stanlio e Ollio, Gianni e Pinotto, Ric e Gian, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Una formula abusata e minore della commedia dell'arte. I documenti che mi tratterrò e che stanno per passare alla storia dovrebbero sovrintendere, immutati, alle relazioni civili, politiche e lavorative. Sprattutto gli ultimi due, dato che le Costituzioni, più che subire variazioni, andrebbero riscritte quando superate dall'attualità e dagli equilibri diversi che ne derivano, fatti salvi i principi fondamentali e sfrondate dai compromessi d'epoca. Ma gli equilibri, sempre fra i medesimi soggetti, che vi hanno cooptato nuovi personaggi, più giovani figure di mediocrissima statura, non si sono ancora attestati su una base solida di potere, anzi vagolano nell'indistinto e probabilmente non approderanno, autonomamente, a nulla. Il nuovo ha solo l'incipienza ormonale di un esito ripetibile, ma non è affatto detto che i suoi frutti saranno migliori, più solidi e più duratori, soprattutto.

Il machiavellismo semplificato.

Con le brume d'autunno, si annuncia una battaglia campale su quel che resta dell'art. 18, già abolito dalla Fornero, che al posto del reintegro per un licenziamento arbitrario, aveva introdotto un'indennità di "ben servito". Mi chiedo come farebbe Renzie a gestire una situazione seriamente, se, per uno scherzo del destino, domani si trovasse privato del suo compitino a rima baciata e restasse inerme al governo...suppongo per pochi giorni, prima di trovare un pretesto per andarsene e, possibilmente, dopo aver negoziato un ricollocamento silenzioso. Io non credo molto alla mobilitazione, o meglio, non credo che la mobilitazione condurrà a nuovi soggetti politici ( come sarebbe auspicabile ), né che inaugurerà una nuova stagione di contrasti chiari e definiti. Semplicemente, Renzie sta coinvolgendo nello sputtanamento le formazione "sociali", laiche e religiose e codeste ne prendono le distanze, pur continuando a giocare sotto traccia per pascere il gregge, anestetizzandone e omogeneizzandone la reazione. L'espressione del Presidente della CEI, Card. Bagnasco, è un'intalcatina curiale, per altro molto chiara: Renzie smetta di provocare con battute e sbruffonerie e non porti le cose, attraverso una politica di soli annunci, sul crinale di un possibile "violento contrasto", esasperando gli animi. E' quello che pensano anche i grandi, residui, industriali, che Ferruccio De Bortoli, pur in uscita dal Corriere, ma alla ricerca di un nuovo impiego, che non mancherà, ha inteso significare col suo anomalo articolo di fondo. Renzie pare aver capito e tace da trentasei ore. Il gioco che ha stupidamente scoperto, tanto quanto Letta l'aveva coperto, va avanti: lui non si oppone ai poteri forti, gli hanno fatto solo intendere che cominciano a sentirlo "fuor di luogo". Insomma, gli sciocchi vanagloriosi, di cui avevano pensato di servirsi, sono troppo stupidi allo scopo.

venerdì 26 settembre 2014

Ribollita.

Fa più sul serio la Chiesa cattolica contro gli ecclesistici pedofili o la Cina capital-comunista contro i corrotti? Bergoglio ha dato inizio alle sanzioni canoniche contro i pedofili nei suoi ranghi; pare che ne siano stati individuati cinquemila, fra i quali alcuni Cardinali e Vescovi, non solo nel ruolo di chi copriva gli abusi. Applica il dirito canonico, rimuove, priva dello stato religioso, dopo un'eventuale condanna - vedremo - può procedere all'estradizione dei "rifugiati" in Vaticano. In Cina il Governo, che fa tutt'uno con la Giustizia condanna a morte ed elimina tutti i 200.000 funzionari corrotti dalla loro posizione e dalla possibilità d'intercettare parte dei capitali che vengono messi in circolo. Luigi De Magistris, che aveva attaccato sul piano giudiziario la sua stessa corporazione, nel profondo sud, accusandola di correità con la mafia, una sorta di massoneria borbonica, dopo che la scoperta nei ruoli medesimi del Presidente della Corte di Cassazione, Carmelo Spagnuolo, ne aveva proibito, l'affiliazione per i giudici, è stato condannato per evanescenza probatoria, sostanzialmente per labilità di dati oggettivi a suo suffragio. De Magistris, dalla Procura di Catanzaro, certamente non la punta di diamante dell'umanesimo illuminista, aveva sferrato un attacco massiccio contro i suoi colleghi di Salerno, sui quali aveva facoltà investigativa incrociata, per aver costituito una cosca che collaborava sistematicamente con le cosche campane della camorra. All'alba, i Carabinieri buttarono giù dal letto la magistratura salernitana e ne ispezionarono le abitazioni, ne sequestrarono i computer, prima dell'ispezione negli uffici giudiziari medesimi. La rivolta ambientale e corporativa, lo portarono a interrompere la tradizione quadrigenerazionale della sua famiglia e ad inoltrarsi nei perigliosi sentieri, collaterali a quelli appena abbandonati, della politica, fino all'elezione a Sindaco di Napoli, dove si erano sputtanati fior di politici, fascisti, comunisti e democristiani. Lui, invece, cadrà, per la reazione concentrica del bolso mondo togato, nell'ambito del quale "ci sono tante persone per bene, ma nche tanti fior di delinquenti". Albano Guaraldi, Gianni Morandi, Luca Baraldi e Massimo Zanetti, timorosi di dover rispondere della situazione debitoria del Bologna f.C., e di rimetterci definitivamente i 2,5 mln di euro e i 4 mln di euro che vi avevano ingenuamente depositato, hanno trovato un accordo transitorio per tagliar fuori la banca d'affari statunitenze che voleva rilevare il Bologna, provvedere alla ristrutturazione dello stadio e dell'intero quartiere circostante, cosa che si guarderanno bene dal fare gli industrialotti e l'industrialone veneto-emiliani. Ha prevalso, ancora una volta, il provincialismo speculativo, lo spirito proprietario bottegaio. Privato della possibilità di imitare Alfredo Cazzola nell'appropriarsi della cauzione depositata dagli americani, Guaraldi ha sollecitato lo spirito appropriativo di Massimo Zanetti, facendogli balenare la possibilità di perdere i suoi depositi. In men che non si dica, l'intesa è stata ritrovata, senza vergogna, dopo che i due si erano attaccati e insultati e dopo che il profittatore della Segafredo aveva sentenziato che un suo impegno ufficiale sarebbe stato ostativo al suo prestigio di prossimo quotato alla borsa di New York. Insomma, di questo si vergognava. Tanto è vero che comanderà per interposto Guaraldi, sottoposto al controllo di quel Luca Baraldi che i tifosi avevano indotto ad andarsene pochi anni fa. Non sappiamo cosa avrebbero fatto gli americani, ma Bologna città perde una probabile occasione, dopo decenni di immobilismo di cui questi uomini d'affarucci sono purtroppo lo specchio fedele.

giovedì 25 settembre 2014

Oggi ne ho scelte tre.

Tre notizie oggi tengono campo. Il Presidente Napolitano dovrà testimoniare a Palermo sulla trattativa Stato-Mafia, solo l'ultima nota in ordine di tempo. Il vetusto Presidente già oppone un nodo da sciogliere ed eventualmente sarà sentito nel suo appartamento quirinalizio, alla sola presenza dei legali. L'Italia resta fortemente ancorata al suo borbonismo, soprattutto quando i protagonisti sono istituzionali e del Sud. Non che altrove le resistenze siano più blande, ma, una volta svelate le menzogne, le teste saltano, non si cerca o non si riesce a filtrare la verità. Fa bene la Procura di Palermo a tenere duro: la giustizia c'è o non c'è, non vi sono interpretazioni possibili. Che poi sia questa gente a tutelare la ex democrazia e a subordinarla all'Europa, completa il ritratto. La Chiesa sembra invece aver preso il volo, se sarà il volo della farfalla lo vedremo, ma il pampa-Papa ha cominciato ad inquisire tutti i travisatori del lasciate che i bambini vengano a me. I quadri della Chiesa cattolica rischiano di diventare molto esigui, data l'estensione, solo parzialmente rivelata del fenomeno surrugatorio della sessualità; se questo Papa sarà coerente e sopravviverà alle varie lobby, omosessuali e/o pedofile, da lui stesso confermate, insieme a tutte le altre che si contendono il potere entro le mura vaticane, che sono influenzate da tutte le associazioni confessionali nazionali più ricche, si aprono - speriamo - insperate possibilità per tanti preti onesti e per bene, di estrazione popolare, dato che Vescovi e Cardinali sono rampolli border-line di famiglie influenti e trafficano nelle congregazioni più ricche e con le mani in pasta. Bergoglio è figlio di emigranti, però è gesuita, l'ordine che dovrebbe difendere il papato e, per questo, mai ricoprirne la carica. Che sia stata fatta un'eccezione e che si chiami Francesco, potrebbe voler dire qualcosa, l'intenzione di difendere il papato in forme non conservatrici, in un contesto di nuovo molto critico per le masse popolari. Anche il Primate del Paraguay è stato oggi avvicendato e sostituito con un altro, proveniente da Villarica del Espiritu Santo; speriamo bene, ma l'uscita dalle correnti e dalle massonerie interne, deve essere proibitivo. Toccherà agli esegeti, che però non sono neutrali, sviscerare quanto viene deciso in una direzione contraria e speriamo ostinata, rispetto a quella condotta fino ad oggi, tanto che questo costume ecclesiastico è sembrato far parte di un reciproco riconoscimento, quasi un collaterale "esser parte". Se così è stato e se questo Papa non teme, ad esempio, l'Opus Dei e le sue ramificazioni minori, quali I Legionari di Cristo et similia, come capitò a Giovanni Paolo II, la sua incolumità non è certa. Infine il Comandante della Capitaneria di porto di Livorno, Gregorio De Falco, dopo anni di accantonamento, è stato relegato dietro una scrivania amministrativa. Evidentemente la figura dell'ufficale, strenuo ma frustrato competitore dell'italianissimo Schettino, ha suscitato, sotto traccia, molti risentimenti e preoccupazioni per l'inusuale franchezza e determinazione regolamentare. E' questa una della matrici della mafiosità italiana, che si annida soprattutto nei meandri della burocrazia statale, si alimenta del lavorio e dei capitali delle cosche private e costituisce la base degli accordi strategici di cui sopra, ogni qualvolta l'iniziativa di qualche ingenuo e generoso li metta concretamente in crisi.

mercoledì 24 settembre 2014

Messaggi e interpretazioni.

Andare a fare trekking in Algeria, vuol proprio dire andarsela a cercare. In particolare da parte di un francese. Scacciati dall'autentica insurrezione popolare per le strade ed i vicoli di Algeri, i francesi vi sono ritornati con il colpo di stato che da oltre vent'anni ha cassato la debole e contradittoria democrazia algerina, ripiombando il Paese nella dittaura neocoloniale. Dopo anni di guerriglia sorda e stragi perpetrate dall'esercito, è cominciato un lento e nascosto riallineamento sulle posizioni del movimentisno armato, religioso ed ideologico che, ultimamante, aveva trovato un modello a cui ispirarsi nel costituendo califfato iracheno-siriano. L'aviazione francese è stata competitivamente più zelante di quella inglese nell'affiancare gli statunitensi nei loro bombardamenti massivi sulle posizioni occupate dall'Is che, da fonti non verificabili, provocano cento morti al giorno. Ecco che l'esecuzione di un escursionista francese - un Governo serio e non dissimulatore dovrebbe proibire in questi frangenti il turismo in certi paesi - appena tre giorni dopo il rapimento e un messaggio nel quale costui invocava la cessazione dei bombardamenti da parte della Francia, ha sancito la vendetta simbolica ed espiatoria. La Francia, come l'Italia, ha spesso pagato cospicui riscatti per far rilasciare i suoi cittadini, ma questa volta l'interesse preminente di cobelligerare nelle zone del suo ex dominio coloniale, non la ha indotta alla pietà. L'Italia se ne sta al largo ed ha già annunciato che pagherà ancora, ma l'Italia, a parte la Libia e l'Eritrea, non è stata colonizzatrice di altri popoli e persegue i suoi interessi soprattutto con la corruzione e la collateralità "umanitaria" con gli alleati. Ciò non di meno, la presenza di sessantacinque paracadutisti incursori potrebbe presto assegnarci il ruolo di nemici, se l'azione di questi commandos sarà efficace e sanguinosa. il prelato polacco, ospitato in Vaticano ed ivi arrestato per decisione del suo Sovrano, nel timore che potesse fuggire, sarà giudicato da una Corte presieduta da un magistrato italiano e, se condannato, estradato per l'incarcerazione. Il Papa ha fatto bene a inaugurare la linea della separazione da queste figure odiose, ma un caso non deve fuorviare: chiunque, ecclesiastico o non, deve essere perseguito e l'obbligo di colaborazione giudiziaria, almeno per queste specie, deve essere sancito; altro che "non siamo pubblici ufficiali" della Conferenza episcopale italiana. Il sorriso fiducioso del negretto dominicano, riprodotto sulla stampa con la mano bonaria dell'Arcivescovo sul capo, lo reclama. Oggi, Ferruccio De Bortoli, nel suo editoriale di inaugurazione della nuova veste grafica del Corriere della Sera, inopinatamente, demolisce la figura di Matteo Renzi, contornatosi di ministri non in grado di dargli ombra, di toscani, come se fosse ancora un amministratore locale; le sue poche proposte sarebbero odoranti di massoneria. Il giornale di via Solferino è, per linea e tradizione, filogovernativo e un attacco così smaccato ad un primo ministro in carica è una novità assoluta. De Bortoli lascerà in primavera la direzione per la seconda volta; era ritornato in sella dopo la defenestrazione voluta da Silvio Berlusconi. Ma gli industriali lo accolsero ponendolo alla guida del Sole 24 ore. De Bortoli, infatti, è stato sempre un giornalista economico, ben introdotto e legato agli apparati tintinnanti dell'editoria, per questo la sua intemerata, così inusuale, sucita più interrogativi che convinzioni. Che la classe imprenditorale italiana, quella grande, sopravvissuta alla crisi, abbia ispirato la demolizione ufficiale del Governo degli annunci, eterodiretto e foriero di torbidi in quel che rimane degli stabilimenti produttivi nazionali? Quesiti che non saranno mai sciolti esplicitamente e che gli adattamenti empirici renderanno poco interpretabili, ma la separatezza della grande borghesia dal renzismo è stata sancita. Spiaccicato il gelato per terra, Renzie si calerà un cappuccio in testa?

martedì 23 settembre 2014

La pedofilia ecclesiastica, fenomeno di massa o di nicchia.

Il Nunzio pontificio a Santo Domingo è stato arrestato dalla Gendarmeria vaticana, all'interno delle mura leonine, dove era rifugiato. Godeva dello status dell'extraterritorialità e dell'immunità diplomatica. Durante la sua missione a Santo Domingo amava intrattenersi con ragazzi ai quali offriva denari in cambio di prestazioni sessuali. Tutti rigorosamente maschi, un aspetto da approfondire, quasi di nascosta, simbolica e psicologica appartenenza. Il pampa-Papa ne ha autorizzato l'arresto, che si limita ai domiciliari; la sua condizione non è cambiata di molto, dal momento che non usciva dal Vaticano perché inseguito da una rogatoria internazionale. In questo senso, la vicenda è stata condotta tardivamente, ma correttamente. Ora si tratta di processarlo, in quello Stato della Citta del Vaticano dove vige l'ottocentesco Codice Zanardelli e che non dispone di carceri, ma soltanto di due camere di sicurezza, nelle quali custodire temporaneamente i fermati e che non sono mai state utilizzate in tempi recenti, tranne che per il segretario particolare di Benedetto XVI, Paolo Gabriele, trafugatore dei documenti riservati del Pontefice. Prima della fine del 2012, l'infedele servitore sarà graziato. La notizia è di poche ore fa ed è troppo presto per valutarla; se l'arrestato sarà condannato, in base al Concordato, dovrà scontare la pena in Italia, in un carcere civile o in Polonia dove potrebbe essere estradato. Vedremo come si evolverà la vicenda, ma non possiamo felicitarci e nasconderci che la giustizia, per reati così gravi, non troverà applicazione dai codici delle diverse statualità dove i fatti sono stati commessi, senza attriti e inerzie burocratiche e diplomatiche, con prontezza ed efficacia. La giustizia civile non deve essere ostacolata se il reato viene commesso sul suolo dello Stato e non ci devono essere Concordati che possano procurare una odiosa impunità a queste persone senza principi. La rivelazione pubblica della pedofilia nella Chiesa cattolica non ha avuto disvelazione piena; in Italia, per esempio, le segnalazioni di abusi ci sono state, ma a livello individuale o, al massimo, in ambiti ristretti, ma sempre limitatamente alle poche persone che hanno avuto il coraggio di denunciarle. Nessuna denuncia è stata approfondita e non si sono estese le indagini agli ambienti ed ai contesti in cui sono stati segnalati abusi che non possono aver riguardato solo i singoli denuncianti. Non è credibile, per altro, che i preti pedofili abbiano infestato solo gli Stati Uniti o l'Irlanda. Uno, ex prelato, previamente ridotto allo stato laicale, ma tuttora ospite del Vaticano, almeno è stato preso, ma per atti commessi a Santo Domingo. Attendiamo, probabilmente per sempre, un'indagine a tappeto sul mondo occulto della pedofilia ecclesiastica. Purtroppo, la stampa nostrana non assomiglia neanche lontanamente al giornalismo d'inchiesta degli Stati Uniti.

Vorticose giravolte.

L'impresa è in corso di realizzazione. Superata la prima boa, le riunioni ideologiche hanno incatramato i protagonisti. Che fare da qui alla fine dell'anno? Il giorno dopo i discepoli sembravano allucinati, drogati. Silenzio e ingessatura, presunzione di preminenza e libero insulto, di quello con cui il bue dà del cornuto all'asino. La composizione binaria ha conosciuto un incremento: adesso escono i tre dell'Ave Maria, alla ricerca dell'obolo per la benedizione pasquale. Uno sembra il chierichetto che porta gli attrezzi, il libro e l'aspersorio, in una borsa di pelle. Lo fanno anche a tarda ora, non si sa quando ritornano, ma, nel frattempo, altrettanti presidiano il fortino, ogni sera. Ma, ciò non ostante, tanto si apre e tanto si chiude o viceversa; il senso della presenza è da caserma della Guardia regia. Da otto anni non si crea più ricchezza, la base, quindi, è ridotta e statica. Il conflitto consiste nello spostarne una quota maggiore nella propria bisaccia, ma, alla fine di tanto lavorio, il saldo è stato e sarà zero. Ad ogni fine e ad ogni nuovo inizio, sempre uguale, si travasa, si sposta; i titolari di targhette, occultano agli altri, reindossano poi. La moneta per lo scambio va sulle montagne russe: non si fa in tempo a riemergere che ci si deve reimmergere, ridiscendere appena si è risaliti con le cartucce per la caccia al cinghiale, al tordo o al fagiano. Il fischio sibilante ad ogni accesso sembra un allarme bellico, un indossatore maturo ne approfitta per rimirarsi nel plexiglass, sei-sette volte al giorno: mi ricorda Umberto Francioli di "ho un debole per l'uomo in Lebole", il bianco e nero dell'epoca ricorda la sua grisaglia. Anche il confine con altra entità del Gruppo non è più oltrepassabile dopo una data ora e, sia pur solo per evitare allungamenti di percorso, si innesta spesso la sirena che segnala i fuggitivi. L'andirivieni dei marziali galoppini della finanza itinerante, dei fumatori nevrotici, dei dipendenti dalla caffeina, rincara la dose. In fondo sono sempre gli stessi, interni ed esterni, ad essere annunciati: facce nuove non se ne vedono. Il primo che arriva al cesso rischia di bagnarsi i pantaloni per il frenetico scatenacciare, prima dell'uscita. Dopo pranzo, s'ode un sussurro. Devo andare in bagno. Pochi attimi dopo: ma...hai scorreggiato, senti che puzza, sei ignobile....ti sei cagato addosso? Non è chiaro se le formidabili nuances digestive siano il precipitato di imperiose costipazioni gastronomiche o se si tratti di una sofisticata tecnica di dileggio, consistente nello scorreggiare tre secondi prima di raggiungere la servitù di passaggio che costituisce una scorciatoia per il bagno, per circonfondere e incensare. Certo che lo sforzo verso l'obiettivo, implementatosi a Luglio, produce effetti avvertibili. Ma, pur nell'olezzo, la sparuta pattuglia non si scompone: continua granitica nell'impresa. Al piano di sopra, come accennato, per superare il confine artificiale tracciato dalla Capogruppo, si abbandonano gli avamposti cinque-dieci minuti prima della campanella; una collega più condizionata dagli orari esecutivi, tenta spesso una sortita tardiva fra il filo spinato e induce suoni laceranti di sirene. Il giorno volge al crepuscolo. Di ritorno dall'underground viene fatta scorrere la porta a vetri: posso andare? Vadi...vadi pure. Il ragazzo del pony express caracolla troppo tardi verso il confine: "mannaggia a voi, prima mi hanno chiuso la strada e adesso mi avete chiuso anche la porta". Con una cordicella, la smunta sacca della sezione in isolamento cala verso di lui. Saluti e fuga. Il cenacolo si ricompone, i gesti si fanno cadenzati, finalizzati all'impresa. La formazione di pronto intervento è di nuovo composta da tre elementi; con fare cipiglioso incedono verso l'obiettivo. Quando loro escono, i superstiti si consultano: io fra tre quarti d'ora devo andare....io adesso vado in....mi raccomando, la filiale è nelle tue mani...la settimana prossima vai in ferie? Per quanti giorni? Tutti e cinque, perché? Borbottio indistinto. Mi adeguo:al terzo rientro e prima che risortiscano, vado a prendere un caffé. La trimurti si scompone: uno resta sulla breccia, gli si affianca un nuovo produttore-telefonista, che comincia ad uscire dal centralino. Un notaio lo tratterrà poi per novanta minuti: che categoria di merda. La tempesta si placa, la bonaccia si instaura, bene o male si arriva a sera. Mentre esco sento che si concertano per la cena: no, quello mi fa male, quell'altro mi fa scorreggiare...no, per carità. Fuori della porta, accovacciata sul selciato c'è una povera ragazza incinta, sarà di otto mesi. Le avevo suggerito di spostarsi, per sottrarsi alle visite dei vigili chiamati dai bottegai che ci circondano. Aveva fatto finta di non capire e poi si era allontanata. La sera successiva, una donna anziana, ma valida, l'aveva riportata al suo posto di lavoro, e si era ben guardata dall'aiutarla mentre si appoggiava sulle braccia per sedersi per terra. Stamattina, affiancandomi, mi ha sorriso e mi ha salutato, così come fa quando le passo davanti per la pausa caffé. Qualche volta le lascio cadere qualche moneta nella ciotola, vicino alla quale è scritto "ofame". Non mi sorride per questo, anzi immagino che mi consideri un po' ingenuo, ma mi sorride per l'attenzione. Io so che non mendica per fame, anche se è di una magrezza accentuata; penso che viva in un accampamento e che questo sia il suo lavoro, un lavoro triste come i suoi occhi. Una "signora" mi guarda con dispetto mentre mi chino per salutarla con un tintinnio.

domenica 21 settembre 2014

Le guerre di liberazione da se stessi.

Bisogna per sventura constatare che questa versione accidentata del mondo privo di contrappesi dirupa verso l'accentramento e la conseguente povertà, la cultura strumentale e le substratificazioni sociali, subordinate ad un populismo confermatorio o al greve e insensibile autoritarismo decisionale. I popoli e le nazioni con un ancor radicato senso dell'opposizione sono pochi, periferici e senza riferimenti, mentre lo show delle manifestazioni "morali" lascia invariabilmente tutto nel suo disordine. Il pampa-Papa rende più snelle le procedure di annullamento del matrimonio religioso, sull'abbrivio delle semplificazioni apportate dalle normative europee al divorzio, tenta il recupero di qualche divorziato, riammettendolo nella comunità e fa un raid in Albania, lodandone il Consiglio delle tre religioni: musulmama, ma agnostica, cattolica e ortodossa. L'Albania, staterello "cinese", sulle sponde dell'Adriatico, è l'unico esempio di Stato islamico completamente agnostico ( per ora? ), nel quale le confessioni cattolica e greco-ortodossa sono quasi di semplice rappresentanza. Si sentono in giro espressioni impensabili solo qualche anno fa, ma il contesto non è migliorato, ricerca solo degli equilibri improbabili ai quali spera di sostituire la propria preminenza, dove possibile, o i migliori accordi per una nuova e diversa spartizione delle anime, senza curarsi di interpellarle. Il piccolo Zar copia le iniziative ostili della NATO e sorvola con i suoi Mig l'Alaska che lo Zar Nicola II regalò agli Stati Uniti, ignorandone i giacimenti petroliferi e snobbandone la valenza strategica a favore di quella giovane e inesperta nazione. La vexata quaestio, con la quale si contrabbanda l'8 con il 18, ha un significato politico. I lavoratori sono colpevoli di aver estorto troppi diritti e troppi soldi; per causa loro siamo finiti fuori mercato. Non si accenna minimamente a delle politiche industriali, da parte di incompetenti che cercano di approfittare della situazione, ma si inscenano dei veri e propri esorcismi, come sempre finalizzati a depistare dai veri bersagli, dalle responsabilità effettive. Ecco quindi che un governicchio illegittimo, che conosce solo un barlume d'opposizione da parte della sua minoranza interna, dello stesso partito che esprime il Presidente del Consiglio, in una riedizione minore delle contese fra le correnti della Democrazia cristiana, dichiara sbruffonescamente che cancellerà la normativa di garanzia del rapporto di lavoro. Renzuccio da Firenze distorce le questioni e produce visioni mistificatorie. Con i suoi annunci, il governicchio dice chiaramente con chi sta. Ovvero, con quei ceti manageriali e imprenditoriali che non hanno mai saputo indicare che la ricetta da Terzo Mondo della facoltà di pagare sempre meno e di tenere a bada con la possibilità di licenziare. Oppure, più probabilmente, è questa l'unica natura e cifra dei padroni. Un fessacchiotto come Renzie non ha la forza per non stare dalla loro parte; il presunto riformatore è garanzia di esiti controriformistici. Non avendo un gregge da pascere, ma solo un pascolo da coltivare per sé, la destra è meno insidiosa, se la sinistra sedicente è costretta all'opposizione, che è il ruolo storico in cui ha forgiato i suoi principi e i suoi contenuti.

La mancanza di principi rende gli intrighi pericolosi.

La convinzione pigra che il progresso sia un percorso accidentato ma lineare, che vada dal peggio al meglio, è un'illusione coltivata dai poveri e dagli insoddisfatti della loro condizione. Non esiste infatti un miglioramento sistematico, né delle condizioni di lavoro, né della retribuzione del medesimo, del benessere e del civico sviluppo. Il Jobs act di Matteo Renzie, la cui vanagloria è da oggi sotto attacco da parte delle Procure ( che stupido errore adolescenziale è stato dimezzare le ferie ai giudici )ne è un attestato. Il democristianone padre avrebbe provocato la bancarotta di una società e avrebbe ( ha certamente ) pilotato temporalmente le prime mosse sullo scacchiere del potere del grullesco figliolo, fino a fargli maturare un'indennià a carico della fiscalità generale. Del resto la mogliettina non girava imperterrita per Firenze senza rispettare la ZTL? Che il renzismo sia costellato di tante piccole profittevolezze è nel DNA della famiglia, biologica e politica, del premier, per altro insensibile a cassare la residua, infinitesimale dignità dei lavoratori superstiti, cancellando la giusta causa e il giustificato motivo dalle procedure di licenziamento, assimilato ad un elemento della provvisorietà del lavoro. La Turchia post-moderna ha ottenuto la liberazione dei suoi 46 ostaggi da parte dell'IS. Ovviamente ha asserito di non aver pagato riscatti. Allora, ha certamente offerto una collaborazione ai guerriglieri del califfato che si rifà a quello dissoltosi con l'Impero ottomano nel 1924 e del quale aspira pure ai territori. Una collaborazione e un riconoscimento diplomatici a tutti gli effetti. La Turchia, bastione della NATO durante la Guerra fredda con undicimila Km di confine con l'Unione sovietica, è ormai un neo Stato islamico, non arabo, aspirante all'egemonia regionale ( come l'Iran ) e solidale, sia pur politicamente, con il dinamico mondo islamico - ha un'importanza relativa che sia un dinamismo da straccioni: non è così per chi li foraggia e manovra - per questioni geopolitiche e di rinegoziazione dei suoi rapporti con gli Stati Uniti, la NATO e l'Europa che, giustamente, la rifiuta. Soprattutto adesso. I Turchi hanno rifiutato di partecipare alla coalizione anti IS che gli americani stanno mettendo farraginosamente e lentamente in piedi, hanno creato delle vie di fuga per i miliziani del califfo, sia per sottrarsi ai bombardamenti, sia per ricoverare i loro feriti. Certamente devono aver ottenuto degli affidamenti anche per il futuro prossimo, per quel che possono valere nel mondo della diplomazia. Il 20 Settembre di 144 anni fa i bersaglieri sabaudi entravano in Roma attraverso la breccia di Porta Pia. Subito dopo i massoni sabaudi, i preti e i clericali cominciarono a cogestire l'artificiale nazione e lo Stato che vi si era sovrapposto, in funzione delle ambizioni del Re di Sardegna e della sua dinastia, discioltasi nelle more delle tumultuose vicende che la creazione del Paese ha comportato, drammaticamente per chi le ha vissute. Accanto a costoro, come il Sovrano stesso, sono sgusciati i tanti Italiani che si sottraggono con l'evasione e la fuga ad ogni peripezia, non avendo nessuna fede nella retorica che professano. Il loro ultimo prodotto è Matteo Renzi, fantaccino di Giorgio Napolitano e delle Commissioni europee, alla disonorata ricerca della sua piccina affermazione.

mercoledì 17 settembre 2014

Il proficuo anonimato dei soldi.

Il mondo del pallone è malmentoso, volgare e corrotto. Lo denunciò per primo Carlo Petrini, che di quel tristo spettacolo fu per molti anni protagonista, ma, ad ogni stagione, cioè due volte nello stesso anno, in un tour de force sfinente, il baraccone si ripresenta al suo pubblico di devoti. La piccola imprenditoria domestica mira a speculazioni a breve sul corpore vivo della passione sportiva - che in loro è completamente assente - e la vocazione a trar profitto da situazioni contingenti porta a campionati scadenti e a periodiche retrocessioni. Anche fra le retrocesse, infatti, i nomi nuovi latitano: sono sempre le stesse a scendere e a risalire. Quando si verifica un'anomalia, la natura di profittevolezza spicciola e occasionale, è rivelata poco dopo dal fallimento delle società medesime, che, in quello stato, vengono rilevate per quattro soldi e il ciclo ricomincia. Pare che il Bologna f.c., finito, da ultimo, nelle mani di Albano - certamente dal nome del buon vino che non viene più prodotto - Guaraldi, stia finalmente per trapassare in quelle di un business-man italo-americano, che già sette anni fa tentò l'avventura, che nel frattempo ha favorito l'acquisto della Roma da Unicredit che l'aveva ereditata dalla Banca di Roma, facendovi, la stagione scorsa, un ottimo lavoro. Ora, garantita al pirata Guaraldi ed ai suoi soci una buonuscita personalizzata, messi a repentaglio tre milioni di dollari di cauzione non restituibile, dopo i due che il filibustiere Cazzola - quello del Motor show bolognese scippato per Milano - si intascò adducendo la lungaggine della trattativa, per poi cedere la società ai Menarini - il passaggio del soccer Bologna a una anonima banca d'affari statunitense, sta per entrare nella fase del closing. Peggio di così non potrebbe essere andata fino ad ora e l'evoluzione dello sport professionistico più seguito verso lo show-business mi sembra naturale ed anche auspicabile. Il merito sportivo è morto e sepolto, l'immoralità mercificatoria è imperante e un po' di calvinismo affaristico può solo migliorare la situazione, almeno in un mondo dedito solo ai soldi. Potrà sembrar naturale che ad interessarsi speculativamente delle sorti calcistiche nazionali siano uomini d'affari oriundi dall'Italia, ma il clan di Joe tacopina, James Pallotta e Joey Saputo, rievoca la Chicago degli anni '20 o la trimurti, sbocciata contemporaneamente di Martin Scorsese, Al Pacino e Robert de Niro, su cui aleggiava il simbolico copricapo di Francis Ford Coppola. Era l'epoca dei western all'italiana di Sergio Leone, nell'ambito di uno scambio culturale ed economico di tutto rispetto. Sarà incongruo l'accadimento, ma stranamente, nei mesi scorsi la Philip Morris ha scelto Bologna per impiantarvi un suo stabilimento. Il calcio, per gli americani è un business decentrato, nel quale veicolare tanti denari e dal quale trarre ingenti profitti; come in Inghilterra, dove gli investitori sono stati invece yankee anglosassoni, non resteranno affezionati alla causa per sempre. A tempo e luogo passeranno la mano, a un emiro, a un Kazako, a un Cinese, ma, speriamo, finiranno di spartirsi gli antichi blasoni, i Cazzola, i Menarini, gli Spinelli o un Guaraldi. Insomma, la palude resta, è solo più ricca di fosfati, il brand viene venduto e la "gente", continuando a non capire un cazzo, l'alimenta adorando.

martedì 16 settembre 2014

Accelerazioni

Il Prefetto di Bologna intima sommessamente al Comune di non trascrivere più i matrimoni omosessuali contratti all'estero e validi all'estero, perché non previsti dall'ordinamento italiano. Il libero Comune di Bologna, insediato in quella piazza Liber Paradisus che ricorda la legge con cui, primi al mondo, abolimmo la servitù della gleba, si globalizza e traina la faticosa innovazione legislativa che dovrebbe rendere i matrimoni gay, a tutti gli effetti legali, equiparabili a quelli etero, adozioni, reversibilità e successioni comprese. Lo scontro, sotto traccia, è politico, l'intervento prefettizio era stato sollecitato dalla Curia arcivescovile ed è puntualmente avvenuto. Sulla base di una interpretazione degli indirizzi ministeriali,il Sindaco ha deciso di proseguire nella sua azione, che suggella personalmente, firmando gli atti, per evitare che l'obiezione di coscienza, ai diversi livelli burocratici, impantani le procedure. Personalmente sono del tutto amorfo rispetto alla rivendicata novità civilistica, penso anzi che, come in tutte le spinte particolaristiche ( sia pur molto più diffuse di quanto "normalmente" si pensi ) ci sia un lavorio di lobby, in questo caso, come in tutti gli altri. La formalizzazione matrimoniale servirà a stabilizzare gli interessi e, solo in misura molto minore, i rapporti, assimilandoli a quelli tradizionali. Sul matrimonio, la contesa fra la legislazione civile e quella religiosa è sempre stata asperrima: il matrimonio sacramentale, finalizzato alla riproduzione conforme ai canoni della Chiesa, configura un mondo chiuso e finalizzato, subordinato alla dogmatica della Chiesa cattolica. Lo Stato può agire autonomamente, sottolineando l'empirismo delle variazioni sociali, economiche e di costume, soprattutto quando assumono una considerevole rilevanza numerica e quando intersecano l'internazionalità, come nel nostro caso. La Curia ha rilanciato, dopo la presa di posizione del prefetto, la tesi della forzatura ed ha richiesto un intervento legislativo dello Stato, che, però, stante l'uniformità legislativa, amministrativa e procedurale, che vige nell'Unione europea, non potrà discostarsi, né farlo troppo a lungo, dalle consuetudini comuni. Nello stesso tempo, le comunità ideologiche si organizzeranno e si chiuderanno nella costituzione di lobby morali e di interessi. E' molto prematuro affermarlo, ma la genesi e gli effetti di questi fenomeni, rimanda alla parcellizzazione sociale, pur in ambito legislativo comune, della spiritualità privatistica, personalizzata, vigente soprattutto nel mondo anglosassone e segnatamente negli Stati Uniti, che esportano i loro modelli culturali in tutta quella parte del mondo che influenzano, aspetti di puritanesimo compresi.