martedì 16 settembre 2014

Di blog in blog.

Pubblico un contributo tratto dal blog di Valentina Nappi. Costei appartiene ad un mondo, molto ascoltato in ristretti cenacoli accademici e giornalistici e molto pubblicato su riviste filosofiche e/o sociologiche. Il mondo dei blogger è vastissimo, vario e policromo e, in quest'ambito, la Nappi si colloca sul versante del post-femminismo giovane, che non ha vissuto cioè, la pluridecennale esperienza, politica e ideologica delle "donne brutte". Sta di fatto che, dalla vulva modello brand della Renault a questo breve saggio di mitologia applicata alla figa, di strada se ne è percorsa. Un mito su cui è opportuno riflettere è quello secondo cui le ragazze ‘facili’, ‘zoccole’, quelle che fanno molto sesso promiscuo – sesso con tante persone diverse, gangbang… – avrebbero la figa ’sfondata’, ’slabbrata’, ‘troppo larga’ e quindi meno avvolgente, meno piacevole da penetrare. In realtà, dopo un periodo iniziale di ‘rodaggio’ (in media di nove-dieci mesi), tutte le vagine da tale punto di vista si stabilizzano, conservando da lì in poi le medesime dimensioni, forma ed elasticità. È inoltre del tutto ovvio che, per quanto concerne le sollecitazioni meccaniche, il sesso promiscuo vale esattamente quanto il sesso monogamico; e le fidanzatine fedeli, in media, non hanno affatto rapporti sessuali meno frequenti rispetto a una pornostar o a una ‘ragazza facile’ che ’si fa’ duecento ragazzi diversi ogni anno. Ma ciò che più conta è che l’esperienza e la consapevolezza del proprio corpo sono decisive anche al fine di trasmettere la sensazione di ‘figa avvolgente, stretta’ (vedi muscolatura del pavimento pelvico). Insomma: le santarelline poco interessate a fare esperienze variegate, ad apprendere da più persone e ad approfondire gli aspetti tecnici della sessualità sono proprio inutili, mentre le esperte sono le migliori persino nel far sentire la figa stretta ai maschi. Ma cosa c’è dietro un pregiudizio così stupido? Probabilmente l’idea, ereditata dal nostro passato, di giovane ragazza come ‘materia prima’. Una materia prima che va preservata, che non va sciupata, che non va sprecata. Quando le baldraccone post-cinquantenni in televisione dicono che le ragazzine dovrebbero essere educate a ‘non darsi via’, a ‘dare un valore al proprio corpo’ eccetera, non fanno altre che riformulare in un linguaggio contemporaneo il vecchio principio di ‘preziosità’ del corpo di una giovane donna, una preziosità che è tutta materiale, che è legata alla riproduzione delle cellule sociali e che è stata sublimata (secondo il solito, ben noto meccanismo) in uno pseudo-valore spirituale. Sapete come si chiama questo meccanismo? Reificazione. Sì, proprio così: reificazione. Che vuol dire: ’spiritualizzazione’ delle cose materiali (nel caso specifico: ’spiritualizzazione’ dell’utero e delle sue potenzialità di riproduzione materiale). Insomma: esattamente l’inverso – proprio così: l’inverso!- di quello che oramai viene inteso comunemente nel dibattito pubblico. Si tratta di un meschino rovesciamento semantico, che ha contagiato anche Wikipedia, vari dizionari, varie fonti online e non. I soldati della neo-premodernità hanno sempre più séguito e stanno imponendo il loro vocabolario, ripetendoci ininterrottamente le loro litanie. Essi sono i nemici della razionalità moderna, della secolarizzazione, di conquiste della modernità quali il formalismo giuridico, la democrazia procedurale, la dissoluzione dell’autorità comunitaria ’sostanziale’ (l’autorità non codificata: quella del nonno, degli anziani, dei genitori sui figli maggiorenni…). Di tale esercito della neo-premodernità fanno parte le femministe delle differenza. Le loro formule – ad esempio sulla donna ripetutamente ‘violata’ che prima o poi (loro lo sanno, loro lo predicono) sente il bisogno di cambiar pelle – non sono altro che una versione raffinata di quelle delle baldraccone televisive sopra menzionate. Ma cos’è questo, se non la declinazione femminile, ‘educata’ e più o meno pseudo-argomentata, degli odiosi insulti maschilisti sulla figa sfondata e slabbrata? Valentina Nappi

lunedì 15 settembre 2014

Legami scioglibili.

Era il 1974 quando il divorzio fu confermato nell'ordinamento giuridico italiano da un referendum popolare che vide il nord prevalere sulla Vandea meridionale e sanfedista. Fosse stato per le regioni del sud, la facoltà civile di sciogliere il matrimonio non sarebbe passata, così come la monarchia sarebbe stata la forma istituzionale della nazione. Nonostante le "zone bianche" presenti anche nel lombardo-veneto, lo smacco alla Chiesa cattolica, che aveva imposto il referendum alla Democrazia cristiana, fu clamoroso e segnò il declino di quel partito, al potere dal dopoguerra. La D.C. e la Chiesa stessa si trovarono di nuovo alleate con il fascismo del M.S.I., in una sintesi storicamente tante volte realizzatasi, della conservazione fondiaria, finanziaria e di costume. Amintore Fanfani, allora segretario democristiano arringava i contadini siciliani nei paesi, sostenendo che se la serva e la signora fossero fuggite insieme, i mariti sarebbero rimasti soli come degli scimuniti. L'accoppiata Lombardi-Casini capitanò il fronte del si all'abrogazione; il Partito comunista italiano, che fece di tutto per evitare il referendum, finalmente si schierò per il diritto civilistico di por fine legalmente al contratto matrimoniale e il pur timido Enrico Berlinguer si impegnò a mobilitare le masse popolari contro una restaurazione sacramental-clericale che avrebbe cementato un nuovo connubio di potere. I promotori della legge sulla cessazione degli effetti civili del matrimonio furono il liberale Baslini e il socialista Fortuna, le due forze laiche e storiche della società nazionale. Il fronte cattolico si frazionò; Arturo Carlo Jemolo sulla destra e Raniero La Valle sulla sinistra, lavorarono ai fianchi il prevalente mondo cattolico conservatore e il risultato fu una vittoria storica che rinfrancò gli eredi dei diritti dell'uomo e del cittadino. Lo scontro impegnò tutte le forze politiche e culturali del Paese e il confronto fra conservazione e innovazione si fece esplicito, nonostante la proposta di Andreotti di rendere scioglibile il matrimonio civile e mantenere l'indissolubilità per quelli concordatari. La Chiesa eccepì il vulnus al testo concordatario, recepito nella Costituzione per volere dei comunisti, che sapevano di avere una base in gran parte rivoluzionaria e devota nel contempo, secondo la paradossia italiana, ma la Corte costituzionale, nella sua autonomia, diede un'interpretazione differente, che il referendum non riuscì a sovvertire. Fu la dimostrazione palese della reazionarietà della Chiesa cattolica, che solo dopo l'esito della consultazione introdusse i corsi prematrimoniali obbligatori per i cattolici. Fu una figuraccia mondiale; il Paese cattolico per eccellenza si dimostrò quale era realmente e Fanfani ne prese atto e vi si inchinò. Ora, il divorzio quinquennale, se consensuale, e settennale se contrastato, si può ottenere senza pronunciamento del giudice, sulla base di una trattativa fra i rispettivi legali, in termini rapidi, come nel resto del mondo, o quasi. La Chiesa, o parte di essa, sta prendendo atto della situazione, nonostante che negli anni successivi all'introduzione del divorzio avesse moltiplicato gli annullamenti rotali e sta prendendo in considerazione di riammettere ai sacramenti i divorziati. ma tutto ciò, a noi laici, non interessa. La banalità tardiva di quella fremente battaglia è attestata dagli sviluppi attuali, ma la soddisfazione fu grande. Si pensava che ci sarebbero stati ulteriori sviluppi, che in parte ci furono. Oggi l'evoluzione è solo un adeguamento alle normative civilistiche europee, i Lombardi e i Casini tacciono, la Chiesa fa finta di niente. Sia detto a merito di Valerie Giscard d'Estaing che si battè vittoriosamente contro l'inserimento nella Carta dei principi europei, della matrice cristiana dell'Europa. "Fareste in Europa quello che siete usi a fare in Italia" replicò al Vaticano. Aveva perfettamente ragione. Ma la lotta per la libertà non conoscerà soste né riposi sugli allori, andrà soggetta a stasi e regressioni oppure a sviluppi e progressi e parziali regressioni. Basta sapere con certezza da che parte si vuole stare.

domenica 14 settembre 2014

Come le foglie al vento.

La guerra asimmetrica in corso fra l'Iraq e la Siria contro l'IS, sarà d'ora in avanti, costellata di esecuzioni via internet. Ad essere sacrificati con annesso pistolotto esplicativo sulle "ragioni" della macellazione saranno gli appartenenti a quelle nazioni con qualche rapito nelle mani delle milizie barbare del califfo. Probabilmente, per queste persone era stato richiesto un riscatto: chi ha pagato ha avuta salva la vita, almeno all'inizio, chi non lo ha fatto e anzi ha accentuato la sua partecipazione alla coalizione anti islamista, ha fatto pagare agli ostaggi, attraverso l'immolazione. L'Italia, si sa, paga profumatamente, ma la decisione di fornire ai Curdi le armi affastellate nei depositi perché superate dai canoni NATO, potrebbe rinfocolare lo spirito di vendetta e potrebbe toccarci di vedere qualche connazionale decapitato. Le donne (cristiane)diverse dalle "proprie", servono, come in ogni conflitto, a lenire la solitudine dei guerrieri lontani dalle loro famiglie ( sic! ) per mesi; quelle usurate e in soprannumero vengono vendute in pubblici mercati. Molte altre, dicono le fonti dei rapitori, si sono convertite ed hanno sposato in seconde o terze nozze, i loro sequestratori. Il pampa-Papa che aveva invocato lo stop agli aggressori "ingiusti", non appena costoro avevano cominciato a perseguitare i cristiani, pur senza specificarne i mezzi, ha poi ribadito a Redipuglia che la guerra, qualsiasi guerra, è sintomo di pazzia. La constatazione manca però della diagnosi appropriata a prevenire o curare il male, a meno che non ci si attesti sul peccato originale, che non risolverebbe il busillis fino alla fine dei tempi. Tutti i Paesi dell'Unione, tranne la Germania, l'Austria, l'Olanda e la Finlandia, alla quale appartiene quel Katainen che aveva chiesto il Partenone a garanzia dei prestiti alla Grecia, vorrebbero derogare al Patto di stabilità ed è per questo che le "raccomandazioni" delle Commissioni di Bruxelles stanno per diventare obbligatorie, rivelando "l'importanza" che rivestono i due terzi dell'Unione guglielmina. L'Italia è sempre di più una foglia al vento. P.S. Il Sottosegretario Giro ha affermato poco fa che il Governo italiano, sovrano in quest'ambito, porterà a casa i nostri sequestrati con ogni mezzo. Pochi minuti dopo, ha dovuto correggersi, senza smentirsi. L'ISIS, prima di diventare IS, l'hanno finanziata gli americani ai quali gli inglesi si sono subito accodati, ora che la repressione si fa difficile e costosa. LItalia deve avere contezza che anche le nostre rapite ed i rapiti che verranno, possono essere adesso sacrificati, ma lo zio Sam non vuole, pretende anche che gli prestiamo mezzi e truppe per un interesse prevalentemente suo: Matteo Renzi si fa un altro cornetto di gelato: sono situazioni più grandi di lui e che, probabilmente, nelle sue more provinciali, neppure gli interessano, ma, dovrebbe saperlo: dagli amici mi guardi Iddio.

Diacronicità.

Pronto, pronto, pronto....no, non ci sono, sono impegnato/a, saranno cazzate, occupatene tu....viene il/la alle 18....sono Tal dei Tali del...oddio, chi sono?....basta erogazioni pietose, ci marciano. Tichetichetic, impettiti taccheggiano sulle formelle sconnesse, inamidati tornano sui loro passi. Sempre lo stesso percorso; poi si fermano con atteggiamento professionale per qualche operazione, durante la quale si assentano per intraprenderne, proseguirne o concluderne un'altra. In formazione binaria vanno a prendere il caffé e vanno in visita. L'assistente reca la borsa con i documenti. I commessi-viaggiatori di un mondo embrionale ma che già s'intravede, nella gestazione in corso del tutti per strada, s'incontrano nei luoghi più prossimi e nei luoghi più acconci ai commerci: hanno una base, ma ormai sono nomadi. Un crocchio vociante si annuncia alle porte: un portinaio di ventura trascolora, ha riconosciuto un'icona...anzi due. Si profonde in sussurri, ma poi si confonde; con mossa repentina, Tal dei Tali del...col suo sorrisone di rappresentanza e il piglio della guida turistica si è posto alla guida del gruppetto, mentre il portinaio telefona trafelato ai colleghi assenti, perché in missione, ovviamente. Io ho accennato ad alzarmi, come usa con chiunque, per rispondere al saluto che, uno ad uno mi rivolgevano, salvo accorgermi a cose fatte che mi era uscita la camicia dalla cinta dei pantaloni. La costernazione postuma di sono Tal dei Tali del...oddio, chi sono? mi commuoverà profondamente, anche se ai trapassanti sembra non importargliene punto. Solo il primo ha uno sguardo di imbarazzo: controllo, la bottega era chiusa. Forse gli hanno parlato di me o ha letto qualcosa di mio sui Forum, pre censura. Non avendo trovato nessuno, i passanti tornano fuori, probabilmente dopo aver fatto la fila alle ritirate, ricondotti all'uscio dall'ingiaccato portiere che, in questa circostanza, non ha nemmeno il pantalone destro rialzato. Sulla soglia, l'imprevisto incontro con una promotrice, consente ai disertori per servizio di appalesarsi nel vestibolo, utilizzato anche dai marioli del Corso per occultarvi ( nelle cassette per borse e metalli )temporaneamente, la refurtiva. I sorrisi si sprecano, il gaudio è altissimo. Ritorniamo al cenacolo, fra sbuffi di sollievo e battutine defatiganti. Sono Tal dei Tali e l'avventuroso portiere sono emotivamente scossi, affranti. Io non mi sono ancora lavato le mani. Pronto, pronto, pronto....sembra un documentario Luce in bianco e nero sul boom dei telefoni a spinotto degli anni '50.

La pretesa di non essere in guerra.

Ogni volta che qualche d'uno, annuncia di volersi coalizzare contro il califfato, l'IS decolla con un coltello gli ostaggi di nazionalità coinvolta e lo fa riferendosi proprio a questo aspetto. Uccidono quindi dei giornalisti free-lance, che cercano, con rischio, di vendere il loro reportage, ma anche dei cooperanti, di quelle Onlus che, lungi da non avere interessi materiali al loro agire, mettono a repentaglio la vita di troppi infatuati di sentimenti solidaristici con persone che non se li fumano per niente, di cristiana pietà per dei musulmani, speranzosi a volte in qualche facilitazione diretta o indiretta, da trarre dal non trasparente mondo delle iniziative benefiche. Oggi è toccato ad uno scozzese che forse avrebbe votato per la secessione dal Regno unito e che Cameron ha "dannato" a morte per aver trionfalisticamente annunciato che farà parte della missione interforze contro l'IS. Contestualmente, come le altre volte, è stato mostrato in effigie il prossimo sacrificando. Veniteci a prendere sul campo, ripetono gli islamisti in armi, non limitatevi a spianarci con le bombe. Cercano per questa via un riconoscimento internazionale che la sola pioggia di fuoco dall'alto cerca di ottundere, non possedendo i miliziani del califfo, né marina, né aviazione. Per questo uccidono teatralmente, valendosi anche della ultime battute estorte alle loro vittime, con le quali codeste attestano, come in una tragedia antica, le colpe e le cause, non del Fato ma del malvolere degli uomini, in questo caso di quelli che si credevano fratelli. Ormai, però, l'influenza "benefica" delle organizzazioni non governative, va abbandonata: non è detto che sia apprezzata oltre la contingenza del soccorso, non è consentita da forze in armi che esercitano un potere discrezionale su persone e cose, non ha senso se si è in guerra. Pretendere di fare la guerra e "dimostrare" agli inermi colpiti e privi di tutto quanto siamo soccorrevoli, pur conducendo operazioni belliche, ma anche coperte, verso di loro, ha una valenza esclusivamente propagandistica. Anche se qualcuno che ci crede e qualcun'altro che ci specula, si trova sempre, decollati a parte.

sabato 13 settembre 2014

Masquerade.

Il fuciliere Latorre è stato colpito da ischemia nella sua residenza all'ambasciata italiana, dove scontava i domiciliari, in attesa di un processo che non arriverà mai. Si stanno infatti trascinando le litanie italo-indiane e, da parte nostra, si è optato per la solita simulazione di malattia, così in voga in ogni conciliazione della vita nazionale. Insieme non potevano realisticamente ischemizzarsi. Ora l'assassino e falsificatore, in solido con l'altro Rambo di scorta, ( avevano cercato di far testimoniare il comandante del cargo, nel senso che i pescatori sulla loro bagnarola, decine di metri sotto di loro, mostravano minacciosi delle armi ) ha recuperato i suoi affetti, del tutto alieni da qualsiasi considerazione etica e l'altro, rimasto in India, ha cominciato a sentirsi indisposto. In Italia, la fecondazione eterologa avrà un trattamento morale e tickettaro differenziato. In Emilia Romagna, per esempio, è già assicurata gratuitamente ai richiedenti, da lunedì scorso. In Toscana sarà assicurata solo a chi potrà pagarsela con 500 euro a inseminazione, mentre nella cattolica Lombardia di Comunione e Fatturazione, sarà sottoposta al rigido vaglio ( salvo raccomandazioni ) di reciproca sterilità dei soli coniugi e, accertata la naturale incompatibilità gametica, in cambio di un ventaglio di investimenti dai 1.600 ai 3.000 euro, sarà possibile l'impregnamento. Non ho capito perché entrambi i coniugi debbano essere sterili, casualità rara e un po' sfigata; altrimenti si può provvedere, a queste tariffe, privatamente? Matteo Renzie conciona a noi che l'Europa non ci condizionerà. Perché non lo dice a loro, con sicurezza ma a bassa voce? Katainen gli dà del fanciullone velleitario. Lo prende fin troppo sul serio, perchè lo scout farà, fra un lazzo, un frizzo e un gelato, quello che deve fare, cercando solo di salvaguardare le clientele nazionali. Se la severità di Katainen glielo impedisse, sarei con Katainen. L'impero britannico, costituitosi sull'abbrivio del colonialismo inglese, ma tenuto insieme al suo interno dalla monarchia, soggetto ora alle spinte delle autonomie, rischia di perdere la Scozia, mentre ancora conserva l'Irlanda del nord, nel corpo dell'Eire. Le squallide scenografie del profondo nord britannico non apprezzano più l'integrazione puramente retorica nel Regno Unito. Anche se la potenza di fuoco degli unionisti dovesse sovvertire all'ultimo momento le previsioni, la difficile coesistenza fra nazionalità, che pensano di beneficiare dalla separatezza rispetto ad un comunità statuale in crisi e che, nel corso delle generazioni, non ha fatto altro che impoverirle, si accentuerà. Poi, forse la realtà sarà più dura dell'esperienza vissuta, ma le forze centrifughe e le micro-nazioni, nel frullatore del globalismo, sono efficacemente all'opera. L'esercito ribelle che da tre anni combatte, per conto degli Stati Uniti, contro Bashir Assad di Siria, si è chiamato fuori dall'arruolamento contro il califfato islamico, nonostante uno stanziamento di 500.000.000 di dollari a suo favore dell'amministrazione Obama. Cominciò con Jimmy Carter la politica di presidio dei pozzi petroliferi da parte dei nord americani, che, privi dell'argine sovietico, si stanno sempre più confondendo, fino a mobilitare il loro esercito in trasferta in Iraq. Ora Obama è tornato alla vigliacca politica dei bombardamenti distruttivi ed al finanziamento di mercenari, ma i risultati sono contraddittori: gli anti Assad sentono potenzialmente a rischio la loro privilegiata relazione con i committenti che si sono rivolti alla vecchia bottega. Se li armano ulteriormente e si trovassero con un Assad riappacificato ( improbabile, dato che gli israeliani propendono per la sua eliminazione )potrebbero trovarsi con delle forze ancor più sperequate e conflittuali in uno scenario che hanno maldestramente contribuito a disgregare, così come è certo che le armi ricevute dai Curdi serviranno loro a "rivendicare", fra la Siria e la Turchia, il loro Stato. Per fortuna c'è l'Italia che li ha forniti delle armi dismesse perché non più conformi ai canoni NATO.

venerdì 12 settembre 2014

La forza, piccola ma irriducibile, della democrazia.

Durante la recente, ennesima mattanza a Gaza, una specie di tonnara periodica a cui si abbandona l'esercito israeliano, quando la facoltà di disturbo del palestinesi di Hamas si fa troppo insistente e prossima, molti soldati chiamati alle armi, hanno disertato, praticato l'obiezione di coscienza. Oggi, quarantatre militari di Israele hanno inviato una patetica lettera al loro Ministro della Difesa, nella quale e con la quale denunciano la persecuzione a cui sono sottoposti gli internati a Gaza e l'attività di spionaggio che si svolge nell'alveare di confino. Le informazioni che vengono raccolte servono a ricattare, infiltrare e tormentare i nemici ghettizzati: a questo i quarantatre dichiarano di non voler più partecipare. Un diffuso giornale israeliano ha pubblicato con risalto la notizia. La coscienza dei quarantatre soldati non salverà un abitante della Striscia, ma attesta il valore possibile della democrazia e la rivaluta al confronto di chi non ce l'ha e di dove non c'è.

La tristezza dell'assassino.

Oscar Pistorius è dunque colpevole di omicidio, senza premeditazione. Era un po' incazzato e, detenendo una pistola per difendersi dai negri, ha fatto fuori inavvertitamente la modella e fidanzata, mentre sparava a casaccio. La giovane vistosa, fidanzata di un uomo senza la metà degli arti inferiori, certamente per la notorietà che le procurava, o si era stancata di lui o è rimasta vittima della paturnie che certamente albergavano nella mente di un uomo tanto menomato, che cercava di competere con delle protesi con gli uomini normali. In più deve aver giocato l'orgoglio del ricco, la cui presunzione era costantemente contraddetta dall'inabilità, dal doversi smontare ogni sera e rimontare ogni mattina, dal dover calzare con delle scarpe l'estremità di due ferri ammortizzati. Resta il fatto che la giovane donna non vive più e che le attenuanti concesse salomonicamente dalla Corte sudafricana, sono prive di logica che non sia privilegiatrice di uno status. Pistorius disse di aver scambiato, al buio, la sagoma della fidanzata con quella di un ladro e di aver sparato alla cieca. Senza accogliere la sua offensiva versione, i giudici gli hanno accordato i benefici conformi alla sgangherata tesi difensiva. E questo è un altro oltraggio, alla morta e alla giustizia.

giovedì 11 settembre 2014

Le ragioni, neanche tanto nascoste, delle cose.

Tredici anni fa, alcuni infiltrati di Al Qaeda negli Stati Uniti, tutti yemeniti e sauditi, come il loro ispiratore, Osama Bin Laden, trasformarono in ordigno umano due aerei di linea, mentre un terzo mancava l'obiettivo. Qurantunanni or sono, a Santiago del Cile, uno dei tanti colpi di Stato eterodiretti dagli Stati Uniti, rovesciava una democrazia che sembrava immune dai pronunciamenti militari, di eserciti tutelanti solo gli interessi delle classi possidenti e che mai sono stati impegnati in una guerra e ne uccideva il Presidente costituzionale. Ne seguirà una delle più feroci e disumane repressioni, fatta di sparizioni, assassinii e vieta subordinazione agli Stati Uniti, che poterono sperimentare in corpore vivo le teorie dei Chicago boys. L'America del nord si raccoglie nella commemorazione, dimentica delle tante soperchierie che ha consumato nella sua breve esperienza di superpotenza, che emerse in embrione al termine della prima guerra mondiale e si affermò, con la sola contrapposizione dell'Unione sovietica, al termine della seconda. Lo stesso scenario odierno, dopo che una prima "ubriacatura" eltsiniana aveva ridotto la Russia nella topaia economica e morale d'Europa. Il globalismo senza argini ha coinvolto popoli per decenni marginali, ma chiusi e fieri nelle loro convinzioni e tradizioni, controllati e sottoposti alla vigilanza di dittatori laici, poi rimossi. Per questa ragione l'Islam militante è diventato il competitor principale dei Paesi dell'occidente, di cui gli americani sono i leader. Putin, per parte sua, ha rimesso in rotta la Russia, superandone la stentata e fallimentare democrazia finanziaria, riportandosi con durezza e determinazione sul proscenio mondiale. Il mondialismo, che altro non è che il capitalismo di sempre, ha già trovato i suoi contraltari.

L'arida verità dei fatti.

Quindi, De Santis, lo sparatore che ha ucciso, dopo oltre due mesi di agonia chirurgica, il tifoso napoletano che si recava d assistere alla finale di Coppa Italia, giaceva, quando lo ha fatto, al suolo, ferito, sanguinante ed impaurito. Il povero martire, sempre sorridente nel suo letto di dolore, mitizzato e celebrato dalla sua mamma e dai tifosi del ciuccio, era a sua volta un violento che era stato alla fine sopraffatto, non presumendo che l'aggredito fosse armato. Per settimane la Fatwa dei tifosi napoletani era stata intonata ed aveva anche dato luogo, alla stazione, ad aggressioni verso i romani, identificati sic et simpliciter per romanisti. La faida si alimenta della narrazione dei fatti.

Italico spirito.

L'Italia ha offerto alla NATO degli aerei cisterna per i rifornimenti ai bombardieri, ma gli Stati Uniti le hanno "chiesto" di fornire a sua volta dei caccia e delle truppe speciali, da affiancare ai Curdi, cosa che gli americani eviteranno per ragioni d'alleanze. E' scontato che ci adegueremo, con qualche cisterna d'acqua e alcuni carichi di caramelle per i bambini che sopravviveranno. In cambio, le truppe del Califfo decapiteranno qualche nostro prigioniero. Approfitteremo dell'occasione - o meglio, approfitteranno - per tagliar fuori una regione della Siria, articolando il mosaico del sovvertimento del regime di Assad. Luca Cordero di Montezemolo si è accorto di quanto sia precaria e indifesa la condizione dell'orfano: papà Gianni lo aveva tutelato, ad onta di tutte le sue approssimazioni, fin da giovane. Ora, sulla soglia dei settant'anni, dato che non vince più e che la Ferrari, come la Juventus, ha una valenza di influenza politica, viene defenestrato il giorno dopo che aveva smentito la sua rimozione ed offerto altri tre anni di presidenza. E' puro nepotismo: ora la gestione è passata agli Elkann, la mummia di giovane faraone (John) e la scompostezza anche somatica (Lapo). Marchionne, con il suo maglione da pastore abruzzese, lo ha già rimpiazzato, sputtanato in pubblico e liquidato - questo sì - con ventisette milioni di euro. Per i suoi rampolli del secondo matrimonio, potrà essere ancora, come lo fu per lui Gianni, un vecchio, caro, affettuoso papà.

L'esito è sempre lo stesso.

L'orsa Daniza è infine morta, vittima di una narcosi tossica, secondo i rigidi protocolli della Regione Trentino, il cui vantato spirito ecologico si è infranto contro la natura. Daniza e i suoi due cuccioli, ancora immaturi per un mese, si è detto subito dopo, rispetto al tempo in cui la madre, verificatene le capacità autonome, li lascia alla loro vita, sono stati intercettati dai contractors ecologici e, nonostante fossero sfuggiti alle numerose trappole disseminate sul loro territorio, per l'istinto perizioso dell'orsa, non hanno potuto evitare ( almeno in due )la freccia-siringa ha ucciso Daniza. Doveva essere una dose doppia. Pare che in realtà, l'accudimento alla vita dei piccoli richieda dai ventidue ai trentaquattro mesi, durante i quali la madre gli insegna a guardarsi dai pericoli - anche a quelli recati dagli orsi maschi adulti - a cacciare e ad organizzarsi la vita fra attività, accumulo di grassi e letarghi stagionali. Un cucciolo è sfuggito alla cattura; un altro è stato marcato con un rilevatore di presenza e abbandonato - così deve essersi sentito -. Adesso pare che si siano ricongiunti e che vadano insieme verso una sicura morte. Il commercialista, Ministro per l'ambiente, si è profuso in una lamentazione tanto incompetente, quanto ipocrita. Sembra che tutto si sia svolto a sua insaputa, anzi contro la sua volontà, trattandosi di regione autonoma. Daniza aveva a suo tempo intercettato un cercatore di funghi che aveva avvicinato i suoi piccoli, mentre lei era in cerca di cibo e, come usa in natura, lo aveva levato di torno a suon di ceffoni ungolati. Nulla di non etologico. Io sono stato caricato solo da due maiali selvatici in Corsica, quando, appartatomi per urinare, ho avvertito prima il grugnire della scrofa, che poi è uscita dei cespugli e poi il rimbombo del maschio che si è catapultato a difesa della famiglia. Era veramente incazzato quel buon padre di famiglia; la sua espressione ricordo oggi con simpatia. Sono stato anche frequentatore delle montagne del trentino, con la mia famiglia, da bambino. Lungo il tragitto incontravamo spesso delle donne dagli abiti tradizionali con la gerla sulle spalle; capitava di tanto in tanto che si sentisse dire che una era stata aggredita proprio dagli orsi, avendo inavvertitamente invaso il loro campo d'azione. Allora si organizzavano delle battute per uccidere l'orso che aveva rotto il tabù dell'aggressione all'uomo e lo si uccideva. Propio come ora, pur nell'ossequio a tutti i protocolli della naturalistica regione alpina.

mercoledì 10 settembre 2014

Per ora siamo regrediti di soli trent'anni.

I redditi degli italiani sono oggi, nella media, come quelli di trent'anni fa. La slavina è ancora in corso. Con questi dati, le entità economiche e le banche si scannano per contendersi le posizioni, prima di addivenire ad una chiusura o ad una fusione, ad un'esodazione, ecc. Lo Stato rastrella quel poco che è rimasto e che è il frutto del lavoro quotidiano, dato che i capitali sono già riparati al sicuro. Renzie, dopo aver comprato il risultato delle Europee con ottanta euro, elargiti come una donazione da Principe ai plebei, per bocca dela segretaria di Piero Gnudi, quella Maida che in ufficio faceva anche le fotocopie, ha chiarito che il blocco delle retribuzioni degli statali, a prescindere dal fatto che fossero immeritevoli, è dovuto alla copertura dell'elargizione. Renzie ha già provveduto a rendere impossibile una rappresentanza del malcontento, ancora in gran parte inconsapevole, che non troverà, fra le macerie, nessuno sbocco istituzionale. Mai più salario contrattualizzabile e, in queste condizioni, democrazia monca, infine negata, tranne che sull'abbrivio di una pubblicità ingannevole di un successo irraggiungibile, dietro al quale correrà una gran massa di giovani illusi. L'ambizione faticosa di portare le masse popolari verso una crescita della coscienza civile, che le rendesse in grado di partecipare alla vita pubblica, sta rapidissimamente declinando nel vuoto e nel rumore.

martedì 9 settembre 2014

Machiavellismo degli stenterelli.

Renzie, coi tagli, cioè con la ulteriore, progressiva contrazione della spesa pubblica, dice che ridurrà per i residui imprenditori, le tasse sul lavoro, cioè il suo costo. Maggior sottoccupazione, dunque, per imprenditori di imprese domestiche. Mai intenzione fu più chiara, manifesta e trasparente, ma il popolo bove sembra non capire, o meglio, quello che, sia pur sull'abbrivio di una slavina, ha ancora uno straccio di lavoro, vota per la sicurezza e la disciplina, mentre quello che ne è privo e che non può esercitare da se stesso la flessibilità del cambiar proficuamente ingaggio o lavoro che dir si voglia, ma deve subire quella dell'impiego just in time, ha smesso di votare. Tanto l'aborto istituzionale ha già reso le categorie sociali prive di rappresentanza e di rappresentatività ed avallare un designato non avrebbe alcun senso. Fiorentinismi attuali.

Telefoni bianchi.

Due ragazzi di sedici anni si sono resi protagonisti di un'aggressione ad una donna trentatreenne che avevano adocchiato mentre era intenta a prelevare del denaro ad un bancomat. I passanti hanno approfittato della situazione per indirizzare gli agenti, ormai sulle tracce di chiunque, verso un tunisino che, vistosi fermato e non c'entrando nulla con l'accaduto, si è agitato e ha danneggiato la macchina di servizio degli agenti, che lo hanno potuto denunciare per resistenza e effrazione del finestrino, anche se, al momento, non gli avevano ancora contestato il reato per il quale non avrebbero potuto inquisirlo. Successivamente, mettendogli le mani addosso, hanno trovato (?) novantaquattro grammi di hashish ed hanno potuto giustificare la loro arbitrarietà. I poliziotti hanno seguito per caso una traccia sbagliata, relativamente al reato per il quale lo straniero era stato indicato, da un popolino ormai uso ad identificare gli extracomunitari con i marginali e i marginali con i delinquenti. Numerosi mendicanti sostano accovacciati sotto i porticati e i vicini di numero civico sollecitano la solidarietà accusatrice degli ultimi residui di una residenzialità rimossa, da decenni, dalla vicinanza della stazione, sia che si tratti di colorati venditori di copie cinesi, sia che, a deturpare il paesaggio e a spaventare i propri emotivi avventori, siano accattoni travisati e mendici gravide. Interrogati, gli altri frequentatori della zona, svelando subito esperienze di tentati furti, domestici o individuali, lasciano emergere un'ostilità assoluta, ma priva di effetti pratici, che non siano gli invocati interventi di una forza, di una violenza istituzionale. A Napoli, molti degli abitanti del rione Traiano, non avendo impegni per la giornata, sostano davanti alla caserma dei carabinieri presso la quale è di stanza lo sparatore incespicante che ha ucciso Bifolco. Come un prete pedofilo sarò presto trasferito ad altro acquartieramento che, se sarà in un contesto borghese, non darà luogo ad altri riflessi pavloviani. Quello che a Napoli è endemico, altrove si sta ora manifestando, in un crescendo tanto scontato, voluto, quanto ignorato e demandato ad una repressione armata che non potrà avere, prima o poi, che i medesimi esiti. Sembra di ritornare al neo-realismo del dopo guerra. Anche all'epoca della contestazione studentesca, a Roma e a Bologna, in occasione di due manifestazioni che non contrapponevano il "partito armato" alla polizia ed ai carabinieri, due studenti furono uccisi con una tecnica gratuita che sapeva di premeditazione e che nessuno approfondì volutamente. La barchetta zuppa di questo declinante Paese va verso il suo naufragio, con al suo timone un deficiente con il gelato e una pletora di telefonisti.

domenica 7 settembre 2014

La sofferenza che non conta.

In Iraq, i banditi del IS, mentre avanzano sequestrano tutti gli Yazidi che incontrano sul loro cammino. Oggi è toccato ad un orfanotrofio, con cento bambini all'interno. Oltre a decapitare i simboli della comunicazione occidentale, i miliziani del califfato costituendo hanno rapito tutte le donne che sono riusciti a separare dalle rispettive famiglie, spesso insieme ai loro figli. Delle une e degli altri fanno un uso sessuale, fatta salva la possibilità che alcuni dei bambini si "convertano" e si arruolino, anche a undici anni, nelle loro file. Le donne e i bambini vengono venduti come schiavi sessuali e/o da lavoro, secondo tariffari che prevedono - suppongo secondo le disponibilità economiche degli acquirenti - fino ad un massimo di 1.200 dollari. Lucrano anche sui riscatti, per diversi milioni di dollari, che se non vengono pagati danno luogo a documentate esecuzioni, secondo rituali da macelleria islamica. I Curdi, Assad di Siria e anche i Persiani, oggetto gli uni di ignoranza diplomatica e, gli altri, considerati nemici da abbattere, si sono temporaneamente riconvertiti in alleati degli americani in funzione anti-sunnita, anche se Obama non vuole intervemire in questa diatriba interreligiosa per non essere associato ad un'alleanza confessionale contro un'altra. Gli americani perseguono solo i loro interessi. Del destino disumano delle donne rapite e dei bambini abbandonati e anche degli uomini uccisi, nessuno si cura. Fu così anche per la mattanza umana e morale praticata dai Serbi verso i e le Kosovari/e, per dieci lunghi anni, fino a che, sul punto di vincere la guerra, furono osteggiati e travolti dalla resipiscenza bombardesca della NATO, vale a dire degli americani, quando il danno e l'eccidio erano stati irrimediabilmente consumati, come testimonia il mare di lapidi del sacrario, molto parziale, dei caduti. I nostri "meriti" riposano sull'omissione. Chissà se le donne cristiane, vendute o violentate ogni notte dalle soldataglie, saranno sollecitate a portare a termine le gravidanze, come accadde all'epoca delle gestazioni etniche jugoslave? Probabilmente non avranno neppure la possibilità di abortire. L'ottimismo per il futuro è quindi assicurato, così come ne è assicurata la futura delusione, il prossimo disinganno.

sabato 6 settembre 2014

Violenza regina, "bona e mala".

Come a Ferguson, anche a Napoli alcune centinaia di abitanti del quartiere popolare del giovane "Bifolco", ucciso per eccesso d'identificazione col ruolo militare in territorio nemico, sono scesi in strada ed hanno violentemente contestato la "Benemerita". I poliziotti del Missouri, da un lato, hanno ancora interiorizzato un sentimento latente di razzismo, che viene alimentato dalla pigrizia, dalla incoltura delle predominanti popolazioni nere, discendenti di quegli schiavi sui quali si fondava l'economia fondiaria degli Stati del sud. Rozzi ed incolti lo sono entrambi; i poliziotti mal pagati stanno dalla parte della "giustizia" e difendono la proprietà messa barbaramente a repentaglio dalle continue sopraffazioni dei negri, affrancati dalla schiavitù, ma lasciati in una condizione "naturalistica", in un contesto mercantile e pubblicitario, nel quale vogliono essere percettori furtivi e protagonisti per audacia e prepotenza, anche fra di loro. I tutori dell'ordine ( di chi? ) possono ucciderli a man salva; le scuse sono sempre pronte e questo alimenta e incista il senso della caccia di cui sono predatori o prede, per puro stigma sociale, anche quando non fanno niente. Anche a Napoli, i manifestanti hanno evocato la mattanza dei ragazzi senza il casco e la bugia eretta a sistema, quando sul sellino posteriore di un motociclo, neppur travisato da un casco, un segugio "occhio d'aquila" individua un latitante e, per evitare che latiti, spara al conducente. Si dirà, da parte dei benpensanti, di cui i proletari "benpensanti" in divisa sono i tutori a debita distanza, che non c'è barlume di novità in tutto questo e, purtroppo, è vero. Cambia - non per loro - lo scenario di riferimento di queste contrapposizioni senza dottrina, né organizzazione, nelle quali il senso della barbarie si fa sempre più nitido, nelle barbare società che le "all-news" ci portano in casa ora per ora. Il gioco a guardie e ladri si fa infatti mondiale e, in esso, le forze a tutela degli equilibri inclusivi, si impegnano, con compensatoria violenza, contro un'archetipo di potenziale "deviante", mentre solo loro possono "deviare" in forme socialmente ma non esplicitamente approvate, fuggendo spesso di fronte al confronto sul campo, quando non è supportato da una lunga preparazione, dalla sorpresa e dall'azione di squadra. Chissà se il pampa-Papa telefonerà ai genitori del "Bifolco" ucciso?

venerdì 5 settembre 2014

Ghetti e confini.

Napoli come Ferguson: due diciassettenni uccisi gratuitamente dalle forze dell'ordine, segnatamente, in Italia, da quei Carabinieri di pattuglia che si erano già distinti, nella tarda primavera, nell'omicidio a Firenze, di un ex calciatore della squadra locale, senza che nulla, in nessun senso, sia venuto alla luce. Alla vicenda è stata messa la sordina e così sarà a Napoli, dove gli assassini di ragazzi im motorino la fanno franca da generazioni. L'anguillesca capacità di sgusciare degli scugnizzi e la berlina in cui mettono i tutori dell'ordine, non giustificano le gratuite uccisioni, ma contro i poveri dei bassi gioca lo stesso pregiudizio, favorevole alla repressione, che anima la barbara rivincita di poliziotti e militari frustrati e il razzismo degli Stati segregazionisti del sud degli Stati Uniti. Non esiste forse una illegalità ed una violenza endemiche in quegli Stati, alla luce della non integrazione scolastica e lavorativa dei neri e, a Napoli, dei popolosi bassi? Certo che sì, ma la contrapposizone poliziesca, quando si abbatte su dei minorenni, rivela spesso il pretesto e la vigliaccheria con cui si esercita una violenza sostitutiva verso persone "aggredibili", se non inermi. Lo stesso a Napoli dove l'autorità viene ripristinata con le pistole, solo ai posti di blocco o all'inseguimento di centauri senza casco, patente e anche motociclo, di solito rubato. Alla prossima, a Ferguson e a Napoli. Neri e sciuscià. La NATO schiererà dei contingenti di pronto intervento ai confini russi, cioè sui territori dei nuovi componenti dell'alleanza atlantica, anche se quelle nazioni sono separate dall'omonimo oceano da molti chilometri di continente. Insomma si tratterà di una coalizione anti-russa, volta ad impedire a Putin che l'appetito gli torni mangiando e, nel contempo, a tenerlo sul versante centro-occidentale, sotto scacco. Non credo che ci sarà una guerra; la Russia non attaccherà la Polonia, la Romania ecc., quanto all'Ucraina, Russi e Statunitensi ne faranno carne da porco. l'Italia ha deciso ufficialmente di partecipare alla lotta contro le milizie islamiche; deve averglielo chiesto Obama, in cambio di concessioni petrolifere, mentre contro la Russia ci saranno i Canadesi, ma non gli Italiani. Non so se Putin avesse in animo di ripristinare il suo comando sulle regioni liberate dal giogo russo-sovietico o se temesse soltanto una invasiva presenza occidentale ai suoi confini, dopo che aveva deciso di ripercorrere il cammino della Russia zarista, autonoma e forte realtà territoriale, non più disposta a farsi emulsionare e macinare, nel vortice finanziario, che aveva già distrutto il tessuto connettivo della nazione. I Russi non sono e non saranno dei democratici nel senso che si accoglie in Occidente; la finta contrapposizione è rituale e retorica, serve, semmai, a fissare una nuova spartizione dell'Europa, nella quale la Germania sarà interlocutrice privilegiata degli americani, pur sottoposta alla vigilanza, per loro conto, della Gran Bretagna.

giovedì 4 settembre 2014

La discesa dal Sinai di un patriarca fuori stagione.

Shimon Peres ha proposto al pampa-Papa la costituzione di una O.N.U. delle religioni e lo ha candidato ad assumerne la Presidenza. Questa organizzazzione interreligiosa ed ecumenica dovrebbe interporsi, con la sola forza del suo messaggio, in ogni sentore di conflitto. Il messaggio sarebbe declinato in maniera univoca e univocamente accolto? Peres è socialista ed ebreo-laico e, forse, per i suoi novantunanni, non più tanto lucido. Il fatto stesso che, a quell'età, si sia portato in Vaticano per parlarne direttamente al suo candidato-Presidente, non depone molto a favore della sua chiarezza di pensiero. Dubito che il Papa o qualche altro Patriarca ambisca a recitar la parte impotente dell'O.N.U. ed a farlo cantando in coro le stesse inascoltate litanie. Bisognerebbe che, sotto la crosta, non si celassero importantissimi interessi mondani e finanziari, che sono la base materiale delle dottrine e della loro possibilità di diffondersi: dottrine ed interessi. In più, il timore del proselitismo altrui, soprattutto islamico e cattolico, ma anche protestante nelle nazioni vergini, ne farebbe un consesso litigioso e paralitico. Oltretutto, non sarebbe questo l'ecumenismo post conciliare dei cattolici, che ecumenici si dicono e sono solo a condizione di essere i leaders dell'Ecumene. Peres dovrebbe ricordare la proposta di Giovanni Paolo II di internazionalizzare Gerusalemme, sotto l'egida del cattolicesimo e, in subordine, dell'islamismo e nella quale, gli Ebrei si sarebbero ritrovati, almeno culturalmente, nel solito ghetto. Infatti la proposta, apparentemente sensata, non fu presa in considerazione. Perché apparentemente sensata? Perché le religioni sono il frutto, lentissimamente sviluppato e dottrinalizzato delle specifiche culture dei diversi popoli che le hanno elaborate, anche quando hanno una koiné comune, come le tre religioni monoteistiche, di cui solo una, quella originaria, cioè l'ebraica, consente l'agnosticismo, ma prevede la conoscenza, senza per questo inficiare l'ebraicità degli aderenti, in qualunque parte del mondo. Le altre due sono integraliste e, mentre quella cristiana soffre dell'usura del mercantilismo liberale e della sua estensione ideologica e politica a tutti gli strati delle diverse popolazioni, l'islamismo è fede arcaica e profonda e tale resterebbe nell'O.N.U. delle religioni, che mai accetterebbero di essere relativizzate. Se ne convinca l'affasciante figura dell'intellettuale Peres, al quale l'età ha però giocato un brutto scherzo: la pace non è di questo mondo, solo perché un altro non ce n'è.

Bisogna risollevarsi dagli allori.

I video decapitatori dell'IS - già ISIS - impazzano in rete. Le alleanze fra americani e dittatori arabi si stanno modificando: come già Saddam, Assad di Siria sarà alleato contro il Califfo. Il decollamento, già praticato in Iraq al tempo dell'invasione americana, ricorda la macellazione islamica degli animali, ai quali gi improvvisati giudici e boia, assimilano i suppliziati. I giornalisti statunitensi non sono stati i soli ad essere uccisi in questa forma terrorizzante: è toccato a monaci, soldati libanesi e, in almeno un caso documentato, anche ad un bambino. I bruti che incombono sulle vittime eseguono, con un comune coltello militare, il loro compito in due minuti e poi mostrano la testa che fino a poco prima troneggiava sul corpo inginocchiato o reclino e accovacciato al suolo. Anche una mamma russa che reclamava il corpo di suo figlio-recluta, se lo è visto consegnare solo con il tronco; già durante la guerra cecena, le decapitazioni reciproche e le partite a calcio con le teste, erano molto frequenti. Ai confini orientali ucraini si consuma un'altra guerra imperialista, se volete su due fronti, ma l'azione invadente della NATO è stata la chiave di volta della reazione russa. I due contendenti ritrovati vogliono l'uno estendere la sua area di influenza, pronuba la Germania e, per suo conto, l'Unione europea, l'altro non farsi avvicinare oltre una geopolitica distanza di sicurezza, mentre incede verso un'unione euroasiatica che, nelle intenzioni, deve essere alternativa all'Unione europea ed alla finanza deficitaria degli Stati Uniti. Il Presidente russo e quello ucraino, mentre infuriano i combattimenti, hanno stretto oggi un patto di non belligeranza: siamo al grottesco, mentre molti muoiono. La NATO fa la morale a tutti gli altri, per giustificare le sue pericolose ed impacciate iniziative manovriere ai confini, "per rassicurare gli ex Paesi del Patto di Varsavia", mentre la Russia le ricorda di essere una potenza nucleare. Dei disastri prodotti nell'Unione europea dalla politica gugliemina non si parla più. Il focus, per ora, si è spostato sul fronte orientale di una rinnovata contrapposizione e su quello medio-orientale, nel quale, per ragioni di mera tattica, si stringono improvvise ed imprevedibili alleanze con il nemico del giorno prima, accettando la richiesta d'intervento della principale potenza economica araba, quell'Arabia saudita che ha finanziato per prima l'ipotesi di califfato iracheno, non immaginando che potesse diventarle potenzialmente ostile, come il fu Saddam. L'Iran maliziosamente si presta a contenere i sunniti; Israele dà di matto. La politica militare e non degli Stati Uniti sta diventando asmatica, non più credibile sul piano dei principi che vengono ancora stentatamente declamati. Gli allori della guerra fredda sono appassiti, l'ozio morale ( in particolare quello europeo ) non è più procrastinabile.

martedì 2 settembre 2014

La guerra è appena iniziata.

Sono ormai migliaia i caduti sul fronte orientale ucraino, altrettanti i feriti. Senza darni pubblicità, le due parti in conflitto si scambiano i prigionieri. Dopo la mobilitazione di tutta la popolazione maschile valida, il Governo ucraino ha deciso di impiegare solo truppe professionali e scelte, in grado di usare le armi fornite di nascosto dalle potenze occidentali, senza le quali la forza dei ribelli sarebbe incontrastabile. Se lo status quo diventasse endemico, come a Gaza, per esempio, i caduti diventerebbero nel tempo centinaia di migliaia. Ma Putin ha esigenze geo-strategiche attuali, l'Ucraina è storicamente influenzabile e spartibile e linguisticamente disunita. Le sue frontiere non sono chiuse solo ad oriente; anche nella parte prossima alla Lituania ed alla Polonia, sono serrate, ai contatti, ai commerci ed alle comunicazioni. Le forniture ed i sostegni vengono da molto più lontano e le nazioni intermedie, esclusa la Germania, ne sono bypassate. E' opinione diffusa, in questi Paesi di confine, che la rivoluzione arancione sia stata opera di neo-nazisti, rigurgitati dalle prigioni di Stato; sembra cioè che la propaganda di Putin abbia attecchito o sia, per questo aspetto, fondata. Ci sarà una guerra per Kiev? Ne dubito. Propendo per una prolugata agonia, che alimenti le mistificazioni della disinformazione, per un tempo non quantificabile, al termine del quale, Putin avrà ottenuto i suoi scopi. Quello che non capisco, in queste more, è quale sia ( o sia stato? ) lo scopo perseguito da americani e tedeschi, sul continente europeo. Di quali sperimentazioni in corpore vivo si siano fatti artefici. Gli Statunitensi, in particolare, continuano a pagare le folli dabbenaggini del penultimo Presidente, quel Bush junior, incapace di valutare le conseguenze nefaste della sua politica bellica verso uno Stato ormai sotto tutela, che con il terrorismo islamista non c'entrava per nulla. La guerra è appena inizata.

Dalle diverse angolazioni.

La Russia è tornata in campo, sulle tracce della sua dimensione di potenza che la disgregazione, non solo del comunismo, ma dell'intero ordine sociale su cui si reggeva, aveva sgretolato, sembrava irrimediabilmente. L'interpretazione storica del rinato Imperium euro-asiatico, collima con la visione empirica dello scacchiere, nel quale, l'Europa centrale e medio-orientale gli è di nuovo nazionalisticamente ostile, sotto l'egida della NATO e dell'Unione europea. Putin non vuole una coalizione di Stati ostili ai suoi confini e si cautela, attraverso la creazione di cuscinetti e sbocchi commerciali e militari verso i mari caldi. Non esita a scatenare guerre ad ogni approssimazione delle nazioni ostili, fino a quell'Ucraina, che molti degli stessi suoi abitanti considerano sorella della Russia. Vuole circoscritte ma solide basi al suo comando, fra il suo territorio e quello guglielmino e continentale, mentre reagisce alle sanzioni con originali accordi commerciali con la Cina e un'espansione crescente e dichiarata verso la parte asiatica del suo immenso territorio. La creazione di una forza di pronto intervento, dalla Germania ai Paesi baltici,ad opera di una parte della NATO, guidata dall'Inghilterra per conto degli Stati Uniti, ha un compito di controllo: nessuno crede ad una sua applicazione bellica; nessuno crede che la povera Ucraina sarà accolta nella NATO, come da sua reiterata richiesta,in questi frangenti e forse neppure in quelli futuri. Come ai tempi della guerra fredda, si combatte per interposta nazione, mentre anche l'Italia schiera, di nascosto, sessantacinque paracadutisti nella costituenda forza d'interposizione europea, il cui primo progetto fu elaborato nel 2010. Che Putin non abbia tutti i torti nel non volersi far accerchiare, dopo aver rifiutato di farsi assimilare fra i poveri potenziali che il turbo capitalismo produce?

lunedì 1 settembre 2014

Triste declino.

Cinquant'anni or sono, moriva a Yalta Palmiro Togliatti, oggi sostituito da Matteo Renzi alla guida della sinistra, nella quale si è finalmente consumato ( fino a quando? ) quel connubio con i cattolici, che il "migliore" cominciò a perseguire fin dal dopo guerra, ricevendone in cambio calci in viso. Togliatti fu anche un mediatore all'interno degli organismi internazionali comunisti, ne fu il "giurista", realista e prudente. Nessuno se ne è ricordato; nessuno ne ha celebrato la ricorrenza, che in altre circostanze, sarebbe stata invece enfatizzata. La sua linea politica intersecherà tutta la storia del Partito comunista italiano, fino al tentativo di cooptazione di Aldo Moro, che gli costò la vita, non per trama atlantica, ma per la reazione dell'ala armata che uscì dall'accomodante partito fin dagli anni '60. Prima di lui, molto prima di lui, se ne era andato Alcide De Gasperi, che, già anziano, si era sobbarcato la ricostruzione nazionale, forte della sua esperienza di trentino al parlamento austriaco, della sua poca italianità caratteriale, nei marosi della pesante interferenza vaticana e statunitense nelle vicende post belliche. Pur costretto nelle strette spire concesse alla politica italiana, De Gasperi fu uno statista e diede ai cattolici italiani una nomea che non era la loro, come dimostrerà, subito dopo la sua morte, l'ascesa degli Andreotti, dei Fanfani e dei Rumor. Togliatti, che in una fase precoce della sua esperienza politica, forse disilluso ma ormai dentro agli ingranaggi della carriera intrapresa nel PCI, non se la sentì di rinunciare allo status già saldo, seppur in evoluzione, di regredire e di "fallire" e si impegnò con tutte le sue forze a mantenere indiscussa la sua leadership sul partito nazionale, che non fu da lui fondato, né da Gramsci, ma da quell'Amedeo Bordiga che ne rappresentò l'anima più conseguente e meno compromissoria e che, proprio per questo, fu relegato sistematicamente ai margini della sua creazione. Come un prete, ormai ordinato, prese atto dell'impossibiltà pratica di tornare sui suoi passi e divenne "santo", perfezionò la sua vocazione senza fede. Palmiro Togliatti è stato uno dei più grandi cinici della storia europea e mondiale del secolo scorso, forte di un assoluto realismo e di una capacità interpretativa penetrante e vigile, che gli derivava da una profonda cultura. Fu un leader del comunismo mondiale, ma non fu leader in Italia. Il suo era un realismo da estraneo, anche all'interno del suo stesso partito, nel quale intrattenne rapporti solo con Amendola, di Vittorio, Pajetta e con i giovani Ingrao e Berlinguer, confliggendo e, all'occasione, strumentalizzando le opinioni del carcerato Gramsci, di Bordiga e di tanti altri, meno noti, militanti di vertice del secondo partito della Repubblica italiana, emblema delle diversità endemiche che rimangono sempre sotto una traccia conformistica e prudente. Come tutta la sua politica, del resto. Triste declino di una grande stagione politica, il renzismo inane ai vertici del Governo, della Commissione europea, della Banca centrale europea, della diplomazia europea, a dimostrazione che, per avere successo, la mediocrità paga. Solo democristiani si sono succeduti alla guida delle coalizioni di pseudo-sinistra, che il "compromeso storico" sulla base del solo interesse ha prodotto fino ad ora. Sono stati il risultato postumo della vicinanza al mondo cattolico, che il comunista Napolitano mostra di condividere, in patria e, realisticamente, nei confronti dei poteri forti atlantici ed europei ( salvo il breve interregno di D'Alema e il tentativo del cattolico-gladiatore Cossiga di sponsorizzare l'ultima compagna del "migliore", Leonilde Jotti ). Connubi, appunto, sotto traccia.

domenica 31 agosto 2014

Del non sapere dove siamo.

In ogni anfratto del continente disunito, come è sempre stato, saltano agli occhi i conformismi omologanti che artefanno le culture profonde delle nazioni e fanno sentire nuovi cittadini tutti i caproni del gregge, secondo gerarchie di pascolo. Mentre le rotonde circuiscono gli incroci, le telecamere videocontrollano i ciabattamenti, la prostituzione viene ovunque trasformata in organizzazione imprenditoriale e il lavoro si fa just in time, a chiamata, dopo che, per improvvida suggestione, si è abbandonato precocemente il lavoro, secondo modalità particolari, nazionalità per nazionalità, mentre dovunque sono all'opera uffici di collocamento amicali ed informali. Questo vale per l'assistenza agli anziani in vacanza o durante la vacanza dei parenti, quando l'ingaggio si fa a chiamata, per appannaggi destinati a rimanere unici nell'anno. Sui pulmann che fanno capolinea alla stazione delle autocorriere, viaggiano con cadenza giornaliera d'estate e poi trisettimanale, professoresse in pensione, che fanno le badanti ma poi sfuggono alle richieste di schiavitù continuativa, le prostitute a "quindicina" provenienti dai medesimi Paesi. Fra loro si conoscono, si scambiano libri per sopportare la noia dell'uno o dell'altro lavoro. Come dicono: "ci sono donne che vengono e uomini italiani che vanno". Il biglietto si fa per telefono, fino ad esaurimento delle disponibilità di posti, tramite le amiche bigliettaie, che le accolgono all'arrivo ed alla partenza. Hanno i loro pregiudizi e non li nascondono, anche verso altre nazionalità di migranti, verso i lavavetri e la manifesta espansione delle attività commerciali dei cinesi, favorita proprio dalle approssimative normative europee nei confronti delle attività commerciali low cost. Sono entrate - sono quasi tutte donne - nella fase liquida dell'Europa commerciale e liberista, ne sono state corrotte, nuovamente sfruttate, pur in un contesto che cercano a loro volta di sfruttare. La loro percezione della Russia che, dopo una frana iniziale, ha rifiutato questo modello, è di nuovo estranea, lontana. Sono un aspetto della nostra Europa; se non lo percepiamo è solo per presunzione ideologica, imbozzolamento che ignora.

Ciclotimie.

Rientrato a Bologna e subito reimmerso nella bagnarola umida della pianura infossata, mi sono chiesto che cosa mi abbia indotto a recuperare gli approdi più balzani e meno salubri fra quelli vissuti, come se fossero gli unici, normali e confortevoli. I miei. Non è mai stato così, per me. Oltre all'aspetto climatico, digradabile lungo i sentieri dell'itineranza, ha giocato l'ignoranza e l'estraneità alla vita quotidiana e reale dei visi colti, delle persone interpellate, degli scenari iconografici, dietro ai quali si conosce, ma non nello specifico, si intuisce e, soprattutto, si presume, senza possibilità di entrare in gioco, se non nella veste gravida di incognite, dello straniero. Ma questo vale anche se ci si sposta solo di pochi chilometri o si continua a calpestare lo stesso, costante itinerario. Un anonimato, un'estraneità, che favoriscono la complicità di relazione, da intendere anche come semplice facoltà di scambio dialogico fuori dagli schemi, stimolatrice solo dell'intelligenza, senza complicazioni di notorietà istituzionalizzanti, in lampi di conferma o forieri di originali riflessioni, senza cercare inesistenti adagi. Il formalismo, nei modi e nei gesti, è un battibecco sterile, recitativo, nel quale ciascuno si cela attraverso le battute, i manierismi, i sorrisi e i gesti appalesati della mentalità del suo ristretto ambiente d'origine. In fondo, nel breve tempo del vacuum, dell'essere altrove, non nella parte, così in voga, del pacco postale, della confezione familiare, si fa un giro su se stessi, in una cornice diversa. Forse perché si attenua la capacità di meraviglia. E, invece, no; so per esperienza che non è così e che gli elementi introiettati verranno a rinforzare e implementare l'espressione della vita residua, nel lento rimuginare degli eventi vissuti.

sabato 9 agosto 2014

Date infauste.

Ieri, 8 Agosto 2014, è stato un giorno infausto per la Repubblica e la sua malandata democrazia. Un governo imbelle e commissariato ha imposto, attraverso il voto servile di senatori nominati, l'abolizione della Camera alta del Parlamento. Resterà il brand, con personale di territorio metropolitano, al soldo dei partiti, immune da giurisdizione, per evitare che parte della Magistratura ne decimi le fila. Parte, perché da quelle fila non provengono solo giudici civili nel senso pieno dell'espressione, come ha dimostrato la gestione debole e compiacente dell'ex Commissario Grasso, che, a differenza di tanti altri caduti, dubito che abbia rischiato la vita a Palermo. Ma, a prescindere dalle tante miserie intraviste durante il dibattito sul suicidio assistito del Senato, resta sul campo un'Italia in preda al debito che ha creato in sessant'anni, attraverso una politica clientelare ed elettoralistica, scambiata artatamente per una democrazia redistributiva e, soprattutto, con la pratica della corruzione a tutti i livelli dell'economia e dell'amministrazione pubblica e privata. I "giovani" al Governo ( Compreso Napolitano? ), ignari, più che indifferenti alla storia recente del Paese, hanno ghignantemente posato sulle macerie, mentre altri giovani ( Berlusconi ) si accingono a tornare sul proscenio e ad abbandonare il lavorio dietro le quinte, sia pure da co-registi. D'ora in avanti, tutte le celebrazioni - dopo i baci e gli abbracci, scambiati fra i molti figli di pochi padri e madri, che, evidentemente, come spesso accade, avevano sofferto sotto la dittatura dell'ancien régime, dal quale avevano tratto comodità, potere e prebende e che si sono potuti sciogliere nell'amplesso con gli eredi-liberatori - andranno sottoposte alla critica che si riserva ai cartolarizzatori della democrazia, che resta, sullo sfondo, il risultato da riconseguire, non più per noi anziani, ma per chi avrà subito le conseguenze amare di questo usuale e storico ripiegamento. Purtroppo.

venerdì 8 agosto 2014

A che serve votare se siamo sull'Arca?

Sembra incrdibile, ma nella storia patria, fra un paio di generazioni saranno ricordati la Ministra Anna Maria Boschi, generosamente definita "grandi curve", anche se sembra solo un po' sfatta e un millantatore fiorentino. L'una è artefice di una delle più distruttive riforme costituzionali: peggio dello statuto albertino, l'altro è un ereditario e consumato democristiano "innovatore", come certi Papi che non fanno altro che riafferamre la dottrina elaborata durante cinque secoli dalla Chiesa e poi continuamente rielaborata affermativamente. Questo Paese non sarà mai all'avanguardia: c'è stato ai tempi dei liberi Comuni e durante il Rinascimento - ben altra epopea - fiorentino, ma ora vagola fra furbate e corruzione, cercando di scaricarne gli oneri sui sudditi, sul popolo minore. Sembra che questi giuristi improvvisati godano e si commuovano per il loro eterodiretto agire, così come sembra che non padroneggino un accidente di quello che hanno portato al voto suicida dei nominati, componenti un'Assemblea eletta con metodi anticostituzionali, appunto. Poteva andare diversamente? La lettera della Unione europea che ha dato inizio al tourbillon è rimasta segreta; anche il Patto del Nazzareno fra Beluconi e Renzie, non è dato conoscere. Perché lo spread, in assenza di dimostrate inversioni di marcia nelle politiche economiche, anzi nell'assenza delle medesime, ha smesso improvvisamente di destare preoccupazione e di provocare rovesci incostrastati nei rapporti di forza elettorali? Che differenza c'è sul piano delle competenze verificabili fra la Boschi, la Madia e Mara Carfagna? Che differenza c'è, a parte il minore appeal democratico di Renzie e l'attrazione pecuniaria del ragiunat di Arcore, rispetto all'apparenza incompetente delle vallette governative? Se il piano di rinascita della P2 sta andando in porto solo ora, veicolato dalla confusionaria e neppur dichiarata Arca di Noè, vien da pensare che anche la storia nazionale recente, sia stata influenzata e determinata dalle stesse forze non manifeste che congiuravano per un'involuzione tecnocratica dei rapporti politici, nei quali è per forza esclusa la partecipazione popolare. Oppure - e propendo per quest'ultima versione - le persone, i deputati, sono privi di veste e di autonomia e i partiti, i tanti "movimenti", sono specchietti per le allodole, funzionali solo ad attrarre voti in un simulacro di rappresentanza. Perché allora perpetuare l'equivoco? Perché votarli? la rappresentanza politica va organizzata esclusivamente nella società civile e il sistema dell'elezione - pur da non scartare - non è più l'unico per cercare di resistere a questa deriva.

giovedì 7 agosto 2014

Il lusco e il brusco.

Che ne è stato dell'Italia politica negli ultimi mesi? Berlusconi è stato esautorato, senza che lui si opponesse, Napolitano è stato rieletto perchè si rendesse garante dello smaltimento della Costituzione da parte dei parlamentari che lo hanno rieletto e dell'impoverimento a futura memoria della nazione, vittima di un nuova messa sotto tutela a beneficio degli artefici della medesima. Pare che fosse l'unico in grado di assicurarla, perchè eletto, la prima volta, ignaro di come si sarebbe conclusa la sua esperienza presidenziale e la sua stessa vita politica. Continuando così, anche quella biologica. Dopo la noncurante e accondiscendente prova del Nipote di tanto Zio, sul fronte opposto, solo prospetticamente, ecco irrompere come un bullo Renzie che ci si mette di buzzo buono, almeno a parole, a smantellare le istituzioni di garanzia della Repubblica, come, in precedenza, non era riuscito a Licio Gelli, né a Silvio berlusconi, per l'opposizione di quell'ibrido partito democratico che ora ha assunto, a maggioranza, l'infausto compito che segnerà la sua breve storia, prima che si disarticoli e si riamalgami in forme, se non irriconoscibili, almeno contrabbandabili. Gira e rigira, l'Italia resta al palo di una recessione che dura ormai da sette anni: i sette anni di vacche magre della Bibbia, senza che si intraveda nessuna possibilità di redenzione, ma solo quella - tutta da verificare nei fatti - di una regolamentare democrazia autoritaria di imitazione, sotto l'ala della Germania, almeno fino a che una nuova possibilità di tradimento, per uno strizzar d'occhi o per una imprevista opportunità che, ribaltando senza ritegno, ogni altra promessa dedizione, ci si offrisse. Qualunque, proprio.

Eros e thanatos, l'eterna ambivalenza che non conosce crisi.

Gnoccaforum e Escortadvisor sono i due forum nei quali i clienti delle escort e dei trans che si pubblicizzano su internet, forniscono le loro valutazioni sulla correlazione qualità/prezzo delle offerentesi, sulle loro qualità tecniche, sulla corrispondenza al promesso e al dichiarato circa l'età, l'aspetto, ecc. I due Forum sono on-line da febbraio di quest'anno e la loro crescita è impetuosa: uno tsunami, un vero e proprio cenacolo di estimatori. Le escort e i trans vengono citati con nome d'arte, piazza di applicazione ( variabile, sono lavoratrici flessibili ) e con ogni altro riferimento pubblicizzato che le renda chiaramente riconoscibili per i navigatori. Si passa poi alle lodi o alle svalutazioni, alle indicazioni circa i tempi accordati, i contegni tenuti, fino a spingersi a consigliarne la conoscenza o a scoraggiare solidalmente l'approccio. Oltre alle straniere operanti in Italia, sono rientrate nel giro le italiane. Sono tutte piuttosto mature, a sottolineare che la tardiva carriera è stata intrapresa per effetto della crisi. Questi siti sono relativamente nuovi per l'Italia, mentre, per i viaggiatori, soprattutto di affari, in ogni parte del mondo, visionabili fin dalla partenza, esistono siti della stessa specie, con foto, descrizione delle prestazioni, tempi accordati, tariffe relative. Secondo quanto riferisce l'Espresso, anche il reclutamento, lo sfruttamento, lo scambio fra papponi, si svolge in misura crescente tramite la Rete, a fianco dell'evoluta libera intrapresa privata che, fra i contributi dei frequentatori del web, ha fatto scrivere a uno spiritoso: " ma perché non conducete una vita onesta, a mille euro ( sono fra i seicentocinquanta e i settecento, in realtà ) al mese, come commesse di un negozio? Il falso povero di spirito forse ignora che non son poche quelle che fanno, in questo senso, il doppio lavoro, soprattutto presso i privée; non solo commesse, ma anche bariste, sciampiste e parrucchiere ed addette alle comunicazioni, come testimoniato da un mio ex collega, cofondatore di uno di codesti succedanei , sotto mentite spoglie, dei casini.

Vichiane riproposizioni.

Come già accadde durante le trattative per la cessione di Alitalia prima maniera ai "patrioti" capitanati da Albero Colaninno, anche nelle more dell'alienazione agli emiri di Etihad, il personale di terra della compagnia del vessillo stracciato, è stato colto da una pandemia fuori stagione che impedirà, durante il fine settimana, l'allestimento degli aeroplani, ed il carico-scarico dei bagagli. I protestatari negoziatori non hanno tutti i torti; saranno infatti loro gli enucleandi nei servizi in appalto della costituenda compagnia, alla quale ha partecipato, solo allo scopo di limitarne il deficit, la "Poste italiane SpA", mettendo a contributo, oltre ai capitali, anche la sua flottiglia di cinque aeromobili per il trasporto della corrispondenza. La malattia è ancora tutelata in Italia e gli Emiri dovranno tenerne conto. La cagionevolezza del personale è l'alea di qualsiasi imprenditore, ma forse gli Emiri sono solo dei finanzieri, ingenuamente intenzionati ad investire i proventi del petrolio in attività che possano fornire reddito. Ma i loro costumi, feudali e beduini, non sono quelli della maestranze raccomandate romane, alle cui prove di selezione ho potuto assistere, fuori della porta, intrattenendomi con alcuni candidati, nei corridoi dell'albergo "La Pisana" della via omonima, mentre al bar, fra luci soffuse sostavano, fumavano, bevevano e flirtavano i comandanti, gli stuart e le hostess della compagnia di volo thailandese. Bei tempi, a ripensarci. Questi giovani e meno giovani si concertavano fra di loro, chi in piedi, chi seduto, chi sdraiato sulla moquette, in attesa di essere ricevuto dalla commissione d'esame che aveva già l'elenco dei selezionandi. I "lavoratori" romani conoscono le trame del potere, sono "smagati" e non si lasciano mettere sotto da attacchi rozzi e diretti di chicchessia: sanno reagire e mettere in difficoltà lo sprovveduto che presume di poter fare ciò che vuole solo perché è il padrone di un'impresa dalla quale può trarre i suoi frutti, senza incontrare opposizione classista, ma solo se accetta di condividerne le opportunità, con i suoi figuranti, come in un film a Cinecittà. Anche stavolta gli ipocriti farisei tuonano e si stracciano le vesti, i medici vengono minacciati di radiazione dall'Albo, ma sono gli stessi dell'altra volta.

La personalità che non si vede.

Gli Stati cedano la loro sovranità sentenzia Mario Draghi, da Francoforte: Certamente si riferiva alla Germania. Come se non fosse una Canossa di tutti gli Stati involutisi nell'euro, tranne che del Paese che dell'euro ha fatto il suo marco e che non vuole perdere la parità sperequatissima con gli occasionali e ridicoli partners. Ridicoli sul piano dei fondamentali di confronto, perché per tutto il resto, il risultato di questa infatuazione è stato deleterio. Mario Draghi è tedesco? Ma che razza di ragionamenti - diranno molti - che c'entra la nazionalità con l'oggettiva analisi della situazione e la scontata reprimenda ai Paesi poco virtuosi? Se fa il Governatore,oltre ad averne la competenza, avrà anche l'indipendenza dalle sue passioni per essere oggettivo e degno di fede. Non so, ma non ci credo. Conosciamo forse la moralità del personaggio, anche nelle valutazioni, che se fossero sempre state oggettive avrebbero peccato di astrazione e di dottrinarismo e non lo avrebbero portato dov'è ora, cioè al vertice di una struttura "tedesca" che decide del tenore di vita e delle possibilità di crescita di tante nazionalità. Un severo custode dell'ortodossia finanziaria ed economica? Sono assai scettico. La moralità di un uomo è un tutt'uno: non è smembrabile. Mario Draghi, quando insegnava a Firenze, era noto fra i suoi colleghi per la facilità con la quale prostituiva la sua conoscenza della materia economica oggetto dei suoi insegnamenti, in cambio di gratificazioni sessuali da parte delle studentesse, che aderivano numerose pur di sgravarsi di un esame difficile. Aveva la sfacciataggine di vantarsene con i colleghi ed è per questo che ne sono venuto a conoscenza. Può un personaggio del genere porsi riferimenti morali nell'interpretare le parti che gli risultano più gratificanti in senso molto materiale? E' possibile idealizzarlo? Lo stare su di un piedistallo, induce i destinatari delle sue filippiche all'ossequio, che ha una valenza di accomodamento al vantaggio che il potere riverito può procurare. e che li rende correi e corrivi al buon senso.

Con la finezza di un elefante in una cristalleria.

Il Califfato islamico di Baghdad, tramite il suo movimento, l'Isis, avanza implacabile, mentre il govermo post invasione assiste impotente ed inerme e forse, neppur tanto interessato. Il suo potere, di fatto, si è rapidamente ristretto e non pare in grado di riestenderlo su tutto il Paese, come invece era in grado di fare il Governo laico di Saddam Hussein. Le zone ormai in mano ai fondamentelisti sono quelle abitate da una delle comunità cristiane più antiche dell'area, quella dei Caldei, che, insieme ai Maroniti siriani e libanesi, costituiscono una minoritaria ma tradizionale presenza cristiana autoctona in un mare islamico. A dire il vero, in Libano, alleati degli Israeliani contro i Musulmani, perpetrarono, per loro conto, una delle più barbare carneficine della Storia recente. Secondo il Vescovo caldeo, all'occupazione delle chiese ed all'esodo delle popolazioni, è seguita la distruzione rovinosa di circa mille e cinquecento testi antichi della comunità caldea. E' chiara l'intenzione di azzerare per le future generazioni, qualsiasi conoscenza della storia dei luoghi. Ora che la capricciosa defenenestrazione ed uccisione di un dittatore laico è stata compiuta da quello stupido di Bush junior, per esclusive ragioni di mantenimento del controllo sui pozzi petroliferi, sia direttamente, sia tramite la tutela dei Paesi arabi petroliferi confinanti, che Saddam Hussein voleva annettersi, nessuno muove un dito contro lo scempio, umano e culturale, che con crescente velocità si sta consumando laggiù. Defenestrato Saddam, le forze concentriche dell'estremismo hanno rapidamente preso il sopravvento; ucciso Bin Laden, a puri fini ritorsivi per la sua crescente attività bellica sui luoghi del colonialismo militare statunitenze e, per la prima volta, dentro il territorio degli Stati Uniti, ecco che il suo progetto di sovvertimento degli Stati arabi che sono o sono stati alleati degli americani, sta realizzandosi, oltretutto per forza endogena e mostra tutti i limiti della diplomazia, armata e non, messa in atto in un'area sempre più reattiva ai tentativi repressivi degli odiati e spesso stolidi Stati arroganti, come li definiva Osama.

mercoledì 6 agosto 2014

Chi prende le misure?

Vladimir Putin ha preso a boicottare, per ritorsione, ogni merce proveniente dall'estero, soprattutto quelle importate dai Paesi di confine che fino a poco tempo fa, furono satelliti dell'Impero continentale sovietico. Putin rifiutò, a suo tempo, l'invito del suo amico Berlusconi, ad entrare nell'Unione europea, con l'evidente intento di crearsi un contrappeso verso l'ostile Germania, ma da questo non ha ricavato nessun danno rilevante. La sua economia si focalizza sui due grandi centri di Mosca e San Pietroburgo, nei quali la ricchezza dell'immenso Paese è concentrata, mentre tutto il resto del territorio è povero, ma non per frutto della speculazione internazionale, che, anzi, fuori dal gioco combinato con il dollaro e con il marco-euro, non è in grado, nè ha interesse ad aggredire nessuno. Ecco quindi l'oligarca politico più importante del rinato spirito di potenza russo, che sanziona gli altri, certo che Romania, Polonia, Slovacchia e Bulgaria, risentiranno delle sue chiusure in misura proprorzionalmente superiore a quelle che subisce. Con molto ritardo, si apre il fronte africano fra gli Stati Uniti e la Cina, che da molti anni è particolarmente attiva nel continente nero. Fin dai tempi del comunismo, nell'ambito della cooperazione fra i Paesi del terzo mondo, i cinesi avevano costruito dighe, reti fognarie - in misura assolutamente insufficiente - e palazzi e stadi per le manifestazioni dei regimi africani. Gli americani erano invece impegnati in una politica neo-coloniale di contenimento e contrasto verso il comunismo, prima e, successivamente, verso l'incremento del fondamentalismo islamico, nei confronti del quale, invece, Pechino non nutre per ora riserve particolari, a parte la sua periferica ed ignorata guerra sotterranea con gli Uiguri, gli islamici di casa sua. Obama si è accorto che la presa cinese sul continente più povero al mondo, si sta consolidando in maniera pericolosa, che lo sfruttamento energetico e finanziario - attraverso le banche cinesi che vi si sono insediate - di Paesi corrotti ma ricchi di materie prime, costituisce il volano, un volano, del vertiginoso sviluppo cinese e, prendendo a pretesto le sue origini, comincia a contrattaccare e, per la prima volta, parla di dazi all'export cinese. Anche in quest'ambito siamo al di fuori della maniacalmente cervellotica politica finanziaria tedesca in Europa. I dazi all'importazione di prodotti semilavorati e di scarsa affidabilità, pari al prezzo molto contenuto, provenienti dalla Cina sarebbero salutari per rilanciare quel poco di piccola e media industria nazionale, che, dall'assenza di barriere, è quasi stata rasa al suolo. Ma da noi, l'abolizione del Senato è la priorità e l'unità di misura della capacità politica e degli scopi della medesima.

Presuntuose pretese.

Due cooperanti italiane sono state rapite in Siria, dove cooperavano a quelle attività opache delle Onlus, che la malavita locale, o meglio, le milizie armate, sanno essere una buona fonte di riscatto. Vengono infatti rapite le persone dalle nazionalità solvibili, italiane e francesi, soprattutto, il cui kidnapping è ben pagato: mai un americano del nord, perchè sarebbero azioni ritorsive mirate, mai uno del sud, perché non avrebbero i soldi per riscattarlo, tutti impegnati come sono a trafficare in droga. Mai un giapponese, perché comunque non sarebbe riscattato. Mai un israeliano, se non per sacrificarlo subito o per utilizzarlo come merce di scambio, ma italiani, anzi italiane, spesso e volentieri. Le due solari ragazzuole credevano forse di riscontrare in civiltà aliene quei criteri di uguaglianza, emancipazione che avrebbero potuto render gradita la loro opera o lavoravano per una carriera futura? Propendo per la seconda ipotesi. Ora, la Farnesina metterà in piedi una trattativa segreta che, dietro l'esborso, a spada tratta negato, di cifre colossali, porterà le sognanti e cretine protagoniste di questa ennesima vicenda di spreco nazionale, a riabbracciare i loro cari. Appena atterrate dichiareranno che non vedono l'ora di ritornare sui loro passi, ma si guarderanno bene dal farlo, cercando invece di lucrare una posizione dal loro ruolo di eroine volontarie. Per una volta - basterebbe! - bisognerebbe incaricare le ridondanti Onlus ( spesso in triangolazione con apparati politici ) di provvedere al riscatto: smetterebbero di esportare ancelle soccorritrici da riscattare. Becky Hammon, talentuoso globe trotter del basket, ha sinceramente espresso il suo stato d'animo riguardo alla possibilità di essere un giorno, allenato e diretto da una donna: "non lo accetterei, mai. Non le presterei il minimo ascolto". Molti allenatori di squadre femminili, invece, sono uomini e le atlete spesso li gradiscono, come, nella maggior parte dei casi -anche se non tutte lo ammettono - le donne stesse preferiscono lavorare in un ambiente prevelentemente maschile e non gradirebbero la supervisione di una donna. Questo perché la direzione di un lavoro non contempla solo la competenza, l'esperienza e la tensione - o meglio la pretesa - all'obiettivo, ma anche la dialettica interiore, la comprensione e il gioco, aspetti che le donne che aspirano al comando, sacrificano, rendendosi insopportabili e sprecando il fraseggio motivazionale in una trama di ripicche. Con tutto questo, anche la maggior parte degli uomini al comando, è grezza e rompicoglioni. Mentre si distrugge il Senato e, con esso, la Costituzione italiana, gli aridi dati narrano di un'Italia sempre in recessione. Allo schiaffone, Renzie risponde con un: dipende da noi. Con questa gente non ce la faremo mai e poi non si capisce che cosa c'entri con l'abolizione di fatto del Senato della Repubblica. La certezza di non farcela esige l'autoritarismo interno per lucrare le solite posizioni di rendita al soldo di questo o di quello, popolo escluso. Schettino in cattedra a Roma. I suoi avvocati avevano sollecitato il favore ad un professore de La Sapienza. Secondo loro avrebbe giovato all'immagine del loro assistito. L'intervento è durato quindici minuti, la diagnosi è stata chiara: per gestire la tensione che si sprigiona quando la nave si incaglia e voi state incagliato nella vostra passeggera senza biglietto, continuate a fottervene e poi guadagnate rapidamente l'uscita rivolta fuori dal pelo dell'acqua. A quel punto non c'è più niente da fare. La moralità napoletana del Comandante Schettino e dei suoi avvocati riluce di decoro borbonico, quanto a quella vigente a Roma, città eterna, resta diversa ed incorruttibile da qualsiasi influenza che non sia quella soffice e gommosa del potere istituzionale.

martedì 5 agosto 2014

Le riedizioni dell'opposizione sterile.

Il M5S ha abbandonato l'Aula, insieme alla Lega, dove il Senato della Repubblica sta votando il suo suicidio, con il presidente della Repubblica in vacanza ed i nominati del "porcellum" - che per questo obbediscono pedissequamente all'ingiunzione di buttarsi dalla finestra, in attesa di negoziare nelle quinte colonne un loro ignavo e servile ricollocamento. Il senatore Felice Casson, già magistrato a Venezia, forte della sua cultura istituzionale e della sua concreta mentalità ( è figlio di un pescatore di Chioggia ), ha loro rimproverato la latitanza dall'ultimo confronto parlamentare, sostenendo che le cose sarebbero potute cambiare. Mal che fosse andata, si sarebbe sgretolata dal suo intonaco, la parte minoritaria del PD. Il guaio è che il M5S - che pure ho votato per due volte e che ritengo ancora utile, dialetticamente, nelle morte gore del nostro declino nazionale - una cultura istituzionale non ce l'ha e lo sta dimostrando in maniera smaccata in queste ore. Se ce l'ha, possiede una culturicchia spuria e meticcia, parziale. Se si fosse già instaurata una dittatura, come non era avvenuto, quando gli "aventiniani" ne facilitarono l'insorgenza, potrebbe starci. Si tratterebbe di passare in clandestinità. Ma una dittatura formale non è alle porte e di quella informale, dedita agli equilibri maggiori in Europa ed a loro oggettivamente subordinata, agli italiani medi non potrebbe fregargliene di meno, anche nell'immiserimento della condizione di tanti di loro, della quale cattolicamente sospirano e si lagnano senza costrutto. Le battaglie, se sono sincere, caro rag. Grillo, si combattono in Parlamento e nelle Piazze. L'aver riesumato il faticoso contatto stradale con gli elettori, mi aveva molto ben impressionato. Altro che "populismo", espressione nella quale traspare tutto il disprezzo che nutrono i traffichini della politica senza impegno, vecchi e nuovi, verso la nazione e la decisione di non farsi inzialmente assorbire nelle spire delle mediazioni, altrettanto, ma la "scelta", pubblicitaria ed opportunista, di non combattere più in Aula e di uscire, come opposizione borghesuccia ed offesa, non la condivido. Per fare che cosa? Per limitarsi alla pubblica lamentazione? Per non sporcarsi le mani? No, cari impiegatucci dell'ideale; si cresce nelle lotte e nella dialettica civile e parlamentare, nella quale molti di voi non hanno affatto demeritato, forse per la mediocrità imperante, aggravata dalla dipendenza clientelare con gli apparati, dei movimenti e dei partitucoli, che, per denominazioni e composizione, ricordano la "democrazia sud americana", latina comunque. Ma, anche voi, assoggettandovi ai diktat di un capo esterno, avete perso un'occasione di libero arbitrio evolutivo, mentre in parte, vi siete dispersi per ragioni di stipendio - da quegli impiegatucci che siete - e vi siete estraniati da una battaglia per la quale eravate stati eletti.

lunedì 4 agosto 2014

Uniformi(tà).

Una società italo-rumena gestiva alle porte di Bologna un Centro benessere, nel quale con un sovrapprezzo, si potevano ottenere delle prestazioni sessuali. Il titolare effettivo, un uomo di quarantanove anni, sposato e con figli, testava le aspiranti massaggiatrici personalmente e solo dopo averne appurato l'abilità, le assumeva a premio-budget, del quale tratteneva almeno il cinquanta per cento. Non aveva riguardo neppure alle norme minime di legge, per cui ha ingaggiato pure due minorenni, dopo averne apprezzato la valentia. Per copertura teneva in negozio anche tre estetiste diplomate che erano al corrente di quanto avveniva negli altri camerini. C'era un sistema di rilevazione della soddisfazione dei clienti su di una pagina web, piena di commenti e di apprezzamenti sul trattamento ricevuto. La pubblicità gratuita era sollecitata dalla Casa. Lo sfruttamento era perfezionato dal regolamento lavorativo, dai modi ovattati e riservati che venivano pretesi, dalle sanzioni per ogni mancanza al protocollo e dalla dura repressione che il padrone riservava alle ragazze, dalle quali pretendeva dedizione e puntualità. L'impresa accumulatoria è proprio univoca ed uniformi sono i suoi metodi.

Minimalismi societari.

La Stampa di Torino e il Secolo XIX di Genova si sono fusi, come la FIAT e la Chrysler, come forse la Juventus e la Sampdoria, contro le quali potrebbero sciogliersi in un abbraccio il Toro e il Genoa, espressioni delle due tifoserie popolari. La Stampa, senza la FIAT, a Torino e nel nord ovest era orfana, le tirature non più sufficienti a compensare i costi, la diffusione regionale. Ecco quindi che le residue attività editoriali di una città prossimamente in crisi profonda, con le sue legioni di immigrati, il razzismo chiuso e montanaro degli autoctoni e dei torinesi di seconda generazione, figli di immigrati, senza più lavoro come i loro padri, con interi quartieri popolati esclusivamente da arabi e neri, si accinge a cambiare impostazione, coniugandosi con una realtà editoriale, vagamente di sinistra nella Lanterna, medaglia d'oro alla Resistenza, che nella crisi endemica era precipitata già dalla dismissione dell'I.R.I. Arrivando a Genova, da Milano, colpisce la distesa di casupole edificate a perdita d'occhio su una brulla sterrata, popolata di panni stesi e vessilli del Genoa al vento, riedizione settentrionale di una Partenope, diversa solo per l'ostentazione del tifo calcistico, con il suo Ospedale specializzato per l'infanzia, il Gaslini, in pieno Centro, un centro sporco e inquinatissimo, costellato, lungo i portici e sui marciapoiedi, di mendicanti. Connubio e sinergie esclusivamente economiche, a presidiare l'informazione in aree disomogenee del Paese, che solo l'immigrazione e l'abbandono industriale improvvisamente apparenta. Sul piano nazionale e internazionale, agli Agnelli, anzi agli Elkann, residua il Corriere della Sera, il cui cambio di direzione, previsto per la prossima primavera, è già stato annunciato. Uscirà Ferruccio De Bortoli, già direttore veicolato al Sole XXIV ore, perché Berlusconi non lo sopportava e poi tornato prudentemente in via Solferino. Dove andrà ora? Certamente non conoscerà la disoccupazione. Nella nuova holding, la primazia spetterà alla Stampa; il foglio del mugugno genovese dovrà adeguarsi e, di fatto, un'altra testata scomparirà, per assorbimento, diversamente dall'Unità che ha chiuso e basta. Antesignana delle fusioni editoriali fu, vent'anni fa l'Editoriale Il Resto del Carlino, che dimezzò gli organici, editando in fotocopia, a parte l'impaginazione e le edizioni locali ( le meno costose ), QN-Quotidiano nazionale e le edizioni regionali del Resto del Carlino, della Nazione di Firenze e del Giorno, il glorioso e poi decaduto giornale dell'I.R.I. Format uniformi e a basso costo di quel sistema che Gramsci e Togliatti ben definirono di "cultura e propaganda" o cultura propagandistica, che oggi si adegua ai tempi miserrimi, in termini, appunto, miseri e minimali.

L'Italia riemersa.

"Il vero elemento golpista del patto piduista del Nazareno è costituito dalla legge elettorale, che consentirà a una forza di minoranza un controllo totale non solo del legislativo ma anche delle istituzioni di garanzia: Presidenza della Repubblica e Corte Costituzionale. Nell’ambito di questa legge elettorale super truffaldina e micidiale per la democrazia, l’elemento più grave è dato dalla vera e propria istigazione a delinquere rappresentata dall’incentivo alla presentazione di liste locali di clientelismo mafioso e liste nazionali di indecenza corporativa. Sarà infatti vantaggioso presentare liste che non hanno alcuna possibilità di eleggere un deputato ma che concorreranno alla somma dei voti con cui la coalizione potrà ottenere i premi di maggioranza truffaldini. Liste improbabili e impensabili in paesi civili ma che nelle prossime elezioni saranno presenti davvero, tipo la lista “Forza Dudù”, che Berlusconi ha già fatto sottoporre a test dalla sua sondaggista di fiducia, con raccapriccianti esiti positivi. E altrettanto vantaggioso sarà presentare in ogni circoscrizione liste di mozzaorecchi locali coalizzate con i partiti principali dell’uno o dell’altro schieramento, liste che sul piano nazionale conteranno per lo zero virgola qualcosa ma su quello locale possono anche raggiungere consensi a due cifre. Basterà perciò avere una lista di clientelismo locale affaristico e/o mafioso in ogni circoscrizione e l’incremento nazionale per una coalizione potrebbe toccare il 10 per cento!" L'Italia soprariportata efficacemente da Paolo Flores D'Arcais è quella subistituzionale vera, che solo l'affermazione postbellica del Partito comunista aveva occultato, inaugurando una schermaglia impari fra le forze resistenziali e quelle che, non solo non avevano mai resistito, ma avevano sempre curato la coltivazione del proprio orticello e la rotaryana collaborazione al suo consolidamento, assistita, in questo, da varie organizzazioni, civili ed armate, la cui vera natura non è stato possibile scoprire. E' già tanto che se ne sia dichiarata l'esistenza. La fine della contrapposizione in blocchi e lo sdoganamento elettorale, che contribuì molto alla vittoria di Berlusconi, dei fascisti, hanno riportato in superficie la mala pianta su cui è innestata la società italiana, senza che nessuno sia più in grado di contrastarne la pluviale espansione.

Un popolo di ignavi.

Cento nominati dalle lobby regionali senza facoltà di ridiscutere il merito delle leggi, approvate dalla sola Camera dei deputati, elettiva con sbarramento. Sette Saggi nominati per sette anni, al posto dei Senatori a vita. Il testo porta la firma, apposta senza neanche averlo compreso, di una improvvisata Ministra grandi curve, che ci ha significato, finora, di aspirare al matrimonio ed alla trinitaria maternità. Pare che si chiami Boschi. D'altra parte, se l'attuale legge elettorale incostituzionale è stata firmata da Roberto Calderoli.. I delegati regionali non percepiranno uno stipendio specifico, ma continueranno a vivere con quello da assessore o consigliere regionale. Questo susciterà il compiacimento di tutta la pletora degli invidiosi conformisti, che si consolano nella mediocrità comune e in tutto quello che la richiama. Godranno certamente - i delegati senatoriali - di pingui indennità di vitto, alloggio e trasporto e la loro bulimia tangentizia, per difetto stipendiale, si coniugherà con quella affaristica delle regioni che li avranno delegati. Su cosa si spenderanno i delegati delle regioni meridionali, con la loro amplissima clientela di lazzari, da amalgamare con la rendita inoperosa dei reddittuari, che stanno appartati, ma non mancano? Quale sarà il focus dei delegati del centro-nord, stretti dalla crisi, dal leghismo e dalla prevalente tassazione che - sosterranno, almeno a parole, sempre di più - mantiene le plaghe borboniche ed inoperose? Chi ha chiesto all'Italia questo scempio giuridico? L'Europa, certo che no. Ecco allora che ci troviamo di fronte al solito gattopardesco raggiro e al riciclo delle clientelari prebende, a saldo negativissimo inalterato. A farne le spese saranno i soliti, ma, questa volta, a spese fatte, le tasche della piccola borghesia emarginata dalla produzione saranno e resteranno vuote.

domenica 3 agosto 2014

San Lazzaro fieristica.

Sono stato alla Fiera di San Lazzaro, ohilì, ohilà. E' stata la prima vola in vita mia e non ho rimpianto di essere mancato alle precedenti. La solita kermesse da strapaese, che ha raggruppato tutti gli esuli dalle spiagge dell'area bolognese. Una masnada, in gran parte intenta a sbrodolarsi addosso l'unto dei maxi-piatti di plastica ed a completare lo schizzo d'arte moderna con lo sciacquio delle bibite recate ai tavolacci, su quali si avventavano mamme obese e bambini maleducatissimi. I padri, intanto, facevano la fila mentre truci macellai trituravano porchette in serie, con in cima la testa di un nobile maiale. La stessa prepotenza rapinatrice albergava ai parcheggi intasati: forte dell'esperienza romana e valutato rapidamente il perimetro di insediamento delle automobili, ho girato in tondo per ventitré minuti, durante i quali ho rischiato due volte l'incidente, pugilistico nella prima occasione con il pater familias di una accolita di palloncini aerodinamici, che puntava un uscente da un loculo bianco e nella seconda una isterica accusa di stalking e violenza sessuale da una guidatrice, al volante di una macchinetta con altre due femministe deluse ed incazzate. I follicoli scoppiano e ci vuole pazienza e carburante. Ecco, infatti, un nonno pappagorgioso che sembra riportare a casa, prima dell'imbrunire, due nipotini: Ho già superato il loculo di sosta quando li intravedo e, con vertiginosa retromarcia sul rettilineo, all'inizio del quale vedo svoltare, minacciosa, un'altra autovettura, recupero la priorità d'attesa, mentre il patriarca esce con tutto comodo dal parcheggio e io faccio orecchie da mercante alle strombazzate del sopraggiungente, che, troppo tardi, si è accorto dell'opportunità. Risalgo quindi il corso verso la piazza dell'evento e vedo che tutte la automobili sono marchiate dal foglio giallo della contravvenzione, mentre un'ultima è in via di rimozione, per ragioni apparentemente note solo al conducente del mezzo che la sta inganasciando, del vigile che lo ha chiamato, perchè indispettitto dal prolungato servizio di sabato sera. Anche gli altri astanti si chiedono perché. Il peggio è passato e, rinunciato ai fritti sfrigolanti, unica attrattiva per una miriade di affamati, vado verso il motivo della mia originale visita. Basti, per ora, la San Lazzaro fieristica; dei moventi parlerò, con la dovuta conoscenza, in altra occasione.

Le declinazioni associate.

Il quattro Agosto 1974, il treno Italicus a San Benedetto val di Sambro, il due Agosto 1980, la stazione di Bologna, ogni biennio, di questi tempi,a Gaza si muore, in estate i voli civili vengono coinvolti nelle guerre non dichiarate, a Gheddafi o all'Ucraina. In estate al sud della Georgia sono stati fondati due nuovi staterelli sotto l'egida della armi di Mosca, anzi, da lì è cominciato il recupero economico e di potenza della Russia post eltsiniana. Gheddafi è stato rovesciato in estate, le primavere arabe sono sorte e sono abortite in estate, la Siria ha cominciato la sua ignorata - perché c'è stallo fra gli interessi delle potenze - guerra civile con le giornate lunghe e chiare. Anche la mafia sembra preferire il bel tempo per i suoi attentati più eclatanti ed in estate si sfoga la più cieca violenza contro le donne. Sembra che il bel tempo riattivi la caccia etologica degli spiriti giovani ed animali - quelli evocati dal capitalismo ne sono solo gli adattamenti finanziari - la rabbia frustrata, la disperata apocalisse minimale che attanaglia tutti i protagonisti dei drammi minori, soldati compresi, come se, la stasi nel lavorio quotidiano, spalancasse gli abissi reconditi della psiche e rendesse insopportabili i contrasti, le forzature, le provocazioni o la presa d'atto di un fragilissimo ed a volte conflittuale e nevropatico conflitto, che non ha ancora trovato, per uno dei protagonisti, la via di fuga e che lascia l'altro nell'indeterminatezza e nella solitudine più cupa. D'estate i sicari delle maschere ascose agiscono per loro conto, i conti si regolano all'aperto dove le persone indugiano a lungo, il marito tradito viene in trasferta al seguito della moglie che si accinge a lasciarlo e uccide il prescelto al suo posto, significando, in tal guisa, che gli sta portando via l'ultimo approdo, anche fedifrago, di una vita di relazione agli sgoccioli, oppure alla furia della disperazione si accompagna l'uccisione della moglie e dei figli, che anche le madri portano con se prima di suicidarsi. La stampa, quando abbonda di conflitti politici, limita un po', d'estate, la cronaca di queste infelicità sanguinose, ma quando - sempre più di rado - queste circostanze non si verificano, insieme a radio e, soprattutto, televisione, si spende in particolari ed inchieste grandguignolesche. I vecchi, insieme alla consapevolezza della loro debolezza, ripiombano nelle figurazioni della violenza che ha accompagnato, anche se non coinvolto, le loro vite, come le nostre e, come i bambini, riesumano la paura delle oscure forze del male che li circondano.

sabato 2 agosto 2014

Ritualità ripetitiva.

Dopo trentaquattro anni..poi saranno trentacinque...trentasei, la municipalità bolognese, i comuni della futura Città metropolitana, con il gonfalone di San Benedetto Val di Sambro nella giusta evidenza, sfilano, come al solito, dalla stazione ferroviaria e da quella delle corriere, verso la Piazza maggiore, si concentrano sotto il sol leone e ridiscendono verso il luogo della ripartenza, di fronte al muro esterno della sala d'aspetto di seconda classe. Sul palco, angusto e sovraffollato, le autorità cittadine, il delegato del Governo. Matteo Renzi, invitato, ha declinato: troppo forti i rischi di sciupare la sua immagine mediatica con i fischi di una platea accaldata. L'argomento non era liquidabile con una battuta, una piroetta e un aperitivo, per cui ha preferito negarsi. Probabilmente non si era nemmeno documentato, tutto proiettato verso la finzione del nuovo, tante altre volte eterodiretto per l'Italia. O sarebbe stato appaludito, qualunque scemenza avesse detto, perché condottiero del PD? Meglio non saperlo. Del resto lo scenario pubblico della " Bologna che non dimentica ", striscione risvoltato ogni due di Agosto, non è granché. I parenti delle vittime fanno le comparse, ammesso che partecipino ancora. In loro vece ci sono i deputati del PD, Daria Bonfietti per l'Itavia, un Bolognesi di cui non ricordo il nome proprio per la stazione. L'unica vedova che non ha tratto profitto dal luttuoso evento è stata, finora, la vedova di Marco Biagi, meno incline del marito agli accomodamenti con la politica che lo ha ucciso. Forse ancora, come testimonial dello Stato che, tramite il ministro Scajola definiva il marito un "rompicoglioni" non era adatta: in quale partito avrebbe potuto militare, dopo le espressioni fortemente oppositive - che io condivido - di Sergio Cofferati? Con l'estrema destra corporativa? Neppure con essa. Con nessuno, dunque, in cambio di un trasferimento: per questo sei stato ucciso da una mano tanto onanisticamente sottile, quanto inconsapevole. Forse, un giorno, quando la possibilità di strumentalizzare l'evento ed i protagonisti occulti saranno tutti defunti, ci faranno sapere qualcosa e, al bar, in spiaggia, dal barbiere, a Villa Baruziana, i radi testimoni di quel tempo, consegnato alla mitologia della politica, potranno rivocarne, attraverso la deformazione dell'Alzheimer, le fantasiose interpretazioni, che hanno avuto anche suggelli giudiziari. Il presidio democratico non differisce nell'aspetto da quelli dei tempi dell'attentato, quando il confronto era reale e senza esclusione di colpi, sull'abbrivio post resistenziale e della reazione ad esso. Molto sbiadite sono ormai le motivazioni, che possano esulare da interessi di bottega e di rappresentazione teatrale. La giustizia resta sullo sfondo, ma esula, ora come allora, dalla realtà.

venerdì 1 agosto 2014

Le giustificazioni e le ragioni.

Un giovane ebreo ortodosso e un giovane manager finanziario di Israele, hanno fatto due scelte opposte. Il primo ha preferito, senza esitazione, il carcere piuttosto che essere costretto a uccidere ( o diranno i soliti cinici, per non correre il rischio di essere ucciso ) considerando la condizione della maggior parte delle vittime e la sproporzione delle forze. Il secondo, che dice di essere un pacifista ed un elettore di sinistra - come se le due cose andassero a braccetto - si è offerto come volontario. Lo fa per la sua famiglia i suoi amici, bombardati dai razzi di Hamas ( che vengono neutralizzati dal sistema Iron Dome ), soprattutto ora che i miliziani hanno costruito i tunnel dai quali conducono, come topi, la loro guerra contro Israele ( che li ha reclusi in un ghetto, dopo averli espropriati dei loro territori ). La scelta del giovane israelita mi sembra più coerente con un principio morale assoluto: non uccidere! Quella del giovane israeliano è relativista e un po' sconclusionata nelle argomentazioni che tengono solo conto della sensibilità nazionale, che non si confronta con il dolore degli altri e l'ingiustizia di una condizione che i suoi connazionali hanno creato. Resta assodato che Israele ha diritto di esistere: è uno Stato ormai, ma non può esistere fino a che e se non impara a rispettare le ragioni degli altri e fino a che continua ad usurpare la terra a chi non ha nessuna Sion da recuperare. Non è detto che fra le milizie palestinesi aleggi solo l'ideale, anzi, credo proprio che saremmo fuori di realtà nel postularlo. Il cinismo speculativo alberga dietro ogni giusta rivendicazione, la ricchezza della "riconquista" riempie i forzieri e strumentalizza gli animi esagitati, non solo a quelle latitudini. Ma questa amara constatazione vale anche per gli israeliani. Se si sono messi in questo brutto guaio - e ci hanno messo gli altri - è stato perché qualcuno ha creato per loro l'opportunità di fondare, senza basi reali, uno Stato, mentre la loro nazione è sparsa in tutto il mondo, tanto che molti israeliani, non hanno basi culturali e linguistiche comuni. E, se codesti lo hanno fatto, d'accordo con i movimenti sionisti, è stato per colonizzare un'area strategica per le forniture energetiche, mentre il controllo israeliano per conto terzi, si estende anche a buona parte dell'Africa nera, attraverso lo spionaggio, l'azione nelle quinte colonne e la sostituzione di personale all'interno degli aeroporti. Anche per questo, Israele è una potenza nucleare. Ma il destino degli antichi abitanti della Palestina non può essere questo. Non è ammissibile che le famiglie, i bambini, siano decimati in casa, in strada e nelle culle, come non è ammissibile che la cattura di prigionieri ( un giovane ufficiale israeliano di ventitre anni ) si trasformi in un sequestro a fini condizionanti, o negoziali verso gli aggressori. La civiltà distante che ha voluto tutto questo, è potenzialmente traditrice ed ha esportato, per interposta statualità, la sua più avida violenza coloniale.