lunedì 21 luglio 2014
W.....W welfare, prologo.
Pillole di benessere..infatti è un vero e proprio lavaggio del cervello, che si avvale di paludati contributi. Quel che manca è la soggettività del bisogno, la sua autonoma e personale richiesta d'ausilio, la sua individualità. Dopo il primo ( o quasi, l'anteprima durò quanto "serviva" ) contratto di secondo livello, in tutti i sensi, le sue iniziali applicazioni, ad iniziativa unilaterale dell'azienda, con la partecipazione straordinaria del sindacato, non lasciano intravedere nulla di buono. E' una entrata a gamba tesa nella privacy, che, ancora una volta, chiede la collaborazione dei condizionati famigli. Se il mutuo casa per un giovane è di evidente convenienza, tutto il resto che si cercherà di far conseguire, è negativo ed invadente. Psicofarmaci, dunque, a mascherare una situazione di oggettivo disagio.
domenica 20 luglio 2014
Sfuggevolezze.
C'è qualcosa di strano, almeno per me, nel silenzio dei sodali di Sivio Berlusconi che sono stati e giacciono in prigione, mentre altri possono andarci a breve per lo stesso processo nel quale il loro patron è stato assolto. Cominciò il Ministro Cesare Previti ad andare in carcere per corruzione di giudici, con i soldi di Berlusconi; l'avvocato inglese dei diritti cinematografici estorti è stato condannato in contumacia, ma non il suo committente. Marcello dell'Utri giace a Parma in un supercarcere, senza l'aria condizionata e gli passano, a lui raffinato bibliofilo, solo due libri alla volta, della biblioteca del carcere. Staranno sempre zitti e, se si, perché? Dell'Utri è stato l'artefice della sicurezza, pagata a caro prezzo ed attraverso una tutela mafiosa della sua libertà dai sequestri, ma, soprattutto, è stato l'artefice della nascita di Forza Italia. Aveva ben ragione il successore di Falcone e Borsellino, a Palermo, a denunciare, a sua volta, la stranezza di una ribadita collaborazione, tutelata dal Capo dello Stato, con un soggetto comunque condannato e contornato da personaggi molto poco raccomandabili, dalle cui trame, lui, casualmente, è rimasto indenne. I prossimi saranno Lele Mora - che è stato rimesso in libertà vigilata o in carcerazione domiciliare, non ricordo, perché il carcere non gli si confaceva - ed Emilio Fede, in rappresentanza di due generazioni di cialtroni. Ci sarà anche Nicole Minetti. Taceranno comunque? Perché il potere intimidatorio o condizionatorio del loro mentore è così assoluto? Trattandosi di ruffiani e puttane potrebbe trattarsi di una questione di soldi, ad impedire il "pentimento"? Ed allora, come definire Matteo Renzi e Giorgio Napolitano?
I tragici effetti di errori incuranti.
Nell'affollata enclave mediorientale, nella quale i primigeni abitanti della Palestina che non avevano avuto l'accortezza o l'unità d'intenti per fondare uno Stato e che, per questo, sono stati espropriati della loro terra, sono accalcati in spogli e polverosi quartieri, fatti di case in calcina e cartongesso, senza un ciuffo d'erba d'intorno, la guerra terrestre s'intensifica. I poveri abitanti, che un tempo erano stati l'élite culturale fra le nazioni arabe, con abiti di riporto e i tratti stravolti, corrono per i vicoli distrutti del loro alveare senza discrezione, in una drammatizzazione della vitalità scomposta della strada, dove frotte di bambini senza futuro, provano insieme paura ed eccitazione. I tentativi di trasferirsi in Giordania, in Siria ed in Egitto, dove avrebbero compromesso gli equilibri dinastici o dittatoriali, sono stati rifiutati e affogati nel sangue. Per cui si trovano, non privi d'identità, confinati in una riserva, nella quale non si rassegnano a vegetare. Oggi, un intero quartiere è stato distrutto dai colpi di mortaio; le fragili murature si sono polverizzate, sessanta persone sono state uccise e fra di esse, molti sono stati i bambini, troppo numerosi e troppo sparpagliati per le strade perchè le famiglie, già oggetto di olocaustici attacchi, possano tentare di salvaguardarli. C'è, in questa insensibilità verso bambinelli inermi, un senso di bieco razzismo, che ha avuto i suoi prodromi nell'omicidio gratuito dei tre figli dei coloni e, da parte di questi ultimi, del ragazzo che si accingeva alla preghiera, prima del lavoro. Vecchi e bambini giacciono in mezzo alla confusione, isolati dal contesto dal ripiano di un tavolo rovesciato, sporchi, stracciati e deprivati di qualsiasi consolazione, quando non sono feriti o moribondi. Numerosi medici sono affluiti dall'Egitto, per soccorrere i feriti e i mutilati su materassini posti a terra, nei corridoi degli ospedali, nei quali gli spazi si stanno esaurendo, facendoli assomigliare ad un macello. Hamas che non ha mezzi aerei, sul terreno combatte con efficacia: non è una bella statistica ma oggi da tredici a diciassette soldati israeliani sono caduti, il che non può che aumentare la foga eliminatoria e distruttiva degli invasori, nel ghetto che hanno creato, applicando ai disgraziati sottoposti al loro dominio, la loro sorte storica. La scelta post bellica europea, che poi, ovviamente, non è stata in grado di assicurare appoggio logistico e militare agli israeliani, che sono stati supportati dagli statunitensi, si è dimostrata completamente errata. Mai zona del mondo, da allora, è stata più instabile e caratterizzata da crudeltà ed ingiustizie. Come se non bastasse, i francesi e non gli americani, li hanno dotati della tecnologia nucleare, che ne fa ora una realtà inamovibile regionale, ma che, irrazionalmente, emotivamente, assurdamente, religiosamente viene contestata, fino alla morte. Per questo, ripetitivamente questa insensata convivenza continua a protrarsi, in uno stato di guerra non dichiarata permanente. La difesa israeliana non si oppone solo ai razzi di Hamas, che attualmente è al potere solo nella Stricia di Gaza, dato che i militari egiziani hanno deposto il legittimo loro fratello musulmano, ma non per questo demordono "finché non saremo tornati da soli a Gerusalemme". Anche loro. Per conto ed in accordo con gli Stati Uniti, Israele si contrappone a qualsiasi tentativo di neutralizzarlo sul piano militare. Da questo origina l'assoluta ostilità verso il programma nucleare iraniano, che, anche in assenza di una applicazione militare immediata, potrebbe assumerla in futuro, ridimensionando la sua leadership incontrastata. Per questo il medio oriente è una sentina di terrorismo ( praticato anche da Israele ), di spionaggio e intrighi incrociati, nei quali trovano assestamento gli interessi finanziari della Mecca dell'Islam, degli emirati turistici, del neocolonialismo francese ed inglese e gli interessi petroliferi degli Stati Uniti, che, quando non intervengono con l'intera armata in missione, si servono di Israele e degli ambigui servizi degli egiziani. Società divise ideologicamente, come il mondo durante la guerra fredda, fra filo-occidentali e islamisti. In mezzo la retorica resistenziale di Gaza e la sanguinante e polverosa realtà delle sue macerie.
sabato 19 luglio 2014
Anestetici.
A poche ore da due fatti drammatici e delittuosi, la normalizzazione informativa impera. L'aereo di linea malese è disintegrato sul confine russo-ucraino. "E' stato abbattuto da un missile ucraino, trafugato da un deposito militare dai filo-russi". Non so se anche la stampa estera si esprime così o se si tratta del solito "in medio stat virtus" dell'inconcludenza nazionale. Si omette di investigare; si fa molta propaganda. La guerra di confine intanto continua, ignorata dai media come il primitivo massacro ceceno, ma, stavolta, è una questione di equilibrio geo-politico che ci coinvolge. Noi, ovviamente, stiamo a vedere chi vince. Le truppe ucraine di lingua russa che si erano abbrutite nella guerra cecena, sono state richiamate alle armi da un ufficio di leva sconosciuto e combattono con la ferocia affrancata dalle regole del diritto di guerra che avevano appreso e di cui devono valersi se vogliono riuscire nel loro intento. Ma anche il presidente ucraino non scherza: "per ogni nostro caduto, dieci ribeli saranno passati per le armi". Mi ricorda un altro dosaggio. A Gaza si consuma l'ennesima replica delle guerre israelo-palestinesi; per chi è morto non fa differenza. Per le statistiche il rapporto esponenzialmente crescente è di trecento a due. L'irredentismo di un popolo segregato gli costerà anche mutilati e traumatizzati, oltre alle malattie indotte dal sovraffollamento, in assenza di condotte idriche funzionanti, dopo l'interruzione di ieri dell'energia elettrica e gli ospedali bombardati. Eppure nessuno crede che Israele la voglia fare davvero finita con Hamas: sa bene che il fenomeno, con la stessa od altre denominazioni, si riprodurrebbe. Sa anche che la stessa formazione combattente, è già insidita da altri gruppi ben addestrati che si rifanno alla guerra santa, a costituendi califfati, sulle macerie delle guerre di un demente al potere. Solo per riportare alla sua condizione originaria di debolezza un movimento antagonista, politicamente investito in regolari elezioni nei territori, conteremo alla fine gli inutili morti e non saremo in grado di valutare le conseguenze a lungo termine sulle persone, le famiglie di un popolo stanziale, relegato. Le valutazioni giornalistiche sono stanche e ripetitive, scarso l'appeal; per questo meglio non parlarne, danno fastidio alla siesta dei politici nostrani, sfiniti dalle loro beghe, non interessano i lettori e non trainano pubblicità.
Il mosaico.
L'inversione ad "U" giurisprudenziale nei confronti del CEO di Forza Italia, se ha o non ha una logica giuridica, passerà comunque agli atti come illogica per il senso comune, cioè ultrafunzionale alla politica. Dopo la sua accettata defenestrazione, che ha configurato un vero e proprio "golpe bianco", al quale non è ancora seguito il ripristino di una mutata ed autoritaria pseudo-democrazia oligarchica, Berlusconi ha saputo trovare una efficace collaborazione con il PD renziano, sotto la regia di un vecchio arnese del comunismo( ma fu in gioventù critico cinematografico di un giornale fascista ), che lo può portare, sotto una spada di Damocle, ad una riforma corporativa della Costituzione, molto simile a quella che, da solo, non gli era riuscita. Sostenendo il Govermo Monti, aveva già ottenuto la dicotomizzazione del reato di concussione, in costrizione ed induzione, come se nel mondo burocratico e protocollare delle istituzioni, ma anche delle gerarchie o aspiranti tali delle aziende, esistesse la libertà di coscienza. Esistesse, anzi, la coscienza. E' "normale" che interpretativamente, ora che, dai servizi sociali e con una sola fidanzata ufficiale, che stenta però a diventare moglie, il disarcionato cavaliere, ora risalito, ammaccato, in sella, possa concorrere pubblicitariamente al ruolo retorico di padre della patria, di questa patria e, per poterlo interpretare, abbia bisogno di nuovi aggiustamenti delle leggi che ha violato sistematicamente, non più a cura dei milionari avvocati Ghedini & Co., dimostratisi inefficaci anche da deputati, ma dalla sua partnership con il PD, quel PD che, come il caso delle cooperative dimostra, ha un interesse pratico, oltreché politico, a guazzare nella melma. Tale la politica di un popolo imbelle e corrotto. Ma, su questo, si sono spesi invano ben altri apologeti, perché io possa presumere di potermici esercitare a mia volta. Mi limito a constatarlo.
venerdì 18 luglio 2014
La patria del diritto.
Dunque Belusconi era innocente in appello e colpevole in primo grado. La sottigliezza giuridica del professor Coppi ha confuso i giudici o ne ha riformato i criteri giuridici di valutazione. Questa è una lecita spiegazione tecnica e tecnicamente sarà motivata. Per noi profani della dottrina, resta il dubbio ( infondato ) che la magistratura risenta del clima e dei desideri prevalenti della classe politica e che le Procure possano influire sulle interpretazioni delle Corti giudicanti. Che la magistratura si uniformi alla prassi dominante e vi pieghi le pandette? Ipotesi da ignoranti; il diritto è o presume di essere una scienza per iniziati; sono i marxisti ad averlo sempre considerato una sovrastruttura adattabile delle classi dominanti, tanto da strumentalizzarlo, sotto la sapiente regia di Luciano Violante, per colpire gli altrimenti inaffondabili avversari politici. Eppure, da destra si è sempre gridato contro le toghe rosse, mentre ora si sospetta che siano diventate renziane. Ma il rito, lasciato a se stesso, può configuare e prefigurare tutto e il suo contrario, tanto che un processo, cominciato con un'impostazione para-politica, può concludersi contraddicendo la prima sentenza, sotto i colpi di un professore di diritto che ha crepato e poi fatto franare il castello di carta e di parole che era stato in precedenza edificato. Il matrimonio è nullo, la sacramentalità non sussiste, anche se durava da trent'anni. Qualcosa di simile. Nel sentire comune, questi rivolgimenti indurranno molti a rattrappirsi in un privatissimo culto di sé e molti altri a tradurre la giustizia in un'occasionale circostanza, favorevole o sfavorevole, con la quale giocare la propria (s)fortuna. La concussione sulla questura di Milano non ci fu perché non è provata la capacità condizionante del Primo ministro e la prostituzione minorile non è un reato perché il fruitore non conosceva l'età della prostituta. Quanto ad oggettività del diritto, prof. Coppi, lascia un po' a desiderare. Il Cavaliere di nuovo in sella potrà rinegoziare l'assegno di mantenimento alla sua seconda moglie che lo aveva pubblicamente accusato di farsela con delle ragazzine; i giudici sono ora encomiabili ed il comune sentire non gli farà una colpa della sola evasione fiscale, dal basso del suo inconsistente (a)civismo. Si fanno più insistenti le domande di grazia che, c'è da starne certi, sarebbero accolte dal peana incontenibile dei suoi rinfrancati sostenitori e dal muto acconsentire dei suoi ex oppositori, che oggi non hanno più nulla da guadagnare dalla sua disgrazia giudiziaria. Le olgettine possono stare tranquille, hanno vinto il Wind for life del bunga-bunga, natura conservandogli il benefattore. Nella peggiore delle ipotesi, un lascito testamentario sarebbe gradito.
giovedì 17 luglio 2014
Declinazioni.
Si accentuano i sintomi di ellennizzazione dell'Italia, sotto terapia austera. I poveri, per perdita del lavoro, che mendicano realmente per le strade, aumentano e il gesto della monetina nel bicchiere di plastica, pur utile contingentemente e mestamente gradito, stride con il senso di giustizia, in termini metafisici e superiori. Possibile che non ci si possa interessare, anche d'autorità, di palesi situazioni di precocissimo bisogno e disagio e ci si debba affidare al gesto occasionale di qualche elegante signora? E' lecito che una situazione d'indigenza venga lasciata alla pubblica carità? Sotto la patina dei discorsi evasivi della realtà, si vede chiaramente il frutto della sperimentazione autoritaria, più lenta di quella greca, ma inesorabile. La fretta, funzionale a superare ogni mediazione e rallentamento, nella riscrittura disorganica della costituzione, tradisce l'intenzione di cassare la democrazia dei dibattiti e dei contrasti, per almeno un'altra generazione. Si vedrà se questa democrazia autoritaria dovrà e potrà trasformarsi, per conservarsi, a missione compiuta. La deindustrializzazione del Paese è compiuta. L'abbandono della FIAT ha già provocato una diminuzione del reddito nazionale pro capite del 7%, la piccola e media impresa è sparita e quella grande, dall'Alitalia all'Indesit è ormai in mano a società straniere. I sindacati si sfilacciano e si dividono sugli aspetti che compromettono maggiormente la loro presa clientelare sull'organizzazione delle grandi imprese, per cui, se CGIL e CISL, firmano il contratto nazionale dei trasporti, la CGIL non firma l'accordo sugli esuberi e la UIL e la UGL il CCNL. In mezzo a tanta dispersione e divaricazione d'intenti, la proprietà passa come una lama calda nel burro e le querimonie parziali si rivolgono ad un uditorio specifico della compagine aziendale e non pretendono neppure più di rappresentare tutta la forza lavoro. Il cannibalismo aziendale sta privilegiando sempre di più nicchie private, estranee a qualsiasi coinvolgimento nell'economia sociale, mentre le pochissime entità transnazionali, di proprietà italiana, adeguano la loro attività alla percentuale d'affari che l'Italia può loro offrire: per ora un 30%. C'è motivo fondato di (di)sperare che la società, pur divisa in precedenza da forti contrapposizioni ideologiche e politiche, possa mantenere la sostanziale coesione di riferimenti, sotto la spinta della forte azione centrifuga che, con calcolo e determinazione, viene messa in atto. Dov'è, al di là delle manifestazioni particolaristiche e delle concioni partecipate, per sottolinearvi le proprie specificità, quell'unum sentire che è la nostra unica possibilità di riscatto? In altre circostanze storiche è stata possibile, anche se temporaneamente; cosa deve accadere per rianimarla?
Il macello quotidiano.
"Il mondo dimenticherà", disse Andrej Gromjko, trentennale Ministro degli Esteri dell'Unione Sovietica, quando il suo caccia abbatté un aereo di linea, un 747, il famoso Jumbo jet, della Korean Air Lines, provocando 269 morti. Era il 1° Settembre del 1983. L'aereo aveva invaso lo spazio aereo della Kamcatka, all'epoca una delle zone militari più sensibili al mondo e, temendo un astuto tentativo di spionaggio, i russi non ebbero esitazioni ad abbatterlo. E' noto il nome del colonnello che abbatté personalmente l'aereo civile, intercettandolo con il suo, militare. Oggi sembra che la storia cinica si ripeta, in un contesto ed in una situazione più - per così dire - apparentemente provinciale, nell'ambito dei combattimenti, in Ucraina, fra nazionalisti e filorussi. In realtà, se si fosse trattato di una studiata provocazione, risulterebbe evidente l'importanza della posta in palio fra la Russia, i Paesi centro-occidentali dell'Europa e gli onnipresenti Stati Uniti. I separatisti, tutti ex combattenti in Cecenia, dotati di elevato addestramento militare ed in possesso di importanti nozioni tecniche, dispongono di armi costose e micidiali, in gran parte di fabbricazione russa. Pare che volessero colpire un cargo per il trasporto di viveri ai lealisti impegnati contro di loro. Possibile che chi ne aveva segnalato il passaggio non li avesse avvertiti della compresenza sulla rotta di almeno un altro aereo? Comunque sia stato, chiunque sia stato, oggi altri 295 passeggeri, su aereo malese ( fosse stato un Garuda indonesiano, si sarebbe detto che trasportava le loro anime, dal nome del mitologico uccello che impersona la compagnia di bandiera ) sono stati sacrificati, non alla follia, non alla crudeltà, ma al becero sentimento competitivo della propria primazia sui territori, sui beni e sulle persone. Ieri, in spiaggia a Gaza, quattro bambini sono stati falciati a colpi di mitraglia da un brigantino israeliano, che ha sparato un'altra raffica, mentre erano in fuga, dopo aver mancato la prima.
mercoledì 16 luglio 2014
Denominazioni.
La filosofa italiana Michela marzano, docente alla Haute Ecole des Etudes di Parigi è approdata al Parlamento italiano, nelle file dei democratici indistinti. E' diventata relatrice della confusa proposta di legge sul cognone dei figli, sollecitata dalla commissione europea e, sull'abbrivio, dalla nostra Corte costituzionale. La sollecitazione europea suggeriva di consentire alla coppia di attribuire indifferentemente il cognome, paterno o materno al neo nato, in una logica egualitaria ma potenzialmente infingitoria su diversi piani e per restare sul prosaico, sul piano fiscale, ad esempio, per limitare la quale, da dodici anni a questa parte è vietato, in italia, attribuire diversi nomi secondari ai bambini. Il politicamente corretto rivendica pari opportunità per le madri, anche se non partoriscono più nel dolore, per via dell'epidurale. Nessuna indicazione circa i criteri, le possibili migliori assonanze fra il nome proprio ed uno dei potenziali cognomi acquisiti, solo un'inespressa volontà demolitrice del patriarcato, da tempo solo nominalistico.
Il patriarcato, nelle latebre culturali persiste, come il matriarcato attraverso la falsificazione della società auspicata che parli sia al maschile, sia al femminile, in un'ibridazione che, a livello genetico e fisiologico non esiste, ma che può sussistere a livello culturale, influendo e sbilanciando le caratteristiche biologiche. Ebbene, la legge italiana in gestazione ha scelto, come al solito, di non scegliere, rendendo compromissoriamente possibile il doppio cognome ( nell'ordine preferito? ) come in Spagna e per traslato in tutti i Paesi ispanici, che fa assomiglaire i nomi dei più disgraziati soggetti una sciarada nobiliare interminabile e barocca. Niente di pregiudizievole, ma si scelga almeno, senza reticenze. Invece, la proposta di legge si è già impantanata e sarà probailmente rimandata, diluita nel tempo, data la levata di scudi della destra politica e di nuovo ideologica, con le sue mogli cornute e accondiscendenti ( Mussolini docet ) purchè il sacro vincolo si rafforzi a prescindere e il cognome paterno, anche se si fotte le bambine degli altri, continui a troneggiare sul frontone della porta di casa, mentre la sinistra non rinuncia ad ibridazioni cerebrali, infine inutili e nominalistiche. Si sceglierà dunque il cognome del padre se sarà autorevole, ricco e di destra o quello della madre per le stesse, opposte ragioni oppure se ci si sentirà immaginariamente rivendicatori/trici di illusorie figure. I nomi non contano, conta solo la capacità di governarsi da sé.
Orizzonti diversi.
Antonio Conte, lascia al Juventus dopo tanti anni di militanza calcistica e tre di gestione tecnica, caratterizzati solo da successi nazionali. La sua intenzione di lasciare una realtà domestica per un'esperienza internazionale, senza farsi irretire nel servaggio della bandiera, ha trovato il suo epilogo. Quali che siano gli esiti di questo atto, Conte ha compiuto un gesto in linea prospettica con i tempi. Il vecchio capitalismo familiare non si attaglia più neppure alle squadre di pallone, tradisce un'insistenza provinciale e delle possibilità, più o meno ampie, ma più limitate di quelle che il grande circo finanziario può offrire all'intrattenimento. L'esperienza delle società inglesi, in mano agli emiri, agli oligarchi russi ed ai fondi statunitensi, ha trovato un epigono anche in Italia, con ottimi risultati iniziali e ampie disponibilità finanziarie per poterli conseguire. Roma docet. I costi del Barnum calcistico sono ormai fuori dalla reltà sostenibile, anche le famiglie più ricche, come i Moratti, hanno dovuto gettare la spugna, solo l'investimento temporaneo e speculativamente strumentale ad altri interessi può alimentare una macchina tanto vorace da scoraggiare ormai le imprese di buon senso. Conte questo lo ha intuito e non si è legato al carro di velleità che, prina o poi, dovranno cedere il passo al busines opportunistico e "diversamente truccato", come gli incontri di pugilato negli Stati Uniti. Tanti appassionati, ma nessun vero spirito di appartenenza. Chi indugia su presupposti superati, in questo mondo - fosse anche l'imprenditore, ma non credo - ha già mancato il "suo" obiettivo.
martedì 15 luglio 2014
Fatwe.
Pare che la Fatwa lanciata per i vicoli di Napoli dai seguaci di Ciro 'a carogna sia stata assunta fra i doveri morali dei tifosi partenopei, che, in queste ore, vanno accoltellando i rivali romanisti, identificati come non si sa, a campionato sospeso. Un fenomeno del genere non fa parte del folclore napoletano, è una originale e virale forma di ulteriore decadimento del costume e della coesione sociale che le subure crescenti e la miseria galoppante stanno provocando nei meandri marginali del nostro consorzio. L'aggressività senza scopo è anch'essa in aumento, le baby gang adolescenziali si svagano prendendo a pugni i passanti, le risse e le aggressioni gratuite, suscitate da un nervosismo a fior di pelle, non palese, fanno sempre più parte della quotidiana esperienza. La richiesta di elemosina, professionale e non, si esprime al banco dei bar, ai tavolini dei medesimi, ma anche fra gli scaffali di una libreria, sui seggiolini di un autobus, lungo i percorsi. La fame non saziata si trasformerà, prima o poi, in violenza; non ne saranno artefici tutti i soggetti interessati, ma la società si dicotomizzerà fra i miti e gli aggressivi, come fra le plebi indiane e quelle brasiliane. Digradando, digradando fino alle Fatwe calcistiche, ultimo emblema nel quale identificarsi, combattendo, anche mortalmente, un nemico.
Taliban society
La pretesa di identificare il fondamentalismo a latitudini estranee ed in culture aliene, è una presunzione di qualsiasi tradizione. Così non ci si accorge del medesimo difetto di ignoranza, proprio perchè se ne enfatizzano gli pseudo-contenuti. Ricorreva ieri l'anniversario della Rivoluzione francese che fu e rimane, a dispetto delle categorie bottegaie che la promossero, l'unica forma civile e culturale di affrancamento dagli oscurantismi riproducentisi. Fatto salvo che l'uomo è solo il frutto di un'evoluzione biologica e che la sua crescita risiede nell'istruzione, ma soprattutto nella formazione politica in cui si inscrive la sua vita, gli Enciclopedisti elaborarono la Magna Charta dell'uomo affrancato dai complessi indotti che ne sanciscono, nelle diverse articolazioni storiche, l'asservimento. E' soprattutto una terapia contro l'illusione. L'empirismo inglese, per converso, non si è curato di tutto questo; ha solo messo sul banco l'arida computazione dei costi e dei guadagni, inaugurando con il capitalismo, l'imperialismo militare, coloniale ed oggi finanziario, senza mai curarsi di trasmettere ai popoli ed alle civiltà soggette e sfruttate nessun elemento di istituzionalità evoluta, che rimaneva appannaggio di feudali combriccole, altrimenti paludate. I Francesi, invece, hanno lasciato, se non altro, in ogni luogo da loro "visitato" il germe, spesso anacronistico in quei contesti, dell'uguaglianza di ogni persona, che è concetto giuridico e non economico, la fratellanza e, preliminare a tutto, la libertà. Senza questi elementi non vi può essere giustizia. senza questi elementi i talebani e le talebane sono fra di noi.
lunedì 14 luglio 2014
La fatalità di essere diversi nella cultura e tanto simili negli atti.
A Gaza, mentre le truppe speciali cercano i miliziani di Hamas - o almeno questo dicono - i droni, gli elicotteri e l'aviazione israeliani, composti dai mezzi più sofisticati e costosi in dotazione ai migliori eserciti, si accaniscono su una porzione minima di territorio, stipata. Colpiscono "accidentalmente" ospedali e servizi nevralgici, gestiti da volontari internazionali;distruggono abitazioni e ne avvisano gli occupanti con degli SMS, cinque minuti prima dell'incursione. Hamas ha vinto a stragrande ma non plebiscitaria maggioranza, le ultime elezioni che si sono tenute nei territori palestinesi, nel loro ghetto civile e politico, anche rispetto agli altri Stati arabi che non ne voglione condividere la criticità, ma che li fomentano e finanziano perchè indeboliscano il competitore sionista. Recita il diritto internazionale che un'entità, non necessariamente uno Stato che sia in aperta competizione con una struttura consolidata ed organizzata ha lo status di combattente, che potrebbe portarlo in futuro a costituire un nuovo ordine, un nuovo soggetto politico. Che cosa d'altro è Hamas, eletta a rappresentare il popolo palestinese, anche bellicamente? Un'organizzazione terroristica? No, giochiamo con le definizioni e, se si stratta solo di un'escrescenza violenta, perchè è stata investita del compito di rappresentare, come un organo di Governo maggioritario, il proprio povero popolo, deprivato da quarantotto anni della sua sovranità? Perchè impiegare contro di lui tutto un esercito? Il sionismo militante ha scelto, ancora una volta, di coinvolgere gli Ebrei in un'impresa che gode solo e temporaneamente dell'appoggio degli Stati Uniti e che li identifica come i suoi guardiani nella regione. Esito un po' minuto per un popolo, per definizione, senza approdi territoriali, frammisto, ma autonomo culturalmente, in ogni ambito nazionale. A favorire questa scelta parziale - molti Ebrei non la condividono - sta, sul piano logistico, finanziario e delle alleanze, la fortissima lobby di New York, ma, se e quando, per una "congiura" della Storia, le ragioni del finalizzato ruolo privilegiato di tante ed eterogenee etnie di colonizzatori, lo scopo, dovessero affievolirsi ( per una riduzione delle risorse petrolifere, ad esempio ) ecco che una significativa ma non totale rappresentanza della nazione abraica, avrebbe di nuovo esposto tutto quel popolo, alla vendetta di altre intere etnie, supportate nella loro rivalsa dal risentiemnto intellettuale di moltissimi osservatori internazionali e di molti Governi.
Lunga vita al Fuhrer, dal tweet di un Ministro malese.
La Germania ha vinto il suo quarto titolo mondiale nello sport più sponsorizzato del mondo e, per quattro volte, è stata seconda. Non è così: la Germania ovest, che non era la Germania di nuovo unita, ha vinto tre titoli e per quattro volte è arrivata seconda. Una volta, la Germania est battè per uno a zero quella dell'ovest e la Merkel era in tribuna con lo stesso tailleurino rosso, scolorito per l'uso, di ieri sera, ma nelle file secondarie, contenta dello "storico" successo. La Germania tre volte vincitrice era solo la versione tecnico-mercantile occidentale e solo ora, nel momento in cui si afferma, unica in Europa, sul piano economico e politico, celebra pubblicitariamente una vittoria che è stata frutto di metodo e di applicazione, lo stesso che la porta a primeggiare comunque. Anche sul piano caratteriale, le nazioni latine si sono distinte per deconcentrazione e menefreghismo; il caldo a cui dovrebbero essere più abituate dei Tedeschi, le ha indotte all'indolenza. Al menefreghismo degli Inglesi, però, non è arrivato nessuno: per loro l'intero piano che li ospitava pullulante di prostitute, intrattenute fino all'alba e debitamente fotografate dai tablod albionici. A sottolineare lo spirito emotivo dei latinos, c'è stato l'arrancare, fino alla fine del primo tempo di gioco, di Messi che, stravolto dalle contrazioni gastriche, espettorava e sbavava per tutto il campo. Avesse vomitato o gli si fossero sciolti gli intestini, la cosa avrebbe preso un aspetto silvestre, incompatibile con la muschiosità del campo. In mezzo ai contendenti, un arbitro puliden, puliden: Nicola Rizzoli della sezione A.I.A. di Bologna, sgambettante con studiata indifferenza alla parte che il copione gli aveva assegnato, prodigo di garbati conciliaboli con i giocatori e di pacche sulle spalle ad alcuni. Nicola Rizzoli, che di mestiere fa l'architetto, ha aggiunto ai settantamila euro netti che percepisce come arbitro nazionale, un benefit di due terzi superiore in qualità di internazionale ed un cachet superiore ai due precedenti sommati, come finalista arbitrale del mondiale. Lui ha comunque vinto. Lo spettacolo è finito. La FIFA ci ha straguadagnato, il Brasile si è solo immiserito. Eppure Dilma Roussef è descritta come abbarbicata ai sondaggi che, dopo la disfatta brasiliana, mettono in dubbio la sua rielezione. Non può prendere esempio dai tedeschi che sono privi di fantasia, ma roullando, roullando, sono sempre primi o fra i primi.
La zia Polly sarà Vescovo.
L'anno prossimo in Inghilterra, anche le donne saranno insignite della dignità arcivescovile, nell'ambito della Chiesa riformata e nazionale d'inghilterra. Saranno cioè direttamente nominate dalla Regina, formalmente a capo della più potente Loggia massonica del Regno Unito e non solo. Solo formalmente, in quanto Sovrana, perché nella Massoneria inglese le donne non sono ammesse. Lo saranno invece nella Chiesa e alcune di loro saranno pure divorziate, altre avranno figli e nipoti, ma per loro e per i loro coniugi, non vi è differenza nelle leggi successorie della Gran Bretagna. Che le donne o gli uomini facciano i Vescovi a me non importa punto, ma non è così nella società madre del capitalismo. Mi sia consentito di notare che l'accesso impetuoso ( checché se ne lamenti ) delle donne interessate alla carriera in ogni ambito - ora anche religioso - nelle società mercantili post liberali ( con talune arruffone imitazioni da noi ) ha coinciso e sempre più coincide con la perdita di titolarità dei ruoli sociali e, per converso, con la loro più diffusa, ma molto più contenuta remunerazione. Chissà che cosa significherà, in termini psicologici, per un bimbo o una bambina avere una mamma Presbitera ed una nonna Vescovo? Un babbo e un altro babbo o due mamme, nella stessa società, uniti religiosamente in matrimonio, da un povero residuato di collegialità religiosa dopo Enrico VIII e Anna Bolena, coppia fedifraga pretendente alla regolarizzazione. A testimoniare il paradigma politicamente corretto della decisione subordinata della Chiesa anglicana, sta l'entusiasmo fuor di luogo del Primo Minstro Cameron, che, un po' come il nostro Matteo Renzi, si esalta per argomenti dei quali non padroneggia neppure l'ABC, ma che offre all'ostentazione del potere, delfino di quello regale, da tempo avulso dal sentimento della multietnica società e riferentesi, invece, alla feudalità parruccona che, sotto la coltre di una aculturalità assoluta, che ha trasformato l'inglese nell'esperanto, rappresenta il diritto consuetudinario e feudale dell'imperale isola, divisa per feudalità nazionali.
domenica 13 luglio 2014
Quel che accade di noto nel mondo e le sue giustificazioni, che al dolore sotterraneo non servono.
2.251 esuberi all'Alitalia comperata dagli Emiri. Come avranno fatto a calcolarli, secondo quali criteri saranno giunti all'enucleazione di quell'uno finale che simboleggia tutte le altre individuali potature? Dopo una settimana sono diventati 980, ma, dopo il dimagrimento, ci saranno 2.000 persone in meno. I conti non tornano, si basano infatti su dimissioni incentivate, collocamenti in servizi secondari, sostituzione dei precari che cesseranno il loro periodo di lavoro. Mobbing assicurato. Poi, dulcis in fundo di una contabilità creativa, ci saranno gli esodi, i prepensionamenti incentivati. Li pagheranno gli Emiri? L'Indesit è stata ceduta agli americani. Per 750 mln di euro, la famiglia Merloni ha assicurato un avvenire confortevole a tutti i suoi discendenti in vita. I nuovi proprietari sicuramente taglieranno. Ormai, dell'economia nazionale non resta più nulla e se, all'Alitalia, fra gli esuberi si contano certamente centinaia di assunzioni clientelari che, subentrando, gli Emiri salvaguarderanno per i buoni rapporti con i potentati della capitale, alla Indesit di raccomandati non ce ne sono o ce ne sono pochi: per fare l'operaio le raccomandazioni non servono, ma sarebbe meglio non farsi una famiglia se poi la si deve veder naufragare in questo modo. Già le prospettive scolastiche ed accademiche dei figli sono molto ridotte per la mancanza d'istruzione dei genitori e c'è da credere che se qualche d'uno riuscisse ugualmente negli studi, si vedrebbe relegato ai margini delle carriere, solo col suo sapere. Mario Draghi, da Francoforte, afferma che saranno necessarie nuove fusioni fra istituti di credito. Non specifica in quali Paesi e forse allude a sinergie continentali con esuberi. Sta di fatto che chi, ancora sei anni fa, faceva parte del nucleo dei predatori è diventato preda. La Banca popolare dell'Etruria è finita sul mercato discount, mentre i candidati all'acquisto sono ancora gli altri Istituti, proprio quelli che erano rimasti a becco semiasciutto l'ultima volta. Non si parla ancora delle prede degli avvoltoi: la Banca delle Marche, la Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Carige SpA, che vent'anni fa si espandeva fuori dai suoi confini regionali. Per la prima, almeno, qualcuno sta producendo un nuovo sforzo titanico per raggiungere, con lei, il decimo posto della classifica minore, quella del capitalismo censitario di nicchia. La corruzione degli altri favorisce la propria avidità. I sindacati non mobilitano le maestranze innocenti contro questa infausta prospettiva. La vendetta primitiva dei coloni israeliani all'omicidio dei tre studenti israeliti, ha isterilito la giustificazione politica dell'ulteriore repressione militare di Hamas nella striscia di Gaza. Se sangue chiama sangue, la simbologia è stata osservata. Per condurre campagne militari si adducano altri pretesti. Passato infatti il tempus lugendi ecco di nuovo le preponderanti forze israeliane accanirsi sui civili reclusi a Gaza, mentre la Resistenza - non si può più chiamarla diversamente - ammassa armi ed esplosivi nelle bicocche ad un piano, fra un'abitazione e l'altra, coinvolgendo la popolazione nella guerra, un coinvolgimento per altri versi uguale a quello vissuto dai civili sfollati, durante la liberazione dell'Italia. La pretesa di essere tornati a Sion, ma ancora senza Messia, è una pretesa mitologica, in base alla quale tormentare popolazioni residenti da sempre nei territori dai quali sono stati scacciati. Pretestuosità in collaborazione con le potenze consumatrici e trasformatrici di petrolio, per tenere sotto controllo un'area politicamente esplosiva, ma di nessun altro interesse che quello energetico. Erdogan, quatto,quatto, si è candidato alla Presidenza della Repubblica turca, forte di un appoggio popolare che, naturalmente, non può prescindere dall'islamismo. Le pretese laicizzatrici di Ataturk affondano le loro radici in un illuminismo importato, troppo estraneo alla sensibilità delle masse per poter essere ancora proposto, soprattutto in presenza di una regressione generale, economica, civile e politica, che richiede di nuovo il supporto di allucinogeni religiosi. In Grecia, i suicidi causati dal repentino immiserimento della popolazione, hanno toccato le settemila unità. Molti sopravvissuti stanno, per parte loro, deperendo o morendo per inedia e mancanza di mezzi per acquistare i farmaci. I giudici francesi, subordinati nelle loro iniziative investigative al potere presidenziale, hanno potuto inquisire l'ex Presidente Sarkozy. Evidentemente, Hollande glielo ha permesso o li ha indotti a farlo. Sarkozy fu il primo a lanciare l'offensiva contro la Libia gheddafiana, per levare di mezzo il suo finanziatore occulto. Alcune fonti hanno sempre sostenuto che l'uccisione di Gheddafi fu opera di un agente francese. Hollande pare che voglia anche togliere il segreto di stato sulla strage di Ustica: anche allora i Mirage francesi cercarono di uccidere il fu Rais. Subito dopo l'annuncio, gli alti comandi dell'aviazione francese hanno dichiarato che, quella notte, i Mirages erano pesantemente impegnati sulla rotta del DC9. Non hanno ancora aggiunto a fare che cosa. Giorgio Faletti è morto. Fino al giorno prima ha twittato dal suo letto d'agonia. Non lo conosco se non come cabarettista e neppur bene. Ultimamente era diventato scrittore di massa. Io uccido. Io sono Dio. Dio è morto; è stato ucciso. Viviamo in un mondo rozzo e sfilacciato, nel quale il denaro e la rappresentazione hanno completamente subornato il talento, la preparazione. Tutti si mascherano: le poche cose belle ed armoniche sono anche fini e non ne hanno bisogno. Camminando sotto i portici non si sente altro riferimento che al costo, al valore, al beneficio, come se chi parla fosse un capitalista di "passeggio", anziché un povero diavolo alle prese con il bilancio familiare. Intendo dire che si potrebbe usare un linguaggio più semplice, ma ormai si è presi dal frasario indotto. Il pampa-Papa userà il bastone contro i preti pedofili, che sono anche Vescovi e Cardinali, come Gesù fuori dal Tempio. Ma Gesù vi scacciava i mercanti e ai pedofili, che osservava nelle sue terre primitive, alla luce del sole, aveva consigliato il suicidio. La lobby omosessuale nella Curia vaticana è numerosa ed influente, ma non se ne conoscono i membri o i simpatizzanti dei membri. Si è detto dell'ex Arcivescovo di Verona per il quale era stata istruita una causa di beatificazione. Finché la Chiesa accoglierà i rampolli gay delle famiglie che contano, che glieli sbolognano e ne asseconderà la carriera - come faranno altri, in diversi ambiti per gli etero - potrà fare a meno di agitare bastoni retorici. La scelta disinteressata non è di questo mondo. La lotta fra il bene e il male continua ad essere raccontata. Sta per giocarsi la finale Ratzinger-Bergoglio, ancora una volta una nazionale sud americana contro un'altra europea, la prima espressione del secondo default in dieci anni, la seconda di nuovo dominante nel mondo e, per di più, in crescita; direi unica nello scenario attuale. L'arbitro è bravo e di govanile aspetto, espressione di una nazione eliminata, che provvederà a farci retoricamente grandi.
venerdì 4 luglio 2014
Il dolore del mondo.
Il parlamento boliviano ha abbassato l'età legale per poter lavorare a dieci anni, adeguandosi allo stato di fatto, con una serie di limitazioni, come la non interferenza al diritto allo studio, che ricordano le grida manzoniane. Il paese dei narcotrafficanti che controllano indisturbati varie aree - le più prospere e integrate - protetti da un esercito privato - come gli oligarchi impossessatisi delle economie in Russia e Ucraina - apre, dopo una "aspra e vittoriosa battaglia sindacale" al lavoro minorile più indegno. I bambini potranno continuare a fare, legalmente, i lustrascarpe, con la cassetta e gli spazzolini da denti per spazzole, avvicinare gli stranieri e proporsi:"professional senor". L'hanno detto anche a me, non in Bolivia, ma non credo che lo scenario cambi. Lo sfruttamento di un'infanzia negata servirebbe a sradicare la miseria assoluta entro il 2025. Scenari da programmazione economica di sovietica memoria: non riuscivano mai e venivano sempre riproposti. Anche il capitalismo finanziario mi sembra identico. I bambini boliviani potranno appaltarsi per pulire le lapidi nei cimiteri e svolgere mille lavoruccoli sottopagati e in gran parte pericolosi, sperando inconsciamnente che il caso che li ha voluti vivi, se li riprenda il più presto possibile. La legislazione creativa della Bolivia ripiega, come tutta la società mondiale, sulle regole di un mondo primitivamente originario, nel quale la droga era stordimento ed oblio del nulla. Meglio criminali della droga stessa che agnelli asserviti per sradicare il buon senso. La menzogna è il supremo oltraggio.
mercoledì 2 luglio 2014
W...W integrazioni al welfare.
Welfare, welfare..sembra l'incipit di un musical. Una volta si chiamava Stato sociale, ma da noi, a parte la parentesi fascista, non c'è mai stato e, con esso, il senso di cittadinanza che avrebbe potuto concretizzare. Ci sono stati i cinquant'anni di clientelismo democristiano, le pensioni di sussistenza al sud, prima che i confusionari modernizzatori sfasciassero il giocattolo, senza più la patina della litania benevola e provvidenziale, con la loro pretesa stolida di tradurre tutto in quel che effettivamente era: ipocrisia e corruzione, della quale volevano servirsi, dichiarandola. Hanno fatto così da capri espiatori nella demolizione della Prima Repubblica, succeduta alla guerra e alla divisione in blocchi, anche all'interno del nostro Paese. Si diceva del fascismo. Beh, è per molti versi evidente che Benito Mussolini era stato un socialista: l'economia pubblica, la pur invadente assistenza dello Stato autoritario, la previdenza, i canoni corporativi, che, pur privilegiandoli, legavano un po' le mani ai padroni ex liberali, cioè anarchicamente lanciati a farsi gli stracazzi loro, le assegnazioni delle case popolari, avevano ammorbidito la dura vita delle classi subalterne, eccitandone lo spirito retorico. La fine del comunismo, che aveva sedimentato quegli usi, artefacendoli, ha rilanciato la foga speculativa ed egoista del padronato privato, fino allo sfacelo dei diritti che chi non li ha mai conosciuti non può confrontare. In questo vuoto spinto, ecco che si insinuano le imprese che mai avevano acconsentito ad adottare i contratti nazionali di categoria e si erano rifiutate, con pretesti da pericottari, di dar luogo, in azienda, ai contratti di secondo livello. Ora che anche il primo livello è in discussione, eccoli "incredibilmente" disposti, in accordo e collaborazione con il sindacato collaborazionista, a sperimentare o ad imporre forme di welfare intra moenia, simile nelle premesse ad un feudalesimo protettivo, nel quale la frantumaglia dei bruti alle vanghe e ai vomeri, coltiva le primizie per i feudatari in cambio di una capanna, un frutto rancido, riscaldati dal timore che tutto questo poco possa svanire da un momento all'altro e, per non perdere la benevolenza del signore, si astengono dall'aspirare al frutto proibito. Sarà drammatico e spassoso. Non so se Giulia, rimasta incinta, è tanto coglionata da temere di rimanere a casa perché teme che il suo lavoro non le sia più riattribuito. Deve essere sancito che, al rientro, in base all'inquadramento maturato, si deve ripartire da dove si era lasciato. Poi c'è il papà che, giunto all'età mediana è pensieroso perché, quadagnando in termini reali tanto quanto percepiva all'inizio, teme di non poter sgravare la prole dei sacrifici necessari a farsi una casa, una famiglia. Non temere papà, il welfare aziendale ti procurerà finanziamenti attraverso la cessione del quinto, il prestito oneroso e tu sarai sempre più dei nostri. C'è quello che è sempre a caccia di sconti: siamo pronti ad offrirgli un'automobile di grossa cilindrata, piena di ammaccature e di graffi, con le portiere che non si chiudono e le gomme lisce, se ci aiuterà a recuperare un po' del credito che il pignoramento non soddisfa. Poi c'è quello sempre all'aperitivo con i colleghi e il Maestro di mestiere che lotta in palestra contro la pinguedine che lo emarginerebbe fra gli impresentabili. Tutti costoro sarebbero dei professionisti, ma io propendo perchè siano al massimo quadri od impiegati con stipendi contenuti e bisognosi di welfare, cioè di prestiti aziendali, di margini condivisi, a suggello della loro dipendenza. Il welfare infatti non si applicherà ai private bankers. Insomma, i nostri operai della vigna stanno dando il massimo per il nostro miglior vino. Stiamo parlando di noi. Che cosa sia il benesere è un tema fortemente personale, un'idea con la quale ce l'abbiamo in mano. E noi vi aiuteremo a menarvelo meglio, con il lubrificante sindacale. Le iniziative si susseguiranno. Scusate, un modesto enunciato: io ho sempre avvertito il mio benessere, senza stare a pensarlo, nelle facoltà che il mio lavoro e il mio sicuro guadagno, non soggetto a "meritocrazie" ( verso chi? ) mi ha apportato. Stava alle mie qualità, alle mie relazioni e alla mia libertà di pensiero e dal pensiero aziendalistico e di fare quello che mi pareva, riempire questa semplice qualità di contenuti. Ho sempre pensato e penso che l'importante sia vivere pienamente ed essere affrancato da ogni ipotesi di welfare costrittivo. Grazie, del vostro welfare faccio volentieri a meno - credetemi - e vi sarei grato se mi rompeste poco le palle per concionarmelo. State infatti parlando di me. Post scriptum. Volevo ben dire: al raggiungimento di determinati obiettivi si potrà concorrere a una erogazione di trecento euro lordi, come da contratto corporativo o settario aziendale e..udite, udite, alla contribuzione di altrettanti euro ( o sono gli stessi, in alternativa? )al Fondo pensioni cogestito da aziende e sindacati, come è ovvio e rassicurante. E poi rimborsi rette per asili nido, borse di studio, implementazioni ai calli delle prestazioni sanitarie. A seconda dell'opzione si attiveranno le più sofisticate procedure informatiche. Potrete optare il 15 Luglio o il 10 Settembre, poi vedremo..non voglio anticiparvi nulla. Fremete dalla curiosità? Sarà, ma mi sembrano quelle quintalate di proposte commerciali che intasano la mia casella di posta elettronica. Fino ad ora non avevo mai frapposto dei filtri, ma credo che sia giunto il tempo di cominciare. Intanto, clicca qui.
Aridi i cuori come la terra.
Un ragazzo palestinese di sedici anni, coetaneo quindi dei tre israeliti sacrificati una settimana fa da non si sa chi, anche se, politicamente, la responabilità è stata attribuita ad Hamas, mentre si recava in moschea, è stato rapito da persone discese da un'auto nera e ritrovato poco dopo, morto, come i partecipanti ad un corso di cultura ebraica. Vendetta veterotestamentaria pura ad opera di chi? Di estremisti ebrei, non si è trovato di meglio da dire, mentre suonano vuote le parole del Primo Ministro, che ricorda la natura di Stato di diritto di Israele. Le faide primitive, intrise di avidità possessoria di una terra contesa, né santa né atavica, ma solo terra, roba, scatenano l'immolazione sulle proprie are dei capri espiatori, anzi degli umani sacrificandi. Chi si commuove per l'età dei poveri uccisi esula dalla arcaica iniziazione di queste terre aride e insensibili, sia che vengano abitate da arabi scacciati dalla loro terra di secolare insediamento, sia che si tratti di ebrei "ritornati" a Sion da tempi mitologici, da ogni parte del mondo e con basi linguistiche difformi. Una sorta di Unione ( europea ) della nazione errante ( non nel senso che sbaglia, mi raccomando, come può equivocare chi abbia prodromi glottologici non latini ). L'antichissima civiltà, le antichissime civiltà, non sono che rielaborazioni simboliche, non originali dell'incolto senso di acquisizione dei beni altrui e dell'eliminazione degli imbarazzanti e fastidiosi deprivati, che viene effettuata dai dominanti subentranti o, reattivamente, dai derubati o semplicemente privi di beni, relegati in qualche enclave, al di fuori della quale sono privi di qualsiasi riconoscimento e labile sicurezza.
martedì 1 luglio 2014
Pride and prejudice condominiale.
Napoli e Bologna saranno le prime due città italiane a riconoscere la validità dei matrimoni omosex contratti all'estero e ad inserire le coppie così costituite, nelle graduatorie del welfare comunale. E' un'apertura ai diritti civili conseguiti all'estero ( come già, a suo tempo, l'aborto ) e suscettibili di ritorni elettorali in due città molto diverse. A Napoli, l'omosessualità più nota e popolarmente tradizionale è quella dei "femminielli", una condizione sociale ed ambientale, anziché un'espressione biologica: sono cioè il frutto delle dominanze e delle "assegnazioni" dei vicoli, su di un substrato di machismo discriminatorio. Una condizione acquisita ed interpretata con apparente creatività gioiosa, che si alimenta soprattutto di prostituzione fin dalla più tenera età. Nell'economia dei vicoli, chi non è "guap(p)o", bensì remissivo, abbandonato all'invadenza dei prepotenti ostentatori, è fatto oggetto di predazione al posto "d'ii fimmine", la cui conquista sarà successiva, più lontana e finalizzata alla procreazione di altri campioni. L'omosessualità di strada, a Napoli, è un fenomeno storico, plebeo e familiare: erano le madri a portare i propri figli, bambinelli, alle truppe marocchine del Generale Patton, in cambio di qualche vettovagliamento di cui i soldati abbondavano. Ancora oggi, in numerose strade della grande città, bambini e bambine si prostituiscono, indotti a farlo proprio dai genitori. I clienti non mancano. L'omosessualità intellettuale e rivendicazionista è un ipocrita perorazione elettorale, laddove i voti gay sono numerosi ed inespressi. Convogliarne l'istituzionalizzazione utilitaristica, in questi tempi grami, è semplicemente un'altra forma di assistenzialismo ridotto e di bottega. A Bologna, invece, le comunità gay sono numerose perché, nel corso delle passate generazioni, vi si rifugiavano tanti giovani, provenienti da un sud intollerante e, pur trovando una sorridente accettazione o indifferenza, finivano a infoltire le schiere dei marchettari, nel giardino della Montagnola, oggi ribattezzato del Pincio ( come a Roma formatosi per l'accumulo dell'immondizia che per secoli vi è stata riversata ), poi in via Milazzo e, infine, lungo i viali della Fiera, dai quali sono stati quasi completamente soppiantati dalle prostitute rumene. Insomma, anche da noi, la loro vita è sempre relegata ai margini, non tanto dai borghesi, che li ignorano ( salvo servirsene di nascosto ), quanto per la concorrenza ambientale. Ciò non di meno, la loro presenza è numerosa ed è per fini elettorali - gli unici che attengono alla politica - che sono oggetto di un corteggiamento che vede impegnate figure mitologiche del transessualismo, talune approdate al cinema ( solo in veste di testimonial ), talaltre al Consiglio comunale ed infine al Parlamento. Una categoria, se così si può chiamare, molto presente e combattiva sul piano delle iniziative culturali, molte delle quali sono di ottimo livello, ben forte e coesa nello Studium bolognese, che chiese ed ottenne dal Professor Renato Zangheri, la costituzione del primo Circolo italiano per i transgender. Insomma, le intemerate pubbliche che tanto hanno a cuore i diritti civili di persone che sono il frutto di una sconfitta e di abusi sul terreno della virilità, sono il riconoscimento pubblico di un bisogno che va invece ricercato negli strati profondi della psiche, senza cercare di carpirne il suffragio.
L'abbonamento.
C'è un sistema di utilizzo delle risorse che si chiama abbonamento. E' la versione, fuor di metafore, di tante altre denominazioni - attualmente oltre quaranta - per appellare le mille guise di sfruttamento occasionale del lavoro e dei beni, dei quali anche il lavoro-merce fa parte. Prendi a modello il contratto di lavoro, escludi norme aziendali che siano degne di questo nome, esula da qualsiasi coesione di classe che possa comportare un obbligo o un coinvolgimento e fortifica il minimo sindacale in un abbonamento a tempo indeterminato, alla stessa guisa delle stanze d'albergo, delle sale riunioni, degli interventi di manutenzione. Poi strizza e strippa i tuoi famigli, chiudili nelle mura del tuo castello, evitagli contatti con l'esterno, riduci anche i loro tempi di riposo, perché non possano fantasticare di una vita diversa. Rinnova, alle stesse condizioni, di contratto in contratto, con i buoni uffici di sindacati e partiti in fase trasformistica e rilancia senza posa ogni sorta di bislacca campagna, mentre ti proponi solo di rafforzare la tua rendita e cavalca i tigrotti di Mompracem. Dequalifica, demansiona, riduci all'osso, sfrutta le invidie per uniformare per turni omogenei organizzativamente, i periodi di vacanza, rendendoli monchi nei periodi topici delle richieste, valiti delle convergenti pressioni allo scopo di qualche navigato e sedicente tribuno della plebe. Così, di generazione in generazione, i patrizi e i plebei, al loro servizio, si riprodurranno uniformemente, dando il senso della storicità e della ineluttabilità alle condizioni della nascita.
Che di noi ciascun lo dice..
I flash dei computer che accompagnano la nostra vita e che la impressionano, mi hanno impressionisticamente sorpreso: che di noi ciascun lo dice, che di noi ciascun lo fa. Sono un modestissimo blogger, ma mi è capitato, a suo tempo, di imparare, oltre al menabò, la funzione propagandistica dei redazionali pagati, con i quali, appunto, anziché occupare spazi ben più costosi, per avere visibilità e mandando in soffitta tanti sforzi sottopagati o non pagati presso le redazioni dei giornali, ci si assicura un'intervista. Osservavo, dunque, la riproposizione in PDF di un breve articolo-intervista a rima baciata o a domande e risposte concordate, nel quale il condottiero di un'impresa epica cazzeggiava con un cronista assente. La dimensione presunta dell'articolo, sulla pagina, poteva implicare, ai prezzi correnti, un esborso consistente. Si sa, la vanità non ha prezzo... o costo. Vi si narrava dell'unica realtà economica che anziché esodare, assumeva. Veniva sottolineato che i costi, per questa via, aumentavano ( come se gli esodi fossero gratuiti per le aziende che li mettono in atto ) e poi ci si inoltrava in una comparazione, ammantata di modestia, con i due colossi dai piedi d'argilla del credito nazionale. Di uno di codesti, secondo le stime fornite, ho dedotto che in sei anni, l'organico diffuso in tutta Europa, si è ridotto di 15.000 unità e che si attesta quindi su 155.000 addetti. I quindicimila sono stati esodati a carico esclusivo dell'azienda che si è assunta l'onere completo di una pensione anticipata, compresi i contributi mancanti. So benissimo che gli obesi forzieri internazionali hanno provocato la crisi nella quale ci dibattiamo, in Italia come in Inghilterra e in ..Germania, per la stretta commistione di interessi fra politici locali o di Land e le Banche regionali. Costoro sono, di solito, sottopanza di Ministri e uomini politici nazionali, che, a loro volta, sono al di dentro, direttamente o tramite fidati rappresentanti, dei grossi Istituti, ora anche esteri. Su che cosa si basano, però, comparazioni improprie rispetto a realtà solo figurativamente omogenee? Ma esuliamo, anziché esodiamo, da situazioni ormai alle spalle e concentriamoci sulla paradisiaca realtà, nella quale non c'è bisogno di tagliare il personale perché lo si è già potato all'origine, per trarre frutti dal penoso agitarsi di tanti poveri moncherini. Diminuire ancora, vorrebbe dire chiudere, a singhiozzo, una rete stremata dallo scalpiccio frenetico, dalle ferie assegnate d'ufficio e ricondotte, con ipocrite calibrazioni, a un regime uniforme e sottodimensionato, a un controllo incrociato di pensieri espressi e di comportamenti difformi dai protocolli di regime, nell'ambito dei quali anche le vittime sono complici. Potrebbe, altrimenti, risultare compromesso il trasferimento secco di ricchezza dal basso verso la cima aguzza ed angusta della piramide societaria. Ma, anno dopo anno, mentre gli azionisti vanno in crociera sulle barche private, le maestranze asservite scavallano e coprono le lacune, secondo affinità pseudo-culturali, che le gratificano di chiacchiere, da ripetere all'esterno, secondo un ruolo estetico e di simulazione di status e che le lasciano sistematicamente al palo dei diritti e delle retribuzioni. Si sfruttano le difficoltà, sempre più estese, per crearsi una base favorevole all'indebitamento dei piccoli privati, che, legati per questa via al carro reddituale, lo traineranno, chi più, chi meno, nel corso del tempo a venire. Fare credito per creare debito inerme. Tant'è che, in questo momento, viene trascurata l'impresa trattativista che vorrebbe, sull'abbrivio di un prestigio perduto e della comune avarizia usuraria, continue limature alla condizioni che, altrove, a livello di proposte, "sono molto più favorevoli". Si fa così ovunque nel volatile mondo delle impressioni finanziarie e ciascuno dice o fa dire di se, a conferma delle reiterazioni intra moenia, ciò che più gli aggrada. Ma così come la vanagloria si autoalimenta, anche il denaro creativamente creato, così come appare, repentinamente scompare, senza che nessuno, tranne il mercato, ne sia responsabile. Il mercato non è accusabile, a quanto pare. La recessione produttiva data dal 1973, la stasi retributiva dal 1974. La finanziarizzazione ne è stata la conseguenza, così come la propaganda si è sostituita alla realtà. Checché se ne faccia dire.
lunedì 30 giugno 2014
La realtà è nuda.
Tre giovani israeliti sono stati sequestrati e subito dopo uccisi in Cisgiordania dove facevano l' 'utostop, reduci da un convegno religioso. L'espressione israeliti=ebrei è appropriata perché uno dei sacrificati era americano. Subito dopo il ritrovamento e dopo un breve atto di contrizione, il Governo israeliano ha deciso di annientare Hamas, attribuendole il triplice omicidio, per il quale ci si aspettava, invece, una lunga detenzione ed uno scambio con prigionieri palestinesi, come era avvenuto, dopo cinque anni, per un imprudente caporale dell'esercito. La vendetta biblica, che gli arabi replicheranno e che i costumi tribali - come nel nostro mezzogiorno profondo - associano ai rapimenti od al sacrificio del nemico, sta per abbattersi sui palestinesi, indiscriminatamente. Alcuni attivisti sono già stati relegati a Gaza, a dimostrazione che il campo di concentramento rivierasco, però inaccessibile, è una prigione a cielo aperto per tutti i possibili oppositori dei Giudei. Ridicole note, che vorrebebro essere diplomatiche, mentre l'eccidio sta per ricompiersi, recitano parole di sdegno e di solidarietà, oltreché di condanna verso "coloro che rifiutano il dialogo", identificati questa volta su di un versante solo. Di costoro, contro i tre giovani inconsapevoli di un atroce destino, ne sono già stati uccisi quattro. L'insipienza internazionale verso una condotta insopportabile da ambo le parti, per l'influenza degli interessi petroliferi - non certo nei confronti dei palestinesi - e della potente comunità ebraica di New York ( l'Europa non conta )lascia ancora una volta le parti a misurarsi sul piano della ferocia, in attesa di nuove repliche degli abbracci e della piantagione di alberelli propiziatori, da parte e in luoghi estranei alla contesa ed ai suoi lutti.
I numeri di cui non si terrà conto.
CNEL e ISTAT hanno unito le forze e hanno disegnato un ritratto dell'Italia in itinere lungo il sentiero del suo ridimensionamento, non più sulla base del vecchio contrasto destra-sinistra, ma dell'attuale alto-basso, cioè il ridimensionamento di un'Italia minore, è sottinteso. Dalla documentata e inutile rilevazione emergono soprattutto sfiducia e stanchezza, dovute all'accavallarsi crescente delle difficoltà che, spesso sono solo i nodi che vengono al pettine, di una sistematica lesina impoveritrice, consumatasi in pochi anni e aggravatasi per la riduzione di numerosi servizi, il lievitare del loro costo, la minor qualità delle prestazioni. Se a questo aggiungiamo la riduzione di fatto dei salari, attraverso ogni accorgimento elusivo che la legislazione degli ultimi anni ha fornito alle imprese private e a ciò che residua dello Stato imprenditore, è palese il quadro di crescenti e, per alcuni, insostenibili problemi economici che li vedono relegati in strati sociali inferiori a quelli praticati fino ad oggi, solo perché impossibilitati a sostenere ingiunzioni fiscali tardive, inderogabili e indiluibili, ed a mantenere la propria abitazione solo per inadeguatezza censitaria nell'ambito di condomini che prevedano spese, deliberate a maggioranza, che questa o quella famiglia non è più in grado di sostenere. Dalla rosea società senza più lavoro e paradisiaca, teorizzata dagli intellettuali organici all'editoria propagandistica del modello finanziario, alla società estranea al lavoro per fasce crescenti della sua popolazione, nell'ambito della quale, la subitanea perdita del lavoro stesso, provoca fenomeni di mendicità, sconosciuti nei decenni precedenti. Vi è poi il paradosso per il quale coloro che un lavoro lo conservano, guardandosi le spalle, hanno sempre meno tempo libero per sé, sia per l'intensificarsi dello sfruttamento concorrenziale con i Paesi del terzo mondo, sia per la insufficente retribuzione che non compete più con i prezzi dei beni desiderabili. Dall'analisi risulta chiaramente che quest'Italia, di nuovo minore, è in via di rapido ripiegamento; i migranti stessi sono in calo, checchè non si rinuci a cavalcare questo ronzino spellacchiato da parte di movimenti apertamente di destra popolaresca. I migranti, in cifra assoluta, in Italia non sono tanti, sono 1.300.000 contro i 2.200.000 dell'Inghilterra, i 2.700.000 della Francia e i 3.400.000 dell Germania; sono i nostri connazionali che hanno ricominciato ad emigrare, in treno od in aereo e non su barconi, secondo PIL relativo. Le nascite sono calate ancora per il quinto anno consecutivo e non sono cali dovuti principalmente a decisioni di coppie cassintegrate o altrimenti precarie che non sanno come sbarcare il lunario o di coppie border-line, le une e, soprattutto, le altre desiderose di costituirsi autonomamente una compagnia, una potenziale risorsa e un'affettività; sono spesso piccoli borghesi timorosi di non poter conciliare le prospettive di una classe che, oggi più di ieri, risulterà un miraggio irragiungibile, si dice per i propri figli, si sottintende per sé. Gli indicatori di povertà per le classi precarie sono tutti in crescita, mentre invece tutti i consumi sono in calo. Lo studio è "ricco" di analitiche percentuali statistiche, tutte imperniate sul "meno". Le spese impreviste sono un trauma e il risparmio una chimera. Continuare a far indebitare massicciamente le famiglie, come si propongono a fini reddituali ( per loro ) le banche e le finanziarie, è diventato più difficile, mentre chi non ne può fare a meno vede ridursi il numero dei suoi beni, che spesso vengono venduti a lotti. In pochi anni, la classe medio-piccola della popolazione è già nelle spire di una incipiente povertà, mentre la classe che stava sulla soglia del benessere ne sta rapidamente prendendo il posto. La base della popolazione (ex) lavoratrice dovrà presto riscoprire l'arte dello scambio e del baratto per ammortizzare la penuria di beni.
Colpevoli rimozioni.
Hannibal Lecter esiste, sia pure - talvolta - in forme infantili(?) ed attenuate. Lo dimostra l'impenitenza nel mordere del centravanti della nazionale uruguaiana, tale Suarez. Ma esistono pure altre forme di crudeltà che non so definire scientificamente, ma che attingono i loro significati, in una fase indefinita dell'evoluzione umana e che vengono alla luce- quando vi giungono - dopo la morte impunita dei protagonisti. Costoro, durante la loro vita, sono talvolta dei trascinatori di spettatori, la loro patologia non è mai rilevata, le loro malefatte non sono mai denunciate; l'ambiente che li circonda si mostra omertoso e complice, perchè, che non se ne sapesse nulla è difficile da sostenere. Jimmy Saville. uno dei più seguiti presentatori della BBC, ha stuprato almeno duecento persone, dai cinque ai settantacinque anni, ha praticato sesso con cadaveri negli obitori degli ospedali presso i quali prestava la sua opera di volontario, non ha trascurato abusi sui degenti e sul personale infermieristico, soggiogato dalla sua notorietà e attratto dalla sua presenza nelle corsie. Aveva anche l'abitudine di asportare gli occhi di vetro che rilevava su alcuni cadaveri per farsene dei ciondoli o degli anelli. A ottantaquattro anni è morto, dopo una vita votata al suo piacere insano e sadicamente dominante, rimpianto e celebrato da schiere di seguaci televisivi. Il controllo sociale, nei suoi confronti, non è mai stato esercitato, le categorie che non era in grado di minacciare, lo ignoravano, coloro sui quali riusciva ad esercitare una perversa influenza, lo subivano in silenzio, salvo, a morte avvenuta, cominciare a sussurrare, fornire particolari, denunciare singoli episodi, dai quali la polizia ha ricostruito il puzzle. C'è un intreccio simbolico fra questi atti, etologicamente arcani e l'espressione pubblica, infingitoria e ipnotica di uno show men, a modo suo dandy e fuori di testa come il giovane protagonista di "Arancia meccanica", nello scenario londinese di Jack lo squartatore, nel quale aveva trovato ricetto anche un nostrano maniaco potentino, che, dopo aver ucciso una adolescente sua coetanea ed averne occultato il cadavere per decenni sotto il campanile del Duomo cittadino, così bene che era "sfuggita" a operai al lavoro e a due parroci succedutisi, si era ripetuto con una sua vicina di casa nella capitale inglese. Aveva l'abitudine di tagliare ciocche di capelli, all'improvviso, alle ragazze ed alle donne: l'ha fatto indisturbato per quasi quarant'anni. Con queste mostruosità, evidentemente, si convive facilmente, soprattutto - pare - se circonfuse di notorietà o se espressione ( degenerata? ) di famiglie influenti, anche o soprattutto in ambiti ristretti. Poco importa dei risarcimenti riservati ora alle vittime note, tratti dall'incanto del patrimonio del defunto. Resta sconosciuto l'iter storico-eugenetico, lo stop fotografico di un'evoluzione fissatasi in un'allucinazione, come, circonfusi di pietà che non spiega, esistono casi di trogloditi sedati e inseriti in comunità ad hoc, taluni incapaci persino di espressione verbale, sulle cui negate stimolazioni sessuali si costruiscono retoriche crudeli o pericolose. Se non altro, da questa vicenda, nota solo perchè noto è stato il suo protagonista, si evince che i trogloditi possono essere anche intrattenitori di masse, che gli demandano inconsapevolmente i richiami a quelle cristallizzazioni di inciviltà e di gaudio sadico che in loro sono state solo rimosse.
mercoledì 25 giugno 2014
Faide emblematiche.
Ciro Esposito è infine morto. Quando ho letto del suo peggioramento, a due mesi dal ricovero, l'ho scambiato per un calciatore. Mi pareva che rassomigliasse a Insigne o ad Immobile. L'espressione, almeno, era identica. Si trattava invece del tifoso napoletano, in trasferta a Roma per la finale di Coppa Italia, ferito con un colpo di pistola da uno sconosciuto che lo aveva affiancato, poi da lui stesso identificato in tale De Santis. La Rete è esplosa in contumelie ataviche: i "colerosi", di quando sugli spalti, all'invocazione "Napoli!!!", dalla curva opposta, i romanisti rispondevano "colera". Sembra che la memoria di quel singolo episodio, così comune nelle grandi città - a Londra è endemico - non si sia sopita. " Coleroso muori e io godo!" è l'affermazione di una donna. Gli ultras delle due tifoserie si stanno riunendo per prendere le decisioni ritorsive del caso e già trapelano intenzioni di vendetta spicciola sul primo "romanista" che capiterà ad un "napoletano" di intravedere isolato, come in un agguato. Ogni buon tifoso del Napoli ha l'obbligo morale di uccidere un romanista: come una Fatwa islamica. Fra i diseredati delle subure partenopee e capitoline,il senso di appartenenza e di riconoscimento si fa strettissimo e, nel vuoto prospettico di tante vite insulse, un nemico si configura non nella foggia di una divisa, ma nel colore di una maglia.
Dispersioni.
Al campionato del mondo di calcio, in corso in Brasile, ai peana guerreschi, ai quali fanno seguito barbine figure, si affiancano, trascendenti di tutto, anche delle condizioni di miseria di milioni di locali, momentaneamente messe sotto il tappeto erbaceo, le invocazioni a dio. Ce lo si ingrazia all'ingresso in campo con contriti ma ripetuti segni di croce, accompagnati da un feticistico contatto con il terreno di gioco. Segue il canto ispirato dell'inno nazionale, tanto retorico quanto contraddetto dalle sicure combines di alcuni fra i canterini. Ogni goal viene assegnato all'intercessione divina, lo sguardo si perde verso l'alto. Solo i giocatori africani inscenano un balletto tribale, anch'esso certamene propiziatorio o grato. La matrice sud americana del torneo, cattolica ma interpolata da mille contributi, conservati, modificati o sincreticamente miscelati di antichi riti delle etnie che compongono il caleidoscopio continentale, spicca in tutto il suo barocchismo superficiale e superstizioso. Che "la mano de dios" si serva degli "ispirati" arbitri latini del Mercosur o di qualche asiatico o indoeuropeo FIFAiolo, per tessere la sua trama, è conseguente per chi ha fede. Alla levità di questo costume, che surroga la democrazie, evade dalle competenze e uniforma la corruzione, mescolandola, si ispirano inconsapevolmente le masse colorate dei baccanali inscenati sugli spalti. Eppure si tratta di una simulazione - in tutti i sensi - di imprese agonistiche, che dissimulano la caccia il sacrificio e l'esibizione delle spoglie della preda, anche i morsi di qualche centravanti che non si è evoluto da quando, bambino, litigava e competeva con i denti con i coetanei. Neanche i Crociati furono così teatralemnte ispirati, quando si accinsero alla rapina e allo stupro, per salvaguardare i luoghi santi alla cristianità, senza successo, a giudicare dall'attuale, irredimile, pretestuosa contesa che vede come sostituti protagonisti gli ebrei e gli islamici. Mai la fede fu così ostentata. Nelle ridotte alberghiere, altro è il pathos: la squadra inglese ha passato una piacevole vacanza con prostitute locali che sono state fotografate sui terrazzi dell'ostello, all'alba, ignude. I papaveri della FIFA, burocrati ed ex calciatori, i calciatori stessi, senza o con famiglia al seguito - sono impenitenti fedifraghi - hanno di che sollazzarsi per sopportare la noia: sapendo che il loro circuito è ostruito, i partecipanti ai campionati nazionali più remunerativi, preferiscono darci un taglio e non compromettere la preparazione estiva. Le scommesse pullulano e le schiere coloratissime dei turisti che affollano le non economiche tribune ( di uno stadio o di un sambodromo, poco importa ) gioiscono cretinescamente della loro dispersiva vacanza. Il peso delle Federazioni nazionali influenza, oltreché le nomine, i risultati e, quando i giochi saranno fatti, vedremo un bravo arbitrello dirigere la finale, con saltellante compunzione e rassicurante mestiere.
martedì 24 giugno 2014
Baruffe all'alba.
Ogni mattina, alle ore sei, sul marciapiede antistante la clinica di ostetricia e ginecologia dell'Ospedale Sant'Orsola di Bologna, un gruppo di preghiera e una delegazione di femministe si contendono la manifestazione per la vita, intesa in termini antitetici. Gli antiabortisti, appartenenti alla fondazione di Don Benzi, quello che portava in corteo le prostitute che aveva accolto ed arruolato nella sua congregazione, comprese, come testimonials, quelle ammalte di Aids, recano Vangeli ed immagini della Madonna in attesa di partorire. Spesso fanno incursione nei corridoi dove le pazienti attendono, ignorate e maltrattate da un personale infermieristico, soprattutto femminile, sentenzioso ed offensivo, per tema di essere fuori ruolo nell'assistenza ai degenti e, minacciando le pene dell'inferno, tuonando contro l'inane lotta per la sopravvivenza del feto, distribuiscono anatemi, ammonimenti, incitamenti alla redenzione e Vangeli, alle astanti che, subito dopo l'intervento, con le ferite cauterizzate e un forte bruciore ventrale, saranno dimesse e torneranno a casa con l'autobus. In questa sezione dell'ospedale universitario si va sempre da sole e si torna a casa da sole. Sono estranee alle problematiche personali delle richiedenti, le associazioni cattoliche fondamentaliste, che imitano gli antiabortisti degli Stati Uniti dell'interno, che, qualche volta, dimessi i Vangeli, fanno irruzione nelle corsie e uccidono medici, infermieri e pazienti..per salvare il feto o far subir loro medesima sorte. Parimenti estranee alle necesità concrete ed alle situazioni reali sono le femministe, le attiviste della CGIL e quant'altri contromanifestano in un caravanserraglio di ideologie prescientifiche.
La sottocultura creata dall'assenza di robuste organizzazioni politiche e civili, dilaga in una contesa da pollaio a favore di astrazioni in libertà. Il Governatore della regione Lazio, ha oggi emanato un'ordinanza con la quale intima ai ginecologi obiettori della sua regione, il 90% dove la Chiesa ha una determinante influenza sulle carriere e l'accesso alle numerosissime cliniche private, di prestare tutta la consulenza e l'assistenza che la loro specialità contempla. Saranno ovviamente liberi di non praticare l'aborto, ma dovranno informare, curare e prescrivere tutti i farmaci che inibiscono l'evoluzione dell'ovulo fecondato e che non necessitano dell'intervento chirurgico, come da deontolgia professionale. L'obiezione morale viene rispettata ma si sposta o viene relegata, diranno alcuni, sul piano dei principi, senza più ripercussioni "politiche" sugli interventi legali che sono richiesti. Sono prese di posizione importanti che non mancheranno di sucitare polemiche e capziose interpretazioni, ma le leggi, fatta salva, negli atti, la propria coscienza, non può diluire, fino ad annullarla una facoltà riconosciuta, comunque difficile da esperire, per l'ambiente culturalmente depresso che circonda i luoghi dove si può esercitare e per il prevalente interesse manifesto ad assumere posizioni che spesso si disattendono all'interno dei propri ambulatori. L'aborto pubblico riguarda infatti sempre donne del popolo ed è su di loro, esclusivamente, che si esercita la pressione che non riserverà peraltro a loro stesse nessun aiuto concreto, a parte le chiacchiere e i buoni principi. Il pubblico dibattito, dall'Agorà si sposta nell'aia.
Cannibali.
C'è un certo Suarez, uruguaiano, che passa di squalifica in squalifica, perché addenta gli avversari. Oggi, infastidito dalla ruvida marcatura di Chiellini, lo si è visto saltare, inerpicare il capo e - così sembrava - calare una testata sul nostro difenzore. In realtà stava avventandosi, come un predatore, sulla spalla del mediano, per addentarla a morte, come risulta dalla chiostra perfetta impressa sulle carni pur protette dalla maglia. Gli uruguaiani sono sempre stati celebri per la loro tradizione di picchiatori e, in questa occasione, si sono superati o, per lo meno, si è superato, confermandosi, il dentato centravanti, per il quale il suo fisioterapista ha sospeso la chemioterapia. A Suarez serve un etologo che ne ricostruisca le latebre incompiute della sua evoluzione; in lui l'agonismo senza razionalità, un'istintualità strana, da predatore, prevalgono su tutta la congerie di scorrettezze, dissimulate o violente, che caratterizzano questo mondo di primitivi, partecipi di un mondo greve, fatto di disonestà sistematica e di partite truccate. Dopo il lavacro di calciopoli, i nostri arbitri, che erano fra i più compromessi, sembrano i più affidabili: se si paragonano, infatti, gli arbitraggi degli ultimi campionati con i palesi favoritismi esibiti in questa fase eliminatoria dei campionati del mondo per squadre, non si può fare a meno di constatare che in moltissimi paesi esoticii, calcisticamente e non, la corruzione e i favoritismi la fanno sfacciatamente da padroni. A tutto questo non è estranea la FIFA, che, come i calciatori, alle sue scandalose prebende associa le tangenti che servono a favorire questa o quella magnificenza di Governi di popoli poverissimi od arretrati. I campionati in Quatar, coperti mediaticamente da Al Jazeera, insieme alle guerre imperialistiche ed alle prodezze del terrorismo islamico, da chi saranno egemonizzati? Avremo qualche nazione araba almeno nelle semifinali del torneo, come è capitato tutte le volte che gli inutili, costosissimi e monocordi tornei, sono stati indetti in luoghi per l'innanzi ai primordi della abusata e popolaresca specialità. I cannibali non sono solo in campo e spesso addentano mazzette di denaro, icone grossolane dei tempi che corrono e dei valori comprensibili in questo contesto.
lunedì 23 giugno 2014
Disordine mediatico e commerciale.
La battaglia, a colpi di diffide - due incrociate in un solo giorno - fra Sky e Mediaset, scopre il gioco degli interessi incrociati ed "istituzionali" fra il renziesmo e il berlusconismo aziendale, sullo sfondo delle riforme del sistema politico e parlamentare. Fino a ieri, era aggiudicatario dell'asta sui diritti televisivi, relativi al corrottissimo mondo dello spettacolo calcistico., chi offriva di più. Da quest'anno, in omaggio ad una par condicio alla rovescia, cioè a favore del biscione, non si vuol più attribuire la licenza a chi può pagarla di più e, presumibilmente, offrire il servizio più ricco, ma va ripartita, divisa, fra i due soggetti commerciali concorrenti, a prescindere dalle disponibilità economiche di ciascuno. Quindi Mediaset sarà aggiudicataria del campionato italiano di calcio nonostante la riduzione implicita delle royalties alle società e moltiplicando, quindi, in relazione all'esborso confacente alle sue possibilità, il guadagno esponenziale, diretto e pubblicitario che ne conseguirà. Torneranno gli spot a gioco fermo dei primi anni di TV commeciale, quando, più di una volta, veniva oscurato il goal in diretta? A parte questi aspetti, che devieranno la polemica dell'utente dalla politica, ecco un altro esempio della falsità di ogni proposito moralizzatore e della sedimentazione di un riapprestamento del preesistente apparato, sulla base dei reciproci favori e dei "comuni" interessi. Fu così, sotto traccia, anche all'epoca del dualismo veltronian-berlusconiano di cui Dalema si fece solo mentore. In spiccioli, dal prossimo autunno, le migliori energie degli italiani saranno mobilitate in un'integrazione di abbonamenti-riempitivi.
Renziadi.
Il grullesco Presidente-Sindaco con il suo Cardinal Mazarino, sindaco a sua volta, cioè nominati sulla base del dosaggio tosco-emiliano all'interno del PD, che ha visto il designato raccogliere tutti i suoi consensi in Emilia-Romagna, insiste, da buon cattolico, nella controriforma, più dichiarata che attuata, delle Istituzioni parlamentari. Quando ho sentito parlare di un Senato da cento membri, mi sono detto: è stata anche una mia modesta opinione, sulla base, ovviamente, del Senatuspopolusqueromanus. Una camera alta, deputata alla doppia lettura di qualità e competenza. Ebbene, come se ne viene fuori il gigione? Un Senato di cento membri, nominati dagli Enti locali che, così, potrebbero sbarazzarsene, mandandoli a malaffare in Parlamento a rinforzo delle mille malefatte, grandi e piccole, di cui si sono resi protagonisti, in loco, dai rimborsi gonfiati e malimpiegati, all'Expo, al Mose e via sprecando. Tanto è vero che costoro, non si vede in base a quale principio anticostituzionale dovrebbero esere esenti dalla giurisdizione. Loro e solo loro (per ora ). Si vuole decentrare il malaffare? Sembrerebbe di sì. Lo si vuole articolare in forme aggiornate e più elastiche, come usa dire, flessibili? Si tratta allora non di una rottamazione, bensì di un ripristino diffusorio e dissimulatorio della vecchia, anzi eterna politica italiana, in un'apoteosi di motteggi e sberleffi incompetenti - vintage democrstiano - da meritare una immediata cassazione. Vedremo come evolveranno le cose, ma il renzismo deve finire senza apportare i danni promessi e finora non attuati.
Fantasmagorie.
Che George W. Bush non fosse un genio lo si era intuito, dopo la sua nomina a Presidente da parte della Corte suprema degli Stati Uniti, sull'effettivo vincitore, Al Gore. Catapultato dalla ripresa in diretta dell'attacco alle Torri gemelle, in una realtà sconosciuta, mentre da due mesi non si risolveva a prendere possesso della Casa bianca, preferendole il suo ranch, nelle ore immediatamente successive al raid, in teleconferenza dal suo aereo Air force 1, si intratteneva con i suoi non più qualificati collaboratori, su quale Paese arabo attaccare per primo, mentre si elaborava su due piedi una sequela di inziative belliche successive, che avrebbero dovuto portare al sovvertimento di cinque potenza regionali arabe oltre a quella iraniana. Gli effetti di tanta irrazionalità si posono constatare oggi che il jiadhismo, non più contenuto dai regimi laici, ancorchè dittatoriali, si sta impossessando di alcune importanti regioni petrolifere dell'Iraq, accompagna il ritiro delle truppe americane in Afghanistan e tracima in tutta l'Africa. La debacle irachena balza agli occhi: l'esercito regolare, ricostituito dopo la deposizione e l'assassinio legale di Saddam e dei suoi due figli maschi, viene decapitato dai rivoltosi, non in senso metaforico, ma fisico. La prova è recente: 1.600 corpi decollati e sepolti di soldati regolari sono stati rinvenuti. E' presumibile che esistano altre fosse comuni che ne possano ospitare altri. La prudente amministrazione Obama sta per mandare sul campo trecento specialisti e un numero imprecisato di droni, per cercare di contenere le acquisizioni dei rivoltosi islamisti. In Afghanistan, poco dopo averlo abbandonato, gli americani dovranno ritornare, se vorranno assicurarsi, attraverso il controllo della sola capitale, il contenimento del nuovo nemico globale che, con la solita insipienza diplomatica, si sono creati, dopo che era venuto meno quello sovietico. Dovranno cioè presidiare territorialmente i loro avamposti, cone fecero ( e continuano a fare ) sul territorio europeo dopo la fine della seconda guerra mondiale. Presidi a cui sono costretti o che sistematicamente ricercano in un ininterrotto gioco di dominanza?
domenica 22 giugno 2014
Sensazioni.
Col passare del tempo biologico della nostra vita si riducono le facoltà di nuova compagnia. L'incalzare delle nuove generazioni ( scarse ) occupa scrivanie, automobili, opzioni vacanziere: non è la vita, ma nelle sue rappresentazioni ci confina in interpreti del muto. Almeno così sembra, col succedersi delle stesse opportunità o meglio con il riproporsi delle stesse opzioni che la società contempla e che paiono, meccanicamente, emarginarci, fino alla conclusione utilitaristica del ciclo, a cui, filosoficamente, attribuiamo "regole" etologiche. A suggellare la nostra sopraggiunta inanità, intervengono le malattie e le inadeguatezze fisiche e mentali, che ci relegano nel ruolo di molestatori delle ripetitive ritualità familiari. Così si entinguono le nostre potenzialità e, con esse, il nostro futuro, dato che il tempo è una pura convenzione che è scandita, diversamente per ciascuno di noi, dalla genetica e dalla biologia. Nell'ecosistema evoluto della sociologia che ci si applica, la ricerca spontanea della compagnia e dell'amicizia, si accompagna ad un'adesione acritica ad ogni sorta di ripetuta convenzione, aggiornata agli usi che l'evoluzione o la primitività dell'economia suggeriscono e, su questa base, si tracheggia verso gli esiti attesi, in un profluvio di commenti stantii che, con "consapevolezza e responsabilità", conduciamo ed induciamo nei nostri figli e sui quali ci misuriamo con le altre famiglie. La concentrata edizione eliminatoria delle prodezze calcistiche si ripropone nell'inverno brasiliano che non conosce temperature inferiori ai trenta-trentacinque gradi, con tassi bolognesi di umidità. E' chiara la forzatura corruttoria dell'evento, che ha drenato risorse ingentissime ad un'economia oligarchica, ha provocato tanti sacrifici di uomini-schiavi nei cantieri e che è influenzata, se non determinata nei suoi esiti, da biscazzieri internazionali. La polizia cinese ha arrestato, con due incursioni successive, trentanove persone nello stesso albergo, che avevano costituito una sala operativa per le scommesse,non solo sui risultati finali, su quelli parziali ed il numero dei goal, ma anche sui cartellini gialli e rossi, sui rigori assegnati ed i calci di punizione vincenti, coinvolgendo, evidentemente, arbitri, guardialinee e comportamenti dei singoli calciatori, non rilevabili empiricamente. Sugli spalti, un oceano di turisti, provenienti anche dai Paesi più poveri o chiusi nelle spire della dittatura del mondo, affollano interi settori degli spalti, a prezzi, per tagliando, pari allo stipendio minimo brasiliano di un mese. Chissà che categorie reali della società di estrazione, morale soprattutto, sono prevalentemente rappresentate sugli spalti? Ho conosciuto il fidanzato di mia nipote: perfetto. Sembra il fidanzato di Chiara Stasi. Aspirante ingegnere, sorriso di costume, essenzialità, nessun interesse reale alla conoscenza, fretta di filarsela con la fidanzata. Quanto alla fidanzata, devo osservarne con attenzione gli atteggiamenti. La Tv manda la cronaca di Algeria-Corea del sud. Due nazionali del terzo mondo che giocano una partita senza presunzioni né tattiche. Indomiti, rendono appassionante la contesa, con belle trame e senza mai mollare l'osso. Sono, anche per questo, due realtà del terzo modo; anche la Corea capitalistica, con i suoi supporters con la bandana della Coca Cola e il nastro a pois di Minnie a cingere il capo alle ragazze.
venerdì 20 giugno 2014
E' sempre tempo di..pericolose illusioni.
Il tempo della caccia alle streghe è ritornato. L'informazione generalista sentenzia che i files trafugati meritoriamente da WikiLeaks contengono le prove della grande congiura finanziaria che ci sta immiserendo economicamente e civilmente. Una riedizione del "Protocolli dei Savi di Sion". Così facendo, si oscurano le cause della crisi, certamente indotta dalla finanza e favorita da protocolli internazionali, ma da questo a mistificare una riunione di iniziati tutti tesi alla creazione di una situazione preidentificata e costruita con infallibile consequenzialità, ce ne corre. Neppur Dio ci ha fatti perfetti ed abbiamo dovuto elaborare fantasmatiche dottrine giustificazioniste. La finanziarizzazione dell'economia ha sostituito, fin dal 1974, la caduta della produzione industriale e dei consumi: da questa data inizia la stasi delle retribuzioni. Gli Stati, ancora sovrani, preso atto di questa situazione si sono rifugiati nel surrogato finanziario ed hanno consentito alle banche, alle grandi banche, soprattutto statunitensi e tedesche, di creare denaro fittizio attraverso i derivati che, rispetto alla loro funzione di calmiere dei prezzi agricoli, avevano assunto le caratteristiche di scommesse senza sottostante, basate sulle impressioni e sui calcoli statistici, insomma una specie di video gioco. Il precipitare di cui solo da qualche hanno ci rendiamo conto, ha avuto la sua origine nella perdita della facoltà di scambio fra le merci e il denaro che ne stabiliva il valore e, per un soprassalto di idozia che spesso coglie noi umani, illusi nuovamente da qualche infantile ipotesi di felicità, ha creato un risucchio vorticoso che ci sta ancora trascinando verso un fondo da cui non abbiamo ancora cominciato il percorso contrario. In assenza di soluzioni praticabili o della volontà di non esperirle perchè contrarie alla predominante ideologia liberista, qualche colpevolizzazione, un possibile capro espiatorio, ci illudono ulteriormente.
giovedì 19 giugno 2014
I principi alla prova dei fatti.
Un bambino down di nove anni, dopo un solo giorno in un centro estivo, allestito a Roma per i fanciulli liberi dagli impegni scolastici, è stato allontanato dalla struttura con un decisione genericamnente giustificata. Il centro è a pagamento e il suo direttore non ammette di temere che parte della sua clientela possa emigrare per altri lidi. Non diversamente, quindi, dai luoghi deputati alle ceriminiosità private di questa classe sociale, di quella setta religiosa o di quella comunità di ideologicamente ed ipocritamente affini, non appena si esce dall'alveo della pedagogia modernista, o, per meglio dire, delle strutture no-profit, per altro sostentate, direttamente o indirettamente, dal pubblico denaro, ecco che la speculazione esclude, riforma, espelle ed emargina, per puri fini di lucro. Ovviamente, le ragioni farfugliate sono altre, reperibili nelle mille cortigianesche sfumature della lingua italiana, che, nel formalismo dei farisei, presumerebbero di confondere la realtà fattuale. Il brutto bambino non aveva comportamenti abnormi, ma stava lì, in mezzo ai normotipi, col suo faccione sorridente eppur inquietante, rivelatore della deformazione genetica incapace di spegnerne la gioia ingenua e l'affettività, ma non in grado di competere con l'algida sicurezza di una capacità cognitiva doppia, a dimostrazione che chi ha la testa ( ma quale, spesso? ) non ha cuore e, purtroppo, viceversa.
mercoledì 18 giugno 2014
Ascesi immaginifiche.
Non ci crederete ma nell'Ucraina russofona, combattono al fianco delle milizie reduci dalla Cecenia, volontari di altre nazionalità: le più disparate: Fra costoro, seguaci di un filosofo locale che mischia apparenti nostalgie comuniste con archetipi nazisti, alcuni italiani, organizzati in milizia nazionale e rappresentati da un tricolore con al centro la stella rossa del socialismo che fu al potere. La confusione mistificatoria del guru ucraino di tendenze russofile non è importante; quel che colpisce è che a rimpolpare le brigate sedicenti rivoluzionarie, in realtà ripiegate all'indietro e all'indietrissimo, accorrono giovani devoti di pensieri astratti e battaglieri, in una sorta di monachesimo templare. Gli italiani erano accorsi in Spagna per opporsi al poi vittorioso franchismo, ma almeno erano inquadrati nelle organizzazioni internazionali comuniste; Garibaldi, come il Che Guevara, ritentò l'insurrezione, vittoriosa in Italia, in Sud America. Fino alla fine, si direbbe, in una continua ricerca di un nemico ideologicamente immaginato, al fianco, come falangi suicide, di ben altre e concrete intenzioni. Dalla Legione straniera, per combattere all'ombra di una bandiera, alla bandiera rattoppata di un'Italia particolare, nella quale i miti dell'internazionalismo e della solidarietà di classe, si confondono con il pastrocchiato pensiero di un improbabile "maitre a penser" ucraino.
Il caos della natura e la difesa di ciò che non conta.
Angelino non ne indovina una: fa rapire la Shalabayeva e la Bonino la fa rientrare, si fa scappare Dell'Utri e il Presidente libanese lo estrada con l'ultimo atto del suo mandato, esulta per l'arresto di un ancor presunto colpevole e suscita la stizzita replica del Procuratore della Repubblica competente, per una serie di "vulnera" alle guarentigie innocentiste degli imputati, che non mi hanno convinto più di tanto ed alle quali lui ha replicato accusando le Procure stesse di essere una sentina di delazioni giornalistiche. Sul furbastro Angelino, ma non per le sue gaffes, stanno calando le mannaie della vendetta di Forza Italia e di qualche suo compagno di centro-destra, prossimo a sostituirlo. Il suo partitino non conta niente nella contabilità Renzie-Berlusconi, che forse non conterà più, se si riuscirà a fare un accordo con il M5S. Nel paese di Yara Gambirasio, nel quale nessuno si era accorto delle attenzioni morbose di un padre e marito, alle analisi dei RIS e del DNA dell'imputato, la madre replica che il suo concepimento deve considerarsi maritale; con l'autista dell'auto pubblica del paese scopava in macchina e basta e mai avrebbe accollato al coniuge il frutto della lussuria privata. E' probabile che, se anche le risultanze dovessero essere incontrovertibili, continuerà a gridare l'estraneità del suo drudo dalla discendenza con pedigree. Rivendica la tua privacy, cara signora e il rispetto delle tue scelte: tu non hai ammazzato nessuno. Il giudizio degli estranei alla tua vicenda non conta nulla. All'ospedale Pertini di Roma continuano a scambiare le provette con gli embrioni da impiantare negli uteri omologhi che, invece, risultano alla fine eterologhi, con le coppie onanistiche che li rifiutano, come se la maternità e la paternità si fondassero sugli ingredienti domestici, coniugali e non sulla volontà e la capacità di accompagnare la crescita di un cucciolo. In questa foia generatrice si confondono le leggende su una improbabile sintesi di geni e di sangue.. come si dice. La natura ha posto rimedio a queste piccine pretese e il personale del Pertini provvede sistematicamnte a sparigliare le certezze di tanti coglioni - nel senso di gonadi - che si vorrebbero riprodurre.
martedì 17 giugno 2014
Gesti volutamente incomprensibili.
Yara Gambirasio, quattro anni dopo, trovato un uomo,figlio naturale di un autista del medesimo paese nel cui circondario è avvenuto il delitto. Una confidenza o una vanteria, rivelata dal destinatario dopo decenni da che l'aveva ricevuta, ha indirizzato gli inquirenti ad una donna ottantenne alle quale è stato applicato un tampone salivare, con caratteristiche compatibili con il DNA tratto da una maccia di sangue trovata sugli abiti della vittima e che non le apparteneva. Ecco chi è il figlio dell'autista. Un quarantaquattrenne muratore, padre di tre figli. Non sono cronache metropolitane inglesi o nord americane, riguardano invece la campagna, i paesi dove tutti si conoscono, si dice. Sabato sera, prima di recarsi alla partita con amici in un pub della zona, un marito e padre benestante della provincia a cavallo fra un'inclita cittadina e il capoluogo lombardo, prima di uscire di casa, ha fatto l'amore con la moglie, l'ha sgozzata e poi ha ucciso anche i due figlioletti di cinque anni e venti mesi. Decisamente, un'intenzione di piazza pulita rispetto a tutta la sua vita precedente, che l'ha portato a perderla e a farla perdere. Non sono certo che si tratti di fenomeni recenti, nei quali individuare un travisamento dell'ego, del super ego e finanche dell'es, nelle sue espressioni utilitaristiche che, con razionale analisi, la polizia scientifica smonta quasi sempre. Dico che non sono certo della novità antropologica di questi eventi, perché sospetto che si faccia pubblictà solo ai casi più emblematici dal punto di vista dell'apprezzamento sociale comparativo - tanto è vero che i magistrati si sono lagnati delle pubbliche vanterie del ministro Alfano e lui dei dettagli svelati ai giornalisti, mentre si ometta la piccola ma violenta e, talvolta, anche omicida, cronaca quotidiana dei deliri domestici. Chi, per anni, ha fatto la guardia medica, all'inizio della sua carriera, al pronto soccorso di un ospedale cittadino, mi ha parlato della processione di tumefatte, ferite a bottigliate, nel corso della notte, prima che il chiarore riportasse le apparenze alla consuetudine. Le bambine, un tempo, non avevano caratteristiche da atlete o madamin, da studentesse o, comunque, da omogeneizzate potenzialmente borghesi e non ci si preoccupava più di tanto se qualcuno, in paese o fra gli amici, si prendeva delle precoci confidenze: a dodici anni, nel diritto civile che ho studiato, ci si poteva sposare, assumendo, ispo facto, la maggiore età. Solo il rifiuto, la resistenza, senza cedimenti, causava la morte della vittima, due volte. Altrimenti la vittima subiva e taceva. Anche chi aveva visto, sentito, capito, faceva finta di niente. Chiara Poggi e il suo algido-fidanzato assassino, inafferrabile sul piano probatorio, Sara e Omar, mi pare, che fanno la posta alla madre ed al fratellino di lei, mente e promotrice del delitto, e li eliminano, mentre il padre che rientra tardi, la scampa. Nel passato recente, Vilma Montesi, Rina Fort, più dappresso Elisbetta Cesaroni, anche lei senza giustizia. Sollecito-Knox, con condanna solo nazionale, il caporale-istruttore e chissà quanti episodi ancora mi sfuggono. Le prostitute - termine riduttivo di una condizione comunque disumana - immolate, non solo dalle conventicole che le organizzano e che le sfruttano, ma anche da clienti ritualisti, come in certi film porno per ricchi amatori, nei quali alle sevizie si accompagna, per eccesso o perché ricercata, la morte. Gli omicidi seriali, celebrativi di archetipi nascosti di morte, di paganesimo sacrificale. Non mi interessavano e se ho cominciato a memorizzarli è stato solo per la loro, ormai normale, ripetitività. E' tempo di cominciare a spiegarli, non con sociologica assertività o con criminologica dottrina: bisognerebbe, lasciando a chi ha questo compito, di giudicare, addentrarsi nei meandri ambientali, familiari, personali e storicamente personali e nelle sinergie o nei contrasti ed irriducibilità, che si creano fra questo e quel profilo psicologico e spiegarne le ragioni, casomai secondo una logica etologica o propria alle circostanze ed ai caratteri, alle psicopatologie della vita quotidiana che ci sono certamente e non vanno lasciate alle latebre del pregiudizio e della facile sentenziosità, come capitò al freudismo, fino a non molto tempo fa inviso all'Italia cattolica, scaturita dal fascismo, dopo l'ultima guerra. . Non lo si fa, invece, perchè si teme di mettere un sigillo, un imprimatur, su fatti che si preferisce lasciare ai luoghi comuni, pieni di complici omissioni, della gente.
Radicalità inconsueta.
La rapida evoluzione delle inchieste giudiziarie sulla corruzione endemica di questo comico Paese, si sposa con calibrata sequenzialità e temporalità, con l'incontrastato processo demolitorio della politica. Fin da Tangentopoli, solo dopo la fine della Guerra fredda, l'azione giudiziaria, di rito ambrosiano - quello capitolino resta di riequilibrio e di stabilizzazione - punta e colpisce alcune maxi-truffe, perpetrate all'erario, da ogni sorta di amministratori che siano in grado di appaltare grandi opere. Nel caso della Torino-Lione, però, ci si limita, per ora, a preservare la fattibilità dell'opera, al lordo delle tangenti ed a carcerare gli oppositori. Probabilmente, le tangenti sono solo un aspetto del reticolo vischioso promotore delle uniche opere industriali e ingenieristiche che ancora si svolgono in Italia, essendo defedata tutta l'attività privata, per mancanza di credito. Anche nella parsiomoniosa Banca Carige, il figlio dell'amministratore delegato accusava il padre di essere un cleptomane compulsivo e se ne chiedeva l'utilità: se si fosse limitato a mettere da parte due milioni, anziché rubare su ogni intermediazione, nessuno se ne sarebbe occupato. Resta il fatto, ormai storicamente coerente, che l'azione della magistratura, della quale numerosi esponenti approdano in Parlamento, fino ad occuparne, subito dopo la prima elezione, lo scranno più alto dopo quello del Presidente della Repubblica - provenendo dalla Procura di Palermo, non da quella di Urbino - accompagnano con vigore, pari alla pigrizia antecedente, l'opera di demolizione dello Stato, infliggendo ferite rimarginabili all'impenitente mondo del crimine e della corruzione - che poi è un crimine anch'essa - ed emorragie mortali per partiti storici, sostituiti da altrettante associazioni, dedite solo all'arricchimento personale. E', fra l'altro, una strana ed incongrua versione del capitalismo, come una fonte da spremere per eguagliarne i fasti e per tenerla su di un piano di parità, mentre ci si prosterna, con patologica riflessologia a tutto quanto ce ne viene dall'esterno. Ora, se è pur ovvio che la responsabilità della corruzione è dei corrotti, tanto improvviso spirito di giustizia, in un Paese privo di moralità che non sia invidiosa astiosità, suscita una curiosa e crescente perplessità. E' come se gli elementi che sorreggono la società, almeno formalmente, si fossero separati in un arcipelago senza più contatti reciproci. Può darsi, ma e strano.
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