domenica 30 ottobre 2011

Milone

Il ritorno dell'informatico Giuliano ha richiamato alla nostra sopita coscienza, la necessità, per i neo catecumeni, di apprendere dogmaticamente i canoni del verbo, senza che alla ragione venga riservato alcun ambito d'autonomia.
Tra non molto, caro Milone, dovremo tornare a scioperare per cercare di contrastare la deriva, ambivalente e contraddittoria, dei provvedimenti in cantiere per tacitare l'Europa; provvedimenti subdoli ed insinceri, strumentalizzando i quali, si cerca solo di ristabilire un volgare privilegio di classe ( volgare soprattutto in rapporto alla qualità dei suoi componenti ) , schiacciando prima e criminalizzando poi, il popolo non devoto.
In azienda, non solo non sussiste la minima coscienza sindacale, che non sia vicaria e subordinata, ma neppure il senso di appartenenza ad un mondo del lavoro che vada oltre gli angusti confini morali e mentali di chi ci ha sottratti alla precarietà ed al bisogno essenziale.
I titoli di studio saranno pure inflazionati, ma la formazione critica è sempre più evanescente e le più inaccettabili parole d'ordine vengono assunte a faro dell'esistenza, a fondamento dell'educazione delle future generazioni, che, fortunatamente e come sempre accade, ne faranno un uso imprevedibile.
Parlavo ieri di un certo modello ideologico che sottende all'interesse materiale e induce comportamenti e pensieri. Già in passato ne avevo fatto cenno, ma ora vorrei sottolineare come, nei nostri riti, la presenza riservata dei costumi massonici sia costante e pregnante. La riservatezza che sconfina nell'omertà, la vocazione a risolvere all'interno del chiuso mondo degli inziati ogni controversia, potenziale o in atto, l'assenza di interesse agli avvenimenti che inscrivono anche la nostra realtà, l'induzione di comportamenti virtuosi che sono criterio di esclusione dei profani, non possono essere accidenti casuali.
Già la stessa nascita, trentennale, di una struttura bancaria, braccio finanziario di un pre-esistente Gruppo industriale, risultò, all'epoca, troppo anomala ed in contrsto sostanziale con la legge bancaria, per non aver goduto di qualche protezione di Loggia, verso un'entità ancora in bozza che si prestava a rompere un diaframma a tutela dell'autonomia dei comparti economici.
Saluto, pertanto, con una ideale stretta di mano fraterna: tre rapide pressioni con il pollice della mano fra l'omologo dito e l'indice del compare, per significargli che io "non so...né leggere...né scrivere".

Milone

Giovanni decollato - che qualche volta dimentica di svitarsi la testa, entrando - è nero come al solito, ma al piano superiore. Nell'ora dell' abbeveramento comune, è uscito per il suo primo caffé affidato. Lo davano in crescita a Casalecchio e così pare che sarà. Ultimamente, mentre cresceva, ha sostituito tutti, di tutto, di più: chisà se l'attuale è una crescita stabile o se dovrà supplire all'assenza della prossima mamma e, acquisita anche questa caratteristica, dovrà compensare le consuetudini riproduttive aziendali?

La caratteristica che avevo attribuito alla penultima RDE è tipica del ruolo. Ora che l'attuale preposto è spesso in ferie con la fidanzata o in missione con e per l'azienda, il direttore dimidiato si fa relazionare dal Referente contabile delle imprese, che, tre, quattro volte al giorno, all'apertura, prima e dopo l'intervallo ed in chiusura, si porta sulla riva dei bruti e corregge, ammonisce, petula, monitora e controlla, come le servette goldoniane.
Mirandolina 2.

Da tempo è chiaro che ogni attimo della giornata lavorativa - che per molti si prolunga oltre il previsto - deve essere proficuamente impiegato. La tradizionale guerra tra poveri, che in altri ambiti si esplicava nel soppesare benefici comportamentali o di carriera, da noi si esprime, invece, nella delega al reciproco controllo ed alla sua incentivazione produttiva.

Anna dei miracoli non ne può più. Entrando si è informata sull'avviamento del riscaldamento.
Nessuna pietà a Sparta!

Ma insomma, Milone, è tutto negativo al Credem'a me? Nient'affatto, amico mio. Nella media - purtroppo - senza una salda presa regimentare, gli usi e costumi - fatti salvi i casi di cointeressenza e di privilegio - si attesterebbero su grossolane metodiche. Dal caporalato si passerebbe al nonnismo, dalle semplificazioni alle brutalizzazioni. Il vecchio Maramotti conosceva il suo pollaio e lo preservava dalle faine. Questo, però, in tempi recenti ed in supporto al reggiano Prodi, non gli ha impedito di "metterci" dei soldi per evitare che l'alta velocità bypassasse Reggio Emilia. I suoi eredi prediligevano e prediligono, invece, le sfilate di moda e il chiaro sentore di orbace e marzialità ne era e ne è un corollario ambientale. Già durane la seconda guerra mondiale, molti titolari di case di moda inclinavano, per clientela, ambiente nazionale e internazionale, al fascismo ed anche al nazismo. Coco Chanel aveva anche, per amante e sponsor, un razzista nobiluomo francese. Un vilain, allora come oggi, componente del Senato de la republique, composto dai latifondisti della spopolata provincia gallica. E' da lì che vengono i canoni che vincolano la coscienza degli affiliati, che vi si attengono, temendo, altrimenti, di dover subire una sistematica repressione e, se giovani, di non poter coltivare la speranza di un soddisfacente cursus honorum.
E' questa la genealogia della/e morale/i.
Ma la morale non deve essere l'adeguamento opportunistico ad un principio atemporale e astratto, bensì l'individuale maturazione di un pensiero, contraddicendo il quale la persona non sussisterebbe.
Come, infatti, quasi sempre, non sussiste.

Di tanto in tanto, si fa viva la struttura reggiana della FABI che, dal secondo tavolo, nel quale è relegata, stringe accordi con l'azienda che la trimurti contesta ed a cui sembra attribuire la condizione storica delle relazioni sindacali. In ambito reggiano, non so se per influenza propagandistica o per realtà che mi sfugge, molti le attribuiscono una filo-aziendalità ancora più accentuata di quella della CISL.
Non lo escludo.
Per entrare e per consolidarsi, troppi farebbero carte false, ma alla morale dei competitors non credo. D'altra parte, il nostro è un sindacato autonomo, che si amministra su base provinciale e basa le sue gerarchie, un po' come le aziende, sulla "raccolta" e non sulla politica.
A bientot.

mercoledì 26 ottobre 2011

Milone

Meno di due settimane e Anna dei Miracoli si ritirerà per maturare l'Evento.
Un'americana, quando sente l'ordinario fischio della bussola, fugge terrorizzata, in cerca di un altro cambiavalute. Una volta tanto. l'effetto spaventapasseri ha funzionato.
Anna la Gravida di passione e di responsabilità, deve aver ricevuto la visita di un angelo che intercalava il suo dire con ripetuti "veh!", evidentemente un angelo reggiano.
La prescelta disse: "sia fatto di me così come vuolsi colà dove tutto si puote" ed ha coniugato la gestione commerciale e la gestazione biologica, forte dei noti valori.
Con la mediazione del Cappellano, vindice dei medesimi valori a livello di usufrutto popolare, ha contrattato informalmente un mese di perperio aggiuntivo, forse comprensivo di un razionale svezzamento. per allora, avrà trovato a chi lasciare il nuovo concittadino e non sarà costretta a portarselo al lavoro. Le avrà fatte le ferie? Le farà a Novembre? Secondario.
Entra una signora, palesemente disturbata, che ieri ha tentato inutilmente di telefonare dai nostri terminali ad Amnesty international - tranquilli, sede di Bologna - e mi ha spiegato che, a casa sua, il telefono è sotto controllo, nel senso, addirittura, che non riesce a comunicare con nessuno. Le sue viste personali ai numeri negati non hanno sortito effetto e il suo avvocato le ha suggerito di "fregarsene". Prima che la giustizia trionfi, si dedica allo shopping: un paio di stivali antisdrucciolo, due guanti eleganti e un regalo natalizio.
Christian 1° ha cambiato domicilio e deve aver finito le camicie pulite, perché oggi sfoggia una canotta e un golfino a "V" che sanno tanto di improvvisazione. L'emancipazione dalla mamma si paga, almeno inizialmente.
I preziosi colleghi devono essere raffinati ma anche cagionevoli. Da dieci giorni girano incravattati e insciarpati negli eleganti locali della Sede. Così superano il problema della mancanza di attaccapanni e si riguardano circa possibili afonie, mentre sono impegnati a concorrere con Findomestic nei prestiti al consumo.
Sessantasette anni per andare in pensione: la vecchiaia, da modo di dire, prende sostanza, così come diminuiscono statisticamente le previsioni di spesa per lo Stato, sotto l'occhiuta supervisione della figlia di un Pastore luterano e di un immigrato ungherese, praticamente un gitano. L'opposizione dice che se Berlusconi si dimettesse, si potrebbe "prendere in considerazione l'ipotesi".
Solo lo spellacchiato Leone della Lega, ex disoccupato ed ex comunista, tiene duro. Speriamo che si mantenga, anche stortarello e sclerotico. Alla foce del Po, la nostra ultima frontiera.
Baby pensionati che foste, esodati di tutte le risme, fedeli alla biblica concezione del lavoro, ma non all'evangelica espiazione, siete stati, siamo solo figli del Fato, o meglio, degli accomodamenti clientelari di questa Italia, unita solo nell'opportunismo.
Sento alle mie spalle, un gaio collega che spiega ad un altro, che si autoattribuisce un'altissima spiritualità, come si fa ad evadere il canone RAI.
Non poteva essere altrimenti.

domenica 23 ottobre 2011

Milone

Oggi piove, Milone. E' la prima vera giornata autunnale per colori ed umori.
I soliti noti latitano. Tranne quelli che vivono o lavorano nei paraggi, non si vede nessuno.
Di tanto in tanto transitano davanti a noi pochi arcigni, diretti ai loculi dell'alta finanza evasiva e non sempre colgono il nostro sorriso stereotipato, bensì qualche sbadiglio, qualche stiracchiamento. Mi capica di canticchiare, quando, inopinatamente, intravedo qualche grifagno profilo. . Imbarazzato, mi ricompongo, saluto, faccio ciao con la manina, senza che loro mi degnino della minima attenzione.
Detto fra noi, della loro attenzione...Dietro la patina consolidante dei soldi, si intuiscono abissi di inconsapevolezza, baratri di rassicurante ignoranza.
Passa, per fortuna, il presidente dell'Associazione degli O...., un pasquinotto sempre allegro che, ultimamente, si è convertito al leghismo fiscale.
Basta poco per farlo felice: "qual'è il motto della Lega?"; "ce l'abbiamo...." e zampetta via felice.

mercoledì 19 ottobre 2011

Milone

Caro Milone,
i nostri 25.000.000 di euro, più 2 di interessi, sono proporzionali ai 245.000.000 evasi dall'Unicredit.
Diverse le tecniche.
Quando anche le banche, private fin che si vuole, considereranno lo Stato come un biscazziere con il quale furbescamente competere, non ci sarà nessuna prospettiva di evoluzione civile e democratica. Temo anzi che la democrazia sia stata per noi una fortuita importazione, come quella dei paesi dell'ex Impero britannico.
Leggo che l'indagine avrebbe lo scopo di tarpare le ali ad Alessandro profumo, intenzionato ad entrare in politica.
Non ne piango la perdita.

mercoledì 12 ottobre 2011

Milone

E' l'alba degli operosi e già Rita, alle spalle di Christian 2° lo sollecita sui tagli, la confezione della busta, la profumazione della medesima.
Il postino peruviano arranca verso il banco d'accoglienza con i suoi borsoni quotidiani.
Fuori dell'uscio, rattrappiti e lividi attendono quattro gatti che devono correre al lavoro o che sono insonni per infelicità.
In senso contrario, cominciano le peregrinazioni al bar: il più giovane prende tre caffè in un'ora, timoroso di perdere un conciliabolo privato o che si possa parlar male di lui.
Inizia l'andirivieni del CIM: servizi a domicilio, su appuntamento, ad ore fisse ed estemporanei, caffé 1, caffé 2, caffé 3, in formazioni variabili. Uno, che abita vicino, il pomeriggio si acmbia la cravatta e, d'estate, fa la doccia.
Transumano i promotori finanziari. La loro tecnica d'approssimazione varia: c'è l'amicone, lo scherzoso, il professionale impettito o malizioso, il saggio partecipe e coinvolgente. Tradotto in soldoni, hanno sempre qualche piccola bega da sbrigare per i loro committenti e amano uscire dai salottini, per appoggiarsi al banco senza interrompere la conversazione, per chiedere di perfezionare, tout de suite, quanto concordato nel vestibolo di fronte.
La coazione a ripetere dei sempre medesimi clienti si sfoga in un periodico ripresentarsi alle bussole, nelle quali restano un attimo irrigiditi per l'identificazione, prima di richiedere, a rotazione, sempre le stesse prestazioni.
Con fare elegante o concitato, fra languori telefonici e risate convenzionali, sciamano colleghe che mi ricordano le signorine dei telefoni bianchi. Compresa la gravida.
Quando, legittimamente, ma illusoriamente, un cliente decide di far fruttare i suoi beni, le sue evasioni fiscali, in un altro forziere, scattano le tecniche di tardivi riabbordaggi, per mettere in atto le quali, avendo sentore di adultere intenzioni, si provvede a bloccare i conti e a suscitare il risentimento dei male intenzionati, dai quali non ci separano i vetri e che spesso si sdraiano sul banco, ipnotizzati dal video.
Anche per pochi spiccioli si deve avvisare il gestore che si profonde in promesse e in affidamenti, quasi sempre con i soggetti più arroganti e presuntuosi.
Christian 2° è sempre più timoroso di non essere abbastanza virtuoso e, quindi, meritevole di riconferma. Per questo si avvita in sistematiche, piccole nevrosi che, far qualche anno, ne avranno fatto un perfetto automa.
Tran tran di routine.
Dicono che un paio di nostri gestori facciano gli attori oltre che il loro mestiere: eccedono solo in apparenze e si calano troppo in una loro, interiore, figurazione.
Telefonate a go go: qualcuno ha dei cognomi pirandelliani.
Ore 12,40 o 13, in base al traffico. Riappare Rita, latrice di buste colme di soldi e di colorati assegni.
Quando già si sperava di rilassarsi in attesa del pasto, bisogna uniformarsi alle esigenze temporali dei cash, in o out, per poi filarsela, prima che altre micro incombenze ti vengano sollecitate, incuranti dell'orario.
Primo pomeriggio.
Arriva trafelato un affidatario, negoziante nei pressi, a versare gli incassi, man mano che li realizza, torturato, in una riedizione dell'Inferno dantesco, dal suo cerbero gestore.
Pioggia o pioggerellina di fax con molesta richiesta di certificazione , stesso mezzo, ad operazione avvenuta: ultimo sprint dei correntisti replicanti. Invocazioni di apertura fuori orario degli ultimi deambulanti sul corso.
Ricompare il postino peruviano con i minuti contati: dai loculi giungono intimazioni di non chiudere le sacche.
Finalmente, una rigenerante ritirata al cesso.
Neanche per sogno. C'è già il cingalese, padre di famiglia e in attesa di cittadinanza, che, con secchi e scopettoni, ostruisce l'ingresso e che, ignorando il tuo desio, ti chiede chi lo ha sostituito la settimana prima.
La vita è altrove.

martedì 11 ottobre 2011

Milone

Fa piuttosto freddo, oggi, Milone. I nostri operatori di mercato hanno così avuto modo di trarre dagli armadi i loro completi grigi e bleu.
E' tornato Christian 2° che, non ostante una settimana di indottrinamento, viene guardato a vista da Giorgio e Christian 1°, mentre Rita, alle loro spalle, rivendica gli averi da portare ai clienti, con l'urgenza che il servizio ai terzi e quello domestico richiedono. Ricomparirà sulla soglia per le delazioni rassicuranti, come ciascun degli altri, cappellano-sindacalista compreso.
Non hanno ancora reso i tappeti dalla lavanderia e il taccheggio marziale, anche dei clienti che vanno e vengono dal piano superiore, risuona per il corridoio. Un influenzato, un po' depresso, deambula con il cappotto.
Christian 2° mi parla del Verbo sapienziale della Scuola e delle prassi orali e fattuali dell'agenzia e, avido di certezze, ne lamenta l'eretica incongruità.
Non è solo il potere a reprimerci, siamo noi stessi, desiderosi di rassicurazioni, a cercarne la conformità ben oltre l'intenzione dell'estensore ( intellettuale organico ).
L'uomo è la misura ( contraddittoria ) di tutte le cose.

venerdì 7 ottobre 2011

Milone

Manifestazione estemporanea di studenti medi.
Dalla stazione, verso le 09 sono affluiti una cinquantina di pendolari, lungo via Indipendenza. Slogans e blocco temporaneo del traffico, con i guidatori dei bus attoniti. Presumibili i commenti fra il reazionario e il frettoloso, anche di molti che votano a sinistra.
Pochi minuti dopo, alcuni studenti poco motivati ridiscendevano il corso verso locali di ritrovo, bar e appuntamenti.
Un'ora dopo, lo sciame si è fatto improvvisamente intenso, grida, molte risa e lo scoppio di qualche castagnola. La polizia era già sul posto a tutela del buon pensiero ( e di quello che sottende ).
Frittata finale con imbrattamento del decoro delle nostre pareti.
L'immediato intervento dei nostri responsabili e dei loro delegati è servito a monitorare il danno d'immagine.
Poco dopo è comparso anche il responsabile amministrativo della Questura, nostro cliente e custode.
Sono certo che siete stati edotti con ogni mezzo utile.
La pioggia, che ha cominciatoa cadere, sta lavando l'onta.
Passano venti minuti ed ecco che i pavidi avventori si affollano in agenzia per sistemare le loro beghe, tutti insieme, timidi e rancorosi.

Nonostante le agenzie di rating si siano messe a gareggiare in declassamenti, noi resistiamo con i nostri soci e i nostri clienti nel pelago in tempesta. Male che vada chiederemo l'extraterritorialità.
Oggi, in filiale, era elevata la potenziale adesione al "Partito della gnocca".
Neanche i radicali, con Cicciolina, erano riusciti a fare di meglio.

Milone

Di prima mattina, si è presentato un attempato cliente con una sgargiante cravatta rossa. che faceva pendant con il guinzaglio rosso del cagnolino della sua nuova compagna, che recava all'attaccatura con il manico, un osso di gomma, anch'esso rosso.
La ex moglie e la figlia gli stanno facendo la guerra per gli alimenti. Lui nega, si informa sulle conseguenze dei mancati pagamenti e porta a spasso il cane.
Gente che va....gente che viene.

Milone

Oggi, Milone, il novizio è uscito da solo per due volte, per affrontare le perigliose strade del mondo.
Ha ritardato di pochi minuti sui tempi stimati, senza telefonarci e giustificarsi.
Imparerà.
Per oggi, la cassa, forse anche in funzione dell'indennità, la fa Christian 1°. Christian 2° lo affianca e, per farlo, mi ha ciulato la sedia sulla quale avevo intenzione di riporre una giacchetta stagionale. Dato che io mi rifiuto di riporla nell'armadio, insieme alla modulistica, per le ubie di Gae Aulenti, ho ripiegato il leggero soprabito su una borsa che porto con me quando mi sottopongo a pratiche ginniche e osteopatiche.
Spero che ci resti fino a stasera.
Il suo omonimo precettore lo sta forgiando con passione e responsabilità, incoraggiandolo a percorrere con cipiglio i viottoli di montagna verso la meta, anche se adesso agisce alla periferie delle cucine.
Un giorno, se sarà come tutti gli altri...

Anna dei miracoli tiene botta, con una pancia ormai commendatizia. A giudicare dai suoi dentro e fuori va ancora in visita ai clienti, nonostante la premura di non sottoporre le gestanti a scuotimenti e vibrazioni.
E' uno spettacolo insolito nei luoghi di lavoro e, pur delicato e piacevole, continuo a pensarlo più consono al duro ed essenziale mondo contadino.
Le donne manager, di solito, non procreano. Da noi si fondono spirito tradizionale ed efficienza produttiva, un po' come in Giappone, secondo l'impeccabile stile dei Circoli di qualità.
Ma, nel Paese del Sol levante, le donne che si sposano smettono, tradizionalmente, di lavorare, coniugando così mentalità domestica e redditività per le aziende.
Da noi, in medio stat vitrus.

Milone

Non c'erano dubbi che il mondo non ci riguardasse. Dio ce ne guardi!
Nel nostro ambito, ossia nel nostro universo, catalizziamo le passioni e le responsabilità, in un fragore bellico.
All'attacco!
Ma è una banca quella che fa lievitare gli impieghi in un perimetro ristretto, senza implicazioni, non dico globali, ma almeno circondariali? Che natura ha una difesa così accanita e indifferente dei propri possedimenti se si intermedia denaro, ci se ne fa volano, se del denaro si fa il proprio prodotto e la propria merce?
Che cosa aveva di diverso il Portogallo di Salazar, ad esempio, e di quali interessi si faceva tutore?
Allo scopo si mobilitano, in meccanica sinergia, acronimici commandos per reimpossessarsi di NOI e dei NOSTRI clienti.
Nel 2012 il mondo andrà ancora di più in malora, ma la nostra fattoria sarà sempre più florida.

martedì 4 ottobre 2011

Milone

San Petronio e San Francesco, non più Patrono d'Italia. Il patronato si esercita su base locale e localmente il deserto impera. I bolognesi sono devotissimi alle vacanze e il bel tempo congiura.
A Perugia, due vacui assassini sono stati assolti perché "bravi ragazzi". Sollecito, che aveva sollecitato anche i politici della sua provincia, aveva recentemente ripreso gli studi per specializzarsi, intravedendo una via di "uscita". Complice anche il segretario di stato, la cornutissima Hillary Roda Clinton, che ha più volte perorato la causa della "celestiale" - in realtà apatica - connazionale.
Ha ragione il nostro presidente del consiglio circa lo Stato che governa(?) Se ne varrà per rafforzare la sua tesi riguardo l'eterodirezione dei giudici.
Tanto la povera Meredith è morta per niente, a prescindere, come dicevano gli incaricati dell'approvigionamento dei farmaci antitumorali a Palermo.
Abbiamo scelto l'alleato più forte, quello che ci ha umiliato in occasione dell'incidente del Frejus e della morte di Calipari.
Ubi maior...i genitori di Meredith se ne faranno una ragione.
Oggi la servitù è a mezzo servizio. troppi descamisados senza appuntamenti, troppi jeans sotto la giacca del tailleur.
Però Anna è venuta, sempre preceduta dal bambino.

Milone

Fra due giorni i celeberrimi asili di Reggio Emilia rischieranno la chiusura o un drastico ridimensionamento delle attività educative che li hanno resi famosi e imitati.
Non più tardi di un anno fa, la mia amica Natsuko, pedagogista trilaureta - in Giappone, Stati Uniti e Italia - li visitò insieme alla direttrice del suo asilo di Tokio, presso il quale cura i neonati da zero a tre anni: il periodo in cui si imprime nella mente il carattere di ciascuno di noi.
So che sta per essere istituita una fondazione e che è già stato chiesto il contributo delle famiglie, degli ex allievi e del personale in servizio e in quiescenza.
Gli asili sono il fiore all'occhiello della città e l'hanno resa famosa, negli ambienti più qualificati, nel mondo.
Non sarebbe male se anche il Credem contribuisse con passione e responsabilità.
Lo farà?

Milone

L'accordo sulla rappresentanza e sulla validità degli accordi sindacali, sottoscritto anche dalla CGIL, senza che questa organizzazione modificasse il proprio Statuto, rivela l'affanno del sindacato nel suo sforzo trasformistico senza un obiettivo, come tutto il comparto della politica, civile o sociale.
La Confindustria spera di evitare l'uscita dalla sua organizzazione della maggiore iscritta - la FIAT - mentre i sindacati confederali scelgono la strada para-istituzionale ( loro che sono associazioni private, basate sugli associati ) dell'essere interlocutori sempre più politici e sempre meno rappresenta(tivi)nti dei lavoratori concreti.
La FIOM pare non starci ed ha già chiesto le dimissioni della Camusso, che dalla categoria era già stata espulsa per "moderatsmo", provenendo, fra l'altro, dalla corrente socialista, come Epifani, il quale, però, non prendeva di petto una componente storica e così considerata.
Ci stiamo adeguando all'europa.
Modello francese, con la CGT ( Thorez si rivolterà nella tomba o lo metteva in conto? ) da quasi trent'anni al 10% della rappresentanza fra i lavoratori, ma ricca ( per i contributi pubblici ) e riconosciuta presso le istituzioni, o modello tedesco, corporativo e partecipativo con un valore economico del doppio ed una media delle retribuzioni superiore del 67% rispetto alle nostre?
Per altro, l'Europa è la Germania, il marco è diventato l'euro, i nostri partigiani riposano sopra le corone d'alloro deposte ai piedi delle loro fotografie, fra bandiere nazionali e di un'Europa egemonizzata dalla Germania, loro che sognavano di riposare fra le bandiere rosse.
I Francesi contano sostanzialmente poco, ma se la tirano e coprono politicamente il quarto Reich.
A noi, Credem'a me, non ce ne importa, stiamo nella nostra nicchia al di qua del bene e del male e, in questo, siamo anomali rispetto all'italico gioco opportunistico con la realtà.
Poi, di quanto accade nel mondo economico e, per corollario, civile, nulla ci cale.
In questo siamo perfettamente in linea con il costume nazionale.
Anche i tribuni della plebe si stannoe volvendo "culturalmente".

Milone

Che suggerrirvi?
La nuova ripartizione del lavoro ne specializza l'esecuzione, secondo una esclusiva logica di resa, al netto della tara. Come la ripartizione delle risorse infragruppo e la dislocazione temporanea delle maestranze sul territorio.
Le ferie si prendono in concertazione squadristica e presto potremo chattare sugli I Phone.
E' perfetto.
E' proprio un regime, privo di opposizione.

Milone

Sento parlare, caro Milone, di portarsi avanti per affrontare eventuali emergenze prima che l'anno trapassi fiscalmente.
L'espressione emergenza mi pare fuor di luogo, valida solo in rapporto ad un pronto soccorso. Bisognerebbe trovarne un'altra per fotografare una scadenza amministrativamente importante, ma non decisiva..
Di emergenza in emergenza, ci si avvelena la vita, mentre spesso si latita quando serve, perché persi a contare per gli altri, a contarne le sostanze, fino a convincersi di partecipare di quelle medesime e altrui realtà.
Dev'essere quanto è accaduto ai tribuni della plebe quando sono stati arruolati nei ranghi troppi dottorini, i quali, dialogando con i (nuovi) padroni sulla base di contenuti culturali comuni, hanno smarrito il sennso del loro ruolo e si sono sistematicamente trovati con un pugno di mosche in mano.
Nelle ridotte emergenziali, uno sparuto manipolo di arditi vigila sulle ipotesi con Passione e Responsabilità.

Milone

Caro Milone, da tempo il portale non recava alla considerazione comune i suggerimenti dei colleghi virtuosi.
La frettolosa sentenza che bolla tutti gli altri come viziosi si ammanta di ecologismo, ma, come tutte le altre sollecitazioni virtuose, ha una connotazione economica per il Signore e una morale per i plebei.
Simul stabunt aut simul cadent.
La discussione, piena di passione e di responsabilità, assomiglia, in molti tratti, a una partecipe riunione di condominio, nella quale gli inquilini si superano in zelo a fini di superiore risparmio.
Spassosa la proposta "giapponese", involontariamente azzeccata, alla quale il Responsabile di acronimo si cautela di opporre il decoro aziendale, specchietto per le allodole, alla pericolosa indicazione di svestirsi d'estate e di imbaccuccarsi d'inverno.
Insuperabile - non poteva essere altrimenti - il calcolo sull'inquinamento apportato in un anno dal mancato spengimento delle stampanti, pari alla dispersione nell'ambiente di trenta tonnellate di petrolio.
Circa il consumo abnorme di carta, proporrei di cominciare da quella igienica, purtroopo non utilizzabile sul retro per non contraddirne l'igienicità, rendendola asportabile dai contenitori solo previo inserimento di 10 cent a quadrato.
Sono certo che, così facendo, molti utilizzerebbero le dita.

Milone

La vita è ripetitiva, Milone, almeno per noi travet, ma anche per i fruitori dei nostri servizi.
Penso anzi che il mondo si stia uniformando secondo una medievale coazione/condizione di "natura", per la quale, sotto l'egida di una divinità ignota, gli uomini e le donne riempiono di contenuti immaginari le loro strumentali esistenze.
La democrazia politica va scemando nella passività generale, i caratteri si irrigidiscono in puerili presunzioni, ciò che è stato si impone nuovamente con aggiornamenti - ma neanche tanto - propagandistici.
Il denaro come lubrificante della vita, le risa che si tramutano in pianto, facendo le une alle altre schermo. Le stesse costrizioni giornaliere; la stessa noia.
Anna continua a portarsi il bambino al lavoro.
Fra poche ore, la vicinanza dei progetti comuni e la frequentazione di aspirazioni non eterodirette - almeno per ora - ci rinfrancheranno.

venerdì 16 settembre 2011

Milone

Lugano addio, cantava...
e dire che non si trova più una cassetta di sicurezza. Abbandoniamo l'inafferrabile finanza e ci ripieghiamo su di noi, aspettando che la bufera passi.
Intanto ci rassicuriamo con i ratios: male che vada, abbiamo ampie possibilità di svalutazione patrimoniale senza ricorrere ai 230 azionisti+la famiglia, anzi, possiamo fare shopping delle potature periodiche dei rami delle altre piante, quando rischiano di inaridire. Retail possessivo e possessorio, presidio del territorio, omogeneizzazione dominicale dei famigli, come se fossero stati associati al fondo.
Costoro acquisiscono un costume vicario, senza sviluppare nessuna solidarietà fra di loro. L'uso di darsi del "tu", maschera le gerarchie, che diventano più insidiose e favorisce la delazione. Per altro, di quanto avviene alle persone in azienda, è fatto divieto di parlare. Così, qualsiasi difformità morale non attecchisce e viene isolata ed espulsa dagli anticorpi, per questa via, creati.
Il controllo sugli atteggiamenti esteriori delle persone è minuto, attenendo all'immagine, ne tarpa le espressioni. Non si parla d'altro che di lavoro in termini applicativi, come se chi lavora non avesse altra opzione che l'obbedienza.
Si tratta, ovviamente, di una prassi: Il Credem'a me non è una fonte del diritto, ma a molti sfugge la differenza.

Berlusconi e Gheddafi non sono stati amici casualmente,
Condividono, infatti, mitatis mutandis, la stessa condizione di uomini assediati, ricchi, viziati, resistenti ma in fuga.
All'interno della formazione creata su toponimi sud americani - come gli altri trasformistici pseudo partiti - ormai i fedeli si sono trasformati in congiurati.
Vedremo chi prevarrà.
Al centro avremo probabilmente Montezemolo, a sinistra Alessandro Profumo.
Quasi, quasi, la prossima volta, voto per Berlusconi.

Riepiloghiamo.
Siamo appassionati e responsabili, curiamo l'aspetto reputazionale della nostra attività, ci proponiamo di creare valore nel tempo senza correre rischi, tendiamo all'eccellenza, siamo impeccabili e talmente selettivi che non si capisce come abbiamo fatto ad aumentare gli impieghi del 9,6% ( induciamo bisogni fittizi? ).
Non rammento tutte le autoincensazioni che ci siamo rivolti. Da piccolo, mi dicevano che "chi si loda, si imbroda".
Se il personale si accontenta...

In funzione di tutto quanto precede, caro Milone, la cappellania sindacale è la più adeguata al mantenimento dell'ordine societario. E', in realtà, pleonastica sul piano effettuale, ma utile, anche solo a livello simbolico, al soddisfacimento degli archetipi interiorizzati.

mercoledì 7 settembre 2011

Milone

6 di settembre, giornata pre-autunnale. Sono in sciopero a tutela di quell'art. 18 che protegge le maestranze anziane dal collocamento forzoso a riposo, nell'ambito del quale, le pensioni non potranno reggere a lungo il loro pur modesto potere d'acquisto. I giovani lavoratori a intermittenza, precari come una lampadina in procinto di spegnersi, erano probabilmente al lavoro. Uno, tre, sei mesi di ingaggio non possono prevedere decurtazioni di paga.
Prendo l'automobile e commetto lo stesso errore di molti altri; mi trovo, cioè, imbottigliato sui viali di circonvallazione, dove i vigli, come gli antichi castellari di guardia alle porte d'accesso della cinta muraria, che fu poi colpevolmente abbattuta, marginano il traffico.
Coloro che svolgevano un'attività commerciale su gomma, quelli che si muovono solo in auto, inframmezzati da ciclomotoristi, ciclisti ecologisti che pedalavano nello smog e pedoni trasandati, sembravano uno sciame di insetti impazziti, come se ne vedevano una volta, intorno al mosto nei tini.
Rimbalzavano contro lo schermo invisibile dell'amministrazione, restando nei pressi.
Nella confusione, qualche stuntmen zigzagava, faceva inversione ad U, metteva a repentaglio la sicurezza, ma non si muoveva dalla cinta periferica.
Recuperata, dopo molto tempo, una via di fuga, andavo in cerca di qualche lavoratore dotato di passione e di responsabilità, ma non trovavo un ufficio postale aperto in nessuno dei pur popolosi e serviti suburbi e nulla di mia spicciola utilità.
Caparbio come un reazionario, imboccavo un casello autostradale sperando di poter cambiare il telepass, prossimo all'esaurimento,presso un Punto blu, ma, ad accogliermi, davanti alla porta serrata, ho trovato solo un ombrello di servizio, dentro l'apposito contenitore.
In compagnia di due dei miei formidabili nipoti, mi sono inerpicato, quindi, sulle dolci vette del nostro Appennino, in un progressivo rannuvolarsi, fino all'approdo di una gradevole trattoria, di buona qualità.
Se non ora, quando?

ecco, siam sulla ceglia..da una poesia di Gaetano Arcangeli

All'inizio mi sono sentito male; ho avuto un mancamento. In bagno, poi, sono stato soggetto ad un accesso di dissenteria.
Così si intraprendono le opere più significative della nostra vita? Un senso di inadeguatezza, di debolezza rispetto all'esito sperato, l'amnesia momentanea della coscienza del compito, così come la psiche se lo figura?
Poi, la reazione del corpo, liberatoria delle scorie e rilassatrice della tensione.
Infine, sono stato bene e leggero nel corpo e nello spirito, mi sono concentrato sulla lotteria del test.
Ora non so se, questo pomeriggio, andrò a rileggermi domande e risposte, oppure se persevererò nel percorso programmato e rimanderò al 15 p.v. l'esito ora temuto.
Ci andrò, forse, domani con lo zio.
La catarticità imposta mi ha isolato, ma la mia anima e il mio corpo hanno reagito in successione, come il lampo e il tuono e hanno liberato le mie facoltà.
Che si fondi su questi elementi la costruzione dell'uomo, della sua vita e su questi presupposti si basi la sua speranza, la sua illusione, ma anche la sua forza?
Anche se, alla fine del lungo, ardimentoso, travagliato percorso, scoprissimo che il nostro propellente morale, spirituale e fisico, si è tradotto in una lunga scia di liquami, mal indulgeremmo ad una materiale filosofia scatologica, anziché affidarci al ricordo felice dei dolci frutti delle nostre concimazioni, per mitigare la mestizia del tempo autunnale.

sabato 3 settembre 2011

Milone

Il nostro mondo, Milone, declina al peggio.
Ho appena negoziato un assegno di una banca di Lanciano, personalizzato con una succulenta mortadella e la publblicità: salumi d'abruzzo.
Nel frattempo, una povera donna, commercialmente utile solo per l'accattonaggio ai semafori - per mancanza d'avvenenza; è la triste discriminante di chi è controllato dal raket - trascinava faticosamente un ingombrante cartone lungo il corridoio, direi con passione e responsabilità, a giudicare dalla fretta che adoperava in funzione delle altre consegne. Le è stato indifferentemente indicato il luogo di destinazione ed ella, che aveva scelto o trovato un travail pour le travail, arrancava, gravata da un peso non molto inferiore al suo.
Da provetto driver, subito dopo e in largo anticipo sulle mollezze della titolare del servizio, il buon Fortunio - mai nome apparve così satirico - recava carte e denari raccolti al domicilio della viziata clientela.
Sensazioni..

Milone

Sfogliavo la margherita, Milone, incerto.
Partecipare o non partecipare, esserci o non esserci?
Intendevo allo sciopero generale con il quale la CGIL, se resterà all'opposizione, confermerà la sua tradizione di formidabile organizzazione dei lavoratori, di storica matrice operaia.
Se resterà all'opposizione e autonoma, anche dal pastisse del PD, perchè altrimenti entrerebbe, pro componente, nella palude degli interessi e degli apparati o supplirebbe al Ministero nell'indirizzo delle politiche economiche, compromettendo il suo mandato.
Io credo, almeno in politica, nella dialettica degli opposti, che prevede, quando serve, il conflitto.
Confliggere per che cosa?
Il manifesto del Sindacato si compone delle istanze di tutte le sue componenti più influenti e spazia nel mondo dell'ipotetico,ma non è questo che conta, come anche la mia esperienza suggerisce.
Non mi identifico in nessun progetto globale, rifiuto il pensiero unico, sospetto di quello debole, credo che di unitario ci sia solo l'individuo, altrimenti si ripiega su di una "reductio ad unum".
Rifuggo però dall'accomodamento del "giusto mezzo". La ragione non è mai a metà, ma sta, di volta in volta, or qua or là. Proprio per questo la dialettica è necessaria.
Ma soprattutto non mi piacciono coloro che per ottenenre i loro scopi barano al gioco, contando sulla credulità. In questo senso ed anche per una questione pratica, che mi riguarda, la tutela dell'art. 18 della Legge 300 del 1970, mi preme.
Per poter continuare a scriverti, Milone.

Ogni tanto passa Anna dei Miracoli. E' un bel vedere, aggraziato e garbato. Quando non è affaticata e non è di fretta se ne avverte la felicità e l'orgoglio.
E' particolarmente gradevole l'immagine che offre, perché inusuale nel mondo del lavoro e abbastanza rara in generale: le mie precedenti colleghe sparivano alla prima aciclicità e tornavano come quando si erano assentate.
Se non fosse avventato, proporrei l'istituzione di un Circolo delle gravide di Passione e di Responsabilità, ma non so se l'iniziativa che, forse, incrementerebbe la natalità aziendale, risulterebbe gradita al Top management.

mercoledì 31 agosto 2011

Milone

Che dicevamo, ieri, Milone?
Questa compagine di Governo fa una confusione ridicola anche quando tratta tete à tete ( o forse proprio per questo ) e produce l'effetto comico di catalizzare le particolarità bottegaie degli attori della pochade, sindacati in testa e, soprattutto, di quelli amici o "complici".
Sollevati dall'onere della solidarietà, i ceti che sotto una copertura formale, vivono di rendita, si sono accaniti sugli inoperosi statali e sulle cooperative. Nel primo ambito sbagliando, perché molti, più o meno oziosi, dipendenti pubblici si identificano con la Casa delle libertà, casomai di fare i propri comodi e, poi, perché hanno alterato l'implicita equazione: poco lavoro=bassa retribuzione e tranquillità.
Secondo rappresentanza, i sindacati complici si sono - almeno verbalmente - sollevati e la UIL, il più piccolo e notoriamente dedito alle carriere interne alle realtà nelle quali ha radicamento e presa, ha addirittura proclamato "lo sciopero generale degli Statali", mentre la CISL, che ne organizza ancora di più, si è dimostrata meno insensibile all'unità d'azione ( per la parte propria ).
Aveva purtroppo ragione Metternich: l'Italia è solo un'espressione geografica.
La nostra coscienza civile è pari a quella di chi governa, come diceva Forlani, con sincerità, riguardo alla moralità della politica nostrana.
Non mancheranno ulteriori occasioni di divertimento.

Scorrevo con attenzione la lettera aperta del nostro Amministratore delegato e vi coglievo la fotografia di una situazione stabile, da stabilizzare ulteriormente in termini di miscellanea interna, da centrifugare per trarne tutto il succo e da incrementare con maggiori dosi degli stessi ingredienti.
Due passaggi, però, mi hanno incuriosito, uno in premessa ed un altro al punto n. 3.
Cominciamo dal secondo.
Se i costi operativi crescono, nonostante la fungibilità da Tempi moderni e il cottimo, vuol dire che le dinamiche interne risentono della staticità generale e, in assenza di un sistema premiante orizzontale e trasparente, è lecito chiedersi di che cosa si tratti e se la conoscenza, come i denari, sia riservata ai beneficiari che ne custodiscono il segreto.
In premessa, invece, ho rilevato un'involontaria vena satirica da parte del mittente: se non fossimo stati costretti a pagare le tasse avremmo conseguito l'eccellenza.
Misterium revelatum.

martedì 30 agosto 2011

Milone

Così, caro Milone, il Premier ed il suo ospite leghista hanno ridisegnato la manovra finanziaria che, tramite Tremonti, ci aveva dettato l'Unione europea e che, secondo me, era equilibrata, tranne che per le furbate sul diritto del lavoro, che con la manovra finanziaria c'entrano come i cavoli a merenda.
I due grandi lombardi, in casa di quello in grado di fornire la migliore ospitalità, come è uso consolidato fra i Massoni, che vivono in Comunità e si tengono d'occhio reciprocamente anche nei fine settimana, hanno stravolto un testo coeso, utile al risultato.
Si sono scatenate le micro-lobby, substrato della compagine al Governo.
Un amico, agli albori del movimento berlusconiano, si candidò con il Cavaliere al Senato: "R.N....metti in moto la nuova Italia", recitava il suo slogan. Non fu eletto, né ci contava, ma, con i rimborsi elettorali ( tot. per voto conseguito, indipendentemente dal risultato ), ristrutturò parzialmente un rustico che aveva comprato sull'Appennino.
Mi invitò ad una convention preso l'allora Junior club di Rastignano - oggi una multisala cinematografica -.
All'arrivo, serotino, la polizia di Stato, in tenuta antisommossa leggera, tendente all'elegante, guardava rapita i convenuti. Ricordo, in particolare, un bruto raggiante, che mi rivolse un sorriso raggelante, del genere: "finalmente potremo ricominciare a menar le mani". Genova docet.
All'interno dell'anfiteatro, Vittorio Feltri a tutela di un Paolo Berlusconi che si dimostrò igna(v)ro e del tutto inidoneo ad una conversazione che avesse una parvenza di serietà: decisamente è Silvio l'intellettuale di famiglia. Ogni volta che Paolo veniva interpellato, Feltri gli strappava il microfono: i primi singulti del malcapitato ne rivelavano la pochezza.
A un certo punto si levò un magistrato meridionale in pensione che lo fece sbiancare, prima di ricoprirlo di retorici complimenti.
Nella saletta adiacente al bar, un gruppo di convitati commentavano fra di loro: "questi dobbiamo votarli, se non, gli altri ci coprono di tasse!"
Sarà dunque la solita arlecchinata della nostra commedia dell'arte, congrua, anche se diversa circa le componenti sociali che ci riserver(à)ebbe il puzzle all'opposizione. Di univoco, c'è, purtroppo, il costume nazionale.
La nostra etica cattolica ci induce alla rassegnazione, non disgiunta dalla servile richiesta di qualche beneficio, a testimonianza della nostra fedeltà. I poveri ( i pensionati ) dovranno rassegnarsi ad esserlo un po' di più, con le buone o con le cattive. L'Europa lo vuole! Lo vuole sempre qualcun'altro.
Per quanto attiene al Lavoro, dobbiamo apprezzare la versatilità dei Socialisti: lo era Gino Giugni, artefice delle Tavole dei diritti legali di chi lavora; lo è Maurizio sacconi, pronubo dello Statuto del Lavori, che gioca sui termini, evoca il libero mercato, ma, in quanto statuizione dei mestieri, a me sa tanto di neo-corporativismo.
Noi Italiani siamo anarchici, sotto protezione materna.
Mi sa tanto che siamo viziati.

lunedì 29 agosto 2011

Milone

Caro Milone, rieccoci qua.
La citta è ancora deserta. Evidentemente, i bolognesi non demordono e fanno le loro vacanze, a costo d'indebitarsi, come Dio comanda.
Si vive una volta sola e del doman non v'è certezza.
La prima ad entrare, questa mattina, è stata Anna dei Miracoli, una ragazza normalmente vitale e forte, che però oggi ho visto smunta, bianca come un cencio e con una pancia che, ormai, sta sovraperformando la mia. Recava sulle spalle la sua bisaccia professionale per compensare lo sbilanciamento anteriore.
Con buona pace degli scuotimenti e vibrazioni, da evitare, il prossimo concittadino recherà nella sua memoria prenatale il tumulto del mare in tempesta, forse un tifone tropicale, se è vero che a Bologna ha fatto tanto caldo.
Spero che questo impegno, obiettivamente faticoso, le procuri tanta gioia, dato che noi, Credem'a me Milone, delle gioie che non siano le nostre, pur con tutti i manierismi, le cineserie e le apparenze convenzionali, ci curiamo quanto i fiorentini della loro beata più citata e venerata.

La Casa della Birra di Monaco di Baviera, lo storico locale nel quale Adolf Hitler fondò il Partito Nazional Socialista, in un profluvio di rutti e peti e con un numero legale di votanti ridotto per l'abnorme affluenza presso le ritirate, è ancora aperto. Conta 1.200 posti a sedere e lacune non se ne notavano.
I Tedeschi, quando non sono filosofi,musicisti o fisici nucleari, ricordano ancora i barbari da cui discendono. Di stazza imponente, alcuni sono talmente gonfi di birra da assumere sembianti elefantiaci, tali da rimpicciolire, al confronto, le grandi motociclette che, fino alla mezza età inoltrata, amano cavalcare. Grandi frequentatori di saune e bagni turchi, essudano tossine ma non diminuiscono di un centimetro. Continuano a bere, in un silenzio da "grigi borghesi di corte vedute", come si compiacciono di definirsi, con una agghiacciante fissazione - anche da ubriachi - da "uomini senza qualità".

Ho ricevuto sull'I Phone la nota mensile della rivista Il Mulino, nella quale il Direttore, Piero Ignazi, lamentava come gli Italiani siano privi di riferimenti e di ricorrenze civili comuni.
Gli Statuniteni, pur esiti di una guerra civile e federati in una galassia di Stati autonomi, tranne che in politica estera e militare e nella legislazione penale di competenza federale, hanno conseguito una coscienza comune, fondata su sentimenti morali, tanto sentiti, quanto immaginari, come in tutte le mitologie costitutive.
I francesi si illudono ancora di essere i depositari del libero Pensiero, per via della Rivoluzione dei bottegai del 14 Luglio. Sui tedeschi, l'illustre politologo si è astenuto.
E noi? Non una ricorrenza civile nella quale identificarci se non in rapporto alla fruizione di "ponti" vacanzieri. Le nostre ricorrenze mutano secondo gli eventi storici recenti, che hanno visto noi, connazionali, su fronti radicalmente contrapposti, anche se denegati e nascosti, pari agli interessi particolari o clanici.
Per questo, secondo l'autore, "per realizzare risparmi miserabili", il Governo si propone di cancellare la Festa del Lavoro, la Liberazione dell'Italia dal Nazi-Fascismo, la nascita della Repubblica e della sua Costituzione democratica. Che, con i risparmi hanno un'altra relazione, ma confondono lo 08 con il 18 ( art. Legge 300 1970 ).

venerdì 19 agosto 2011

Considerazioni agostane

Dopo il commissariamento dell'Italia da parte delle due nazioni dominanti sul continente - l'Inghilterra non c'entra e osserva per conto degli Stati Uniti, come Israele in Medio Oriente - si è scatenata la bagarre dentro il Popolo della libertà di non pagare le tasse, da cui discendono tutte le altre. Incuranti dello spettacolo indecoroso che offrono, le migliori intelligenze economiche e giuridiche a tutela degli evasori e della piccola borghesia proprietaria, si stanno scapicollando per preservare i propri mandanti dalla realtà. Che è soprattutto una realtà di corruzione e di fuga dai doveri e verso i piaceri, fino alla noia. Sul fronte della arlecchinesca opposizione, si registrano facili proposte moralizzatrici di un costume che si sa benissimo non volersi moralizzare. Lo si fa perché non si sarà chiamati a realizzarlo e, adottandolo come ipotesi legislativa, non sarebbe accettato dai dioscuri europei, dato che l'esito rimarrebbe tanto incerto da dare per scontato il suo opposto. Dovesse comandare domani, la pseudo sinistra unita solo per il potere, farebbe al massimo una politica selettiva a salvaguardia di tutte le clientele che la compongono e solo il decisivo apporto di Pierferdinando Casini potrebbe mandare in vacca ogni sforzo di mimesi progressista. Questa è l'Italia. O si applicano, sic et simpliciter, le direttive tedesche, come ha fatto Tremonti, oppure tanto vale ad uscire dall'Europa e sedimentare in peggio ( perchè esiste anche un'ipotesi di sedimentazione "evoluta", quella segretamente prefigurata dai tecnocrati, Prodi fra loro ) e riassestarci con rassegnata cattolicità nel feudalesimo di sempre. Ma avremo il coraggio di non farci proteggere da nessuno e rinfocolare le alleanze d'occasione con questo o con quello dei non troppo antichi staterelli italiani?

Considerazioni agostane.

Mentre impazza il riempitivo mediatico dell'estate, quest'anno incentrato sull'ineluttabile recessione e razionalizzazione dei rapporti economici e sociali, non più in Italia, ma nel mondo ( intero? )si assiste, in realtà, alla riedizione continentale del default da clientele del 1992, preceduto da svalutazioni cicliche della lira. Anche nel 2008 si andò in recessione, senza innovare in senso civico il costume nazionale e mediterraneo, che alla povertà costante di ampie fasce della popolazione fa corrispondere qualche regalia, a discapito di chi, invece, avrebbe maturato i requisiti per godere di giusti riconoscimenti. Non accenna a diminuire l'evasione fiscale anzi, a danno dei contribuenti costretti alla contribuzione, monta nella destra anti tasse ( quelle che dovrebbero pagare i loro elettori e che non pagano ) il rigetto di un buon piano Tremonti. Quando fu istituito l'euro per tutelare l'area continentale più attrezzata dagli influssi concorrenziali del mercato globale, attraverso un mercato interno autosufficiente, pochi si chiesero se gli Stati Uniti avrebbero accettato di veder crescere, senza colpo ferire, una concorrenza economica di pari importanza, per di più irresponsabile sul piano militare. La risposta potrebbe essere negli eventi attuali che, agendo sulle leve della finanza e senza risparmiare la propria realtà, sta mettendo in dubbio la sussitenza dell'euro stesso. O dovremo acconciarci ad una tutela tedesca? Nulla di imprevedibile, né di imprevisto. La causa principale del default da debito è la mancanza nei paesi dell'aera mediterranea di una cultura civile, né presso la sua classe politica, né presso quella economica, né, checché ne ciancino i moralisti d'occasione, presso la popolazione. Ma non sarà rovina, tranne che per i soliti noti.

Considerazioni agostane.

Mentre l'Agosto procede imperterrito nelle sue consuete dinamiche in tutto il mondo, nell'Europa meridionale siamo tutti in vacanza. Nelle città è rimasto solo qualche vecchio e gli extracomunitari. Anche la manovra economica è stata dettata dal duopolio dell'euro ed applicata pedissequamente, per poi dar luogo a quel teatrino della politica, tanto stigmatizzato, che non è altro che il riflesso condizionato con cui si proteggono tutte le lobby nazionali, a cominciare da quelle dei non contribuenti. L'Europeo, ma ariano, Pietro si appresta a frequentare un corso di indirizzo ai test di ammissione all'Università, con l'aiuto alimentare e morale di mamma Mela. Gli altri membri della famiglia proseguiranno le meritate vacanze che ultimeranno con loro, quando torneranno. Forti pressioni furfantesche si attendono sugli ultimi residui diritti dei lavoratori, quali l'impossibilità di licenziarli con motivazioni pretestuose o ingiustificate, mentre la società civile declina ad una nuova barbarie, assecondata dalla "naturale" piaggeria delle categorie, delle masse borghesi o piccolo-borghesi e dalle ideologie rassegnate ed acquiescienti. Temo che, per ora, debba bastare e mi aggiorno.

giovedì 4 agosto 2011

Milone

L'osservazione diuturna dei convenevoli e degli atteggiamenti mimici e posturali lungo il corridoio aziendale e quelli che riesco a cogliere alla luce flebile dei salottini, mi consolano della carenza estiva di spettacoli teatrali.
Le interpretazioni sono di prim'ordine e rivelano quanto siamo cordiali ed affettatamente gentili quando vogliamo trarre un profitto, quando vogliamo mantenere una relazione profittevole e quando, soprattutto, la commendevolezza non ci impegna in termini fattuali od applicativi.
Dicesi ipocrisia.

Milone

Fra le letture per le feriae Augusti, mio caro Milone, ti suggerisco il testo dell'accordo intervenuto fra il Gruppo Intesa e le OO.SS., che nella pomposa forma di una Magna Charta, vaticina il futuro in una deterministica deliberazione. Ai destinatari che non accoglieranno l'invito a sfumare nell'esodo il loro lavoro, è riservata la vita grama del mal sopportato, in idiotica simbiosi anche con i colleghi più giovani.
Ottomila inaridite risorse coinvolte, tremila inviti all'esodo, cinquemila da riconvertire al commerciale ( in loco? ), 300.000.000 di euro di minor oneri stimati, progettate ristrutturazioni di ambiti, servizi e trincee operative agli sportelli, costituzione di commandos sulla pubblica strada.
Le Organizzazioni sindacali, fatta salva la volontarietà, hanno abbandonato al loro destino coloro che, vilmente, non accetteranno la definizione inespressa di entità eugeneticamente inferiori. A loro dimostrare, resistendo, che non è così.
Ieri sera, dal barbiere, ascoltavo le dichiarazioni sulla crisi del nostro giocoso Premier, la riproposizione stantia dei criteri di competitività borsistica delle imprese sopravvissute, i cui ludi andrebbero ad implementare la loro fama, in un caleidoscopio di apparenze e di riservati interessi.
Il Ministro della Finanze, ora ridenominate dell'Economia, mobbizzato e sconfessato, non potrà applicare le odiate tasse, dal corpo elettorale che sostiene il ( non )
Governo.
Un sistema di tassazione è indispensabile alla fornitura di servizi e, per quella via, alla redistribuzione del reddito ( per le prestazioni essenziali )- anche se la pseudo sinistra incrementa l'inflazione con le grassazioni autoredistributive, per questa e per quella componente, per questo e per quel mediatore, mentre la destra truffa e corrompe sempre per individualistiche, ancorché imprenditoriali, ragioni.
Così conduciamo, in vacatio, il nostro Medio Evo.

mercoledì 3 agosto 2011

Milone

Mentre nel mondo bancario privo di passione e di responsabilità si replicano i provvedimenti di esodo, a cui seguono razionalizzazioni di servizi che conducono - o dovrebbero - a minori oneri e, quindi, a crescenti ricavi ( laddove questo non si verificasse, si provvederebbe ad acquisizioni-fusioni, carta contro carta, senza esborso di denaro e, regolati i rapporti di potere interni che, dove non regolabili, darebbero luogo a liquidazioni multimilionarie ), nel nostro piccolo mondo antico ci stringiamo sempre più ai nostri costumi autoreferenziali ( compreso anche l'esodo individuale mirato ), nel quale, evidentemente, trovano ricetto anche i comuni clienti. Quello che facevano là - almeno in termini finanziari - lo sapevo, quel che fanno quà mi sfugge ( dato che lo fanno al piano superiore o presso il loro domicilio ).
Resta il fatto che nella nostra ridotta ci difendiamo strenuamente, ma con successo.
I nostri promotori hanno recato seco il loro portafoglio e un interesse a mantenercelo devono pur averlo, data la famelicità intorno allo stesso osso, ufficialmente sempre più spolpato che, altrettanto evidentemente, è lasciato alle competizioni popolari.
Per questo, la nostra compagine non è fatta di impiegati, quadri e dirigenti, ma di affiliati ad un unico, trascendente impegno.
Voliamo sulle ali di Pegaso, alle quali hanno contribuito, con molta fantasia, anche risorse interne, al di sopra della materialità della vita, in un'enfasi dinamica che ignora la riflessione.
La cagnolina di una cliente ha lasciato sull'impiancito evidenti segni di minzione.
Sui tappeti di Aladino non si sarebbero rilevati.

martedì 2 agosto 2011

Milone

Secondo te, Milone, a questi invecchiati testimoni che pretendono di sapere cosa accadde dietro il palcoscenico della tragedia sarà fornita spiegazione, fino a che si ostineranno ad attualizzare l'evento? Per le stesse ragioni che lo hanno prodotto.

Milone

Per essere stata una giornata di inizio Agosto, quella di ieri è stata campale. Sembrava che tutti i nostri avventori soffrissero di bulimia finanziaria.
Questa mattina, mentre sfila il corteo della memoria, regna una calma olimpica. Un solo cliente, di buona pasta, si è fatto fino ad ora, vivo, per le consuete scadenze.
Ad evento consumato o, tutta'al più domani, i ritmi, meccanicamente, aumenteranno.
Temo che non sia casuale.

Milone

Si è presentato allo sportello un sedicente commercialista dei testimoni di Geova.
Ha effettuato un versamento dei proventi dell'Assemblea Prato 6 ed ha richiesto il contestuale trasferimento alla Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova delle donazioni assembleari, poco più di 8.000 euro.
Recava un modulo a firme congiunte e, nella conta minuta dei proventi, non aveva trascurato neanche un centesimo.
Bisognando della distinta del bonifico, è tornato personalmente il giorno successivo.
Sorridente ed accattivante, ha detto di essere tenuto ad una contabilità certosina di ciascuna Assemblea di questa setta nord americana che sta prendendo spazio anche nel nostro Paese, alle quali o a qualcuna delle quali partecipa anche lui, in qualità di amministratore e di affiliato.
Ecco la quadratura del cerchio fra etica e commercio. Credem'a me.

lunedì 1 agosto 2011

Milone

Anna dei miracoli continua la sua proattiva gestione-gestazione.
Non è piena di grazia, bensì di passione e responsabilità.
Appena ombreggiati dal sole velato delle ultime due settimane, risfilano i colleghi che non hanno recuperato neppure l'andatura normale.
Abbatterli con un flobert da Luna park non servirebbe - mi suggerisce un simpaticone - si rialzerebbero e riprenderebbero ad agitarsi.
Qualcuno ha appena acquisito la patina salutista suggerita dal portale, ma la sensazione dura un attimo.
Mi ritorna in mente Rustichello che scucchiaia nelle sua gamella di insalata di riso, una pentola e, ciò non ostante, dimagrisce a vista d'occhio per i ritmi podistici che ormai gli sono diventati connaturati; ormai perde i pantaloni.
Intervalli saltati, imprecazioni sotto traccia, trascinamenti serali, organici non implementati neanche per le balneazioni.
La maschera e il volto.

lunedì 25 luglio 2011

Milone

Non ci sono più dubbi, caro Milone, noi del Credem'a me siamo proprio di una razza superiore.
A dire il vero, io godo di questa fama, usurpandola ai nativi.
Questa mattina, verso le 11, in un fischiare frenetico di bussole, i colleghi che curano gli imprenditori si sono riversati lungo il corridoio, a passo di marcia verso l'ascensore che li avrebbe condotti a mettere in comune l'eccellente risultato raggiunto o progettato.
Fra loro, senza accusare rallentamenti, una gestante impavida, a dimostrazione di quante simulazioni alimentino l'assenteismo puerperale quando si è privi di passione e di responsabilità. Canoni eugenetici, prima e più che filosofici.
Incuriosito, ho subdolamente carpito qualche nota storica circa il costume riproduttivo a ziendale e - non ci crederai, vecchio mio - qualcheduno mi ha detto che "quà dentro" sono use a portare a termine i loro impegni "anche pancia a terra": Addirittura, "una veniva a lavorare di nascosto dal marito".
Eterna seduzione del potere, priorità di interessi non limitati allo stipendio, subordinazione psicologica o ideologica..chissà?
Novella Sparta!
P.S.
A Sparta, le donne partecipavano sì alle gare ginniche con gli atleti maschi e, per diminuire l'attrito dell'aria gareggiavano nude, senza che nessuno, esteta o moralista, si formalizzasse, ma non ricordo che lo facessero quando erano gravide.

giovedì 21 luglio 2011

Milone

Più m'impratichisco, caro Milone, del campione di residenti, civici e per bottega, di via dell'Indipendenza e più mi convinco che sia molto mal frequentata.
Abbandonata dalle griffes autenticamente prestigiose della miglior mercatura cittadina, è ora popolata da un esercito di pérvenus, sia della grossa distribuzione, sia della diffusa ed imitativa ostentazione; del furtarello e del borseggio, per poter indossare un capo da pochi euro o pagarsi una pizza.
Le licenze più costose e le professioni più lucrose sono amministrate da immigrati da regioni poverissime ( esempio evidente di quanto conti il merito e l'impegno per il successo ), sciamano travestiti/e di vari generi e fogge, passeggiatori di provincia con vistose accompagnatrici, ignari della fama decaduta del Corso, di cui sono involontari interpreti.
Riappare una commesa del negozio di fronte, da tempo scomparsa: raggiante, ci comunica di essere reduce da un giro di "licenziamenti" per l'Italia.
Ottenuto lo scopo, incassata la mercede, è tornata ai gatti con cui vive ed al lavoro di sempre, ancora appagata nella sua vanità sostitutiva.
Ma, probabilmente, di figure consimili ce ne sono sempre state.
La banalità del male o le origini del totalitarismo - avrebbe detto Annah Arendt - coltivate però in anime inconsapevoli.

Milone

Vecchio mio, ho pochi argomenti nuovi da proporti.
Adesso, in un periodo di sostituzioni, quando il nuove RDE temporaneo chiama l'assistenza, la telefonata, prodotta e controllata via computer, si innesta sulla mia linea, che, forse, il titolare si è scordato di scollegare, prima di andare in ferie.
Mi è stato chiesto se fossi interessato a riprendere la mia antica operatività in titoli, ma dato che in agenzia la mansione è platformistica, è ipotesi attendibile che il "vecchio" lavoro debba svolgersi presso la dismittenda Banca Euromobiliare.
Mobilità sur place.
Del doman non vi sarebbe certezza..se dipendesse dagli altri.

domenica 10 luglio 2011

Milone

Oggi avverto, caro Milone, come un rilassamento, un'attenuazione della morsa nevrotica , un'impellenza morente.
Un esteticamente incommensurabile collega senza fissa dimora, siede al mio desco e amministra la consueta, reiterante clientela.
Non so da dove viene, né dove andrà. Non glielo ho neanche chiesto, ritenendolo superfluo con chi non ha ancora raggiunto il suo "ubi consistam".
E' un protetto di Mercurio, protettore dei vagabondi e dei ladri. Quest'ultima qualità non gli si attaglia, ovviamente, mentre bisognerebbe riflettere se il patrono sia condivisibile con chi lo muove. Gli Antichi erano espliciti, molto meno ipocriti e fanfaroni di noi.
Sfilano davanti a me i frettolosi avventori di un servizio che può essere svolto da chiunque, nel senso, almeno, dell'anonimità di attribuzione e, alieno da qualsiasi interiore passione per il controllo ossessivo e il pungolo molesto, mi riconcilio con la civile quietitudine.

sabato 9 luglio 2011

Milone

Fa caldo, caro Milone e le mie facoltà si attenuano.
Mi sono accorto di averti mandato un post con un apostrofo maccheronico e un "V"eno anziché un meno, commentando il commento alla variazione dell'Outlook.
Saranno forse i ritmi, cadenzati sulla mancata prestazione extra-lavorativa, prandiale e serale, per recuperare i miei costi.

Con passo sciolto ed elegante, passa davanti a me una candidata alla maternità: te li ha mandati i postel?
Rispetto al recente passato, deambula senza scuotimenti e vibrazioni, salvo quando una inopinata urgenza la reimmerge nei ginnasiali aziendali.
C'è poi un altro collega, talmente pressato dalle continue riunioni, che sbriga talune sue operazioni familiari, stando palesemente sulle spine e guardando spesso l'orologio. Probabilmente sono io che non ho sincronizzato i miei ritmi con l'insieme.
Mi spiace, caro Milone, ma queste temperature, umide, mi inibiscono la creatività. Spero negli ausili del portale.
Accontentati.

martedì 5 luglio 2011

Milone

Il nostro Adolfo commenta da par suo la variazione dell'Outlook Credem'a me.
Arbasino l'avrebbe definito un "birignao", un estetismo bourgeois, una condivisione di chiacchiere pseudo-dotte, delle quali le maestranze avrebbero fatto serenamente a meno.
Sta di fatto, caro Milone, che la morsa isterica si è fatta più cogente negli ultimi tempi, tanto che anche il bollettino sindacale interno, pur senza prendere iniziativa alcuna, ha dovuto farne menzione.
Sono riemersi antichi traumi. Una sorta di remake del vecchio Credem, marginale e prevaricatore, nella sua nicchia opulenta, per il CDA.
Io non credo agli eterni ritorni; semplicemente non ci si muove se non con la fantasia e le caratteristiche aggiornate del sistema si sono fatte superficialmente uniformi, per ogni proliferazione o mutazione bancaria.
Casomai si avverte l'influenza degli Area manager, quando si adoperano per ottenere per il padrone gli stessi scopi per i quali, precedentemente, quest'ultimo si era valso di altri strumenti.
Meno vistosi.

sabato 2 luglio 2011

Milone

Cosa vuoi che ti dica, caro Milone, la recente "fusione" fra le filiali e il CIM sta apportando una serie di sconcertanti situazioni.
Nell'ambito delle mansioni esecutive, ovviamente, si appalesano strani affiancamenti di personale più che maturo, in potenziale sostituzione di cassieri in ferie, in missione. Il tappabuchismo sembra la nuova cifra della proattività.
Ti accennavo, pochi giorni fa, alla collaborazione infragruppo.
Ieri, gli operai di una coop. ( sempre gli stessi, anche loro multifunzionali, sia pur nell'ambito di compiti materiali )sono venuti ad imballare i tappeti per il periodico lavaggio. Quest'anno, i soldi del premio di produzione sono andati in lavanderia e nella cura del patrimonio immobiliare ( la roba, ciò che è mio )del padrone.
Ciò non ostante, o forse proprio per questo, Patato, un minuto dopo, già passava l'aspirapolvere sul piancito denudato. Mi era già toccato di vederlo passare lo straccio sul tavolo patibolare degli esodandi individuali.
Stavo intrattenendo un simpatico kosovaro sulle sue vicende belliche, di espatrio a pagamento, in attesa che maturassero le condizioni per corrispondere alle sue richieste e lo ascoltavo con attenzione ed autentico interesse, quando Patato mi ha sollecitato, senza le cortigianerie che riserva ai clienti ricchi, all'ignoranza efficientista.
Simul stabunt aut simul cadent.

sabato 25 giugno 2011

Milone

Ricevo e disciplino un crescente numero di telefonate che hanno per oggetto risposte promesse dai gestori da qualche tempo ( forse brevissimo ).
Sta di fatto che i nostri moderni servi della gleba sono usi capitalizzare un fine settimana lungo - al massimo tre giorni - a titolo di ferie e così lasciano insoddisfatti i clienti che commentano: "mannaggia! Mi tocca di procrastianre l'esito sperato per due settimane".
Evidentemente, loro vanno in ferie sul serio ( prima tranche ), probabilmente lontano e si dolgono di non essere sollevati da questo cruccio prima di partire.
Loro, devono essersi affrancati.

giovedì 23 giugno 2011

Milone

La maternitù non è affatto favorita, caro Milone.
Me ne rendo conto, constatando i vari maccheggi alle porte d'accesso, con disinserimenti vari degli allarmi e dei magneti, accompagnati da sbuffi e improperi, quando una mammina si affaccia smarrita all'ingresso. Quando si tratta di extracomunitarie - le uniche procreatrici meritevoli del termine, in questi tempi grami - non se ne parli..
La mia generazione è quella che ha dato di meno: l'ideologia ribellistica del "vogliamo l'impossibile", pur foriera di una chiara evoluzione civile e civilistica, ha comportato, per i limiti oggettivi e quelli complicati della nostra povera natura umana, un invecchiamento progressivo in tutti i sensi.
Il baggiano mercantilismo ha aggravato la tendenza e ha offerto ogni sorta di giustificazione, fra la mistificazione e l'illusorietà, ad egoistiche visioni.
Purtroppo, non è la sede e non c'è il tempo per sviscerare un fenomeno complesso quanto, in gran parte, inconsapevole presso i suoi ( mancati ) protagonisti.
A noi basti il superficiale sentore di un fastidio evidente, quando, nel tentativo di non rallentare l'operatività, inneschiamo un lacerante sibilo per i timpani, mentre i pargoli, basiti e con gli occhi sgranati, cominciano a prender sentore si un'artificiale realtà.
Quanto a noi, credem'a me Milone, sono di più i postel richiesti ai primi sintomi di gestazione, che la passione e la responsabilità procreatrice.

mercoledì 22 giugno 2011

Milone

Oggi, Milone, cominciano gli esami di maturità, viatico alla vita adulta, almeno per chi ha avuto capacità, volontà e possibilità di studiare. Da ora in poi, anche chi proseguirà all'Università, non sentirà più parlare di certi contenuti, ma, anche se gli sembrerà di non ricordarsene più e per quanto i "falsi profeti" potranno "chiedergli" di adeguarsi, dalle origini dell'anima riemergeranno sempre e lo terranno "in rotta".
E' un privilegio di cui, in queste ore arrovellate, non ci si rende conto.

Sempre oggi, uno dei nostri valenti artisti-cassieri di strada è andato a tappare un buco nelle vicinanze, ma presso un'altra azienda: la dismittenda, a pezzettini, Banca Euromobiliare.
Sembra il mercato dei domestici: secondo la "fama" e fuori regola.

Due fine settimana or sono, un altro cassiere mezzofondista, dopo aver chiuso il suo sacello monetario, si è precipitato a raccogliere i "valori" di un collega in procinto di andare in ferie, secondo una pratica organizzativa assolutamente originale nel mondo bancario. Non ha eguali nel credito... se ventisette anni di sindacalismo posson bastare..

In tutto questo, a chi è funzionale il sindacato...riformato ( uno dei tanti paradossi, trattandosi di bottega cattolica ) "nazionalizzato" e protetto dell'azienda?

Milone

Una delle strutture portanti della nostra imprenditorialità è il gioco di squadra.
Ogni vicenda, non solo quelle celebrate sul portale aziendale, vede il concorso univoco di tutte le componenti utili e non trascura i supporti.
Questo fascio di volontà e intenzioni "comunizza" gli esiti e consente, nel contempo, di controllare che nessuno alzi la cresta.
Sulle ali di un pensiero univoco, a ciascuno è intimato di mettere all'ammasso uno spicchio di cervello e di non utilizzare il restante.
Così si risparmia sugli inquadramenti e si fornisce all'imbambolato fruitore un senso di indivisa devozione alla sua preminenza, a cui non è quindi richiesta la seduttività individuale e la personalizzazione del rapporto.
Tutto è dovuto al Pater. Sarà lui, a sua discrezione, a distribuire ai suoi operai della vigna un quartino di vino, per inebriarli della loro uniforme fatica.

Milone

Caro Milone, oggi è il solstizio d'estate.
Mi sovveniva, osservando lungo il corso, le prime comitive di Giapponesi, che anche noi "godiamo" di un regime festaiolo del tutto speculare al loro.
Pochi giorni, da trascorrere in località esotiche, beneficiando delle occasioni low cost e poi subito in battuta, praticamente senza soluzione di continuità, date le convulsioni feriali, tutt'altro che ricreative, tutt'altro che riposanti.
I Giapponesi sono scintoisti per tradizione, ma, in realtà vivono di autocoscienza. le loro visite al tempio servono a caricarsi nel lavoro, nella vita sociale. Pregano per poter comprare l'ultimo modello di automobile, per avere successo, anche solo retorico, in azienda, coniugano innovazione e tradizione in un sincretismo di slognas.
Efficienti e sudditi.
L'ideale di ogni mandarino.

sabato 18 giugno 2011

Milone

Un ristoratore che ristora nei paraggi, ha appena finito di dirmi che da un singolo gestore è trapassato - al manifestarsi di talune criticità reddituali - ad un consulto gestorio che lo costringe a passare in sede per versamenti piccoli, ma continui, come coloro che sono in libertà vigilata, alla quale concorriamo, non come fanno le questure, non, come noi, per la stessa mancanza di organico e di mezzi da impiegare, ma perché sono costrette - loro malgrado - ad applicare le regole di un moderno Stato di diritto.
Ho notato, infatti, che man mano che la situazione si fa periclitante, aumenta il ruolo dell'RDE, cioè di una figura rispettabile ( se ha rispetto di se stesso ), ma minore, come costuma da molti anni nelle banche, a consolare con pochi soldi le carriere femminili e del personale con poche risorse economiche o clientelari.

Milone

Commento ad una letterina devota sul buon operare aziendale in squadra.

Fabio Giacalone: Santo subito!!!
Beatificazione per Giacomo Carrea, in attesa di altri miracoli.
Intorno a loro, un coro di beati e di pie (?) donne in un tripudio di sinfonie cherubiniche.
Sulla terra si levi un coro di be(o)atitudine e di condivisione che coinvolga tutti i destinatari della mail.
Avvisate l'Area manager perché adegui il suo abbigliamento, per l'occasione.

martedì 14 giugno 2011

Milone

La cessione di Banca Euromobiliare Suisse non può essere partecipata nei termini di un comunicato, dal quale sarebbe stato meglio espungere spiegazioni che non spiegano.
In Svizzera, negli ultimi anni, hanno spostato o eletto domicilio, soprattutto rampolli di uomini di finanza e, in partnership con papà, hanno consolidato robusti asset personali.
Qualcuno/a ha stabilito sodalizi, anche matrimoniali, e, dopo non molti anni di facile "gavetta", ora se la trattano alla grande.
Così ha fatto la figlia del private banker del Banco di Roma e uno dei figli dell'omologo di Unicredit. Il primo è in pensione da vent'anni ma continua a svolgere consulenza presso Carisbo, mentre ho visto il responsabile di quell'ufficio borsa, che conoscevo, presso di noi.
Ma stendiamo un velo di privacy su questi movimenti circoscritti e sincronizzati.
Sta di fatto che questa volontà di non crescere, di ripiegarsi su una auto-affermata natura domestica, risulta poco convincente, anche alla luce, abbacinante e schermata, della natura "evasiva" dei capitali da investire appena oltre confine.
Per la nostra come per le altre banche.

Milone

Sono sempre più entusiasta, caro Milone, dei nostri criteri di gestione, efficaci e redditizi.
Da Termini Imerese, due giovani fidanzati sono passati per riscuotere una piccola cifra, utile per la casa che hanno cominciato ad apprestare.
La conversazione è stata breve, come lo scarso organico e la pretesa di fare sempre bella figura a prescindere dalla realtà, impongono, ma sufficiente a raccogliere il disincanto di un differito, ex Banca di Roma, che, acquisito cinque anni or sono, dopo aver inizialmente apprezzato il disinvolto dinamismo dell'acquirente, si era anche illuso di poter accedere ad un esodo individuale ( dato che noi non aderiamo al fondo esuberi, per non doverne sostenere l'onere ) , convinto che il suo tempo fosse venuto e che bisognasse lasciar campo ai giovani, più sfruttabili. Se ne era quindi andato, dopo un'oculatissima disamina dei pro e dei contro.
Fatto sta, diceva il figliolo, che da due anni non percepisce "una beata minchia". Per fortuna che mamma lavora.

Che il Credem'a me fosse poco incline a pagare si sapeva, ma gli attestati, che sembrano talvolta un criptico segnale che mi venga rivolto, perché io non faccio nulla per sollecitarlo, si susseguono. Non sono innumerevoli, ma sono costanti e vanno a formare un quadro coerente del modus operandi di questa strana banca.
Altre testimonianze hanno riguardato il canone di locazione di certi locali, presi in uso d'agenzia.

Mi sovviene di quando mi fu proposto di cercare di attestare ciò che non ero stato, come erano riusciti a fare altri due colleghi in Puglia ed in Sicilia.
A Termini Imerese?

mercoledì 8 giugno 2011

Milone

Mentre procediamo, senza volercene rendercene conto, verso una società meticcia nelle origini, nelle culture e nei costumi, ci abbarbichiamo puntigliosamente ai nostri, come se, anziché una vetero realtà agro-capitalistica, fossimo dei mercuriani itineranti e cercassimo di sedimentare i nostri guadagni e le nostre certezza, in assenza di una terra nostra.
Ieri sera, un Tamil, rappresentante di una razza disprezzata a lungo a Ceylon, con gli effetti che si possono constatare oggi, si lamentava con me per aver "trascinato" il fratello in un mutuo Credem'a me.
La cravatta o cappio trentennale, si è recentemente allentato ( o stretto? ) per l'insorgere di una malattia neurologica nel sottoscrittore ed una rata - dico una - non è stata pagata.
Subito dopo, il fratello, interpostosi, gli ha fatto chiedere la moratoria di diciotto mesi, senza accumulo d'interessi, prevista da un recente provvedimento legislativo. Adducendo ringhiosamente ( parole sue ), la possibilità scampata dal moroso "di essere messo in mezzo alla strada", il suo platformista gli ha applicato ( sua sponte? ) , la sospensione interbancaria o A.B.I.
La differenza nelle competenze fra l'onere inevaso ( in un anno e mezzo ) e i soli dodici mesi onerosi concessi, è di 7.200,00 euro. Ottocento contro ottomila.
Mi è venuta in mente la lamentela del Credem'a me circa gli "irresponsabili" partecipanti alla Convention dello scorso anno, che provocò, appunto, un maggior onere sul budget calcolato di 7.000,00 euro, la sentenza per "morosità" fiscale del Tribunale di reggio Emilia, le viste ad limina di clienti della provincia parmigiana-reggiana, che si versano, a distanza, 4.900,00 euro ed i prelevamenti di pari importo locali, prenotati al gestore, per saltare la fila.
O forse, in via.... sono di una dottrina interpretativa talmudica differente dalla nostra.
Il gran Rabbinato di Reggio Emilia, pur nel rispetto che portiamo alle diversità dei fratelli, potrebbe dare un parere; credo anzi che un nostro giovane iniziato si sia già interessato in tal senso, quando ha sentito che le sue rassicurazioni generiche non sviavano il cliente dalla rischiosa "causa".
Sinagoga di Bologna

Milone

Che pazienza, Milone, con questi Patati che, ritenendo di essere depositari, oltre che di un ruolo servile, anche della sapienza aziendale, contraddicono tutte le prassi consolidate, anche in presenza della clientela, salvo constatare - in presenza della medesima - che le cose erano andate come da subito anticipatogli e, tout de suite, come se non avessero fatto la figura dei babbei presuntuosi che sono, per non perdere tempo, adattano la logica del discorso alla constatazione appena fatta.
Povere anime dimissionarie...forse entro una decade.
P.S.
Per recitare lo stesso copione, su un altro palcoscenico.
Se Javé li fulminasse...talmudici e veterotestamentari come siamo, possiamo permetterci queste invocazioni.

Milone

Ieri Patato non c'era.
Oggi, al suo posto - e solo per oggi - è riapparsa Federica, evidentemente neo-affidataria del nostro direttore dimidiato.
Nell'ambito della proattività aziendale, si manifesta un particolare spirito di appartenenza, dei clienti come dei prestatori d'opera: quella del Capo.
Deve essere un obiettivo ( inconscio? ) e un'identificazione con un modello sociale, perché al ruolo attribuito per meriti sperimentati, corrisponda un'adeguata capacità interpretativa, che releghi ad un livello sottostante la propria personalità, scambiandola per un'evoluzione.
Sta crescendo.

Milone

Sono le 13,11, caro Milone, e le luci - già a basso consumo - si sono affievolite.
La giornata plumbea, all'esterno, incornicia i nostri lumini votivi, che illuminano pallidamente i devoti operosi.
Sinagoga di Bologna del Gran Rabbinato di reggio Emilia

venerdì 3 giugno 2011

Milone

Ormai ho imparato a distinguere, caro Milone, se i colleghi sono in ferie, oppure non.
Intendo dire che seleziono lo stato attivo da quello di riposo, dalla veste che li ricopre.
Sono, comunque, sempre presenti e fedeli, come i Carabinieri.
Quando, però, caracollano per gli estetizzanti ( solo anti ) locali in jeans, camiciola e zainetto, ne deduco che sono in ferie e che approfittano delle medesime per sbrigare qualche faccenduola che hanno lasciato in sospeso, per completare un adempimento che la sera precedente, allo scoccar dell'ora fatidica dell'inserimento dell'allarme, non avevano ancora risolto, per corrispondere ad una sollecitazione ricevuta in extremis, via fono o sms.
Più che dei dipendenti, sembrano degli indaffarati uomini e donne d'affari. Spero per loro che sia così.
Non conoscendo i patti para-sociali, non sono in grado di formarmi un'opinione.
Opino, però, che sia proprio il para-para, uno dei nostri cardini costitutivi.

giovedì 2 giugno 2011

Milone

Oggi, un affabile cliente mi ha confidato, caro Milone, che i platformisti "vanno in ferie, quando comoda a noi clienti di calibro".
Non avevo quindi supposto invano che le occasionali assenze di cui usufruiscono i gestori della clientela, a tutti i livelli, fossero funzionali ai privati calendari degli impegni, dei loro feudatari.
Che di un'economia di mantenimento si tratti è dimostrato dalla stabile e statica utenza, che viene in banca a farsi fare anche le operazioni più elementari, più volte al giorno e che chiede una gamma di servizi da banca di credito cooperativo, in coerenza con la nostra origine di banca agricola.
Con buona pace del "mercato", che vale solo a giustificare i pagamenti indispensabili ai dipendenti e, come lamentava un manutentore, stanco delle insistenti rimostranze di Patato, quelli ritardati ai fornitori, almeno a quelli di servizi.

I ritmi di lavoro, secondo un programma "casalingo" utile agli esiti voluti, circa il frenetico tran-tran quotidiano e i frivoli impegni del dopo-lavoro, vengono scanditi anche dai compagni di banco, che talvolta assumono atteggiamenti intimidatori e, almeno verbalmente, violenti.
Bisogna perciò ricordargli, come ho dovuto fare venerdì con Rustichello, fidanzato di Mirandolina, quali sono le attitudini nelle quali possono dare il meglio di se stessi.

Ho conosciuto un'altra dimissionaria di Marella, secondo la quale, il ruolo di "mazzieri" del padrone è sempre interpretato dai colleghi, in questo senso ispirati, ma anche frustrati dal trattamento pure a loro riservato e che non hanno il coraggio di rivolgere l'espressione del proprio malessere a chi dovrebbe essere naturalmente diretta.

martedì 31 maggio 2011

Milone

Nel vernacolo bolognese, coloro che si impippano - è proprio il caso di usare questa espressione - di tutto, vengono definiti "fac(c)endi", sottospecie di "faccendieri", dall'evidente etimo latino "facio".
Iloti.
Vivunt quasi ingenui, moriuntur ut servi.

Milone

Gli elettori, ad onta delle drammatizzazioni dei pretendenti delusi, hanno agito con "leggera" libertà.
Or questo, or quello, con maggiore o minore, ma non esclusiva costanza.
Berlusconi ha lanciato una maledizione agli infedeli: se ne pentiranno. Come se non fosse scontato..., poi mitigata con l'auspicio di un ritorno all'ovile, più utile a ricompattare le salmerie in vista della "riforma della giustizia", condicio sine qua non perché si possa ritirare, che ad assicurarsi la solidarietà dell'azienda allargata. Non è Giobbe neppure lui.
Trionfalismi e fieri cipigli, scalmane estive, prima che gli ardori si stemperino nell'attrito sistematico delle fazioni interne, in quello degli interessi che stavolta non hanno prevalso, fino a degradare nel mercato compensativo.
Se nel mezzo riusciranno a fare qualcosa di significativo, saranno degli eroi della "resistenza" e del lavoro.
Il mondo, astutamente, ogni tanto lascia libero sfogo alle illusioni, cristallizzate su quella soglia.
Solo al Credem'a me gli equilibri restano immoti; anche il sindacalista ha ormai sei generazioni di "umiliati e offesi" nella bisaccia della coscienza che, "nelle intenzioni", gli assicura comunque un sonno leggero.
Solo una futura "invasione barbarica" potrà mutare, dolorosamente, il nostro mondo e, in questa fase, qualcuno dirà certamente: "si stava meglio, quando si stava peggio".

lunedì 30 maggio 2011

Milone

Sostiene Raoul, il mio amico cubano allo sportello, che, presso la società in concessione, nella quale lavora per una cooperativa, all'interporto, delle nove ore di facchinaggio - dalle 18 alle 03 del mattino, gliene vengono attribuite solo sette, senza maggiorazioni per il turno notturno.
Esattamente come facciamo noi, con gli intervalli mancati o monchi ed il servizio di portineria nel tardo pomeriggio, senza contare i ritmi sopportati, l'adibizione mercuriale ( nomade ), anche se il "prodotto" risulta sotto-standardizzato rispetto agli utili attesi.
Sostiene Raoul che si tratta di sfruttamento. Deve essere privo di Passione e di Responsabilità o, forse, il fatto di fare il facchino gli impedisce di barare con la sua coscienza e con quel barlume d'intelletto che gli rimane dopo tanta fatica.
Quando l'ho conosciuto aveva una moglie e due figli, la più grande dei quali lo aveva già reso felicemente nonno.
Aveva anche una bella fidanzata, alla quale corrispondeva del denaro, in alternativa: una volta l'una, una volta l'altra, come ogni buon socialista deve fare.
Sta di fatto che la "legittima" se ne è accorta e, separatasi, ha preteso un appannaggio legale che le frananti strutture solidali della perla dei Caraibi le attribuiscono, in quanto (ex) moglie di un emigrato "ricco".
Nel frattempo, la relazione con la bella nina si è interrotta. Niente paura, eccone un'altra ancor più smagliante, ma altrettanto costosa, che porta sempre con se sul display del telefonino.
Con quest'ultima "farò almeno un figlio"; ne vorrebbe almeno dieci, ma tristemente deve ammettere che non può: "è l'economia che me lo impedisce".
Deprimenti effetti dell'influenza capitalistica e delle indotte ripartizioni di reddito per famiglie ed eredi legittimi e di fatto.
Nel frattempo, sta pagando la casa alla figlia al mercato nero: diecimila dollari perché "i figli son pezze'e core".
Schiavo, oltre che del datore di lavoro, anche di una mentalità d'antan, Raoul si ammazza di fatica, per 700 euro mensili, per non abdicare all'ormai remoto, pigro goder al sole dei tropici.
Con tanta nostalgia di Fidel, preveggente: "socialismo o muerte!"

giovedì 26 maggio 2011

Milone

Quando l'operatività rallenta, caro Milone, inevitabilmente ci si annoia.
Non è questa una buona ragione per spidocchiare le altre scimmie, secondo l'uso dei primati che anche noi siamo.
La noia nasce dal vuoto e dalla costrizione di non potersene andare a ricrearsi nel flusso verso la meta degli altri primati, grigiastri o colorati che siano.
E' un po' come stare in una prigione ad ore.
Il lavoro, in fondo, serve a far passare il tempo: tanto, contro una retribuzione molto modesta se confrontata con il suo adeguamento-mantenimento, rispetto alla vita trascorsa, anche se, al ricomparire di alcune scimmiette dispettose e di altri scimmiotti pedanti, si rimpiange il temporaneo vuoto esistenziale.
Considera quindi, mio caro, questi messaggi come le mie personali lettere dal carcere, dal quale, per l'eterogenesi dell'esistenza, non ho nessuna intenzione di evadere.

Milone

Mi soffermavo, poco fa, caro Milone, sulle mises dei miei conformisti colleghi e, per contrasto, su quelle dei clienti danarosi, dei quali sembrano i fedeli, o gli infidi maggiordomi.
Basterebbe famigli, a definirli, ma l'atteggiamento da Capo dei domestici e fiduciario del padrone è indotto dagli arcana moralia e dalle aspirazioni, rinfocolate dal gruppo omogeneo.
Vestono abitucci pret a porter che nelle ex boutiques, trasformate dalla crisi in mini empori low cost, che con 130-170 euro ti tirano dietro, forti dei ricarichi che, nell'abbigliamento, toccano il 300%.
Ciò non ostante, la qualità del tessuto è quella che può essere, la trama della tessitura è rada e, in men che non si dica, il panno si infeltrisce, si ingobbisce conferendo alla mascheratura la sua veste grottesca.
Non meno grotteschi sono spesso i clienti: in tuta con decorazioni e numerazioni smaccate, anche se hanno la mia età; pendagli d'oro al collo, braccialetti ai polsi. Capelli tinti e abbronzature sulle rughe. Over...pluripremiate alle sfilate contemplate, si alternano ad interdetti spendaccioni in canottiera, scortati dal personal-commercialista.
Miseria e nobiltà o fiera delle vanità?
A voi le rispettive ed eventuali attribuzioni.

mercoledì 25 maggio 2011

Milone

Mi chiedevo, nei giorni scorsi, Milone, in quali recessi della psiche si dovesse ricercare la vocazione del Credem'a me per i suburbi e gli insediamenti rurali, non esclusivi, ma nettamente prevalenti.
Mi sono infine risposto: è il senso della "roba" di Giuseppe Verga, che spiega in parte anche la "propensione per il Sud".
Il Credem'a me ha una natura saprofitica: pianta le radici dove si insedia, specula immobiliarmente e dove non riesce a comperare, si insedia, in cambio di deroghe mirate, nei locali di proprietà dei clienti, senza pagare l'affitto, se e quando da questi ultimi è chiamato.
Così operando, si cautela dalle scalate, che dovrebbero comprendere un patrimonio immobiliare analogo, per estensione, al lago di Garda.
Per cui, fino a che gli immobili, che di tanto in tanto si cerca di rifilare ai dipendenti, non verranno scorporati in una società ad hoc - come fece la destruenda Banca di Roma, prima di venderli - difficilmente l'azienda sarà rilevabile, se non attraverso una procedura "spezzatino", che non escluderei.
Considerato che il senso privatistico, anzi intimo, della sua attività, lo porta a considerare intrusi e inopportuni i clienti occasionali - come se la banca non svolgesse una funzione pubblica - ed a curare fino al parossismo le formalità ambientali, mi confermo nell'impressione reiterata di un ambiente autoreferenziale che si espande corazzato, avente cura, ad ogni mossa, di delimitare, anzi di stabilire dei confini e che considera i suoi dipendenti solo delle voci di costo.
Sarebbe, pertanto, importante che, in sede di rinnovo del contratto di lavoro, fossero stabilite delle norme inderogabili circa la necessità di inquadrare il personale, il cui rapporto di lavoro deve essere regolato anche da un contratto integrativo aziendale o di secondo livello, per sottrarlo allo sfruttamento occasionale.
Senza fiducia, faremo l'ennesima comparazione fra enunciazioni e fatti e fra teoria e pratica del cappellano CISL in azienda.
Se saremo ancora qui.

sabato 21 maggio 2011

Milone

Ogni tanto, Milone, mi appare la Madonna.
Si configura nella bussola nei fine mese e, quando il direttore dirige altrove, è, per così dire, in tournée, ne occupa l'ufficio, lasciandovi nuances sfumate e screziate, a segnalarne agli scettici il passaggio.
Durante l'imbussolamento, Madonna Morena non manca mai di darsi uno sguardo sulla parete riflettente - come le altre bonazze aziendali e Franco Nero, o Feldmaresciallo del regio-imperial esercito austro ungarico - si accarezza la chioma tinta e laccata e, infine, appare.
E' subito un chiocciolare con tonalità da soprano che imita un baritono: si rischiano pacche sulle spalle.
Esauriti, con un'ultima risata, i convenevoli, passa rapida lungo il corridoio, nonostante i tacchi da giraffa, montati su calzature spesso consimili, semovendo il bacino da ape regina, preceduto da generosissime fonti etico-alimentari.
Secondo me si veste da Marella.
Per un paio d'ore si apparta nel sunnominato ufficio, poi si riappalesa per il caffé lavorativo.
Indugia e osserva la tempestività nelle operazioni di sportello, sulla quale ha certamente elaborato una teoria di ricavi. Quando torna, c'è con lei Capitoni, dimidiato da San Giovanni in Persiceto ( da cosa nasce questa vocazione del Credem'a me per i suburbi? ) che la congeda cerimoniosamente ( se si potesse leggere nel pensiero... ) , dopo averla riaccompagnata in filiale.
Evidentemente, anche i congedi seguono una liturgia.
Chissà quando la rivedrò?
Forse alla prossima sospensione, "sperando" di non essere in ferie.
P.S.
La immagino a sera, alla sua magione, liberarsi delle scarpe, sedersi sul letto, allentare i ganci e decomprimersi, mentre si accinge a rimuovere il trucco.

Milone

E' appena passato a salutare un ex collega di Tropea, che, in attesa che qualcuno ci aprisse, mi ha raccontato dei suoi trascorsi aziendali.
Una volta, pare, perse le chiavi di accesso e, dopo aver passato "una mezz'ora da inferno", lasciò il servizio, inseguito dal cappellano storico, al grido di "mi dimetto!"; "mi dimetto!"
Poi - mi ha detto - dopo un congruo periodo, rientrò in servizio.
Dev'essere stato per la mancata promessa che fu esentato dalla sanzione sospensiva.
Il suo stipendio, all'epoca, era di circa 1.400,00 euro al mese e, forse, non si avvertiva l'esigenza di calmierarne il costo per la gestione corrente ( 2003-2004 ).

mercoledì 18 maggio 2011

Milone

Sono ormai numerosi i clienti che si meravigliano della liberalità normativa con la quale li tratto.
In numerose realtà Credem'a me, a taluni viene addirittura inibito di prelevare il loro denaro, se i salassi sfiorano la fatidica soglia dei cinquemila euro, tanto che, se per sfuggire all'attrito delle agenzie presso e con le quali hanno il rapporto, vengono in Sede, spesso il loro conto risulta bloccato, anche se è largamente attivo.
Costrizioni maniacali=costume manicomiale.
Come se l'ostentata purezza, l'ipocrita educata riservatezza, che è invece omertà, servisse a blindare da influenze ispettive istituzionali, il nostro paradiso bancario.

Milone

I miei valenti colleghi vengono sottoposti a test ricorrenti.
Delegati aziendali, con portatili a tracolla, si ssitemano in un salottino e, dopo istruttorie solitarie, più o meno lunghe, cominciano a (ri)convocare gli stessi soggetti per indagare circa la loro spremibilità residua.
Il tono è particolarmente amabile e familiare, anche se leggermente distaccato.
Guardo Patato che, dapprima accasciato sul tavolo come un cagnone stanco e bonario, riprende la sua verve descrittiva mentre l'esaminatrice annuisce compunta, rilassarsi, manipolando dei fogli.
Ora parla la vestale aziendale e lui, rasserenato, dopo una rassicurante confessione, si appresta ad illudersi di nuovo, fino a cadere ancora nell'errore e poi nel pentimento.

martedì 17 maggio 2011

Milone

Oggi che Giovanni Rambo supplisce all'inadeguatezza fisica del Titolare di San Lazzaro di Savena - la triste alea del datore di lavoro, che si trasforma nel travaglio schizofrenico di chi è destinato a farvi fronte - da un box all'altro della Sede semideserta rimbalzano le sollecitazioni agli adempimenti ripartiti fra settori diversi, per evitare che si trascurino quelli aggiuntivi per privilegiare i propri.
Nulla trapelerebbe se l'altrimenti ferrea consegna del silenzio, non venisse violata allo scopo di ristabilire il proattivo equilibrio.
Nella vecchia banca avevamo un mensile, il Villaggio, prodotto in carta patinata per una cinquantina di fogli.
Nelle ultime pagine venivano registrati gli avvenimenti ricorrenti: "sono stati promossi"; "sono stati trasferiti"; "è nato/a"; "è mancato/a" (sfortunati e quiescenti) , fino a "hanno donato il sangue", a cui un gruppo di buontemponi allegava in rubrica tipografata un "hanno donato il c..." di facile interpretazione.
Qui si farebbe prima a citare i renitenti.

Milone

Piangono i bottegai dei dintorni per la conferma della sinistra, pur trasformista, a Bologna.
Secondo loro, aumenteranno i disadattati, i drogati ed i Centri sociali.
L'unica prospettiva che li cruccia, però, è il mantenimento dell'elevata tassazione sulle concessioni, se non il suo inasprimento.
Erano pronti, per amor di bottega, a intonare il "va pensiero", sulle note del quale, i patrioti milanesi, alla Scala, diedero il via all'insurrezione contro gli Austriaci, al grido di "Viva l'Italia!"
Sentimenti aristocratici, condivisi sentimentalmente dal popolo milanese, che cominciò, subito dopo, a dare il suo contributo di sangue.
Sappiamo come è andata, ma non per questo ci sentiamo di empatizzare con questi anemici "civici".
P.S.
Per la cronaca, io ho votato per Beppe Grillo, che a Bologna ha un seguito notevole.
Vi (si) tenne un partecipatissimo "vaffa day".
Io sarei stato sospeso per tre mesi.

Milone

Siamo eccellenti, caro Milone, non c'è niente da dire.
Abbiamo un bancomat, ad esempio, da 500,00 euro al giorno, ma solo presso lo sportello di emissione.
Gli altri, anche sulla medesima piazza, sono....di un'altra banca.
Franchising mascherato e, se tanto mi dà tanto......

lunedì 16 maggio 2011

Milone

Mi chiedevo, ieri, davanti alle due schede elettorali, se stavo votando in italia o in Venezuela: il movimento blanco, il partido colorado, i responsabili, l'Italia dei Valori e via rimescolando, in un caleidoscopio di simboli cromaticamente caotici.
Un monumentale ciurlar nel manico.
A quando la Lista, il partito, il movimento Passione e Responsabilità?

Milone

Il nuovo modello di leadership: vincere!vincere! vincere!
E vinceremo, officiando al dio Onan, in terra, in cielo, in mar!
Nel frattempo, si segnala un caduto a San Lazzaro di Savena. Un altro ha già raccolto il nostro vessillo!
Venerdì ho assistito ad un'assemblea del personale: silente, intorno ad un tavolo da riunione.
Come un C...
Ad un pacato auspicio, il relatore ha dovuto tradurne i termini e precisare agli astanti che "non ne erano neppure a conoscenza".
Se i sindacati assumessero un ruolo pubblico riconosciuto, quanto viene perpetrato, attraverso lusinghe, minacce e pretesti, diverrebbe "solidalmente" e corporativisticamente obbligatorio.
Per fortuna, i riferimenti simbolici sono diversi.
Ora e sempre, ControRiforma.

giovedì 12 maggio 2011

Milone

Vecchio mio, un povero barbone giace, stracco e un po' brillo, all'ombra dell'intercapedine fra la struttura portante del palazzo che ci ospita e la struttura vetro-vetallica della banca. E' orizzontale al ristorante Diana, in via Volturno. Sopra di lui, con la luminosità della primavera e dei campi ubertosi, campeggia l'insegna gloriosa del Credem'a me.
Anch'io, quando sarò espulso da questo seno vizzo, tutt'altro che generoso, dimorerò proprio lì o, per evitare contese di vicinato, nei pressi.
Ad ammonimento di chi non ha saputo cogliere ed apprezzare un'ipotesi d'eccellenza.

Milone

Mi aggiornavo, caro Milone, sulle novità intervenute in mia assenza - nei regimi sono costanti, anche se in realtà non cambia mai niente - e già scorrevo, rapito, le tavole saliche di BU e Yogy, quando la mia attenzione è stata carpita dalla perfetta operazione di intelligence di cui ci siamo resi protagonisti a Verona. Il Sindaco-sceriffo ci darà senz'altro una onorificenza. Non dubitavo che il nostro sistema di controllo potesse favorire l'ordine pubblico, oltre quello aziendale, , ma un successo così clamoroso oscura quello dei Navy Seals. Le costanti segnalazioni hanno sortito l'effetto sperato
Ad altiora!

Ho terminato la faticosa lettura dei Cento anni del Credem'a me. Faticosa perché di un tecnicismo esclusivo; gli autori mi erano ignoti e devono aver lavorato, secondo le istruzioni dei committenti ed il costume invariabile dell'azienda, come dei ragionieri provetti o dei bravi dottori commercialisti.
Ci si rifà, ad ogni piè di pagina, allo stato patrimoniale dell'azienda progenitrice, secondo una catena evolutiva che attribuisce lo sviluppo "del credito all'impresa privata" ad un nucleo ristretto di maggiorenti e di sodali della provincia di Reggio Emilia. Ci si riferisce, or quà or là, allo scenario bancario nazionale ed allo stato di quelle che allora erano considerate le "grandi banche", anche se avevano un patrimonio di filiali pari al 45% della presenza territoriale del Credem. Più urbana la loro, più foranea la nostra.
Cuore piccolo e peloso, prospetticamente neutro.
Pochi i corollari dello sviluppo economico del territorio d'insediamento, quasi inesistenti gli investimenti infrastrutturali in un ambito dapprima povero, poi cresciuto fino a porsi ai vertici del reddito nazionale, anche in termini redistributivi.
Sembra di poterne dedurre che fuor dell'uscio di casa "niente ci riguardi".

Domani si terrà l'assemblea del personale per la presentazione della piattaforma contrattuale. Se ne terrà probabilmente un'altra allorché bisognerà illustrare l'apparir del vero, dopo l'affabulazione sul libro dei sogni.
Parteciperà un delegato di una banca acquisita, per dare una parvenza di Unitarietà al testo? La nostra è l'unica categoria ancora unitaria, solo perché il primo sindacato è la F.A.B.I.
Temo che sarà la solita tiritera, in fondo aziendale, di controllo aziendalista, anodina e priva di spunti.
Un po' come la Messa.
poi solo C.....

Domenica prossima si terranno le elezioni amministrative. Uno più mediocre dell'altro; scarse le competenze. I candidati minori sperano nel ballottaggio per negoziare il loro appoggio, che in realtà sarà fornito dai loro elettori, evidentemente legati alla lista da un sodalizio clientelare inscindibile. Non mancano le liste civetta. La UIL ha sponsorizzato Angelo Maria Carcano, nostro cliente ai tribunali, legato a quel sindacato da nebulose colleganze, come la capolista Cinzia Cracchi. Meglio la lista del Sole di Cicciolina: meno ipocrita. In realtà, il nostro stimato cliente spera solo di intercettare i voti del PDL che non andranno alla Lega. In questo che c'entra la UIL?
Che cosa consigliare ad un giovane e serio elettore, che vota per la prima volta? E' come parlar d'amore e mandarlo a.....