Egr. dr. Vezzani,
coerentemente con quanto dichiaratoLe, annoto idealmente - perché ne resti traccia - la Vostra delibera sanzionatoria.
Confermo tutto quanto è contenuto nella mia replica alla contestazione istruttoria, deduco che l'appiglio punitivo è stata la mancata giustificazione dell'assenza di un'ora, puntualmente annotata dallo spionaggio interno, che tutto sa, ma al quale e verso il quale è demandata la più assoluta riservatezza, anche se ogni notizia "pruriginosa" è nota anche alle bariste dei paraggi.
Non mi era sfuggito, al ritorno dalla mia passeggiata decantatoria, con passaggio in libreria, che a questo avreste potuto abbarbicarVi, ma ho volutamente rimosso il pensiero di una insensata giustificazione, in rapporto ad un farisaico intento.
E' dal Novembre dello scorso anno che sono al corrente del "monitoraggio" a cui sono sottoposto e ne conosco anche la causa prima: il costo che rappresento per Voi.
Più d'uno me ne ha riferito e soggiunto che al Credem "i problemi sono sempre di questa natura".
Per parte mia, non ho mai dubitato che, nella Vostra logica, non ci sia posto per un sessantenne, inassimilabile al Vostro costume e che - sempre per Voi - rappresenta "un costo non ammortizzabile"..
Vi faccio tranquillamente capaci di creare le condizioni e le situazioni adatte per riuscire nello scopo, giocando ovviamente e sinergicamente in squadra.
Creda, ne ho viste di peggio, in ambiti più complessi e, in rapporto ai loro scopi, più sottilmente insidiosi. So, per altro, che Voi, essendo più semplici e diretti, potreste essere letali.
Se sarà necessario, avrò le mie ragioni da esporre ad un giudice terzo e non ci sarà barba di profeta, né di avvocato alla ricerca di conciliazioni, ad impedirmelo.
I direttori interni non mi interessano, per cui, esperite, se saranno necessarie, le formalità, ci confronteremo nella Sede neutra e paritaria che il Codice prevede.
Le segnalo, infine, che è mia ferma intenzione terminare il servizio al compimento del sessantacinquesimo anno d'età, per accedere alla pensione di vecchiaia e che non ho mai pensato di prendere scorciatoie.
Si tratto, a suo tempo, di un'iniziativa del legale del mio sindacato. Lo lasciai fare, sapendo che era inutile, perché non ero io a sostenere le spese.
Credo di essere in grado di dare alle mie comunicazioni un contenuto più grave e formale, ma non ho voluto aggiungere alla sanzione una pena accessoria. Ritengo che il contenuto sia comunque chiaro e spero di non vedermi rimproverare il tono, sorvolando sulla sostanza.
Con i migliori saluti,
Pier Paolo
giovedì 5 maggio 2011
Milone
Quando mi vedo sfilare innanzi il rincoglionitume clientelare, penso che tra poco sarò anch'io come loro.
Qualcuno è di una compulsività e di una coazione a ripetere, seconda solo a quella dei proattivi ( nevrotizzati ) colleghi.
Contemplando, chi estaticamente, chi non, il nulla e non avendo più niente da fare e, soprattutto, in cui identificarsi, eccoli alle bussole, dopo una visita in chiesa, un salto dal medico, in attesa del pasto di mezzodì.
Infine, una coppia, molto anziana e affiatata che passa una volta al mese, per essere in ordine con gli adempimenti: un'operazione a nome di lui, due a nome di lei, discutendone un po' le modalità, prima dell'esecuzione.
Poi, un saluto affabile, ma non cerimonioso e, uscendo, lui la prende sottobraccio.
Così, pur nella perdita di senso che precede la morte, potrebbe avere un significato inoltrarsi nell'ultima parte del viale.
Qualcuno è di una compulsività e di una coazione a ripetere, seconda solo a quella dei proattivi ( nevrotizzati ) colleghi.
Contemplando, chi estaticamente, chi non, il nulla e non avendo più niente da fare e, soprattutto, in cui identificarsi, eccoli alle bussole, dopo una visita in chiesa, un salto dal medico, in attesa del pasto di mezzodì.
Infine, una coppia, molto anziana e affiatata che passa una volta al mese, per essere in ordine con gli adempimenti: un'operazione a nome di lui, due a nome di lei, discutendone un po' le modalità, prima dell'esecuzione.
Poi, un saluto affabile, ma non cerimonioso e, uscendo, lui la prende sottobraccio.
Così, pur nella perdita di senso che precede la morte, potrebbe avere un significato inoltrarsi nell'ultima parte del viale.
Milone
Ieri sera, Milone, nel congedarmi dai miei colleghi, riflettevo sul loro uniforme abbigliamento che mi ricordava quello riservato agli inservienti ( commessi ) della vecchia banca.
A loro, di cui si pretendeva l'uniformità, almeno l'abbigliamento lo fornivano.
Che poi, per sembrare eleganti, qualcuno fra i più giovani vi accoppiasse cravatte non regimentali, contribuiva involontariamente a conferire pateticità ad una condizione servile, ma, almeno, contrattualizzata.
Siccome alla porta suonavano due avventori ritardatari e tradivano anche impazienza, gesticolando, mi sono chiesto se, per caso, il prolungamento di orario ordinario degli esecutivi non fosse funzionale al servizio di portineria, da prestare per coloro che prendono appuntamenti all'imbrunire.
Sarebbe bizzarro ( !? ) se, a conti fatti - e in questo campo il Credem è Maestro - il loro orario effettivo settimanale risultasse di 42 ore, come previsto per gli uscieri, delegati, ma per contratto, agli stessi compiti per favorire gli incontri in e della Direzione.
Se così fosse, bisognerebbe almeno catechizzarli sulla necessità di cambiare abito, oltre che il passo, essendo previsto in portineria il completo marrone.
Se però, compu(ti)tiamo che si ingozzano in mezz'ora ogni giorno per sbrigare il back-office durante la prima parte dell'intervallo, ne consegue che il compenso loro riservato si dovrebbe comporre di una parte "festiva" impiegatizia e di un'altra parte "festiva" da ausiliari: modesta la prima, misera la seconda, ma che oltre che non corrisposta, risulta scevra da contributi, che servirebbero solo a perpetuare la pigrizia dei "pubblici" ufficiali e non.
Invece, il plusvalore, con tanta modestia prodotto dai poveri malcapitati, va ad incrementare la mensa degli azionisti e dei loro fiduciari, che, poi, a loro "daranno qualcosa da mangiare".
Devo fare un serio esame di coscienza: rappresento proprio un costo insostenibile.
A loro, di cui si pretendeva l'uniformità, almeno l'abbigliamento lo fornivano.
Che poi, per sembrare eleganti, qualcuno fra i più giovani vi accoppiasse cravatte non regimentali, contribuiva involontariamente a conferire pateticità ad una condizione servile, ma, almeno, contrattualizzata.
Siccome alla porta suonavano due avventori ritardatari e tradivano anche impazienza, gesticolando, mi sono chiesto se, per caso, il prolungamento di orario ordinario degli esecutivi non fosse funzionale al servizio di portineria, da prestare per coloro che prendono appuntamenti all'imbrunire.
Sarebbe bizzarro ( !? ) se, a conti fatti - e in questo campo il Credem è Maestro - il loro orario effettivo settimanale risultasse di 42 ore, come previsto per gli uscieri, delegati, ma per contratto, agli stessi compiti per favorire gli incontri in e della Direzione.
Se così fosse, bisognerebbe almeno catechizzarli sulla necessità di cambiare abito, oltre che il passo, essendo previsto in portineria il completo marrone.
Se però, compu(ti)tiamo che si ingozzano in mezz'ora ogni giorno per sbrigare il back-office durante la prima parte dell'intervallo, ne consegue che il compenso loro riservato si dovrebbe comporre di una parte "festiva" impiegatizia e di un'altra parte "festiva" da ausiliari: modesta la prima, misera la seconda, ma che oltre che non corrisposta, risulta scevra da contributi, che servirebbero solo a perpetuare la pigrizia dei "pubblici" ufficiali e non.
Invece, il plusvalore, con tanta modestia prodotto dai poveri malcapitati, va ad incrementare la mensa degli azionisti e dei loro fiduciari, che, poi, a loro "daranno qualcosa da mangiare".
Devo fare un serio esame di coscienza: rappresento proprio un costo insostenibile.
Milone
Domani, caro Milone, compirò sessant'anni.
Rileggerò, appartandomi, il prologo alle Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar.
Adriano, imperatore romano, provinciale di Hispania, quindi del lungo periodo di decadenza dell'Imperium, riflettendo sul suo stato di salute, ne conclude che si tratta di una sconfitta accettata: "ho sessant'anni".
Io, man mano che le facoltà fisiche e mentali decadranno, non me ne farò un cruccio capriccioso: per adesso si tratta solo di un ridimensionamento fisico.
La Yourcenar è stata una raffinata scrittrice, sottile indagatrice dell'animo maschile, al quale ha saputo conferire, pur nella precisione realistica delle sue descrizioni, una dignitas ai più ignota.
Era omosessuale e, nella coppia, interpretava la parte virile.
Nella redazione di quella che è rimasta la sua opera più nota, amata e celebrata, si valse degli studi analitici e approfonditi della sua compagna, cattedratica di storia antica alla Sorbona.
Il perfetto lavoro documentario, sul quale lavorò letterariamente, come un direttore d'orchestra a integrare un'opera sinfonica, resta sullo sfondo, ignoto alla maggior parte dei suoi lettori.
Quando fu chiamata a far parte dell'Academie francaise, il Pantheon degli Immortali, prima e unica donna, non si presentò neanche e non vi sostò mai, neanche per un minuto.
Era decisamente una donna particolare.
Anche Adriano, che aveva una legittima moglie e procreatrice, numerose concubine, amò un giovane efebo di un sentimento e di una preferenza esclusivi, fino a che, costui, si suicidò, lasciandosi scivolare in acqua durante la navigazione, in una delle numerose campagne militari nelle quali accompagnava il suo mentore.
Melanconie pre senili, dirai, e forse con ragione.
Io festeggerò con la mia famiglia, con la mia donna, con gli amici e con i miei amici cani e, approfittando di una sospensione auricolare della nevrosi ambientale, mi riconcilierò con me stesso.
Un attimo di eternità.
Rileggerò, appartandomi, il prologo alle Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar.
Adriano, imperatore romano, provinciale di Hispania, quindi del lungo periodo di decadenza dell'Imperium, riflettendo sul suo stato di salute, ne conclude che si tratta di una sconfitta accettata: "ho sessant'anni".
Io, man mano che le facoltà fisiche e mentali decadranno, non me ne farò un cruccio capriccioso: per adesso si tratta solo di un ridimensionamento fisico.
La Yourcenar è stata una raffinata scrittrice, sottile indagatrice dell'animo maschile, al quale ha saputo conferire, pur nella precisione realistica delle sue descrizioni, una dignitas ai più ignota.
Era omosessuale e, nella coppia, interpretava la parte virile.
Nella redazione di quella che è rimasta la sua opera più nota, amata e celebrata, si valse degli studi analitici e approfonditi della sua compagna, cattedratica di storia antica alla Sorbona.
Il perfetto lavoro documentario, sul quale lavorò letterariamente, come un direttore d'orchestra a integrare un'opera sinfonica, resta sullo sfondo, ignoto alla maggior parte dei suoi lettori.
Quando fu chiamata a far parte dell'Academie francaise, il Pantheon degli Immortali, prima e unica donna, non si presentò neanche e non vi sostò mai, neanche per un minuto.
Era decisamente una donna particolare.
Anche Adriano, che aveva una legittima moglie e procreatrice, numerose concubine, amò un giovane efebo di un sentimento e di una preferenza esclusivi, fino a che, costui, si suicidò, lasciandosi scivolare in acqua durante la navigazione, in una delle numerose campagne militari nelle quali accompagnava il suo mentore.
Melanconie pre senili, dirai, e forse con ragione.
Io festeggerò con la mia famiglia, con la mia donna, con gli amici e con i miei amici cani e, approfittando di una sospensione auricolare della nevrosi ambientale, mi riconcilierò con me stesso.
Un attimo di eternità.
martedì 3 maggio 2011
Milone.
Così Woijtila è beato. Beato lui, chissà come sarà contento.
Domenica 1° Maggio, la Chiesa cattolica ci ha risparmiato il predicozzo sul lavoro, il San Giuseppe lavoratore e Suo castissimo sposo. Quando si dice la perfezione dell'assurdo.
Avvitandosi su se stessa, ha riesumato, insieme alle spoglie del beato, anche il suo costume medievale di santificazione e beatificazione per acclamazione, antesignano del sistema mediatico attuale, non meno farlocco.
Attenzione però: il popolo romano qualche volta acclamava, qualche volta gettava nel Tevere le spoglie del Papa.
Come gli americani con bin Laden, che, per privarlo di un luogo di culto, lo hanno "precipitato" nella trascendenza.
Domenica 1° Maggio, la Chiesa cattolica ci ha risparmiato il predicozzo sul lavoro, il San Giuseppe lavoratore e Suo castissimo sposo. Quando si dice la perfezione dell'assurdo.
Avvitandosi su se stessa, ha riesumato, insieme alle spoglie del beato, anche il suo costume medievale di santificazione e beatificazione per acclamazione, antesignano del sistema mediatico attuale, non meno farlocco.
Attenzione però: il popolo romano qualche volta acclamava, qualche volta gettava nel Tevere le spoglie del Papa.
Come gli americani con bin Laden, che, per privarlo di un luogo di culto, lo hanno "precipitato" nella trascendenza.
Milone
Nel leggere le croache dell'omicidio di bin Laden, sono incappato nell'ennesima, acronimica attribuzione ad un Corpo speciale, appartenente, in questo caso, alla Marina, ma braccio armato della C.I.A., quando si deve passare dalle parole ai fatti.
In una nota a margine, l'articolista informava che anche noi Italiani abbiamo una struttura consimile, sempre appaltata alla Marina, "soggetta ad un addestramento ancora più duro della consorella americana".
Per scopi ancor più meschini, piccoli, suppongo.
Dalla Navy...l'ottanta per cento degli arruolati si dimette, ma il Corpo, tarato per il venti, anche in termini di efficienza, continua ad alimentare il suo mito in assoluta riservatezza interna. Si può dire che "ha la situazione in mano".
Questi corpi scelti sono selezionati fra le persone più ottuse, capaci però di reazioni neurovegetative, adattabili ad essere brutalizzati per brutalizzare a loro volta.
Ricordo che, alla selezione per l'esercito, i paracadutisti, ai quali si prospettavano voli gloriosi, erano derisi anche dai sottufficiali, in quanto "titolari di elettroencefalogramma piatto", salvo quando uscivano radiosi dai colloqui a loro riservati.
Infatti i para' si sono macchiati di ogni nefandezza dovunque sono stati impiegati. Ben peggio dei Legionari e dei mercenari.
Trattavasi, in buona parte, di stupidità.
Ti ricorda qualcosa, tutto questo, Milone?
In una nota a margine, l'articolista informava che anche noi Italiani abbiamo una struttura consimile, sempre appaltata alla Marina, "soggetta ad un addestramento ancora più duro della consorella americana".
Per scopi ancor più meschini, piccoli, suppongo.
Dalla Navy...l'ottanta per cento degli arruolati si dimette, ma il Corpo, tarato per il venti, anche in termini di efficienza, continua ad alimentare il suo mito in assoluta riservatezza interna. Si può dire che "ha la situazione in mano".
Questi corpi scelti sono selezionati fra le persone più ottuse, capaci però di reazioni neurovegetative, adattabili ad essere brutalizzati per brutalizzare a loro volta.
Ricordo che, alla selezione per l'esercito, i paracadutisti, ai quali si prospettavano voli gloriosi, erano derisi anche dai sottufficiali, in quanto "titolari di elettroencefalogramma piatto", salvo quando uscivano radiosi dai colloqui a loro riservati.
Infatti i para' si sono macchiati di ogni nefandezza dovunque sono stati impiegati. Ben peggio dei Legionari e dei mercenari.
Trattavasi, in buona parte, di stupidità.
Ti ricorda qualcosa, tutto questo, Milone?
lunedì 2 maggio 2011
Milone
Il 1° Maggio, ieri, in fondo, è stato particolarmente arruffato. Segno dei tempi:
a Roma non si è celebrato il rito calcistico per dare spazio al milione e mezzo di pellegrini, accorsi al necrofilo rito di beatificazione di un indomito condottiero, non ancora, anzi, ben lungi, dall'essere stato analizzato storicamente.
Felix qui potuit rerum cognoscere causas.
Beato, in latino, vuol dire felice, mentre felix indica uno stato di beatitudine con ben poche o nulle attinenze con la beatitudo cattolica.
Vuolsi così..e il pubblico accorre, partecipe, allo spettacolo.
Sarà che mi accingo a dedicarmi alla nascita della tragedia, nella sua essenza dionisiaca, colta e popolare ( il satiro ) e alla sua genesi( rinascita ) dalla musica wagneriana, sullo sfondo della filosofia schopenauriana, come Nietzsche la concepiva, per contribuire alla tesina di diploma di mio nipote, ma l'avvento affluente e quello defluente dei sindacati, divisi e contrapposti, nella recitazione atemporale di Rossana Rossanda, che ha asserito di compatire la condizione dei ventenni di oggi, lei ottantasettenne, frullava nelle vacuità cerebrali di uno scampolo di tempo senza pensiero critico e in assenza di logica, che non sia quella, disarmonica, degli interessi.
Del resto...panta rei.
a Roma non si è celebrato il rito calcistico per dare spazio al milione e mezzo di pellegrini, accorsi al necrofilo rito di beatificazione di un indomito condottiero, non ancora, anzi, ben lungi, dall'essere stato analizzato storicamente.
Felix qui potuit rerum cognoscere causas.
Beato, in latino, vuol dire felice, mentre felix indica uno stato di beatitudine con ben poche o nulle attinenze con la beatitudo cattolica.
Vuolsi così..e il pubblico accorre, partecipe, allo spettacolo.
Sarà che mi accingo a dedicarmi alla nascita della tragedia, nella sua essenza dionisiaca, colta e popolare ( il satiro ) e alla sua genesi( rinascita ) dalla musica wagneriana, sullo sfondo della filosofia schopenauriana, come Nietzsche la concepiva, per contribuire alla tesina di diploma di mio nipote, ma l'avvento affluente e quello defluente dei sindacati, divisi e contrapposti, nella recitazione atemporale di Rossana Rossanda, che ha asserito di compatire la condizione dei ventenni di oggi, lei ottantasettenne, frullava nelle vacuità cerebrali di uno scampolo di tempo senza pensiero critico e in assenza di logica, che non sia quella, disarmonica, degli interessi.
Del resto...panta rei.
Milone
Festeggerò, caro Milone, il mio sessantesimo compleanno, con una prorogatio ludendi - sempre che il Fato non si metta di mezzo - sospensiva, che allevierà gli oneri aziendali.
Carpe diem! Del doman non c'è certezza.
Carpe diem! Del doman non c'è certezza.
Epiloghi di facciata.
Finalmente, gli Statunitensi si sono vendicati di Osama Bin Laden, che aveva portato la guerra, per primo, sul suolo nord-americano, colpendo un simbolo di quel capitalismo del quale anche la sua famiglia era ed è rappresentante influente.
Terrorismo? E che altro è un agguato consumato nel cuore della notte, con qualche complicità occulta di interessi?
Era un ingeniere e, insieme, un buon letterato e poeta, simbiosi note, ad esempio, negli States ed ignote in Italia.
E' stato un soldato e un combattente, prima contro i Sovietici che avevano invaso l'Afganistan, poi, con gli strumenti del terrorismo, contro gli americani, a prescindere da ogni altra, fondata e meno fondata, considerazione.
Contro questa "potenza e questo popolo arrogante", sentiti come barbari, perché estranei.
La pensava come lui - sia pur con altri riferimenti - anche John Lennon.
Terrorismo? E che altro è un agguato consumato nel cuore della notte, con qualche complicità occulta di interessi?
Era un ingeniere e, insieme, un buon letterato e poeta, simbiosi note, ad esempio, negli States ed ignote in Italia.
E' stato un soldato e un combattente, prima contro i Sovietici che avevano invaso l'Afganistan, poi, con gli strumenti del terrorismo, contro gli americani, a prescindere da ogni altra, fondata e meno fondata, considerazione.
Contro questa "potenza e questo popolo arrogante", sentiti come barbari, perché estranei.
La pensava come lui - sia pur con altri riferimenti - anche John Lennon.
Epistolari
Buongiorno dr. castellari,
se non ha nulla in contrario oggi consegnerei alla sig.a Santi il foglio in cui vengono indicati i gg di applicazione della sospensione ( come da intese 9-10-11 maggio ).
Come d'uso si tratta di due copie, una per Lei e l'altra da restituire firmata alla sig.a Santi.
Purtroppo io non riesco a venire a trovarla nei prossimi gg e ci tenevo a consegnarla prima.
Attendo una Sua conferma.
grazie
Simone
Buon giorno a Lei, dott. Vezzani e ben ritrovato.
Nihil obstat.
Mi piacerebbe conoscere gli Arcana imperii e capire la ragione delle attribuzioni - nella fattispecie a Madonna Morena che, spero, non mi sorprenda alle spalle -.
Grazie per la premura; La vedo sempre volentieri, anche se preferirei incontrarLa in veste diversa da quella di chi reca il viatico al condannato.
Cordialissimi saluti.
Pier Paolo
se non ha nulla in contrario oggi consegnerei alla sig.a Santi il foglio in cui vengono indicati i gg di applicazione della sospensione ( come da intese 9-10-11 maggio ).
Come d'uso si tratta di due copie, una per Lei e l'altra da restituire firmata alla sig.a Santi.
Purtroppo io non riesco a venire a trovarla nei prossimi gg e ci tenevo a consegnarla prima.
Attendo una Sua conferma.
grazie
Simone
Buon giorno a Lei, dott. Vezzani e ben ritrovato.
Nihil obstat.
Mi piacerebbe conoscere gli Arcana imperii e capire la ragione delle attribuzioni - nella fattispecie a Madonna Morena che, spero, non mi sorprenda alle spalle -.
Grazie per la premura; La vedo sempre volentieri, anche se preferirei incontrarLa in veste diversa da quella di chi reca il viatico al condannato.
Cordialissimi saluti.
Pier Paolo
giovedì 21 aprile 2011
Milone
Anche quest'anno, Milone, celebreremo la Pasqua in un tripudio di capri espiatori e di masticazioni. Molti ritualizzeranno spiritualmente l'olocausto, altri neppur questo. I teneri agnelli furono concepiti con monte programmate in tempo utile per averne in sovrabbondanza ( da caricare sul prezzo ) per la Festa. E' così per tutta la filiera alimentare zootecnica e, spesso, si ricorre alla fecondazione eterologa senza che nessuno abbia niente da ridire.
Fra brindisi e gassosità, verso l'alto e verso il basso, noi Farisei compenseremo la nostra interiore vacuità, affidandone poi al sonno l'oblio.
Fra brindisi e gassosità, verso l'alto e verso il basso, noi Farisei compenseremo la nostra interiore vacuità, affidandone poi al sonno l'oblio.
Milone
Si salva solo il Credem'a me, come Pietro l'aretino nella battaglia di Montaperti. Soli, in mezzo al campo, fra i caduti, inermi ma ancor vivi. La nostra Generalessa, invece, svetta nel suo tripudio anatomico, sulle povere spoglie.
Nuove conquiste ci attendono.
Le truppe operative, che sostengono il loro costo facendo le pulizie, aprendo le porte, sostituendosi al centralino e che, per questo, godono della considerazione gratuita e di un melenso rispetto che sa di presa in giro, da parte degli altri componenti dell'azienda, stanno per dirigersi verso la Marca marchigiana. Prima passeranno per il Montefeltro, poi declineranno verso mezzogiorno.
In questa compagine, l'assegnazione è per area, non per ufficio, mansione o filiale. Per risparmiare quattro soldi e non correre rischi con gli affidamenti - ridotti all'osso - si continua a sfottere chi resiste..perché di puro spirito di sopportazione si tratta.
Per lavorare qui, Credem'a me Milone, bisogna essere giovani, atletici, eleganti..poveri, ma belli.
Passione e Responsabilità eugenetiche.
Donde provengo, avevamo molti colleghi provenienti dall'Arma dei carabinieri, prima commessi e poi cassieri, fedeli ai valori custoditi come a quelli della Benemerita; qui provengono certamente dal Corpo dei Bersaglieri.
Dimenticavo: i nostri milites gloriosi sono inquadrati ( purtroppo ci sono norme che mettono il padrone in balia dei dipendenti ) al minimo sindacale.
P.S.
Il contenuto del problema non consiste nella contesa per le ferie nella Marca di levante - è quanto mi viene rassegnato ed è una delle debolezze della rappresentanza in rapporto alle "esigenze" di questa pavida e poco consapevole categoria - ma nel modello organizzativo che sceglie con chi e come far fruttare il lavoro. Facoltà del proprietario è di usare, trarre frutti ed anche distruggere il bene che ritiene - in questo caso - di possedere ed anche di quest'ultima facoltà si vale, come dimostrano le costanti dimissioni, anche se talvolta colgono impreparato l'utilizzatore.
In quest'azienda, dall'origine che non è centenaria, sindacalmente siamo all'anno zero. Mediare su queste basi è rendersi complici, Credem'a me, consentendo un caso più unico che raro di clonazione dell'unum sentire legionario, come quello della pecora Dolly, destinata, dopo le fastose celebrazioni degli esiti scientifici, ad essere sacrificata.
Nuove conquiste ci attendono.
Le truppe operative, che sostengono il loro costo facendo le pulizie, aprendo le porte, sostituendosi al centralino e che, per questo, godono della considerazione gratuita e di un melenso rispetto che sa di presa in giro, da parte degli altri componenti dell'azienda, stanno per dirigersi verso la Marca marchigiana. Prima passeranno per il Montefeltro, poi declineranno verso mezzogiorno.
In questa compagine, l'assegnazione è per area, non per ufficio, mansione o filiale. Per risparmiare quattro soldi e non correre rischi con gli affidamenti - ridotti all'osso - si continua a sfottere chi resiste..perché di puro spirito di sopportazione si tratta.
Per lavorare qui, Credem'a me Milone, bisogna essere giovani, atletici, eleganti..poveri, ma belli.
Passione e Responsabilità eugenetiche.
Donde provengo, avevamo molti colleghi provenienti dall'Arma dei carabinieri, prima commessi e poi cassieri, fedeli ai valori custoditi come a quelli della Benemerita; qui provengono certamente dal Corpo dei Bersaglieri.
Dimenticavo: i nostri milites gloriosi sono inquadrati ( purtroppo ci sono norme che mettono il padrone in balia dei dipendenti ) al minimo sindacale.
P.S.
Il contenuto del problema non consiste nella contesa per le ferie nella Marca di levante - è quanto mi viene rassegnato ed è una delle debolezze della rappresentanza in rapporto alle "esigenze" di questa pavida e poco consapevole categoria - ma nel modello organizzativo che sceglie con chi e come far fruttare il lavoro. Facoltà del proprietario è di usare, trarre frutti ed anche distruggere il bene che ritiene - in questo caso - di possedere ed anche di quest'ultima facoltà si vale, come dimostrano le costanti dimissioni, anche se talvolta colgono impreparato l'utilizzatore.
In quest'azienda, dall'origine che non è centenaria, sindacalmente siamo all'anno zero. Mediare su queste basi è rendersi complici, Credem'a me, consentendo un caso più unico che raro di clonazione dell'unum sentire legionario, come quello della pecora Dolly, destinata, dopo le fastose celebrazioni degli esiti scientifici, ad essere sacrificata.
lunedì 18 aprile 2011
Milone
Caro Milone, è consolante che il quotidiano economico nazionale attesti la nostra decontestualizzazione dal sistema bancario.
Sono capace anch'io di far utili per me, se faccio credito solo ad amici, soci e cointeressati e se tengo saldamente per gli ammennicoli il personale operativo, delego a quello commerciale ogni incombenza da sbrigafaccende e lo remunero sotto traccia in base al portafoglio che mi ha recato e, infine, tengo sotto organico le maestranze muovendole sulla scacchiera della dama, tramite digitazioni sul computer.
Le piccole banche di famiglia, una volta molto diffuse su questo e su quel territorio, erano strumenti di logge massoniche locali e servivano alle partite di giro fra "fratelli" e loro referenziati. Per generazioni, hanno costituito lo strumento di rifugio e mantenimento di micro assetti sociali e parentali, in barba alle variazioni del mercato, agitate propagandisticamente a maleficio di clienti non strategici e dipendenti.
Comunque sia, per noi è sancito: l'eccellenza mitologica è conseguita.
Sono capace anch'io di far utili per me, se faccio credito solo ad amici, soci e cointeressati e se tengo saldamente per gli ammennicoli il personale operativo, delego a quello commerciale ogni incombenza da sbrigafaccende e lo remunero sotto traccia in base al portafoglio che mi ha recato e, infine, tengo sotto organico le maestranze muovendole sulla scacchiera della dama, tramite digitazioni sul computer.
Le piccole banche di famiglia, una volta molto diffuse su questo e su quel territorio, erano strumenti di logge massoniche locali e servivano alle partite di giro fra "fratelli" e loro referenziati. Per generazioni, hanno costituito lo strumento di rifugio e mantenimento di micro assetti sociali e parentali, in barba alle variazioni del mercato, agitate propagandisticamente a maleficio di clienti non strategici e dipendenti.
Comunque sia, per noi è sancito: l'eccellenza mitologica è conseguita.
Opzioni espiatorie.
Egr. Dott. Vezzani,
opterei per scontare la pena nei giorni 9-10 e 11 Maggio p.v., per prolungare o riprendermi dai festeggiamenti di un genetliaco significativo.
Le confesso che non ho ancora riletto il testo della sentenza, né lo ho confrontato con la mia replica alla prima contestazione, ma Le preannuncio fin d'ora che replicherò, per iscritto, per le seguenti ragioni:
il provvedimento, in sé, non esaurirà le sue conseguenze; le ricadute economiche che ne seguiranno sono l'ultima delle mie preoccupazioni, come, suppongo, sia anche per Voi, quelle sulla compromessa qualità del rapporto mi perplimono un po' di più e voglio che, a futura memoria, restino tracce scritte della interpretazione autentica che io dò dei fatti.
Se bypasso - ed è la seconda volta - la definizione giudiziaria della vicenda, è perché i tempi, sia per me, sia per Voi, ritengo che non siano ancora maturi. Preferirei se non maturassero, ma, se questo avvenisse, sarò pronto e, forse, a mia volta, bypasserò, se giuridicamente possibile ed opportuno, i direttori interni.
Se mi autorizza, sarà a Lei che indirizzerò il testo, fra breve. Altrimenti La prego di indicarmi un altro referente.
Spiacente per l'aggiunta di disagio che Le arreco, La saluto cordialmente.
Pier Paolo Castellari
opterei per scontare la pena nei giorni 9-10 e 11 Maggio p.v., per prolungare o riprendermi dai festeggiamenti di un genetliaco significativo.
Le confesso che non ho ancora riletto il testo della sentenza, né lo ho confrontato con la mia replica alla prima contestazione, ma Le preannuncio fin d'ora che replicherò, per iscritto, per le seguenti ragioni:
il provvedimento, in sé, non esaurirà le sue conseguenze; le ricadute economiche che ne seguiranno sono l'ultima delle mie preoccupazioni, come, suppongo, sia anche per Voi, quelle sulla compromessa qualità del rapporto mi perplimono un po' di più e voglio che, a futura memoria, restino tracce scritte della interpretazione autentica che io dò dei fatti.
Se bypasso - ed è la seconda volta - la definizione giudiziaria della vicenda, è perché i tempi, sia per me, sia per Voi, ritengo che non siano ancora maturi. Preferirei se non maturassero, ma, se questo avvenisse, sarò pronto e, forse, a mia volta, bypasserò, se giuridicamente possibile ed opportuno, i direttori interni.
Se mi autorizza, sarà a Lei che indirizzerò il testo, fra breve. Altrimenti La prego di indicarmi un altro referente.
Spiacente per l'aggiunta di disagio che Le arreco, La saluto cordialmente.
Pier Paolo Castellari
Milone
E così, vecchio mio, eccoci di nuovo insieme. I dottori del Tempio sono stati, in prima istanza, clementi e mi hanno comminato una usurpatio trinoctis, simile a quella delle vedove nella primitiva Roma delle XII tavole. L'usurpatio trinoctis era, nei fatti, un'adulterina concessione al compresso estro femminile, a cui era concesso, per tre notti nella vita, di dormire fuori di casa, senza fornire giustificazioni.
In questo modo, si illudevano le coltivate velleità di emancipazione e di liberazione, "una semper" del vis erotica, concussa alle femmine.
O, forse, si è trattato di una squalifica temporanea, per intemperanze verso un guardalinee, come nel pallone, a salvaguardia del tutore delle regole della casa, senza riguardo alla fatica fisica e nervosa di chi è impegnato nel "gioco". Sarà capitato anche a te, mio buon Milone, nell'ambito della tua attività agonistica.
Chissà, Milone, se riuscirò ad andare in pensione prima di cadere sotto la mannaia posta al termine di una serie di forche caudine, stilizzate come la filiale di Gae Aulenti, in questo cenacolo di giovani-vecchi, in cui mi sono trovato nell'età della saggezza ( alla quale non rinuncerò )?
Per fortuna, amo i paradossi.
In questo modo, si illudevano le coltivate velleità di emancipazione e di liberazione, "una semper" del vis erotica, concussa alle femmine.
O, forse, si è trattato di una squalifica temporanea, per intemperanze verso un guardalinee, come nel pallone, a salvaguardia del tutore delle regole della casa, senza riguardo alla fatica fisica e nervosa di chi è impegnato nel "gioco". Sarà capitato anche a te, mio buon Milone, nell'ambito della tua attività agonistica.
Chissà, Milone, se riuscirò ad andare in pensione prima di cadere sotto la mannaia posta al termine di una serie di forche caudine, stilizzate come la filiale di Gae Aulenti, in questo cenacolo di giovani-vecchi, in cui mi sono trovato nell'età della saggezza ( alla quale non rinuncerò )?
Per fortuna, amo i paradossi.
martedì 12 aprile 2011
Milone
Caro Milone, sono in attesa del legato aziendale che mi recherà la sentenza dell'Inquisizione del Credem'a me. Con impeccabile "correttezza" è la seconda volta che mi pre-invita alla riflessione, ai tempi lunghi del pentimento, nell'ultima occasione, definito"razionalizzazione", in omaggio alla mia empia devozione a Giordano Bruno. Purtroppo, non attendo nella solitudine e nella macerazione del reprobo - l'efficienza aziendale non lo permette e il mondo incalza - per cui vivo sereno questo scampolo di vita, come colui che è ignaro che le sue cellule si stanno deteriorando, ma ancora non ne avverte i sintomi. Temo o credo, comunque, che ciascuno di noi morirà interpretando l'ultimo capitolo del canovaggio coerente della sua vita.
Eventualmente, per qualcuno, nella teatralità e nella finzione.
Eventualmente, per qualcuno, nella teatralità e nella finzione.
Milone
Adesso siamo proprio il clone di Unicredit, versione 2008. Un modello ancora attuale, di base, sia pur implementato, o meglio, involuto per gli aggiornamenti attuali. In questa betoniera si impastano e si confondono le dinamiche di incremento dei portafogli - la polpa intorno all'osso è sempre la stessa, anzi, dal 2008 si è fatta più scarsa - di amministrazione dei costi-ricavi, della riduzione delle spese, attraverso lo sfruttamento sempre più intensivo delle maestranze. In quel contesto, per gli stessi scopi mimetici, si è fatta molto articolata e sofisticata la rete delle relazioni sindacali, nella quale l'alta percentuale dei sindacalisti-quadri è lì a testimoniare lo spirito di connivenza che vi regna.
Noi, Credem'a me, coniughiamo innovazione e tradizione, attenta gestione di ogni centesimo speso, in termini di utilità e ritorno, con una forte vocazione al dettaglio speculativo.
Al corrispettivo, proporzionale, incrocio azionario, si assimila, in parte, quello dei clienti più facoltosi, almeno su questa piazza, buona parte dei quali riferentisi all'Euromobiliare e non alla banca.
La perdita di una struttura del personale, normativamente demandata alla gestione ed alle relazioni sindacali e la sussunzione ( meglio sarebbe dire, la sottomissione ) alle esigenze reddituali delle aziende, di cui l'organizzazione è specchio, mette il personale in balia di imposizioni, per buona parte illegali, per l'estro machiavellico e gattopardesco di produrre norme in contraddizione e demandi imprecisi, con il beneplacito - a sinistra, perché a destra il problema non si pone - anche dei sindacati. Ma si parla, in questa sede, di furbi da dozzina. la giurisprudenza resta incerta, ma non i fondamenti del diritto.
Sullo sfondo, una crisi della domanda che non si attenua e che testimonia una contrazione ormai definitiva di capacità di spesa delle famiglie ed una concentrazione di ricchezza, non spesa né investita, in un ristretto ambito di soggetti. Se la politica ancora se ne cura, mi sfugge.
Però, l'offerta di candidati politici ed amministrativi non è mai stata così prolifica. Sono sempre orientato a non votare, ma siccome mio nipote che vota per la prima volta, mi ha chiesto di parlarne, non potrò influenzarlo in negativo e, per questa via, almeno stavolta mi convertirò, sicuro comunque di pentirmene.
Noi, Credem'a me, coniughiamo innovazione e tradizione, attenta gestione di ogni centesimo speso, in termini di utilità e ritorno, con una forte vocazione al dettaglio speculativo.
Al corrispettivo, proporzionale, incrocio azionario, si assimila, in parte, quello dei clienti più facoltosi, almeno su questa piazza, buona parte dei quali riferentisi all'Euromobiliare e non alla banca.
La perdita di una struttura del personale, normativamente demandata alla gestione ed alle relazioni sindacali e la sussunzione ( meglio sarebbe dire, la sottomissione ) alle esigenze reddituali delle aziende, di cui l'organizzazione è specchio, mette il personale in balia di imposizioni, per buona parte illegali, per l'estro machiavellico e gattopardesco di produrre norme in contraddizione e demandi imprecisi, con il beneplacito - a sinistra, perché a destra il problema non si pone - anche dei sindacati. Ma si parla, in questa sede, di furbi da dozzina. la giurisprudenza resta incerta, ma non i fondamenti del diritto.
Sullo sfondo, una crisi della domanda che non si attenua e che testimonia una contrazione ormai definitiva di capacità di spesa delle famiglie ed una concentrazione di ricchezza, non spesa né investita, in un ristretto ambito di soggetti. Se la politica ancora se ne cura, mi sfugge.
Però, l'offerta di candidati politici ed amministrativi non è mai stata così prolifica. Sono sempre orientato a non votare, ma siccome mio nipote che vota per la prima volta, mi ha chiesto di parlarne, non potrò influenzarlo in negativo e, per questa via, almeno stavolta mi convertirò, sicuro comunque di pentirmene.
sabato 9 aprile 2011
Milone
"Ti sono venuta alle spalle e ho visto che le maschere si alternavano sul video del computer, mentre servivi una sola signora. intanto i clienti sbuffavano ( sarebbe bastato aver spento il riscaldamento ) e, in fila, c'erano ben sette persone ( erano circa le 13 e i ritardatari si scavalcavano ). Tu eri solo allo sportello" ( detto con tono colpevolizzante ).
Direi che non ci sono parole.
Direi che non ci sono parole.
Milone
Otto minuti di monologo gerarchico. Tre uditori e testimoni, un solo destinatario. Il più svillaneggiato è stato quel pover'uomo di Giuseppe d'Andria, ufficialmente investito di un compito di monitoraggio incivile ed illegale e del compito di relazionarne, per coprire l'Area manager da repliche giudiziarie.
Da Delatore del Direttore a Delatore dell'Area manager.
Io, di Morene, ho conosciuto un'estetista.
Fiero cipiglio, ferrea volontà di monologare e io, quelli che vogliono parlare - solo loro - li lascio parlar da soli.
Accentuata inflessione dialettale pur corretta attraverso lezioni di dizione; sintassi approssimativa.
Da Delatore del Direttore a Delatore dell'Area manager.
Io, di Morene, ho conosciuto un'estetista.
Fiero cipiglio, ferrea volontà di monologare e io, quelli che vogliono parlare - solo loro - li lascio parlar da soli.
Accentuata inflessione dialettale pur corretta attraverso lezioni di dizione; sintassi approssimativa.
Milone
Le esecuzioni si succedono, con un tempus lugendi di dieci minuti fra l'una e l'altra. Oggi il cappellano fa gli straordinari perché i i suppliziati-condannati hanno bisogno di assistenza spirituale che li consoli con la prospettiva di una vita migliore, per di più eterna. I condannati stessi vestono con abiti cerimoniali: sembrano pronti per l'inumazione. L'esecutore può quantificare il suo premio-budget, mano a mano che le teste cadono. L'Area manager offre, per un attimo, la sua immagine di letizia e beatitudine, a mano a mano che la processione si dipana, poi torna nel bunker concertatorio. Non un muscolo, non un crine si muove asincronicamente. Umanità robotica. Chiunque, anche privo di contenuti, può agire, ma non vivere, così.
Milone
Di ritorno dalla tre giorni reggiana, il nostro povero ideologo, Giuseppe d'Andria, non fa altro che muovere appunti cavillosi, che non si era mai sognato prima di utilizzare, ha un atteggiamento ridicolmente minaccioso che contrasta - solo apparentemente - con un accentuato servilismo, che lo ha esposto nel ruolo che non fu neppure di Mirandolina: la lucidatura del tavolo sul quale il taglia teste aziendale eseguirà le sentenze. Si approssima, con fare incerto e umile - che lui non può vedere - il cappellano aziendale che, invece di intrattenersi con i giustiziandi, si apparta con l'esecutore, come fa con i direttori quando porta la benedizione aziendale al domicilio dei devoti.
In attesa dell'avvento della Maddalena, pre-Credem conversa, con la quale ho un rendez-vous dalle 13,20 alle 13,30, ti saluto caramente, mio buon Milone.
In attesa dell'avvento della Maddalena, pre-Credem conversa, con la quale ho un rendez-vous dalle 13,20 alle 13,30, ti saluto caramente, mio buon Milone.
Milone
I cassieri volanti, caro Milone, sono stati ormai trasformati in cassieri Jo-Jo. Il cavo elastico che li costringe, si tende e si ritira, portandoli un giorno a Ravenna e l'altro in Sede; un giorno a Imola..ecc.
Sembrano ignari che i popoli e gli individui civilizzati aspirano alla sedentarietà, quella, per intenderci, dei placidi castellani a cui noi diamo da mangiare i prodotti migliori e, come la storia dei popoli nomadi o migratori ci dimostra, tanto che i moderni emigranti vengono strumentalizzati e ghettizzati o respinti al mittente - che non li vuole più - in qualità di esuberi per ambo le parti. E' solo questione di tempo..La politica, nei confronti di questi deprivati di diritti non bisogna di sofisticatezza: i Governi e le opposizioni sanno benissimo che i loro elettori non aspirano ad altro che a non averli fra i piedi.
Gheddafi resiste perché la raffazzonata coalizione neo-coloniale e petrolifera non si è ancora messa d'accordo sulla spartizione delle sue spoglie. I Francesi vogliono sostituirci, con i buoni uffici dei Cirenaici, nella nostra posizione privilegiata in termini di forniture e di investimenti ( vedasi la quota di capitale sociale detenuta dai Libici in Unicredit, già in Banca di Roma e, prima, in FIAT, ora verso Detroit ), gli Inglesi, tatticamente con i francesi, vogliono riprendere l'antica influenza politica in Medio Oriente, per conto proprio e degli Statunitensi, in maniera da ridisegnare il ruolo, nell'area, di Israele.
Non gliene frega niente a nessuno fra di loro, ma si muovono all'insegna dell'ONU.
Per cointeressenze economiche, a questo dittatore tribale viene perdonato molto di più di quanto non sia stato concesso ad altri, come lui velleitariamente ribellatisi all'egemonia imperiale, anche attraverso sanguinosi attentati. Potrebbe, però, rimaner vittima di un "danno collaterale", prima o poi.
Da noi, Credem'a me Milone, il regime mistifica e manipola i contenuti civilistici, è fonte e creatore del diritto..consuetudinario, sostenuto dalla propaganda e dalla coesione conformistica di una falange, articolata in manipoli.
Il solito grappolo delle 11. Gli Enti ordinatori che sovrastano ai loro smonati ( dicono nel Veneto ) destini, li portano nel nostro contenitore, dove espletano, contrariati per l'attesa e, sgravati, escono.
La cura estetica del Credem'a me non sostituisce la precaria igiene per il risparmio sui turni di pulizia. Solo quando una coppia, madre e figlia, di senza tetto approfitta delle ritirate, ritenendo che, comunque, sia quella la loro funzione, l'RDE provvede personalmente a cancellarne le tracce, anche se minori di quelle che altri, di e fra di noi putendo, lasciano ai subentranti. Estetica razzista.
Sembrano ignari che i popoli e gli individui civilizzati aspirano alla sedentarietà, quella, per intenderci, dei placidi castellani a cui noi diamo da mangiare i prodotti migliori e, come la storia dei popoli nomadi o migratori ci dimostra, tanto che i moderni emigranti vengono strumentalizzati e ghettizzati o respinti al mittente - che non li vuole più - in qualità di esuberi per ambo le parti. E' solo questione di tempo..La politica, nei confronti di questi deprivati di diritti non bisogna di sofisticatezza: i Governi e le opposizioni sanno benissimo che i loro elettori non aspirano ad altro che a non averli fra i piedi.
Gheddafi resiste perché la raffazzonata coalizione neo-coloniale e petrolifera non si è ancora messa d'accordo sulla spartizione delle sue spoglie. I Francesi vogliono sostituirci, con i buoni uffici dei Cirenaici, nella nostra posizione privilegiata in termini di forniture e di investimenti ( vedasi la quota di capitale sociale detenuta dai Libici in Unicredit, già in Banca di Roma e, prima, in FIAT, ora verso Detroit ), gli Inglesi, tatticamente con i francesi, vogliono riprendere l'antica influenza politica in Medio Oriente, per conto proprio e degli Statunitensi, in maniera da ridisegnare il ruolo, nell'area, di Israele.
Non gliene frega niente a nessuno fra di loro, ma si muovono all'insegna dell'ONU.
Per cointeressenze economiche, a questo dittatore tribale viene perdonato molto di più di quanto non sia stato concesso ad altri, come lui velleitariamente ribellatisi all'egemonia imperiale, anche attraverso sanguinosi attentati. Potrebbe, però, rimaner vittima di un "danno collaterale", prima o poi.
Da noi, Credem'a me Milone, il regime mistifica e manipola i contenuti civilistici, è fonte e creatore del diritto..consuetudinario, sostenuto dalla propaganda e dalla coesione conformistica di una falange, articolata in manipoli.
Il solito grappolo delle 11. Gli Enti ordinatori che sovrastano ai loro smonati ( dicono nel Veneto ) destini, li portano nel nostro contenitore, dove espletano, contrariati per l'attesa e, sgravati, escono.
La cura estetica del Credem'a me non sostituisce la precaria igiene per il risparmio sui turni di pulizia. Solo quando una coppia, madre e figlia, di senza tetto approfitta delle ritirate, ritenendo che, comunque, sia quella la loro funzione, l'RDE provvede personalmente a cancellarne le tracce, anche se minori di quelle che altri, di e fra di noi putendo, lasciano ai subentranti. Estetica razzista.
Milone
La proattività motoria degli addetti operativi si aggira sui 15 km giornalieri, escluse le escursioni alla CAMST ed alle Poste. Gli scalini, discesi e scalati sono all'incirca 725.
I personal bankers, in un anno, fanno sei volte il giro del mondo, pur applicandosi nella ristretta area di loro competenza.
Le missioni prevedono sempre, o quasi, il ritorno alla base, non è chiaro se per farsi vedere o per qualche inderogabile adempimento.
I colloqui che la direzione aziendale intrattiene con le maestranze, si svolgono sempre a coppie di Quadri-Dirigenti, mentre il malcapitato di turno è sempre solo. Oltre che di un'evidente cautela di ordine testimoniale - il verbo è sempre uno ed univoco - è probabile che si tratti di un reciproco controllo. Non fuorvii la possibile presenza del cappellano aziendale a fianco dell'intrattenuta/o: al massimo è lì per impartire l'estrema "unzione".
I personal bankers, in un anno, fanno sei volte il giro del mondo, pur applicandosi nella ristretta area di loro competenza.
Le missioni prevedono sempre, o quasi, il ritorno alla base, non è chiaro se per farsi vedere o per qualche inderogabile adempimento.
I colloqui che la direzione aziendale intrattiene con le maestranze, si svolgono sempre a coppie di Quadri-Dirigenti, mentre il malcapitato di turno è sempre solo. Oltre che di un'evidente cautela di ordine testimoniale - il verbo è sempre uno ed univoco - è probabile che si tratti di un reciproco controllo. Non fuorvii la possibile presenza del cappellano aziendale a fianco dell'intrattenuta/o: al massimo è lì per impartire l'estrema "unzione".
Milone
Perché, con tutti i versamenti che le botteghe, in questa filiale ed altrove, ci riservano, abbiamo solo due casse continue a Bologna e provincia, una delle quali acquistata insieme alla filiale?
Misteri della taccagneria.
Come non dedurne che il mio stipendio, pur modesto in sé, stimato al lordo, per di più a fronte di una ridotta motilità-mobilità, non perplima qualcuno in Consiglio d'amministrazione?
"Ma cosa dici mai?", diceva Topo Gigio.
Misteri della taccagneria.
Come non dedurne che il mio stipendio, pur modesto in sé, stimato al lordo, per di più a fronte di una ridotta motilità-mobilità, non perplima qualcuno in Consiglio d'amministrazione?
"Ma cosa dici mai?", diceva Topo Gigio.
lunedì 4 aprile 2011
Milone
Una giornata al Credem'a me.
All'ouvertoure, mentre i saturnini avventori - di cui solo un 30% è costituito da persone che, poi, devono recarsi al lavoro - si affastellano dietro la guida, la frenesia delle formiche operaie è già al culmine, come se non avesse trovato ristoro durante la notte e come se il temporis vacuum non fosse stato dedicato alla meditazione ed al relax. Il Padre guardiano non evita di guardare ostentatamente l'orologio, né di rimarcare criticamente il passo normale con il quale solitamente mi muovo. Senza alcuna decantazione adattativa, si cominciano a servire gli astanti, coinvolti, a prescindere, dal moto galattico, fino alla temporanea espulsione nell'aere vasto dal quale provenivano quando li abbiamo catturati e, forse per questo, così insofferenti. Per novanta minuti circa, saremmo liberi cittadini, sia pur al nostro desco, se l'RDE stalker o il suo stuntmen-sostituto non si affacendassero a riversarci sul banco ogni sorta di scartoffie, in originale, copia o formato fax e, per accertarsi che i tempi di lavorazione siano rispettati, a chidercene conto ogni venti-trenta secondi, sia girando fra i loculi operativi, sia, per normale stanchezza, alla voce..da distante.
Ogni volta che ci si muove, per sgranchirsi le gambe o per normale esigenza di socializzazione e/o presa d'aria, il tuo compagno di sventura si lagna perché "ti muovi", così da "non poter aprire la porta" o perché, in questa guisa, non si possono intercettare tutti i clienti - o quasi - e consentire conseguentemente lo svolgimento di non meglio identificati compiti di retro-sportello.
Comunque, tutti cantano in coro.
Avevo l'abitudine, nella vecchia banca, di fermarmi talvolta, durante l'intervallo, a leggere il giornale, ma qui non è possibile. C'è sempre qualcuno che lavora a voce alta e con non omette di coinvolgerti ogni due per tre; dopo un quarto d'ora cominciano i rientri scaglionati e ciascuno pretenderebbe, se fossi presente, di vedersi aprire la porta. Per cui, il giornale lo leggo sotto i portici, delegando agli altri di evitarmi e sull'autobus, quando trovo posto a sedere. La sera, quando, dopo ritmi da cottimo, saluto e mi congedo, i miei proattivi colleghi fanno la loro donazione quotidiana, offrendo il loro lavoro in sacrificio, gratis et amore dei, a volte, a causa di una riunione convocata fuori orario dall'Area manager o dal Direttore, che non fanno altro che ripetere pedissequamente quanto appreso in un "C" superiore o in equivalente occasione di apprendimento, tramite comunicazione ad una via.
Se, in tutto quanto precede, semplicemente descritto, c'è un solo elemento positivo, "mi mangio un bricco". Temo anche che questo inane e stagnante conformismo sia rivelatore di una attitudine acritica a qualunque compromesso adattativo. Un'impostazione morale poco rassicurante.
All'ouvertoure, mentre i saturnini avventori - di cui solo un 30% è costituito da persone che, poi, devono recarsi al lavoro - si affastellano dietro la guida, la frenesia delle formiche operaie è già al culmine, come se non avesse trovato ristoro durante la notte e come se il temporis vacuum non fosse stato dedicato alla meditazione ed al relax. Il Padre guardiano non evita di guardare ostentatamente l'orologio, né di rimarcare criticamente il passo normale con il quale solitamente mi muovo. Senza alcuna decantazione adattativa, si cominciano a servire gli astanti, coinvolti, a prescindere, dal moto galattico, fino alla temporanea espulsione nell'aere vasto dal quale provenivano quando li abbiamo catturati e, forse per questo, così insofferenti. Per novanta minuti circa, saremmo liberi cittadini, sia pur al nostro desco, se l'RDE stalker o il suo stuntmen-sostituto non si affacendassero a riversarci sul banco ogni sorta di scartoffie, in originale, copia o formato fax e, per accertarsi che i tempi di lavorazione siano rispettati, a chidercene conto ogni venti-trenta secondi, sia girando fra i loculi operativi, sia, per normale stanchezza, alla voce..da distante.
Ogni volta che ci si muove, per sgranchirsi le gambe o per normale esigenza di socializzazione e/o presa d'aria, il tuo compagno di sventura si lagna perché "ti muovi", così da "non poter aprire la porta" o perché, in questa guisa, non si possono intercettare tutti i clienti - o quasi - e consentire conseguentemente lo svolgimento di non meglio identificati compiti di retro-sportello.
Comunque, tutti cantano in coro.
Avevo l'abitudine, nella vecchia banca, di fermarmi talvolta, durante l'intervallo, a leggere il giornale, ma qui non è possibile. C'è sempre qualcuno che lavora a voce alta e con non omette di coinvolgerti ogni due per tre; dopo un quarto d'ora cominciano i rientri scaglionati e ciascuno pretenderebbe, se fossi presente, di vedersi aprire la porta. Per cui, il giornale lo leggo sotto i portici, delegando agli altri di evitarmi e sull'autobus, quando trovo posto a sedere. La sera, quando, dopo ritmi da cottimo, saluto e mi congedo, i miei proattivi colleghi fanno la loro donazione quotidiana, offrendo il loro lavoro in sacrificio, gratis et amore dei, a volte, a causa di una riunione convocata fuori orario dall'Area manager o dal Direttore, che non fanno altro che ripetere pedissequamente quanto appreso in un "C" superiore o in equivalente occasione di apprendimento, tramite comunicazione ad una via.
Se, in tutto quanto precede, semplicemente descritto, c'è un solo elemento positivo, "mi mangio un bricco". Temo anche che questo inane e stagnante conformismo sia rivelatore di una attitudine acritica a qualunque compromesso adattativo. Un'impostazione morale poco rassicurante.
domenica 3 aprile 2011
Milone
Deve essere proprio vero, caro Milone, che la crisi ( dei dividendi ) morde ai garretti. Mi tornavano alla mente, nei giorni scosi, le parole della dimissionaria da Marella: "avevano trasformato la vecchia caserma in un lager. Tutto per impilare soldino su soldino". A latere dell'ennesimo "C", il povero Giuliano d'Aversa ha accentuato il suo infelice ruolo di Padre guardiano ( lui che era volato sulle ali di Pegaso!! ) e infesta acusticamente l'aere con i suoi incessanti solleciti. Sapevo che fra le sue numerose qualità c'era anche quella del metronomo, ma adesso si sta convertendo all'orologio marcatempo, coinvolgendo nella nevrotica trama anche i due giovanissimi cassieri. Quando resto solo, la sua ansia da prestazione lo porta a chiedere anche a me se so dove è andato a finire Tizio o Caio, come se anch'io fossi uso a violare l'altrui privatezza.
Per una mal organizzata conventio ad unum, mentre un grappolo di clienti invade la sala e, in archivio, fervono lavori di recupero-documenti, si appalesa l'Area manager, anche oggi in rosa shoking; Giuseppe d'Andria, spettinato e scarruffato, con la cravatta a banderuola, si applica al dechatlon aziendale. Convocato per comunicazioni, ci informa che alle 13,15, la magliarda signora vuole conferire con noi. Come impazzito, ripercorre, avanti-indietro, il perimetro che ha interiorizzato, fra risa ingiustificate e commenti incongrui.
Penso che se Giovanni Jo-Jo e Christian si dimettessero, come altri fanno, l'organizzazione territoriale salterebbe come un regime mediorientale: ma loro reggono con passione e Responsabilità.
Ci aggiorniamo, Milone.
Per una mal organizzata conventio ad unum, mentre un grappolo di clienti invade la sala e, in archivio, fervono lavori di recupero-documenti, si appalesa l'Area manager, anche oggi in rosa shoking; Giuseppe d'Andria, spettinato e scarruffato, con la cravatta a banderuola, si applica al dechatlon aziendale. Convocato per comunicazioni, ci informa che alle 13,15, la magliarda signora vuole conferire con noi. Come impazzito, ripercorre, avanti-indietro, il perimetro che ha interiorizzato, fra risa ingiustificate e commenti incongrui.
Penso che se Giovanni Jo-Jo e Christian si dimettessero, come altri fanno, l'organizzazione territoriale salterebbe come un regime mediorientale: ma loro reggono con passione e Responsabilità.
Ci aggiorniamo, Milone.
Milone
Davanti al mio maxi schermo televisivo ideale, si alternano, in rapido passaggio, i miei colleghi ginnasiarchi, come nel game boy domestico.
Appaiono fra le due colonnine del mio box, passano veloci, mentre altri, in controtendenza, sciamano all'incontrario. La loro forma fisica e il loro aspetto estetico attestano l'efficacia del trattamento. Ho fatto mente locale: le riunioni alle 13,15 devono essere speculari a quelle che, alla stessa ora, teneva Simone Cilloni in viale XII Giugno e che finivano regolarmente al termine dell'intervallo. Il quarto d'ora accademico all'incontrario, serviva al relatore per imbonire adeguatamente i coscritti. Mi fu detto che si faceva per coinvolgere una collega a part-time. Qui ce ne è uno solo a ripartizione d'orario modulabile, ma, ugualmente, si comincia prima, per finire, dieteticamente, quando riprendono i lavori.
Io spero di essere un democratico e non farò differenze: usufruirò, come allora, dopo una istruttiva esperienza, dell'intervallo.
P.S.
La comunicazione, questa volta, è stata breve, ma già come avvenuto nella precedente visita di inizio mese, si è tradotta in un unanime prolungamento d'orario, in straordinario non pagato né recuperato, alla fine del venerdì fantozziano.
Appaiono fra le due colonnine del mio box, passano veloci, mentre altri, in controtendenza, sciamano all'incontrario. La loro forma fisica e il loro aspetto estetico attestano l'efficacia del trattamento. Ho fatto mente locale: le riunioni alle 13,15 devono essere speculari a quelle che, alla stessa ora, teneva Simone Cilloni in viale XII Giugno e che finivano regolarmente al termine dell'intervallo. Il quarto d'ora accademico all'incontrario, serviva al relatore per imbonire adeguatamente i coscritti. Mi fu detto che si faceva per coinvolgere una collega a part-time. Qui ce ne è uno solo a ripartizione d'orario modulabile, ma, ugualmente, si comincia prima, per finire, dieteticamente, quando riprendono i lavori.
Io spero di essere un democratico e non farò differenze: usufruirò, come allora, dopo una istruttiva esperienza, dell'intervallo.
P.S.
La comunicazione, questa volta, è stata breve, ma già come avvenuto nella precedente visita di inizio mese, si è tradotta in un unanime prolungamento d'orario, in straordinario non pagato né recuperato, alla fine del venerdì fantozziano.
mercoledì 30 marzo 2011
Milone
Caro Milone, questa mattina, sulle vetrate che danno sul corso, comparivano ancora le tracce delle affissioni abusive che i contestatori della tre giorni antibancaria avevano affisso perché le famigliole potessero prenderne visione durante la loro passeggiata domenicale. Inframmezzate alle calunnie, comparivano anche offerte pubblicitarie di viaggi scontati, di quelle, per intenderci, che frequentemente interpolano le disposizioni che ci impartiscono con il fax.
L'impropria commistione di indicazioni suggerisce la presenza di una talpa, anzi di una serpe nel nostro seno e, soprattutto, rivela che all'interno del regime ci sono delle crepe preoccupanti, dei residui di libero pensiero che l'incessante propaganda non è riuscita ad anestetizzare.
Il proattivo utilizzo di ogni energia sta toccando i vertici dell'eccellenza. I giovani colleghi hanno cambiato passo e, ormai corrono...purtroppo con la camicia fuori dai pantaloni. E' comparso anche un intimidatorio cartello sulla parete del bagno che ricorda ai maleducati che "non sono a casa propria" e che qui da noi le pulizie si fanno di rado. L'estensore della nota sta adesso tormentando, sovrastandolo da presso, il nuovo cassiere che, secondo me, tradisce una natura precisa ed incline all'ordine, a causa della quale soffre interiormente per i rozzi solleciti.
Non dubitavo che i risultati del piano triennale sarebbero stati pienamente in linea con le previsioni. Fossero stati così anche i piani quinquennali del capitalismo di Stato, il comunismo sarebbe ancora un'opzione, fra le tante, di alienazione della propria libertà. Siamo festanti per aver contribuito, soprattutto attraverso il mancato riconoscimento di qualsiasi benefit a noi produttori. Il calo dei costi operativi, per percentuali in sé modeste, spiega i continui e sempre più accelerati "cambi di passo", ai quali si assiste nel corso dell'anno, a cui si accompagna l'accentuazione del proattivo pendolarismo delle maestranze.
Ma noi siamo felici, pieni di Passione e di Responsabilità, come i sudditi britannici per gli imminenti sponsali del Principe Harry.
L'impropria commistione di indicazioni suggerisce la presenza di una talpa, anzi di una serpe nel nostro seno e, soprattutto, rivela che all'interno del regime ci sono delle crepe preoccupanti, dei residui di libero pensiero che l'incessante propaganda non è riuscita ad anestetizzare.
Il proattivo utilizzo di ogni energia sta toccando i vertici dell'eccellenza. I giovani colleghi hanno cambiato passo e, ormai corrono...purtroppo con la camicia fuori dai pantaloni. E' comparso anche un intimidatorio cartello sulla parete del bagno che ricorda ai maleducati che "non sono a casa propria" e che qui da noi le pulizie si fanno di rado. L'estensore della nota sta adesso tormentando, sovrastandolo da presso, il nuovo cassiere che, secondo me, tradisce una natura precisa ed incline all'ordine, a causa della quale soffre interiormente per i rozzi solleciti.
Non dubitavo che i risultati del piano triennale sarebbero stati pienamente in linea con le previsioni. Fossero stati così anche i piani quinquennali del capitalismo di Stato, il comunismo sarebbe ancora un'opzione, fra le tante, di alienazione della propria libertà. Siamo festanti per aver contribuito, soprattutto attraverso il mancato riconoscimento di qualsiasi benefit a noi produttori. Il calo dei costi operativi, per percentuali in sé modeste, spiega i continui e sempre più accelerati "cambi di passo", ai quali si assiste nel corso dell'anno, a cui si accompagna l'accentuazione del proattivo pendolarismo delle maestranze.
Ma noi siamo felici, pieni di Passione e di Responsabilità, come i sudditi britannici per gli imminenti sponsali del Principe Harry.
Milone
I risultati di Gruppo 2010 evidenziano una buona tenuta, in un quadro di sostanziale staticità. Il Credem conferma la sua vocazione di gruppo di soci-clienti autoreferenziale.
Il conseguimento dei risultati prefissati, nonostante il ciclo economico avverso, è frutto soprattutto della qualità del credito dei soci-clienti, nel cui ambito abbiamo registrato ulteriori margini di interscambio finanziario. Per il secondo anno consecutivo - da quando anch'io faccio parte del gruppo - si registra una forte contrazione dei costi operativi, un taglio netto dei costi amministrativi ( 5% ), una contrazione brutale degli organici. Volumi/ricavi divisi per i costi=organici. Non è un'esclusiva del Credem, ma qui da noi l'equazione è sempre di primo grado e non contempla calcoli più complessi e più onerosi, mentre l'organizzazione interna, ferrea e molto strutturata, prevede il dosaggio minuto dell'incremento di utilità di ciascun addetto, per produrre uno spread rispetto al costo.
E' in questi termini che "facciamo squadra".
Il conseguimento dei risultati prefissati, nonostante il ciclo economico avverso, è frutto soprattutto della qualità del credito dei soci-clienti, nel cui ambito abbiamo registrato ulteriori margini di interscambio finanziario. Per il secondo anno consecutivo - da quando anch'io faccio parte del gruppo - si registra una forte contrazione dei costi operativi, un taglio netto dei costi amministrativi ( 5% ), una contrazione brutale degli organici. Volumi/ricavi divisi per i costi=organici. Non è un'esclusiva del Credem, ma qui da noi l'equazione è sempre di primo grado e non contempla calcoli più complessi e più onerosi, mentre l'organizzazione interna, ferrea e molto strutturata, prevede il dosaggio minuto dell'incremento di utilità di ciascun addetto, per produrre uno spread rispetto al costo.
E' in questi termini che "facciamo squadra".
Milone
La maggior parte della banche della nostra dimensione accusano una criticità che erano riuscite a mascherare, anche con dichiarazioni mendaci. Noi, no! Però, certi cambi di passo improvvisi, per evitare di dover ricorrere ad un aumento di capitale, che graverebbe principalmente sulla famiglia proprietaria, mi fanno sospettare che non sia tutto oro quello che si vuol far rilucere a beneficio del pubblico indistinto che, come i selvaggi, si inebetisce per tutto quello che luccica.
sabato 26 marzo 2011
Milone
Il tempo scorre, Milone, in un torpore primaverile e le sollecitazioni a scriverti mi sono contingentemente mancate, così come mi sei mancato tu, unico amico affidabile in o uno stagno di conformismo. E' come se ci fossimo fermati a sostare e gli argomenti si fossero esauriti. Ma così non è; non può essere. Si tratterà solo di approfondirli un po' e conciliarli con l'improvvisazione creativa che è la cifra della mia letteratura e di intercalarli con gli spunti della nostra insostenibile leggerezza quotidiana.
mercoledì 23 marzo 2011
Milone
Dopo appena due giorni da che i caccia-bombardieri di un piccolo nucleo di Paesi "volonterosi" hanno preso a bombardare postazioni militari e civili in Libia, e già gli opportunismi convergenti e divergenti dell'improvvisata coalizione si fanno sentire.
Il Ministro della Difesa, Ignazio La Rissa, trasuda contentezza per l'opportunità storica che gli ha consentito, a lui, fascista-fascistissimo, di riesibirsi nella ex colonia tardiva, ma, non avendo ancora compreso il suo premier, chi alla fine vincerà, deve limitarsi ad un ufficiale "lancio di caramelle" umanitario sui civili.
Gheddafi, reduce dalle sue passeggiate romane che gli hanno fatto trascurare ogni impegno istituzionale, ha accusato l'Italia e Berlusconi, che gli aveva baciato la mano, di essere dei traditori. Come da consolidata tradizione di un piccolo Paese che si barcamena fra tutte le contraddizioni e le falsificazioni di interessi, vittima, in questo, di una condizione storica che centocinquant'anni non bastano ad alleviare. Meglio, per lui, restare asserragliato con le sue Amazzoni ed immolarsi con loro in un tripudio di carne frolla e dimenticare le dieci conversioni, in due tranches, che aveva ottenuto a Roma, quando il nostro Primo ministro gli aveva procurato un uditorio di avvenenti hostess ed escort, che, per cinquemila euro - evidentemente, tariffa di mercato - avevano acconsentito ad abiurare la fede battesimale.
Nei secoli fedeli ad ogni miscredenza devota, con passione e responsabilità.
Il Ministro della Difesa, Ignazio La Rissa, trasuda contentezza per l'opportunità storica che gli ha consentito, a lui, fascista-fascistissimo, di riesibirsi nella ex colonia tardiva, ma, non avendo ancora compreso il suo premier, chi alla fine vincerà, deve limitarsi ad un ufficiale "lancio di caramelle" umanitario sui civili.
Gheddafi, reduce dalle sue passeggiate romane che gli hanno fatto trascurare ogni impegno istituzionale, ha accusato l'Italia e Berlusconi, che gli aveva baciato la mano, di essere dei traditori. Come da consolidata tradizione di un piccolo Paese che si barcamena fra tutte le contraddizioni e le falsificazioni di interessi, vittima, in questo, di una condizione storica che centocinquant'anni non bastano ad alleviare. Meglio, per lui, restare asserragliato con le sue Amazzoni ed immolarsi con loro in un tripudio di carne frolla e dimenticare le dieci conversioni, in due tranches, che aveva ottenuto a Roma, quando il nostro Primo ministro gli aveva procurato un uditorio di avvenenti hostess ed escort, che, per cinquemila euro - evidentemente, tariffa di mercato - avevano acconsentito ad abiurare la fede battesimale.
Nei secoli fedeli ad ogni miscredenza devota, con passione e responsabilità.
Milone
Nonostante l'aria fresca, il sole comincia a sortire i suoi effetti. Già oggi, secondo giorno di primavera, i promotori finanziari risultano sudaticci ed arrossati ed anche i nostri dentro-fuori hanno un pochino il fiato mozzo.
Durante tutto l'anno, del resto, il proattivo andirivieni produce un consumo calorico - certamente pre-stimato - che consente alla quasi totalità delle maestranze di mantenere una silouette da indossatori.
Propongo, caro Milone, vecchio amico mio, di recuperare, a fine anno, il canone di abbonamento alla tua palestra aziendale.
Durante tutto l'anno, del resto, il proattivo andirivieni produce un consumo calorico - certamente pre-stimato - che consente alla quasi totalità delle maestranze di mantenere una silouette da indossatori.
Propongo, caro Milone, vecchio amico mio, di recuperare, a fine anno, il canone di abbonamento alla tua palestra aziendale.
Milone
Sono sempre più ammirato, caro Milone, dalla perfetta coordinazione fra gli acronimi del Credem'a me. Un po' meno degli esiti sul campo.
Il nostro RDE, Giuseppe d'Andria, è appena atterrato al Guglielmo Marconi di Bologna e ne ha informato la RDO. Suo tramite, la notizia è diventata di dominio pubblico.
Sta di fatto, però, che l'illustre id(t)eologo aziendale ritarda il suo rientro alla base per la seconda volta consecutiva. E' reduce, infatti, dal Messico, dove si è recato in volo (pre)nuziale e dal quale ha perso il volo di ritorno.
Sono gli effetti del low cost che altera e ridimensiona le aspirazioni d'eccellenza.
Il nostro RDE, Giuseppe d'Andria, è appena atterrato al Guglielmo Marconi di Bologna e ne ha informato la RDO. Suo tramite, la notizia è diventata di dominio pubblico.
Sta di fatto, però, che l'illustre id(t)eologo aziendale ritarda il suo rientro alla base per la seconda volta consecutiva. E' reduce, infatti, dal Messico, dove si è recato in volo (pre)nuziale e dal quale ha perso il volo di ritorno.
Sono gli effetti del low cost che altera e ridimensiona le aspirazioni d'eccellenza.
mercoledì 16 marzo 2011
Milone
Domani, vecchio Milone,saranno 150 anni da che una periferica - rispetto all'asse della costituenda nazione - dinastia, desiderosa di ampliare ed irrobustire le sue strutture ed i suoi interessi, legandoli ad un territorio, concepì il disegno dell'unificazione italiana. Vittorio Emanuele ed il suo Ministro degli affari esteri Costantino Nigra, erano massoni, cioè legati agli interessi transnazionali delle Logge. Cavour non lo era; in compenso, parlava solo in francese ed era fermamente convinto che in Sicilia si parlasse l'arabo. Di fatto, i savoiardi temevano la crescente influenza della Francia e paventavano una possibile loro annessione, una congiura della Chiesa con i transalpini, ogni tanto difensori della cristianità-cattolicità, quando non in contrasto con il loro sciovinismo. La Chiesa, da parte sua, "nel mondo" stringe alleanze politiche secondo le convenienze. Lo fa ancor oggi che non possiede più un territorio, altro che simbolico. Fu proprio la perdita del potere temporale - poi benedetta - e gli enormi benefici economici che ne derivavano ( oggi completamente recuperati ed aumentati ),la causa della scomunica ai massoni, non comminata, prima di allora, alle logge estere.
Gli italiani erano estranei a questi traffici ed ancor oggi hanno un'etica civile piuttosto pittoresca.
Il popolo pagò le conseguenze degli sconvolgimenti che intervennero nell'organizzazione dello Stato, delle carestie successive all'annessione, delle stesse espropriazioni dei beni ecclesiastici, affidati, perché venissero sfruttati, ai nuovi feudatari sabaudi. Oltre a tutto ciò, dovettero subire la coscrizione obbligatoria che li decimò soprattutto per l'inadeguatezza degli equipaggiamenti, l'inedia e le malattie.
Centocinquant'anni sono, oltretutto, pochi e domani sarà anche il trentennale della P2.
Auguri a tutti!
Gli italiani erano estranei a questi traffici ed ancor oggi hanno un'etica civile piuttosto pittoresca.
Il popolo pagò le conseguenze degli sconvolgimenti che intervennero nell'organizzazione dello Stato, delle carestie successive all'annessione, delle stesse espropriazioni dei beni ecclesiastici, affidati, perché venissero sfruttati, ai nuovi feudatari sabaudi. Oltre a tutto ciò, dovettero subire la coscrizione obbligatoria che li decimò soprattutto per l'inadeguatezza degli equipaggiamenti, l'inedia e le malattie.
Centocinquant'anni sono, oltretutto, pochi e domani sarà anche il trentennale della P2.
Auguri a tutti!
Milone
Giornata grigia, quasi scura. All'interno, nella luce crepuscolare, anziché aurorale, delle lampadine a basso consumo, intravedo un incaricato dello sviluppo che intrattiene alcuni attoniti convocati. Da qui, il cosiddetto salottino sembra giallo opalescente, tale e quale ad una camera per lampade cutanee, non per abbronzare, ma per conferire alla pelle tonalità dorate, semi divine. Il nostro imbonitore si aggiusta il cravattino, si atteggia e comincia il suo comizio; prende quindi a tracciare figure geometriche che collega, mano a mano che le compone, con dei tratti di penna...ora si infervora; i malcapitati - li intravedo - stanno formulando domande ed obiezioni. Sembra quasi scandalizzato e, a dire il vero, per me che lo osservo con spirito neutrale, un po' incazzato. Da quando in qua la voce del Padrone viene contraddetta da non qualificate ed inqualificabili titubanze? Si tratta solo di lasciare in deposito i loro soldi finché ci necessiteranno e poi glieli restituiremo, aggiornati all'inflazione, come facciamo per gli stipendi di quei mangia a ufo dei nostri dipendenti, d'accordo con quei buontemponi dei sindacati. Ora sembra più calmo, si è sbottonato la giacca, si appoggia alla parete, esibisce i pettorali e un po' di pancia, congiunge le mani ed esamina, in tralice, una carta ripetutamente annotata. Inclina alla sua destra e protende le braccia nella stessa direzione, sopra al suo capo, sgombra il tavolo, con gesto da tergicristallo, da ogni dubbio e riprende il filo della trama che si è imparato a memoria.
Improvvisamente, tutti si alzano e viene spenta la luce: temo che si sia trattato di un incontro interlocutorio.
Quanto stress respiratorio per ottenere un voto, vendere qualunque cosa a chicchessia.
Improvvisamente, tutti si alzano e viene spenta la luce: temo che si sia trattato di un incontro interlocutorio.
Quanto stress respiratorio per ottenere un voto, vendere qualunque cosa a chicchessia.
domenica 13 marzo 2011
Pietro
Oggi, 13 Marzo 2001, si è tenuta la riunione dei familiari, per festeggiare Pietro che è uscito dalla minorità. E' stata una festa successiva a quella, ben più viva e partecipata con i suoi amici e compagni di studi. Non sono mancati i luoghi comuni e le battute stantie, che non possono riferirsi a Pietro, impegnato in una crescita culturale oggi e domani e professionale poi, che lo metterà a suo agio in ogni evenienza della vita, impegnativa o ricreativa. L'evocazione di traguardi mitici quanto banali, non possono distrarre Pietro dal suo percorso, durante il quale conoscerà quanto c'è da conoscere, senza soffermarvisi e compiacersene, mediocremente, strada facondo. Perché questo fanno i mediocri che non sanno, non possono o non vogliono impegnarsi.
Revanche
Il colonnello Gheddafi ed i suoi figli stanno risottomettendo quelle etnie che si erano loro rivoltate e che sono rimaste confinate in Cirenaica. Le dichiarazioni di intenti a favore dei ribelli della Francia e dell'Inghilterra non sembrano sortire conseguenze, nonostante siano state pubblicamente profferite. L'esercito, dal quale proviene, sembra trovare ancora motivi di vantaggio nell'appoggiare l'ultra quarantennale dittatore trasformista. Siamo stati minacciati da uno dei suoi figli, per la nostra ignavia e la nostra abitudine al tradimento, dopo temporanee alleanze opportunistiche, talvolta eterodirette, ora dalla Chiesa, ora dall'alleato più forte pro-tempore. Piccoli satrapi retorici, seduti su risorse primarie per lo sviluppo degli altri popoli - quelli industrializzati - e buffonesche controfigure in Europa, che di quelle risorse vogliono essere beneficiari, senza impegnarsi in difesa di principi strombazzati, quanto frutto di evenienze storiche occasionali anche per loro. La condizione peggiore toccherebbe a quei pochissimi che anelano alla libertà, comprendendone il valore e l'essenza.
Anniversari
Il 17 c.m., ricorreranno il 150° dell'Unità d'Italia e il trentennale della P2.
Auguri a tutti!
Auguri a tutti!
venerdì 11 marzo 2011
Milone
Ho mostrato, caro Milone, le slides della vernice del nostro organo di stampa a un medico persiano, colto e furbissimo, che opera nel campo, frivolo e redditizio, della chirurgia estetica. Le ha guardate con attenzione, avendo partecipato, anche come coorganizzatore, a numerose conventions di "motivazione". Vi ha trovato il clima che conosceva, ma, fortunatamente, espressioni serene fra i partecipanti. Pur premettendo che le fotografie illustrative di questi eventi vengono accuratamente selezionate, ha affermato di averne viste di molto più aggressive, per non parlare di quelle colte fra le quinte e nel corso degli interventi. Per ora, quindi, siamo ai sorrisi fondativi. Vedremo se saremo in grado di mantenerci così o se l'invidia sociale e finanziaria ( oltre alla competizione interna )ci costringeranno alla pugna, con piena identificazione e senso di appartenenza.
Della serie: fate voi quel che a me più conviene.
Della serie: fate voi quel che a me più conviene.
Milone
Ora che abbiamo anche un house horgan, non ci manca che una televisione per trasformarci in partito.
Le slides dei nostri promotori della libertà di fare i nostri interessi senza interferenze, che ho finito ora di ammirare sul portale, sono identiche a quelle dei comitati per la libertà del premier, compresi i massimi dirigenti in patetico casual giovanilistico ed uno, tutto verde oliva, in rappresentanza del fondamentalismo aziendale.
Sarà un giorno memorabile, quello in cui potremo intonare, all'unisono, Forza Credem'a me e vergare parole di fuoco contro le toghe rosse che ci vorrebbero far pagare le tasse. La nostra passione e Responsabilità tracimeranno in una formidabile ed invincibile vis pugnandi e travolgeranno ogni ostacolo al senso di appartenenza..con addebito dei bolli.
Io. che in uno degli attuali giornali di Berlusconia scrissi, quando lo dirigeva uno spirito anarchico, mi propongo per la rubrica satirica.
Le slides dei nostri promotori della libertà di fare i nostri interessi senza interferenze, che ho finito ora di ammirare sul portale, sono identiche a quelle dei comitati per la libertà del premier, compresi i massimi dirigenti in patetico casual giovanilistico ed uno, tutto verde oliva, in rappresentanza del fondamentalismo aziendale.
Sarà un giorno memorabile, quello in cui potremo intonare, all'unisono, Forza Credem'a me e vergare parole di fuoco contro le toghe rosse che ci vorrebbero far pagare le tasse. La nostra passione e Responsabilità tracimeranno in una formidabile ed invincibile vis pugnandi e travolgeranno ogni ostacolo al senso di appartenenza..con addebito dei bolli.
Io. che in uno degli attuali giornali di Berlusconia scrissi, quando lo dirigeva uno spirito anarchico, mi propongo per la rubrica satirica.
Milone
Oggi è la Festa della donna e anche noi, fico-aziendali, celebriamo i nostri sterili sponsali aziendali con Passione e Responsabilità.
Algide, ma non inaccessibili a chi se lo merita, agitiamo le nostre movenze con passo cadenzato: una specie di oca al passo. Procreiamo con parsimonia, consapevoli dei nostri obblighi formativi verso la discendenza e degli obblighi primari verso chi ci dà da mangiare. Sorridiamo, senza rossetto, abbiamo le unghie laccate in resina trasparente ma non riflettente, non portiamo vesti attillate - Ape Regina a parte - e, anche d'estate, le nostre scollature si limitano al giro-collo. Tradiamo origini piccolo-borghesi ed aspirazioni di scalata sociale, soprattutto attraverso l'assunzione degli atteggiamenti confacenti.
Ma, in particolare, differiamo dalle nostre colleghe delle banche vere, che sfruttano ogni occasione per usufruire dei ponti che il calendario offre, che un paio di gravidanze, senza investigazioni aziendali, se le permettono, per di più a rischio, con corollario di puerperio o allattamento che dir si voglia. Non siamo esenti dai trasferimenti, che preferiremmo delegare agli uomini, perché gli scarsi organici ci promuovono al ruolo di Amazzoni, non siamo femministe - anzi, non sappiamo nemmeno che cosa stato questo bizzarro fenomeno - ed aspiriamo ad una buona sistemazione , anche provvisoria, consapevoli che un buon divorzio è meglio di un cattivo matrimonio. Col tempo, qualche piccolo privilegio, legato soprattutto ai tempi di adibizione al lavoro, che pure svolgiamo con Passione e Responsabilità per meritarcelo, ce lo ritagliamo, anche se le nostre facoltà di contrabbandare il nostro impegno al lavoro in famiglia e il nostro ruolo familiare in azienda, è più limitato rispetto alla concorrenza. I nostri pochi bambini sono più robusti della media, infatti le nostre assenze per provvedere alle cure parentali sono quasi inesistenti.
In fondo, accettiamo questa nostra condizione perché la vita è dura e le necessità troppe, pur non potendo beneficiare - anche sforzandole un po' - delle guarentigie che pallidi riflessi di una cultura illuministica, ignota nella nostra Vandea, ha procurato alle altre donne..con i jeans, i piercing ed i tatuaggi.
Buon 8 Marzo a tutte!
Milena, fidanzata di Milone e Presidentessa del Circolo fico-aziendale.
Algide, ma non inaccessibili a chi se lo merita, agitiamo le nostre movenze con passo cadenzato: una specie di oca al passo. Procreiamo con parsimonia, consapevoli dei nostri obblighi formativi verso la discendenza e degli obblighi primari verso chi ci dà da mangiare. Sorridiamo, senza rossetto, abbiamo le unghie laccate in resina trasparente ma non riflettente, non portiamo vesti attillate - Ape Regina a parte - e, anche d'estate, le nostre scollature si limitano al giro-collo. Tradiamo origini piccolo-borghesi ed aspirazioni di scalata sociale, soprattutto attraverso l'assunzione degli atteggiamenti confacenti.
Ma, in particolare, differiamo dalle nostre colleghe delle banche vere, che sfruttano ogni occasione per usufruire dei ponti che il calendario offre, che un paio di gravidanze, senza investigazioni aziendali, se le permettono, per di più a rischio, con corollario di puerperio o allattamento che dir si voglia. Non siamo esenti dai trasferimenti, che preferiremmo delegare agli uomini, perché gli scarsi organici ci promuovono al ruolo di Amazzoni, non siamo femministe - anzi, non sappiamo nemmeno che cosa stato questo bizzarro fenomeno - ed aspiriamo ad una buona sistemazione , anche provvisoria, consapevoli che un buon divorzio è meglio di un cattivo matrimonio. Col tempo, qualche piccolo privilegio, legato soprattutto ai tempi di adibizione al lavoro, che pure svolgiamo con Passione e Responsabilità per meritarcelo, ce lo ritagliamo, anche se le nostre facoltà di contrabbandare il nostro impegno al lavoro in famiglia e il nostro ruolo familiare in azienda, è più limitato rispetto alla concorrenza. I nostri pochi bambini sono più robusti della media, infatti le nostre assenze per provvedere alle cure parentali sono quasi inesistenti.
In fondo, accettiamo questa nostra condizione perché la vita è dura e le necessità troppe, pur non potendo beneficiare - anche sforzandole un po' - delle guarentigie che pallidi riflessi di una cultura illuministica, ignota nella nostra Vandea, ha procurato alle altre donne..con i jeans, i piercing ed i tatuaggi.
Buon 8 Marzo a tutte!
Milena, fidanzata di Milone e Presidentessa del Circolo fico-aziendale.
giovedì 10 marzo 2011
Milone
Ricorrenze.
Ogni anno, di questi tempi, il Credem'a me aggiorna la situazione sullo stato delle gravidanze aziendali, con la scusa della tutela delle lavoratrici gestanti ed attiva all'uopo la sua Securitate.
Faceva così anche Ceausescu, in Romania, attraverso lo screening ginecologico obbligatorio, che nel suo caso, oltre a monitorare le ridotte capacità lavorative a questo titolo, serviva anche a verificare se, nei dodici mesi precedenti, qualcuna avesse abortito. Il sistema totalitario latino pianificava forze, consumi di base, ma anche il numero che "fa la potenza".
Redditualmente, questi aspetti non ci interessano.
In Credem, l'applicazione delle norme, non solo contrattuali, ma anche quelle di legge, viene prevenuta ed auto-amministrata, come se nulla dovesse essere possibile fuori dall'aziendalità e, soprattutto, senza che nulla si insinui, come cultura aliena, in un costume - favorito dalla destrutturazione contrattuale che i sindacati hanno supinamente assecondato - inteso come regola.
Sempre di questi tempi, in ogni banca si pianificano le ferie. Qui da noi si avverte una certa fretta nell'imputazione, che, per prassi consolidata, si esercita entro la fine di Febbraio, per trovare convenzionale conferma, anche tacita, entro i trenta giorni successivi: "le ferie vanno tempestivamente confermate", recita il contratto di lavoro.
Stranamente, la definizione non avviene all'interno dell'unità produttiva, ma, in prima battuta, è reclamata dal Responsabile organizzativo, in seconda, dagli SM. Questi ultimi fissano la fruibilità, in estate, in due sole settimane consecutive, più una terza godibile da sola. Su questo il contratto è chiaro: "le ferie si usufruiscono in due periodi, di cui uno non inferiore alle tre settimane".
Non si può trattare, quindi, che di un invito ad adeguarsi ad un costume, con evidenti aspetti condizionanti ( non uso altra espressione per non evocare un reato ), per i non tutelati destinatari, altrimenti si tratterebbe di una smaccata violazione di un diritto sancito contrattualmente e garantito costituzionalmente.
Siamo alle solite: si vuol trarre il maggior frutto dalle risorse più scarse che sia possibile. Il resto è "fabula".
Il 17 Marzo si ricorderà, cerimonialmente, il 150° dello Stato italiano. Sono certo che via Emilia San Pietro sarà tappezzata di tricolori della repubblica Cispadana.
Sarebbe riduttivo andare a lavorare.
Ogni anno, di questi tempi, il Credem'a me aggiorna la situazione sullo stato delle gravidanze aziendali, con la scusa della tutela delle lavoratrici gestanti ed attiva all'uopo la sua Securitate.
Faceva così anche Ceausescu, in Romania, attraverso lo screening ginecologico obbligatorio, che nel suo caso, oltre a monitorare le ridotte capacità lavorative a questo titolo, serviva anche a verificare se, nei dodici mesi precedenti, qualcuna avesse abortito. Il sistema totalitario latino pianificava forze, consumi di base, ma anche il numero che "fa la potenza".
Redditualmente, questi aspetti non ci interessano.
In Credem, l'applicazione delle norme, non solo contrattuali, ma anche quelle di legge, viene prevenuta ed auto-amministrata, come se nulla dovesse essere possibile fuori dall'aziendalità e, soprattutto, senza che nulla si insinui, come cultura aliena, in un costume - favorito dalla destrutturazione contrattuale che i sindacati hanno supinamente assecondato - inteso come regola.
Sempre di questi tempi, in ogni banca si pianificano le ferie. Qui da noi si avverte una certa fretta nell'imputazione, che, per prassi consolidata, si esercita entro la fine di Febbraio, per trovare convenzionale conferma, anche tacita, entro i trenta giorni successivi: "le ferie vanno tempestivamente confermate", recita il contratto di lavoro.
Stranamente, la definizione non avviene all'interno dell'unità produttiva, ma, in prima battuta, è reclamata dal Responsabile organizzativo, in seconda, dagli SM. Questi ultimi fissano la fruibilità, in estate, in due sole settimane consecutive, più una terza godibile da sola. Su questo il contratto è chiaro: "le ferie si usufruiscono in due periodi, di cui uno non inferiore alle tre settimane".
Non si può trattare, quindi, che di un invito ad adeguarsi ad un costume, con evidenti aspetti condizionanti ( non uso altra espressione per non evocare un reato ), per i non tutelati destinatari, altrimenti si tratterebbe di una smaccata violazione di un diritto sancito contrattualmente e garantito costituzionalmente.
Siamo alle solite: si vuol trarre il maggior frutto dalle risorse più scarse che sia possibile. Il resto è "fabula".
Il 17 Marzo si ricorderà, cerimonialmente, il 150° dello Stato italiano. Sono certo che via Emilia San Pietro sarà tappezzata di tricolori della repubblica Cispadana.
Sarebbe riduttivo andare a lavorare.
Milone
Non so se sai, Milone, che i tumori dei bambini, quelli piccolissimi, oltre ad essere estremamente rari - per buona sorte - hanno una forte componente genetica, che li renderebbe aggredibili se l'industria farmaceutica sostenesse i costi di laboratorio e producesse i farmaci necessari. Ma, siccome la ricerca ha un costo elevato, il laboratorio di sperimentazione anche ed i potenziali fruitori sono pochissimi ( a Bologna, attualmente, tre ) non si tenta neppure di arginare la malattia e li si lascia morire.
Che fra la mentalità mercatistica e il nazismo ci fossero fin troppo evidenti affinità, mi è sempre apparso evidente e, non ritenendo di essere il solo ad avvertirlo, ne argomentavo che non fosse "utile", "corretto", opportuno", parlarne.
Sta di fatto che due medici dell'ospedale Sant'Orsola di Bologna, hanno deciso di produrre da sé, artigianalmente, i farmaci necessari e di somministrarli terapeuticamente ai piccolissimi malati. Siccome i costi ci sono e, da soli, non sarebbero in grado di sostenerli, ricorrono da anni alle offerte che riescono a trarre, con il contributo di altri privati, da cene organizzate allo scopo, detratto il costo del cibo e, purtroppo, il cachet che qualche pezzente morale pretende per questo o per quel suo apporto ( propongo di definirli tramite acronimo ).
Dobbiamo fare con quel che c'è.
Non ti propongo, Credem'a me, di contribuire, non essendo le donazioni deducibili fiscalmente e perché, temo, che cercheresti di fargli pagare i bolli.
Che fra la mentalità mercatistica e il nazismo ci fossero fin troppo evidenti affinità, mi è sempre apparso evidente e, non ritenendo di essere il solo ad avvertirlo, ne argomentavo che non fosse "utile", "corretto", opportuno", parlarne.
Sta di fatto che due medici dell'ospedale Sant'Orsola di Bologna, hanno deciso di produrre da sé, artigianalmente, i farmaci necessari e di somministrarli terapeuticamente ai piccolissimi malati. Siccome i costi ci sono e, da soli, non sarebbero in grado di sostenerli, ricorrono da anni alle offerte che riescono a trarre, con il contributo di altri privati, da cene organizzate allo scopo, detratto il costo del cibo e, purtroppo, il cachet che qualche pezzente morale pretende per questo o per quel suo apporto ( propongo di definirli tramite acronimo ).
Dobbiamo fare con quel che c'è.
Non ti propongo, Credem'a me, di contribuire, non essendo le donazioni deducibili fiscalmente e perché, temo, che cercheresti di fargli pagare i bolli.
Milone
Capita, Milone, di avvertire una lieve contrarietà nell'osservare sul monitor della bussola l'andirivieni dei proattivi colleghi, quando, mentre il fischio continuo disturba una operazione da definire, un chiarimento offerto o richiesto, si vede distintamente il vanesio di turno che rimuove crini o forfora dal soprabito, dopo essersi specchiato lateralmente nel plexiglass dell'abitacolo o digrigna la mascella e sposta di sbieco il volto o il baffo. Verrebbe voglia di lasciarlo dentro a rimirarsi con comodo, come un paio di volte, involontariamente, all'inizio, mi è capitato, non con lui, purtroppo, ma con una garbata collega.
E' appena uscita un'aspirante imprenditrice che ci chiedeva una sponsorizzazione per cercare di realizzare la sua apirazione. Le ho fornito i dati del marketing operativo. Non ho avuto cuore di indirizzarla al Private equity ( settore che raccogli fondi da impiegare in acquisizioni di aziende in difficoltà, per ristrutturarle e rivenderle con lucro ).
E' appena uscita un'aspirante imprenditrice che ci chiedeva una sponsorizzazione per cercare di realizzare la sua apirazione. Le ho fornito i dati del marketing operativo. Non ho avuto cuore di indirizzarla al Private equity ( settore che raccogli fondi da impiegare in acquisizioni di aziende in difficoltà, per ristrutturarle e rivenderle con lucro ).
Milone
Sarebbe opportuno, caro Milone, che l'augusta famiglia provvedesse a redistribuire i suoi tappeti. Non possiamo continuare a dare "perle ai porci". Dovresti vedere quali plebee calzature li calpestano, che cosa depositano quelle suole sulle tessiture che hanno impegnato la vita e l'animo della sofisticata, ancorché di condizione modesta, tessitrice. Una cicca è rimasta sul bordo per due giorni, data la rarefazione dei turni di pulizia.
Ora, un bottegaio delle prospicienze, mentre si perde in chiacchiere e rimostranze sulle condizioni applicategli, ha deposto sul tappeto il suo ombrello tascabile, grondante di neve.
Anche se è probabile che alle filiali siano stati destinati i tappeti meno belli, devo amaramente constatare che la clientela non è all'altezza. Non basta, infatti, il conto in banca a fare il signore.
Ora, un bottegaio delle prospicienze, mentre si perde in chiacchiere e rimostranze sulle condizioni applicategli, ha deposto sul tappeto il suo ombrello tascabile, grondante di neve.
Anche se è probabile che alle filiali siano stati destinati i tappeti meno belli, devo amaramente constatare che la clientela non è all'altezza. Non basta, infatti, il conto in banca a fare il signore.
Milone
Quindi, caro Milone, siamo stati capaci di istituire la festa con recupero. Ci mancava che sancissero "la tutela dell'economia nazionale e corporativa" ad interpretazione del meschinamente applicato "recupero delle festività soppresse", con automatica trasformazione in ferie del giorno già programmato a quel titolo.
Un'amministrazione da drogheria. Un regime consimile.
Oggi, il cassiere volante Giovanni, che già ieri credevamo destinato ad una lunga serie di trasferte, è, invece, ancora con noi. Pare che fra sabato e domenica sia stato avvisato, sul suo numero di telefono privato e quindi, ope legis, non nella disponibilità dell'azienda, che il combinato disposto delle emergenze sanitarie lo affrancava dal recarsi ad Imola. Sono certo che le concertazioni festive hanno riguardato anche l'RDE, pur privo di firma sociale e non catalogabile fra i reperibili, così come l'ulteriore proroga della esecuzione della pena è stata anticipata a Giuseppe d'Andria, che si è reso "parte diligente".
Non è stato esteriormente apprezzato un mio modesto accenno all'Ente superiore che sovrintende ai destini e li determina.
"Tira fuori la donna che è in te!" Questo per motivare una povera "apprendista" a trovare significati gratificanti nel trasferimento in una pertinenza del cimitero di San Giovanni in Persiceto.
Non ero a conoscenza di questo irredentismo vaginale che mi sembra speculare al machismo di un tempo, da caserma o da bar. Il machismo e il femminismo che ci hanno afflitto ( in parallelo ) per una generazione, sono frutto di una pseudo-cultura compensativa, risentita per una inadeguatezza prodotta da ben altre cause e si traducono in esortazioni violente, quanto ambigue, quasi che si volesse incitare alla rivincita, in questo caso per l'inerme situazione contrattuale nella quale "l'attenzionata" si trova ( grazie, in primis, ai sindacati ).
Il consueto doppio vantaggio con una fava..avvelenata.
Un'amministrazione da drogheria. Un regime consimile.
Oggi, il cassiere volante Giovanni, che già ieri credevamo destinato ad una lunga serie di trasferte, è, invece, ancora con noi. Pare che fra sabato e domenica sia stato avvisato, sul suo numero di telefono privato e quindi, ope legis, non nella disponibilità dell'azienda, che il combinato disposto delle emergenze sanitarie lo affrancava dal recarsi ad Imola. Sono certo che le concertazioni festive hanno riguardato anche l'RDE, pur privo di firma sociale e non catalogabile fra i reperibili, così come l'ulteriore proroga della esecuzione della pena è stata anticipata a Giuseppe d'Andria, che si è reso "parte diligente".
Non è stato esteriormente apprezzato un mio modesto accenno all'Ente superiore che sovrintende ai destini e li determina.
"Tira fuori la donna che è in te!" Questo per motivare una povera "apprendista" a trovare significati gratificanti nel trasferimento in una pertinenza del cimitero di San Giovanni in Persiceto.
Non ero a conoscenza di questo irredentismo vaginale che mi sembra speculare al machismo di un tempo, da caserma o da bar. Il machismo e il femminismo che ci hanno afflitto ( in parallelo ) per una generazione, sono frutto di una pseudo-cultura compensativa, risentita per una inadeguatezza prodotta da ben altre cause e si traducono in esortazioni violente, quanto ambigue, quasi che si volesse incitare alla rivincita, in questo caso per l'inerme situazione contrattuale nella quale "l'attenzionata" si trova ( grazie, in primis, ai sindacati ).
Il consueto doppio vantaggio con una fava..avvelenata.
Milone
In coda alla comunicazione che, con sottile e tradizionale perfidia, si fornisce sempre di venerdì sera, per rovinare l'umore del destinatario/a nel fine settimana, c'è stato un siparietto che sottolinea, ancora una volta, quanto sia lontana questa azienda familiare da qualsivoglia mentalità imprenditoriale evoluta. Un'autentica imprenditoria quaternaria.
Il direttore bipartito, con confidenziale sollecitudine ( per se ), ha suggerito alla sua prossima cassiera della dipendenza foranea, di "sorridere", in quanto "bella".
Il sorriso di una donna bella, lusinga il rustico avventore, mentre a una brutta si può anche consentire di esibire il suo inappagamento; tanto, un'eventuale, incomprensibile felicità risulterebbe sconcertante..preoccupante e, comunque, non richiesta.
Il direttore bipartito, con confidenziale sollecitudine ( per se ), ha suggerito alla sua prossima cassiera della dipendenza foranea, di "sorridere", in quanto "bella".
Il sorriso di una donna bella, lusinga il rustico avventore, mentre a una brutta si può anche consentire di esibire il suo inappagamento; tanto, un'eventuale, incomprensibile felicità risulterebbe sconcertante..preoccupante e, comunque, non richiesta.
Milone
La lingua inglese sembra avere il potere di conferire alle definizioni ed alle intenzioni che vi sono sottese, un rivestimento di grintoso affarismo, paradigmatico perché darwinianamente vincente.
La costituzione di una consorteria - non offenda, è l'equivalente popolare di lobby, società, ecc. - che ha come mission di rilevare aziende in difficoltà ( è il business del momento ) per ristrutturarle con metodi nibelungici e renderli appetibili alla speculazione alienatrice ed acquisitoria di un gruppo chiuso, con i soci-clienti che fanno parte anch'essi di un nucleo protetto, nel quale la rispettiva veste di banca e di clienti è pretestuosa, tradisce una mentalità ed obiettivi da Loggia e non da impresa creditizia.
Chi, altrimenti, affiderebbe i propri capitali ad una banca e se ne disinteresserebbe per anni?
Non vale a giustificare un atteggiamento così improbabile la non necessità, per sostentarsi, offerta implicitamente alla lettura delle maestranze. Da un certo livello in su, il denaro perde questa caratteristica, ma la gelosia proprietaria e la contesa incrementizia non si attenuano..anzi!
Traducendo in volgare l'edificante ed autoincensatorio articolo, potremmo dire: in ogni mora, stando in mezzo, le occasioni speculative non declinano. Cambiano solo forma, ma sanno addentare l'osso quando la polpa è terminata.
Siamo proprio una simil-banca.
La costituzione di una consorteria - non offenda, è l'equivalente popolare di lobby, società, ecc. - che ha come mission di rilevare aziende in difficoltà ( è il business del momento ) per ristrutturarle con metodi nibelungici e renderli appetibili alla speculazione alienatrice ed acquisitoria di un gruppo chiuso, con i soci-clienti che fanno parte anch'essi di un nucleo protetto, nel quale la rispettiva veste di banca e di clienti è pretestuosa, tradisce una mentalità ed obiettivi da Loggia e non da impresa creditizia.
Chi, altrimenti, affiderebbe i propri capitali ad una banca e se ne disinteresserebbe per anni?
Non vale a giustificare un atteggiamento così improbabile la non necessità, per sostentarsi, offerta implicitamente alla lettura delle maestranze. Da un certo livello in su, il denaro perde questa caratteristica, ma la gelosia proprietaria e la contesa incrementizia non si attenuano..anzi!
Traducendo in volgare l'edificante ed autoincensatorio articolo, potremmo dire: in ogni mora, stando in mezzo, le occasioni speculative non declinano. Cambiano solo forma, ma sanno addentare l'osso quando la polpa è terminata.
Siamo proprio una simil-banca.
Milone
E così, caro Milone, anche Gheddafi consuma le sue ultime ore nelle ridotte del suo regime, in attesa che il suo ministro di polizia, il braccio di tutti i suoi misfatti verso il popolo, lo sostituisca al potere, quello "nuovo", al quale ha aderito anche uno dei suoi figli. Sarà stato quello biblicamente meno favorito?
Di tutti i dittatori del dopo guerra, resistono solo i Maramotti. A quando i sottoposti, in mondovisione, inneggianti ad un nuovo illusionista?
Venerdì scorso non sembrava di essere alla vigilia del fine settimana di Fantozzi. Le maestranze, senza eccezioni, erano immote ai loro deschi, chine e rassegnatamente recline. Solo una malcelata tensione albergava sui loro volti contrariati.
Avevo incrociato, prima di uscire per l'intervallo, la conturbante Area manager, che, con passo sicuro e trucco strarimarcato, incedeva verso l'ufficio del Direttore, mentre io guadagnavo la bussola.
ha evitato di alterare l'operatività e - suppongo - si è consultata con l'SM, secondo canoni preesistenti e obbligatoriamente condivisi. Poi ha convocato i soggiornanti per incitarli al ritmo ed al sorriso, all'efficienza ed alla proattiva cordialità.
Oggi - complice il fine mese - i ritmi della catena di montaggio sono ancora più veloci e l'assertività dell'RDE si confonde con il nervosismo.
Ma, a prescindere, codesti lavoratori e chi li ha preceduti, hanno mai saputo che in Italia vige la Legge 300 e un sistema di rappresentanza degli interessi dei lavoratori che prevede verifiche e contrattazioni periodiche? Sanno che cos'è uno sciopero?
Usque tandem, Milone?
Di tutti i dittatori del dopo guerra, resistono solo i Maramotti. A quando i sottoposti, in mondovisione, inneggianti ad un nuovo illusionista?
Venerdì scorso non sembrava di essere alla vigilia del fine settimana di Fantozzi. Le maestranze, senza eccezioni, erano immote ai loro deschi, chine e rassegnatamente recline. Solo una malcelata tensione albergava sui loro volti contrariati.
Avevo incrociato, prima di uscire per l'intervallo, la conturbante Area manager, che, con passo sicuro e trucco strarimarcato, incedeva verso l'ufficio del Direttore, mentre io guadagnavo la bussola.
ha evitato di alterare l'operatività e - suppongo - si è consultata con l'SM, secondo canoni preesistenti e obbligatoriamente condivisi. Poi ha convocato i soggiornanti per incitarli al ritmo ed al sorriso, all'efficienza ed alla proattiva cordialità.
Oggi - complice il fine mese - i ritmi della catena di montaggio sono ancora più veloci e l'assertività dell'RDE si confonde con il nervosismo.
Ma, a prescindere, codesti lavoratori e chi li ha preceduti, hanno mai saputo che in Italia vige la Legge 300 e un sistema di rappresentanza degli interessi dei lavoratori che prevede verifiche e contrattazioni periodiche? Sanno che cos'è uno sciopero?
Usque tandem, Milone?
Milone
Raoul è tornato da Cuba. Ora è disoccupato. La cassa integrazione è finita.
Si è separato dalla moglie - da tempo aveva anche una fidanzata alla quale corrispondeva periodicamente delle cifre, in concorrenza con la legale consorte ed i suoi due figli - ha, cioè, perfezionato sul piano formale, una situazione squilibrata, nella quale la giovane amante si faceva mantenere, come ordinariamente molte giovani cubane fanno con i turisti, a distanza, in cambio della sua frequentazione, quando Raoul era in grado di raggiungerla.
La signora, accortasi delle opportunità che la più giovane concorrente le sottraeva, attraverso la separazione legale si è assicurata un assegno di mantenimento per sé e per i figli, legalmente più congruo di quello che le spacciava l'ex marito.
Chissà se il rapporto amoroso con la fidanzata resisterà a questo terremoto finanziario? In concorso con altri (introiti) forse si.
Ha comunque potuto conoscere la nipotina - ovviamente bellissima - che era nata durante la sua assenza.
Uscendo dalla banca, ieri pomeriggio, ho incontrato Natsuko, in compagnia di un'amica giapponese. E' la seconda volta che la incontro, quest'inverno, in via Indipendenza, sempre di ritorno dal Giappone ed in procinto di ripartire per l'Africa. Stavolta, lasciato il Senegal e gli orfani, si dirigeva verso la Mauritania ed il Sudan. La Mauritania è sconvolta, da decenni, dagli scontri fra le fazioni tribali che combattono una guerra per conto della Spagna e della Francia, che contribuiscono con bombardamenti in appoggio di questi o di quelli e con l'intelligence. Il Sudan è interessato dal tentativo del Nord mussulmano,di espellere i cristiani dal Paese. Questi ultimi popolano il Sud, meno arido e meno avaro di possibilità e da anni resistono, vessati anche dalla falsa neutralità del Governo, tutto islamico.
Natsuko sembrava felice, forse perché aveva frettolosamente, da poco, respirato l'aria di casa, forse perché era in compagnia di un'amica - non mi attribuisco facoltà stimolatrici della serotonina - forse, soprattutto, perché stava per iniziare un'altra esperienza, nell'ambito della quale "avrebbe potuto lavorare" e non si sarebbe limitata al puro mantenimento, come le è capitato fino ad ora, da che ha abbandonato il lavoro di istitutrice in un asilo per i figli di diplomatici e uomini d'affari stranieri. Per svolgerlo, a Tokio, risiedeva in un quartiere, nel quale i giapponesi come lei erano di fatto gli inservienti dei privilegiati ospiti.
In cambio del suo lavoro, insieme ad un modesto stipendio, "godeva" dell'alloggio discrezionalmente assegnatole.
Natty ha due lauree, la seconda delle quali conseguita presso lAlma Mater bolognese, dopo ventuno esami e la tesi finale. Parla perfettamente l'italiano, il francese, l'inglese ed ha soggiornato a lungo in Europa e negli Stati Uniti.
Si è separato dalla moglie - da tempo aveva anche una fidanzata alla quale corrispondeva periodicamente delle cifre, in concorrenza con la legale consorte ed i suoi due figli - ha, cioè, perfezionato sul piano formale, una situazione squilibrata, nella quale la giovane amante si faceva mantenere, come ordinariamente molte giovani cubane fanno con i turisti, a distanza, in cambio della sua frequentazione, quando Raoul era in grado di raggiungerla.
La signora, accortasi delle opportunità che la più giovane concorrente le sottraeva, attraverso la separazione legale si è assicurata un assegno di mantenimento per sé e per i figli, legalmente più congruo di quello che le spacciava l'ex marito.
Chissà se il rapporto amoroso con la fidanzata resisterà a questo terremoto finanziario? In concorso con altri (introiti) forse si.
Ha comunque potuto conoscere la nipotina - ovviamente bellissima - che era nata durante la sua assenza.
Uscendo dalla banca, ieri pomeriggio, ho incontrato Natsuko, in compagnia di un'amica giapponese. E' la seconda volta che la incontro, quest'inverno, in via Indipendenza, sempre di ritorno dal Giappone ed in procinto di ripartire per l'Africa. Stavolta, lasciato il Senegal e gli orfani, si dirigeva verso la Mauritania ed il Sudan. La Mauritania è sconvolta, da decenni, dagli scontri fra le fazioni tribali che combattono una guerra per conto della Spagna e della Francia, che contribuiscono con bombardamenti in appoggio di questi o di quelli e con l'intelligence. Il Sudan è interessato dal tentativo del Nord mussulmano,di espellere i cristiani dal Paese. Questi ultimi popolano il Sud, meno arido e meno avaro di possibilità e da anni resistono, vessati anche dalla falsa neutralità del Governo, tutto islamico.
Natsuko sembrava felice, forse perché aveva frettolosamente, da poco, respirato l'aria di casa, forse perché era in compagnia di un'amica - non mi attribuisco facoltà stimolatrici della serotonina - forse, soprattutto, perché stava per iniziare un'altra esperienza, nell'ambito della quale "avrebbe potuto lavorare" e non si sarebbe limitata al puro mantenimento, come le è capitato fino ad ora, da che ha abbandonato il lavoro di istitutrice in un asilo per i figli di diplomatici e uomini d'affari stranieri. Per svolgerlo, a Tokio, risiedeva in un quartiere, nel quale i giapponesi come lei erano di fatto gli inservienti dei privilegiati ospiti.
In cambio del suo lavoro, insieme ad un modesto stipendio, "godeva" dell'alloggio discrezionalmente assegnatole.
Natty ha due lauree, la seconda delle quali conseguita presso lAlma Mater bolognese, dopo ventuno esami e la tesi finale. Parla perfettamente l'italiano, il francese, l'inglese ed ha soggiornato a lungo in Europa e negli Stati Uniti.
Milone
E così, caro Milone, tornan le dolenti note a farmisi sentire.
Negli ultimi vent'anni, il Credem'a me ha rinnovato, almeno due volte, il pur giovane assetto dei propri dipendenti, attraverso ristrutturazioni organizzative finalizzate. Anche stavolta, con l'introduzione delle aree territoriali, che hanno creato una massa insostenibile di competenze ed obblighi geografici anche fra i responsabili intermedi, si rimanifesta il turbillon dei trasferimenti cervellotici ed a grappoli, che danno soddisfazione solo alle ubie dei direttori che vogliono questo e non quella, senza che la minima facoltà di interlocuzione sia concessa ai destinatari dei provvedimenti.
Siamo agli albori dello studiato fenomeno e già fioccano la dimissioni - tanto cospicue nel tempo, da farci finire sulle colonne del Sole 24 Ore, giornale serio e documentato, quanto confindustriale.
Tutta questa passione e Responsabilità non si capisce a chi sia riservata, di fronte ai dati dell'esperienza empirica, a meno che, in C.D.A. non ci si autorassicuri, dicendo: "l'azienda c'est moi!" come già il re Sole e Napoleone e, ultimamente, Gheddafi, a proposito della Libia in rivolta.
Il fenomeno, che è figlio dell'anarchia metodologica e del mercatismo fine a se stesso, era già noto in Credem, quando altrove, keynesianamente non vigeva e non era tanto corollario di frenesia concorrenziale quanto riaffermazione costante e circoscritta di utilità, potere e redditività, nella quale ci si guardava e ci si guarda bene dal coinvolgere i virtuosi, ma dimissionari sottoposti.
L'azienda, la ragioneria, elevate a filosofia di vita, mentre si disprezza quella non strumentalizzabile, rivelano alle giovani generazioni quanto inaffidabili siano gli uomini ( e le donne ) e quanto indifferenti siano, agli altri, i loro obiettivi.
Negli ultimi vent'anni, il Credem'a me ha rinnovato, almeno due volte, il pur giovane assetto dei propri dipendenti, attraverso ristrutturazioni organizzative finalizzate. Anche stavolta, con l'introduzione delle aree territoriali, che hanno creato una massa insostenibile di competenze ed obblighi geografici anche fra i responsabili intermedi, si rimanifesta il turbillon dei trasferimenti cervellotici ed a grappoli, che danno soddisfazione solo alle ubie dei direttori che vogliono questo e non quella, senza che la minima facoltà di interlocuzione sia concessa ai destinatari dei provvedimenti.
Siamo agli albori dello studiato fenomeno e già fioccano la dimissioni - tanto cospicue nel tempo, da farci finire sulle colonne del Sole 24 Ore, giornale serio e documentato, quanto confindustriale.
Tutta questa passione e Responsabilità non si capisce a chi sia riservata, di fronte ai dati dell'esperienza empirica, a meno che, in C.D.A. non ci si autorassicuri, dicendo: "l'azienda c'est moi!" come già il re Sole e Napoleone e, ultimamente, Gheddafi, a proposito della Libia in rivolta.
Il fenomeno, che è figlio dell'anarchia metodologica e del mercatismo fine a se stesso, era già noto in Credem, quando altrove, keynesianamente non vigeva e non era tanto corollario di frenesia concorrenziale quanto riaffermazione costante e circoscritta di utilità, potere e redditività, nella quale ci si guardava e ci si guarda bene dal coinvolgere i virtuosi, ma dimissionari sottoposti.
L'azienda, la ragioneria, elevate a filosofia di vita, mentre si disprezza quella non strumentalizzabile, rivelano alle giovani generazioni quanto inaffidabili siano gli uomini ( e le donne ) e quanto indifferenti siano, agli altri, i loro obiettivi.
giovedì 17 febbraio 2011
Milone
La nostra Sede di Bologna mi ricorda sempre più speso la caserma Zanzibar, retta dal Generale Buttiglione e resa celebre da una delle più dinamiche trasmissioni della radio italiana: Alto gradimento, con Renzo Arbore e Gianni Boncompagni.
La cura del particolare inutile, la rivista alle divise e alle camerate prima dell'alza bandiera, il saluto cerimoniale a chi entra - anche se si tratta del collega ignoto - come erano soliti fare i soldati agli uscieri dei grandi alberghi, a Roma, che scambiavano per alti ufficiali.
L'attività di presidio e di difesa - anche se nessuno ci insidia - i sogni di grandezza soddisfatti con acronimi ed assegnazioni verbali che rimandano la mestizia alle economie per la cena, la puntuale denuncia di ogni inosservanza degli ordini di servizio, con ampia descrizione delle ricadute sulla reputazione del "reggimento", le comunicazioni ad una via, correttive, ammonitrici, sanzionatorie e lodatrici di ogni eroico risultato. L'etica del soldato, sciorinata ogni ora sul portale, nelle mail, tanto magniloquenti, quanto adeguate alle scarse ( stimate ) capacità di comprendonio dei destinatari.
Che differenza fra l'aula sorda e grigia dalla quale provengo e questo bivacco di manipoli!!
I giovani guardano sempre ad un futuro indeterminato ed impiegano ogni loro energia a beneficio di coloro che dovrebbero ( perché? )renderlo pari agli archetipi che si portano dall'infanzia. Si assoggettano, nella aspirazione ad assurgere ad un ruolo dominante nella società, di poterne interpretare i riti ripetitivi e confermativi, di recitarne le banalità colloquiali, di essere come tutti quelli che contano. Così sprecano tante opportunità o le consumano convulsamente, quasi che ritardassero e contraddicessero la loro epica scalata.
Da che mondo è mondo, ogni compagine organizzata, religiosa o civile, ha sempre tratto profitto dalla retorica che, facilmente, - tramite le stesse strutture "parentali" previste allo scopo - riesce ad inculcar loro, gli fa una faccia compiaciuta e poi gli ride dietro.
E' passato solo un giorno dal Gran Rifiuto della Cancellieri di "farsi strumentalizzare" dai partiti - in realtà, il minestrone è solo quello della Destra -, come se fosse un disonore, o meglio una zavorra d'ineleggibilità - che il medesimo schieramento, alla ricerca di un'icona vincente, si dice disposto a mimetizzarsi, a "trasformarsi" ulteriormente, a scomparire dalla scheda elettorale, a non essere più una compagine ufficiale, ma un commando in agguato.
Se poi, dalla società civile, dopo i seicento manifesti, rimasti per ora in tipografia, si leverà un coro addolorato e anelante, il "core" del Commissario potrebbe sciogliersi ed indurla al sacrificio.
Che società spappolata, dove gli unici interessi e, purtroppo, gli unici valori sono quelli del biglietto dell'autobus, delle concessioni comunali, delle tasse locali e dei buchi nelle strade. Una generazione è scomparsa, credendo nei principi dell'appartenenza e rivendicandone pubblicamente i contenuti, organizzati nei partiti. Poi, la corruzione, il declino, la caduta dell'ordine del dopo-guerra ed ora, il riflusso immemore sul meno peggio, per sé.
Leggevo sull'Espresso di una sorta di resurrezione del generoso Partito d'Azione, i cui geni sarebbero rintracciabili, per il settimanale radical-padronale, nei tanti "figli di nessuno" che proiettano le loro ombre sulla parete della caverna.
Che pena! La politica e la società devono soffrire di qualche malattia urologica.
La cura del particolare inutile, la rivista alle divise e alle camerate prima dell'alza bandiera, il saluto cerimoniale a chi entra - anche se si tratta del collega ignoto - come erano soliti fare i soldati agli uscieri dei grandi alberghi, a Roma, che scambiavano per alti ufficiali.
L'attività di presidio e di difesa - anche se nessuno ci insidia - i sogni di grandezza soddisfatti con acronimi ed assegnazioni verbali che rimandano la mestizia alle economie per la cena, la puntuale denuncia di ogni inosservanza degli ordini di servizio, con ampia descrizione delle ricadute sulla reputazione del "reggimento", le comunicazioni ad una via, correttive, ammonitrici, sanzionatorie e lodatrici di ogni eroico risultato. L'etica del soldato, sciorinata ogni ora sul portale, nelle mail, tanto magniloquenti, quanto adeguate alle scarse ( stimate ) capacità di comprendonio dei destinatari.
Che differenza fra l'aula sorda e grigia dalla quale provengo e questo bivacco di manipoli!!
I giovani guardano sempre ad un futuro indeterminato ed impiegano ogni loro energia a beneficio di coloro che dovrebbero ( perché? )renderlo pari agli archetipi che si portano dall'infanzia. Si assoggettano, nella aspirazione ad assurgere ad un ruolo dominante nella società, di poterne interpretare i riti ripetitivi e confermativi, di recitarne le banalità colloquiali, di essere come tutti quelli che contano. Così sprecano tante opportunità o le consumano convulsamente, quasi che ritardassero e contraddicessero la loro epica scalata.
Da che mondo è mondo, ogni compagine organizzata, religiosa o civile, ha sempre tratto profitto dalla retorica che, facilmente, - tramite le stesse strutture "parentali" previste allo scopo - riesce ad inculcar loro, gli fa una faccia compiaciuta e poi gli ride dietro.
E' passato solo un giorno dal Gran Rifiuto della Cancellieri di "farsi strumentalizzare" dai partiti - in realtà, il minestrone è solo quello della Destra -, come se fosse un disonore, o meglio una zavorra d'ineleggibilità - che il medesimo schieramento, alla ricerca di un'icona vincente, si dice disposto a mimetizzarsi, a "trasformarsi" ulteriormente, a scomparire dalla scheda elettorale, a non essere più una compagine ufficiale, ma un commando in agguato.
Se poi, dalla società civile, dopo i seicento manifesti, rimasti per ora in tipografia, si leverà un coro addolorato e anelante, il "core" del Commissario potrebbe sciogliersi ed indurla al sacrificio.
Che società spappolata, dove gli unici interessi e, purtroppo, gli unici valori sono quelli del biglietto dell'autobus, delle concessioni comunali, delle tasse locali e dei buchi nelle strade. Una generazione è scomparsa, credendo nei principi dell'appartenenza e rivendicandone pubblicamente i contenuti, organizzati nei partiti. Poi, la corruzione, il declino, la caduta dell'ordine del dopo-guerra ed ora, il riflusso immemore sul meno peggio, per sé.
Leggevo sull'Espresso di una sorta di resurrezione del generoso Partito d'Azione, i cui geni sarebbero rintracciabili, per il settimanale radical-padronale, nei tanti "figli di nessuno" che proiettano le loro ombre sulla parete della caverna.
Che pena! La politica e la società devono soffrire di qualche malattia urologica.
Milone
Il Commissario Anna Maria Cancellieri afferma che non si candiderà, perché non può e non vuole essere espressione di nessuno schieramento politico. Forse vagheggiava di poter essere espressione dello spirito santo.
Si è mossa con impegno e perizia tecnica, ha promosso le iniziative giacenti, ma ha cassato definitivamente il progetto della metropolitana, che avrebbe terremotato la congestionata viabilità, ma risolto il problema del pendolarismo ( anche dei nostri cassieri volanti )da e verso la provincia. Non è riuscita a trovare una soluzione per il Teatro Duse, dopo averne fin troppo parlato. E' stata, insomma, un buon Prefetto e per questo piaceva al senatore Filippo Berselli, che sarebbe stato il sindaco effettivo di Bologna, come lo sarebbe stato se fosse riuscito a cooptare a Palazzo D'Accursio lo sgrammaticato Guazzaloca, che in cambio chiedeva il via libera ai suoi affari.
Quindi, il Sindaco sarà l'immigrato Virginio Merola, già buon assessore, faccia da ex povero rassettatosi all'ombra dell'apparato, incline ad un modesto clientelismo familiare: roba da case popolari, anzi del Popolo, trattandosi di case del Comune per gli indigenti.
Scorrevo le prime esternazioni di voto: i facilitatori erano l'associazione dei commercianti, degli inquilini e dei piccoli proprietari domestici, la ACLI. Non c'è più Monsignor Vecchi in Curia - che si è pubblicamente doluto perché le sue dimissioni sono state accettate - ma la Chiesa non tarderà a farsi sentire in termini collaterali ( l'ultima volta lo fece a sinistra ), chiedendo vantaggi per gli asili e le scuole religiose. Il precedente Arcivescovo sputava fiele, provenendo da Comunione e Liberazione e non trovando in loco che larvali segnali di presenza ( anche questi scolastici )della lobby di Dio.
Io, per non deprimermi, non voterò. nessuno dei candidati ha la minima idea per gestire una società in rapida mescolanza ed è espressione di strutture residuali e inadeguate che impoveriranno ancora di più una realtà rivolta all'indietro, alla ricerca di rassicurazioni egoiste.
Si è mossa con impegno e perizia tecnica, ha promosso le iniziative giacenti, ma ha cassato definitivamente il progetto della metropolitana, che avrebbe terremotato la congestionata viabilità, ma risolto il problema del pendolarismo ( anche dei nostri cassieri volanti )da e verso la provincia. Non è riuscita a trovare una soluzione per il Teatro Duse, dopo averne fin troppo parlato. E' stata, insomma, un buon Prefetto e per questo piaceva al senatore Filippo Berselli, che sarebbe stato il sindaco effettivo di Bologna, come lo sarebbe stato se fosse riuscito a cooptare a Palazzo D'Accursio lo sgrammaticato Guazzaloca, che in cambio chiedeva il via libera ai suoi affari.
Quindi, il Sindaco sarà l'immigrato Virginio Merola, già buon assessore, faccia da ex povero rassettatosi all'ombra dell'apparato, incline ad un modesto clientelismo familiare: roba da case popolari, anzi del Popolo, trattandosi di case del Comune per gli indigenti.
Scorrevo le prime esternazioni di voto: i facilitatori erano l'associazione dei commercianti, degli inquilini e dei piccoli proprietari domestici, la ACLI. Non c'è più Monsignor Vecchi in Curia - che si è pubblicamente doluto perché le sue dimissioni sono state accettate - ma la Chiesa non tarderà a farsi sentire in termini collaterali ( l'ultima volta lo fece a sinistra ), chiedendo vantaggi per gli asili e le scuole religiose. Il precedente Arcivescovo sputava fiele, provenendo da Comunione e Liberazione e non trovando in loco che larvali segnali di presenza ( anche questi scolastici )della lobby di Dio.
Io, per non deprimermi, non voterò. nessuno dei candidati ha la minima idea per gestire una società in rapida mescolanza ed è espressione di strutture residuali e inadeguate che impoveriranno ancora di più una realtà rivolta all'indietro, alla ricerca di rassicurazioni egoiste.
Milone
Sono uscito con il sacco delle elemosine - quelle che deduciamo dalle tasse, Milone - e sono arrivato alla Nutelleria Camst, mentre la direttrice amministrativa era impegnata alla cassa, a conteggiare le puzzolenti consumazioni di una pletora di malvestiti, rispetto ai quali io sono un damerino. E' la versione mercantile delle mense per i poveri, come tutto quello che è massa, comune, mense od ospedali che siano. E' per questo che i compagni e la Chiesa sono entrati in conflitto: hanno la stessa clientela.
La mia giovane collega, prima che sortissi, mi ha spiegato l'arcano del "passo" Credem'a me. "Sbrigati, vai troppo piano, non hai voglia di lavorare". "Io, da sola, soffro non tanto di iperattività, ma dell'ansia di non riuscire ad accontentare i clienti nei tempi canonici di questa banca; io ho bisogno di lavorare" eccetera, tanto che ho affrettato il passo per uscire.
Mi giunge notizia che due contratti da apprendisti, ex Unicredit-Banca di Roma, non sono stati confermati. Me lo aspettavo; non avevo mal interpretato l'ideologia Credem'a me. Trentuno e ventinove anni: praticamente rovinati. Non erano stati selezionati e, soprattutto, non avevano ricevuto l'imprinting costrittivo e maniacale della casa.
Se, però, di mancato imprinting per presenza di contenuti culturali propri si è trattato, a loro rivolgo un pensiero e l'augurio di sapersi gestire con impegno e libertà nella vita.
Se sono stati esclusi, pur in assenza di queste eretiche propensioni, si è trattato di una "gratuita" cattiveria cautelativa.
La mia giovane collega, prima che sortissi, mi ha spiegato l'arcano del "passo" Credem'a me. "Sbrigati, vai troppo piano, non hai voglia di lavorare". "Io, da sola, soffro non tanto di iperattività, ma dell'ansia di non riuscire ad accontentare i clienti nei tempi canonici di questa banca; io ho bisogno di lavorare" eccetera, tanto che ho affrettato il passo per uscire.
Mi giunge notizia che due contratti da apprendisti, ex Unicredit-Banca di Roma, non sono stati confermati. Me lo aspettavo; non avevo mal interpretato l'ideologia Credem'a me. Trentuno e ventinove anni: praticamente rovinati. Non erano stati selezionati e, soprattutto, non avevano ricevuto l'imprinting costrittivo e maniacale della casa.
Se, però, di mancato imprinting per presenza di contenuti culturali propri si è trattato, a loro rivolgo un pensiero e l'augurio di sapersi gestire con impegno e libertà nella vita.
Se sono stati esclusi, pur in assenza di queste eretiche propensioni, si è trattato di una "gratuita" cattiveria cautelativa.
martedì 15 febbraio 2011
Milone
Gli effetti della caduta del Muro di Berlino si stanno facendo sentire anche nelle aree calde del petrolio. la rivolta verso i presidenti ereditari è cominciata nel paese più piccolo, da lì si è trasferita nel più grande, insieme a quell'Algeria che è ancora il più chiuso dei regimi arabi, dopo il colpo di stato contro gli islamici, vincitori delle elezioni di venticinque anni fa. Infine, per ora, i Persiani, sotto regime teocratico. Toccherà, infine, agli scatoloni petroliferi ed ideologici sauditi e libici? Fra gli statunitensi - sicuramente all'opera nelle quinte colonne - a Al Qaeda, è una corsa contro il tempo per trarre profitto dal disordine temporaneo ed evitare inframmettenze sgradite.
I cocci dell'infrazione lasciano intravedere i rimasugli di tante micro alleanze cangianti, di tante ambizioni finite in esilio, sulla forca o davanti ai plotoni di esecuzione, per ordine di tribunali che, poco prima, emettevano sentenze conservative dei sistemi, ora in dissolvimento. I nuovi profittatori sono all'opera, mentre le democrazie - una in particolare - con la loro "malizia", offrono ora milizie armate, ora suggestioni di libertà mercatoria, alle piazze oranti e celebranti la loro eterna illusione.
Anche noi stiamo vivendo la nostra trasformistica transizione. Lo disse bene Andreotti, quando uccisero Salvo Lima: agli stati Uniti ( nel nostro caso ) non serviamo più. Potevano almeno prendersela direttamente con me.
I cocci dell'infrazione lasciano intravedere i rimasugli di tante micro alleanze cangianti, di tante ambizioni finite in esilio, sulla forca o davanti ai plotoni di esecuzione, per ordine di tribunali che, poco prima, emettevano sentenze conservative dei sistemi, ora in dissolvimento. I nuovi profittatori sono all'opera, mentre le democrazie - una in particolare - con la loro "malizia", offrono ora milizie armate, ora suggestioni di libertà mercatoria, alle piazze oranti e celebranti la loro eterna illusione.
Anche noi stiamo vivendo la nostra trasformistica transizione. Lo disse bene Andreotti, quando uccisero Salvo Lima: agli stati Uniti ( nel nostro caso ) non serviamo più. Potevano almeno prendersela direttamente con me.
Milone
Oggi, San Valentino, non ho apprezzato significative defezioni sul fronte della pena biblica. In particolare, le signore o simil-signore, sono tutte ai loro posti, come se l'amorino pagano, divenuto angioletto cristiano, non fosse contemplato nell'anaffettivo Credem'a me. Io, che sono il più vecchio, ho festeggiato come ho potuto, con garbo e sentimento, ma mi risulta strano che nessuno, fra i giovani e i maturi, abbia sentito il desiderio di concedersi una vacatio sentimentale. O ne sono stati impediti? Si sono auto-mutilati?
Non sono neanche arrivato in ritardo...
A proposito, come mai gli orari sono tassativi e non si prevedono i cinque minuti di "tolleranza" prima di "proclamare" il ritardo? Come mai, soprattutto, l'opzione "ritardo con recupero", pur presente in procedura, non è attiva?
Che nulla debba sfuggire al controllo domestico del padrone, comprese le gravidanze del bestiame e delle contadine, è concezione da latifondo, ostativa di concetti come privacy, autonomia..libertà.
Lo so, basterebbe entrare nella famiglia allargata e tutti ci daremmo una mano..tenendo ben a mente chi è che ci dà da mangiare.
Non sono neanche arrivato in ritardo...
A proposito, come mai gli orari sono tassativi e non si prevedono i cinque minuti di "tolleranza" prima di "proclamare" il ritardo? Come mai, soprattutto, l'opzione "ritardo con recupero", pur presente in procedura, non è attiva?
Che nulla debba sfuggire al controllo domestico del padrone, comprese le gravidanze del bestiame e delle contadine, è concezione da latifondo, ostativa di concetti come privacy, autonomia..libertà.
Lo so, basterebbe entrare nella famiglia allargata e tutti ci daremmo una mano..tenendo ben a mente chi è che ci dà da mangiare.
sabato 12 febbraio 2011
Milone
In Credem si fa banca come un tempo, soprattutto per quanto riguarda l'approccio al cliente, la valutazione sociale che gli si attribuisce, le modalità di gestione del rapporto, che si consuma nei termini di una familiarità formale e assistenziale, nella quale costui o costei si adagia secondo l'adusato costume di non rischiare tensioni e stress, demandandone la sopportazione alle classi subordinate.
Il Credem stesso si pone nei confronti di coloro di cui ha comprato il lavoro, nella positura del Dominus - nell'accezione del padrone di casa - e propone loro l'identificazione nella veste, negli atti, nei propositi e nei pensieri, con interessi estranei, dato che, all'atto pratico, gli fa pure pagare i bolli e calcola computisticamente i giorni delle ex festività soppresse, senza riguardo all'accordo A.B.I., di assegnarne cinque per ogni anno solare. Così come non rispetta le quantità ed i periodi minimi per le ferie, previsti dal contratto di lavoro, le indennità di sostituzione, l'assegnazione di ruoli formali con creazione di iter formativi verificabili - questo, per favorire la "crescita orizzontale" di tutti gli addetti - in realtà, per non "ingessarsi" e prevedere, monitorare e lucrare sui costi.
Il personale selezionato dall'origine, è tutto dalla loro, o per intreccio di interessi, o accontentandosi di retribuzioni a-previdenziali - anche questa di non pagare gli oneri fiscali è ( si fa per dire ) una bella malinconia da padroncino - o per conformismo, mancanza di tutele contrattuali ( atipiche )o per paura.
E' proprio una simil banca.
Il Credem stesso si pone nei confronti di coloro di cui ha comprato il lavoro, nella positura del Dominus - nell'accezione del padrone di casa - e propone loro l'identificazione nella veste, negli atti, nei propositi e nei pensieri, con interessi estranei, dato che, all'atto pratico, gli fa pure pagare i bolli e calcola computisticamente i giorni delle ex festività soppresse, senza riguardo all'accordo A.B.I., di assegnarne cinque per ogni anno solare. Così come non rispetta le quantità ed i periodi minimi per le ferie, previsti dal contratto di lavoro, le indennità di sostituzione, l'assegnazione di ruoli formali con creazione di iter formativi verificabili - questo, per favorire la "crescita orizzontale" di tutti gli addetti - in realtà, per non "ingessarsi" e prevedere, monitorare e lucrare sui costi.
Il personale selezionato dall'origine, è tutto dalla loro, o per intreccio di interessi, o accontentandosi di retribuzioni a-previdenziali - anche questa di non pagare gli oneri fiscali è ( si fa per dire ) una bella malinconia da padroncino - o per conformismo, mancanza di tutele contrattuali ( atipiche )o per paura.
E' proprio una simil banca.
Milone
Ogni tanto qualcuno passeggia per la filiale, apparentemente parlando da solo; un filamento cerebrale, pendulo da un orecchio, rassicura poi, per un aspetto, lo spettatore e lo inquieta per un altro. Il guinzaglio elettronico risulta molto efficace, sia per proattivizzarsi la vita, sia per darsi un contegno impegnato, sia, all'occorrenza, per simulare un'attività in corso e prendersi una tregua. Il ciondolare del capo, così simile a quello degli orsi nevrotici, prima di un grido liberatorio o di un'aggressione risolutiva, denuncia la patologicità, ormai irrecuperabile del soggetto.
Questa settimana ho fatto l'RDE. il lavoro è stato svolto regolarmente, il clima è stato sereno e, a tratti, piacevole, i ritmi sono stati regolari e le delazioni sono state sospese. Il personale ha lavorato senza stress.
Sono contento, ma non mi candido.
Questa settimana ho fatto l'RDE. il lavoro è stato svolto regolarmente, il clima è stato sereno e, a tratti, piacevole, i ritmi sono stati regolari e le delazioni sono state sospese. Il personale ha lavorato senza stress.
Sono contento, ma non mi candido.
Milone
Vecchio Milone, qui al Credem'a me la realtà è sempre virtuale e suscettibile di fantasiose interpretazioni. in assenza di Giusepe d'Andria, alias Giuliano d'Aversa, in ritiro spirituale presso l'Ordine maggiore di Reggio, ne occupa temporaneamente il Leggio, cum humiltate, cioè ritenendo di dover svolgere i compiti "compatibili" senza indulgere a sublimazioni estetiche di ruoli, per il/i quale/i non ho interesse alcuno.
Invece, incredibile dictu, dalle casse prima e dal più giovane della piattaforma orbitante, proattiva astronave del nostro impegno colonizzatore del cosmo, mi sono giunte indicazioni assai bizzarre.
Chi occupa un posto, ne assume il ruolo e, guarda caso, da ciò conseguono una serie di richieste "manuali", del cui motivato rifiuto li renderò edotti alla prossima richiesta, come ho già fatto per le pretese del più anziano. Quindi, dopo aver ponderatamente meditato.
Si diceva in Credem'a me, che un ex RDE stava salendo nella scale gerarchica. Mi ha fatto piacere, perché è persona gradevole, non priva di ironia. Stamattina l'ho visto entrare e rapidamente uscire con una pletora di buste malridotte, che la sua Capa, pur indisposta, - ma domani ritorna! - lo aveva incaricato, dal suo letto di dolore, di recuperarle.
il "cachinni" CSA della platform minore, che morde il freno di una operatività non gratificante, ma che pensa di avere un radioso avvenire, solo perché laureato in una di quelle discipline spurie che le Università ti tirano dietro per sopravvivere ( altro effetto perverso dell'aziendalismo come misura di tutte le cose ), in funzione della provvisoria veste di RDE, mi appalta la chiusura delle sue buste, la maieutica ( estrazione delle sue pratiche dallo schedario ) proprio in rapporto alle mie "attribuzioni".
Oggi sono calmo e rilassato, ma prevedo che i vaffa' ( a cui non ero aduso ) non tarderanno.
Non mi dire, Milone, che tu eri un vecchio ragioniere di retrobottega, oggi riciclato nell'arena.
Invece, incredibile dictu, dalle casse prima e dal più giovane della piattaforma orbitante, proattiva astronave del nostro impegno colonizzatore del cosmo, mi sono giunte indicazioni assai bizzarre.
Chi occupa un posto, ne assume il ruolo e, guarda caso, da ciò conseguono una serie di richieste "manuali", del cui motivato rifiuto li renderò edotti alla prossima richiesta, come ho già fatto per le pretese del più anziano. Quindi, dopo aver ponderatamente meditato.
Si diceva in Credem'a me, che un ex RDE stava salendo nella scale gerarchica. Mi ha fatto piacere, perché è persona gradevole, non priva di ironia. Stamattina l'ho visto entrare e rapidamente uscire con una pletora di buste malridotte, che la sua Capa, pur indisposta, - ma domani ritorna! - lo aveva incaricato, dal suo letto di dolore, di recuperarle.
il "cachinni" CSA della platform minore, che morde il freno di una operatività non gratificante, ma che pensa di avere un radioso avvenire, solo perché laureato in una di quelle discipline spurie che le Università ti tirano dietro per sopravvivere ( altro effetto perverso dell'aziendalismo come misura di tutte le cose ), in funzione della provvisoria veste di RDE, mi appalta la chiusura delle sue buste, la maieutica ( estrazione delle sue pratiche dallo schedario ) proprio in rapporto alle mie "attribuzioni".
Oggi sono calmo e rilassato, ma prevedo che i vaffa' ( a cui non ero aduso ) non tarderanno.
Non mi dire, Milone, che tu eri un vecchio ragioniere di retrobottega, oggi riciclato nell'arena.
martedì 8 febbraio 2011
Milone
Continuo, Milone, a giocare ai quattro cantoni, la ricreazione più proattiva in Credem'a me. Cristian, che è giovane e vitale, si applica allo stesso gioco su di un'area più vasta. E' in quella fase di crescita centrifugata che altri neo assunti hanno conosciuto, riportandone "complessi e bruciori gastrici" su tratte interregionali, che non tenevano nessun conto dei limiti di trasferibilità previsti.
Per chi? Mi dirai. Non per i titolari di contratti di apprendistato, di formazione lavoro e di altri strumenti atipici di crescita professionale, che, prevedendo l'assegnazione in luoghi acconci, superano l'antico testamento. probabile, anche se il nuovo non dovrebbe taroccare i canoni, alla luce di legislazioni pagane, scambiando la via lattea con una sola e stabile galassia. Noi "ebrei" l'abbiamo fatto notare ripetutamente e, ripetutamente, ce l'hanno fatta pagare cara, attribuendocene la responsabilità, se non altro come antipatici, fino a un tentativo di levarci di torno per sempre, da un'area geografica allora preminente - oggi non più - probabilmente per una ulteriore, nostra torva impuntatura.
Il buon Poli non occupa più il suo sacello al piano ribassato, così simile nelle sue forme architettoniche al sancta sanctorum di una divinità Indu, che profanai a Kajurao, offrendo venti dollari al custode. Quatto, quatto, si è dato, come dicono a Roma, probabilmente sedotto dai ricchi clienti lombardi che gestiva, i quali avranno voluto perfezionare il suo asservimento in altro tempietto votivo dei loro interessi. A forza di servirli "privatamente", questi nostri manutentori - anche Poli li definiva così e quantificava quanti di noi "mantenessero" - si finisce al loro privato servizio, referenziati da loro e, quindi, meglio pagati, con la sicurezza di un soffice materasso di cartamoneta.
Da noi, è "come se non fosse mai esistito": nessuno ne ha parlato - sussurrato, probabilmente sì - la Loggia si è chiusa a rimpannucciare lo strappo ( frequente ) alla sua tessitura.
A me personalmente è dispiaciuto. Mi sembrava un buon diavolo, anche se con lui ho scambiato poche ed occasionali parole. Rispondeva a tono, con semplicità.
Però, chi non ci ama non ci merita! Illuso che il "mercato" implichi libertà di sfruttamento e di guadagno, dispregiatore della calda nicchia nella quale, con Passione e Responsabilità, lo avevano imbozzolato e che lui ha perfezionato, senza gratitudine.
Per chi? Mi dirai. Non per i titolari di contratti di apprendistato, di formazione lavoro e di altri strumenti atipici di crescita professionale, che, prevedendo l'assegnazione in luoghi acconci, superano l'antico testamento. probabile, anche se il nuovo non dovrebbe taroccare i canoni, alla luce di legislazioni pagane, scambiando la via lattea con una sola e stabile galassia. Noi "ebrei" l'abbiamo fatto notare ripetutamente e, ripetutamente, ce l'hanno fatta pagare cara, attribuendocene la responsabilità, se non altro come antipatici, fino a un tentativo di levarci di torno per sempre, da un'area geografica allora preminente - oggi non più - probabilmente per una ulteriore, nostra torva impuntatura.
Il buon Poli non occupa più il suo sacello al piano ribassato, così simile nelle sue forme architettoniche al sancta sanctorum di una divinità Indu, che profanai a Kajurao, offrendo venti dollari al custode. Quatto, quatto, si è dato, come dicono a Roma, probabilmente sedotto dai ricchi clienti lombardi che gestiva, i quali avranno voluto perfezionare il suo asservimento in altro tempietto votivo dei loro interessi. A forza di servirli "privatamente", questi nostri manutentori - anche Poli li definiva così e quantificava quanti di noi "mantenessero" - si finisce al loro privato servizio, referenziati da loro e, quindi, meglio pagati, con la sicurezza di un soffice materasso di cartamoneta.
Da noi, è "come se non fosse mai esistito": nessuno ne ha parlato - sussurrato, probabilmente sì - la Loggia si è chiusa a rimpannucciare lo strappo ( frequente ) alla sua tessitura.
A me personalmente è dispiaciuto. Mi sembrava un buon diavolo, anche se con lui ho scambiato poche ed occasionali parole. Rispondeva a tono, con semplicità.
Però, chi non ci ama non ci merita! Illuso che il "mercato" implichi libertà di sfruttamento e di guadagno, dispregiatore della calda nicchia nella quale, con Passione e Responsabilità, lo avevano imbozzolato e che lui ha perfezionato, senza gratitudine.
Milone
Caro Milone,
sono tornato al mio posto, assiso a mezzo busto, con parziale copertura della pancia, alla quale, il banco prodigo o esattoriale conferisce una proattiva dignità. Per questo, venerdì scorso, avevo sostituito impropriamente il buon Giovanni, che "dovendo partire, non aveva tempo". E' infatti per incongruità estetica che l'assegnazione provvisoria non era stata gradita e mascherata da tartufesche felicitazioni per il "maggior peso" conferito al ruolo. Dovresti vedere, caro Milone, che razza di inestetismi ostentano molti clienti, fisici, morali e d'abito, ma evidentemente è ai famigli che tocca il grembiule, la crestina e lo sparato.
Che il Credem'a me aspiri ad essere il Super-Io dei suoi sudditi è di palmare evidenza e che ci riesca, pur nella miscredenza dei chierici maggiori e nella blasfemia sommessa dei sacristi minori, lo si evince, soprattutto dalle consolidate manie che questo sistema di "valori" induce nei giovani malcapitati, che per sopportare la situazione, cadono vittime della sindrome di Stoccolma, per la quale ci si innamora dei propri aguzzini e si solidarizza con loro contro gli altri malcapitati.
Oggi, l'Area Manager è in regimental di velluto blu notte; non aveva fatto in tempo ad adeguare il guardaroba, nelle sue precedenti comparse.
sono tornato al mio posto, assiso a mezzo busto, con parziale copertura della pancia, alla quale, il banco prodigo o esattoriale conferisce una proattiva dignità. Per questo, venerdì scorso, avevo sostituito impropriamente il buon Giovanni, che "dovendo partire, non aveva tempo". E' infatti per incongruità estetica che l'assegnazione provvisoria non era stata gradita e mascherata da tartufesche felicitazioni per il "maggior peso" conferito al ruolo. Dovresti vedere, caro Milone, che razza di inestetismi ostentano molti clienti, fisici, morali e d'abito, ma evidentemente è ai famigli che tocca il grembiule, la crestina e lo sparato.
Che il Credem'a me aspiri ad essere il Super-Io dei suoi sudditi è di palmare evidenza e che ci riesca, pur nella miscredenza dei chierici maggiori e nella blasfemia sommessa dei sacristi minori, lo si evince, soprattutto dalle consolidate manie che questo sistema di "valori" induce nei giovani malcapitati, che per sopportare la situazione, cadono vittime della sindrome di Stoccolma, per la quale ci si innamora dei propri aguzzini e si solidarizza con loro contro gli altri malcapitati.
Oggi, l'Area Manager è in regimental di velluto blu notte; non aveva fatto in tempo ad adeguare il guardaroba, nelle sue precedenti comparse.
sabato 5 febbraio 2011
Milone
Sul ripiano laterale inferiore del banco della portineria - il luogo dal quale si controlla l'identità dei postulanti e li si indirizza agli ambiti per loro previsti - giace una chiave a disposizione di chi si attarda e rimane solo, come un anacoreta, a testimoniare a chi tutto vede ( attraverso le telecamere ) la sua Passione e Responsabilità.
Ora, forse, mi spiego certe frequentazioni sull'uscio, all'ora di chiusura. Sono i nostri pellegrini, itineranti per acquisire la animee i patrimoni, che ritornano al convento e che vi si attardano a riordinare le carte e le idee per l'indomani.
Lasciamo perdere tutte le violazioni delle norme sulla sicurezza - qui non hanno cittadinanza - e soffermiamoci sul passe partout dei nostri sentimenti professionali: la chiave è una di quelle di "ultima generazione, non riproducibile, a norma europea" e dovrebbe rendere inaccessibili i locali ai non adepti.
Sta di fatto che è identica alla mia e probabilmente è stata acquistata, all'atto del montaggio della serratura, dalla stessa impresa di ferramenta. Anche il disegno sull'asticella sembra identico.
Sta a vedre che ho in tasca la chiave di accesso ai più custoditi segreti. Ma non chiamatemi se fischia l'allarme, se la luce del bancomat non è crepuscolare, se l'anacoreta, rimasto nei locali, si è sentito male.
Sosterrò di essermi sbagliato.
Ora, forse, mi spiego certe frequentazioni sull'uscio, all'ora di chiusura. Sono i nostri pellegrini, itineranti per acquisire la animee i patrimoni, che ritornano al convento e che vi si attardano a riordinare le carte e le idee per l'indomani.
Lasciamo perdere tutte le violazioni delle norme sulla sicurezza - qui non hanno cittadinanza - e soffermiamoci sul passe partout dei nostri sentimenti professionali: la chiave è una di quelle di "ultima generazione, non riproducibile, a norma europea" e dovrebbe rendere inaccessibili i locali ai non adepti.
Sta di fatto che è identica alla mia e probabilmente è stata acquistata, all'atto del montaggio della serratura, dalla stessa impresa di ferramenta. Anche il disegno sull'asticella sembra identico.
Sta a vedre che ho in tasca la chiave di accesso ai più custoditi segreti. Ma non chiamatemi se fischia l'allarme, se la luce del bancomat non è crepuscolare, se l'anacoreta, rimasto nei locali, si è sentito male.
Sosterrò di essermi sbagliato.
Milone
Il nostro padre guardiano non è solo il custode dei nostri valori professionali; è anche il censore delle nostre intemperanze, acciocché espressioni gergali e non professionalizzanti inquinino il nostro costume, agisce nelle retrovie di ogni postazione di lavoro a guata se tutte le ditine sono impegnate nella composizione della sinfonia aziendale, sollecita, con ponderata graduazione, tutti e cascuno a rispondere al telefono, valuta i tempi d'assenza, tarandoli su standard rigorosi di deiezione mingitoria o escrementizia. Compie sopralluoghi celeri nei gabinetti e controlla se, dopo l'uso tollerato, ci si sia peritati di tirare lo sciacquone, di rimuovere i rimasugli degli avanzi dei pasti che con tanta prodigalità ci vengono assicurati. Dicono che per tante plurime mansioni percepisca un premio in denaro, che, nel caso in parola, sarebbe proprio lo sterco del diavolo. Consuma un frugale pasto in venti minuti primi, con i due cassieri, in compagnia del suo predecessore RDE, di cui ora mi spiego le uscite antergate ed i rientri postergati di dieci minuti, per ricongiungersi con la squadra e ritornare al nuovo ovile. Tutto, con un cadenzato passo dell'oca. Quando rientro io, anche se mancano dieci minuti alla ripresa del travaglio usato, lo trovo con i suoi adepti, nella stessa positura lavorativa nella quale l'avevo lasciato. E' un esmpio ed un emblema ed anche un metronomo umano che non lascia inutilizzato nessuno scampolo d'orario per chicchessia, fra l'altro pagato al lordo, che poi lui "recupera" con altri compagni al duol, in trascinamento serale, compreso nel salario ordinario.
In regime comunista, sarebbe stato esposto, in effigie, settimanalmente, alle fermate dei tram, presso le quali veniva rappresentato il miglior seguace di Stakanov di ogni categoria professionale ( li ho visti personalmente ).
Il senso totalitario, L'unum sentire, trova da noi la sua più alta ed astorica espressione.
In regime comunista, sarebbe stato esposto, in effigie, settimanalmente, alle fermate dei tram, presso le quali veniva rappresentato il miglior seguace di Stakanov di ogni categoria professionale ( li ho visti personalmente ).
Il senso totalitario, L'unum sentire, trova da noi la sua più alta ed astorica espressione.
Milone
C'è un aspetto inesplorato, ipoteticamente illuminante ( parzialmente ) circa il clima culturale vigente in Credem'a me: la possibile uniformità ideologica. Quando collaboravo con Il Giornale nuovo di Indro Montanelli, l'humus redazionale milanese e anche quello bolognese, era uniformemente ed inequivocabilmente di destra. Questo riferimento non era opportunistico, ma orizzontale e condiviso ed era stato alla base del reclutamento dei redattori, amici e amici degli amici. La strumentalità, la speculazione era inerente al gioco, interno alla squadra, nella quale i ruoli, le prebende e le possibilità erano vari e disomogenei, ma il collante, coerente fin fin dai tempi della sua prima formazione , era di tutti e di ciascun artefice contrattualizzato del progetto editoriale.
In ambito bolognese, era ben rappresentata quella componente minoritaria, ma economicamente elitaria, che, anche elettoralmente esprimeva la seconda "forza" - il 17% - del corpo elettorale petroniano. E' sottinteso che la forza reale risiedeva altrove, cioè nella ricchezza e nelle relazioni di cui la rappresentanza politica ed amministrativa costituiva il necessario relato a livello locale e nazionale.
C'era poi il personale dipendente. A Bologna, quattro ragazze, che facevano di tutto, una delle quali - sposata - era anche l'amica del cuore del direttore dell'edizione locale e - con la connivenza del marito, suppongo - si accompagnava e lo accompagnava anche alle cene di rappresentanza, nelle quali chi sfoggiava le ragazze più belle e non certo la moglie ( pur gradevolissima ) acquistava o manteneva il prestigio gerarchico.
Trasposto quanto descritto nei termini di un'allegoria decifratoria di un ambiente potenziale ( se sia anche in atto, non lo so ), è incongruo postulare che, nella cerchia, che appare un po' chiusa, della clientela di vertice e, direi, della clientela "accettata" e del personale accreditato o semplicemente arruolato, si riproducano bancariamente parte di quegli interessi organizzati che quella stampa di nicchia organizzava, promuoveva e rappresentava?
C'è lo scarso personale esecutivo che non ha voce sindacale, perché il cappellano li confessa e li perdona - anche se loro, i "peccati", anziché confessarli, vorrebbero prima giustificarli e poi rivendicarli - lasciandoli soli nella loro condizione. Quanto alla parte datoriale, valga - fatte le debite attualizzazioni e contestualizzazioni - il criterio di selezione del mio antico direttore editoriale bolognese: "Se non ci stanno, non le assumo".
A presto, Milone.
In ambito bolognese, era ben rappresentata quella componente minoritaria, ma economicamente elitaria, che, anche elettoralmente esprimeva la seconda "forza" - il 17% - del corpo elettorale petroniano. E' sottinteso che la forza reale risiedeva altrove, cioè nella ricchezza e nelle relazioni di cui la rappresentanza politica ed amministrativa costituiva il necessario relato a livello locale e nazionale.
C'era poi il personale dipendente. A Bologna, quattro ragazze, che facevano di tutto, una delle quali - sposata - era anche l'amica del cuore del direttore dell'edizione locale e - con la connivenza del marito, suppongo - si accompagnava e lo accompagnava anche alle cene di rappresentanza, nelle quali chi sfoggiava le ragazze più belle e non certo la moglie ( pur gradevolissima ) acquistava o manteneva il prestigio gerarchico.
Trasposto quanto descritto nei termini di un'allegoria decifratoria di un ambiente potenziale ( se sia anche in atto, non lo so ), è incongruo postulare che, nella cerchia, che appare un po' chiusa, della clientela di vertice e, direi, della clientela "accettata" e del personale accreditato o semplicemente arruolato, si riproducano bancariamente parte di quegli interessi organizzati che quella stampa di nicchia organizzava, promuoveva e rappresentava?
C'è lo scarso personale esecutivo che non ha voce sindacale, perché il cappellano li confessa e li perdona - anche se loro, i "peccati", anziché confessarli, vorrebbero prima giustificarli e poi rivendicarli - lasciandoli soli nella loro condizione. Quanto alla parte datoriale, valga - fatte le debite attualizzazioni e contestualizzazioni - il criterio di selezione del mio antico direttore editoriale bolognese: "Se non ci stanno, non le assumo".
A presto, Milone.
Milone
Pensieri oziosi.
Il collega che sostituisco si deve essere ammalato per i continui spostamenti d'aria che provocano, nel suo abitacolo, i velocissimi, sguscianti colleghi, che lo utilizzano come scorciatoia.
Ogni volta che, non per colpa mia, ma del ruolo assegnatomi, mi trovo privo di lavoro, saltano fuori il più vecchio o il più giovane della squadra a ricordarmi che i loro scartafacci risultano inamministrati, tanto che, in precedenza, ho dovuto provvedere all'archiviazione di un intero anno. Si scordino, però, che la cosa possa ripetersi: di volta in volta, se li archivieranno, nei rispettivi fascicoli, da sé, come è normale e civile che sia e come altri fanno.
Le "squadre", cioè gli organici delle agenzie, sono snelle: cinque-dieci elementi di media, più il direttore che, sovente, è uno e bino. Le "unità d'assalto" che non conoscono, non dico il passo, ma neppure il trotto, ma solo il galoppo, militarmente contenuto e cadenzato, sono organizzate - che ne so? - secondo i principi della "Folgore" e non devono essere inquinate da nessun elemento dialettico e, perché questo avvenga, sono intossicate da una propaganda infantile, che non conosce tregua. Sono (quasi) tutte al di sotto delle quindici unità, il che, anche se ininfluente, piazza per piazza, lo diventa secondo un piccino costume domestico che, in cambio della monocraticità, il sindacato unico e non unitario, silente avalla.
Si dirà che esistono "squadre" anche nell'ambito delle unità amministrative di Direzione: idem, come sopra.
Da tutto ciò deriva l'espressione, il linguaggio uniforme che caratterizza il rappresentato di questa azienda, nella quale il tradizionale conformismo d'apparato si è trasferito orizzontalmente fino al personale "apprendista".
Il modello vigente, che esclude gli inquadramenti o che li riduce al minimo, è funzionale alla più meschina avarizia, utile ai dividendi dei pochi azionisti e della ristretta ed inamovibile dirigenza. Comporta violazioni sistematiche dei vincoli chilometrici alla mobilità, lucra sui tempi di vita del personale. La piena consapevolezza dell'abuso comporta il sistematico controllo di questi eventi e ne fa una regola impropria. Soprattutto, affina le sottigliezze manipolatorie e mistificatorie, che, però, ad una analisi coerente crollerebbero miseramente. Per questo il regime è così coeso ed ha bisogno del controllo sulla volontà e financo sulle espressioni verbali dei suoi subordinatissimi collaboratori.
Al Credem'a me si litiga sottovoce e sottovoce ci si manda a quel paese. Sono previsti e tollerati solo i toni so(tto)mmessi, indipendentemente dagli "inutili" contenuti. Gli unici rumori sopra i toni sono il fischio della bussola d'accesso, quello, lancinante, dell'allarme, il calpestio, con grancassa di tacchi, sull'impiantito sconnesso e rimuovibile, per consentire la riparazione dei cavi sottostanti e la traduzione fonica dell'S.O.S. dei rari nantes in gurgite vasto che si appellano al telefono.
Vige, soprattutto, nel nostro provinciale costume emiliano, la presunzione che ciascuna new entry nell'ambito di una famiglia, di un gruppo et similia,pur essendo ovviamente portatrice di caratteristiche proprie, se non troverà solidarietà, si adatterà a quel che trova e, se si "intestardirà", si troverà presto contrastata, dileggiata, ostracizzata dai conformisti. Il tutto giustificato con i principi, i valori, i sentimenti ( fino all'amore ) della coorte. Insincerità, tradimenti sono consentiti se si ripercuotono solo nella cerchia servile e/o non provocano "diseconomie" e discrasie sistemiche, cioè se non si vedono.
Il collega che sostituisco si deve essere ammalato per i continui spostamenti d'aria che provocano, nel suo abitacolo, i velocissimi, sguscianti colleghi, che lo utilizzano come scorciatoia.
Ogni volta che, non per colpa mia, ma del ruolo assegnatomi, mi trovo privo di lavoro, saltano fuori il più vecchio o il più giovane della squadra a ricordarmi che i loro scartafacci risultano inamministrati, tanto che, in precedenza, ho dovuto provvedere all'archiviazione di un intero anno. Si scordino, però, che la cosa possa ripetersi: di volta in volta, se li archivieranno, nei rispettivi fascicoli, da sé, come è normale e civile che sia e come altri fanno.
Le "squadre", cioè gli organici delle agenzie, sono snelle: cinque-dieci elementi di media, più il direttore che, sovente, è uno e bino. Le "unità d'assalto" che non conoscono, non dico il passo, ma neppure il trotto, ma solo il galoppo, militarmente contenuto e cadenzato, sono organizzate - che ne so? - secondo i principi della "Folgore" e non devono essere inquinate da nessun elemento dialettico e, perché questo avvenga, sono intossicate da una propaganda infantile, che non conosce tregua. Sono (quasi) tutte al di sotto delle quindici unità, il che, anche se ininfluente, piazza per piazza, lo diventa secondo un piccino costume domestico che, in cambio della monocraticità, il sindacato unico e non unitario, silente avalla.
Si dirà che esistono "squadre" anche nell'ambito delle unità amministrative di Direzione: idem, come sopra.
Da tutto ciò deriva l'espressione, il linguaggio uniforme che caratterizza il rappresentato di questa azienda, nella quale il tradizionale conformismo d'apparato si è trasferito orizzontalmente fino al personale "apprendista".
Il modello vigente, che esclude gli inquadramenti o che li riduce al minimo, è funzionale alla più meschina avarizia, utile ai dividendi dei pochi azionisti e della ristretta ed inamovibile dirigenza. Comporta violazioni sistematiche dei vincoli chilometrici alla mobilità, lucra sui tempi di vita del personale. La piena consapevolezza dell'abuso comporta il sistematico controllo di questi eventi e ne fa una regola impropria. Soprattutto, affina le sottigliezze manipolatorie e mistificatorie, che, però, ad una analisi coerente crollerebbero miseramente. Per questo il regime è così coeso ed ha bisogno del controllo sulla volontà e financo sulle espressioni verbali dei suoi subordinatissimi collaboratori.
Al Credem'a me si litiga sottovoce e sottovoce ci si manda a quel paese. Sono previsti e tollerati solo i toni so(tto)mmessi, indipendentemente dagli "inutili" contenuti. Gli unici rumori sopra i toni sono il fischio della bussola d'accesso, quello, lancinante, dell'allarme, il calpestio, con grancassa di tacchi, sull'impiantito sconnesso e rimuovibile, per consentire la riparazione dei cavi sottostanti e la traduzione fonica dell'S.O.S. dei rari nantes in gurgite vasto che si appellano al telefono.
Vige, soprattutto, nel nostro provinciale costume emiliano, la presunzione che ciascuna new entry nell'ambito di una famiglia, di un gruppo et similia,pur essendo ovviamente portatrice di caratteristiche proprie, se non troverà solidarietà, si adatterà a quel che trova e, se si "intestardirà", si troverà presto contrastata, dileggiata, ostracizzata dai conformisti. Il tutto giustificato con i principi, i valori, i sentimenti ( fino all'amore ) della coorte. Insincerità, tradimenti sono consentiti se si ripercuotono solo nella cerchia servile e/o non provocano "diseconomie" e discrasie sistemiche, cioè se non si vedono.
Milone
Caro Milone, termino il mio "giro" di addestramento e ricopro, in sagoma, l'ultimo sconosciuto anfratto del saloncino aziendale. Il giovanoe gestore, infatti, si è ammalato, secondo compatibilità aziendale, lucrando una settimana lavorativa, comprensiva però del sabato e della domenica. Bisognerà essere meno indulgenti in futuro e non pagare più i primi tre giorni di malattia. Ti narrerò della mia giornata.
Sul portale, sotto le vignette di testa, la massima del giorno mi ricorda che l'ambito che ricopro rappresenta il biglietto da visita della banca. Per una coincidenza non voluta, ieri sera sono stato dal barbiere.Tardivamente, associo a questo "incidente" l'espressione compiaciuta del direttore e del suo vice, venuti in successione a congratularsi. Attendo ospiti.
Berlusconi sparava bonifici a favore di Noemi, intestandoli alla di lei madre. E' stato il primo, distratto pensiero che ho fatto, a suo tempo. Pare che queste giovinotte non sappiano neanche parlare in italiano: bella compagnia. Eppure credono di poter ambire ai fasti delle apparenze, conseguiti i quali daranno una superficiale ripassata al lessico e, chiudendosi a riccio, fuori dal loro ambiente, per non far trapelare l'ignoranza, rilasceranno sentenze e sanzioni. D'altra parte, a che serve l'onore, quando c'è la reputazione? Deve essere questa l'educazione che hanno ricevuto.
Per comprenderci meglio, dovremmo considerarci alla luce di quel che siamo, senza sovrastrutture, in molti casi, fra l'altro, labili: dei primati evoluti, ma pur sempre dei primati. Anche se nati non fummo a viver come bruti...quanto al seguir virtute e conoscenza, se autentiche, è aria di vetta; bisogna restar umili.
Di là dall'armadio, sento un altro gestore ( oggi ne riempio il loculo deserto, ma lo sono stato per anni ) che illustra ad una signora che "non vorrebbe lasciare i B.O.T.", le possibilità dei P.O. Eppure è una persona a modo e garbata, ma, per sopravvivere, inclina al possibilismo ed ai vaticini della Sibilla cumana, i cui oracoli erano sempre ambivalentemente interpretabili. La tua parola sia Si o No! La nostra lingua italiana colta ( si fa per dire )è un verbo cortigianesco, duttile, adattabile, proattivo..menzognero, più adatto a blandire ed ingannare, che ad offrire sicuri riferimenti a noi ed ai nostri interlocutori.
Stasera c'è il C4.
Non sono per nulla convinto che un cambio di regime migliorerebbe la cose. Leggo che il popolo egiziano esige, dopo trent'anni, durante i quali, sia pur condizionato, lo ha votato, che Mubarak, la cui nipote balla al Paradiso di Rimini, vada via subito. Non tollera ritardi alla sua felicità, ormai immemore dei numerosi morti ( capri espiatori di una violenza che , altrimenti, si sarebbe riverberata sulla violenta comunità ). Viva l'esercito! E' morto il re, viva il re! Santo subito! Domani, cosa cambia?
A quando una rivolta degli schiavi del Credem'a me, al grido di Maramotti & family, go home?
Giuseppe d'Andria parla ai cassieri: "avete fatto il pieno, nelle "mie" casse; "vi va di lusso questo mese!" Si accende subito la discussione circa la prossima ripartizione delle grazie e risulta che il serbatoio, a Febbraio, non potrà essere riempito, perché il mese è troppo corto. Manca un giorno. Il bisestile sarà più ricco.
Sul portale, sotto le vignette di testa, la massima del giorno mi ricorda che l'ambito che ricopro rappresenta il biglietto da visita della banca. Per una coincidenza non voluta, ieri sera sono stato dal barbiere.Tardivamente, associo a questo "incidente" l'espressione compiaciuta del direttore e del suo vice, venuti in successione a congratularsi. Attendo ospiti.
Berlusconi sparava bonifici a favore di Noemi, intestandoli alla di lei madre. E' stato il primo, distratto pensiero che ho fatto, a suo tempo. Pare che queste giovinotte non sappiano neanche parlare in italiano: bella compagnia. Eppure credono di poter ambire ai fasti delle apparenze, conseguiti i quali daranno una superficiale ripassata al lessico e, chiudendosi a riccio, fuori dal loro ambiente, per non far trapelare l'ignoranza, rilasceranno sentenze e sanzioni. D'altra parte, a che serve l'onore, quando c'è la reputazione? Deve essere questa l'educazione che hanno ricevuto.
Per comprenderci meglio, dovremmo considerarci alla luce di quel che siamo, senza sovrastrutture, in molti casi, fra l'altro, labili: dei primati evoluti, ma pur sempre dei primati. Anche se nati non fummo a viver come bruti...quanto al seguir virtute e conoscenza, se autentiche, è aria di vetta; bisogna restar umili.
Di là dall'armadio, sento un altro gestore ( oggi ne riempio il loculo deserto, ma lo sono stato per anni ) che illustra ad una signora che "non vorrebbe lasciare i B.O.T.", le possibilità dei P.O. Eppure è una persona a modo e garbata, ma, per sopravvivere, inclina al possibilismo ed ai vaticini della Sibilla cumana, i cui oracoli erano sempre ambivalentemente interpretabili. La tua parola sia Si o No! La nostra lingua italiana colta ( si fa per dire )è un verbo cortigianesco, duttile, adattabile, proattivo..menzognero, più adatto a blandire ed ingannare, che ad offrire sicuri riferimenti a noi ed ai nostri interlocutori.
Stasera c'è il C4.
Non sono per nulla convinto che un cambio di regime migliorerebbe la cose. Leggo che il popolo egiziano esige, dopo trent'anni, durante i quali, sia pur condizionato, lo ha votato, che Mubarak, la cui nipote balla al Paradiso di Rimini, vada via subito. Non tollera ritardi alla sua felicità, ormai immemore dei numerosi morti ( capri espiatori di una violenza che , altrimenti, si sarebbe riverberata sulla violenta comunità ). Viva l'esercito! E' morto il re, viva il re! Santo subito! Domani, cosa cambia?
A quando una rivolta degli schiavi del Credem'a me, al grido di Maramotti & family, go home?
Giuseppe d'Andria parla ai cassieri: "avete fatto il pieno, nelle "mie" casse; "vi va di lusso questo mese!" Si accende subito la discussione circa la prossima ripartizione delle grazie e risulta che il serbatoio, a Febbraio, non potrà essere riempito, perché il mese è troppo corto. Manca un giorno. Il bisestile sarà più ricco.
Milone
Sto leggendo, caro Milone, il volume sulla storia del Credito Emiliano, che, gentilmente, mi è stato riservato.
E' un lavoro ben fatto e interessante, anche se non nego che, qualche volta devo soffermarmi sul testo, molto tecnico, seppur chiaro espositivamente.
Il testo sembra, fino ad ora, focalizzarsi sulla natura evolutiva della banca, in rapporto all'economia privata del territorio del suo primo insediamento ed al contesto bancario e finanziario nazionale. Che si tratti di un'opera rigorosa è attestato dalla qualità della casa editrice - gli autori non li conosco, ma non possono essere da meno, pur nell'ambito delle intenzioni del committente che, immagino, ha coperto le spese. In questo senso, mi sembra un'opera completa. Anche se è una anticipazione di giudizio, mi sembra però che i validi estensori abbiano tralasciato - per ora - l'analisi od almeno alcuni utili accenni, al bilanciamento fra la formazione, la composizione e la ricomposizione degli assetti proprietari ed i corollari sulla pur viva, anche se un po' compressa, società reggiana. "Compressa" nei margini di un potere economico e, per converso, politico...omogenei per contrasto, come se quella specifica realtà non consentisse espressioni irrituali concrete, al di fuori dei canoni ammessi.
Sarebbero andati fuori tema?
Non anticipiamo le valutazioni.
Grazie ancora.
E' un lavoro ben fatto e interessante, anche se non nego che, qualche volta devo soffermarmi sul testo, molto tecnico, seppur chiaro espositivamente.
Il testo sembra, fino ad ora, focalizzarsi sulla natura evolutiva della banca, in rapporto all'economia privata del territorio del suo primo insediamento ed al contesto bancario e finanziario nazionale. Che si tratti di un'opera rigorosa è attestato dalla qualità della casa editrice - gli autori non li conosco, ma non possono essere da meno, pur nell'ambito delle intenzioni del committente che, immagino, ha coperto le spese. In questo senso, mi sembra un'opera completa. Anche se è una anticipazione di giudizio, mi sembra però che i validi estensori abbiano tralasciato - per ora - l'analisi od almeno alcuni utili accenni, al bilanciamento fra la formazione, la composizione e la ricomposizione degli assetti proprietari ed i corollari sulla pur viva, anche se un po' compressa, società reggiana. "Compressa" nei margini di un potere economico e, per converso, politico...omogenei per contrasto, come se quella specifica realtà non consentisse espressioni irrituali concrete, al di fuori dei canoni ammessi.
Sarebbero andati fuori tema?
Non anticipiamo le valutazioni.
Grazie ancora.
martedì 1 febbraio 2011
Milone
Ho appena compilato il questionario sull'apprezzamento dei servizi da parte di noi gladiatori del tuo Gimnasyum, caro Milone. Ho visionato anche il promo sui prodotti d'attacco, con l'entrata al Colosseo degli schiavi sconfitti in battaglia, pugnaci minori per il ludibrio degli spettatori, bisognosi di rappresentazione in quanto non combattenti. Vincere o morire ( di fame ), oggi come allora. In questa disperante condizione, non si estingue la vanità ( d'altra parte, siamo mantenuti alimentarmente, solo a questo scopo ( puramente commerciale ). Non mancano le gare fra Ginnasi, fomentate dagli SM impresari.
E' una delle tante figurazioni di quest'azienda, proposta sfacciatamente ogni giorno, nella quale essere aziendalisti, come i famigli del fondo dominicale, è obbligatorio e rendere fastosi i fasti degli eletti deve motivare di passione e responsabilità. Roba da schiavi o da bischeri, tertium non datur, se non si è legati da interessi diretti o collaterali. Anche l'espressione sindacale, che è coerente con il suo statuto e con le sue aspettative, presenta l'inammissibile anomalia di essere la sola "consentita". Una specie di attualizzazione dell'alleanza fra il Trono e l'Altare, nella quale il trono è una cafon-copia di pianura e l'altare una tavolata sull'aia. Un altro elemento, che isola in un contesto regimentale il piccolo mondo del Credem'a me, è l'allergia a corrispondere quanto è dovuto allo Stato, nei termini dei contributi sulle retribuzioni maggiorate dei meritevoli, che vengono erogate senza l'accantonamento pensionistico che un formale inquadramento prevederebbe e che assorbono il premio di produttività da riconoscere a tutto il personale, sottoposto alle sollecitazioni villane di questi fiduciari di mazza e di panza. Che il sindacato ( eletto ) dall'azienda non abbia niente da dire in proposito, quando della spesa pubblica ha fatto e fa uno dei suoi strumenti di consenso, è un particolare adeguamento opportunistico, in linea con la labile coscienza civile dei cattolici. Una piccola enclave, come il Vaticano entro il colonnato del Bernini. Tutto si tiene, Credem'a me.
E' una delle tante figurazioni di quest'azienda, proposta sfacciatamente ogni giorno, nella quale essere aziendalisti, come i famigli del fondo dominicale, è obbligatorio e rendere fastosi i fasti degli eletti deve motivare di passione e responsabilità. Roba da schiavi o da bischeri, tertium non datur, se non si è legati da interessi diretti o collaterali. Anche l'espressione sindacale, che è coerente con il suo statuto e con le sue aspettative, presenta l'inammissibile anomalia di essere la sola "consentita". Una specie di attualizzazione dell'alleanza fra il Trono e l'Altare, nella quale il trono è una cafon-copia di pianura e l'altare una tavolata sull'aia. Un altro elemento, che isola in un contesto regimentale il piccolo mondo del Credem'a me, è l'allergia a corrispondere quanto è dovuto allo Stato, nei termini dei contributi sulle retribuzioni maggiorate dei meritevoli, che vengono erogate senza l'accantonamento pensionistico che un formale inquadramento prevederebbe e che assorbono il premio di produttività da riconoscere a tutto il personale, sottoposto alle sollecitazioni villane di questi fiduciari di mazza e di panza. Che il sindacato ( eletto ) dall'azienda non abbia niente da dire in proposito, quando della spesa pubblica ha fatto e fa uno dei suoi strumenti di consenso, è un particolare adeguamento opportunistico, in linea con la labile coscienza civile dei cattolici. Una piccola enclave, come il Vaticano entro il colonnato del Bernini. Tutto si tiene, Credem'a me.
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