giovedì 10 marzo 2011

Milone

Non so se sai, Milone, che i tumori dei bambini, quelli piccolissimi, oltre ad essere estremamente rari - per buona sorte - hanno una forte componente genetica, che li renderebbe aggredibili se l'industria farmaceutica sostenesse i costi di laboratorio e producesse i farmaci necessari. Ma, siccome la ricerca ha un costo elevato, il laboratorio di sperimentazione anche ed i potenziali fruitori sono pochissimi ( a Bologna, attualmente, tre ) non si tenta neppure di arginare la malattia e li si lascia morire.
Che fra la mentalità mercatistica e il nazismo ci fossero fin troppo evidenti affinità, mi è sempre apparso evidente e, non ritenendo di essere il solo ad avvertirlo, ne argomentavo che non fosse "utile", "corretto", opportuno", parlarne.
Sta di fatto che due medici dell'ospedale Sant'Orsola di Bologna, hanno deciso di produrre da sé, artigianalmente, i farmaci necessari e di somministrarli terapeuticamente ai piccolissimi malati. Siccome i costi ci sono e, da soli, non sarebbero in grado di sostenerli, ricorrono da anni alle offerte che riescono a trarre, con il contributo di altri privati, da cene organizzate allo scopo, detratto il costo del cibo e, purtroppo, il cachet che qualche pezzente morale pretende per questo o per quel suo apporto ( propongo di definirli tramite acronimo ).
Dobbiamo fare con quel che c'è.
Non ti propongo, Credem'a me, di contribuire, non essendo le donazioni deducibili fiscalmente e perché, temo, che cercheresti di fargli pagare i bolli.

Milone

Capita, Milone, di avvertire una lieve contrarietà nell'osservare sul monitor della bussola l'andirivieni dei proattivi colleghi, quando, mentre il fischio continuo disturba una operazione da definire, un chiarimento offerto o richiesto, si vede distintamente il vanesio di turno che rimuove crini o forfora dal soprabito, dopo essersi specchiato lateralmente nel plexiglass dell'abitacolo o digrigna la mascella e sposta di sbieco il volto o il baffo. Verrebbe voglia di lasciarlo dentro a rimirarsi con comodo, come un paio di volte, involontariamente, all'inizio, mi è capitato, non con lui, purtroppo, ma con una garbata collega.

E' appena uscita un'aspirante imprenditrice che ci chiedeva una sponsorizzazione per cercare di realizzare la sua apirazione. Le ho fornito i dati del marketing operativo. Non ho avuto cuore di indirizzarla al Private equity ( settore che raccogli fondi da impiegare in acquisizioni di aziende in difficoltà, per ristrutturarle e rivenderle con lucro ).

Milone

Sarebbe opportuno, caro Milone, che l'augusta famiglia provvedesse a redistribuire i suoi tappeti. Non possiamo continuare a dare "perle ai porci". Dovresti vedere quali plebee calzature li calpestano, che cosa depositano quelle suole sulle tessiture che hanno impegnato la vita e l'animo della sofisticata, ancorché di condizione modesta, tessitrice. Una cicca è rimasta sul bordo per due giorni, data la rarefazione dei turni di pulizia.
Ora, un bottegaio delle prospicienze, mentre si perde in chiacchiere e rimostranze sulle condizioni applicategli, ha deposto sul tappeto il suo ombrello tascabile, grondante di neve.
Anche se è probabile che alle filiali siano stati destinati i tappeti meno belli, devo amaramente constatare che la clientela non è all'altezza. Non basta, infatti, il conto in banca a fare il signore.

Milone

Quindi, caro Milone, siamo stati capaci di istituire la festa con recupero. Ci mancava che sancissero "la tutela dell'economia nazionale e corporativa" ad interpretazione del meschinamente applicato "recupero delle festività soppresse", con automatica trasformazione in ferie del giorno già programmato a quel titolo.
Un'amministrazione da drogheria. Un regime consimile.

Oggi, il cassiere volante Giovanni, che già ieri credevamo destinato ad una lunga serie di trasferte, è, invece, ancora con noi. Pare che fra sabato e domenica sia stato avvisato, sul suo numero di telefono privato e quindi, ope legis, non nella disponibilità dell'azienda, che il combinato disposto delle emergenze sanitarie lo affrancava dal recarsi ad Imola. Sono certo che le concertazioni festive hanno riguardato anche l'RDE, pur privo di firma sociale e non catalogabile fra i reperibili, così come l'ulteriore proroga della esecuzione della pena è stata anticipata a Giuseppe d'Andria, che si è reso "parte diligente".
Non è stato esteriormente apprezzato un mio modesto accenno all'Ente superiore che sovrintende ai destini e li determina.

"Tira fuori la donna che è in te!" Questo per motivare una povera "apprendista" a trovare significati gratificanti nel trasferimento in una pertinenza del cimitero di San Giovanni in Persiceto.
Non ero a conoscenza di questo irredentismo vaginale che mi sembra speculare al machismo di un tempo, da caserma o da bar. Il machismo e il femminismo che ci hanno afflitto ( in parallelo ) per una generazione, sono frutto di una pseudo-cultura compensativa, risentita per una inadeguatezza prodotta da ben altre cause e si traducono in esortazioni violente, quanto ambigue, quasi che si volesse incitare alla rivincita, in questo caso per l'inerme situazione contrattuale nella quale "l'attenzionata" si trova ( grazie, in primis, ai sindacati ).
Il consueto doppio vantaggio con una fava..avvelenata.

Milone

In coda alla comunicazione che, con sottile e tradizionale perfidia, si fornisce sempre di venerdì sera, per rovinare l'umore del destinatario/a nel fine settimana, c'è stato un siparietto che sottolinea, ancora una volta, quanto sia lontana questa azienda familiare da qualsivoglia mentalità imprenditoriale evoluta. Un'autentica imprenditoria quaternaria.
Il direttore bipartito, con confidenziale sollecitudine ( per se ), ha suggerito alla sua prossima cassiera della dipendenza foranea, di "sorridere", in quanto "bella".
Il sorriso di una donna bella, lusinga il rustico avventore, mentre a una brutta si può anche consentire di esibire il suo inappagamento; tanto, un'eventuale, incomprensibile felicità risulterebbe sconcertante..preoccupante e, comunque, non richiesta.

Milone

La lingua inglese sembra avere il potere di conferire alle definizioni ed alle intenzioni che vi sono sottese, un rivestimento di grintoso affarismo, paradigmatico perché darwinianamente vincente.
La costituzione di una consorteria - non offenda, è l'equivalente popolare di lobby, società, ecc. - che ha come mission di rilevare aziende in difficoltà ( è il business del momento ) per ristrutturarle con metodi nibelungici e renderli appetibili alla speculazione alienatrice ed acquisitoria di un gruppo chiuso, con i soci-clienti che fanno parte anch'essi di un nucleo protetto, nel quale la rispettiva veste di banca e di clienti è pretestuosa, tradisce una mentalità ed obiettivi da Loggia e non da impresa creditizia.
Chi, altrimenti, affiderebbe i propri capitali ad una banca e se ne disinteresserebbe per anni?
Non vale a giustificare un atteggiamento così improbabile la non necessità, per sostentarsi, offerta implicitamente alla lettura delle maestranze. Da un certo livello in su, il denaro perde questa caratteristica, ma la gelosia proprietaria e la contesa incrementizia non si attenuano..anzi!
Traducendo in volgare l'edificante ed autoincensatorio articolo, potremmo dire: in ogni mora, stando in mezzo, le occasioni speculative non declinano. Cambiano solo forma, ma sanno addentare l'osso quando la polpa è terminata.
Siamo proprio una simil-banca.

Milone

E così, caro Milone, anche Gheddafi consuma le sue ultime ore nelle ridotte del suo regime, in attesa che il suo ministro di polizia, il braccio di tutti i suoi misfatti verso il popolo, lo sostituisca al potere, quello "nuovo", al quale ha aderito anche uno dei suoi figli. Sarà stato quello biblicamente meno favorito?
Di tutti i dittatori del dopo guerra, resistono solo i Maramotti. A quando i sottoposti, in mondovisione, inneggianti ad un nuovo illusionista?
Venerdì scorso non sembrava di essere alla vigilia del fine settimana di Fantozzi. Le maestranze, senza eccezioni, erano immote ai loro deschi, chine e rassegnatamente recline. Solo una malcelata tensione albergava sui loro volti contrariati.
Avevo incrociato, prima di uscire per l'intervallo, la conturbante Area manager, che, con passo sicuro e trucco strarimarcato, incedeva verso l'ufficio del Direttore, mentre io guadagnavo la bussola.
ha evitato di alterare l'operatività e - suppongo - si è consultata con l'SM, secondo canoni preesistenti e obbligatoriamente condivisi. Poi ha convocato i soggiornanti per incitarli al ritmo ed al sorriso, all'efficienza ed alla proattiva cordialità.
Oggi - complice il fine mese - i ritmi della catena di montaggio sono ancora più veloci e l'assertività dell'RDE si confonde con il nervosismo.
Ma, a prescindere, codesti lavoratori e chi li ha preceduti, hanno mai saputo che in Italia vige la Legge 300 e un sistema di rappresentanza degli interessi dei lavoratori che prevede verifiche e contrattazioni periodiche? Sanno che cos'è uno sciopero?
Usque tandem, Milone?

Milone

Raoul è tornato da Cuba. Ora è disoccupato. La cassa integrazione è finita.
Si è separato dalla moglie - da tempo aveva anche una fidanzata alla quale corrispondeva periodicamente delle cifre, in concorrenza con la legale consorte ed i suoi due figli - ha, cioè, perfezionato sul piano formale, una situazione squilibrata, nella quale la giovane amante si faceva mantenere, come ordinariamente molte giovani cubane fanno con i turisti, a distanza, in cambio della sua frequentazione, quando Raoul era in grado di raggiungerla.
La signora, accortasi delle opportunità che la più giovane concorrente le sottraeva, attraverso la separazione legale si è assicurata un assegno di mantenimento per sé e per i figli, legalmente più congruo di quello che le spacciava l'ex marito.
Chissà se il rapporto amoroso con la fidanzata resisterà a questo terremoto finanziario? In concorso con altri (introiti) forse si.
Ha comunque potuto conoscere la nipotina - ovviamente bellissima - che era nata durante la sua assenza.

Uscendo dalla banca, ieri pomeriggio, ho incontrato Natsuko, in compagnia di un'amica giapponese. E' la seconda volta che la incontro, quest'inverno, in via Indipendenza, sempre di ritorno dal Giappone ed in procinto di ripartire per l'Africa. Stavolta, lasciato il Senegal e gli orfani, si dirigeva verso la Mauritania ed il Sudan. La Mauritania è sconvolta, da decenni, dagli scontri fra le fazioni tribali che combattono una guerra per conto della Spagna e della Francia, che contribuiscono con bombardamenti in appoggio di questi o di quelli e con l'intelligence. Il Sudan è interessato dal tentativo del Nord mussulmano,di espellere i cristiani dal Paese. Questi ultimi popolano il Sud, meno arido e meno avaro di possibilità e da anni resistono, vessati anche dalla falsa neutralità del Governo, tutto islamico.
Natsuko sembrava felice, forse perché aveva frettolosamente, da poco, respirato l'aria di casa, forse perché era in compagnia di un'amica - non mi attribuisco facoltà stimolatrici della serotonina - forse, soprattutto, perché stava per iniziare un'altra esperienza, nell'ambito della quale "avrebbe potuto lavorare" e non si sarebbe limitata al puro mantenimento, come le è capitato fino ad ora, da che ha abbandonato il lavoro di istitutrice in un asilo per i figli di diplomatici e uomini d'affari stranieri. Per svolgerlo, a Tokio, risiedeva in un quartiere, nel quale i giapponesi come lei erano di fatto gli inservienti dei privilegiati ospiti.
In cambio del suo lavoro, insieme ad un modesto stipendio, "godeva" dell'alloggio discrezionalmente assegnatole.
Natty ha due lauree, la seconda delle quali conseguita presso lAlma Mater bolognese, dopo ventuno esami e la tesi finale. Parla perfettamente l'italiano, il francese, l'inglese ed ha soggiornato a lungo in Europa e negli Stati Uniti.

Milone

E così, caro Milone, tornan le dolenti note a farmisi sentire.
Negli ultimi vent'anni, il Credem'a me ha rinnovato, almeno due volte, il pur giovane assetto dei propri dipendenti, attraverso ristrutturazioni organizzative finalizzate. Anche stavolta, con l'introduzione delle aree territoriali, che hanno creato una massa insostenibile di competenze ed obblighi geografici anche fra i responsabili intermedi, si rimanifesta il turbillon dei trasferimenti cervellotici ed a grappoli, che danno soddisfazione solo alle ubie dei direttori che vogliono questo e non quella, senza che la minima facoltà di interlocuzione sia concessa ai destinatari dei provvedimenti.
Siamo agli albori dello studiato fenomeno e già fioccano la dimissioni - tanto cospicue nel tempo, da farci finire sulle colonne del Sole 24 Ore, giornale serio e documentato, quanto confindustriale.
Tutta questa passione e Responsabilità non si capisce a chi sia riservata, di fronte ai dati dell'esperienza empirica, a meno che, in C.D.A. non ci si autorassicuri, dicendo: "l'azienda c'est moi!" come già il re Sole e Napoleone e, ultimamente, Gheddafi, a proposito della Libia in rivolta.
Il fenomeno, che è figlio dell'anarchia metodologica e del mercatismo fine a se stesso, era già noto in Credem, quando altrove, keynesianamente non vigeva e non era tanto corollario di frenesia concorrenziale quanto riaffermazione costante e circoscritta di utilità, potere e redditività, nella quale ci si guardava e ci si guarda bene dal coinvolgere i virtuosi, ma dimissionari sottoposti.
L'azienda, la ragioneria, elevate a filosofia di vita, mentre si disprezza quella non strumentalizzabile, rivelano alle giovani generazioni quanto inaffidabili siano gli uomini ( e le donne ) e quanto indifferenti siano, agli altri, i loro obiettivi.

giovedì 17 febbraio 2011

Milone

La nostra Sede di Bologna mi ricorda sempre più speso la caserma Zanzibar, retta dal Generale Buttiglione e resa celebre da una delle più dinamiche trasmissioni della radio italiana: Alto gradimento, con Renzo Arbore e Gianni Boncompagni.
La cura del particolare inutile, la rivista alle divise e alle camerate prima dell'alza bandiera, il saluto cerimoniale a chi entra - anche se si tratta del collega ignoto - come erano soliti fare i soldati agli uscieri dei grandi alberghi, a Roma, che scambiavano per alti ufficiali.
L'attività di presidio e di difesa - anche se nessuno ci insidia - i sogni di grandezza soddisfatti con acronimi ed assegnazioni verbali che rimandano la mestizia alle economie per la cena, la puntuale denuncia di ogni inosservanza degli ordini di servizio, con ampia descrizione delle ricadute sulla reputazione del "reggimento", le comunicazioni ad una via, correttive, ammonitrici, sanzionatorie e lodatrici di ogni eroico risultato. L'etica del soldato, sciorinata ogni ora sul portale, nelle mail, tanto magniloquenti, quanto adeguate alle scarse ( stimate ) capacità di comprendonio dei destinatari.
Che differenza fra l'aula sorda e grigia dalla quale provengo e questo bivacco di manipoli!!

I giovani guardano sempre ad un futuro indeterminato ed impiegano ogni loro energia a beneficio di coloro che dovrebbero ( perché? )renderlo pari agli archetipi che si portano dall'infanzia. Si assoggettano, nella aspirazione ad assurgere ad un ruolo dominante nella società, di poterne interpretare i riti ripetitivi e confermativi, di recitarne le banalità colloquiali, di essere come tutti quelli che contano. Così sprecano tante opportunità o le consumano convulsamente, quasi che ritardassero e contraddicessero la loro epica scalata.
Da che mondo è mondo, ogni compagine organizzata, religiosa o civile, ha sempre tratto profitto dalla retorica che, facilmente, - tramite le stesse strutture "parentali" previste allo scopo - riesce ad inculcar loro, gli fa una faccia compiaciuta e poi gli ride dietro.

E' passato solo un giorno dal Gran Rifiuto della Cancellieri di "farsi strumentalizzare" dai partiti - in realtà, il minestrone è solo quello della Destra -, come se fosse un disonore, o meglio una zavorra d'ineleggibilità - che il medesimo schieramento, alla ricerca di un'icona vincente, si dice disposto a mimetizzarsi, a "trasformarsi" ulteriormente, a scomparire dalla scheda elettorale, a non essere più una compagine ufficiale, ma un commando in agguato.
Se poi, dalla società civile, dopo i seicento manifesti, rimasti per ora in tipografia, si leverà un coro addolorato e anelante, il "core" del Commissario potrebbe sciogliersi ed indurla al sacrificio.
Che società spappolata, dove gli unici interessi e, purtroppo, gli unici valori sono quelli del biglietto dell'autobus, delle concessioni comunali, delle tasse locali e dei buchi nelle strade. Una generazione è scomparsa, credendo nei principi dell'appartenenza e rivendicandone pubblicamente i contenuti, organizzati nei partiti. Poi, la corruzione, il declino, la caduta dell'ordine del dopo-guerra ed ora, il riflusso immemore sul meno peggio, per sé.
Leggevo sull'Espresso di una sorta di resurrezione del generoso Partito d'Azione, i cui geni sarebbero rintracciabili, per il settimanale radical-padronale, nei tanti "figli di nessuno" che proiettano le loro ombre sulla parete della caverna.
Che pena! La politica e la società devono soffrire di qualche malattia urologica.

Milone

Il Commissario Anna Maria Cancellieri afferma che non si candiderà, perché non può e non vuole essere espressione di nessuno schieramento politico. Forse vagheggiava di poter essere espressione dello spirito santo.
Si è mossa con impegno e perizia tecnica, ha promosso le iniziative giacenti, ma ha cassato definitivamente il progetto della metropolitana, che avrebbe terremotato la congestionata viabilità, ma risolto il problema del pendolarismo ( anche dei nostri cassieri volanti )da e verso la provincia. Non è riuscita a trovare una soluzione per il Teatro Duse, dopo averne fin troppo parlato. E' stata, insomma, un buon Prefetto e per questo piaceva al senatore Filippo Berselli, che sarebbe stato il sindaco effettivo di Bologna, come lo sarebbe stato se fosse riuscito a cooptare a Palazzo D'Accursio lo sgrammaticato Guazzaloca, che in cambio chiedeva il via libera ai suoi affari.
Quindi, il Sindaco sarà l'immigrato Virginio Merola, già buon assessore, faccia da ex povero rassettatosi all'ombra dell'apparato, incline ad un modesto clientelismo familiare: roba da case popolari, anzi del Popolo, trattandosi di case del Comune per gli indigenti.
Scorrevo le prime esternazioni di voto: i facilitatori erano l'associazione dei commercianti, degli inquilini e dei piccoli proprietari domestici, la ACLI. Non c'è più Monsignor Vecchi in Curia - che si è pubblicamente doluto perché le sue dimissioni sono state accettate - ma la Chiesa non tarderà a farsi sentire in termini collaterali ( l'ultima volta lo fece a sinistra ), chiedendo vantaggi per gli asili e le scuole religiose. Il precedente Arcivescovo sputava fiele, provenendo da Comunione e Liberazione e non trovando in loco che larvali segnali di presenza ( anche questi scolastici )della lobby di Dio.
Io, per non deprimermi, non voterò. nessuno dei candidati ha la minima idea per gestire una società in rapida mescolanza ed è espressione di strutture residuali e inadeguate che impoveriranno ancora di più una realtà rivolta all'indietro, alla ricerca di rassicurazioni egoiste.

Milone

Sono uscito con il sacco delle elemosine - quelle che deduciamo dalle tasse, Milone - e sono arrivato alla Nutelleria Camst, mentre la direttrice amministrativa era impegnata alla cassa, a conteggiare le puzzolenti consumazioni di una pletora di malvestiti, rispetto ai quali io sono un damerino. E' la versione mercantile delle mense per i poveri, come tutto quello che è massa, comune, mense od ospedali che siano. E' per questo che i compagni e la Chiesa sono entrati in conflitto: hanno la stessa clientela.
La mia giovane collega, prima che sortissi, mi ha spiegato l'arcano del "passo" Credem'a me. "Sbrigati, vai troppo piano, non hai voglia di lavorare". "Io, da sola, soffro non tanto di iperattività, ma dell'ansia di non riuscire ad accontentare i clienti nei tempi canonici di questa banca; io ho bisogno di lavorare" eccetera, tanto che ho affrettato il passo per uscire.

Mi giunge notizia che due contratti da apprendisti, ex Unicredit-Banca di Roma, non sono stati confermati. Me lo aspettavo; non avevo mal interpretato l'ideologia Credem'a me. Trentuno e ventinove anni: praticamente rovinati. Non erano stati selezionati e, soprattutto, non avevano ricevuto l'imprinting costrittivo e maniacale della casa.
Se, però, di mancato imprinting per presenza di contenuti culturali propri si è trattato, a loro rivolgo un pensiero e l'augurio di sapersi gestire con impegno e libertà nella vita.
Se sono stati esclusi, pur in assenza di queste eretiche propensioni, si è trattato di una "gratuita" cattiveria cautelativa.

martedì 15 febbraio 2011

Milone

Gli effetti della caduta del Muro di Berlino si stanno facendo sentire anche nelle aree calde del petrolio. la rivolta verso i presidenti ereditari è cominciata nel paese più piccolo, da lì si è trasferita nel più grande, insieme a quell'Algeria che è ancora il più chiuso dei regimi arabi, dopo il colpo di stato contro gli islamici, vincitori delle elezioni di venticinque anni fa. Infine, per ora, i Persiani, sotto regime teocratico. Toccherà, infine, agli scatoloni petroliferi ed ideologici sauditi e libici? Fra gli statunitensi - sicuramente all'opera nelle quinte colonne - a Al Qaeda, è una corsa contro il tempo per trarre profitto dal disordine temporaneo ed evitare inframmettenze sgradite.
I cocci dell'infrazione lasciano intravedere i rimasugli di tante micro alleanze cangianti, di tante ambizioni finite in esilio, sulla forca o davanti ai plotoni di esecuzione, per ordine di tribunali che, poco prima, emettevano sentenze conservative dei sistemi, ora in dissolvimento. I nuovi profittatori sono all'opera, mentre le democrazie - una in particolare - con la loro "malizia", offrono ora milizie armate, ora suggestioni di libertà mercatoria, alle piazze oranti e celebranti la loro eterna illusione.
Anche noi stiamo vivendo la nostra trasformistica transizione. Lo disse bene Andreotti, quando uccisero Salvo Lima: agli stati Uniti ( nel nostro caso ) non serviamo più. Potevano almeno prendersela direttamente con me.

Milone

Oggi, San Valentino, non ho apprezzato significative defezioni sul fronte della pena biblica. In particolare, le signore o simil-signore, sono tutte ai loro posti, come se l'amorino pagano, divenuto angioletto cristiano, non fosse contemplato nell'anaffettivo Credem'a me. Io, che sono il più vecchio, ho festeggiato come ho potuto, con garbo e sentimento, ma mi risulta strano che nessuno, fra i giovani e i maturi, abbia sentito il desiderio di concedersi una vacatio sentimentale. O ne sono stati impediti? Si sono auto-mutilati?

Non sono neanche arrivato in ritardo...
A proposito, come mai gli orari sono tassativi e non si prevedono i cinque minuti di "tolleranza" prima di "proclamare" il ritardo? Come mai, soprattutto, l'opzione "ritardo con recupero", pur presente in procedura, non è attiva?
Che nulla debba sfuggire al controllo domestico del padrone, comprese le gravidanze del bestiame e delle contadine, è concezione da latifondo, ostativa di concetti come privacy, autonomia..libertà.
Lo so, basterebbe entrare nella famiglia allargata e tutti ci daremmo una mano..tenendo ben a mente chi è che ci dà da mangiare.

sabato 12 febbraio 2011

Milone

In Credem si fa banca come un tempo, soprattutto per quanto riguarda l'approccio al cliente, la valutazione sociale che gli si attribuisce, le modalità di gestione del rapporto, che si consuma nei termini di una familiarità formale e assistenziale, nella quale costui o costei si adagia secondo l'adusato costume di non rischiare tensioni e stress, demandandone la sopportazione alle classi subordinate.
Il Credem stesso si pone nei confronti di coloro di cui ha comprato il lavoro, nella positura del Dominus - nell'accezione del padrone di casa - e propone loro l'identificazione nella veste, negli atti, nei propositi e nei pensieri, con interessi estranei, dato che, all'atto pratico, gli fa pure pagare i bolli e calcola computisticamente i giorni delle ex festività soppresse, senza riguardo all'accordo A.B.I., di assegnarne cinque per ogni anno solare. Così come non rispetta le quantità ed i periodi minimi per le ferie, previsti dal contratto di lavoro, le indennità di sostituzione, l'assegnazione di ruoli formali con creazione di iter formativi verificabili - questo, per favorire la "crescita orizzontale" di tutti gli addetti - in realtà, per non "ingessarsi" e prevedere, monitorare e lucrare sui costi.
Il personale selezionato dall'origine, è tutto dalla loro, o per intreccio di interessi, o accontentandosi di retribuzioni a-previdenziali - anche questa di non pagare gli oneri fiscali è ( si fa per dire ) una bella malinconia da padroncino - o per conformismo, mancanza di tutele contrattuali ( atipiche )o per paura.
E' proprio una simil banca.

Milone

Ogni tanto qualcuno passeggia per la filiale, apparentemente parlando da solo; un filamento cerebrale, pendulo da un orecchio, rassicura poi, per un aspetto, lo spettatore e lo inquieta per un altro. Il guinzaglio elettronico risulta molto efficace, sia per proattivizzarsi la vita, sia per darsi un contegno impegnato, sia, all'occorrenza, per simulare un'attività in corso e prendersi una tregua. Il ciondolare del capo, così simile a quello degli orsi nevrotici, prima di un grido liberatorio o di un'aggressione risolutiva, denuncia la patologicità, ormai irrecuperabile del soggetto.

Questa settimana ho fatto l'RDE. il lavoro è stato svolto regolarmente, il clima è stato sereno e, a tratti, piacevole, i ritmi sono stati regolari e le delazioni sono state sospese. Il personale ha lavorato senza stress.
Sono contento, ma non mi candido.

Milone

Vecchio Milone, qui al Credem'a me la realtà è sempre virtuale e suscettibile di fantasiose interpretazioni. in assenza di Giusepe d'Andria, alias Giuliano d'Aversa, in ritiro spirituale presso l'Ordine maggiore di Reggio, ne occupa temporaneamente il Leggio, cum humiltate, cioè ritenendo di dover svolgere i compiti "compatibili" senza indulgere a sublimazioni estetiche di ruoli, per il/i quale/i non ho interesse alcuno.
Invece, incredibile dictu, dalle casse prima e dal più giovane della piattaforma orbitante, proattiva astronave del nostro impegno colonizzatore del cosmo, mi sono giunte indicazioni assai bizzarre.
Chi occupa un posto, ne assume il ruolo e, guarda caso, da ciò conseguono una serie di richieste "manuali", del cui motivato rifiuto li renderò edotti alla prossima richiesta, come ho già fatto per le pretese del più anziano. Quindi, dopo aver ponderatamente meditato.
Si diceva in Credem'a me, che un ex RDE stava salendo nella scale gerarchica. Mi ha fatto piacere, perché è persona gradevole, non priva di ironia. Stamattina l'ho visto entrare e rapidamente uscire con una pletora di buste malridotte, che la sua Capa, pur indisposta, - ma domani ritorna! - lo aveva incaricato, dal suo letto di dolore, di recuperarle.
il "cachinni" CSA della platform minore, che morde il freno di una operatività non gratificante, ma che pensa di avere un radioso avvenire, solo perché laureato in una di quelle discipline spurie che le Università ti tirano dietro per sopravvivere ( altro effetto perverso dell'aziendalismo come misura di tutte le cose ), in funzione della provvisoria veste di RDE, mi appalta la chiusura delle sue buste, la maieutica ( estrazione delle sue pratiche dallo schedario ) proprio in rapporto alle mie "attribuzioni".
Oggi sono calmo e rilassato, ma prevedo che i vaffa' ( a cui non ero aduso ) non tarderanno.
Non mi dire, Milone, che tu eri un vecchio ragioniere di retrobottega, oggi riciclato nell'arena.

martedì 8 febbraio 2011

Milone

Continuo, Milone, a giocare ai quattro cantoni, la ricreazione più proattiva in Credem'a me. Cristian, che è giovane e vitale, si applica allo stesso gioco su di un'area più vasta. E' in quella fase di crescita centrifugata che altri neo assunti hanno conosciuto, riportandone "complessi e bruciori gastrici" su tratte interregionali, che non tenevano nessun conto dei limiti di trasferibilità previsti.
Per chi? Mi dirai. Non per i titolari di contratti di apprendistato, di formazione lavoro e di altri strumenti atipici di crescita professionale, che, prevedendo l'assegnazione in luoghi acconci, superano l'antico testamento. probabile, anche se il nuovo non dovrebbe taroccare i canoni, alla luce di legislazioni pagane, scambiando la via lattea con una sola e stabile galassia. Noi "ebrei" l'abbiamo fatto notare ripetutamente e, ripetutamente, ce l'hanno fatta pagare cara, attribuendocene la responsabilità, se non altro come antipatici, fino a un tentativo di levarci di torno per sempre, da un'area geografica allora preminente - oggi non più - probabilmente per una ulteriore, nostra torva impuntatura.
Il buon Poli non occupa più il suo sacello al piano ribassato, così simile nelle sue forme architettoniche al sancta sanctorum di una divinità Indu, che profanai a Kajurao, offrendo venti dollari al custode. Quatto, quatto, si è dato, come dicono a Roma, probabilmente sedotto dai ricchi clienti lombardi che gestiva, i quali avranno voluto perfezionare il suo asservimento in altro tempietto votivo dei loro interessi. A forza di servirli "privatamente", questi nostri manutentori - anche Poli li definiva così e quantificava quanti di noi "mantenessero" - si finisce al loro privato servizio, referenziati da loro e, quindi, meglio pagati, con la sicurezza di un soffice materasso di cartamoneta.
Da noi, è "come se non fosse mai esistito": nessuno ne ha parlato - sussurrato, probabilmente sì - la Loggia si è chiusa a rimpannucciare lo strappo ( frequente ) alla sua tessitura.
A me personalmente è dispiaciuto. Mi sembrava un buon diavolo, anche se con lui ho scambiato poche ed occasionali parole. Rispondeva a tono, con semplicità.
Però, chi non ci ama non ci merita! Illuso che il "mercato" implichi libertà di sfruttamento e di guadagno, dispregiatore della calda nicchia nella quale, con Passione e Responsabilità, lo avevano imbozzolato e che lui ha perfezionato, senza gratitudine.

Milone

Caro Milone,
sono tornato al mio posto, assiso a mezzo busto, con parziale copertura della pancia, alla quale, il banco prodigo o esattoriale conferisce una proattiva dignità. Per questo, venerdì scorso, avevo sostituito impropriamente il buon Giovanni, che "dovendo partire, non aveva tempo". E' infatti per incongruità estetica che l'assegnazione provvisoria non era stata gradita e mascherata da tartufesche felicitazioni per il "maggior peso" conferito al ruolo. Dovresti vedere, caro Milone, che razza di inestetismi ostentano molti clienti, fisici, morali e d'abito, ma evidentemente è ai famigli che tocca il grembiule, la crestina e lo sparato.
Che il Credem'a me aspiri ad essere il Super-Io dei suoi sudditi è di palmare evidenza e che ci riesca, pur nella miscredenza dei chierici maggiori e nella blasfemia sommessa dei sacristi minori, lo si evince, soprattutto dalle consolidate manie che questo sistema di "valori" induce nei giovani malcapitati, che per sopportare la situazione, cadono vittime della sindrome di Stoccolma, per la quale ci si innamora dei propri aguzzini e si solidarizza con loro contro gli altri malcapitati.
Oggi, l'Area Manager è in regimental di velluto blu notte; non aveva fatto in tempo ad adeguare il guardaroba, nelle sue precedenti comparse.

sabato 5 febbraio 2011

Milone

Sul ripiano laterale inferiore del banco della portineria - il luogo dal quale si controlla l'identità dei postulanti e li si indirizza agli ambiti per loro previsti - giace una chiave a disposizione di chi si attarda e rimane solo, come un anacoreta, a testimoniare a chi tutto vede ( attraverso le telecamere ) la sua Passione e Responsabilità.
Ora, forse, mi spiego certe frequentazioni sull'uscio, all'ora di chiusura. Sono i nostri pellegrini, itineranti per acquisire la animee i patrimoni, che ritornano al convento e che vi si attardano a riordinare le carte e le idee per l'indomani.
Lasciamo perdere tutte le violazioni delle norme sulla sicurezza - qui non hanno cittadinanza - e soffermiamoci sul passe partout dei nostri sentimenti professionali: la chiave è una di quelle di "ultima generazione, non riproducibile, a norma europea" e dovrebbe rendere inaccessibili i locali ai non adepti.
Sta di fatto che è identica alla mia e probabilmente è stata acquistata, all'atto del montaggio della serratura, dalla stessa impresa di ferramenta. Anche il disegno sull'asticella sembra identico.
Sta a vedre che ho in tasca la chiave di accesso ai più custoditi segreti. Ma non chiamatemi se fischia l'allarme, se la luce del bancomat non è crepuscolare, se l'anacoreta, rimasto nei locali, si è sentito male.
Sosterrò di essermi sbagliato.

Milone

Il nostro padre guardiano non è solo il custode dei nostri valori professionali; è anche il censore delle nostre intemperanze, acciocché espressioni gergali e non professionalizzanti inquinino il nostro costume, agisce nelle retrovie di ogni postazione di lavoro a guata se tutte le ditine sono impegnate nella composizione della sinfonia aziendale, sollecita, con ponderata graduazione, tutti e cascuno a rispondere al telefono, valuta i tempi d'assenza, tarandoli su standard rigorosi di deiezione mingitoria o escrementizia. Compie sopralluoghi celeri nei gabinetti e controlla se, dopo l'uso tollerato, ci si sia peritati di tirare lo sciacquone, di rimuovere i rimasugli degli avanzi dei pasti che con tanta prodigalità ci vengono assicurati. Dicono che per tante plurime mansioni percepisca un premio in denaro, che, nel caso in parola, sarebbe proprio lo sterco del diavolo. Consuma un frugale pasto in venti minuti primi, con i due cassieri, in compagnia del suo predecessore RDE, di cui ora mi spiego le uscite antergate ed i rientri postergati di dieci minuti, per ricongiungersi con la squadra e ritornare al nuovo ovile. Tutto, con un cadenzato passo dell'oca. Quando rientro io, anche se mancano dieci minuti alla ripresa del travaglio usato, lo trovo con i suoi adepti, nella stessa positura lavorativa nella quale l'avevo lasciato. E' un esmpio ed un emblema ed anche un metronomo umano che non lascia inutilizzato nessuno scampolo d'orario per chicchessia, fra l'altro pagato al lordo, che poi lui "recupera" con altri compagni al duol, in trascinamento serale, compreso nel salario ordinario.
In regime comunista, sarebbe stato esposto, in effigie, settimanalmente, alle fermate dei tram, presso le quali veniva rappresentato il miglior seguace di Stakanov di ogni categoria professionale ( li ho visti personalmente ).
Il senso totalitario, L'unum sentire, trova da noi la sua più alta ed astorica espressione.

Milone

C'è un aspetto inesplorato, ipoteticamente illuminante ( parzialmente ) circa il clima culturale vigente in Credem'a me: la possibile uniformità ideologica. Quando collaboravo con Il Giornale nuovo di Indro Montanelli, l'humus redazionale milanese e anche quello bolognese, era uniformemente ed inequivocabilmente di destra. Questo riferimento non era opportunistico, ma orizzontale e condiviso ed era stato alla base del reclutamento dei redattori, amici e amici degli amici. La strumentalità, la speculazione era inerente al gioco, interno alla squadra, nella quale i ruoli, le prebende e le possibilità erano vari e disomogenei, ma il collante, coerente fin fin dai tempi della sua prima formazione , era di tutti e di ciascun artefice contrattualizzato del progetto editoriale.
In ambito bolognese, era ben rappresentata quella componente minoritaria, ma economicamente elitaria, che, anche elettoralmente esprimeva la seconda "forza" - il 17% - del corpo elettorale petroniano. E' sottinteso che la forza reale risiedeva altrove, cioè nella ricchezza e nelle relazioni di cui la rappresentanza politica ed amministrativa costituiva il necessario relato a livello locale e nazionale.
C'era poi il personale dipendente. A Bologna, quattro ragazze, che facevano di tutto, una delle quali - sposata - era anche l'amica del cuore del direttore dell'edizione locale e - con la connivenza del marito, suppongo - si accompagnava e lo accompagnava anche alle cene di rappresentanza, nelle quali chi sfoggiava le ragazze più belle e non certo la moglie ( pur gradevolissima ) acquistava o manteneva il prestigio gerarchico.
Trasposto quanto descritto nei termini di un'allegoria decifratoria di un ambiente potenziale ( se sia anche in atto, non lo so ), è incongruo postulare che, nella cerchia, che appare un po' chiusa, della clientela di vertice e, direi, della clientela "accettata" e del personale accreditato o semplicemente arruolato, si riproducano bancariamente parte di quegli interessi organizzati che quella stampa di nicchia organizzava, promuoveva e rappresentava?
C'è lo scarso personale esecutivo che non ha voce sindacale, perché il cappellano li confessa e li perdona - anche se loro, i "peccati", anziché confessarli, vorrebbero prima giustificarli e poi rivendicarli - lasciandoli soli nella loro condizione. Quanto alla parte datoriale, valga - fatte le debite attualizzazioni e contestualizzazioni - il criterio di selezione del mio antico direttore editoriale bolognese: "Se non ci stanno, non le assumo".
A presto, Milone.

Milone

Pensieri oziosi.
Il collega che sostituisco si deve essere ammalato per i continui spostamenti d'aria che provocano, nel suo abitacolo, i velocissimi, sguscianti colleghi, che lo utilizzano come scorciatoia.

Ogni volta che, non per colpa mia, ma del ruolo assegnatomi, mi trovo privo di lavoro, saltano fuori il più vecchio o il più giovane della squadra a ricordarmi che i loro scartafacci risultano inamministrati, tanto che, in precedenza, ho dovuto provvedere all'archiviazione di un intero anno. Si scordino, però, che la cosa possa ripetersi: di volta in volta, se li archivieranno, nei rispettivi fascicoli, da sé, come è normale e civile che sia e come altri fanno.

Le "squadre", cioè gli organici delle agenzie, sono snelle: cinque-dieci elementi di media, più il direttore che, sovente, è uno e bino. Le "unità d'assalto" che non conoscono, non dico il passo, ma neppure il trotto, ma solo il galoppo, militarmente contenuto e cadenzato, sono organizzate - che ne so? - secondo i principi della "Folgore" e non devono essere inquinate da nessun elemento dialettico e, perché questo avvenga, sono intossicate da una propaganda infantile, che non conosce tregua. Sono (quasi) tutte al di sotto delle quindici unità, il che, anche se ininfluente, piazza per piazza, lo diventa secondo un piccino costume domestico che, in cambio della monocraticità, il sindacato unico e non unitario, silente avalla.

Si dirà che esistono "squadre" anche nell'ambito delle unità amministrative di Direzione: idem, come sopra.

Da tutto ciò deriva l'espressione, il linguaggio uniforme che caratterizza il rappresentato di questa azienda, nella quale il tradizionale conformismo d'apparato si è trasferito orizzontalmente fino al personale "apprendista".

Il modello vigente, che esclude gli inquadramenti o che li riduce al minimo, è funzionale alla più meschina avarizia, utile ai dividendi dei pochi azionisti e della ristretta ed inamovibile dirigenza. Comporta violazioni sistematiche dei vincoli chilometrici alla mobilità, lucra sui tempi di vita del personale. La piena consapevolezza dell'abuso comporta il sistematico controllo di questi eventi e ne fa una regola impropria. Soprattutto, affina le sottigliezze manipolatorie e mistificatorie, che, però, ad una analisi coerente crollerebbero miseramente. Per questo il regime è così coeso ed ha bisogno del controllo sulla volontà e financo sulle espressioni verbali dei suoi subordinatissimi collaboratori.

Al Credem'a me si litiga sottovoce e sottovoce ci si manda a quel paese. Sono previsti e tollerati solo i toni so(tto)mmessi, indipendentemente dagli "inutili" contenuti. Gli unici rumori sopra i toni sono il fischio della bussola d'accesso, quello, lancinante, dell'allarme, il calpestio, con grancassa di tacchi, sull'impiantito sconnesso e rimuovibile, per consentire la riparazione dei cavi sottostanti e la traduzione fonica dell'S.O.S. dei rari nantes in gurgite vasto che si appellano al telefono.

Vige, soprattutto, nel nostro provinciale costume emiliano, la presunzione che ciascuna new entry nell'ambito di una famiglia, di un gruppo et similia,pur essendo ovviamente portatrice di caratteristiche proprie, se non troverà solidarietà, si adatterà a quel che trova e, se si "intestardirà", si troverà presto contrastata, dileggiata, ostracizzata dai conformisti. Il tutto giustificato con i principi, i valori, i sentimenti ( fino all'amore ) della coorte. Insincerità, tradimenti sono consentiti se si ripercuotono solo nella cerchia servile e/o non provocano "diseconomie" e discrasie sistemiche, cioè se non si vedono.

Milone

Caro Milone, termino il mio "giro" di addestramento e ricopro, in sagoma, l'ultimo sconosciuto anfratto del saloncino aziendale. Il giovanoe gestore, infatti, si è ammalato, secondo compatibilità aziendale, lucrando una settimana lavorativa, comprensiva però del sabato e della domenica. Bisognerà essere meno indulgenti in futuro e non pagare più i primi tre giorni di malattia. Ti narrerò della mia giornata.
Sul portale, sotto le vignette di testa, la massima del giorno mi ricorda che l'ambito che ricopro rappresenta il biglietto da visita della banca. Per una coincidenza non voluta, ieri sera sono stato dal barbiere.Tardivamente, associo a questo "incidente" l'espressione compiaciuta del direttore e del suo vice, venuti in successione a congratularsi. Attendo ospiti.

Berlusconi sparava bonifici a favore di Noemi, intestandoli alla di lei madre. E' stato il primo, distratto pensiero che ho fatto, a suo tempo. Pare che queste giovinotte non sappiano neanche parlare in italiano: bella compagnia. Eppure credono di poter ambire ai fasti delle apparenze, conseguiti i quali daranno una superficiale ripassata al lessico e, chiudendosi a riccio, fuori dal loro ambiente, per non far trapelare l'ignoranza, rilasceranno sentenze e sanzioni. D'altra parte, a che serve l'onore, quando c'è la reputazione? Deve essere questa l'educazione che hanno ricevuto.
Per comprenderci meglio, dovremmo considerarci alla luce di quel che siamo, senza sovrastrutture, in molti casi, fra l'altro, labili: dei primati evoluti, ma pur sempre dei primati. Anche se nati non fummo a viver come bruti...quanto al seguir virtute e conoscenza, se autentiche, è aria di vetta; bisogna restar umili.
Di là dall'armadio, sento un altro gestore ( oggi ne riempio il loculo deserto, ma lo sono stato per anni ) che illustra ad una signora che "non vorrebbe lasciare i B.O.T.", le possibilità dei P.O. Eppure è una persona a modo e garbata, ma, per sopravvivere, inclina al possibilismo ed ai vaticini della Sibilla cumana, i cui oracoli erano sempre ambivalentemente interpretabili. La tua parola sia Si o No! La nostra lingua italiana colta ( si fa per dire )è un verbo cortigianesco, duttile, adattabile, proattivo..menzognero, più adatto a blandire ed ingannare, che ad offrire sicuri riferimenti a noi ed ai nostri interlocutori.
Stasera c'è il C4.

Non sono per nulla convinto che un cambio di regime migliorerebbe la cose. Leggo che il popolo egiziano esige, dopo trent'anni, durante i quali, sia pur condizionato, lo ha votato, che Mubarak, la cui nipote balla al Paradiso di Rimini, vada via subito. Non tollera ritardi alla sua felicità, ormai immemore dei numerosi morti ( capri espiatori di una violenza che , altrimenti, si sarebbe riverberata sulla violenta comunità ). Viva l'esercito! E' morto il re, viva il re! Santo subito! Domani, cosa cambia?
A quando una rivolta degli schiavi del Credem'a me, al grido di Maramotti & family, go home?

Giuseppe d'Andria parla ai cassieri: "avete fatto il pieno, nelle "mie" casse; "vi va di lusso questo mese!" Si accende subito la discussione circa la prossima ripartizione delle grazie e risulta che il serbatoio, a Febbraio, non potrà essere riempito, perché il mese è troppo corto. Manca un giorno. Il bisestile sarà più ricco.

Milone

Sto leggendo, caro Milone, il volume sulla storia del Credito Emiliano, che, gentilmente, mi è stato riservato.
E' un lavoro ben fatto e interessante, anche se non nego che, qualche volta devo soffermarmi sul testo, molto tecnico, seppur chiaro espositivamente.
Il testo sembra, fino ad ora, focalizzarsi sulla natura evolutiva della banca, in rapporto all'economia privata del territorio del suo primo insediamento ed al contesto bancario e finanziario nazionale. Che si tratti di un'opera rigorosa è attestato dalla qualità della casa editrice - gli autori non li conosco, ma non possono essere da meno, pur nell'ambito delle intenzioni del committente che, immagino, ha coperto le spese. In questo senso, mi sembra un'opera completa. Anche se è una anticipazione di giudizio, mi sembra però che i validi estensori abbiano tralasciato - per ora - l'analisi od almeno alcuni utili accenni, al bilanciamento fra la formazione, la composizione e la ricomposizione degli assetti proprietari ed i corollari sulla pur viva, anche se un po' compressa, società reggiana. "Compressa" nei margini di un potere economico e, per converso, politico...omogenei per contrasto, come se quella specifica realtà non consentisse espressioni irrituali concrete, al di fuori dei canoni ammessi.
Sarebbero andati fuori tema?
Non anticipiamo le valutazioni.
Grazie ancora.

martedì 1 febbraio 2011

Milone

Ho appena compilato il questionario sull'apprezzamento dei servizi da parte di noi gladiatori del tuo Gimnasyum, caro Milone. Ho visionato anche il promo sui prodotti d'attacco, con l'entrata al Colosseo degli schiavi sconfitti in battaglia, pugnaci minori per il ludibrio degli spettatori, bisognosi di rappresentazione in quanto non combattenti. Vincere o morire ( di fame ), oggi come allora. In questa disperante condizione, non si estingue la vanità ( d'altra parte, siamo mantenuti alimentarmente, solo a questo scopo ( puramente commerciale ). Non mancano le gare fra Ginnasi, fomentate dagli SM impresari.
E' una delle tante figurazioni di quest'azienda, proposta sfacciatamente ogni giorno, nella quale essere aziendalisti, come i famigli del fondo dominicale, è obbligatorio e rendere fastosi i fasti degli eletti deve motivare di passione e responsabilità. Roba da schiavi o da bischeri, tertium non datur, se non si è legati da interessi diretti o collaterali. Anche l'espressione sindacale, che è coerente con il suo statuto e con le sue aspettative, presenta l'inammissibile anomalia di essere la sola "consentita". Una specie di attualizzazione dell'alleanza fra il Trono e l'Altare, nella quale il trono è una cafon-copia di pianura e l'altare una tavolata sull'aia. Un altro elemento, che isola in un contesto regimentale il piccolo mondo del Credem'a me, è l'allergia a corrispondere quanto è dovuto allo Stato, nei termini dei contributi sulle retribuzioni maggiorate dei meritevoli, che vengono erogate senza l'accantonamento pensionistico che un formale inquadramento prevederebbe e che assorbono il premio di produttività da riconoscere a tutto il personale, sottoposto alle sollecitazioni villane di questi fiduciari di mazza e di panza. Che il sindacato ( eletto ) dall'azienda non abbia niente da dire in proposito, quando della spesa pubblica ha fatto e fa uno dei suoi strumenti di consenso, è un particolare adeguamento opportunistico, in linea con la labile coscienza civile dei cattolici. Una piccola enclave, come il Vaticano entro il colonnato del Bernini. Tutto si tiene, Credem'a me.

lunedì 31 gennaio 2011

Milone

Caro Milone, mentre tendiamo all'eccellenza, come si conviene a dei bravi provinciali, molti segni, molti gesti, ci richiamano alle nostre origini. Pretendiamo di essere una banca elegante e poi giriamo per strada con due sporte usate ripetutamente, che contengono sacchetti di moneta, per approdare alla CAMST, dove "la mia responsabile" - mi aveva detto la volta scorsa una rubizza cassiera - mi indirizza alla Marisa, quando la incontro nel corridoio con uno straccio e un detergente per superfici smaltate in mano. Preclare esempio di proattività, che già trova ampia applicazione in questa pretenziosa simil-banca, con pretese estetiche. L'ho detto e ripetuto ai miei fascistoidi colleghi, che questa potrebbe essere una banca comunista. Non era forse un capitalismo di Stato che praticava un plebeismo diffuso e induceva nei suoi destinatari pasqualotti un sistema di manie di cui l'estetismo proletario ( o aziendalista )era il presupposto? Mi guardano smarriti, incerti circa una possibile presa in giro che sembra non sfiorarli, se a menarli per il naso è l'azienda. Forse perchè lo fa sistematicamente.
Vedendomi girare per il corso, la giornalaia moldava che gestisce un lilipuziano baracchino-edicola per la vendita di non tutti i giornali, mi grida di sotto il portico; "Ehi!! Non sono passati a ritirarli!" "Che cosa?" "I giornali!" Pare che il Credem'a me paghi ai neghittosi Euromobiliaristi, onerosissimi abbonamenti al quotidiano sul quale non tramonta mai il Sole ( dell'avvenir? ) e che loro non si peritino di ritirarli il lunedì, anche se si tratta dell'edizione del sabato. Tu credi, Milone, che recuperino la lacuna sullo storico dei listini?
Propongo di ridurre l'abbonamento ai soli cinque giorni lavorativi.
Sto diventando proprio una carogna. Se continuo così, mio malgrado, faccio carriera.

domenica 30 gennaio 2011

Milone

Caro Milone,
il Credem'a me è un Ginnasio atletico e spirituale, di tipo spartano.
I colleghi vi trovano piena sintonia con la necessaria forma fisica ed un meccanico equilibrio che si manifesta posturalmente.
Con passo cadenzato, entrano, incedono ed incedendo escono, spesso con il sorriso sulle labbra e la testa che inclina verso un'ideale tribuna.
Lo faranno cento volte al giorno, coinvolgendo anche noi, un po' disprezzati, un po' invidiati portinai, nell'efficientismo neurologico.
Gli uomini devono avere delle famiglie tradizionali, costumi casalinghi, due figli per replicarsi biologicamente e culturalmente; le donne nella medesima condizione, devono essere bi-vestali ( minori ), in casa e in azienda.
Le incarrierate devono essere sterili e sfogare la loro avvertita ( checché ne dicano ) indeterminatezza interiore in performances commerciali.
Poi fanno festa, tutti insieme, in tribali, itineranti auto-rappresentazioni, nell'incessante, inutile ricerca del "loro" autore.

Milone

L'Ordalia dei metalmeccanici sfiora le nostre adiacenze. Abbiamo chiuso bottega perché il nostro marchio è stato oggetto in passato di apprezzamenti immeritati- mi dicono-. Qualche cliente tamburella sul vetro della busola, ansioso di sentirsi al sicuro, ma i più divertenti sono i colleghi che, tutti insieme, si affollano all'ingresso, in simultanea ed improvvisa convergenza, provenienti dai vari bar dei paraggi. Hanno un'espressione timida e sorridente, da discoli che, per questa volta, hanno scampato un paio di scapellotti.
Come un sol uomo, Milone, Credem'a me.

Milone

Ieri sera, caro Milone, ho incrociato,tornando a casa, un gazebo della FIOM. Che scostumati, ho pensato, invece di stare in fabbrica, al caldo, un po' come i miei colleghi emigrati, pieni di passione e responsabilità obbligatorie. I metalmeccanici raccoglievano firme di solidarietà con il loro sindacato che, nel mio piccolo, ho di buon grado accordato. Mi hanno allungato, senza parlare, due segnalibri e due occhielli da portare sul petto, con vignette di Vauro. A lato del gazebo, un operaio ( o era un funzionario sindacale che non aveva voglia di lavorare? )distribuiva dei volantini. Si trattava di un comunicato alla popolazione, descrittivo dell'organizzazione FIAT. Ti risparmio, amico mio, le analogie con il nostro caro Credem'a me, ma ti assicuro che, nella moderazione del linguaggio e nella semplicità dell'esposizione, era un documento sindacale e non il bollettino dei catecumeni che, umilmente, si affianca ai corifei aziendali, informatici e non. Decrittava, infatti, la vulgata marchionnesca e ne mostrava i presupposti e le pratiche conseguenze di ogni giorno. E' così che si dovrebbe fare sul versante sindacale, con passione e responsabilità, lasciando al libero arbitrio dei destinatari di farne l'uso che credono, ma non accettando di farsi fare la morale da loro.

martedì 25 gennaio 2011

Milone

La piccola Fede non ha ancora finito l'apprendistato che già si esercita sulle strade provinciali. E' già stata a Cesena e oggi è a Ferrara. Tutto in funzione della sua crescita, per la quale investe parte del suo stipendio con passione e responsabilità.Di questa piccolina che, se fosse mia, avrebbe preso, di tanto in tanto, qualche scapaccione, ho assistito alla rapida involuzione, mano a mano che si inoltrava nel sistema ideologico del Credem'a me. Ne parlavamo stamattina, dato che non entrava nessuno, quando il padre guardiano e raffinato teologo del nostro ordine conventuale, è intervenuto a gamba tesa, inanellando una serie di assurdità logiche e sequenziali, come se io non avessi conosciuto altro che questo Eden. "In verità", parlava al solo decollato ( Giovanni ) che a volte dimentica di svitarsi la testa quando entra in azienda.
Piccolo mondo antico, (co)stretto fra quei due bei campioni di libertà che sono Peppone e Don Camillo, il quale, comunque, anche se inutilmente, non ometteva di rimproverare agli antesignani del Credem'a me, il loro gretto egoismo.

lunedì 24 gennaio 2011

Milone

Si terrà, il prossimo 27 gennaio, la commemorazione del tentato sterminio degli ebrei dell'Europa continentale. L'anno scorso ne proposi la citazione sul portale. Pur non contandoci più, mi piacerebbe leggervi, una tantum, poche semplici parole di identificazione con la cultura della libertà e con la sua diffusione. E' di queste ore la notizia della scomparsa di Tullia Zevi, una delle ultime testimoni. Chi rappresenta un segno di contraddizione, può (ri)diventare da un momento all'altro, un capro espiatorio.

Milone

Bunga, bunga consulenziale, oggi in Sede.
Agili, flessuosi e sorridenti, i consulenti scivolano sui tappeti, come Aladino, cercando di condurre i reticenti clienti che hanno convocato, nei salottini. Un aficionado del tempo che fu, si ferma un attimo per chiedermi ragguagli circa l'opprtunità di mantenere un rapporto, "tutto a pagamento" con il Credem'a me. Gli suggerisco di non demordere e di rilanciare sui servizi domiciliari. Traditore! Di chi? Di chi non ha rispetto di se stesso?
Quando i ruoli sono coperti, il padre guardiano, Giuliano d'Aversa, mi consola, dicendomi che "crede" che Yogi o Bubu ( te li ricordi, Milone? ) "abbiano bisogno di me". Vorrebbe farmi sentire importante, ma non mi sfugge che hanno bisogno di me solo per un'ora. Nessuno mi ama. Così ho preferito scriverti.
Il mio amico Thor, forse il figlio che non ho avuto - non ho mai ricevuto reclami - ha superato la prima settimana di prova ed è stato confermato a tempo indeterminato nella sua conciergerie. E' contento e noi siamo contenti. L'approccio al mondo civile non è stato indolore. Lo chef, che voleva piazzare suo nipote, il secondo giorno lo ha apostrofato, chiedendogli se era già in grado di catalogare la clientela come facciamo in banca: mass o family, personal o affluent, corporate e via attribuendo...come a Roma, al parcheggio. Ha risposto che non e che, come previsto, avrebbe preso parte al corso all'uopo organizzato, questa settimana. Lo chef è esploso: "assumono della gente che non sa fare un cazzo!! e via cazzeggiando nel ribadire il concetto. Thor, che, nonostante tutto, discende da magnanimi lombi, dopo un po' gli ha replicato: "se lei si fa di "bamba" in continuazione, non la considero una buona ragione per mancarmi di rispetto. Per me, il rispetto è tutto e non transigo". Bamba, ho appreso, è la cocaina, nel gergo dei senza fissa dimora. Thor non l'ha mai assunta, come ci aveva detto e come ci ha confermato la polizia di Stato. Nei centoventi giorni di vita in strada ha conosciuto tanti tossici (fisici) ed ha imparato a riconoscere i cocainomani dalle ulcerazioni caratteristiche che ne corredano le narici. Dopo un po', lo ha preso da parte: "chi te l'ha detto?" "Sono in grado di riconoscerne i segni." "Ti prego (sic!) di non dirlo a nessuno." Grande scuola anche quella della strada, Credem'a me Milone, come per i cronisti e, immagino, per i promotori esterni.
Bunga, bunga, vecchio mio.

domenica 23 gennaio 2011

Milone.

Ieri sera, Milone, ho incontrato una dimissionaria dal nostro gruppo laniero-caseario e finanziario.
Costei, dopo dieci anni di fedele appartenenza, ha constatato una stretta insopportabile alle condizioni di lavoro e, di conseguenza, di vita.
"Avevano trasformato la vecchia caserma in un lager. Tutto per accumulare, soldino su soldino. La direzione era al corrente della situazione, ma non ha fatto niente per raffreddare i bollenti spiriti dell'organizzazione e, soprattutto, dei colleghi invasati. Adesso faccio la mamma, in attesa di un'altra occasione, che sto cercando".
Lo si sapeva, vecchio mio, è il metodo di selezione del Gruppo; serve a mantenere giovani, agili e scattanti ai riflessi indotti, le maestranza. Finché ce la fanno. Poi, un sano turn-over.
All'apice della piramide, la cui base sono gli schiavi che si avvicendano, la dirigenza, immobile da oltre vent'anni, invecchia satolla, solo un po' incattivita da questa plebe che un'evoluzione sciagurata dei rapporti sociali ha reso titolare di modeste facoltà, pur se in via di smantellamento.
Anche in consiglio di amministrazione, al fianco dei discendenti di sì nobile schiatta, siedono, attente, le riproduttrici della razza padrona, coniugando, in indefettibile compagine, presente e futuro di una dinastia di provincia.

Milone

Caro Milone,
il Teatro Duse di Bologna ha chiuso i battenti, dopo duecentocinquant'anni di attività classica, che ne aveva fatto uno dei più accreditati empori culturali d'Italia. Io ne ero abbonato da soli ventitré anni ed ero arrivato, senza raccomandazioni - pur conoscendone il direttore, oggi "manager culturale" ai beni architettonici - a scalarne la prima fila. Si parla di un multi-market con ristorazione. Per quest'anno, sotto la gestione del teatro Dehon, ospiterà sei spettacoli di ottimo livello..poi, nulla più.
Sui Dehoniani, due parole. Questo ordine conventuale, che si insediò ai margini di una periferia operaia, difficile sul piano culturale e fattuale ( fanno parte del paesaggio le auto della polizia penitenziaria ) si mantiene con il suo lavoro che, soprattutto della serigrafia e di ogni sorta di componentistica artigianale, ha fatto un'impresa e ne ha investito i proventi in opere sportive e culturali di prim'ordine, oggi frequentate anche da un'utenza borghese. In fondo ad una via male illuminata sorge il cinema-teatro Dehon che presenta un cartellone invernale di ottima qualità, interpretato dalle migliori compagnie nazionali.
Di questo lavoro, di questi religiosi, ho il massimo rispetto.
Dicevo del Duse. E' stato cancellato dal ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, insieme al teatro La Pergola di Firenze ed al teatro Valle di Roma, tutti associati all'Ater teatro, di mangiatoia di sinistra, alla quale attinge(va) il giuggiolone trasformista. Il piacione, delle anime dei personaggi e degli interpreti non ha certamente sentore.
Bologna ha avuto una importante tradizione teatrale fra la fine dell'Ottocento e la prima parte del Novecento, Non mancavano palcoscenici di varietà e i café chantant per i gaudenti frequentatori. Dopo la seconda guerra, si trasformarono, quasi tutti, in cinamatografi. Poi, vent'anni fa, un rinnovato impegno teatrale.
Oggi, il declino. Perché di una declinazione al ribasso, certamente si tratta.

Milone

Milone, ho capito perché mi capita di ritardare.
Questa mattina mi sono alzato presto, perché ho dormito male e ho potuto constatare, con calma, come i lavori del Civis ( cosiddetto tram su gomma )provochino strozzature nel traffico e, in taluni punti, lo immobilizzino per tempi non prevedibili.
Il progetto di metropolitana è accantonato per mancanza di risorse economiche.
Tante tangenti in meno, anzi no.
Sei grattacieli in costruzione in zona aeroporto, per civile abitazione. Chi li abiterà? I dipartimenti universitari sparpagliati in tutta la città, come gli uffici giudiziari. Il nuovo tribunale in via Farini. Quando si terranno i processi, i furgoni della polizia penitenziaria bloccheranno il traffico e i detenuti, in catene, - barbara usanza per i tradotti - si mischieranno per un breve tratto ai viandanti per acquisti o lavoro. Il Palazzo di giustizia, attiguo al carcere, dove c'è l'aula bunker? Troppo inelegante per i funzionari abituati agli affreschi di Palazzo Baciocchi.
Alberghi in costruzione dappertutto. Quando servivano ne eravamo carenti. Tutti a quattro stelle superiori: 250 euro a notte. Serviranno per la fiere? L'anno prossimo, alcune significative manifestazioni, acquisite e gestite ottimamente, in sessant'anni, a partire dai primi tentativi, para o post-agricoli, saranno concentrate a Milano ed il livello degli alberghi in costruzione non consentirà di sostituirle con il turismo, colpevolmente trascurato fino ad ora.
La basilica di santo Stefano fa la muffa: si susseguono le manifestazioni con i frati a fare la ola con i cantanti, i politici di ultima fascia ed i soliti scrocconi di pasti di beneficienza, come quello per i senza tetto al Diana, qui di fianco. A capotavola, Andrea Mingardi, già titolare di abbonamento omaggio alla tribuna dello stadio. Per Santo Stefano tutti si offrono di comparire; il Vaticano, umile e riservato, non ci ha messo, né ci metterà un centesimo.
Molte opere e servizi, già presenti, ma inutilizzati, vengono tralasciati per far posto ai nuovi cantieri.
Cosa vuoi che ti dica, caro Milone. Io, comunista non sono mai stato, ma in passato sono stati più seri. Questa conversione trasformistica al mercato assomiglia, in scala, alla tartufesca metamorfosi di Boris Eltsin in Russia, che agiva spesso in stato di ebbrezza. Speriamo che non ci tocchi un Putin, casomai sul versante opposto, come da italica tradizione.

lunedì 17 gennaio 2011

Milone

Il pastore abruzzese si è complimentato con gli operai che, con nove voti di scarto, hanno assicurato un avvenire ( da servi ) a sé ed alla propria discendenza.

Maurizio Landini è di Reggio Emilia, Nilde Jotti era di Reggio Emilia. A noi, proprio Maramotti doveva toccare?
Dimenticavo: ci dà da mangiare.

Povero Berlusconi. Non è neppure padrone di festeggiare come crede, con chi accetta i suoi inviti. Due settimane fa rivendicò, orgogliosamente, di averlo sempre fatto e di voler continuare a farlo. Ieri ha asserito di non averlo mai fatto..a pagamento, essendo delegato al compito il ragioniere dell'amministrazione.
Certo che la medicina fa miracoli: sei bypass ( tutti ), la rimozione della prostata per un tumore e guarda che performances; dev'essere la cultura d'impresa.
Rincuorato, conto, quando andrò in pensione, di scopare come un riccio.

Il moralismo d'accatto di una certa sinistra, fa un po' pena.
Il premier è un soggetto pubblico! Sarà vero per loro che, per approfittarsene, non hanno altra via che il dedalo delle correnti politiche ed il dosaggio ( peloso ) della rappresentanza.
Un po' pena fanno anche i tentativi mediatici di rendere pan per focaccia. I due giornali di area berlusconiana ed il settimanale Panorama ( lo stesso nome di una catena di supermercati ), hanno reagito alla fronda della destra stessa, intervistando una escort marchigiana che esercita a Reggio Emilia. Costei offre sul suo blog, pioggia dorata e cioccolata ( bisogna prenotarsi ) e, secondo Maurizio Belpietro - che è stato oggetto del più strano attentato della storia del terrorismo - Gianfranco Fini, in occasione di una sua visita nella città del tricolore, avrebbe pensato bene di decomprimersi nostalgicamente con codesta Rachele. Contento, ci sarebbe poi tornato.
Lacerazione di vesti e sdegno in faccia al mondo ( che se ne frega ) e via di seguito: sputtana tu, che sputtano anch'io.

Panorama, seccato dai ripetuti attacchi di Famiglia cristiana al papà del suo editore, ha replicato pubblicando le (s)costumanze ( fai quello che predico e non quello che faccio ) dei preti gay di Roma, con DVD allegato, attori assoldati allo scopo e un'ampia analisi sui ritrovi di queste anime vagule, blandule..

Il Santo Padre tace contrito, pago delle ulteriori esenzioni fiscali assicurate al suo patrimonio immobiliare, accatastato come prima casa ( popolare ) - dicono le malelingue -. Io credo, semplicemente, che questo dotto sacerdote sappia benissimo che non è più la religione, bensì il sesso, il vero oppio dei popoli e si comporti di conseguenza.

La nostra Area Manager è callipigia. Di tutte le qualità venusiane che gli scultori greci hanno rappresentato, a lei si attaglia, prevalentemente, questa specifica caratteristica. Inguainata in drappi serici, da palcoscenico, è capace di diffondere queste potenzialità su tutta la sua area di competenza, assidendovici sopra con plastica modularità, perché sia a tutti chiaro che dio glielo ha dato e..guai a chi glielo tocca.

Bello il gioco dei quattro cantoni con la magistratura della famiglia, ormai completamente partecipe, nella rappresentazione dell'omicidio di Sara Scazzi. Alla fine, sarà stata la vittima ad essersi strozzata da sola per farle un dispetto.

domenica 16 gennaio 2011

Declini.

Quando si sta per morire si enunciano quei contenuti o, più spesso, quelle frasi fatte, proverbiali e gergali che hanno accompagnato compulsivamente la propria esistenza infantile e adolescenziale. Nessuno le capisce più, coinvolto nelle proprie beghe, nelle proprie insoddisfazioni, in attesa di riesumare le proprie.
Dopo una settimana di prioritari impegni, ecco le congiuranti e starnazzanti figliole, ad limina, accompagnate da Pietro con pagella, che, in questa circostanza, non raccoglie il consueto profluvio di rallegramenti.
Si diventa grandi anche così.

Milone

Caro Milne, Thor ha trovato lavoro e, per quella paradossalità della vita che tante volte ho verificato, da senza tetto che è stato per quattro mesi, sotto la volta dell'ufficio I.N.P.S., a ridosso di una aiuola, alla fiera campionaria, in compagnia, a tre, quattro passi, di altre disgraziate senza patria e dei loro frettolosi consumatori, è diventato, a tempo indeterminato, poertiere d'albergo.
La morte, in rapida sequenza, del padre e della madre, il pignoramento dei beni, in Germania, la vita errabonda che il papà aveva imposto alla famiglia per ragioni di lavoro, lo avevano lasciato in balia degli eventi.
Non voglio attribuirni ciò che non è mio: il merito esclusivo della sua rinascita è stato di colei che prima era la mia simil-moglie e della sua migliore amica.
Adesso, superata la fase della sopravvivenza, sta entrando in quella del disagio della civiltà. Lo aiuteremo ancora. Se vorrà, sarà dei nostri.
Questa mattina, angosciato per il possibile ritardo che il mondo ostile stava provocando al mio incedere, ho intravisto un altro clochard che stava rimuovendo il suo giaciglio da sotto un porticato.
Chiodo scaccia chiodo.

Milone

Mi si ingarbugliano le idee, caro Milone. L'area manager imperversa con soave eleganza per il salone. Oggi indossa un abito fasciante, in porpora d'oro. Sembra la dama di Goldfinger ( solo i più anziani, la ricorderanno ) e suscita nei giovani colleghi la stessa agitazione che provocava in me la partner di quello 007.
Nel passarmi davanti, piegando appena il capo verso di me, mi ha sussurrato: "sei in forma?" "Rispetto a te, neanche lontanamente." Si prospettano, ben che vada, maliarde fregature.
E' ripassata, provocante, per convocare in riunione il povero Giuseppe d'Andria, che, confuso e irretito, nello scapicollarle appresso, ha perso i foglietti che recava seco, è incespicato su un lembo del tappeto Maramotti, ha porto, imbarazzato, un cinquantino alla cassierina e, un po' prono, ha proseguito.
Ricordo che una volta, Mirandolina si dovette cambiare la maglietta, di un bianco riflettente sul seno opimo, ma, tutto sommato, pastorale.
Simbologie del potere, Credem'a me.
Lattonzolina, davanti al cliente mi rimprovera una lentezza che l'operazione richiede. Se non la mando a farsi..è solo perché ci pensa benissimo da sé.

giovedì 13 gennaio 2011

Milone

Via Indipendenza: miseria e nobiltà, avrebbe detto Edoardo.
Il passeggio è sgangherato e concentrato; la via, per risplendere, avrebbe bisogno che questa accozzaglia di semoventi sparisse, per un giorno.
Nei bar, anche nei ( soli ) due più fichi, il personale è da drug store e non ha, neanche lontanamente, le phisique du role dei camerieri che li popolarono fino all'altro ieri. Confuso dall'ambientazione, il rozzo servente abbozza espressioni ricercate, dopo essersi asciugato il naso o riemergendo dalle ritirate, senza che, ad un frettoloso esame, risulti un rassicurante, umido nitore dell'epidermide delle mani.
Gli avventori e, soprattutto, le avventrici anziane e ricercate, provano a riesumare l'ozio dei bei tempi, ma "cucci" e sobbalzi le destabilizzano e ne sollecitano gli spenti ritmi.
Davanti ad una vetrina, ridondante di merci, una ragazzina dice all'amica: "qui vendono una gonna per un euro e novanta".

Ho conosciuto l'intera dinastia post postribolare dell'Hotel Metropolitan.
Si è presentato un signore, oltre la trentina, che tradiva una certa insicurezza nel versare un assegno: "non vengo mai..sono il figlio della ( Mirella? ), la ragazzina mi dice, fai qui, firma Là". "Non si preoccupi, lo fa anche con me che potrei essere suo nonno". "Non è girato". "Cazzo ( pardon! ), ma bisogna firmare dappertutto?" "Scarabocchi".
"Mi saluti la nonna ( colgo un moto d'imbarazzo ) e si goda la vita più che può". "Faccio il possibile".
Nonostante tutto, mi fa un po' pena. Spero che non si scoraggi: forse riapriranno i casini.

Dal mio osservatorio provvisorio, caro Milone, noto una compulsiva frequentazione delle binarie toilettes del Credem'a me. Penso che sia il settore più proattivo dell'azienda. Scendono anche dai piani superiori; pare che la colite imperversi e che le prostate premano, a meno che non si vogliano lasciare tracce olfattive sotto le volte basse, un po' oppressive, che perderebbero clamorosamente - temono, soprattutto, le signore - la loro arcana riservatezza.

Milone

Oggi, vecchio mio, ho toccato il fondo. Sotituisco il sindacalista di fiducia e coagulo la Passione per il lavoro ( degli altri ) e la Responsabilità verso gli azionisti dell'impresa.
Dopo il mini scazzo di ieri mattina, oggi, alla solita ora, il bus ha rispettato gli orari ed io ho spaccato il minuto.
Tutte le posizioni erano già coperte: si sa, chi va a Santa Lucia perde il posto all'osteria. Questo tutti lo capiscono.
Nessuno ha niente da dire.
Il proattivo affaccendarsi dei colleghi ginnasiarchi - complimenti, Milone, per il risultato - libera, però, tempo per tempo, ambiti e nicchie che è buona norma riempire, per offrire sempre agli astanti l'impressione degli "otto milioni di baionette". Erano le stesse truppe che giravano intorno all'isolato, dietro il palco delle autorità dell'Asse.

Ho allungato un po' il percorso verso la mescita ( di cappuccini ) sul corso e mi sono soffermato ( un attimo ) al banchetto di un robivecchi e, in mezzo a cianfrusaglie di ogni tipo, ho notato un rettangolo di carta vile ( oggi sarebbe carta ecologica, riciclata ) che recava un proclama di benvenuto a S.E. Cav. Benito Mussolini, in visita al dopo lavoro di Rossano calabro.
Quei poveracci si saranno dovuti trattenere a sorbirsi pistolotti variegati ma univoci, come è capitato ai miei colleghi, ieri sera, durante una terapia collettiva di indottrinamento gratuito.
Quante assonanze, nei termini, nel pathos, nel profluvio di punti esclamativi. ( Cfr. Portale ) Non è che, per risparmiare, copiate?
Ho chiesto quanto costava. " Devo chiedere":
Prende il cellulare e chiama. Dal bar, poco distante, esce un uomo senza qualità - che notoriamente piace ai tiranni - e, un po' sbuffando, suggerisce qualcosa al robivecchi.
"Quindici euro". "Grazie, è carino, ma mi pare troppo".
In fondo, sono già servito.

Milone

Milone, nei giorni scorsi è morto un neonato, di freddo e di stenti, a Bologna. Viveva in Piazza Maggiore, a pochi passi da qui, con il gemello che è sopravvissuto nella lotteria della vita, restituita alla sua realtà bruta, senza mediazioni. Delle mediazioni delle burocratiche e timorose ( di sé ) istituzioni, la madre e il padre avevano cercato di fare a meno, paventando che provvedessero, affidando i fantolini a qualche struttura "protetta".
Durante il giorno, si scaldavano in Sala Borsa, la biblioteca multimediale del Centro. L'unica cosa di cui si sono ripetutamente preoccupati gli inservienti è stata di segnalarne l'incongrua presenza.
La querelle di attribuzione delle responsabilità prevalenti non mi interessa.
E' la prima volta, dopo l'ultima guerra, in città, che questa sorte tocca al più debole di una famiglia disagiata.
Siamo rientrati nella barbarie, dalla quale eravamo usciti da quando i contadini avevano smesso di dividersi la carne con i cani dei padroni.
Con la medesima indifferenza.
Oggi c'è il sole.

mercoledì 12 gennaio 2011

Milone

Durante la settimana che ha preceduto il Natale, un improvvisato venditore di richiami aviari, sostava nei pressi della nostra porta e provava i suoi fischietti per invogliare i ragazzi che passavano a comperarli. Non era trascorsa mezz'ora da quando aveva cominciato, sulla pubblica via, che già i nevrotizzati colleghi smaniavano d'insofferenza, tanto che, ad un certo punto, ho suggerito loro di uscire e sparargli: avrebbero potuto giustificarsi, asserendo che l'avevano scambiato per un tordo.
La prospettiva necatoria li mise subito di buon umore.
Non un moto d'insopportazione per il continuo fischiare delle bussole, non un muscolo si contrae quando, durante i lavori di manutenzione elettrica, si innesca la sirena a 100.000 decibel.
Ognuno è assuefatto ai suoi richiami.

Milone

Il falso problema dei tempi di adibizione, caro Milone, è funzionale allo smaltimento di tutte le incombenze di retrosportello che la gestione di Giuseppe d'Andria ha apportato - ovviamente dietro conforme e superiore sollecitazione - nel nostro convento e lui, con l'altro abatino/a si abbandonano all'iracondia quando il risultato rischia di non essere raggiunto.
Tendono all'eccellenza.

Milone

E' un po' triste, mon ami, constatare che l'uniformità di linguaggio, fra sfruttati ed ex sfruttati, oggi sfruttatori, non deroghi di una virgola dal verbo aziendale. Come, anzi, giochino sinergicamente. E' una miseria da contrastare, costi quello che costi.
Quanto sopra, a prescindere dal micro evento che può averne dato causa.

Milone

Caro Milone, forse al Credem'a me i treni arrivano sempre in orario e gli sparuti e proattivi colleghi devono avere competenze da Capo stazione. Sostituiscono perfettamente la campanella scolastica del tempo che fu e fanno le veci anche del megafono, affisso al muro, a fianco del crocifisso, dei miei ricordi infantili e adolescenziali. Una volta, un insegnante ci informò che l'altoparlante era un residuo del fascismo, allora utilizzato, che avevano omesso di rimuovere..per prudenza. Non si sa mai.
Questi casellanti appartengono ( o sono appartenuti ) alla categoria del personale itinerante sulla rete di competenza ed hanno ( avuto ) obblighi di presenza aurorale per i primi, pallidi postulanti, che poi spariscono fino alle 10,30, quando riaffluiscono in massa indistinta e pretenderebbero di essere serviti sull'unghia. Anche se viaggiavano sui mezzi propri - io avrei utilizzato i mezzi pubblici, come previsto in assenza di concessione di auto aziendale - dovrebbero sapere che il traffico non è uniforme nel corso della settimana e che, soprattutto i mezzi comuni, seguono percorsi predefiniti, lungo i quali spesso rallentano, quando non si intasano, ad onta di qualsiasi corsia preferenziale. Per cui, prendendo a riferimento un orario, normalmente si rispetta il tempo di lavoro al minuto e per ovviare, a proprio danno, alle bizzarrie dell'inscatolamento viario, si dovrebbe - quanto meno - anticipare di quindici minuti la propria presenza alla fermata ( su distanze medie ) e rischiare di sostare per altrettanto tempo sull'uscio o anticipare l'entrata nella macchina chapliniana.
L'azienda può trattenersi il corrispondente del tempo non lavorato - la vecchia banca lo faceva - e, in caso di cronica tendenza ritardataria può prendere equilibrati, cioè contrattualizzati, provvedimenti disciplinari. Ma la pena del vocio, irritante ed offensivo di colleghi che sanno ancora di latte e non hanno uno straccio di veste giuridica all'uopo, gradirei che mi venisse risparmiato e, se non sarà possibile, adotterò , mio malgrado, un atteggiamento assolutamente liberale: li lascerò dire.
Evidentemente c'è qualcosa che rode e che non si vuole indirizzare all'azienda.

martedì 11 gennaio 2011

Milone

Esco per un ozioso intervallo e scendo lungo via dell'Indipendenza. Incrocio un menomato su una sedia a rotelle. E' amputato poco sotto il bacino e poggia i tronconi delle cosce recise sul pianale della sedia. Un uomo e una ragazza lo accompagnano, spingendo la carrozzella.
Al bar Calderoni, già luogo di aristocratici ritrovi, con la vetrina spaccata e non sostituita da due mesi, informano i clienti che se si portano la consumazione al tavolino esterno, non pagano il servizio. Tutt'intorno, pile di bicchieri e stoviglie.
Ordino un caffè. Me lo prepara e me lo serve un cameriere anziano che, radendosi, si è tagliato il mento, che sanguina abbondantemente e che lui si tampona con un fazzoletto di carta.
In un bar-tabaccheria compero le salviette per soffiarmi il naso. Incurante del traffico nei due sensi nell'angusto locale, una giovane donna smanetta una slot-machine. Ancora volantinaggi che offrono prezzi scontati per ogni sorta di servizi, sulla via.
Ritrovo il povero amputato, posato al suolo, su di una stuoia, ma i tronconi degli arti inferiori sono spariti.
E' stato imbragato in una stoffa aderente che lo fa sembrare poggiato sul tronco, appena sotto lo stomaco, come sarebbe vitalmente incompatibile. Chiede l'elemosina e chi gliela dà e chi lo ignora, sembrano non rendersi conto dell'assurdità, da baraccone, della rappresentazione.
Nella Roma medievale - e non solo - la pietà verso gli storpi si esercitava facendoli esibire per strada, a cura degli stessi sacerdoti che ne curavano l'assistenza.
Sono cambiati, in parte, gli impresari.
Sull'uscio dell'avita dimora, un giovane collega chiede a un cinese se ha da accendere, incurante degli ammonimenti del portale.
Sono certo che si tratta di una opportuna simbiosi proattiva e ambientale.

Milone

Basta, per favore, con le Tavole degli Impegni. Sostituiamole con un abbonamento - da detrarre in busta paga - all'Intrepido ed al Vittorioso. Quando manca il sottostante, come per i derivati, si indulge alla vendita dei Principi e, purtroppo, noto che queste palle vanno diffondendosi, come un'epidemia. E' il momento degli agitati-inconsulti, come il Ministro della Difesa, Ignazio La Rissa ( due figli: Cocis e Geronimo )e dei suoi spot sulla vita militare per i disoccupati prossimi venturi, per i quali il carro funebre sarà lo strumento di accompagnamento all'esodo.

Credem'a me, non siamo una banca. Siamo un Privé esclusivo.
Gli inservienti vestono uniformemente, le luci sono crepuscolari, i locali agibili e discreti.
Al mezzanino, numerose nicchie, impreziosite da archi e vetrate per i riservati conciliaboli. Qui si raccolgono Alcuni/e gravidi di gestosi per sbrigare le faccende dei frequentatori, le cui cure si assumono a 360° gradi.
Anche noi, presso i nostri clienti, siamo di casa. basta una telefonata, un SMS o un MMS con foto ed eccoci accorrere senza tener conto di orario, di pranzo o di cena, di impegni che non siano i loro.
E' credibile tutto questo, senza far parte a propria volta, di un reticolo - casomai minore - di interessi?
Considerando che un simile regime di orari impatta soprattutto sulla propria famiglia, se ne può argomentare che di famiglia allargata si tratti.

Nella nostra famiglia allargata abbiamo arruolato anche i famigli e, come spesso avviene, alcuni di costoro hanno assunto i connotati dei padroni ospitanti, fino a diventare più padronali di loro.
La coalizione fra i famigli, se non riesce a far assumere a tutti i propri connotati, cerca di condizionarne le adibizioni e di attribuire ai marginali tempi pienissimi e scansioni incessanti. Non è estraneo ( anzi! ) a questo atteggiamento il desiderio di recuperare tempi agibili per loro e di limitare gli straordinari regalati.
Su queste dinamiche coatte aleggia la cappellania sindacale, che opera a latere, in termini esclusivamente amministrativi, come se i mutamenti climatici indotti non la riguardassero.

Come tutti i regimi, anche quello del Credem'a me offre spunti e caratteristiche "positivi", anche se coattivamente statici.
E' fuor di dubbio che una maggiore ( anzi, nel nostro caso, una larvale ) democrazia interna si sciuperebbe nella ricerca di piccoli e costanti privilegi personali ( soprattutto sul versante femminile ) , legati ai tempi di non lavoro, il cui incremento anarchico e discrezionale, suscitando un invidioso impulso imitativo, banalizzerebbe e svuoterebbe il modello, sommando alla sperequazione dei trattamenti, la perdita della "Passione e della Responsabilità". Per converso, la piaggeria imperante - talvolta di sentore squadristico, in assenza di gradi e di responsabilità in chi la interpreta - si esercita conformemente alle intenzioni dell'azienda e per gli stessi scopi, che sono i nostri Principi e i nostri Valori.
Un'ultima preghiera. Abolite il Nucleo Valore. Mi ricorda troppo quelle strutture di comodo in auge nella vecchia banca, per il personale raccomandato, ma inetto.
E' chiaro che non è il nostro caso, ma si rischia troppo la similitudine con l'esoterismo di regime, vanitosamente a scapito del regime stesso.

Milone

Bentrovato Milone.
Dall'Alpi alle Piramidi, sempre sul podio. Credem'a me: vanitas, vanitatum, vanitatum.
Hanno incontrato sulle piste da sci il Ministro degli Affari Esteri, On. Frattini. Sciava, prendeva le funi-seggiovie e gli skylift con annoiata sufficienza, con l'eterna fidanzata. Su Internet, leggevo di un certo Cesare Battisti brasiliano e dello sdegno che caratterizzava il ministro. Credem'a me: non gliene poteva fregar di meno, come quella volta che bigiò una riunione della NATO perché aveva già prenotato alle Maldive. Io, di Cesare Battisti conosco solo quello che fu impiccato - anziché fucilato - per non riconoscergli la veste di nemico, ma attribuirgli quella di bandito, nel Castello del Buon Consiglio di Trento.
Rientrando a casa, ho trovato nella buca delle lettere una missiva della mia Segreteria nazionale, nella quale e con la quale mi si sollecitava alla vigilanza ed al massimo impegno, perché l'A.B.I:, in sede di rinnovo del C.C.N.L., tenterà di sovvertire gli ultimi diritti della categoria. A parte il fatto che, quando ci si mobilita a parole, ci si riserva di rimestare il paiolo per denegare che avvertite nuances siano invece un'intera linea di profumeria: eau de (S)chorege, direi, io non corro più rischi. Noi del Credem'a me, da illuministici diritti non siamo ( mai stati ) coinvolti, amministrati come siamo ancora dal costume del fondo dominicale.A volte, a stare fermi, ci si ritrova all'avanguardia.

venerdì 31 dicembre 2010

Milone

Buon anno, Milone! Non sarà molto diverso da quello trascorso, perché se devi continuare la scalata al Milione - dal Sig. Bonaventura a Gerry Scotti, al Credem'a me, è lo slogan nazional-popolare - non potrai che ripeterti.
Ho appena finito di parlare con una bella ragazza, con qualche tratto di trascuratezza, che passerà la fine e il principio ( sic! )con la sua gatta e che non sa se la roulette della vita le consentirà di cogliere una simultanea magia. C'è chi punta, ripunta, spera nella combinazione vincente, senza credere in altro e, eventualmente, accontentandosi di questa.
Auguri a tutti gli amici del giaguaro, moderna stirpe servile, a chi, per essere "in", si infile in tutte le morse più costrittive, si traveste in tutte le fogge, coglie l'attimo che, siccome è breve, va ricolto in continuazione, non essendo capace di offrire un'autentica soddisfazione. Auguri perché, miscelandosi con gli arcana imperii, possano gustare i rarefatti sentori di quella vita che, non essendoci, è per questo agognata e, paradossalmente, rimpianta.
Una nuova stagione di spettacolo sta per cominciare. Auguri a tutti noi!

mercoledì 29 dicembre 2010

Milone

Sono tornate di moda le berrette di lana e i cappellini di feltro, stile liberty. Le signore ne beneficiano, le ragazze meno. Mancano ancora le velette. Qualche ragazza, in maschera simil-operaia - in realtà sono( pseudo )intellettuali che se ne guarderebbero bene - porta il bertocco della nonna con ricami all'uncinetto. E' l'Italia dei telefoni bianchi che si riattrezza. Il Paese della bipartizione fra le due Chiese, dopo la caduta dei miti e del Muro, è diventato il Paese del Nord e del Sud ( lo era già )e anche altri aspetti iconografici riemergono, come se niente fosse stato. L'unica Entità che, mutando, si conferma ( oltre alla Chiesa cattolica ) è il Credem'a me.

Milone

Mi sto godendo, caro Milone, il silenzio sepolcrale dei locali vuoti, contrastato solo dall'uniforme ronfio dei sifoni che portano nelle nostre arterie l'acqua del
riscaldamento. Sono entrati solo due camusi, addetti alle pulizie ed il nostro postino indio-peruviano. Gli sparuti clienti rimasti si rivoltolano nelle coperte. Dopo la prima colazione, una scorsa al giornale, dove leggeranno, per riempitivo, del prossimo attentato a Fini nel paesello di fra' Giuseppe e poi, prima di colazione, faranno un salto in banca. Credo che qualcuno si sia tenuto i soldi da parte per portarceli durante la settimana bianca degli altri e sentirsi meno soli.
Forse è proprio per questo vuoto angosciante, improvvisamente deprivato di proattività, che qualche abraso neuronale s'inventa disordini, disservizi teorici e attiva la fileira spionistico-organizzativa.
Mirandolina faceva, all'occasione, le sue "confidenze" a Sior Todaro e così lo coinvolgeva. Non aveva capito che il suo compito era di risolverglieli i problemi, non di crearglieli.

Milone

Ti dicevo, Milone, che in questa azienda i diritti sindacali - dei lavoratori, non dei sindacalisti - non sono riconosciuti e la plebe, apparentemente, non se ne adonta. Le dieci ore di assemblea all'anno, senza crumiri itineranti, non vengono usufruite. Certamente per non interrompere la servile catena di montaggio, con metronomo umano senza inquadramento e obblighi connessi, ma anche, ritengo, per non permettere un'espressione meno che conformistica da parte degli imprudenti e coraggiosi partecipanti.
Anche se molti non verrebbero, se la assemblee fossero tenute per piazza, sono convinto che ne verrebbe fuori un quadro problematico e non più idilliaco della realtà, Credem'a me.
In due anni non ho visto un volantinaggio, un aggiornamento, un voto sullo stato di una qualche trattativa, di cui per altro si legge sul bollettino parrocchiale, fino al rapido ed ineluttabile precipitare dove "paron" vuole..
Ora sembra che, per dare una parvenza di pluralismo al regime, stia infilando il muso in casa - come fanno i cani nelle adiacenze vestibolari dominicali - un'altra timida aspirante. Ironia del destino, le due pretendenti, le chiameremo per il momento, la moglie e l'amante, sono l'anagramma l'una dell'altra e hanno stretto uno strumentale patto di collaborazione, non presentando caratteristiche molto diverse fra di loro.
Come in ogni regime, il pluralismo di facciata non deve mancare, salvo non contare niente perché senza base di consenso.
E' però possibile che l'opposizione nasca all'interno del regime stesso, non alterandone la natura antidemocratica, ma offrendo una bifocalità di rappresentazione.
P.S.
Va pur detto, mon cher ami, che, se anziché al Credem'a me, fossi finito alla Pop. Milano, per esempio, avrei dovuto constatare altrettali e vischiose difficoltà ed altrettanto impegnativo sarebbe stato dire la mia. Lo avrei fatto in assemblea e con ogni strumento agibile, pur non aspettandomi grandi esiti dalla nostra compromissoria categoria, che, non essendo né carne, né pesce, aspira "all'eccellenza" e, sapendo di non poterla conseguire, ripiega facilmente su qualche beneficio accessorio.
Per altro, alla Pop. dell'Etruria, il rappresentante sindacale e dirigente territoriale aziendale appartiene alla CGIL.
Io, che lavoro in azienda e per il sindacato, non appartengo a nessuno.
Forse è solo un gioco, che può diventare pericoloso per la fantasiosa indulgenza che troppi dimostrano nel credere alle trame ed alle cospirazioni e, per colmo di dabbenaggine, nel credersene protagonisti.

sabato 25 dicembre 2010

Milone

Oggi potevamo tranquillamente chiudere. A parte qualche solitario e qualche commerciante all'ingrosso che ha chiuso i magazzini, nessuno fa capolino in banca. Imbarcati, direttamente alla porta delle scuole, i figlioli non ancora autonomi, le famiglie si sono trasferite verso le località sciistiche. E' il genetliaco di una partenogenesi, simbiosi di simboli potenti, che coinvolgono anche gli agnostici e che ci fanno percorrere a ritroso e in pastis, tappe di una non lineare evoluzione autocertificata.

Milone

Oggi, alle 18,30 - diretta su Sky e La 7 - presso il bar Zanarini-Zanetti, si terrà il party iconografico del "nuovo" Bologna f.c., targato Segrafedo-Zanetti, con la regia finanziaria di Intermedia. Fioccheranno gli auguri "a te e Consorte". Sul lato opposto della piazzetta, in locali messi a disposizione dalla Banca di Bologna, si terrà un mini CDA dell'uno+undici. A parodiare il tutto, Lucio Dalla, con movenze da primate spellacchiato al buffet, in attesa di dedicare un mese di concerti - a pagamento - al mito pedatorio cittadino e Gianni Morandi, Presidente onorario, dietro versamento di 500.000,00 euro.
Considerando che il re del caffè ( altrui )subentra con un impegno diluito al 35%, subito dopo aver spogliato l'insolvente Porcedda di un albergo periziato per 11.000.000,00 di euro - mentre il debito era di 6,6 - ed il pasticcione Menarini di appartamenti, capannoni e garages e che già si annunciano cessioni di giocatori appena ingaggiati, è lecito dedurne che la sua impresa inizi senza esborso effettivo di capitali.
Banca di Bologna sarà la banca della società sportiva e la supporterà ( pubblicizzata ) in ogni sua iniziativa. La Banca di Bologna è sinonimo di Pierferdinando Casini e del suo partitino clientelare. Rapidissima evoluzione ( apparente ) da Cassa Rurale ed Artigiana che era.
Ci sarà anche il Presidente degli azionisti poveri ( 100 euro )Maurizio Cevenini, fermato da un ictus nella sua corsa a Sindaco.
Tutto per Amore, dichiarano.
Come noi, nel nostro ambito, per Passione e Responsabilità.
Senza mischiare valori, sentimenti ed aree di interessi.
Altrimenti, la Max Mara's family avrebbe perso una occasione.

Milone

Caro Milone,
è passato un altro anno della nostra formazione da seminario Credem'a me. Le dieci ore individuali che il contratto di lavoro riserva alla non interferita discussione delle tematiche professionali ed ambientali non sono state ( mai ) utilizzate., tanto che i piu ( come i morti ) non ne sospettano neppure l'esistenza. In compenso, ben più di dieci ore ( fuori orario ) sono state dedicate alla propaganda di regime, puntellata dalla spicciativa vigilanza dei suoi delegati "a credenza", cioè senza responsabilità.
In questo periodo, i gestori, versione Babbo Natale, fanno le consegne a domicilio dei gadget, dopo aver sostituito i filippini e i cingalesi nelle incombenze finanziarie delle famiglie che ci danno da mangiare. Non esiste il premio di produttività, sostituito, discrezionalmente ed al ribasso, dagli ad personam. Dei sindacati, desiosi di SAS, tracce sparse come l'albumina nelle urine. Meglio così, di questi campioni è bene fare a meno ed affidarsi al Foro interiore.
Di auguri non mi sento di farne, tranne che al buon Sulati, costretto a recitare come da copione ed al quale, come da copione correttamente interpretato da trent'anni, ho risposto.
A tutti gli altri, un cordiale: incapponitevi!

Milone

Riepilogando: il back office si fa dopo ( il front office ), ma se il tempo ordinario di lavoro non lo consente, buona grazia se lo incastro fra le mene susseguentisi. Capisco l'ira repressa di chi, più che per passione ( sic! )e responsabilità, fa le cose per forza, ma un po' d'aplomb, Credem'a me.

Milone

Sulle ali dell'Amore, i miei valenti colleghi planano su Parigi, nei fine settimana e poi ci restano per l'inagibilità delle piste. In più, essendo voli ed amori low-cost, non sono previsti servizi sostitutivi, in affitto, dei quali usufruì un po' di anni fa, quando approdai ad Orly con l'Air Tunisie, noleggiata per i suoi clienti da Air France.
Così, per un'indeterminazione circa le ferie, i suoi tempi e l'incastro con ogni altra specie di latitanza, per la lagnanza di un RDE senza galloni ( che aveva sofferto dello stesso inconveniente ), per l'intervento di una RDO frettolosa, per un cupio serviendi riflesso, ma privo di riflessione, si devono leggere amene baggianate sulla posta elettronica, mentre la passione e l'irresponsabilità turistico sentimentale provocano disservizi che il caso provvede fortunosamente a sanare. Credem'a me.

Milone

Milone, il 60% dell'organico preme alle bussole. intravedo anche il mio frate-guardiano, Giuseppe d'Andria, uno dei più importanti teologi aziendali. Stupito e scandalizzato, chiedo alla prima avventrice la ragione di tanta apparente irresponsabilità ed ella, soavemente e con consumato mestiere, mi giustifica l'avanti-indietro con la consegna delle agende e dei calendari per i bambini dei clienti.
La RDO-AR30 occupa il salottino di lato, a fronte della mia postazione. E' sola e sposta le pedine sul computer, nell'aziendale gioco degli scacchi. Ogni tanto sorride e parla felice, fissando lo schermo. Che sia in video-conferenza? Mi accorgo che da un orecchio le pende un filo: si consulta o parla con il fidanzato. Tutto insieme, proattivamente.
Donde provengo, aziendalmente parlando, i caratteri e le espressioni erano molteplici: i cloni dei miei attuali colleghi c'erano, eccome, ma l'ecosistema era estremamente vario. E' vero che la gestione non era per piccoli gruppi, come si fa qui, per conformare chi vi è ospitato, ma una simile uniformità era impensabile. A dire il vero, anche gli azionisti erano un esercito e non una piccola conventicola di interessi. Basta poco per dirsi S.P.A., Credem'a me.

martedì 14 dicembre 2010

Milone

Impazza, per me improvvisamente, il manicomio dei gadget natalizi. Anche noi non ci esimiamo dall'ansia del presente inutile e banale, tarandolo sulle qualità reddituali dei diversi destinatari. I più facoltosi ne riceveranno quanti ne può contenere un magazzino e ne butteranno via una gran parte; li daranno ai bambini piccoli, ancora analfabeti, ma già con l'istitutrice che parla inglese, che provvederanno a farli a pezzettini. I meno peggio, saranno riciclati ai dipendenti - da noi esclusi in prima battuta - come un tempo i vestiti smessi. Il diuturno allenamento ginnico si esercita ora dalle postazioni di lavoro all'improvvisato deposito delle agende e dei calendari formato tabloid, trasparenti sulle due facciate. Devono essere calendari estivi. L'importante è adempiere al rito maniacale, mostrarsi non solo memori, ma devoti e proni. Probabilmente, un comportamento omissivo della consolidata tradizione non sarebbe neanche notato e tutto si esurisce all'interno dell'anima anelante.
Purtroppo, anche in famiglia et similia, imperversa lo stesso tsunami: dal cappone - già castrato all'uopo di essere definitivamente sacrificato nella ricorrenza di una nascita, propedeutica ad un altro sacrificio finalizzato ..e poi dicono che le culture evolvono..- ai certosini, alle riunioni prenatalizie per lo scambio di regali, fino all'apoteosi spendereccia per figli e nipoti. Maestre gioiose di cerimonie sono le donne che, prese come sono dall'ansia di perfezionismo, delegano una serie incrementantesi di incombenze logistiche e di trasporto, facendosi direttoriaramente sostituire. Dev'essere un destino.
Telefona la Galotti: "c'è il dottor Loviso?"; "no, è in ferie"; "quando ritorna?"; "immagino, la settimana prossima"; - pensa, caro Milone, quanto levecchie tare gravano ancora su di me - "non è possibile, giovedì ha appuntamento con noi"; "mi informo".
Torna domani.
Ciao, Milone.

Milone

Il saloncino è deserto e, con i suoi tappeti al suolo, sembra una dimora beduina. Scorrendo lungo gli ambiti professionali, intravedo una scenografia progressiva e cangiante, incasellata nelle finestrelle successive. Taluni, soli, sembrano ipnotizzati dal videoterminale, talaltri si intrattengono con gli ultimi avventori.
Il sistema delle camerette in progressione lungo i corridoi o dei semplici paraventi era in uso, fin dall'antichità, per l'esercizio di altre lucrose attività. La stilista ci ha preso per caso, o, sapendolo, si è divertita a produrne una costosissima copia?

Milone

Buongiorno vecchio mio e bene alzato.
Oggi occupo la cella di un collega dedito alle imprese, che sta smaltendo le sue ferie come i grassi superflui alla salute dell'organismo aziendale. Sono all'estremo opposto del corridoio carcerario ideato da Gae Aulenti per le maestranze Credem'a me. Sento in lontananza la voce monocorde, come quella di una segreteria telefonica, del nostro capostazione di Aversa che chiede di me, sospettando che anche oggi sia arrivato in ritardo, anche se questa mattina sono sfuggito al suo controllo, perché in ritardo è arrivato lui. Non passano venti secondi che, come atteso, inquadro la sua testa nella finestra che dà sul corso laterale al CIM: controlla con un solo sguardo, chiede conferma di quello che già sa, ringrazia e saluta. Sempre le stesse parole, come "il pranzo è servito" degli attori esordienti. Saltellando da un posto all'altro, manteniamo coperte le posizioni, come i mezzi busti della R.A.I. durante la prima Repubblica, o come i manichini che il papà di mio cognato, già bon vivant, corridore delle Mille Miglia, metteva nel letto della casa di campagna per ingannare l'indaffaratissima consorte, vera architrave anche economica della famiglia ed uscire dalla finestra, per recarsi a far visita a qualche succulenta contadinotta.
Così inganniamo il nostro Super-io, aziendalmente orientato, e cerchiamo di insinuarne uno conforme agli educandi collaboratori. Ma, sapendo che le costrizioni interiorizzate si trasformano in nevrosi - e quanti sintomi e prodromi se ne avvertono d'intorno - continuerò a far conto di essere a teatro, casomai all'Arena del Sole che celebra i suoi duecento anni, i primi centocinquanta dei quali, dedicati all'intrattenimento diurno del popolo, che assisteva agli spettacoli masticando una crescente con la cipolla e commentava le vicende a viva voce, interagendo con gli attori. Nell'Arena indistinta, si mischiavano grossolanità e riservate e modeste finezze, che non avevano altra possibilità di contemplazione e di espressione.
Deve essere l'ora del libero passeggio nel corridoio della nostra San Quintino, perché un altro detenuto nei box sbuca lungo il camminamento e dice la sua su questa mia.
Ci sentiamo.