sabato 5 settembre 2009

Il Griso e il Sacrestano.

La polemica che Avvenire, insieme a Famiglia cristiana ha condotto nelle ultime settimane sui comportamenti immorali del premier, è stata interpretata come una velina della C.E.I. Nella presunzione che non fosse condivisa dalla Segreteria di stato, stante il silenzio dell'Osservatore romano, si è deciso di replicare con una controdenuncia pubblica, mirata sulla persona del direttore del quotidiano dei Vescovi, che, si dica o si disdica, ha accusato il colpo e si è dimesso.
L'importante giornalista cattolico è stato il Capro espiatorio del conflitto mediatico che rischiava di alienargli una parte del voto confessionale e congiurava ad autenticare la disistima personale verso Berlusconi, a prescindere dalle appartenenze.
Vaso di coccio fra i vasi di ferro, è stato sacrificato, ucciso da un sicario.
E' difficile credere che sarebbe stato possibile senza l'assenso di una parte - quella politica e istituzionale - della Chiesa cattolica, che è stata messa, nel suo insieme, in un nuovo, grave imbarazzo. Potrebbe essersi trattato di una forzatura per fare emergere dei contrasti noti ai vertici della politica, ma sarebbe stata una grave imprudenza per le lontane, tardive rispetto ai fatti, micidiali repliche della Chiesa. Se Berlusconi fosse stato in grado di far dimettere Feltri o avesse avuto la volontà di licenziarlo, dopo averlo appena nominato, forse Boffo, che non ha lasciato tutti i suoi incarichi, sarebbe ancora al suo posto. Ma per il Cavaliere sarebbe stato un boomerang, come quello originato dalle mancate promesse fatte alla Daddario.
Boffo avrebbe dovuto ricordarsi e ricordare alla C.E.I., che solo chi è senza peccato può scagliare la prima pietra e che, proprio perché senza peccato, se ne asterrebbe. Non avrebbe dovuto fare, quindi, il Tartufo della situazione e interpretare i "sentimenti" dei devoti. A rammentare a lui il Vangelo, ci ha pensato il Bravo di Don Silvio, che lo ha annichilito sotto un masso.
Boffo è stato sputtanato per un fatto privato e personale che aveva già trovato la sua sanzione. Berlusconi è stato attaccato, sul versante laico-radicale, perchè avrebbe avviato alla politica della prostitute e questi contegni, indipendentemente dalla moralità personale del direttore-commentatore di un organo di stampa, fanno parte del mestiere del cronista, sicuramente d'accordo con le sue Gerarchie e dietro la spinta dei devoti scandalizzati.
E' proprio ai devoti che il Griso si è indirizzato, per turbarne le coscienze. Feltri è il Griso del Berlusconi-Don Rodrigo, come la Daddario è l'icona delle sue conquiste.
Boffo, forse, ha minacciato la moglie dell'uomo del quale ambiva ad avere l'esclusiva ed è stato condannato per questo. Deve pagare due volte? Berlusconi, tramite la produzione legislativa si esime da qualsiasi giudizio e per ora non ha pagato, neppure quando è stato condannato. Al suo avvocato, Previti, invece è accaduto e se non se ne è risentito deve essere perché i soldi sono il suo esclusivo orizzonte e perché contraccusando, avrebbe infangato se stesso. Purtroppo è vera la morale di Dostoevskij. lega gli uomini con un delitto. Alle insinuazioni, se false, il danneggiato primo ministro non poteva reagire con una querela? Ha preferito querelare il fronte laico ed infangare quello moralista, ben sapendo che, vere o false, certe accuse non si puliscono in poco tempo e che, sulle spoglie del povero improvvido, le parti possono riappacificarsi.
A Boffo, che non risulta aver commesso abusi, tranne quelli morali sulla moglie del suo drudo, poteva essere rimproverato quanto tradizionalmente si attribuisce ai preti, di predicar bene e razzolar male.
Una morale laica severa imporrebbe adesso che di questa vicenda venisse data una delucidazione veritiera e documentata, nella speranza di poter inibire contegni ipocriti e strumentali per il futuro, per inaugurare un nuovo costume, ma siamo certi che non potrà Avvenire.

domenica 30 agosto 2009

Battibecchi felpati e velenosi.

I giornali di oggi non sanno fare di meglio che attizzare le polemicucce fra il Presidente puttaniere e i suoi omosessuali e competitivi censori. La replica allo sboccato - nella sostanza - Littorio Feltri, del direttore di Avvenire, Dino Boffo, è tutto un sentore di borotalco, di vaselina e di minacce sottotraccia, speculari al cipiglio cipiglioso e indispettito del suo principale, il Cardinale Angelo Bagnasco. Sta a vedere che il Berlusca sarà capace di confliggere efficacemente e dall'interno anche con la Chiesa...Il Boffo innamorato suggerisce a Feltri di guardarsi le spalle e di non fidarsi di amici bene informati e di collaboratori, di cui untuosamente lo invita a liberarsi. E' forse vero, allora, che cane non mangia cane. Personalmente, ricordo Vittorio Feltri, in giacca, in una gelida mattina milanese, in via Negri, alle calcagna di una azzimata, leziosa signora che dava mostra, gigioneggiando, di avere deciso di non dargliela più...per la successiva mezz'ora. Potrei forse accusarlo di non avere i titoli per contromoraleggiare? Fra replica e controreplica, le baruffe chiozzotte non avrebbero più fine. I maggiori commediografi italiani ed i più poveri copioni d'avanspettacolo rivivono in questa litigiosità cicisbea e ruffiana, nella quale il Presidente che non può pentirsi è riuscito a trascinare anche la Chiesa. Silvio sarà il prossimo riformatore e il primate della Chiesa padana sarà Bossi? O i feudatari papisti sbaraglieranno i protestanti per l'adulterio? Questa battaglia per la manifesta, contro la celata fornicazione, infiammerà l'animo dei disoccupati autunnali.

sabato 29 agosto 2009

George Feydeau e la comedie à l'italienne.

E' grande pochade fra la Chiesa, il giornale della Conferenza episcopale italiana e il Presidente del Consiglio italiano. Non si tratta di una epica battaglia sulla laicità della legislazione e di una contesa filosofica fra laicismo e "vera laicità", ma di una commedia degli inganni e delle ipocrisie, nella quale si incistano polemiche speciose rispetto ai principi dichiarati e virulentemente "difesi".
La Perdonanza e la falsa contrizione del penitente Silvio hanno aspetti boccacceschi, ma espressioni ben più superficiali e grevi. La cena con il Segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, è l'elemento culinario di una spassosa buffonata, che si sta involvendo in equivoci compulsivi e concentrici, come nelle trame del commediografo francese, che anticipava i toni della comedie bourgeoise, che avrebbe trovato in Italia una versione ai rigatoni, che ha caratterizzato un capitolo della storia del cinema.
La commedia degli equivoci si dipana nello scenario di rovine dell'Aquila, sul canovaccio di un povero monaco cristiano, Celestino V, Papa per sbaglio, che fu fatto strangolare dal suo successore, Bonifacio VIII.
Il lussurioso prostatico si sarebbe cosparso il capo di cenere e sarebbe giunto al Duomo in processione. Non si sarebbe potuto comunicare, perché è divorziato. Potrà farlo quando avrà divorziato anche dalla seconda moglie e avrà quindi ripristinato l'unico e vero vincolo sacramentale ( i figli, canonicamente non sono contemplati; provvederebbero però a contemplarsi da soli, per l'eredità ) ma, nel frattempo, si sarebbe servito dalla scena - carpita o concordata? - per sortire lo stesso effetto. Aveva trovato, senza saperlo, un compare di merende adeguato alla bisogna, quel Cardinal Bertone che rubò in Piemonte ad un nipote agricoltore la sua intera riserva di vino passito. Un ladro e un beone. Lo sporcaccione, dopo cena, gli avrebbe forse proposto di andare a puttane insieme.
Ma questa intenzione è stata apparentemente e clamorosamente contraddetta da un intervento a gamba tesa di Vittorio Feltri, che su queste maragliate, prive di "pietas", ha costruito la sua carriera ( su tutte, la foto del cadavere di Aldo Moro, nudo ed anchilosato, su di un tavolo dell'obitorio ). Il giornalista da marciapiede è stato chiamato a dirigere Il Giornale , del fratello di Silvio, per condurre il contrattacco. Anche Emilio Fede, con gli stessi sodali di corte, condusse un attacco a Di Pietro, che sfociò nella sua messa in stato d'accusa a Brescia, poi rientrata. Il Vittorio dei padroni si è concentaro sul competitor la Repubblica ed anche su Avvenire, il giornale dei vescovi.
Cosa ha scoperto, valendosi di una velina giudiziaria, il diffamatore di destra? Che il direttore di Avvenire, tale Boffo, censore del suo principale, ha studiato dai preti e ne ha assunto i costumi. Sarebbe infatti stato condannato per molestie e minacce alla moglie del suo omo-amante ed avrebbe patteggiato la pena.
Gli esegeti hanno subito dedotto che esisterebbe una divaricazione fra la Segreteria di Stato vaticana e almeno una parte della Conferenza episcopale italiana, di cui Avvenire e il suo omo-direttore è organo ( speriamo a debita distanza ).
All'Aquila è andato infine Gianni Letta, legato e gazzettiere del lussurioso. L'untuoso ed impomatato cortigiano è stato immortalato sul sagrato della chiesa, con il cardinale ebbro Bertone, in un atteggiamento che rivela ambiguità morale, qualità sceniche e morbidissimo appeasement: lui e l'ebbro sembrano due checche cerimoniali e ipocrite che sembrano sul punto di baciarsi, di vezzeggiarsi e di compiacersi l'un con l'altro per il reciproco charme. Inculiamoci e poi pentiamoci, sembrano dirsi.
Le due cerimonaili creature vivono in un mondo di apparenze e dissimulazioni, devotamente recitate fra reciproci ammiccamenti. Non oltre il segno del reciproco e compatibile interesse.
I protagonisti della pochade:
il satiro impenitente;
il tenutari della morale;
Noemi, Mara, Maria Stella, Patrizia e le altre;
lo chaperon ovvero il ruffiano e paraninfo;
il malefico disvelatore del trogolo comune.
Fine della prima parte.

venerdì 28 agosto 2009

Diversità ideologiche.

Franco cardini, storico delle religioni, di destra e già consigliere per i sanfedisti della R.A.I., si produce oggi sul Manifesto in un dotto e lineare articolo sugli atei devoti e trasformisti, nei due sensi, della sua area politica. Non omette di chiamare in causa anche la Chiesa ed auspica, infine, richiamando alcune affermazioni del candidato dalemiano alla segreteria del PD, Bersani, un "esame di coscienza reciproco fra cattolici e "socialisti".
Così ho commentato:
L'analisi è impeccabile, fino a che si arriva ad auspicare un reciproco esame di coscienza ( o autocritica? ) fra i cattolici e i socialisti. Socialisti in senso etimologico, non storico, perché, altrimenti, l'incompatibilità striderebbe. Meno impervio sarebbe, sul piano sentimentale, il confronto fra comunismo e cattolicesimo sociale. Confronto comunque fuorviante, parziale e transeunte. Il fatto è che, nei paesi cattolici, a differenza di quelli protestanti, nei quali i devoti si costituiscono in autonoma comunità di fedeli, la Chiesa - l'Ecclesia assemblea - è, per suo precipitato, politica ed entra in sinergia e/o contrasto con le forze politiche popolari. Ma sui principi, indefettibili, si emancipa dai partiti, come dagli Stati, con qualche concessione, forse, alle potenze non ostili, pro tempore dominanti. Comunque, quando lo fa, lo fa per omissione.
Saremmo, quindi, comunque, "da capo a quindici".

giovedì 27 agosto 2009

Commiati. All'avviator che torna, promiser ponti d'oro.

Vincenzo lascia la ex new dip. e, con essa, le nobili mature, per un attimo rivitalizzate dal suo charme. Alcune vedove nostalgiche hanno simulato il suicidio nell'apprendere della sua prossima e, per loro, recidivante dipartita. Ora che l'avviamento è terminato, siamo tutti pronti ad intraprendere la nostra navigazione in Credem. Ricordiamo, tutti noi, gli spermatozoi dell'epilogo del film di Woody Allen: "Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso....", che mentre vengono mobilitati, nel corso dell'amplesso del produttore/donatore, non sanno se finiranno in un utero magnanimo, se il loro sacrificio sarà sterile o se quello al quale sono chiamati a dare esito, è, invece, un rapporto omosessuale.
Auguri a tutti, tesi al nostro obiettico: "O Ovulo, o morte!"

Caro Vincenzo, grazie per l'assistenza e buona fortuna per ciò che desideri. La strada che stai per intraprendere è già stata percorsa da tante ombre e caso, circostanze e abilità potranno, senza necessità, accompagnarti nella realizzazione dei tuoi desideri, oppure ostacolarti.
In ogni caso, la tua vita non si fonderà sui tardivi presupposti che ti saranno suggeriti, ma sul nocciolo duro della tua indole che l'esperienza fanciullesca, prima, e adolescenziale, poi, ti ha conferito.
Ad essa rimani comunque fedele, nella certezza, esclusivamente umana, che "solo restando come un bambino potrai entrare nel regno dei cieli.
Un saluto.

mercoledì 26 agosto 2009

Criteri di prevalenza.

Ilan Pappe è uno storico israeliano legato a movimenti del suo paese che si oppongono alla rimozione della verità storica sugli insediamenti ebraici nella Palestina, attuati fin dal 1948 e mascherati da isole ecologiche, prima desertiche - dice la propaganda turistica - ed a centri ricreativi. Anche molti suoi colleghi asseconderebbero la vulgata del potere, risalendo anche a mitologiche epoche bibliche. Con pedante genealogia da storico, Pappe ripercorre tutti la storia dell'occupazione sionista della Palestina, da secoli abitata e coltivata da Palestinesi, progressivamente espulsi dall'esercito e dai servizi segreti del costituendo Stato d'Israele, al quale aveva fatto posto il cessato Mandamento britannico. Secondo Pappe, la preoccupazione del Governo d'Israele è stata ed è tutt'ora di preservare la prevalenza numerica degli ebrei sugli arabi, nonostante la bassa natalità dei suoi connazionali. Per assicurarsela, hanno provveduto all'espulsione sistematica degli abitanti e camuffato le denominazioni preesistenti, cercando di cancellare la storia di quei luoghi.
I ricorrenti piani di pace sarebbero stati tutti redatti secondo gli intendimenti israeliani. I sionisti avrebbero anche sistematicamente affrettato le deportazioni prima dei periodici "cessate il fuoco!" che hanno caratterizzato i mordi e fuggi dal dopoguerra ad oggi. Gli insediamenti ebraici nella terra promessa erano spontaneamente cominciati fra la fine dell'Ottocento ed i primi del Novecento, ma il progetto di uno Stato per gli Ebrei aveva preso corpo mentre, nell'Europa orientale i camini fumavano ancora, con la bieca furia distruttrice del regime nazista in agonia. L'ansia di "finire il lavoro", pare purtroppo una costante di ogni volontà prevaricatrice. Così hanno tentato di fare i Serbi nella ex Jugoslavia, nei confronti delle altre etnie e gli Hutu contro i Tutsi in Ruanda. Gli Ebrei, costituitisi in Stato, non si sono comportati diversamente, espropriando i terreni dei coloni palestinesi, distruggendone le case e relegandoli nel ghetto sovraffollato e malsano di Gaza, sulla quale si sono recentemente accaniti, perché il movimento di Hamas continua a punzecchiarli e a non accettare questa situazione. Ma mentre i Serbi sono stati duramente, infine, repressi, verso gli Israeliani, le potenze europee e nord americana, vincitrici della seconda guerra mondiale, hanno sempre fatto finta di non vedere, consentendo ai sionisti non coinvolti nei pogrom nazisti di atteggiarsi a vittime per comportarsi da predoni e persecutori, introducendo, per questa via, i prodromi di quella contesa culturale dietro la quale opera oggi il terrorismo islamico. Mentre i Paesi arabi, ammansiti agli americani non destano per Israele preoccupazioni ( Egitto, Giordania, che tentò più volte di spartirsi la Palestina con Israele, ma non ne accettò i profughi, sterminandoli nel Settembre nero ), per ragioni di supremazia regionale, l'Iran - non arabo - e la Siria, finanziano, organizzano e fomentano la resistenza armata dell'Hezbollah in Libano e di Hamas nella striscia di Gaza. Per questo potrebbero dopo la fine di Saddam, precedentemente utilizzato contro l'Iran e poi allargatosi troppo, essere i prossimi scenari di guerra, mentre Al Quaeda trama contro i regimi arabi filo-americani, portando la guerra terroristica anche in nord America e in Inghilterra, senza trascurare di punire le zelanterie di altri Paesi.

Fine di una dinastia democratica.

Ted Kennedy è spirato. Solo due giorni prima aveva pregato i suoi colleghi democratici di sostituirsi a lui nell'appoggio ad Obama. Già gonfio ed instabile nell'equilibrio, aveva perorato la causa del primo presidente nero al Congresso di investitura. Ultimo di una controversa trilogia che, dal pulpito della ribalta americana, aveva suggestionato gli animi più freschi in ogni parte del mondo, era stato il più ordinario e banale dei tre. Dopo la morte di entrambi i fratelli, non si era candidato alla presidenza; con i fratelli aveva condiviso il costume di praticar gonnelle, anche ospitando nipoti violenti e tossicodipendenti. Non aveva saputo far di meglio - per il blaosone della famiglia, che aveva fatto affermare ad un anchormen: non so se si tratti di una dinastia di statisti o di maniaci sessuali - che farsela con la segretaria, salvo non far nulla per salvarla dall'annegamento, successivo ad un incidente d'auto da lui provocato. Della tempra democratica di questi irlandesi, immigrati ma ricchissimi, cattolici e sporcaccioni, non è dato conoscere direttamente. Più che atti concreti, hanno al loro attivo un'ideologia liberale e solidale, non molto condivisa, a quanto pare, data la fine che hanno fatto. L'appartato Ted ha continuato a fare il senatore, predicando in significative occasioni lo stesso verbo dei fratelli, con un eco molto più ridotta. Pur non volendo competere, quando si è profilata all'orizzonte, ammantata dalla stessa capacità oratoria, una figura di rottura - molto più prudente di loro - con l'establishement, l'ha difesa con retorica passione, riallacciandosi alla sua idealistica tradizione familiare.

martedì 25 agosto 2009

Mediazioni culturali.

Una mediatrice culturale marocchina si è presentata a Verona in piscina, indossando un Burkini, composto delle stesse fibre acriliche dei costumi mono o a due pezzi. Lo sconcerto che la provocazione ha suscitato negli astanti è probabilmente quello che si proponeva, nelle mamme soprattutto, eterne custodi delle tradizioni, rivendicate anche per contrasto, nei figli. Non è igienico! Perché indossato da una marocchina?, Perché troppo lungo e necessariamente sporco, come forse l'epidermide all'uopo celata? Spaventa i bambini! Pare che i bambini se ne infischiassero, troppo intenti a guazzare e a divertirsi. Buona la sopresa della mediatrice-provocatrice, verso la quale non si può dire che sia bacchettona perché si indurrebbe nei pargoli la licenziosità e allora si deve affermare che è anti-igienica come un animale, per noi che animali non siamo, come si constata ammirando le nostre smagliature e i nostri lardelli di grasso. Normalmente, le avversarie si tacciano di immoralità e lussuria, ma bisognerebbe essere molto fantasiosi e sottili per attribuire queste caratteristiche ad una simil suora al bagno. Insomma, se non si facesse proprio vedere, anziché "nascondersi, con il chador e il burkini, sarebbe meglio.

Ironie del destino e, forse, degli uomini.

Bernie Madoff ha il cancro e di quelli rapidi per giunta. Condannato a centocinquant'anni dai sacerdoti legali del capitalismo per essersi fatto beffe degli avidi e sprovveduti investitori, non per niente chiamati il "parco buoi" ed avere contraddetto con smaccata radicalità la fiducia nel denaro. Chissà se il vecchio ed arguto ebreo lo sapeva già? Chissà se lo ha fatto apposta e se, nelle sue ultime istruzioni alla moglie, non vi era il desiderio di salvare solo lei dal dissesto economico, dopo avere, con perizia ed abilità contribuito, ma solo contribuito a quello di tanti giocatori della lotteria. Che la Borsa sia lo strumento più idoneo a separare il denaro dai cretini era già noto, che Madoff abbia solo, come ultimo atto rivelatore della sua vita, provveduto ad evidenziare quanto quotidianamente fanno tutte le banche e le finanziarie ed i maggiori agenti di borsa, è possibile.

lunedì 24 agosto 2009

Moralità a posteriori.

I Governi devono essere a corto di soldi, soprattutto quello della potenza imperiale, se ottengono dalla grigia e cioccolataia Svizzera l'elenco di 4.500 evasori fiscali. Li avranno certamente preavvisati, data la severità delle leggi fiscali statunitensi e saranno rimaste a denominare i conti, fantasiose sigle di nebulose finanziarie. Chi ha voluto questo rigurgito calvinista? Obama? Se sì, chissà se si propone di dare una sanità in grado di procrastinare le sofferenze degli americani poveri o deve reintegrare degli ordigni negli arsenali e finanziare le campagne all'estero del suo predecessore? Nel primo caso, a rischiare non sarebbero solo gli evasori fiscali,ma, soprattutto, lui.

Pastorali.

Non conosco Monsignor Vecchi, Vicario del Vescovo di Bologna, ma la sua uscita a favore dei Menarini, imprenditori cattolici, e le giustificazioni fornite loro circa il troppo discreto, fino a confinare col cinismo, modo di operare, mi sembra fuor di luogo. Il Monsignore, al pari del capo del Governo, dovrebbe sapere di rappresentare un'istituzione e invece di pascere i suoi e le sue protette, dovrebbe curarsi del bene comune. Comune, sì, ma senza curarsi di entrare nel merito delle iniziative edilizie che il Sindaco Delbono, spesso ritratto prono all'anello del Vescovo, dovrebbe, secondo lui, intraprendere. Fra l'altro, chi glielo ha detto che l'appalto dovrebbe andare ai Menarini, così attivi nei giardini dei conventi sororali ad edificare nuove aule, per affiancare alle scuole materne, elementari e medie, anche corsi scolastici superiori. Della rappresentatività curiale e religiosa, un po' con l'esse dolce alla Francesca, avemmo sentore quando vietò ai giocatori del Bologna di bestemmiare, senza inibirsi di mentire. L'Arcivescovato sottoscrisse presso la vecchia Banca di Roma, centomila e passa euro di obbligazioni della Leheman Brother's, di molto dubbia esigibilità. Disse allora alla devota proponente, di non amare lo sterco del demonio, ma ammise che semplificava la vita. A lui e ai suoi devoti, il vino della Messa a volte fa brutti scherzi.

Destini e destinazioni.

Questa filiale, quindi, rischia la chiusura. Non ci sorprende, è una possibilità che la logica contempla. Sorse ad ospitare una nuova Sede di una piccola banca romana a partecipazione statale. L'allora direttore, d'accordo con il proprietario, si è pagato il mutuo della sua casa, trattenendo il 20% della pigione aziendale. Con quei soldi, il padrone di casa, oltre a manutenere le mura e le strutture, si è certamente assicurato altri immobili, dato che gestisce un'impresa di costruzioni. Come farà ora a pagare l'I.C.I., dato che l'immobile è di lusso? E' probabile che la lobby degli amici interessati si attivi per un'altra banca o, più probabilmente, per due, tre società di servizi che potrebbero dividersi gli oneri di rappresentanza. Come gli extracomunitari e le loro abitazioni ad uso foresteria. Bei tempi, quando lo Stato pagava per gli amici e, fra amici, ci si dava una mano per edificare dimore dove poi festosamente raccogliersi e tramare nuovi affari a spese dell'erario e delle pastose società che, dopo essere state l'spedale e poi il motore dell'economia italiana, erano diventate la greppia dei politici e dei loro funzionari che, del piatto comune al centro del tavolo, cercavano bulimicamente di arraffare la maggior parte. Chi ha avuto, ha avuto, chi ha dato ha dato. L'inno di Mameli invocava la solidarietà massonica, la marcetta napoletana la propensione a speculare sulle cose. Che c'entra il "va pensiero"?

La primula rossa.

Questo "ghanese" - non si smette mai di ripeterlo - che ha passato la sua breve vita in carceri minorili et similia ( i centri di recupero di maoista memoria ), stupratore uscito dalla gabbia, ladro di telefonini alle Feste dell'Avanti! - ma sono sopravvissute al partito? - meriterebbe una considerazione più competente, almeno quando sarà riacciuffato. Gli appelli della "matrigna" - assenti quelli del padre - le violenze su donne materne - non idealizzate - il desiderio temporaneo - finchè farà bel tempo - di andarsene a zonzo in quella giungla dove si è de-formato e della quale ha sentito il richiamo e che adesso lo bracca, non avranno nessun effetto benefico su di lui. Fra il giudicare, conformisticamente, ed il capire, corre un crinale che si chiama competenza e fatica. E' indispensabile non essere aggrediti, ma, certamente, Ofori è stato aggredito prima e non ha mai conosciuto amore. Ha imparato a fuggire, da tutto e da tutti, aggredendo e rubando di tanto in tanto. Sarà questo a perderlo, altrimenti, di lui - la stessa persona - nessuno si sarebbe curato.

domenica 23 agosto 2009

Milone

Caro Milone,
il geometra Facheris, immobiliarista di fiducia del tuo impresario, ci ha fatto visita stamane e, con sintetica loquela, ha comunicato che inizieranno i lavori per apprestare l'accoglienza ai nuovi colleghi che trasmigreranno da noi.
Mentre modificano gli arredi, intimano al proprietario di ridurre il canone di locazione (200.000 euro all'anno) e propongono di ridurre gli spazi occupati, i bagni a disposizione rimangono tre, ma gli utenti, da cinque diventeranno venti.
Come farà Terronilla ad entrarvi, lei che deodora gli ambiti prospicienti il suo ufficio e l'ufficio stesso? I locali destinati alle deiezioni sono privi di aspiratori funzionanti.
Come faranno i promotori finanziari dell'Euromobiliare, senza isolamento acustico, a ricevere i clienti? I crepitii, i boati, gli sgocciolii e gli stronzi caduchi disturberanno le loro interessate rassicurazioni ai sottoscrittori.. la cascata purificatrice finale darà il colpo di grazia ad ogni velleità di risultato, dato che non si è trovato di meglio che che di ospitarli a porta con i cessi, nella logica della contrazione degli spazi e delle spese.
La tua sordida impresa, Milone, ha un solo criterio nel suo orizzonte morale: il meschino calcolo del denaro. A questo subordina ogni valutazione di qualsivoglia natura. E non mi dire che questa è la sua mission. Ma tu mi guardi, bovino, accarezzando il tirapugni. A te, i miasmi sembrerebbero afrori di paura dei tuoi avversari e ne ricaveresti rinnovata ferocia. Dei soldi non sai e non ti curi. Ti basta solo il pastone enrgetico che ti propinano.
Lotta pur, tribulon!

sabato 22 agosto 2009

Caratteri

Battista le chat è un consumato maggiordomo..del Credem, stavo per dire, ma credo che si sia formato nel tempo, probabilmente in ambienti curiali, fino ad assurgere a livelli di eccellenza. La mattina, va incontro ai Quadri di grado superiore della sua banca, poi esce in delegazione per il caffé di lavoro ed intrattiene amabilmente e manieristicamente tutti e ciascuno, fino al rientro per poi proseguire con i clienti e perfino con i colleghi. Immagino che questo atteggiamento sia in relatà uno schermo che tradisce una intima estraneità che si accanisce a violentare senza pietà per se stesso. Insieme a lui recita anche Terronilla, unica femmina di non gran pregio, in partibus infidelium, in mezzo al personale Credem, di cui anche lei vuole mostrarsi parte.
Battista le chat ha ripiegato sulla piccola banca padana, quando si è accorto che la sua carriera al Credito italiano era chiusa, perchè si era rifiutato di lasciare le amate tagliatelle.
Sembra un gran buon uomo, ma non rassicura, la sua alterità rispetto alla parte interpretata si avverte. Non così la vuota Terronilla, tutta rabbia ed egoismo, che tradisce però, di tanto in tanto, manierismo, isteria e troppa smania di vanagloria.
Battista le chat sofrfe, probabilmente, di quel costume indotto dalla pervicace volontà di intrallazzare, a qualunque livello, con le parti munificenti del suo piccolo mondo, indefettibile decisione che, mimetizzandosi nella merda condivisa, renda tutti gli adepti di una stessa consorteria, uguali alla vista, all'odore, nelle movenza, in modo che possano riconoscersi facilmente fra loro, almeno nell'alveo degli interessi spartibili nella cloaca comune.

Caratteri.

Apaga Dencio è un filippino. Lavora in una villa signorile ed è riuscito a mettere qualche risparmio da parte. E' sempre in ordine e paziente. Spesso ho visto dei suoi connazionali, che vivono con la famiglia in una stanza, portare i figli a scuola e presentarsi in maniera linda ed ordinata. la loro ordinarietà spesso li fa passare inosservati ed è questa la loro risorsa.

Caratteri.

Santo Stefano dei cassieri è un catto-comunista. Catto-comunista è anche la moglie, maestra. Santo Stefano ha due figlie, una nomata come il poverello d'Assisi ed è pigra e priva di voglia di correre, come il papà. L'altra, ovviamente Benedetta è invece incazzosissima, ma statica. Semplicemente è adirata che le cose non corrispondano alle sue esigenze, contemplate sul posto, e che, comunque si modificassero, non andrebbero mai bene.
Il suo contegno lavorativo è blando, prevede abbandoni del posto per il caffé e fughe anticipate la sera sotto la pressione del corso di chitarra parrocchiale o dietro perorazione della moglie o delle figlie. Con loro, sempre in parrocchia, gioca a pallavolo. Santo Stefano dei cassieri è catto-comunista perché spera sempre di condividere il suo lavoro con qualcun altro, anche se si riduce a poche decine di operazioni e non ogni giorno. Dalla sua ridotta contemplativa, quando cinque o sei clienti si succedono allo sportello o quando l'operazione richiesta non è routinaria, si lamenta, si abbatte e depreca il suo abbandono, come Gesù in croce, prima della morte. Ha chiesto il pre-pensionamento. Senza saperlo è cioraniano: contempla il suo nulla.

Caratteri.

Ottone di Brunswich è un assistente della clientela dell'ultima ora, catapultato nel ruolo dalla contabilità, per ottenere quel quadro di minima per il quale molti anni prima aveva già brigato e che era stato invece assegnato ad una spia dell'Ovra aziendale. Più che di una ingiustizia, si era trattato di una contesa fra mediocri, l'uno - il premiato - uso alle cortigianerie più spinte, l'altro molto geloso dei propri "diritti", delle proprie comodità e invidioso delle altrui raccomandazioni. Oltre la facciata degli ideali professati, Ottone è un furbastro speculativo. Che poi le sue speculazioni si riducano a cercare qualcuno che vada in posta a pagargli le bollette, perché lui, nell'intervallo, vuole andare al Bassotto a delibare in allegria con alcuni compagni di lavoro, o che non sia disposto a far nulla di più di quanto strettamente dovuto, a meno che non gli torni utile a tenersi buoni ambiente e singoli colleghi, secondo una sua visione comunitaria dei rapporti sociali, è indice di ristrettezza di orizzonti, ma non migliora la sua moralità. Se i suoi compagni fossero andati al potere sarebbe diventato un apparatcniky di basso ma molesto livello ed il suo ambiente di influenza o sarebbe stato composto da persone simili a lui o, con pseudo-sagace ignoranza avrebbe perseguitato i diversi per consolarsi di essere così com'è.

Caratteri.

Terronilla compendia in sè molti e significativi caratteri della sua primitiva genia. Calabrese di Reggio di Calabria, figlia di un maresciallo - maggiore, ci tiene a precisare - educata alla più inflessibile onestà, nel senso della conservazione dell'imene il più proficuamente possibile, cresciuta in caserma è, a tutti gli effetti una donna del sud, che pure ha aspirato a fuggire al nord, attraverso le più classiche raccomandazioni, per poi stabilirvisi e cercar fortuna. Dopo lunghi anni di compunzione negli uffici richiesti dalle proprie ambizioni, è giunta ad un inquadramento da sottufficiale dell'ordine dei Quadri e le è stata affidata una pattuglia (agenzia ). L'ha gestita con metodi militareschi, estromettendo chiunque non fosse disponibile a farsi strumentalizzare da lei e relegando, con veri e propri atteggiamenti da sequestratrice o da secondino, chiunque non rientrasse nei suoi canoni. Come tutti i meridionali cerca di apparire molto più importante di quanto aziendalmente sia ed è prodiga e disponibile, quanto egoista e discriminatrice, a seconda dell'interlocutore. Già matura, "andando a trovare i clienti" ha intortato a Casalecchio un imprenditore degli strumenti in uso negli ospedali ed è titolare di una Onlus, intitolata ad una amica scomparsa, che le serve per stringere alleanze ed evadere le tasse ed a legare a sè il marito in un rapporto di complicità. Non ha figli. Egoismo o tardività, problemi ginecologici o calcolo non si sa. Certo è che la sua sterilità non la pone ereditariamente in una posizione di forza verso il marito, la di lui famiglia e, forse, crea anche a lei qualche problema culturale e qualche incertezza d'interesse. La sorella Luciana è invece rimasta in Calabria ed ha sposato un semi calabrese di Fabbrica di Roma, che per vent'anni ha lavorato a Bologna. Anche lei accusava una certa renitenza alla fecondazione, ma in extremis è riuscita a concepire un figlio che non assomiglia neanche un po' al padre. Terronilla tradisce, oltre che prepotenza, orgoglio e presunzione, dispetto ed invidia ed un costume barocco da pitocco rifatto, con il quale catechizza, tormenta o molesta, emargina od esclude, convinta com'è che solo nella gerarchia dei ruoli stia per lei la possibilità di ottenere soddisfazione, mentre gorgheggia ipocrita alle persone che considera stolidamente di rango superiore o che, semplicemente, le consentono di alimentare la sua meschinità. Un proverbio della sua terra recita: "anche se qualche arancia (portugalli) raggiunge, rotolando sul selciato, gli stronzi in una fogna: gli stronzi non diventano per questo portugalli.

Caratteri.

Nel nome si nascondeva il suo destino. Forse il papà o la mamma, trasmettitori dei geni e della cultura ne vagheggiavano la creazione in un loro mondo pre-reale e gliene hanno trasmesso al trascendentalità.
Sta di fatto che Raffaello Lombardi, pugliese barocco e ridondante, trascina la sua vita in tournée, mentre il fratello, raccomandato doc, sbarca il lunario in banca. Se la ridondanza del nome, nelle intenzioni dei creatori, si rivolgeva alla carriera burocratica con una verniciata di cultura o se, improbabilmente, aspirava a che assurgesse alle stelle del firmamento o dello star system, è pettegolezzo per gli estranei. Per il bancario è scuotimento di testa, per l'aspirante attore, cultore di Onan, mediterranea aspirazione alle settanta vergini o simil vergini dell'Islam. Fra la sicurezza borghese di status e la sicurezza soggettiva di affascinare per fottere, si dipana il dilemma dell'attore, nell'un caso e nell'altro.
Ora il Raffaello di Casarano ha preso alloggio a Civitavecchia, vicino alla fabbrica dei sogni di Cinecittà. Per ora gli toccano impacciati approcci con le compagne di compagnia, grossolani tentativi con qualche comparsa, con il rischio di dover fare come i pifferi di montagna. In ogni caso - e glielo auguriamo - se riuscirà a diventare un anfitrione scenografico, il sottostante della gavetta sarà relegato nel ripostiglio dei ricordi e solo l'inconscio tornerà, di tanto in tanto, a disturbarlo. Se non riuscirà a stordirsi quotidianamente, con tutte le recite del caso, durante un intervallo potrebbe decidere di chiudere la sua parentesi. Il fratello, invece, nei suoi momenti di solitudine, a volte rimpiangerà di non aver tentato di godersi gli aspetti creativi del suo carattere.
Ciascuno rappresenta per l'altro il rovescio della propria medaglia e la cartina di tornasole della propria "giustezza".

Caratteri.

Non date soldi a Monari! Sta arrivando. Così, quasi ogni giorno, Rosa Petralia, di Rosalia soprana, tre palle nello stemma, ci allerta circa le pretese economiche del suo amministratore condominiale.
Qualcuno preleva dal mio conto. sarà Carmine? Con tutti i debiti che ha!
Ho l'impressione che la donna ( la badante ) faccia la furba.
Carmine è l'ex, molto ex marito, già ex collega, avvocatucolo ( a suo dire ) ed opportunista indebitato. Scrittore di stupidissimi romanzi di fantascienza, speranzoso nei buoni uffici della moglie per fare carriera, deluso infine dal trascorrere del tempo, si dedicò al patrocinio della banca e di qualche collega che, per divorziare o per beghe economiche da pollaio, non sapeva a chi votarsi. L'allora - si diceva - bella ragazza, pigramente accomodatasi in banca senza averne la minima vocazione e priva dei crismi contabili e giuridici richiesti, concupita da qualche maraglio bolognese e da una pletora di vitalistici meridionali, trovò più opportuno concedersi ad un capo del personale con famiglia e, per questo, fu la prima donna ad andare in segreteria commerciale. Passò poi alle cure di un vicedirettore volgarissimo, che amplificò la sua famigeratezza. Non disdegnò un commesso. Tradiva una malattia latente. Il Carmine della situazione, sapendo delle sue frequentazioni in direzione, sperò di sostituirsi alla moglie nei riconoscimenti carrieristici e, come un pappone, la corteggiò fino a sfinirla, carpendole il matrimonio.
Ma Rosa, così come si era sposata per stemperare la pressione, così spompinava quà e là, perché, fondamentalmente, non gliene importava nulla di nulla e, così, per un po' smorzava le velleità altrui e viveva in un limbo di condiscendenza. Anche quando, da receptionist, era stata violentata a Roma da un Direttore, aveva assunto lo stesso atteggiamento fatalistico, pur serbando un rancore che si manifestò alla notizia della sua morte. Oggi fa i bocchini solo alle sigarette, ma nella sua solitudine, rinnovella di quelle persone e di quegli eventi che, pur mortificandola, sono i soli ricordi di una vita sia pur passivamente partecipata, di un abbozzo di vita familiare, di una storia vissuta malamente. Ogni tanto se la prende con quella stronza di sua sorella che la tiene un po' d'occhio quando spende troppo. Le sono rimasti solo i soldi per contare i suoi passi restanti.

giovedì 20 agosto 2009

Situazioni.

La signora marocchina che fa le pulizie da noi, da poche settimane anche cittadina italiana, prolunga le sue vacanze a Casablanca. Muliebre privilegio. Aspira, con i pochi soldi che guadagna in Italia, a far studiare privatamente l'arabo ai suoi figli, iscrivendoli a scuole private durante i suoi soggiorni in patria. Le rette richieste sono accessibili anche ai migranti.
La sostituisce un signore, impacciato ma efficiente, che sguscia rapido fra la sala e i bagni, mettendo a frutto i suoi quarantacinque minuti contrattuali. L'espressione è severa, ma la voce è flebile. I suoi gesti rari tradiscono incertezza, forse vergogna, come se non vedesse l'ora di farla finita anche per oggi, con quel lavoro che lo degrada, ma solo per lo stretto necessario, in terra straniera.
Alcuni di questi pulitori/pulitrici sono laureati nel loro paese, talvolta in materie economiche, ma in Italia vuotano i cestini di elettricisti e maestre d'asilo raccomandati. Bizzarrie dell'economia di mercato? No, è che l'anarchia è solo del potere.

Caratteri.

Evelina è l'ostessa di un locale d'angolo che guarda su piazza dei tribunali. in passato doveva essere un'enoteca, prima ancora un'osteria, posta sul confine fra la zona dei postriboli e le magnificenze del diritto. E'diventato uno dei tanti ricetti dell'ozio che si consuma nella zona, insieme alle librerie giuridiche, ai bar di lusso con orario prolungato, alla caserma dei carabinieri ed all'affollatissimo e piccolissimo ufficio postale, che osserva le ferie durante la chiusura del tribunale. Poco oltre, verso i giardini margherita, ci sono le silenziose case dei muggia, dei Poggeschi e di altri reddituari. Qualche signora del quartierino non è titolare di un numero di matricola presso la previdenza sociale, come le signorine che offrivano i loro servigi, povere e analfabete, nelle strade interne, che i loro figlioli e i loro mariti attraversavano per raggiungere il collegio dei Barnabiti di San Luigi, fermandosi talvolta, i padri dopo aver affidato i loro rampolli, i figli tornando a casa.
Evelina ha due figlie, rozze e sbandate, come doveva essere anche lei, che fanno le cameriere al minimo d'orario nella sua rivendita. Tempo fa, faceva ogni tanto la sua apparizione al banco un uomo di mezza età, che ora gestisce la riaperta edicola del piazzale del tribunale, rimasta chiusa per anni. E' il compagno della figlia più anziana, volgare e sgraziata, già madre di un figlio ma priva di marito: Un compagno per una licenza. Paga Evelina.

Imprenditori d'Oriente.

Il ristorante "La Giunca" ha chiuso i battenti in via Garibaldi ed è stato rimpiazzato da un altro dei caffé San Domenico, dal dottore della Chiesa incombe sui cellulari delle guardie carcerarie, nel piazzale della basilica, a lato del tribunale. Ristoro dell'anima e del corpo. L'industriosa famiglia asiatica, con i soldi della vendita, ha aperto in via Stalingrado, un nuovo bar, denominato "dell'Università". Ha chiesto di pagare la concessione della licenza tramite nostro, ma non voleva documentare il pagamento, anche se si trattava di un balzello pubblico e perfettamente legale. Voleva portare al suo gestore commerciale 120.000 euro in contanti, come si usa nelle province rurali della Cina. Riciclando, riciclando...

Caratteri.

Fra i nostri frequentatori c'è un elettricista piccolo e ridanciano. Ogni volta che fa un impianto o un piccolo lavoro, si fa anticipare il pagamento della fattura rilasciata dal committente. Tira avanti così. Sorvegliato speciale per la sua ridotta giacenza, viene spesso fatto oggetto delle negative attenzioni della nostra terronica direttrice. In particolare quando deve aumentare il numero dei conti correnti. Per un anno è stato titolare di due conti, uno dei quali con un saldo inferiore alle spese sostenute. Quando ce ne siamo accorti glielo abbiamo chiuso d'ufficio. Terronilla, la figlia del maresciallo, cresciuta in una caserma, fa così con gli sprovveduti: al fruttivendolo di fronte aveva caldeggiato la sottoscrizione di una carta revolving per sé e di un'altra per la moglie. In sostanza, un piccolo prestito. Quando si è trattato di spacciare un'immagine efficiente con i nuovi padroni, ha preso a tormentarli per scoperture di cinquecento euro. Con i metodi degli esattori mafiosi, aveva incaricato i ragazzini di supporto alla filiale, di minacciarli...di iniziative legali, non azzardandosi a fargli bruciare il negozio.

martedì 18 agosto 2009

Ruoli e aspirazioni.

Il cassiere vive, nella sua ridotta, la sindrome del capitano Drogo nel "Deserto dei Tartari", ma, a differenza dell'ufficiale, non aspira a cimentarsi. Ogni cigolio della porta lo mette in allarme: il nemico sarò sull'uscio? Dopo un attimo d'apprensione si rassicura. Sono solo fattorini che recano, in calzoncini, plichi e pacchi per questo o quel servizio o società del Gruppo, che si sono premurati di preordinarli per trovarseli apparecchiati al rientro. Il cassiere si è portato un libro da leggere e lo sfoglia di tanto in tanto, mentre attende l'ora del pasto. L'addetto ai titoli si attarda nella lettura delle previsioni del Sole 24 ore, mentre il solo neo-commerciale, speranzoso e incerto, si dedica ad applicazioni procedurali e si invorgnisce nella conoscenza mnemonica dei termini del nuovo lavoro, come se un affidamento rispondesse solo a criteri tecnici. Il suo lavoro è facilitato solo dal fatto che in Credem non si fa credito agli incerti: o sul velluto, o niente.
Appartato, un vecchio bancario a fine carriera, macina rimasticazioni di pratiche stantie, per far venire sera.
La recita che è priva di copione, ripete per inconsapevole simbolismo atti, pensieri ed atteggiamenti già propri di tante ombre infelici.

Clima fetido...e il peggio deve ancora ri-venire.

Calura nefasta e clima malsano; d'altra parte, eccetto la calura, lo stesso clima del resto dell'anno. Dopo ferragosto saranno rientrate due o tre persone; lo si evince dall'incremento del traffico motoristico, mentre le passeggiate restano rade, per la fatica ed il disagio del periodo. Il personale femminile è al mare, i maschi godono di un periodo intenso di inattività.
I servizi sono offerti in prelazione on line, vengono registrati anche se al momento non c'è ancora nessuno in grado di confermarli, nel frattempo, i bar per ricchi del centro e presso il tribunale, solitamente affollati per tutto l'anno , hanno già riaperto i battenti, con i loro orari da negrieri. Qualcuno, approfittando della spossatezza messicana dei guardiani, evade dalle sue prigioni, mentre gli internati consenzienti per sinallagma ( dietro mercede ) ad evadere non pensano neppure, anzi fanno di tutto per rendere più assurda la loro cattività. Più fedeli dei mussulmani alla Pietra nera, i nostri impiegati ed operai si calpestano al mare, sia che si siano recati a cento chilometri da casa, sia che affollino spiagge dalle denominazioni estere, purché low cost.
Coloro che hanno un obiettivo diverso dalla vita stessa ed accettano di essere strumentalizzati per strumentalizzare la vita altrui, si ritemprano ritualmente, anche se sospettano che la pausa sia una pericolosa lacuna nella realizzazione della loro opera personale...così comune.
A giudicare dalle inserzioni sul moralistico - con le classi subordinate - Il Resto del Carlino, La prostituzione senza infingimenti, anzi con esplicite e sanitariamente pericolose promesse, prospera a domicilio.
Qualcuno, solo o altrimenti povero, tradisce con il suo biancore la condizione vissuta ( a meno che non sia un amante della montagna, sempre corrucciata, anche d'estate ).
Gli appassionati degli spettacoli agonistici si preparano a spendere dei soldi per soffrire per tutta la stagione, prima che nuovi ludi gladiatori intervengano comunque a distrarli.
Da qualche giorno è sparito anche il nostro porno-pensionato: sarà in Ungheria in cerca di ragazze più amanti della numismatica che dell'ornitologia. Pur essendo un uomo non privo di cultura è interiormente schiavo della gabbia pelosa nella quale ama sostare ed agitarsi e, come un plebeo qualunque, ne narra infantilmente. Quando il tiraggio cesserà, potrà dedicarsi all'epica da osteria ( ammesso che ne esistano ancora, di quel genere ) ed ai rimpianti. Due strade per il suo esito: il suicidio da inappetenza o il recupero di qualche succedanea risorsa morale. Potrebbe convertirsi e morir santo, casomai per inavvertenza.
Il professor Ciurlone tesse la trama della sua onlus che si propone di educare la popolazione, soprattutto quella giovanile, alle basse velocità in auto e in moto e, per farlo in maniera efficace, costruisce la sua tela del ragno secondo la tradizione familistica e clientelare che ha succhiato con il latte in Campania. Dal momento che un suo cugino di terzo grado è colonnello della Guardia di finanza e tramite i buoni uffici della portinaia del palazzo dove abita un ministro, sua prozia, ecc. ecc., organizza convegni, sponsorizzati da Comune, Presidenza del Consiglio e Unione europea, avvolgendo nelle sue spire ignoti comuni dell'Attica, a Parigi, con il patrocinio di Consoli ed altro burocratico personale. Un altro, triste professore che lo affianca per la sua conoscenza della lingua inglese, si incarica di leggere alla fine delle Messe commemorative dei caduti sulle strade, le lettere dei dignitari che si sono degnati ed i telegrammi di ogni istituzionale origine. Alle Messe partecipano i peccatori pubblici più noti e di moda.
Si sta bene anche perché Terronilla è in ferie con il marito che è riuscita a procurasi " andando a trovare i clienti " e non dobbiamo assistere alla recita del suo ruolo da direttrice di convitto, compensatoria, solo per immagine, delle tante sfighe che l'affliggono e che l'ahanno afflitta.
Il personale presente non fa ferie in alta stagione, se non qualche toccata e fuga per il ramino domestico ed amicale promosso dalle mogli e studia gli sviluppi autunnali, chi alla ricerca di una immobilità oziosa, chi alla ricerca di una occasione che renda meno gravoso il pagamento del mutuo.
Mi giungono notizie di colleghi precocemente pensionati che, dopo avermi allietato - mestamente - come Carlo Verdone, consumano la loro inattività come avevano fatto con il pretesto impiegatizio: dandosi un tono e fingendo di svolgere un compito, per lucrare una pensione. Sicurezza di una placida rendita, almeno nelle speranze. Uno, in particolare, pur avendo mutuato dal padre, generale dell'esercito, l'esigenza di rappresentarsi secondo una gerarchia di manierà e demodé, aveva coniugato bulimia con diete ricorrenti, titoli di studio con approssimazioni interpretative, licenze ad operare a latere nella sanità, acquisite all'estero presso parenti emigrati, fotografica, stentorea presenza e notturne frequentazioni non cerimoniali. Oggi, coerentemente con il culto delle apparenze, gioca a golf a Cento, con un altro pensionato dell'ufficio tecnico e con un giovane deluso nella carriera che si è preso un anno sabbatico e che cerca sul green una nuova occasione d'impiego, mentre osserva i progressi della figlia.
Tra poco torneranno, vocianti ed allegri per essere di nuovo nel loro girone della vita, tutti i rompicoglioni che hanno cambiato, a tempo determinato, palcoscenico e compagnia di giro, pur rimanendo nell'ambito delle due o tre cose che li rassicurano..artisticamente. Guitti fastidiosi.

Immobili e sanitari.

I Menarini costruiscono case per il popolo, anche scolastiche per gli Istituti religiosi, regalano sedi in centro a sindacati fidati e curiali.
Hanno costruito, o meglio, fatto costruire, anche la Casa comune in piazza Liber Paradisus, che non molti sanno essere stata la legge con la quale il libero Municipio bolognese abolì la servitù della gleba, seicento anni prima che altrettanto avvenisse in Russia.
I Menarini aspirerebbero a costruire littorie divagazioni con zona residenziale e servizi annessi, ma vorrebbero che apparissero come "benefici pubblici" e che, come tali, fossero adeguatamente finanziati con denaro dei futuri fruitori ( a pagamento ).
Rinunciano generosamente a presiedere il Centenario, ma vogliono restare in società con un 20% pagato dall'acquirente e guadagnarci anche un paio di milioni di euro.
Prima di loro, passando per altre sciagure, c'era un ispido e grifagno imprenditore di Brescia, produttore di cessi, esportati ovunque.
Il contenitore e il contenuto.

Flatus vocis o del meteorismo cerebrale che ammorba il pensiero.

Il nostro addetto alla vendita di ciò che non sa, sproloquia tutto il giorno e, deformato dal mestiere, lo fa anche se non si adopera per vendere il fumo aziendale. Talvolta sproloquia di politica e lo fa con lo stesso tono imbonitorio e sotto traccia minaccioso ed incalzante, col quale cerca di trarre qualche egoistico vantaggio dal costume aziendale, senza nessun rispetto per la dignità degli altri. Probabilmente non sa neppure che cos'è- se così non fosse non potrebbe cercare di convincere gli avventori della bontà del suo vino, anche se sa che è al metanolo. Lo stesso plebeo atteggiamento - evidentemente non ne conosce altri - lo adopera per tutelare la sua posizione di avente "tutti i diritti", con questo o quel pretesto. Ora che, senza mai applicarsi oltre lo stretto dovuto, dopo essersi ritagliato posizioni ripetitive e comode ed approfittato, sostando, di una bislacca norma per ottenere un piccolo inquadramento, non ha cambiato atteggiamento e, da dietro la sua scrivania, continua a predicare impieghi a chi non sa dove mettere i soldi.
Convinto della sua ridotta e materialistica verità-menzogna, di lui non resterà alla fine che "flatus vocis", in un indistinto ciarlare,anche alla memoria, fra persone tutte egualmente già convinte, a prescindere appunto.

Alienazioni.

Molte delle persone che sono rimaste in città fumano, soprattutto le donne, molte delle quali non più giovani. Fumano per strada aromi torridi, in solitudine, come dev'essere la loro vita di tutti i giorni, anche se contornata da tante monadi.

Milone.

Milone, hai sospeso le tue lotte e ingrassi, ozioso, sotto un vecchio platano? Cosa fa una testa vuota come te quando non è richiesto di menar le mani? Si allena, per riprendere con antica, ma rinnovata lena, le sue sterili contese, di cui altri si dilettano.
Alle 15 del pomeriggio, in un calore da forno nel cuore della cottura, si presenta un cliente, ricco quanto scemo, omonimo di una dei maggiori filosofi iatliani: lui sembra molto ignorante ed interessato solo ai suoi investimenti, a meno che le sue originali frequentazioni, per date ed orari, non siano frutto di esilii familiari o di vuoti esistenziali. Di vuoti mentali, certamente.
Ma tu. Milone, mentre volgi il capo verso di noi, senza comprendere e ti stiri sotto il platano, dandoti una aggiustatina alle palle, alla stessa maniera vagheggi successi fisici, mentre il falso Edoardo sorride impastato come un primate poco evoluto e appone firme su moduli.

Vuoto sicuro.

La bella soldatessa, ritratta davanti a Palazzo Baciocchi, deve aver posato solo per l'inaugurazione. Oppresso dalla tuta mimetica e dal giubbotto antiproiettile, sosta sotto il sole, fin dal primo giorno, uno spaesato soldatino con a tracolla un fucile mitragliatore alla Terminator, forse scarico, come nelle migliori tradizioni militari italiane. Se così non fosse, ci sarebbe da preoccuparsi, così come si preoccupano i rari frequentatori della sezione del Tribunale di via Garibaldi, che si trovano ad avere a che fare con un impaurito ma inflessibile bambino in divisa e cannone, che ingiunge loro di fare due o tre gesti prima di passare attraverso il metal detector. Come l'addetto di un call center. Due carabinieri, in guardiola, ora oziano. Ho pensato, vedendoli, che per questi poveri soldati addetti alla sicurezza del vuoto cittadino, l'adibizione fosse una forma di punizione - oggi trasmessa anche alla società civile e commerciale, con il nome di mobbing - per non aver "scelto" di fare gli eroi in qualche desolato scenario strategico mondiale. La sicurezza del vuoto.

sabato 8 agosto 2009

Vacanze a pezzetti

Termino la seconda tranche delle vacanze estive a Hvar e ritorno nel meccanismo delle malizie aziendali, alla vigilia di Ferragosto.
E' stata una pausa molto felice, anche se la mia placida maniera di esprimere soddisfazione avra' fatto ritenere il contrario, se non alla Leda, almeno alla Pina.
Non e' stato cosi', invece, spero di vere altre occasioni per rappresentare la mia interiore tranquillita'.

venerdì 17 luglio 2009

Ripensamenti.

Il 27 Apile avevo vagheggiato una pastetta a favore della Reggina e del Torino, a scapito del Bologna e del Chievo. Non ho cambiato opinione, almeno per quello che riguarda il Bologna. Lo stesso Moggi ha affermato che Cairo, che di calcio non capisce un cazzo, un tentativo in questo senso l'ha fatto e non dubito che anche Lillo Foti ci abbia provato. Ma questa volta hanno dovuto passare un turno. I Menarini anziché retrocedere, con una susseguente grave esposizione personale e societaria, hanno fatto un patto col Diavolo. Candidi come colombe e astuti come serpenti, hanno sfruttato sinergicamente la volontà di Luciano Moggi di rimanere attaccato al lucroso e gratificante affare del calcio moralmente dopato e la loro, caratteriale, di tornare nell'ombra a tessere la tela dei loro affari. Se così fossero andate anche, parzialmente, le cose, ci sarebbe da interrogarsi sul potere che questa "famiglia" del calcio, del dio pallone, può esercitare sulle cansorterie e sulle mafie economiche e politiche meridionali. Ricordate quando a beneficio del Messina, oggi radiato dai campionati professionistici, intervennero tutte le istituzioni siciliane e le banche emiliane fidejubenti e là dirottate dalla Banca d'Italia? Più normale che Moggi abbia indotto a più miti consigli, l'altro Capo banda, Rino Foschi, ingaggiato dal Palermo da Cairo a Gennaio. Strano che allenatore e soprattutto Direttore sportivo, già licenziati a fine Giugno, abbiano accettato di reggere il moccolo ai Menarini. E' veramente un mondo di smidollati, anche senza cogenze economiche, dove la dignità non alberga. Ci contestino pure i tifosi - che dimostrano comunque con una cultura, di destra o di sinistra non importa, da plebi sud americane - dixit Renzo: avranno quello che si meritano. Piz d'ach se a nò mai vest!

Rituali commemorazioni.

Incappo, per la noia da telecomando dei miei nipoti, nella ennesima commemorazione vuota e rituale di un soldato venticinquenne, morto per l'esplosione di una mina (non la prima) posta lungo il suo percorso. Mentre il cappellano militare ripete le solite litanie delle messe funebri, osservo i genitori: la madre è ripiegata su se stessa e non sembra prestar fede alle ripetitive parole, il padre terreo e scavato nei tratti del volto pare compendiare l'assurdità della situazione; le sorelle, invece, sembrano normali. la loro vita prosegue come prima, senza fughe dalla realtà per ricercare un illusorio affrancamento, attraverso uno stipendio rinforzato. Il giovane emigrante era già ala sua terza missione "di pace", pur avendo annotato nel suo diario che "la guerra è uno sporco affare". A questo sporco affare si era a sua volta adattato, anche se non escludo che conservasse, nei compartimenti stagni di una coscienza dimidiata i suoi primitivi, ma ancor freschi sentimenti e principi. Così si interrompe, prima di conoscere la frustrazione e il fallimento, la vita di un povero che aveva cercato impiego nello Stato, come molti altri suoi corregionari e vagheggiato eroici sogni di affrancamento nella retorica militare, a lui nemica, e che poteva prevedere, come ha previsto per lui, la morte.
Le sorelle bovinamente produrranno altra carne da macello per lo Stato o altri servi per questo o quell'apparato.

Mammut

La mia Mammut, solare e radiosa dopo un breve soggiorno al mare, durante il quale si è rasserenata suo malgrado, pur lamentandosi di quando in quando, per il mancato rispetto della sua masochistica personalità che poi si sfoga nella sadica querimonia e nell'attribuzioni agli altri, qualsiasi "altri", di ogni suo interiore disagio, è tornata con noi in città. Subito abbiamo impiantato un sistema di condizionamento dell'aria, dopo anni di battaglie perse: pur essendo evidente il miglioramento del clima non rinuncia a berciare,accusare e lagnarsi. Chissà quanto costerà ora l'energia elettrica? Ma io li spengo! Su Mammut scriverò altre puntate.

giovedì 16 luglio 2009

Milone.

Proseguo, Milone, la mia cronaca del barbaro e fascista trattamento che mi è stato riservato nella mia banca cedente e che non si è ancora modificato in quella acquirente, a causa del mantenimento dei vecchi assetti di organico, che, nel caso mio, hanno avuto la genesi che ho descritto ieri. La direttrice, per la quale costituisco un evidente imbarazzo, cerca di mettermi in cattiva luce per non rischiare di finirci lei, dopo aver assecondato, come avrebbe fatto il direttore di un lager, le istruzione della struttura già Banca di Roma, cercando di accreditarsi come nata Credem nei termini più conformistici ed accentuanti ogni elemento di fascismo che le pare di cogliervi.
Sarebbe un buon inizio per l'acquirente, ridimensionarne il ruolo, ricoperto come farebbe il più stolido Kapò. Andrebbe ricondotta ad un compito tecnico, dove non potrebbe nuocere alle persone.
Resta il fatto che, ora che mi accingo a rientrare - spero per poco, per via dello smaltimento delle ferie - in quel carcere, sento che le tossine che ho smaltito nella vicinanza ai miei familiari ed alle persone amate, stanno per riaccumularsi. Compiti dequalificanti ed umilianti, insieme all'aggiornamento costante della tecnica che, primariamente, mi vide sequestrato ed emarginato dal contesto lavorativo dell'agenzia - se non nella veste, mai ricoperta prima e che non intendo ricoprire in fine di carriera, di vice cassiere di uno svogliatissimo e mellifuo bacchettone, tutto intento ai suoi comodi ed alle iniziative penalizzanti di un ex usciere, vessato dalla moglie, che gli impone i ritmi e ne detta le esigenze.
E' penalmente rilevante che certi ateeggiamenti vengano rivolti a personale anziano, solo perché non rientra nella profittabilità di quattro egoisti, rintanati nelle ridotte dei loro sedicenti ruoli ed in attesa di prepensionarsi ( possibilmente con buona uscita )e nella mafiosa ma stupida ragnatela autoaccreditantesi della direttrice che vuole mantenere privilegi e potere nella nuova banca, potere che esercita in maniera inadeguata e rozza, anzi criminale.

Natalia Altamirova

Una nuova coraggiosa giornalista, che si appellava all'opinione pubblica, nella Cecenia in mano alla Mafia istituzionale, è stata uccisa, non coma la Politovskaja nell'androne del suo palazzo, ma secondo l'uso ceceno, così simile a quello della mafia nostrana e forse di tutte le Mafie: il sequestro e l'uccisione. Si sono impadroniti di Lei prima di eliminarla, secondo un rituale, non so se consapevole o inconsciamente sedimentato in qualche simbologia. L'impegno, anche economico e personale per trovare avvocati disposti a tutelare i perseguitati del sistema e la denuncia degli arbitri e dei crimini del potere, le sono costate la vita.
Da noi, gli avvocati tutelano i loro portafogli e gli interessi di chi può pagarli; in Cecenia possono svolgere un utile ruolo di riesumazione di una legalità positiva, proprio contro quel sistema di potere statale che dovrebbe esserne il fondamento.

mercoledì 15 luglio 2009

Milone.

Milone, ho deciso di confidarti la mia pena. Non perché ti stimi capace di comprensione, ma perché, proprio perché sei un beota, come gli altri fiduciari del sistema, eviterai almeno commenti impropri e, impropriamente strumentali. La mia persecuzione, morale e professionale, è cominciata quando la vecchia azienda, la Banca di Roma, ha deciso di trarre le conseguenze del suo cattivo operare e di constatare la sua assoluta incompatibilità con il mercato, almeno con quello delle zone produttive del Paese. A dimostrazione, che il potere si autopromuove, io, che aspettavo e mi aspettavo questo esito, mi sono trovato eletto a capro espiatorio - con altri, per carità! - di una situazione, resa ancora una volta insostenibile, dalle buone uscite della salvifica (per sé)ed uscente dirigenza. Un Area manager da Commissariato di polizia, coadiuvato da miserabili addetti alla Logistica, a loro volta in vena di autopromozione, hanno deciso, confortati dalla vulgata di qualche improvvisata società di consulenza, di non assegnarmi più alcun lavoro e di relegarmi, come una vecchia fotocopiatrice, in soprannumero, in questo o in quell'ufficio. Quivi, i lavoratori, in attesa del prepensionamento o in superbonus, hanno cominciato a blandirmi, per attribuirmi un ruolo servile, rispetto ai loro normalissimi compiti, ai quali spesso si ribellavano, quando parevano contemplare la sia pur minima variazione dell'adusato ed abusato tran tran. Poi, con scuse risibili, hanno cominciato a farmi girare tra le agenzie, in attesa di far fermare la pallina sulla casella che avevano prescelto, suppongo in base alle lagnanze dei colleghi più svogliati e prevedendo di vendere gli sportelli bolognesi in breve tempo. Nel nuovo ghetto, trovo una direttrice che più assente, speculativa e losca nell'agire non avevo ancora trovato: evidentemente i suoi superiori l'avevano ben prescelta. Trovo poi, come per altro previsto, dei colleghi speculatori, secondo il peggior costume della banca d'origine, che hanno vagheggiato e vagheggiano tutt'ora, di strumentalizzarmi in una veste servile rispetto alla loro, mediocrissima. Al netto rifiuto è conseguita un'ulteriore emarginazione. I nuovi padroni, hanno un costume di meccaniche gerarchie, che ricorda quello militare e che ben si attaglia alla direttrice, che è cresciuta in una caserma, figlia di un Maresciallo maggiore dell'esercito, il massimo conseguibile per un sottuficiale. Deve averla influenzata bene all'ossequio peloso degli ordini e delle disposizioni, soprattutto circa quella sua evidente veste di spia del sistema che si è manifestata dopo ogni minima obiezione alle comunicazioni che trasmetteva per conto della direzione, ora a Reggio Emilia. Si sono quindi inventati la necessità dello smaltimento totale delle mie ferie pregresse, che si sono accumulate, giorno dopo giorno, fin dal 1993. Sono stanco e accaldato...proseguirò poi.

Ritorni.

Sono appena rientrato a casa dopo pochi giorni di mare. E' stata una parentesi ristoratrice, di rado disturbata dal pensiero di dover tornare in quella caserma della banca presso la quale presto lavoro. Si tratta del residuo di un vecchio e clientelare Istituto, finalmente passato a miglior vita, o meglio, trasformatosi in un'altra Entità, a dimostrazione che l'unica forma di trascendenza verificabile è quella degli interessi, celati dalla fungibilità del denaro e dall'anarchico trasformismo del potere.

lunedì 22 giugno 2009

Faccioni spiegazzati

E' terminata la propaganda imbonitoria ed i faccioni, decolorati, spiegazzati o strappati restano imbelli a far bella mostra di sé sui portamanifesti dedicati alla scelta degli sconosciuti, designati dai partiti e che sconosciuti resteranno per i prossimi cinque anni,a parte l'effimera notorietà offerta dalle polemiche speciose e dalle presenze, riportate dai giornali, alle inaugurazioni di opere e progetti impostati dal predecessore.
La Signora Cinzia resterà al call center o recupererà spazi più consoni alle sue aspirazioni? Intenterà una causa per mobbing alla Regione, una per diffamazione a Cazzola o scivolerà verso un pre-pensionamento?
Cazzola e Guazzaloca resteranno a fare il loro dovere all'opposizione o si dedicheranno ad altro, come si addice alla loro condizione di benestanti annoiati?
Delbono ridarà lustro a Bologna la Gaudente e a Bologna la Dotta, con il parziale sacrificio della Grassa a cui avrebbero dato preminente importanza gli altri due candidati?
Dopo Cofferati, anche Delbono divorzierà dalla moglie, quando ad elezioni avvenute, la Procura della Repubblica provvederà ad inquisirlo? Anche lui avrà un figlio da far crescere in autostrada, dopo aver trasferito la nuova compagna a Mantova?
Chissà se cresceranno i dirottamenti di pubblico denaro verso i quartieri meno serviti, nell'incremento della diffusione della cultura sul territorio, nell'assistenza ai disagiati, ai malati ed alle famiglie più sfavorite nell'agone sociale?
Chissà se si darà libero corso, nei limiti dei piani regolatori, a un piano di incremento dell'edilizia economica e popolare ed all'implementazione delle infrastrutture in quelli già sorti; chissà se verrà finalmente apprestato un piano integrato di trasporti dal Capoluogo alla cosiddetta Area metropolitana e viceversa, fermo al livello della chiacchiere da dieci anni?
Chissà se, dopo quest'esperienza, casomai decennale, anche Delbono si trasferirà al Parlamento europeo?
C'è poco di buono in prospettiva, ma è già molto aver evitato a Bologna di ricadere in un provincialismo fascista, nel quale si è vagheggiato, per fortuna velleitariamente, di ricacciarla.

Esiti e prospettive.

Oggi, Delbono sarà investito della facoltà di mettere le mani addosso alle segretarie comunali, non a quelle che ne sarebbero lusingate, ma a qualcuna certamente sì.
Riposi la sdegnata di turno, tanto tutto continuerà come sempre.
Cazzola potrà tornare ad incazzarsi con pseudo-signore, use all'insulto per immunità di genere ed a percuotere i loro incauti ed ingenui mariti. Pietosa la vanteria di saper colpire arretrando.
Gli servirà, dato l'arretrar dei voti dal satiro mantovano.
Temo che, con Delbono, il clientelismo di Prodi, soprattutto della Signora, sarà inquinante, soprattutto sul piano morale, ma la Sinistra di Giuseppe Dozza è consegnata ai sepolcri, mentre la città è consegnata ai sepolcri imbiancati.
L'alternativa sarebbe stata una gestione Berselliana, cioè fascista della Turrita, che, figlia di una consolidata tradizione contadina, ai consociativismi, fascisti prima, comunisti poi, è abituata.
Aveva tenuto ai margini il consociativismo cattolico.
D'ora in poi, vedremo...

Scarso civismo.

Mentre pullulano i candidati civici, si manifesta sempre più una regressione del civismo nazionale. Tradizionali le assenze al Sud, così come le scelte reazionarie: referendum monarchia-repubblica, referendum sul divorzio e sull'aborto; da tempo assenze sitematiche ed indifferenti su tutti i temi referendari che ci vengono proposti, ai quali anche la Chiesa ha preso ad opporsi, invitando all'astensionismo, ogni qual volta si arroghi l'esclusiva della materia, come se non si trattasse di temi sociali e di interessi materiali ai quali spesso concorrono trasversalmente anche i rappresentanti laici della politica. Che un paese rinunci ad esprimersi sui temi elettorali è deprimente, che rinunci ad esprimersi sulla ricerca scientifica per paura di dannarsi l'anima o perdere l'abbronzatura, è altrimenti inquietante. Ma tant'è, bisognerà tenerne conto e diffidare della sovranità popolare, imbelle a mantenere nei margini di un costume libero, socialmente giusto ed incentivante le invadenze lobbystiche, a beneficio delle migliori e libere intelligenze e, di tanto in tanto, protagonista di insensati sacrifici che sarebbero stati evitabili se solo ci si fosse investiti delle proprie responsabilità ed esigenze e sempre che queste ultime non si limitassero all'abbronzatura.

domenica 21 giugno 2009

Follie senili.

Il Presidente del Consiglio, comunque vincitore stabile di ogni kermesse elettorale da oltre tre lustri - salvo le due parentesi biennali del Prodi della situazione, poi subito cassato dalle clientele interne dell'eterogenea Unione da lui creata, viene da qualche tempo aggredito sul piano della propalazione della sua improbabile vita senil-sessuale. Risulta poco credibile che queste vicende, la cui descrizione dovrebbe compensare la perdita della possibilità di pubblicare le intercettazioni telefoniche, siano giunte solo ora alla conoscenza dei media e che i Servizi, che vigilano sulla sicurezza del premier non ne fossero a conoscenza fin dal loro svolgersi. Non possono essere stati che i Servizi a mettere a disposizione dei giornali queste illazioni, così come non possono aver ignorato l'attività dello stakanovista ed indisturbato fotografo sardo, per anni appostato su uno scoglio prospiciente la dimora industrial-presidenziale. Dopo Lele Mora, un altro procuratore d'alcova, reso esperto dall'esperienza di facilitatore d'affari, attività sempre praticata ed ora assurta alla dignità di categoria professionale: quella delle escort, per l'adesione alla quale è indispensabile la bella presenza.
Ammesso che quanto propalato sia vero e che delle professioniste, infide, dell'intrattenimento abbiano deciso disinteressatamente di denunciare il Satiro prostatico, per un intimo senso di moralità e giustizia; ammesso che queste prostitue possano agire senza ispirazioni e condizionamenti di altri fruitori delle loro grazie e delle loro delazioni, a noi cittadini, di tutto questo tradizionale porcaio, che ce ne cale?
O siamo davvero convinti della miglior gestione pubblica di brutte, sfigati e, soprattutto ipocriti?

Ballottaggi.

Si conclude oggi una scomposta kermesse di insulti, insinuazioni, coinvolgimenti e colpi bassi, prima fra i tre, ora fra i due residui candidati a fare il Sindaco a Bologna. Il buon Guazzaloca, non alieno dalla diffamazione, ma sostanzialmente il meno disonesto dei tre, è stato emarginato dalla scarsa consistenza del suo partitino; Cazzola arranca sbavando ed incazzandosi (vedi l'accenno di pugilato con Galletti) e tira in ballo con ancor minore rispetto del candidato fedifrago, un'estranea maltrattata, sentimentalmente o professionalmente, non è ben chiaro. Delbono, sconta impropriamente la sua vocazione alle relazioni libere ed irresponsabili, ma non con minorenni. Sconta, soprattutto, la sua mancanza di autonomia dall'apparato che lo ha prodotto. Ex D.C. di sinistra, adattabile alle circostanze, non si è accontentato del magro stipendio del professore e, come già il suo Mentore, Prodi, si è dato alla più lucrosa politica, scivolando però sulle gonnelle.
Paradossalmente, tre ex democristiani si sono contesi la primogenitura civica.
Il più normale,sarebbe stato Guazzaloca, comunque candidatura non entusiasmante, soprattutto per l'entourage di clientes casiniani che si sarebbe portato dietro.
Vinca il meno peggio.

martedì 2 giugno 2009

Ricorrenze.

Il 25 Aprile abbiamo festeggiato l'amara memoria dei pochi sopravvissuti, ancora in grado di riferire la loro esperienza diretta di quei fatti. Quanto ai sentimenti che li hanno sottintesi ed ispirati, si rientra nel vago della coscienza e della sua non affidabile sincerità. Restano, per tutti, i fatti, almeno come vengono rappresentati, e, per ciascuno, gli impulsi che li hanno mossi a rischiare la propria vita e ad uccidere, aggiornando il senso morale, mano a mano che le vicende si dipanavano e secondo gli esiti generali e soprattutto per se stessi, che andavano configurandosi. Quel groviglio è alle loro spalle, come ormai la loro vita.
Il primo Maggio abbiamo suonato e cantato, da noi stessi, una assordante e stordente litania senza più contenuti; il trambusto da balera di un impegno tradito, vagheggiato, a ritroso, solo dai pensionati.
Il 2 di Giugno, celebriamo laicamente, solo nelle sale e fra gli arazzi, il rovesciamento del responso popolare ad opera del Ministro di Polizia Romita, del referendum istituzionale, che aveva sancito l'estraneità della maggioranza della popolazione alle vicende belliche e, soprattutto, resistenziali, con la riconferma della rassicurante e pavida figura della Famiglia reale. In questo si erano distinte le plebi meridionali e i loro maggiorenti, presso i quali i Reali si erano rifugiati, la Chiesa cattolica. Gran parte del voto femminile era andato alla monarchia. Qualche soldatino con qualche gonfalone e qualche Sindaco in scadenza, fa ignorata mostra di sé, per breve tempo, sulle piazze principali, sotto il sole o la pioggia, mentre le famigliole intasano i giardinetti, con biciclette, cagnolini e figlioli.

Milone.

Purtroppo, Milone, ho deciso di continuare il nostro dialogo solo su questo blog. Ho deciso, perché non avrei accettato imposizioni di sorta, neanche vagamente mafiose, che pure mi sono state rivolte aziendalmente.
Quanto prodotto è stato il frutto di estemporanee sollecitazioni che la realtà lavorativa di ogni giorno mi ha offerto; non avevano altro scopo, ma dalle reazioni che hanno suscitato devo ritenere che siano diventate un cult. Seppur frutto di una inadempienza di discrezione da parte dei curatori di una rubrica di suggerimenti aziendali, credo che abbia raggiunto, in samizdat i comuni lavoratori, che, evidentemente, in quelle note giocose, hanno trovato brani della loro realtà quotidiana, antica e recente.
Continuerò a tenerti aggiornato.

Identità mascherate.

Purtroppo esistono riferimenti legali, per tutti validi, e contegni nascosti dai migliori propositi, che le leggi stesse consentono, formalisticamente, di praticare.
Cum grano salis, ovviamente, perchè se si esagera o quando qualcuno decide che si è esagerato, l'incauto e presuntuoso viene, paradigmaticamente, scaricato. Questo vale per l'Opus Dei, per la Massoneria e per i sottosettori dei Consigli di amministrazione, dei Circoli rotaryani e dei Lyons, fino alle parrocchie ed alle combriccole corporative, anche del più infimo livello.
Da ragazzi, a scuola e, per chi può, nelle Università, ci si arrovella sui dati ufficiali del comportamento culturale e professionale, salvo affidarsi, subito dopo, alle raccomandazioni ambientali od alla più opportunistica e finalizzata piaggeria. Quanto sopra, vale per tutti i poteri, anche quelli, apparentemente filantropici, delle associazioni caritatevoli e dei sindacati, fino al business di questo scorcio di secolo: le Onlus.

venerdì 22 maggio 2009

Milone

Caro Milone,
fuori dall'uscio della tua nuova filiale, per pochi centesimi lavora per la diffusione del giornale di strada, un romeno, di chiara etnia Rom.
Qualora non lo sapessi, i Rom sono una tradizionale etnia gitana, hanno una loro lingua, delle loro leggi e, come tutti coloro che sono dotati di una propria identità, incongruente con quella convenzionale, vivono ai margini e sono stati oggetto di persecuzioni. Il lavoro è umile, ma lo sguardo tradisce fierezza interiore, un nocciolo duro che nessuno può scalfire.
Per una strana impressione che ha ricavato di me, mi accenna talvolta ai suoi problemi esistenziali, che sono il pane quotidiano e una tenda per sé e per la moglie. Ieri aveva bisogno di dieci euro per pagarsi la casacca - praticamente uno straccio - col quale deve distribuire il giornale dei senza fissa dimora, che il suo Capo gli fa pagare periodicamente "perchè i diffusori sono trenta e gli aspiranti sessanta".
Per ogni euro incassato, devono al Capo 0,52 centesimi.
Mi è venuta in mente l'azienda meritocratica per la quale tu ti esibisci, quando ci addebita i bolli. Non per i bolli in sé e per sé, ma per l'univoco indirizzo mercantile che applica alla sua attività e al nostro lavoro. Tanto, qualcuno che lotta per lei lo trova sempre e non si perita neanche di dissimularlo, anzi: lo addita ad esempio.

mercoledì 20 maggio 2009

Milone

Milone, i disservizi si abbattono sui nostri clienti che, a costo di passare la domenica a spulciare i conti e i trattamenti, che, con tutte le forze, abbiamo cercato di occultare, e confrontarli con le brochures mendaci, ci fanno il contro pelo mentre, balbettanti, suggeriamo loro di essere sereni, perché tutto andrà comunque bene....madama la marchesa.
Comunque, finalmente è primavera e presto potremo riprendere alcune sane abitudini da troppo trsacurate: defecare nei campi, spiare le coppiette in collina, copulare, a nostra volta, all'aperto, mettere i nuovi, avveniristici, occhaili da sole.
Il tepore ci induce ad una languida pigrizia, da coltivare con bibite fresche, cibi fragranti, succulenti gelati.

Milone

Nonostante il trascorrere del tempo, mi accade di meravigliarmi per le caratteristiche, ormai genetiche, dell'homo bancarius.
Puntualità pedante, con attitudine al sorriso da cameriere che si è appena grattato i maroni in cucina.
Che queste caratteristiche si evidenzino anche in Credem, dove il personale non è gratificato se non in acronimi o quando è indispensabile per continuare ad essere utilizzato proattivamente, anche sul piano territoriale, lascia, di primo acchito, perplessi.
Ma conoscendo l'atavica attitudine dell'homo bancarius a tradurre la vita in convenienze e non...toglimi una curiosità, Milone:li paghi in nero per farli svolazzare or quà or là? Casomai con i soldi di tutti, che il sindacato ( unico ) ti ha permesso di indirizzare solo verso le tasche dei "meritevoli"?

Milone

Milone,
sei un piccolo, avido usuraio.
Se per fare un bonifico con le tue primordiali procedure, devo riconoscerti un aggio ( mi dirai, scontato di 0,50 euro ), mi congratulo con me stesso per aver mantenuto i miei conti in una banca diversa.....da questa di Paperino.

Milone

Se avanzo seguitemi!
Se indietreggio sparatemi!!

domenica 17 maggio 2009

Le fobie antimmigrati di Guido ceronetti

Micromega, già le ragioni del socialismo, oggi rivista di filosofia e, nei fatti, megafono confuso - come nella migliore tradizione socialista italiana - della polemica antigovernativa ( quando al governo c'è Berlusconi ), se la prende con un articolo dell'inclassificabile uomo di cultura Guido ceronetti, perché, "pur godendo di una pensione pubblica" che avaramente lo Stato talvolta concede ai suoi luminari in difficoltà, si è permesso di pubblicare sulla Stampa della sua città, Torino, un articolo critico verso l'accoglienza indiscriminata dei migranti, segnalandone, dal suo punto di vista, i pericoli.
Ceronetti è vegetariano, schifiltoso ed erudito. Come altri eruditi - vedi l'antropologa Ida magli - paventa gli inquinamenti culturali, soprattutto quelli indotti da e sulle masse, senza curarsi delle convenienze economiche dei corifei della società meticcia. In tutta la sua opera, Ceronetti non si perita di valutare, in termini aristocratico-culturali, situazioni, modi, tendenze e prospettive, in ciò accompagnato, inconsapevolmente, da tanti poveri Cristi, privi di culture alternative o di rassicuranti mezzi materiali.
La qualità dei suoi aforismi e dei suoi scritti in genere, insieme alla sua cripticità per iniziati, ne fanno certamente un degno titolare di una pubblica indennità, anche se non è portatore di una cultura facilmente smerciabile.
Non dispiaccia agli incensatori del sapere accessibile per condizionato riflesso, che un isolato parli ( a ben pochi ) fuori dal coro. Ceronetti è un misantropo e dei misantropi, come diceva Cioran, riferendosi a lui, bisogna sempre fidarsi.

giovedì 14 maggio 2009

Regolamento operativo e normativo per il Credem.

Propongo di istituire il seguente regolamento operativo e normativo:
la possibilità di aprire conti in lire e in euro, consentitaci dalla nostra proattiva procedura, va sfruttata al massimo.
Coerentemente, va sfruttata al massimo la proattività dei nostri costosissimi dipendenti ed attribuire le tre settimane di ferie, previste dal CCNL, solo ai meritevoli
e
premiare in denaro, con i soldi della produttività-redditività, solo coloro che non lasciano la scrivania prima delle 19, senza percepire indennità di straordinario.
Non sforare di un centesimo i costi ineliminabili e ricordare a tutti "chi gli dà da mangiare".
Militarizzare la struttura, indicendo, presso le filiali, riunioni o C4 che ripetano sinteticamente quanto stabilito già al C1.
Stabilire che i comportamenti individuali, anche se nei termini contrattuali e di legge, sono devianti.
Incrementare l'attribuzione di acronimi, senza ingessarsi con il riconoscimento di inquadramenti attinenti ai ruoli e non nominare mai l'espressione C.I.A. ( Contratto integrativo aziendale ).
Sostituire parte della retribuzione premiante con punti Credem club.
Istituzionalizzare la creazione di un team di Capi villaggio ( struttura ) a cui demandare il compito di vendere ( omologare ) i loro fratelli ( colleghi ) sull'esempio di quanto avveniva durante la tratta degli schiavi ( in particolare per le nuove dipendenze, colonizzate ).
Inserire nell'opuscolo turistico Credem Viaggi, la località DEBCRE-Exotic tour con MM ( o altri acronimi ).

Berlusconi è da invidiare?

Se lo chiede e ce lo chiede l'Espresso, in edicola domani, riguardo al refrain berlusconiano della sinistra che lo perseguita per invidia. Abbiamo provato a rispondere.
Nell'anima della sinistra sociologica l'invidia alberga sicuramente; non è la sinistra intellettuale, nelle cui scelte e delle cui scelte poco vitali e vitalistiche, va cercata, per ciascuno, la radice e, nell'insieme, le costanti più frequenti, distinguendo, opportunamente, fra uomini e donne.
Nel Berlusconi-Casanova, senile e prostatico, va individuata la ricerca di un antidoto
alla morte, mentre aspiranti alla vanagloria, ninfe ed attempate, si offrono, talvolta per il solo piacere di essere "principesse" per un giorno o per una notte. Questo suscita l'invidia anche degli intellettuali che, quando sono nella veste di pedagoghi, laici o religiosi, se la fanno ( non tutti ) con minori, maschi e femmine, come i classici hanno loro insegnato.
Nel caso di Noemi, papy e mamy naturali hanno avviato la figlia alla prostituzione ( fosse anche solo morale e culturale ) in forme socialmente approvate...purché non divulgate. Susciterebbero invidia.
P.S.
Più interessante è l'atteggiamento dei genitori, intriso di elementi borbonici e plebei: Berlusconi non se ne rende conto, gode e si compiace dei privilegi del potere, ma nei procreatori, speranzosi per la graziosa e levigata - ma non eccezionale figliola - alberga l'educazione alla sottomissione, la consapevolezza sotto traccia delle esigenze del piacere ( fosse anche solo estetico )che piacere e preminenza sono in grado di procurare.

mercoledì 13 maggio 2009

Candidature.

Milone,
il mio candidato alle municipali, Beppe Maniglia, è stato escluso con un pretesto burocratico.
E' stato l'unico e non avrebbe preso pochi voti. Anche il grillino e' stato ammesso in extremis, quando il patron ha minacciato di fare una piazzata.
Il buon Beppe è un artista bolognese di strada, ormai ultrasessantenne, fino a pochi anni or sono si esibiva in Piazza maggiore, con gli amplificatori montati su una motocicletta e faceva scoppiare con il fiato, a fine concerto, una borsa dell'acqua calda.
Per un po' ha fatto anche delle tournée con un autobus rosso londinese a due piani.
Vive in un vecchio alberghetto a una stella, nel cuore del mercato centrale di Bologna, che, ai tempi dei suoi fasti, era stato un casino.
Peccato che tu non sia candidato, Milone, in alternativa ti avrei votato.

venerdì 8 maggio 2009

Milone

Milone,
corri come un treno ad alta velocità.
Il tuo successo imbarazza.
Mi viene un dubbio: non è che agendo sulla vetusta procedura, che nel 2000 hai solo aggiornato, apri dei conti in euro ed altrettanti in lire?

martedì 5 maggio 2009

Milone

Caro Milone,
fuori dall'uscio della tua nuova filiale, per pochi centesimi lavora, per la diffusione del giornale di strada, un romeno, di chiara etnia rom.
Qualora non lo sapessi, i rom sono una tradizionale etnia gitana, hanno una loro lingua, delle loro leggi e, come tutti coloro che sono dotati di una propria identità, incongruente con quella convenzionale, vivono ai margini e sono stati oggetto di persecuzioni.
Il lavoro è umile, ma lo sguardo tradisce fierezza interiore, un nocciolo duro che nessuno può scalfire.
Per una strana impressione che ha ricavato di me, mi accenna talvolta ai suoi problemi esistenziali, che sono il pane quotidiano, una tenda per se' e per la moglie. Ieri aveva bisogno di dieci euro per pagarsi la casacca - praticamente uno straccio - col quale deve distribuire il giornale dei senza fissa dimora, che il suo Capo gli fa pagare periodicamente perché "i diffusori sono trenta e gli aspiranti sessanta". Per ogni euro incassato, devono al Capo 0,52 centesimi.
Mi è venuta in mente l'azienda meritocratica per la quale tu ti esibisci, quando ci addebita i bolli. Non per i bolli in sé e per sé, ma per l'univoco indirizzo mercantile che applica alla sua attività ed al nostro lavoro.
Tanto, qualcuno che lotta per lei, lo trova sempre e non si perita neanche di dissimularlo, anzi: lo addita ad esempio.

lunedì 4 maggio 2009

Considerazioni.

Egregio D.G.,
considerato che l'interesse primario del lavoratore e' di far parte di un'azienda con i conti in ordine, questo primo approccio con la contabilità del CREDEM e' positivo. Soprattutto per chi viene da vent'anni di travagli e salti mortali, dovuti al cambio di mission che il sistema bancario ha dovuto darsi, abrogando le banche pubbliche e le banche I.R.I., che pure avevano natura di S.p.A.
Il ridimensionamento di molte voci, rispetto al 2007, mi sembra in linea con l'andamento di mercato e compensato con altre voci che, mi auguro, siano reali e non delle equivalenti partite di giro amministrative.
L'acquisizione, non tanto e non solo di nuovi sportelli, quanto di culture aziendali e professionali assai dissimili fra di loro e rispetto al CREDEM, è foriera di possibilità, ma anche di difficoltà di adattamento.
La costante espansione del CREDEM, da un lato ne fa ormai una banca nazionale, sia pure con una distribuzione territoriale non organica, che può applicare le sue regole commerciali e di gestione, con buoni ritorni d'utile, ai "portafogli" acquisiti, costituisce, credo, una realtà positiva che non soffre ancora di carenze di "dimensionamento" aziendale.
D'altro canto, immagino che le scelte d'insediamento siano condizionate e/o determinate dall'influenza della Banca d'Italia che, dopo aver aver sfrondato le ridondanze dei grandi gruppi, si preoccupa di curare la presenza e insieme la modernizzazione del credito e, di riflesso, dell'economia, in tutte le regioni italiane, attribuendo ai cedenti ed ai subentranti segmenti specifici di mercato.
L'aumento delle sofferenze e dei crediti inesigibili e' purtroppo in linea con le difficoltà economiche.
Colpisce il ridottissimo aumento del costo del personale, evidentemente poco gratificato in cifra fissa ed in inquadramenti, mentre il salario variabile - devo ritenere - non "sfora" il budget dei costi fissi contrattuali.
Mi riferisco al V.A.P.R. ( valore aggiunto produttività-redditività ) oggetto di verifica e calcolo annuale e destinato, pro quota, a ciascun dipendente, in relazione, variabile, al return to equity e che esula ( o dovrebbe esulare ) dai premi budget.
Cordiali saluti.
Pier Paolo Castellari

Siamo in brodo di giuggiole.....

Grazie per i complimenti, sull'asse principale Bologna ( 5 ) Hurrah!!! - Rimini, anche se ambivamo al riconoscimento delle nostre qualità morali e dei sentimenti che siamo capaci di esprimere.
Siamo già sui blocchi per la prossima campagna: "Bruciami il paglione"....ma lo sparo dello start ritarda.
La "vis pugnandi" si sta trasformando in una irritante tensione e in un ammosciamento dell'"animus".
Toglieteci al più presto da questa situazione.
P.s.
Perché quando le cose non vanno bene, ve la prendete sempre con il povero Vincenzo?
Lory fa delle belle mail?

Curiosità e condivisione su quanto espresso dal D.G. e dall'RBU.

Caro Simone,
riguardo alle considerazioni del D.G., convengo sull'affermazione che rischi di tenuta patrimoniale, il CREDEM non dovrebbe correrne, soprattutto alla luce della detenzione dei due terzi del capitale da parte di una sola famiglia.
L'esperienza borsistica mi ha insegnato che in codeste famiglie ogni quota di possesso e' rigorosamente ripartita fra ciascun parente azionista.
Quindi, i due terzi del valore eroso sono finiti, paritariamente, nelle loro tasche, non essendo concepibile che il "mercatino", pari al 26%, possa aver provocato un ridimensionamento così accentuato. L'unico rischio, se per un dipendente si può considerare un rischio, è che la famiglia decida, univocamente, di vendere. Ma quest'anno ed a questa quotazione e' poco probabile, a meno che crisi finanziaria acquisisca una dimensione travolgente, eventualità che non mi auguro.
In alto i cuori, dunque,e, sulla base dell'analisi dell'RBU, usciamo dalle trincee per conquistare nuovi avamposti.
A proposito, l A.B.I. ha chiesto al governo l'applicazione della C.I.G. al credito. non potendo (o dichiarando di non potere) sostenere gli oneri di nuovi esodi.
L'impudente proposta e' stata riservatamente respinta - dopo gli sconquassi provocati dai grandi gruppi e le laute prebende che si sono attribuiti, nonostante i risultati - anche perché sarebbe dovuta durare ben sette anni.
E' evidente l'intenzione di smaltire gli ultimi, relativamente costosi, rispetto ai contratti atipici, mobbizzati rottami.
Forse, quindi, non sarà il mio destino, ma non so se la tua probabile veste di quadro potrà metterti completamente al riparo da questa non gratificante possibilità: Il ruolo è stato volutamente depotenziato e poco conterebbe, ai fini della legge, essere MM o altro acronimo.
Statte accuorto, dunque, mio giovane amico, continua a coltivare l'arte musicale e...le buone relazioni con il mondo finanziario e bancario.
Mala tempora currunt.
Pier Paolo

Appuntamento delle 13,15.

Caro MM,
l'SM mi ha "ricordato" solo ieri che avevo un appuntamento con te su un O.D.G. che, normalmente, richiederebbe almeno una mezza giornata.
Sono a scusarmi, ma non parteciperò. Una volta, la prima, passi: se non altro per non mostrare pregiudizi. Due, però, avallerebbero un cattivo costume.
Se acconsentissi, potrei trovarmi, un giorno, a sostituire i miei colleghi in assemblea.
Niente di personale.
In partibus infidelium, Pier Paolo

Milone

Milone,
mentre tu avanzi, rinfrancato dalla serotonina primaverile, i tuoi fedeli ingrigiscono. Coinvolti nella rifioritura periodica e stagionale, per una strategia compensatoria, acconciano il capello, rinfrescano al camicia ( speriamo anche le mutande ) e traggono dagli armadi dei "fresco lana"...rigorosamente autunnali.
Fumo di Londra per tutti i tuoi iniziati alla retribuzione maggiorata ed agli scarsi contributi previdenziali, a sottolineare la povertà del sociale e la speculazione privata.
Così adeguandosi, di loro si spende la miglior parte, mentre il tuo impresario conta i soldi.

Sensazioni lungo il cammino.

Mentre scrivo si è scatenato il classico temporale pseudo monsonico estivo. Sono secchiate d'acqua, repentine e brevi, tali però da lasciar infradiciati, ad esempio, i diffusori di Piazza grande, lungo le vie.
Ho particolarmente in mente un romeno, di probabile etnia Rom, che lavora sul marciapiede di viale XII Giugno a Bologna e che ha preso la consuetudine di raccontarmi aspetti della sua vita randagia.
Con una targhetta identificativa e qualche copia del giornale dei senza dimora, cerca di farsi aiutare per un po' di cibo, asserendo di non avere trovato altra opportunità di lavoro. Era sparito per circa un mese, per tornare a casa. E' poi ricomparso e mi ha raccontato di aver portato con sé la moglie e di avere una bambina, rimasta in patria con il padre. La madre è morta. Oggi ha chiesto un contributo per comperare la giacchetta numerata con la quale diffonde il giornale: dieci euro per sostituire la precedente, lisa e che gli era costata cinque euro. Il suo "capo" pretende questa somma per assegnargli una nuova divisa, senza la quale non "potrebbe più fornirgli il lavoro ( appaltatogli da chi? ) della vendita stradale del giornale. Oltretutto, le casacche disponibili sarebbero trenta e gli aspiranti a vestirle il doppio. Mi sembra una delle campagne di 'incentivazione alla vendita delle aziende ufficiali.Gli servirebbero poi altri venti euro per comprarsi una tenda in offerta e ripararvi la notte. Mi chiedo in base a quali connivenze o pretesti formali si ometta di aiutare queste persone, la cui vita non dovrebbe essere consentita nei termini che sono sotto gli occhi di tutti. Senza violare la libertà individuale, si dovrebbero conoscere le condizioni di questi sfruttati e l'identità dei loro sfruttatori, stroncando, se presenti,anche eventuali mafiose connivenze da parte loro. Questo per i mendicanti sotto mentite spoglie, per le prostitute, i lavavetri e tutti i lavoratori in nero dell'industria e dei servizi.

domenica 3 maggio 2009

Primo maggio canoro.

E' stato il primo Maggio di Vasco Rossi. L'ubriacone canoro ha elettrizzato i lavoratori ballerini durante il musical sindacale che, da dieci anni almeno, ha sostituito le manifestazioni rivendicative, trasformate, quà e là, in commemorazioni. Il Vasco si è sostituito ai proclami gridati dei tribuni della plebe,ansiosi di ristorarsi nella più vicina trattoria dopo la declamazione, ha stordito i precari e i disoccupati, si è anche prodotto in gutturali slogan e in abbozzi di comizi. Ha un po' strippato, sotto l'effetto di alcool, droga e suggestionato dalla folla che si agitava al suo rito, sotto il palco.Conterà con calma le laute prebende pre-concordate.
Nessuna rigidezza da reparto produttivo, vagamente militarizzato, nessuna auto-rassicurazione circa la propria identità, il proprio ruolo e la propria dignità. Solo una "fungibilissima" danza sciamanica.

sabato 2 maggio 2009

Cronisti caduti.

Di Anna Politkovskaja, uccisa nell'androne di un anonimo condominio moscovita nell'Ottobre del 2006, rimangono le note dell'attività giornalistica svolta negli anni putiniani e della guerra cecena, di un periodo cioè segnato dal favore internazionale verso la Russia democratica, nella speranza che si indirizzasse verso i modelli occidentali e ne accettasse la leadership. Putin, invece, cercherà di invertire il rovinoso declino della Grande Madre Russia, seguito al disfacimento dell'URSS, che Gorbaciov aveva cercato invano di incanalare nell'alveo di un comunismo compatibile, prima di venire spodestato dai vecchi-nuovi gerarchi, emersi trasformati dal ventre del regime. Eltsin, già dirigente del PCUS aveva rincorso goffamente i costumi e le mitologie occidentali, precipitando il suo sconfinato paese e le sue molte etnie, in una decadenza morale e materiale gravissima e in un collasso istituzionale che aveva coinvolto anche la ex gloriosa Armata rossa. Milioni di donne, sole e con figli, avevano lasciato le loro regioni per prostituirsi in ogni parte del mondo economicamente florida. Lo sfacelo dell'esercito e la vendita di componenti importanti del suo armamento, l'accumulazione prostitutiva di capitali, avevano attivato ogni sorta di sinergia, già presente nell'URSS, fra gli apparati dello Stato e le organizzazioni criminali e mafiose, le cui organizzazioni interne erano speculari e che rapidamente coinvolse anche la Magistratura. Se, inizialmente, prevalsero il caos ed i regolamenti di conti, con Putin prese corpo l'omogeneizzazione degli apparati e, sotto l'egida dell'intelligence e dei suoi uomini, portati al vertice del potere, la cogestione dell'ordine interno. Il rilancio economico fu deciso attraverso la rivalutazione del ruolo e degli investimenti militari, le aziende privatizzate furono assegnate e non liberamente contese ad apparatciky del vecchio PCUS e tutti coloro che non vollero sostenere il presidente ed i suoi uomini, furono emarginati, spossessati e reclusi. Si tornò dunque ad un sistema misto, nel quale lo Stato era il nuovo feudatario che assegnava o revocava i beni e i benefici ai meritevoli o ai riottosi.
La Politkovskaja, strano prototipo di russa nata a New York, si applica ad analizzare, con tono scabro, scarno, ma documentato, tutti i passaggi storici che vedono protagonista il primo Putin e, su base oggettiva e legalitaria, ne mette in evidenza le mistificazioni, l'indifferenza e gli abusi, senza mancare di stigmatizzare l'apatia dei suoi connazionali, che, soli, quando sono colpiti dal dolore e dai lutti, inutilmente si agitano. Ha condotto questo lavoro con sistematicità, fino a che un sicario, inquadrato di spalle e di sfuggita dalla telecamera del palazzo, mentre si allontanava dopo il delitto, le ha chiuso la bocca per sempre, senza che, come al solito, nel mondo e nell'apatica società russa, si alzassero che vaghe e pigre lagnanze. Per quanto sia quasi certo che sugli scopi e sui mandanti del suo omicidio non si saprà mai nulla di documentato, neanche a futura memoria, si resta colpiti dalla incisività e precisione delle sue denunce del potere putiniano e dal disegno che ne traccia, di una consorteria mafiosa, mutuataria di molti schemi mentali ed operativi della precedente dittatura. Mentre, prima, gli oppositori venivano fatti passare per pazzi, ora, pur nella limitata e contrastata pseudo-apertura al dibattito, quando qualcuno non vuol proprio capire, viene ucciso. Infatti, anche recentemente, altri giornalisti di nicchia sono stati uccisi perché denunciavano gli apparati criminali-istituzionali di regioni o municipi. La Politkovskaja aveva preso di petto il potere centrale, il presidente in persona e aveva messo l'apice della piramide russa nella condizione di doversi "compromettere", sia pur per mano di un sicario, in prima persona.
Il grigiore post sovietico si è però subito posato sul suo cadavere e le potenze occidentali, Stati Uniti in primis, hanno trascurato, durante il mandato guerrafondaio e petrolifero di Bush, di attaccare il neo potere russo sul piano della legalità e della democrazia, cosicché alla coraggiosa giornalista non resta altro che una possibile rivalutazione postuma, secondo il peggior stile sovietico e ideologico-dittatoriale. Che sia a cura di una Russia autenticamente democratica, di un Occidente riconciliato con i suoi migliori principi o di un neo apparato trasformista, non è dato sapere.
Quanto colpisce e turba è, invece, la similitudine che sembra di cogliere fra la Russia della Politkovskaja e l'Italia a partecipazione statale della Prima Repubblica e di quella falsamente riformata, anzi mascherata, attuale, con i vecchi apparati al potere e diffusi su tutto il ventaglio delle opzioni istituzionali, al governo e all'apposizione, così come nei sindacati. Stragi e strategie con il concorso di capi della polizia camaleontici e di apparati mai così poco "deviati" che quando mettevano in atto attentati contro i cittadini in sinergica collaborazione- competizione, con gruppi armati, sempre presenti, ma, per l'innanzi, sottotraccia. Un'Italia, ieri come oggi in mano a forze non manifeste, inquinanti al centro nord, assolutamente dominanti al sud ed oggi in espansione nell'Europa occidentale e non. Da questa collaborazione fra forze oscure della finanza, della politica e del crimine, si sta configurando, forse, per casomai assumere cangianti e non identificabili configurazioni, quella che qualcuno ha battezzato Eurussia? Escluderà i Paesi della povertà o riuscirà a coinvolgerli in un processo di crescita economica controllata e gerarchica, attraverso la diplomazia ufficiale e l'attività delle cosche?

venerdì 1 maggio 2009

Campagna elettorale 2009

La campagna elettorale di questo 2009, per le Europee ed il rinnovo di molte amministrazioni locali, è segnata dalla chiamata a "fare squadra" per il conseguimento di ipotetici risultati di beneficio comune. Questa reiterazione di obiettivi "sociali" è, invece, la chiamata alle armi del popolo strumento per il conseguimento di obiettivi economici da parte di singoli imprenditori, lobby di imprenditori, sottopancia amministrativi e tecnici. Questo a Destra e all'ipotetico Centro mediatore e clientelare.
A Sinistra ci si propone di amministrare questi interessi, convogliarli nell'ambito di piani ed ipotesi di sviluppo cittadini e comprensoriali. Maggiore, quindi, dovrebbe essere l'interesse riflesso di un maggior numero di categorie sociali. E probabilmente così è stato.
La rissa fra i candidati e gli aspiranti alla carriera nel crogiolo democratico ha spesso avvelenato questo settore politico; in particolare ora che non vigono più, almeno nella stessa pregiudiziale misura, i dirigismi d'apparato e che la sinistra si è allargata a settori sociali, prevalentemente cattolici, non adusi a questa ferrea disciplina, ma molto propensi a spartirsi, pro quota e ricatti, tutto quanto si trova nel piatto.
Comunque, a destra come a Sinistra, tutto si gioca sul "gradimento" dell'immagine dei singoli candidati e, venuta meno la partecipazione ideologica, si cerca di carpire la simpatia dell'elettorato con sguardi e sorrisi dai cartelloni pubblicitari... o per se stessi o per l'apparato da cui si è stati cooptati a rappresentarlo.